Gli ordini forex più importanti da conoscere

Un ordine di mercato è definito come un ordine senza restrizioni a comprare e vendere valute al prezzo disponibile. Esso garantisce l’esecuzione dell’operazione in maniera immediata. Oltre che l’ordine di mercato, ci sono altre tipologie di ordini che si possono considerare, una loro completa conoscenza garantisce un miglior movimento nel mercato dei cambi.

Limit entry order. Questo è l’ordine di acquistare al di sotto del prezzo di mercato o di vendere al di sopra del mercato attuale. Ad esempio, USD / EUR è attualmente scambiato a 1,5070. Se il prezzo sale, si guadagnerà e si dà ordine alla piattaforma di trading di eseguire un ordine di vendita automaticamente. Questo tipo di ordine può essere utilizzato quando si ritiene che il prezzo si invertirà dopo aver toccato il prezzo specificato.

Stop-entry order. Questo è l’ordine piazzato per comprare valute di sopra del prezzo di mercato o di vendere al di sotto del tasso di mercato. Se USD è attualmente scambiato a 1,4050 e si pensa che il prezzo continuerà in progressione fino a che non colpirà 1,5060, si può usare questo tipo di ordine. Bisogna fare attenzione a una delle indicazioni seguenti del mercato, per monitorare e acquistare a 1,5060 o, se possibile, impostare un ordine di stop-entry non appena il prezzo toccherà questo valore. Questa tipologia di ordine è ottima da usare quando si crede che il prezzo sarà mono-direzionale.

Stop-loss order. Questo è un ordine unico collegato ad un commercio che ha l’obiettivo di prevenire le perdite se il prezzo di mercato dovesse andare contro le previsioni. Si tratta di un ordine molto importante ed è molto efficace finché non viene annullato. Questo metodo può essere utilizzato se non ci si vuole trovare a dover controllare il computer tutto il giorno. Tutto quello che bisogna fare è impostare uno stop-order sulle posizioni aperte e attendere.

Trailing stop order. Questo è un ordine che si muove mano a mano che il prezzo oscilla. Ad esempio, se si desidera andare short a 80.70 con un trailing stop di 10 pips, questo significa che lo stop loss iniziale è a 81.00, se invece il prezzo scende e colpisce 80.50, il trailing stop si sposterà rapidamente fino a 80.50. Fino a che il prezzo non va contro le previsioni, il commercio rimarrà aperto. Se il prezzo colpisce il trailing stop si innescherà un ordine di stop-loss e la posizione verrà chiusa automaticamente per salvaguardare il trader ed il suo capitale di investimento forex.

Istruzioni per il giusto trading plan

 

Diversi siti di brokeraggio permettono ai propri clienti di conservare i piani di trading creati e di visualizzare la Heatmap Forex attraverso l’utilizzo di un proprio nome utente e di una password in qualsiasi momento. Ogni piano di trading può anche essere downlodato e stampato per una maggiore comodità; questo è uno strumento molto utile per avere sempre la possibilità di consultare la propria strategia in qualsiasi momento. Esistono anche app o programmi specifici che notificano al trader l’uscita di un nuovo piano in tempo reale, i quali possono essere recuperati immediatamente dopo la loro pubblicazione semplicemente accedendo attraverso il proprio pc; alcuni siti  inviano nuove notifiche sul proprio feed Twitter che possono essere visualizzate, ad esempio, dagli smartphone o agli iPad scaricando un apposita applicazione. Se desiderate alcuni di essi inviano, anche, una mail  per informarvi di quando viene inviato un nuovo piano commerciale.

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Contenuti del Piano

I piani generalmente dovrebbero seguire le 28 coppie comprese le 8 principali valute. I piani di trading vi diranno se la coppia in ciascun piano è in trend, oscillante oppure se una nuova tendenza è finita o è ancora in corso di formazione; dovrà anche descrivere il comportamento della coppia e del mercato globale che può essere mosso o in trend. Le coppie devono essere analizzate, se possibile, su gruppi paralleli ed inversi, per esempio, tutte le coppie JPY vengono analizzate insieme, tutte le coppie USD sono analizzate in gruppo, ecc.

Allarmi di prezzo

Assicuratevi sempre di avere accesso ad allarmi di prezzo sulla piattaforma di commercio del vostro broker o attraverso Meta Trader 4. Le istruzioni per l’impostazione degli allarmi di prezzo sul Meta Trader 4 sono, di solito, inclusi con gli indicatori di tendenza gratuiti offerti dal vostro sito di brokeraggio; i piani commerciali forex hanno specifici punti di allarme di prezzo che possono essere installati sulla vostra piattaforma in modalità live o in modalità demo. Gli allarmi di prezzo free sono ampiamente disponibili su molte piattaforme di intermediazione.

Indicatori di trend

I piani commerciali sono dotati di una specifica direzione di tendenza per un massimo di 28 coppie di valute. Durante il controllo gli indicatori di tendenza si concentrano sui grandi tempi, H4 o più grandi, in tutte le 28 coppie seguite e voi dovrete utilizzare solo i tempi più piccoli attraverso l’uso dell Forex Heatmap  per verificare le varie voci. Un buon andamento è quando le linee rosse e verdi sono separate e quando puntano verso l’alto (o verso il basso) con un buon angolo sul H4 e sui grandi intervalli di tempo. Le linee rosse e verdi aperte verso l’alto indicano gli acquisti e verso il basso le vendite, la tendenza è valida per quel particolare periodo di tempo (time frame).  Infine assicuratevi di controllare il calendario delle notizie del forex per la prossima sessione di negoziazione, le notizie economiche sono in grado di pilotare il movimento dei prezzi; i driver di notizie forti sono codificate in colore rosso.

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Il Forex Heatmap e i punti degli allarmi prezzo

E’ prioritario accedere alla Forex Heatmap, versione 2.0 e 3.0, per la verifica degli ingressi in commercio. I punti degli allarmi di prezzo previsti in ciascun piano di trading non sono “punti buy” o “punti sell”, quando gli allarmi di prezzo si spengono controllate le coppie parallele ed inverse nonché la condizione di mercato prima di entrare in commercio usando la Forex Heatmap. Se sulla HeatMap Forex viene indicato che non bisogna entrare in commercio basta resettare l’allarme più alto o più basso per poi controllare di nuovo più tardi quando i prezzi di allarme modficati vengono colpiti.

Metodo di analisi

E’ consigliabile usare più analisi di tempo fino a 15 intervalli  su 28 coppie di valute per lo sviluppo del piano di trading. Analizzate quindi le coppie in base a tutti i gruppi di analisi in parallelo e inverso sulle 8 valute principali, vale a dire che le coppie USD sono analizzate insieme come un gruppo, poi tutte le coppie di euro, quindi tutte le coppie JPY e così via.

 

 

Analisi parallela ed inversa nel forex

L’analisi parallela ed inversa nel forex può essere utilizzata in due modi diversi: nell’analisi del mercato globale o nel punto di entrata in commercio. Troppo pochi sono i trader del forex che non conoscono questi concetti, ma si tratta di informazioni fondamentali. Se non si capisce l’analisi parallela ed inversa non si ha quasi nessuna possibilità di essere un trader di successo.

Analisi parallela ed inversa

L’analisi parallela ed inversa è lo studio di come le singole valute influenzano i movimenti delle coppie e dei loro cicli di movimento intra -day o nel contesto di una tendenza. E’ stata anche chiamata correlazione valutaria e analisi della singola divisa. Conoscendo questi concetti il successo nel forex trading dovrebbe salire alle stelle, anche perchè l’apprendimento dell’analisi in parallelo ed inverso può avvenire velocemente, in due o tre settimane a qualsiasi livello.

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Le otto maggiori valute individuali

Qui ci sono le otto singole valute più negoziate nel forex che esamineremo in questo articolo:

USD Dollaro americano
CHF Franco svizzero
EUR Euro
GBP Sterlina britannica
JPY Yen giapponese
CAD Dollaro Canadese
AUD Dollaro Australiano
NZD Dollaro neozelandese

Si prega di notare che una singola valuta non è una coppia di valute, sembra molto semplice e scontato, ma è il punto cruciale di questa lezione numero 6 ed essenziale per imparare il forex trading. Una volta capito che una coppia di valute si compone di due valute distinte i vostri occhi si apriranno maggiormente nei confronti dei pips.

Esempi di coppie di raggruppamento parallele ed inverse

Un esempio di gruppo parallelo di coppie di valuta è il seguente:

EUR / USD
EUR / JPY
EUR / CHF
EUR / GBP
EUR / CAD
EUR / NZD
EUR / AUD

L’ Euro è a sinistra in tutte le coppie ed è la singola valuta comune.

Un esempio di gruppo parallelo ed inverso di coppie è il seguente:

GBP / CHF
AUD / CHF
NZD / CHF
EUR / CHF
USD / CHF
CHF / JPY

Il CHF si trova sulla destra in tutte le coppie, ma a sinistra sul CHF / JPY. Il CHF è la valuta individuale comune.

Discussione base su come e perché le coppie di valute si muovono

Primo esempio:

Se la coppia EUR / USD è in aumento e l’ USD / CHF è in calo, la debolezza del USD sta controllando e “guidando” il movimento di entrambe le coppie, l’USD è debole .

Secondo esempio:

Se la coppia EUR / USD è in aumento e l’ USD / CHF è anch’essa in aumento, l’USD non ne controlla il movimento. La forza dell’EUR sta facendo muovere verso l’alto EUR / USD e la debolezza del CHF sta causando la salita dell’USD / CHF. In questo caso l’euro è forte e il CHF è debole, quindi la coppia migliore da acquistare per il commercio sarebbe quella EUR / CHF. L’ USD è completamente fuori dal quadro nel secondo esempio in quanto è lontana dal guidarne il movimento.
Questi sono due degli esempi più elementari. Non conoscere queste informazioni di base rappresenta il più grande difetto dei trader di tutto il mondo.
Questa semplice logica funziona per tutte le 28 coppie di valute derivate ​​dalle otto singole principali e più ampiamente negoziate nel forex, viste sopra, che sono in grado di generare dai 500 a 1000 pips di profitto nel forex trading in una sola settimana di negoziazione, se il mercato dovesse essere in trend su diverse coppie. Vediamo un altro esempio di utilizzo su diverse coppie e valute e che utilizza la stessa logica.

Se l’ AUD / USD è in aumento e l’USD / CAD è in calo, la debolezza USD sta controllando e “guidando” il movimento di entrambe le coppie,  l’ USD è debole. Ma se entrambe queste coppie sono in aumento, l’USD non ha più il controllo del movimento e la coppia migliore per il commercio sarebbe quella AUD / CAD. Questa è la stessa logica degli esempi EUR / CHF di cui sopra, ma questa volta stiamo utilizzando diverse coppie e gruppi di valute.
Ancora una volta ogni coppia è composta da due singole valute e andando ad analizzare altre coppie negli stessi gruppi è possibile determinare rapidamente quelle che ne stanno guidando il movimento.

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Nell’esempio sopra la coppia EUR / JPY è calata per diversi giorni sulla base di alcuni semplici indicatori di tendenza come le medie mobili esponenziali; è possibile controllare diverse coppie EUR o più coppie JPY nello stesso periodo di tempo in ascisse e determinare rapidamente se il movimento verso il basso della coppia EUR / JPY in questo periodo di tempo si è basata sulla debolezza dell’EUR o sulla forza del JPY o, magari, su entrambe le cose.
Se le coppia EUR / CAD, EUR / GBP, EUR / USD e EUR / CHF sono tutte in calo rispetto allo stesso periodo di tempo, allora la debolezza dell’EUR sta guidando il movimento in questo ciclo; se le coppia GBP / JPY, CAD / JPY e AUD / JPY sono tutte in calo rispetto allo stesso periodo di tempo, allora la forza del JPY è la ragione per cui la coppia EUR / JPY è scesa. Questo è incredibilmente semplice, ma viene ignorato da quasi tutti i trader del forex.
Ora bisogna applicare questa logica ad una delle 28 coppie di valute comprese nelle otto principali. Quasi subito si inizierà a capire perché le coppie si muovono e si potrà anche iniziare ad ottenere molti più pips dal vostro trading utilizzando i movimenti di base delle valute individuali. Questa logica di mercato del forex si presenta ogni giorno ai trader, ma quasi senza nessun preavviso; gli indicatori del forex e i sistemi disponibili oggi per i trader non prendono questa semplice logica in considerazione.

Utilizzare l’analisi parallela e inversa per analizzare il mercato Forex

Quando si analizza il mercato del forex bisogna sempre analizzare le coppie di valute come gruppo, non individualmente come una singola coppia. Analizzate prima tutte le coppie USD insieme, poi tutte le coppie JPY insieme e per finire analizzate tutte le coppie CAD insieme, ecc. Se si esegue questa operazione ogni giorno le tendenze del mercato, le oscillazioni e i cicli di consolidamento salteranno fuori dai grafici. Se all’interno di un particolare gruppo di coppie esse si stanno comportando tutte allo stesso modo, è molto difficile gestire un trade in queste condizioni. Ma è assolutamente necessario analizzare attentamente le coppie dato che in questo modo vi permetterà di prendere decisioni migliori in merito a quando eseguire il trade. Ad esempio, se si acquistano le coppie AUD / CAD, AUD / JPY e AUD / USD che hanno un trend al rialzo sarà molto più facile fare uno sforzo per rimanere in commercio per un periodo di tempo più lungo basato sulla forza complessiva dell’AUD. Questo concetto funziona per qualsiasi coppia ed è solitamente un metodo solido.
Ecco un esempio di come utilizzare correttamente l’analisi in parallelo ed inverso per analizzare la condizione di una coppia di valute particolare. Ad esempio, se si desidera condurre un’analisi sul USD / CHF si dovrebbe prima eseguire una analisi di diverse coppie USD utilizzando un analisi di time frame multipli, poi bisogna condurre un’analisi di time frame multipli del USD / CHF ed infine ripetere l’analisi su EUR / USD e GBP / USD. Dovrete quindi cercare una forza o una debolezza coerenti, le tendenze, le oscillazioni o i cicli di movimento in USD. Nel caso in cui non vi sia un accordo tra le 3 coppie USD si potrebbe anche condurre un’analisi del GBP / CHF e EUR / CHF in cerca di tendenze coerenti e di cicli di movimento sulla base della forza o della debolezza del CHF.
Analizzando prima l’USD e quindi il CHF è stata completata l’analisi del USD / CHF. Purtroppo questa facile operazione non viene fatta dalla maggior parte dei trader; se l’USD / CHF è in trend o oscillante e se il motivo era la forza o la debolezza dell’USD, allora avrete fatto l’analisi correttamente ed accuratamente.

Come sono costruite le coppie di valute

Questa sezione è incredibilmente semplice, ma quasi ogni trader è completamente cieco ad essa. La coppia EUR / USD è composta da due valute singole ciascuna con il proprio comportamento, i propri fondamentali, le condizione attuali di mercato e diverse ragioni per muoversi su e giù. Alla fine la coppia EUR / USD deve essere necessariamente analizzata separatamente, prima la valuta EUR e poi USD. Guardate questo esempio che è spesso fonte di confusione:

EUR / USD, o meglio, EUR USD

L’EUR e USD sono due valute separate che possono entrambe essere deboli, forti o entrambe possono essere in movimento in direzioni opposte in qualsiasi momento all’interno di una sessione di negoziazione o nel contesto delle attuali tendenze di mercato. La somma delle parti è uguale all’intero e 1 +1 è uguale a 2 nel forex; il momento in cui si inizia a vedere la coppia EUR / USD come due valute distinte e ogni valuta è analizzata separatamente, questo genererà una possibilità di successo nel forex trading creando anche molti pips.

Forza e Debolezza della valuta individuale

Quasi tutti i trader applicano degli indicatori tecnici alle coppie di valute, ciò non è però la tecnica migliore.  Se si acquista la coppia EUR / USD l’unico modo per portarla al rialzo è che l’ euro come valuta individuale sia forte o il dollaro come valuta individuale sia debole oppure che lo siano entrambe. Lo scenario migliore è che lo siano entrambe. Comprare l’EUR / USD implica l’acquisto della valuta di sinistra o di base e la vendita di una quantità equivalente di quella di destra o preventivo per pagare la valuta di base. Per esempio, l’acquisto di EUR / USD significa che si sta comprando l’Euro e utilizzando i dollari per fare il buy, ovvero si stanno vendendo i dollari. Questo concetto deve essere pienamente compreso. Gli indicatori tecnici non prendono in considerazione la forza o la debolezza della singola valuta; ci sono oltre 150 indicatori tecnici e oltre 100 tipi di grafici disponibili per i trader. Ma gli indicatori non guidano il movimento su una coppia di valute. L’unica cosa che guida il movimento su una coppia di valute è la forza di valuta o la debolezza delle due valute singoli che sono in coppia; la forza di una valuta individuale e la sua debolezza sono il pedale del gas per le coppie di valute, questo è ciò che li fa muovere veramente.

Milano non cade più, ma l’entusiasmo potrebbe terminare presto

 

Piazza Affari chiude per il quarto giorno di fila in positivo brindando idealmente alla nascita di un Governo a guida Enrico Letta. Il Ftse Mib infatti ha chiuso ieri con un progresso dello 0,44% lasciando intendere che abbia recepito positivamente la possibilità che l’Italia a 2 mesi dalle elezioni possa avere un Governo. Come anticipato nel corso dell’articolo di ieri l’attribuzione dell’incarico di formare il Governo ad Enrico Letta era divenuto gioco forza un passaggio quasi obbligato da parte del Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano. Infatti la Lega Nord aveva espresso notevoli dubbi su Giuliano Amato e Silvio Berlusconi aveva posto un forte veto su Matteo Renzi premier in quanto sarà con ogni probabilità il suo futuro avversario alle prossime elezioni politiche.

Situazione politica italiana 

Adesso però cerchiamo di capire se Enrico Letta riuscirà ad ottenere la fiducia da ambo i rami del Parlamento. Alla Camera si sa non ci dovrebbero essere particolari problemi visti i numeri del suo partito. Il problema sarà al Senato dove per poter ottenere la fiducia dovrà avere il consenso di Scelta Civica e da almeno un altro partito tra la Lega Nord e il Pdl. Servirebbe più che un’impresa, un miracolo. Ovviamente per riuscire in questo miracolo Letta dovrà costituire un Governo con ministri di quasi tutti gli schieramenti sopra menzionati. Avventurarci in una specie di toto-ministri sarebbe andare lontani dal nostro compito: capire se ce la farà o meno ad ottenere la fiducia. Il mercato infatti nell’ipotesi pessimistica di una votazione sfavorevole potrebbe reagire in maniera alquanto scomposta e non è escluso che si possa tornare sui minimi della settimana scorsa, se non a ridosso dei minimi di marzo. La sensazione è che Enrico Letta disponga di più possibilità rispetto a Pierluigi Bersani, però allo stato attuale non avrebbe oltre il 55-60% di probabilità a suo favore. Il leader del Pdl vorrebbe nel Governo esponenti di primo piano nel Governo, ma il Presidente del Consiglio incaricato non è affatto intenzionato a concedersi totalmente all’avversario politico. Nel Pd inoltre ci sono molti insoddisfatti sull’accordo che potrebbe esserci soprattutto con gli avversari storici del Pdl: i loro elettori potrebbero non capire questa scelta e temono pertanto di non essere rieletti.

Scenario tecnico 

Il derivato ha chiuso nella giornata di ieri a 16326 dopo aver testato l’importante supporto in area 16000/16060 (minimo fatto a 16045). Nell’eventualità mollasse quest’area supportiva il prossimo livello da monitorare potrebbe essere quello posto tra 15780/15830. Se il mercato proseguirà nel rialzo le resistenze più significative saranno poste a 16470/16500. Solo il superamento di quest’area resistenziale potrà portare il derivato verso la fortissima resistenza posta a 16800.

Suggerimenti operativi 

Raccomandiamo la massima cautela sugli acquisti. Vi consigliamo il titolo Unicredit: se chiudesse sopra la resistenza posta a 3,94 potrebbe rappresentare un ottimo acquisto in ottica “mordi e fuggi” con target in area 4,12/4,23. Sconsigliamo di entrare al ribasso sia sui singoli titoli che sul derivato sull’indice. Su quest’ultimo consigliamo di non operare al momento.

L’euro inizia il crollo contro lo yen e ripiega contro i dollari

Analisi Eur/Jpy 

La rottura sotto il supporto posto a 128.80 per il cambio Euro/Yen ancora una volta aumenta le probabilità che il massimo sia stato fatto già a 131.12 e l’onda 5 sarebbe finita proprio in quel punto. Tuttavia, abbiamo bisogno di una pausa al di sotto di area 126.40 per confermare che il rally partito da 124.90 è stato solo in tre onde e quindi possa rappresentare solo una correzione. Questo braccio di ferro tra tori e orsi troverà presto il suo vincitore. Se i tori vinceranno avremo ancora bisogno di un’ultima salita sopra il massimo a 131.12, ma il possibile rialzo dovrebbe essere molto limitato. Se invece (come riteniamo più probabile) gli orsi vinceranno vedremo una rottura inferiore a 126.40 e sarà pertanto altamente probabile una nuova accelerazione verso area 119 visto che tutte le posizioni di rialzo verranno chiuse in stop loss. Non è importante adesso stabilire chi sta vincendo questo braccio di ferro, l’importante è sapere se le cinque onde di rialzo siano terminate o meno con il raggiungimento di area 131,12. Anche se noi non vedessimo un livello più alto dell’ultimo massimo, dovremmo essere molto vicino al top e dobbiamo prepararci ad assistere all’onda 2 superiore che sarà estremamente ribassista. Quest’onda 2 che vi annunciamo dovrebbe perlomeno raggiungere il minimo dell’onda 4 di 1 a 118.73, ma il calo dell’onda 2 potrebbe essere molto più profondo! 

