Wall Street in calo, il dollaro anche

I titoli azionari di Wall Street hanno chiuso ad un livello modestamente inferiore ieri, con gli investitori che sono preoccupati dei prossimi risultati societari, mentre le borse europee sono scese di quasi l’1 per cento sotto il peso di un peggioramento della situazione finanziaria della Grecia.

Gli oneri finanziari di Stato della zona euro hanno colpito nuovi minimi, il dollaro è sceso e il prezzo del petrolio è salito a nuovi massimi del 2015.

Wall Street è sceso ieri nonostante un’altra raffica di report migliori del previsto, tra cui Netflix e Goldman Sachs, e delle offerte iniziali accattivanti.

Le azioni di Etsy Inc, mercato online per i prodotti artigianali e mestieri, sono salite del 87,5 per cento al debutto sul mercato. Il Dow Jones ha chiuso giù di 6,84 punti, o lo 0,04 per cento, a 18,105.77, l’S & P 500 è sceso di 1,64 punti, o lo 0,08 per cento, a 2,104.99 e il Nasdaq Composite ha perso 3,23 punti, o lo 0,06 per cento, a 5,007.79.

Alcuni a Wall Street temono che i futuri risultati possano deludere. Si tratta di un mercato caro, che ha bisogno di guadagni per essere sostenuto, e gli utili devono essere sostenuti da una forte domanda. Delle 51 società del S & P 500 che hanno riportato i loro guadagni, il 76,5 per cento ha superato le aspettative di profitto, ben al di sopra della media a lungo termine del 63 per cento. Solo il 47,1 per cento ha battuto le entrate, tuttavia, al di sotto della media storica del 61 per cento.

I rendimenti tedeschi a 10 anni sono scesi a un minimo dello 0,072 per cento dopo che il Financial Times ha riferito che il Fondo monetario internazionale aveva respinto una richiesta informale da parte dei funzionari greci di ritardare la restituzione del prestito.

Il primo ministro ellenico Tsipras ha detto a Reuters giovedì che è “fermamente ottimista” che il suo governo possa raggiungere un accordo con i creditori esteri.

L’indice paneuropeo FTSEurofirst 300 Index ha chiuso dello 0,9 per cento inferiore a 1,635.76 dopo aver guadagnando lo 0,6 per cento mercoledì, per raggiungere livelli che non si vedevano dalla fine del 2000.

La maggior parte dei rendimenti del Tesoro USA è scesa lievemente nel commercio, risultati che sono stati guidati in parte dalle preoccupazioni sulla Grecia e in parte da una forte lettura del sondaggio della Federal Reserve di Filadelfia sulle attività economiche.

Il brent per consegna giugno è aumentato di 66 centesimi per stabilirsi a 63,98 dollari al barile, in rally da 62,00 dollari al ribasso, e raggiungendo un picco del 2015 a 64,95 dollari.

Il dollaro è sceso, facendo registrare il suo più grande declino quotidiano contro un paniere delle principali valute da quasi due settimane dopo i commenti alcuni funzionari della Federal Reserve e i deboli dati degli Stati Uniti.

Le majors sono poco scambiate con lo yuan che scende, ma Wall Street recupera

Il punto chiave del mercato durante la sessione asiatica è stato il continuo calo del valore dello yuan cinese, mentre le attività di rischio hanno ripreso favore durante la notte, anche se l’impatto è stato minimo.

Lo yuan cinese è sceso a un minimo di 13 mesi prima della sessione, a 6,2370 nei confronti del dollaro, anche se è riuscito a riprendersi a 6,2270. Prima di questa settimana, la Banca popolare della Cina aveva deciso di ampliare la fascia di oscillazione dello yuan a più o meno il 2 % intorno al punto centrale, che è stato fissato a 6,1475. Sotto la vecchia banda del 1 %, lo yuan non sarebbe stata in grado di superare 6,2090. Nella settimana, lo yuan sta perdendo intorno al 1,2 % ed è stata la più grande perdita settimanale per la valuta cinese.

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Conseguenze del calo di forza dello yuan

Un calo dello yuan è di solito una cattiva notizia per le attività di rischio e per il resto dell’economia globale, in quanto rende le esportazioni cinesi più competitive e le importazioni in Cina più costose. Tuttavia, la dimensione del movimento non è stato eccessivo finora. Infatti, uno dei motivi alla base della recente volatilità è quello di rendere la valuta più flessibile, liberamente negoziabile e orientata al mercato, al fine di renderla liberamente convertibile in futuro. Dei movimenti avversi hanno colpito anche gli speculatori, che pensano che un rafforzamento dello yuan sia una scommessa a senso unico. L’altra ragione è che la debolezza nella moneta riflette alcuni numeri economici peggiori del previsto in Cina nelle ultime settimane. Lo yuan ha perso circa il 3 % su base annua, ma c’è la speculazione che non ha ancora toccato il fondo.

Tra le altre notizie, un dignitoso sondaggio della FED di Philly sulle attività di produzione ha aiutato le attività a rischio a rimbalzare. In particolare, un certo numero di investitori ha affermato che la Yellen ha fatto un errore da “rookie” e che non avrebbe dovuto dire che i tassi sarebbero stati più elevati ​​prima del previsto.

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La Germania non si fida, l’Euro galleggia, Aussie con i cerotti e le Borse piangono

L’Euro continua a perdere terreno guardando a  Cipro che per ottenere il definitivo via libera al piano di salvataggio ha deciso di vendere le sue riserve aurifere ‘in eccesso’ . Nonostante le turbolenze in atto sui mercati internazionali, le prospettive di una ripresa  economica, stimata entro la fine dell’anno, potrebbe spingere alcuni Stati dell’Eurozona a chiedere ulteriore sostegno nei prossimi mesi. I ministri europei delle finanze e i governatori delle banche centrali si preparano ad affrontare la riunione del G20 in programma il  18 e il 19 aprile. Sul tappeto non mancheranno le ulteriori sollecitazioni provenienti da più parti in merito all’adozione di politiche monetarie più aggressive finalizzate a  neutralizzare i rischi di una continua instabilità nella regione europea.  Il meeting  dedicarà un capitolo a parte allo Yen e alla politica monetaria espansiva intrapresa dalla BoJ attraverso la vendita di attività di rischio e la conseguente copertura sulla valuta giapponese. Decisioni che come diretta conseguenza lasciano intendere una potenziale svalutazione dello Yen. Rumors anticipatori del meeting parlano di un crescente  numero  di funzionari della BCE orientati ad introdurre azioni di allentamento monetario al fine di dare maggiore stabilità ai prezzi.  La valuta unica, in fase correttiva, sembra ancorata al di sopra del livello di ritracciamento di Fibonacci in area 1.3050. Ma non è oro tutto quel che luccica, poiché  in vista della decisione del tasso d’interesse della BCE in programma il prossimo 2 maggio, non sono da escludere ulteriori movimenti  al ribasso con vendite che potrebbero portare il pair a testare i livelli di novembre scorso 1,2659.  La coppia dopo aver  toccato il minimo a 1.3020 ha riconquistato l’area di 1.3040.  Nel breve, dando uno sguardo al  grafico orario, si evidenzia una marcata fase laterale delimitata dal canale ribassista ribassista. La resistenza dinamica  è da tenere sotto attenta osservazione. Una violazione  in area 1.3080 potrebbe imprimere una nuova spinta direzionale verso l’alto con proiezione a 1.3115, 1,3150 e come target finale 1.3170.  Tale ipotesi trovano supporto dalle indicazioni fornite dal CCI in fase di verticalizzazione, con la zeroline attraversata dalla zona di ipervenduto. Volendo considerare uno scenario opposto, 1,3030 si prospetta come supporto immediato e in proiezione il successivo sulla soglia psicologica  1.30 e 1.2970.

STERLINA STABILE CONTRO IL DOLLARO

La sterlina, rispetto alla pubblicazione dei dati sull’inflazione dei prezzi al consumo e della produzione del Regno Unito, conferma una sostanziale  stabilità contro il dollaro. Il  pound stazionario sull’area supportiva a 1.53, si muove (grafico orario)  in una zona di congestione. L’eventuale break out in area 1.5315  porterebbe la sterlina a testare il primo livello di  resistenza   in area 1.5340  con proiezione a 1,5360.  Anche in questo caso possiamo osservare il  parallelismo con la coppia EURUSD, il CCI  infatti appare ben direzionato lasciandoci prevedere nel breve il superamento della prima area resistenziale.

 L’AUSTRALIANO DOPO IL TONFO SI RIALZA

In decisa correzione il dollaro australiano che contrariamente alle aspettative ha progressivamente rotto i vari livelli intermedi di supporto fissando il suo minimo giornaliero a 1.0298 prima di riprendere la salita in concomitanza con l’apertura delle borse asiatiche.. Dal punto di vista grafico il recupero dell’Aussie che ieri non ha vissuto una giornata facile potrebbe estendersi fino a 1,0380. Livello dal quale sono ipotizzabili ulteriori spinte direzionali in acquisto che spingerebbero la coppia in area 1,0440. In presenza di ulteriori resistenze al raggiungimento del target indicato  è verosimile ipotizzare a conferma di uno scenario ribassista l’ulteriore scivolamento verso il basso  fino al raggiungimento del robusto supporto statico in area 1.260. Attualmente i livelli di supporto restano fissati a 1,0290 1,0260  e 1.0220. I livelli di resistenza da tenere sotto controllo sono 1,0380 1,0440 1,0470. L’australiano in caduta libera dopo la pubblicazione dei dati cinesi, ha risentito ulteriormente dei timori sulle prospettive di crescita dell’economia mondiale. Il declino dell’oro e dell’argento, messi duramente sotto pressione, ma che questa mattina sembra aver trovato punti di maggiore stabilità, costituiscono  la prova evidente di una decisa avversione al rischio da parte degli investitori. Il metallo prezioso in picchiata sui minimi registrati nel gennaio del 2011 è stato uno dei fattori  determinanti dell’andamento dei listini internazionali a cui non si è sottratta neppure Wall Street. Nel quadro complessivo, la forte azione di sell-off innescata sulle commodities currencies, correlate agli indici di produzione manifatturiera e delle materie prime, ha portato valute come l’Aussie, il dollaro neozelandese e quello canadese a toccare livelli di supporto di particolare rilievo. Secondo gli osservatori, il trasferimento massiccio di capitali non può che portare giovamento al dollaro americano  che a quanto pare risulta essere il beneficiario naturale di questa evoluzione. Le preoccupazioni  sull’andamento economico globale e la considerevole riduzione dei prezzi delle materie prime sono segnali molto negativi, ma dal punto di vista tecnico, nonostante la coppia AUD/USD nel breve termine abbia intrapreso una fase ribassista, permane il “sentiment”  rialzista. Segnali in questa direzione  potrebbero arrivare a seguito del raggiungimento delle soglie di ipervenduto.

Borse Europee bene in attesa dei dati USA

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Le borse europee si stanno comportando molto bene nella giornata di oggi, in attesa della pubblicazione dei principali dati macro che arriveranno direttamente dagli Stati Uniti e che potrebbero influenzarne l’andamento. Vediamo infatti che la borsa di Londra sta guadagnando lo 0,34%, la borsa di Parigi lo 0,39% e quella di Francoforte lo 0,07%. Decisamente degli andamenti interessanti che chi vuole investire il proprio denaro con un broker Forex, oltre che in valute, anche negli indici.

Relativamente all’andamento in previsione degli indici, vediamo che l’analisi tecnica del DAX, l’indice della borsa di Francoforte, ci fa prevedere un andamento al ribasso, fissando una resistenza verso il valore 5.810 e un supporto verso il valore di 5.745 .

Allo stesso modo, la borsa di Wall Street, aperta da poco, sta girando in positivo. L’indice Nasdaq sta guadagnando lo 0,21% , il Dow Jones lo 0,10% e l’S&P 500 sta invece guadagnandolo 0,10%.

Relativamente alla nostra borsa, nel momento in cui stiamo scrivendo, tutti i nostri indici scendono. L’All Share sta perdendo lo 0,30% , il Mid Cap è in calo dello 0,32% , l’FTSE Mib sta invece perdendo lo 0,32% e l’IT Star è in calo dello 0,36%. Relativamente all’analisi tecnica dell’indice FTSE Mib, vediamo che molto probabilmente questo valore proseguirà al ribasso. Possiamo vedere un supporto in area 22.500 ed un livello di resistenza sul valore di 22.840 .

Consideriamo dunque la possibilità di aprire delle posizioni anche sugli indici, che ci danno la possibilità di investire direttamente sul mercato azionario, che è solitamente più stabile e meno volatile rispetto al mercato delle valute. Anche in questo caso, però, dobbiamo stare attenti alle notizie di carattere macro che vengono pubblicate ogni giorno, dato che hanno una grande influenza sulle valute e sugli stessi indici.