Yen ai minimi da 7 anni contro il dollaro USA

Lo yen è sceso a un nuovo minimo di sette anni contro il dollaro in seguito ad un movimento da parte della Banca del Giappone di incrementare il suo già enorme stimolo di acquisto di obbligazioni. I venditori si sono concentrati sul dollaro australiano a seguito di un’indagine ufficiale molto debole del settore manifatturiero della Cina e di un sorprendente calo delle approvazioni di costruzione australiane, mentre l’euro ha colpito un nuovo minimo di due anni contro il biglietto verde.

Il dollaro si trova ad un soffio da ¥ 113,00, raggiungendo un picco dal dicembre 2007. L’ultimo scambio c’è stato a ¥ 112,76, in crescita dello 0,4 per cento, dopo che il biglietto verde ha toccato un massimo di 112,98 ¥.

Il biglietto verde è salito di quasi il 3 per cento nei confronti dello yen venerdì dopo che la BOJ ha triplicato il ritmo del suo acquisto di attività di rischio, come ad esempio gli Exchange Traded Funds (ETF) e i fondi di investimento immobiliare (REIT). Lo yen potrebbe affrontare una nuova vendita speculativa dopo un allentamento inaspettato della BOJ che ha sottolineato la divergenza della politica monetaria tra la BOJ e la Federal Reserve degli Stati Uniti. Tutti si aspettavano un trading in un range compreso tra 105 e 110 yen, ma ora il trend sembra essersi completamente spostato verso i valori di 110-115 yen, con il dollaro che potrebbe testare la quota di ¥ 115 entro la fine dell’anno. Il mercato potrebbe essere dunque in procinto del passaggio ad una fase successiva.

Il dollaro australiano è sceso contro il dollaro dopo un sondaggio di Sabato ha mostrato l’attività della fabbrica della Cina è sceso inaspettatamente a un minimo di cinque mesi nel mese di ottobre.

I dati relativi alle prime ore di oggi di trading mostrano un calo impressionante, pari al 11 per cento, nelle autorizzazioni di costruzione australiane nel mese di settembre, cosa che aggiunge ovvia pressione sull’Aussie che scende dello 0,8 per cento a 0,8727 dollari. Le letture miste sul settore manifatturiero e dei servizi in Cina rilasciati oggi hanno fatto poco per sostenere il dollaro australiano, che viene spesso influenzato proprio dall’andamento dell’economia orientale.

Il biglietto verde ha spinto nei confronti dell’euro, che ha colpito un minimo di due anni a 1,2439 dollari, il livello più basso da agosto 2012. L’euro si trova in ribasso dello 0,4 per cento a 1,2480 dollari. I commercianti sospettano che l’euro possa rimanere sulla difensiva fino ad una nuova revisione della politica della Banca centrale europea, giovedì. Ci sono state delle sorprese da parte delle banche centrali la scorsa settimana, sia da parte della Riksbank della Svezia che dalla Banca Centrale del Giappone, oltre che, ovviamente, sulla BCE. La Riksbank, la banca centrale della Svezia, la scorsa settimana ha tagliato il suo tasso di interesse di riferimento ad un valore più grande del previsto, ovvero 25 punti base, arrivando al minimo storico dello zero per cento per combattere la persistente bassa inflazione.

Autore: Andrea Luzzi

Andrea ha una laurea in economia, un Master in Finanza Quantitativa e diverse certificazioni internazionali. Ha lavorato per banche ed hedge fund in qualità di risk manager, analista quantitativo e portfolio manager. Nel 2009 ha fondato la Quantyx, una società di consulenza operante in Italia ed in Svizzera, che si occupa di risk management, sviluppo di software finanziari ed analisi di investimenti non tradizionali. Vive in Svizzera e lavora fra Milano e Zurigo (almeno per ora).

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