Analisi Eur/Nzd 

Attualmente stiamo assistendo ad una rottura sopra la resistenza della trend-line discendente vicino a 1.5580 per il cambio Euro/Dollaro neozelandese. Nel caso questa rottura venisse confermata la nostra analisi rialzista sarebbe confermata e dovremmo vedere presto l’accelerazione appena l’onda 3 progredirà con un rally verso almeno 159.20 e più probabilmente più sopra verso area 1,6210. Tuttavia finché resistenza a 1.5580 proteggerà il cambio dalla salita potremmo rischiare un altro ripiego con una correzione ancora più complessa, ma solo una pausa sotto 154.87 ci confermerà che è così. In tal caso potrebbe essere in corso e un nuovo movimento prima verso 1,5405 e forse ancora più giù in area 1.5375 dove terminerebbe l’onda 2 correttiva. Il cambio potrebbe anche aver fatto un minimo importante in area 1,5425 ed essere pronto per ripartire senza dover necessariamente raggiungere questi due target di ribasso.

Strategie operative 

Il suggerimento che diamo da diversi giorni ai nostri lettori è di evitare di acquistare il cambio Euro/Yen, ma di acquistare il cambio Euro/Dollaro neozelandese. Sul cambio Euro/Yen siamo al ribasso dalla rottura in area 128,80 con un trailing stop pari a 1,30 centesimi di euro e stop loss a 130,40. Con il cambio Euro/Dollaro neozelandese siamo al rialzo da 1,5580 con stop loss sotto 1,5370. Suggeriamo un trailing stop pari a 2,10 centesimi ed un take profit in direzione di 159,20.

Massima allerta, l’euro potrebbe crollare a breve contro lo yen

Analisi Eur/Jpy 

Con la rottura sotto il punto di invalidazione a 126,03 intervenuta per il cambio Euro/Yen, ci ritroviamo davanti a due opzioni. La prima opzione è che le 5 onde (3 di salita e due di correzione) che hanno generato la salita partita da 94,10 e finita a 131,12, siano terminate. Se è questo il caso in questione adesso dovremmo attenderci un crollo fino ad area 118,70. Guardando il declino da area 131,10, esso non sembra avere caratteristiche impulsive il che lascia dedurre un semplice zig-zag di correzione. Nella seconda opzione invece ci potrebbe essere una specie di chiusura diagonale che si starebbe sviluppando chiedendo una chiusura più alta sopra il massimo fatto a 131,12. Non propendiamo per questa seconda opzione in quanto la diagonale finale si comporrebbe di una serie di 5 e 3 onde che non corrispondono a questo rally partito da 118,70. Il motivo per il quale siamo scettici nel prevedere questo rialzo superiore è che l’indicatore che mostriamo nel grafico non ci mostra alcuna divergenza rialzista in grado di predirci questo ulteriore rialzo. Per questo propendiamo per un crollo dell’euro contro lo yen di circa 7/8 punti percentuali in prima battuta. 

Analisi Eur/Nzd

La descrizione del rally fatto ieri per il cambio Euro/Dollaro neozelandese è stata più che perfetta. Con la lieve rottura sopra 1,5510 c’è stata la conferma che il minimo realizzato in area 1,5080 durerà per un bel po’ ed è sinonimo che una nuova grande salita sta per svilupparsi. Quindi adesso abbiamo già segnato la prima onda di salita 1,5080-1,5546 e stiamo nell’onda 2 di correzione. Con quest’onda 2 verrà segnato un minimo attraverso il rintracciamento tra il 50% e il 61,8% dell’intervallo dell’onda 1, e quindi il cambio sarà diretto in zona 1,526/1,5320 da dove poi dovrebbe salire in maniera piuttosto veemente. Dobbiamo ricordare che l’onda 2 potrebbe correggere ancora più del target indicato, ma una volta che avremo assistito a questa correzione, sarà lecito attenderci un primo target almeno in area 1,61, ma non ci sorprenderemmo di vedere una grande salita in direzione di area 1,6580. Per ora occorre rimanere concentrati sull’onda 2 correttiva e poi vedremo se saremo stati abili a prevedere tutta questa salita.

Suggerimenti operativi 

Sul cambio Euro/Yen raccomandiamo di chiudere tutte le posizioni rialziste in essere: meglio un mancato guadagno che una perdita! Consigliamo di aprire una posizione di ribasso “a mercato” sul cambio impostando uno stop loss sopra area 130,40 e con profit in area 119. Sul cambio Euro/Dollaro neozelandese abbiamo chiuso la posizione rialzista aperta ieri in area 1,54, adesso aspettiamo invece il rintracciamento nell’area 1,5260/1,5320 per acquistare il cambio (con stop loss sotto 1,5080). E’ possibile acquistare il cambio anche se esso superasse area 1,5550 (a quel punto raccomandiamo uno stop in area 1,523/1,5240).

L’euro prende fiato, ma è ancora presto per comprarlo

Analisi Eur/Jpy 

Con un massimo in area 130,90 il massimo dell’onda 3 di 5 è stato centrato quasi millimetricamente per il cambio Euro/Yen ed adesso l’onda 4 di 5 è in via di sviluppo. La correzione rappresentata dall’onda 4 di 5 tuttavia potrebbe essere molto piccola e molto complessa e potrebbe svilupparsi anche come un triangolo, ma sarebbe meglio attendere l’evoluzione per capire come si svolgerà. L’importante è che sin da adesso sappiamo che il cambio dovrà dirigersi in area 127,90 almeno, ma l’intera area 127,70/128,40 potrebbe essere un punto di approdo essendo una validissima area supportiva. Nel breve periodo ci aspettiamo che la resistenza in area 130,80/130,90 protegga il cambio da ulteriori salite, ma il fatto che il cambio abbia forato prima area 130,10 e poi 129,70/129,80 ci lascia pensare che l’onda 4 di 5 sia ufficialmente partita. Laddove vi fossero dei rialzi dai livelli attuali questi potrebbero essere alquanto limitati e non ci attendiamo salite roboanti da questi livelli finché il cambio non raggiungerà l’area supportiva da noi indicata.

Analisi Eur/Nzd 

La rottura sotto area1,5170 hainvalidato tutto il conteggio rialzista per il cambio Euro/Dollaro neozelandese. Proviamo ad ipotizzare però che la salita fatta da1,5173 a1,5521 sia considerabile come onda 4 di c e la discesa fatta da1,5521 a1,5080 sia stato pertanto onda 5 di c. A questo punto la discesa dovrebbe essere terminata per questa tipologia di conteggio proprio sul fondo individuato. Adesso ci attendiamo una salita, ma solo la rottura di area 1,5220/1,5230 potrà rappresentare l’inizio del rally, ma per conclamare una seria ripartenza occorrerà necessariamente attendere la rottura di area 1,5370/1,5380 per affermare con certezza che l’onda 5 di C sia ufficialmente terminata.

Analisi Eur/Usd

Area 1,3130 si dimostra una validissima resistenza per il cambio Euro/Dollaro statunitense, ma un’eventuale correzione sarebbe comunque poco profonda. Se area 1,3040 resistesse come supporto è possibile che il cambio si diriga prima verso area 1,3170/1,3180 e poi verso 1,3230 ed infine verso 1,3320/1,3340. Solo la violazione di area 1,3040 potrebbe rappresentare l’inizio di una correzione verso area 1,294/1,2970 dove il cambio dovrebbe riprendere la corsa verso l’alto in direzione dei target indicati.

Suggerimenti operativi

Sul cambio Euro/Yen suggeriamo di non aprire strategie rialziste perlomeno fin quando il cambio non correggerà in area 127,7/128,40. Lo short aperto nella giornata di ieri da area 130,40 va gestito attraverso uno stop profit in area 129,70/129,80 con target proprio in direzione dell’area supportiva indicata dove sarebbe preferibile tornare compratori. Per il cambio Euro/Dollaro neozelandese consigliamo di accumulare il cambio in direzione 1,55, con stop loss sotto 1,5080. Sconsigliamo una vendita del cambio in questione. Per acquistare il cambio Euro/Dollaro statunitense aspettiamo una rottura sopra 1,3170/1,3180 oppure un arrivo in area 1,294/1,2970 e sconsigliamo pertanto di acquistarlo “a mercato”. Potrebbe essere fatta un’operazione ribassista solo se violasse area 1,3040, ma in un ottica prettamente speculativa con stop sopra 1,3080 e gain sul supporto indicato.

Euro in grande spolvero, il rialzo continua?

Analisi Eur/Jpy

Non c’è stato spazio nemmeno per una piccolissima correzione del cambio Euro/Yen verso area 126,70 ed il cambio ha preso il decollo. Ora dobbiamo cercare un target dell’onda 3 di 5 che secondo noi potrebbe essere in area 130,90/131 dove l’onda 3 avrà 1,618 volte l’ampiezza dell’onda 1 di 5 (non 2,618 volte come riportato ieri, ci scusiamo per l’errore). Una volta terminata l’onda 3 di 5 presumibilmente partirà l’onda 4 di 5. Ci aspettiamo che questa onda 4 di 5 sia meno profonda, ma più complessa rispetto all’onda 2 di 5 che ha dato luce ad una correzione molto profonda e relativamente semplice, ma è prematuro capire quale sarà la sua ampiezza finché non verrà raggiunto il target dell’onda 3 di 5 probabilmente in area 130,90/131.

Analisi Eur/Nzd

Con la rottura sotto il supporto in area 1,54 del cambio Euro/Dollaro neozelandese era alquanto probabile assistere ad una correzione profonda attraverso la formazione di un’onda 2. Il target dell’onda 2 potrebbe essere già stato raggiunto in area 1,5330 e adesso attendiamo una ripartenza attraverso un’onda 3. Non è improbabile però assistere ad un’onda 2 più profonda, ma riteniamo difficile che il cambio possa mollare il supporto in area 1,5330. A questo punto aspettiamo una rottura convinta di area 1,5460 che potrebbe portare il cambio in direzione di area 1,5880 e quindi assisteremo ad un maestoso rally di salita per il cambio. Tuttavia finché il cambio sarà sotto 1,5420 sarà sempre frenato ed a rischio correzione.

Analisi Eur/Usd

Nello scorso aggiornamento avevamo ben individuato area 1,3050 come conclusione della prima onda della salita partita dal minimo in area 1,2740 per il cambio Euro/Dollaro statunitense. Adesso è lecito attendersi un primo pullback e quindi una correzione della salita, quindi aspettiamo il cambio in sui livelli in area 1,2930/1,2970, con ampie possibilità che il cambio si fermi area 1,2940 sulla vecchia linea di resistenza diagonale che adesso quindi farà da supporto. Possibile che il rintracciamento avvenga entro la giornata di Giovedì. Nell’eventualità che quest’area supportiva venisse violata è possibile che il cambio scenda in area 1,2860/1,2870 dove il cambio rintraccerebbe il 61,8% della salita fatta dal minimo in area 1,2740 al massimo in area 1,307.

Suggerimenti operativi

Sul cambio Euro/Yen consigliamo di chiudere gli short eventualmente aperti nella giornata di ieri vista la notevole forza del cambio. E’ possibile aprire una posizione di rialzo sul cambio nel caso in cui raggiungesse area 1,2680, altrimenti sarebbe consigliabile rimanere flat. Sul cambio Euro/Dollaro neozelandese siamo al rialzo dal minimo in area 1,5330/1,5340 ed aspettiamo il raggiungimento del target in area 1,5880 con stop sotto 1,53. Per chi fosse flat su questo cambio consigliamo di acquistare “a mercato” oppure di acquistarlo nel caso in cui il cambio rompa con forza area 1,5460. Per il cambio Euro/Dollaro Statunitense consigliamo un’operazione di ribasso speculativa in direzione di area 1,2940, oppure di rimanere flat finché non si paleserà la fine del pullback in area 1,2865.

 

Euro, il rimbalzo è finito?

Analisi Eur/Jpy 

Il punto di invalidazione ribassista per il cambio Euro/Yen è posto a 125,90. Tuttavia Venerdì abbiamo assistito ad una finta rottura ed in teoria potrebbe ancora essere aperta l’ipotesi che siamo ancora in onda 4 ribassista. I dubbi ovviamente ci sono riguardo al fatto che potremmo assistere ancora ad un crollo in direzione del nostro famoso target verso il livello individuato a 117,30 (dove transita il rintracciamento del 38,2% dell’onda 3). Se invece fossimo in onda 1 dell’onda 5 superiore, è atteso comunque un calo in area 122,30 per chiudere un’onda 2, prima di una risalita sopra 125,90. Ovviamente sarebbe importante, per capire in quale delle due ipotesi ci troviamo, capire se il livello posto a 122,30 del cambio reggerà o meno.

Analisi Eur/Nzd 

Per il cambio Euro/Dollaro neozelandese sto cercando un’onda triangolare che termini sotto 1,58 e molto probabilmente sotto area 1,5720. Ciò farebbe capire che l’onda E del triangolo si è chiusa in area 1,5880 e saremo pronti ad assistere ad un’onda C che porti il cambio in area 1,52. Ad invalidare lo scenario ribassista, solo una conferma della rottura del livello posto in area 1,5930/1,5940 potrebbe portare il cambio verso area 1,602/1,603 in prima battuta e successivamente verso1,6360 inseconda battuta.

Analisi Eur/Usd

Per il cambio Euro/Dollaro statunitense è importante monitorare il livello in area 1,2960. Nel caso questo valore dovesse essere violato è possibile un rintracciamento in area 1,2870/1,2880. Se il cambio dovesse forare l’area resistenziale posta in area 1,307/130,80 sarà molto probabile assistere ad un rally dell’euro in direzione di 1,3350 prima e 1,3430 dopo. Il declino partito da 1,3711 assume carattere impulsivo (a 5 onde per intenderci), ma il recupero dell’area 1,3350 e 1,3430 potrebbe far assumere a tutto il calo in corso ad una correzione della salita partita dal Luglio 2012 (saremmo pertanto in onda 2 o onda B). Se l’interpretazione descritta fosse corretta, allora il rally proseguirà per la gran parte del mese di marzo. Il rally potrebbe assumere diverse forme (zig-zag, piatto, una combinazione complessa). Di solito l’onda B si caratterizza con onde acute e profonde (di tipo zig-zag, per intenderci).

Suggerimenti operativi 

Per il cambio Euro/Yen suggeriamo di aprire una posizione rialzista di tipo speculativo con uno stop in area 124,60 e target nei pressi di 125,60/125,70. Alla violazione di questo importante supporto è possibile ribaltare la posizione per provare a centrare obiettivi ribassisti in area 122,30 (con stop sopra 125,20). Per il cambio Euro/Dollaro neozelandese non consigliamo operazioni rialziste, ma è consigliabile aprire un ribasso solo sotto 157,20 per maggior precauzione, con livello di stop sopra 158. Per il cambio Euro/Dollaro Usa consigliamo una posizione rialzista con stop sotto 1,2960, mentre invece sconsigliamo di aprire posizioni ribassiste.

7 consigli per fare forex

Se siete nuovi dell’industria del mercato delle valute, allora uno dei rischi più grandi che si possono correre è sicuramente quello di fare qualcosa di sbagliato e perdere denaro. Per poter guadagnare al massimo occorre cercare di investire nel Forex nel modo migliore possibile, seguendo magari una delle più semplici strategie di trading. Al fine di sfruttare il mercato valutario, è necessario avere, oltre alla giusta strategia, anche la forza di metterla in pratica, dato che ci sono dei trader che, nonostante dispongano di un business plan ben pensato, sono inclini al panico e alla confusione, cosa che, alla fine, costerebbe molto in termini di denaro. Vediamo alcuni dei migliori consigli che vi possiamo dare in termini di strategie Forex.

  • assicurarsi che i livelli di resistenza e di supporto siano ben definiti e siano forti
  • non bisogna utilizzare più del 2% del proprio capitale in una sola operazione
  • mentre si va alla ricerca del giusto punto di ingresso, bisogna essere sicuri di averlo trovato con la maggior certezza possibile, cosa possibile usando gli indicatori tecnici
  • bisogna seguire le tendenze
  • occorre impostare uno stop loss che rispecchi il limite massimo, già citato, del 2% del proprio capitale
  • nella definizione del punto di uscita dal mercato occorre impostare i guadagni a circa il doppio del valore dello stop loss
  • conviene tenere controllati gli andamenti dei trend al fine di valutare se potrebbe esserci una inversione dello stesso, cosa che ci porterebbe a dover cambiare strategia operativa

Quando si fa forex occorre ricordare che “la conoscenza è potere”. Non importa quali saranno le strategie che si andranno a seguire, la chiave è la disciplina, ricordarsi di inserire gli stop loss e di impostare i take profit, due strumenti che vanno a tutto vantaggio del trader, se usati bene. Seguendo con attenzione questi consigli, potreste trovare immediato beneficio dal vostro trading nel mercato delle valute.

L’euro impaurito da Grecia e Spagna, perde terreno

L’euro ha perso terreno contro il dollaro e contro lo yen nella prima parte della giornata di oggi, a causa anche delle incertezze che arrivano dalla Grecia e dalla Spagna, soprattutto in merito all’accettazione di un nuovo accordo sull’austerità da parte degli iberici. La moneta unica dovrebbe ancora rimanere debole nel corso delle prossime ore nei confronti del dollaro e dello yen, con gli investitori che preferiscono investire in valute considerate un rifugio sicuro.

La Grecia, vicina alla bancarotta, ha bisogno di un accordo globale su un pacchetto di austerità per poter sbloccare la prossima tranche di aiuti prima che finisca il denaro entro la metà di novembre. Gli istituti di credito internazionali hanno rifiutato di fare nuove concessioni al paese, prolungando l’impasse sul nuovo pacchetto di riforme e andando a pesare sull’euro.

Il piano di salvataggio spagnolo permetterebbe alla Banca centrale europea di acquistare le obbligazioni del paese. L’andamento della nostra valuta per le prossime ore è chiaro: a meno che la Spagna accetti un salvataggio, il sentiment verso l’euro difficilmente tornerà su valori positivi.

Il primo ministro italiano Mario Monti incontra proprio oggi il primo ministro spagnolo Mariano Rajoy, anche se poco ci si aspetta dalla riunione. L’Italia dovrebbe, in ogni caso, continuare a spingere la Spagna nel cercare un piano di salvataggio.

La moneta unica nel frattempo è scesa dello 0,4 per cento, arrivando a quota 1,2895 dollari, non lontano dal minimo di due settimane a questa parte. L’euro ha perso valore anche contro lo yen giapponese, in calo dello 0,4 per cento.

In merito allo yen, alcuni hanno detto la valuta nipponica potrebbe indebolirsi ulteriormente nel corso delle prossiume ore, a causa delle decisioni della BoJ in merito alla politica economica da tenere per poter rilanciare l’economia giapponese, in forte crisi, soprattutto per quanto riguarda il mercato delle esportazioni.

Qual è la più semplice coppia di valute su cui investire?

Ci sono un certo numero di operatori che sostengono che alcune coppie sono più facili da “tradare” rispetto ad altre. Anche se in questa affermazione c’è una parte di verità, non bisogna dimenticare che nessuna coppia di valute è facile da negoziare. Esistono però, soprattutto per i trader novizi, delle coppie di valute che possono essere più adatte alle negoziazione rispetto ad altre. E’ il caso, ad esempio, delle coppie di valute in generale più famose e “tradate”, che presenteranno sicuramente maggiori opportunità di trading rispetto ad altre.

Sappiamo però che ogni coppia di valute può assumere un qualsiasi modello di movimento in un qualsiasi momento. Ogni coppia di valute può comportarsi come qualsiasi altra coppia di valute in un qualsiasi momento. Nessun modello è specifico e limitato ad una certa coppia di valute.

Così, quando si dice che la coppia di valute AUD / USD è ottima per la facilità di investimento, o che la coppia di valute EUR / GBP è ottima per lo scalping, non è un’affermazione completamente vera, ma non è neanche un’affermazione completamente falsa. Senza la giusta strategia e senza il giusto approccio psicologico al mercato delle valute, francamente, anche investire su queste due coppie di valute potrebbe, alla fine, risultare alquanto complesso.

Tutte le coppie di valute sono simili per quanto riguarda le strategie generali che vi si applicano. Ad esempio, supporto e resistenza si applicano a tutte le coppie di valute, così come Fibonacci o l’analisi fondamentale.

Ad onor del vero della considerazione sulla quale stiamo trattando, c’è da dire che le coppie di valute più “tradate” hanno un grosso vantaggio rispetto a quelle meno famose e meno scelte dagli investitori, che effettivamente può fare la differenza tra guadagnare e perdere: lo spread. Si tratta in ogni caso di pura matematica, probabilità e statistica, che non è legata a nessuna coppia di valute in particolare.

Guadagnare al Forex, ecco chi lo può fare

Si dice sempre che il Forex è un settore di investimento non per tutti. E’ una frase vera, nel senso che non tutti riuscirebbero a sopportare l’elevato grado di pressione che il mercato delle valute dà, con il risultato che, se non ci si dovesse riuscire, si rischia di perdere tutto quello che si è investito. Ma chi può avere successo nel forex o, comunque, come bisogna essere (psicologicamente parlando) per guadagnare denaro nel mercato delle valute?

Non bisogna avere paura di perdere denaro. Il perdere denaro è una cosa che tutti sperimantano, prima o poi. Ancora oggi ci sono i grandi investitori che perdono denaro dalle loro posizioni, nonostante la grande esperienza. Ecco dunque che avere paura di perdere denaro e non accettare questa “verità” ci porta solo a perdere ancora più denaro e a non entrare nel mercato, per paura, perdendo occasioni che invece si sarebbero rivelate d’oro.

Non inseguire le opportunità mancate. Se non entri nel mercato, per qualunque motivo, e poi ti accorgi che saresti potuto entrare con successo, non disperare e, soprattutto, non inseguire questa opportunità. Il mercato del forex è aperto 24 ore su 24 e, se hai mancato un’opportunità oggi, potrai coglierne una tra un po’, domani o la settimana prossima. Il forex è ricco di opportunità di guadagno.

Non bisogna essere avidi. Se si ha una posizione aperta in positivo è meglio accettare un profitto modesto che andare contro ogni indicatore e ogni previsione e cercare di “strizzare” un po’ di più la posizione per guadagnare di più. Si rischia che la posizione inverta e che si perda denaro.

Se ti trovi in una serie negativa, allora non preoccuparti. Ti abbiamo già detto che avrai altre opportunità, ma non sforzarti a cercarle per forza. Meglio spegnere tutto ed uscire, vedrai che al tuo rientro sarai più fresco e più attivo.

Come può avvenire lo scambio monetario

Lo scambio di valute può avvenire “over the counter” o attraverso un mercato organizzato. L maggioranza delle operazioni si svolgono OTC e sono compiute tra le banche e gli altri operatori del mercato. Una piccola percentuale dell’intero volume dei cambi deriva invece da strumenti negoziati in borsa.

Il Chicago Mercantile Exchange, la cui sigla è CME, che si trova negli Stati Uniti, è un mercato molto popolare, in cui sono negoziati i futures sulle valute. Le dimensioni contrattuali standard sono negoziate nel mercato monetario internazionale del CME. Oltre a questo, le operazioni tra acquirenti e venditori sono svolte in una stanza di compensazione centrale. Attenzione al fatto che scambiare con i futures comporta una serie di inconvenienti.

A differenza degli altri mercati, il mercato forex OTC è scambiato a livello mondiale da un gran numero di individui ed organizzazioni. Nel mercato OTC sono i partecipantia  determinare come vogliono fare trading a seconda delle condizioni e dell’andamento dei prezzi, dell’attrattiva e della reputazione della controparte commerciale. Il mercato di forex OTC è molto più grande di quello dei futures in valuta.

Il Regno Unito è il centro finanziario che ha la maggiore quota di attività in tutto il mondo del forex. Questo è vero nonostante il fatto che la sterlina inglese sia solo la quarta valuta più ampiamente negoziata al mondo. Al secondo posto, in termini di mercato, ci sono gli Stati Uniti e il Giappone.

In termini di valuta specifica, invece, quella più negoziata in assoluto è ovviamente il dollaro, seguita poi dall’euro.

Il mercato del Forex in cui ci troviamo ad operare noi, tutti i giorni da casa, è quello OTC. Si tratta del maggior mercato finanziario del mondo, in grado di permettere a tutti di investire denaro e di poter avere un interessante ritorno economico da tale investimento.

I migliori timeframe per fare forex

Le valute tendono ad avere un certo andamento durante un certo periodo di tempo, il che può essere visto su un qualsiasi grafico forex. L’obiettivo di qualsiasi trader è quello di riuscire a capire queste tendenze per poterle trasformare in profitti. Farlo in tempo reale richiede semplicemente imparare il giusto livello di educazione nel mercato delle valute forex e riuscire ad apprendere tutti gli strumenti tecnici per avere successo. Ci sono essenzialmente tre tendenze distinte, che si verificano in 3 tempi diversi:

•    le tendenza a più lungo termine, che sono delle tendenze che riflettono la salute di base del paese rappresentato da una certa valuta. Queste tendenze riflettono le tendenze economiche degli ultimi mesi o addirittura degli ultimi anni
•    una tendenza intermedia, che sono praticamente delle tendenze a lungo termine ma più brevi di quelle viste prima, si trovano all’interno del trend principale e possono durare per qualche giorno o per qualche settimana
•    trend giornalieri, si tratta di trend di breve periodo che durano da poche ore fino a un giorno.

Quali sono i migliori timeframe da usare per poter fare trading? Andiamo a scoprirlo.

Per prima cosa parliamo di day trading. Bisogna stare attenti a questi movimenti dato che è molto difficile capire il trend generale partendo da un giorno solo. I dati del giorno, in termini di trend, sono decisamente inaffidabili e casuali. I livelli di supporto e di resistenza non possono essere utilizzati con successo perché si ha una volatilità casuale.

Ci sono milioni di trader che fanno forex per diversi miliardi di dollari al giorno ed è ovvio che i prezzi possono muoversi ovunque in un timeframe giornaliero.

Diverso è invece il discorso in un periodo di tempo più lungo, come vedremo nel prossimo articolo, dove invece è possibile definire meglio delle tendenze.

Le valute più commercializzate al mondo, lo yen

Lo yen giapponese è la moneta più scambiata in Asia, tanto che è considerata da molti come una delle valute che sono alla base dell’economia mondiale. Molti usano lo yen per misurare la salute globale della regione Pan-Pacifica e per dare una valutazione alle economie della zona, come la Corea del Sud, Singapore e la Thailandia. Le valute di questi paesi sono infatti molto meno scambiate nei mercati del forex globale.

Lo yen è anche ben conosciuto nei mercati del forex per il suo ruolo nel carry trade. Con il Giappone che ha fondamentalmente una politica di interessi a tasso zero da tantissimo tempo, ovvero per gran parte degli anni 90 e 2000, gli operatori hanno preso in prestito lo yen a costo zero e lo hanno utilizzato per investire in altre valute ad alto rendimento in tutto il mondo, intascando i differenziali tra i tassi. Più alto era il differenziale e maggiore era il guadagno.

E’ proprio grazie al carry trade se oggi lo yen è una parte così importante e grande tra le valute sulla scena internazionale. Un’altra cosa da considerare è l’indebitamento costante della valuta giapponese. Anche se lo yen consente di fare forex basandosi semplicemente con gli stessi fondamenti che sono alla base del trading fatto con qualsiasi altra coppia di valute, il suo rapporto ai tassi di interesse internazionali, in particolare con le valute più scambiate come il dollaro e l’euro, è un fattore determinante e di grande valore per lo yen.

Per chi volesse fare trading giocando sullo yen, potrebbe essere una scelta intelligente, ma bisogna farlo con attenzione. Conviene fare trading principalmente sulla coppia di valute che mette di fronte lo yen giapponese con il dollaro USA oppure con l’euro, dato che sono le coppie di valute più interessanti e in qualche modo più semplici su cui fare trading.

Il mercato attende la FED, e le altre valute?


Il mercato si prepara per la riunione di domani della Federal Reserve, ecco dunque che oggi è una di quelle giornate in cui bisogna fare Forex con estrema attenzione, pur rimanendo in allerta per i segni di un intervento giapponese e per il nervosismo del mercato legato alla crisi del debito sovrano della zona euro.

Senza dubbio la decisione del tasso di interesse da parte della Fed è l’evento principale. Le eventuali osservazioni da parte della Fed potrebbero riaccendere le preoccupazioni circa la salute della ripresa economica degli Stati Uniti e potrebbero attirare gli investitori sulla sicurezza percepita dallo yen. Una nuova ondata di apprezzamento dello yen potrebbe quindi far decidere le autorità giapponesi per un nuovo intervento nel mercato, dopo quello della settimana scorsa.

A tal proposito il ministro delle finanze giapponenes venerdì ha detto che uno yen ancora forte costituirebbe la più grande sfida economica del Giappone e ha reso noto proprio che Tokyo è pronta ad intervenire nuovamente nel mercato valutario.

Tornando alla FED, si pensa che la banca centrale USA sia pronta ad adottare delle ulteriori misure di allentamento dell’economia, dando magari un ulteriore stimolo all’economia USA, il che significa che i tassi di interesse effettivamente rimarranno bassi ancora per un lungo periodo.

L’euro non sembra essere un’opzione interessante, dato che ha perso terreno in seguito ai timori legati alla situazione dell’Irlanda. Il ministro delle finanze irlandese ha fatto sapere che il paese potrebbe essere costretto a cercare aiuto dal Fondo monetario internazionale o dall’Unione europea.

Siamo in una situazione particolare, dove le quattro valute più scambiate sembrano andare male, ognuna gravata da fattori specifici: il dollaro dalla prospettiva di un ulteriore allentamento quantitativo, lo yen a causa del rischio al ribasso, la sterlina a causa di una serie di dati deludenti e l’euro a causa delle preoccupazioni del debito sovrano.

Forex ed eventi geo politici

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Sappiamo che le valute Forex sono influenzate da una serie di notizie di carattere economico, come ad esempio i tassi di interesse, l’andamento del mercato del lavoro o quello della fiducia dei consumatori. Ma in che maniera la valute reagiscono alle notizie di carattere geo politico?

Sicuramente le notizie di carattere economico, dato che hanno una loro data sul calendario, sono facili da seguire al fine di pianificare la nostra attività di Forex. Nel caso di notizie geo politiche, però, la parola che si può usare è incertezza. La cosa base da ricordare è che il denaro rifiuta l’incertezza. Possiamo dire che prima fugge e poi si pone delle domande.

Eventi di natura politica, come ad esempio le guerre, i conflitti locali, le elezioni o le attività terroristiche, o le catastrofi climatiche, possono influire notevolmente sull’andamento della nostra coppia di valute.

Ad esempio, nel caso delle elezioni presidenziali negli Stati Uniti, se risulta che ci possa essere un cambio di partito politico in testa alla corsa verso le elezioni, possono esserci degli stravolgimenti anche sul mercato del Forex. Se viene eletto il presidente di un nuovo partito, durante i primi mesi e comunque fino a quando il nuovo presidente e tutto il suo partito non dimostrino il loro atteggiamento verso i mercati finanziari, si può vivere un periodo un po’ strano.

Le stesse considerazioni possono essere fatte in caso eventi climatici. Ad esempio, se un uragano si avvicina al Golfo del Messico e spazza via diverse piattaforme petrolifere. la fornitura di petrolio ne risentirebbe e dato che il dollaro canadese è correlato con il prezzo del petrolio, molto probabile ci sarebbero dei movimenti da tenere in considerazione.

Una delle cose che ogni trader Forex deve ricordare è che questi eventi, data la loro  natura imprevedibile, possono capitare e dunque bisogna starci molto attenti.

Riepilogo valute

La sessione settimanale tra euro e dollaro ha visto un andamento che, fino a venerdì, è stato sostanzialmente in favore della nostra valuta. Dal momento in cui gli USA hanno pubblicato il dato relativo alla situazione dei disoccupati, che ha spiazzato tutti, dato che a novembre c’è stato un calo della disoccupazione, il biglietto verde ha praticamente guadagnato tutto il terreno perso ed oltre, arrivando a chiudere al di sotto della quota di 1.5000 . Per la prossima settimana relativamente a questo rapporto di cambio, potremmo attenderci un ulteriore guadagno del dollaro, anche se stiamo attenti al fatto che l’economia è ancora debole.

Anche nel cross di valute tra sterlina inglese e dollaro USA il fine settimana si è chiuso con un guadagno del dollaro contro la divisa britannica, dopo che la settimana stava volgendo in favore di quest’ultima. Sicuramente, anche in questo caso, per la prossima settimana di trading dovremo attendere delle conferme e vedere se il dollaro riuscirà a beneficiare ancora della forza di queste notizie, che sono tuttavia molto forti ed influenti.

Durante tutta la settimana il rapporto di cambio tra dollaro USA e Yen giapponese è stato in favore del primo, con una ovvia accelerata durante la sessione di ieri dopo la pubblicazione del dato relativo alla disoccupazione. Per i prossimi giorni di trading valute potremmo attenderci una ulteriore salita del valore del dollaro, anche se considerando il grande aumento del fine settimana potremmo anche attenderci prima un ritracciamento e poi un incremento.

La sessione settimanale tra euro e sterlina si è chiusa in favore di quest’ultima, che ha tuttavia guadagnato per gran parte della settimana scorsa. Per la prossima potremmo attenderci un ulteriore calo da parte di questo cross di valute, attenzione in ogni caso all’euro e ad eventuali dati macroeconomici positivi per quest’ultimo, che potrebbero far cambiare la situazione.

Dati fondamentali di venerdì

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Con il testo di oggi chiudiamo l’analisi dettagliata dei dati di carattere macroeconomico che sono resi noti durante questa settimana. Per la giornata di oggi il governatore della Banca del Giappone terrà un discorso molto atteso circa l’andamento dell’economia del paese nipponico.

In Svizzera sarà pubblicato il dato relativo alle vendite al dettaglio, che sono un ottimo indicatore circa la situazione economica del paese elvetico. Le previsioni indicano un incremento delle stesse pari all’1,40%.

In Europa verrà pubblicato il dato relativo alla bilancia commerciale, ovvero alla differenza tra esportazioni ed importazioni. Se la bilancia commerciale è in crescita, allora ci sono degli effetti positivi sulla valuta del paese di riferimento, al contrario se la bilancia commerciale decresce, gli effetti sulla valuta saranno negativi. Allo stesso modo verrà resa nota anche la bilancia commerciale specifica per l’Italia, le cui previsioni sono per un decremento rispetto alla precedente rilevazione di circa 2 miliardi di euro.

In Canada verrà pubblicato l’importante dato relativo all’indice principale dei prezzi al consumo, previsto in aumento dello 0,10%, e l’indice dei prezzi al consumo, inclusi i beni di maggiore volatilità, che invece è previsto con una variazione pari allo zero.

Infine, negli Stati Uniti verrà pubblicato il dato relativo alle transazioni a lungo periodo, che misura la variazione nell’acquisto di titoli a lungo termine, ovvero delle obbligazioni che hanno una durata superiore all’anno. E’ un indicatore che viene tenuto in grande considerazione dai broker dato che fornisce delle chiare indicazioni circa l’andamento dei flussi internazionali di valuta. Negli Stati Uniti, ancora, sarà pubblicato l’indice Michigan relativo alla fiducia delle imprese.

Come abbiamo potuto vedere, questa settimana è stata ricca di avvenimenti e di dati macroeconomici pubblicati. Gli effetti sulle valute Forex possono aversi sia in questa che anche nella prossima settimana.