Trading sull’uranio: le strategie più diffuse

uraniumL’uranio: cenni storici

Una storia che si arricchisce di pagine tra la fine del ‘700 e quella dell’800: l’uranio viene infatti scoperto nel 1789, anno in cui scoppia la Rivoluzione Francese, ma bisognerà attendere il 1841 per ottenere il suo isolamento come metallo. Verso la metà del XIX secolo, poi, si registra anche il suo primo impiego industriale nel vetro, mentre il 1896 è l’anno in cui se ne osserva per la prima volta la radioattività. Al giorno d’oggi l’uranio può essere sfruttato come metallo non prezioso utile per gli investimenti, visto che esistono dei contratti futures che permettono di diversificare il portafoglio.

I contratti futures del New York Mercantile Exchange

I futures sull’uranio sono dei contratti standardizzati, il cui funzionamento è presto detto: l’acquirente deve trovare un accordo con il venditore per quel che riguarda la spedizione della commodity, più precisamente una specifica quantità di uranio a un prezzo predeterminato e in una data futura (ecco il motivo del nome di questi strumenti). I futures in questione sono quotati presso il New York Mercantile Exchange, con la divisione Comex che “ospita” le sue quotazioni. Queste ultime avvengono in dollari americani, mentre il peso è quantificato in libbre (una libbra equivale a 0,45 chilogrammi), senza dimenticare le dimensioni di un singolo lotto (250 libbre).

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I soggetti che investono sull’uranio

I consumatori e i produttori di uranio possono gestire nel modo migliore i rischi collegati al prezzo del metallo acquistando e vendendo i contratti futures. In effetti, i produttori hanno la possibilità di impiegare le scorte per bloccare un determinato prezzo di vendita in relazione all’uranio che vogliono produrre. Allo stesso tempo, le imprese e le aziende che lo richiedono possono utilizzare i futures per assicurarsi il prezzo di acquisto che meglio soddisfa le loro necessità. Gli speculatori, inoltre, sono interessati ai prodotti di cui stiamo parlando perché riescono a ottenere un profitto dai movimenti favorevoli di prezzo (la vendita avverrà quando gli stessi speculatori si convinceranno della discesa dei prezzi).

Come avviare il trading sull’uranio

Per riuscire ad acquistare oppure a vendere i contratti futures sull’uranio è necessario aprire un account con un broker che gestisce questi strumenti finanziari. Di solito i broker si occupano per lo più di azioni e obbligazioni, ma ve ne sono anche alcuni per i derivati (incluse le opzioni). In caso di una strategia “bullish” (al rialzo), si può ottenere un profitto dai prezzi del metallo grazie alla posizione lunga (long) nel mercato, guadagno reso possibile dall’acquisto di uno o più contratti. Il caso opposto è quello della strategia “bearish”, in cui è invece necessario vendere i prodotti.

I futures e la copertura dalle oscillazioni di prezzo

In una situazione del genere bisogna acquistare abbastanza contratti per coprire la quantità di uranio richiesta dall’operatore. L’esempio può essere quello di una compagnia attiva nel campo dell’energia nucleare che vuole procurarsi 25mila libbre di metallo in un arco temporale pari a tre mesi. Il prezzo spot è pari a 53 dollari la libbra. Visto che ogni futures del Nymex copre 250 libbre di uranio, la compagnia dovrà assumere una posizione long con cento contratti, in modo da ottenere la copertura che le serve. Il discorso opposto vale nell’ipotesi di una copertura dalle cadute di prezzo, visto che si provvede a vendere gli stessi futures.
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Autore: Simone Ricci

Classe 1982, laureato in Economia delle Imprese e dei Mercati all’Università di Roma Tre, si occupa da cinque anni di giornalismo finanziario e si sta perfezionando in Economia dell’Ambiente, dello Sviluppo e del Territorio. La grande passione è quella della storia economica, materia conosciuta e approfondita nella sua tesi e in diversi articoli. L’altro amore sconfinato è l’opera lirica, non a caso si diletta in recensioni teatrali, nel Lazio, Marche e Umbria.

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