Tfr e Tfs per dipendenti pubblici: nuovi termini per la pensione degli statali

TFR e TFR sono due indennità che vengono riconosciute a chi è un lavoratore statale, erogate alla fine dell’attività lavorativa indipendentemente dal motivo che ha portato a questo evento: se licenziamento, dimissioni o pensione.

TFR 2016, a chi spetta?

Il TFR, Trattamento di Fine Rapporto, spetta a tutti i lavoratori del settore pubblico che sono stati assunti a partire dal 31 maggio 2000 se dipendenti a tempo determinato, oppure dal 31 dicembre 2000 nel caso di dipendenti a tempo indeterminato.

In maniera opzionale, possono aver diritto al TFR anche tutti i dipendenti della pubblica amministrazione assunti prima del 31 dicembre 2000 qualora avessero deciso di aderire, in maniera contestuale, al fondo di previdenza complementare.

TFS 2016, a chi spetta?

Il TFS, Trattamento di Fine Servizio, spetta invece ai dipendenti del pubblico impiego alla fine del rapporto di lavoro. Spetta ai dipendenti della Pubblica Amministrazione che sono stati assunti, con un contratto a tempo indeterminato, dopo il 31 dicembre 2000, oppure a coloro che sono stati assunti come lavoratori a tempo determinato se hanno versato contributi al fondo previdenziale INPDAP per almeno 12 mesi.

Come calcolare il TFR

Il calcolo del Trattamento di Fine Rapporto si fa sulla base dell’accantonamento di una quota che è pari al 61,9% della retribuzione annua e relative rivalutazioni, inclusa anche delle frazioni di anno. In quest’ultimo caso la quota del TFR viene ridotta in proporzione, mentre viene comunque conteggiata come un mese intero se il periodo di lavoro di riferimento è di almeno 15 giorni.

Il TFR accantonato nel corso degli anni di lavoro viene rivalutato sulla base della rivalutazione ISTAT, ogni anno, applicando alla somma in denaro una percentuale fissa del 1,5% ed una variabile che viene calcolata facendo il 75% dell’aumento del precedente mese di dicembre.

Ad esempio, in caso di dipendente che ha diritto a ricevere il TFR nel corso del 2016, il 75% di cui sopra viene calcolato in riferimento al 31 dicembre 2015.

Quando il lavoratore pubblico raggiunge i requisiti di pensione, oppure non lavora più e ha comunque diritto al TFR, esso viene corrisposto d’ufficio. Questo significa che il lavoratore non deve fare alcuna richiesta né all’INPS, né all’amministrazione presso cui ha lavorato, deve solo sottoscrivere il quadro G del modelli Tfr1 dell’INPS, che viene a sua volta compilato dall’amministrazione.

Compilazione e invio di questo modulo si può fare anche tramite una procedura digitale, accedendo al sito ufficiale  dell’INPS con i dati di accesso che si hanno a disposizione. Sempre tramite il portale web, è anche possibile calcolare la somma TFR spettante in caso di licenziamento, sempre aggiornata.

L’importo del TFR viene corrisposto in una somma unica se esso non supera i 50.000 € , altrimenti si paga un due rate uguali per importi compresi tra 50.000 e 100.000 € , oppure ancora in 3 rate annuali se l’importo è superiore a 100.000 € . In entrambe questi casi, la prima e la seconda rata sono pari a 50.000 € , e vengono pagate precisamente dopo che sono passati 6 e 12 mesi da quando inizia il diritto a ricevere il TFR.

Le somme sono pagate tramite un bonifico sul proprio conto corrente bancario o postale, oppure con altra modalità di pagamento elettronica.

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