Tsipras dice la Grecia non è intransigente e sollecita i leader dell’UE per raggiungere un accordo

Il primo ministro greco Alexis Tsipras ha detto che la Grecia non dovrebbe essere biasimata per non aver ancora raggiungeto un accordo con i suoi creditori e ha invitato gli altri leader europei a bypassare i colloqui tecnici e giungere ad una soluzione politica.

Atene e i suoi creditori continuano ancora oggi una serie colloqui su un possibile accordo “denaro in cambio di riforme”, ma ci si aspettava di avere tutto pronto per ieri, scadenza autoimposta,. Il numero uno ellenico ha detto al quotidiano francese “Le Monde” proprio ieri che “Se non abbiamo raggiunto un accordo con i nostri partner non è per colpa nostra o di posizioni incomprensibili da parte greca“.

Tsipras ha detto “il problema principale è piuttosto l’ossessione di alcuni rappresentanti istituzionali che insistono su delle soluzioni irragionevoli e sono indifferenti al risultato democratico delle recenti elezioni in Grecia”, aggiungendo poi che le istituzioni europee ed internazionali dovrebbero essere pronte ad essere flessibili. Tspiras ha detto che il governo greco è pronto a scendere a compromessi, per esempio sulle privatizzazioni, nonostante l’opposizione ideologica del suo partito su di esse.

Tsipras ha anche detto che è contro una zona euro a due velocità, dove il nucleo finirebbe per imporre regole di austerità severe mediante una sorta di ministro delle finanze “super-euro” che avrebbe il potere di bloccare qualsiasi bilancio nazionale non in linea con le dottrine neoliberiste estreme.

Tsipras dovrebbe avere una teleconferenza con il cancelliere tedesco Angela Merkel e con il presidente francese Francois Hollande nella giornata di oggi, la seconda in quattro giorni, nel tentativo di cercare di chiudere l’affare.

Inoltre, il numero uno ellenico ha cercato a lungo una spinta politica per porre fine ai negoziati e per ottenere gli aiuti di cui il suo paese ha bisogno perché si trova a corto di liquidi, anche se gli istituti di credito hanno insistito sul fatto che la Grecia deve concludere i negoziati a livello tecnico, con concessioni adeguate sulle riforme in modo che i relativi numeri di bilancio e del debito si sommino.

La prossima scadenza incombente è il 5 giugno, giorno in cui il paese deve una prima rata da 300 milioni di euro al FMI. Si tratta di relativamente poco denaro, che però il paese potrebbe non avere perché deve pagare pensioni e stipendi. I maggiori problemi potrebbero derivare dal rimanente miliardi di euro da rimborsare, sempre al FMI, nel corso delle prossime giornate.

Autore: Guglielmi Franco

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