Tsipras deve essere fermato: è il pensiero che emerge tra i leader europei

Poche ore prima che la scadenza del 30 giugno volta al e l’ancora di salvezza finanziaria del paese sia perduta, i leader europei sono allineati uno dopo l’altro nell’informare i greci che, inequivocabilmente, una prevalenza dei “no” nel referendum di domenica significherà un addio all’euro.

Non c’era alcun dubbio circa la gravità delle circostanze cui la Grecia e l’Europa s trovano di fronte.

Ci sono stati attacchi aspri su Alexis Tsipras, il giovane primo ministro greco che è andato più in là di quanto si ritenesse possibile nella sua politica del rischio calcolato.

Una misura della gravità delle circostanze è deducibile dal numero di meeting che i leader stanno facendo per parlare della situazione di Atene. A Berlino, Bruxelles, Parigi e Londra sono state convocate diverse riunioni di gabinetto dedicate esclusivamente alla Grecia.

Il presidente francese, Francois Hollande ha detto. “E’ diritto del popolo greco sapere quale sarà il loro futuro. Si tratta di decidere se i greci vogliono restare nella zona euro o correre il rischio di lasciare.”

In quello che è stato probabilmente il più grande discorso della sua carriera, il presidente della Commissione europea, Jean-Claude Juncker, è apparso davanti una sala stampa gremita di Bruxelles come sottofondo una gigantografia delle bandiere greca e dell’Unione europea. Egli ha fatto un appello appassionato al popolo greco per votare sì all’euro e alle sue condizioni di salvataggio, sostenendo che lui e i creditori – piuttosto che il governo di Syriza – hanno a cuore i migliori interessi dei greci. Tsipras ha mentito al suo popolo, li ha ingannati e ha tradito i negoziatori europei distorcendo i termini di salvataggio.

Vorrei chiedere al popolo greco di votare sì … Il “no” significherebbe che la Grecia sta dicendo no all’Europa“.

La straordinarie performance di Juncker sembrava come se egli fosse già in lutto per la scomparsa di un Europa veramente Unita, cui ha dedicato la sua lunga carriera politica. Il suo discorso di 45 minuti è stato sia struggente che padronale.

Sigmar Gabriel, vice-cancelliere e capo del partito socialdemocratico del paese, ha detto che l’Europa deve affrontare la peggiore crisi da che il trattato istitutivo dell’Unione europea è stato firmato, a Roma nel 1957.

Gabriel è stato il primo politico ad esprimere pubblicamente ciò che molti pensano e dicono di Tsipras in privato: che il leader greco rappresenta una minaccia per l’ordine europeo, la sua radicalità è rivolta alle politiche tradizionali e vuole poter riscrivere le regole alla base della moneta unica. I messaggi non detti confermano che Tsipras è un uomo pericoloso e deve essere fermato.

Autore: Guglielmi Franco

Mi preoccupo di tenervi aggiornati sulle ultime notizie dal mondo del Forex in tempo reale, con approfondimenti sulle migliori notizie in campo economico.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *