Geithner, le valute hanno bisogno di più flessibilità

Il segretario al Tesoro Usa Timothy Geithner ha detto che servirebbero delle politiche di cambio più flessibili nel mercato, aggiungendo che sono cruciali per la riforma globale del sistema monetario.

Geithner non ha esplicitamente individuato nella Cina l’obiettivo del suo intervento, fatto durante una riunione del G20 sulla riforma monetaria internazionale alla quale hanno partecipato ministri e banchieri centrali, ma ha fatto capire che Pechino deve necessariamente allentare la presa sullo yuan.

Geithner ha detto che per gestire al meglio i mutamenti dell’economia mondiale, le nazioni devono costruire delle politiche di cambio flessibili che possono aiutare i paesi ad assorbire meglio gli shock nel futuro. Le lacune più interessanti del sistema attuale sono i punti deboli e le incongruenze in termini di approcci che governano la politica del cambio e l’utilizzo dei controlli di capitale. Sono queste le parole con cui Geithner ha espresso il suo dubbio.

Il ministro USA ha spiegato che, mentre la maggior parte dei principali paesi emergenti operano in gran parte secondo dei regimi di cambio flessibili, alcuni preferiscono invece tenere ben salde le redini delle proprie valute. Ovviamente, il chiaro riferimento è alla Cina. Geithner ha anche detto questa situazione sta cominciando a cambiare, illustrando poi i vari problemi causati dalla stessa.

Praticamente, un’asimmetria nelle politiche del tasso di cambio crea molta tensione. Il rischio maggiore è che le pressioni al rialzo delle valute dei mercati emergenti, operate secondo dei tassi di cambio flessibili, intensificano il rischio di inflazione proprio nelle stesse economie emergenti, quelle che hanno dei tassi di cambio sottovalutati.

Il segretario del Tesoro degli Stati Uniti ha definito la situazione dei tassi di cambio come il problema più importante da risolvere nel sistema monetario internazionale oggi. Effettivamente, data la grande disparità tra alcune valute, si tratta di una cosa che andrebbe equiparata.

Lo Yen continua a ritracciare

Lo Yen giapponese è una delle principali valute sulle quali è possibile investire denaro nel Forex. Insieme allo Yen giapponese le altre valute più importanti e più “tradate” sono il dollaro USA, l’euro e la sterlina inglese.

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Proprio in merito allo Yen Giapponese vediamo che da qualche giorno lo yen estende le sue perdite contro il paniere delle altre principali valute su piazza europea. L’euro invece ha avuto dei piccoli ritracciamenti contro il dollaro, nei confronti degli scambi sul mercato asiatico.

Sostanzialmente ci troviamo in una situazione nella quale i titoli azionari aumentano il loro valore e la loro quotazione, mentre al contempo aumenta la propensione al rischio. Nel fine settimana la valuta giapponese aveva toccato il minimo da oltre sei mesi sia contro il dollaro che contro l’euro.

Questa situazione potrebbe incoraggiare lo svolgimento di delle operazioni di ‘carry trade‘ sullo yen. L’effetto è quello di indebitarsi in valuta giapponese e di investire in divise che hanno un rendimento più alto.

Per chi non conoscesse cos’è il carry trade, possiamo dire è quella pratica che si fa con obiettivi di speculazione e che consiste nel prendere in prestito del denaro in paesi che hanno dei tassi di interesse più bassi, al fine di scambiarlo nella valuta di quei paesi che hanno un rendimento in termini di interessi più alto. L’obiettivo è sia di ripagare il primo debito che di ottenere un guadagno lucrando sulla differenza degli interessi.

Di solito per poter fare un’operazione di carry trade sono scelte delle monete che hanno un cambio abbastanza stabile nel tempo. Questa tipologia di investimenti è rivolta essenzialmente a quegli strumenti a basso rischio, come ad esempio i titoli di Stato.
Non è inoltre importante che il tasso di cambio sia a favore o meno della valuta straniera, purché sia stabile nel tempo e resti invariato.

Riepilogo Valute Settimanale

Il primo trimestre del 2009 ha fatto registrare un incremento degli andamenti dei principali indici mondiali. Inoltre la situazione generale è leggermente più stabile rispetto alla fine dello scorso anno o all’inizio di questo, merito sicuramente anche dei numerosi e massicci interventi che i vari stati e le varie banche centrali hanno posto in essere per tentare di arginare e di combattere questa crisi.

Nel settore del Forex sicuramente bisognerà tenere monitorati non solo i principali indici mondiali, ma anche i rapporti di cambio più importanti e più “tradati”. Potrebbero infatti esserci delle grandi sorprese.

Dai nostri grafici risulta che il rapporto di cambio tra euro e dollaro sta costruendo una figura grafica assolutamente interessante. Il minimo è stato toccato ad un valore di 1.2329 . Questo valore potrebbe essere visto come un “doppio minimo”. Durante il mese di marzo il livello di minimo è stato di 1.2457 . Da come il trend sta evolvendo è probabile che questo rapporti di cambio possa arrivare a salire fino a rompere il valore di 1.4000. Qualora il trend dovesse continuare a salire si potrebbe anche fissare un secondo obiettivo a 1.4600 .

Relativamente al rapporto di cambio USD/JPY , si sta delinenando una figura a “testa e spalle inversa”, con un doppio minimo a 87.10 e le spalle attorno ad un valore di 96.00. Qualche giorno fa questo rapporto di cambio ha rotto la soglia psicologica di 100.00 . L’obiettivo potrebbe essere quello di salire fino a 102.00 e, qualora il trend positivo dovesse continuare, anche fino a  106.00. Se invece ci fosse una chiusura settimanale sotto il livello di 98.00 , potrebbero esserci dei diversi andamenti.

Infine per il rapporto tra euro e yen la tendenza rialzista potrebbe salire fino a 140.00. Se invece ci fosse una chiusura settimanale sotto il livello di 130.00 , potrebbe esserci un rallentamento del trend al rialzo.

Analisi Valute – 6 Gennaio

EUR/USD

La seduta di oggi euro/dollari dovrebbe essere abbastanza volatile. Qualora il valore del rapporto dovesse bucare in ribasso il valore 1.3400 , potremmo aprire delle posizioni short che hanno come primo obiettivo di 1.3350 e 1.3320 come secondo obiettivo. In quest’ultimo caso potremmo valutare anche l’opportunità di arrivare fino a 1.3300 . Se invece il prezzo degli indici dovesse bucare al rialzo il valore di 1.3520, potremmo aprire delle posizioni long fino al valore di 1.3650 . Dovesse riuscire a bucare anche questo obiettivo, potremmo puntare con una posizione long fino a 1.3700 .

EUR/GBP

La crisi continua a farsi sentire. Il rapporto valute potrebbe facilmente arrivare a 0.9100 , nel qual caso potremmo continuare a mantenere aperta una posizione short fino a 0.8900 . Nel caso dovesse bucare al rialzo il valore di 0.9300 , potremmo aprire una posizione long fino a 0.9500 . Teniamo in ogni caso gli occhi aperti sulle posizioni al ribasso, che potrebbero fruttare di più rispetto a quelle al rialzo.

USD/JPY

Qualora il livello di prezzo del rapporto valute dovesse arrivare a rompere al ribasso il valore di 93.25 , potremmo aprire una posizione short con primo obiettivo 92.95 , secondo obiettivo 92.55, terzo obiettivo 92.00 . Qualora invece il rapporto di cambio bucasse al rialzo il valore di 93.85 , l’obiettivo sarebbe di aprire una posizione long fino a 94.15 .

GBP/USD

Se il prezzo nella sessione di oggi dovesse bucare il valore di 1.4585 , potremmo aprire delle posizioni long fino al valore di 1.4625 e, come secondo obiettivo, 1.4650 . Se invece il prezzo dovesse rompere al ribasso il valore di 1.4500 , potremmo aprire delle posizioni short con primo obiettivo 1.4450 , secondo obiettivo 1.4400 e terzo obiettivo 1.4375 .

Considerazioni intraday trading

Continuiamo con alcune considerazioni e punti validi in linea generale per l’Intraday Trading, ovvero l’apertura e la chiusura di una posizione all’interno di una stessa giornata.

  1. Se un indice o una valuta aprono in un gap e considerando il fatto che la maggior parte delle volte lo stesso indice o la stessa valuta tendono sempre a chiudere tale gap, occorre trovare il punto che si trova a metà tra apertura e massimo del giorno precedente, in caso di gap in rialzo, oppure tra il minimo e l’apertura del giorno precedente, in caso di gap al ribasso, allora il superamento di questo punto comferma la chiusura del gap e potremo aprire tranquillamente una posizione in quell’operazione;
  2. se un indice o una valuta hanno aperto in un gap possiamo attendere la chiusura completa del gap ed entriamo immediatamente nel momento in cui il massimo supera il massimo del giorno precedente, e viceversa per il minimo;
  3. studiando tre momenti successivi e vicini, due nel passato e uno nel futuro, se questi sono in sequenza, allora entro senza pensarci due volte. Ad esempio. Apertura di un indice a 10. Alle 12:00 questo indice è a 10,50 . Decido che se dieci minuti dopo (alle 12:10) il valore di questo indice sia maggiore di quello rilevato alle 12:00 , allora entro, purchè sia il massimo maggiore di giornata. Altrimenti ne resto fuori e attendo ancora. Tenete presente che conviene maggiormente entrare se l’indice arriva al famoso valore massimo dal basso (quindi crescendo) e non dall’alto (quindi descrescendo).

Analizzare il trend di un indice o di una valuta

Quando si decide di investire nel mercato del Forex, su un indice o su una valuta, occorre conoscere correttamente quali sono i grafici che potremo trovarci ad analizzare per capire il trend di un titolo.

Tutti i grafici riportano sostanzialmente tre diverse situazioni possibili, che si alternano in maniera abbastanza frequente le une con le altre. L’unione di tutti questi movimenti è chiamato trend.

E’ importantissimo saper riconoscere i trend perchè uno dei principi base dell’analisi tecnica afferma che i prezzi di un titolo, indice o valuta tendono a manterere lo stesso andamento per un certo periodo di tempo, pertanto è importante saperne individuare correttamente il trend, soprattutto capirlo sul suo nascere, per cogliere da subito tutte le possibilità che quel trend offre, in quanto non è dato sapere quanto dura un trend: potrebbe essere lungo poche ore o diversi mesi.

Il trend può essere di tre tipologie: rialzista, ribassista o laterale:

  • si ha un trend rialzista se il grafico sale e, di conseguenza, i massimi e i minimi sono in continuo aumento;
  • si ha un trend ribassista se il grafico scende e, di conseguenza, i massimi e i minimi sono in continua diminuzione;
  • si ha un trend laterale se il grafico nè sale e nè scende, pertanto i massimi e i minimi restano grosso modo sugli stessi valori.

Per poter studiare in maniera corretta un trend, i software di Forex ci mettono a disposizione le trendlines, ovvero delle linee rette che vanno a congiungere i vari punti di massimo, in caso di trend ribassista, i punti di minimo in caso di trend rialzista.

trendline gialla

Analizzare, quindi, queste trendlines ci permette di ottenere molte informazioni su come poterci muovere correttamente.

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Quando si decide di investire nel mercato del Forex, su un indice o su una valuta, occorre conoscere correttamente quali sono i grafici che potremo trovarci ad analizzare per capire il trend di un titolo.
Tutti i grafici riportano sostanzialmente tre diverse situazioni possibili, che si alternano in maniera abbastanza frequente le une con le altre. L’unione di tutti questi movimenti è chiamato trend.
E’ importantissimo saper riconoscere i trend perchè….

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L’ effetto leva

Si parla di effetto leva, nel linguaggio finanziario, quando ci si riferisce al meccanismo grazie al quale, a seguito di un investimento in un dato prodotto, il guadagno che se ne deriva è amplificato rispetto a quello che se ne deriverebbe direttamente attraverso l’attività sottostante.

effetto leva
effetto leva


Ad esempio. Se il warrant di un determinato titolo ha un effetto leva di 12, il guadagno che si ha dall’investire correttamente in quel dato warrant è 12 volte superiore rispetto ad un investimento direttamente su quel titolo.

Una regole generale è di non abusare mai delle leve. E’ vero che questa permette al trader di comprare o di vendere valuta avendo come margine disponibile una minima parte dell’importo con cui si intende aprire una nuova posizione, infatti la leva finanzaria è si indicatore di potenzialità di guadagno, ma indica anche la rischiosità di un investimento.

La leva è calcolata utilizzando tre elementi:

  • importo versato a garanzia;
  • importo dell’operazione da compiere sul mercato;
  • margine dell’intermediario.


Attualmente, quasi tutti gli intermediari danno la possibilità di operare con leve fino a 50 o addirittura 100.

Portando un esempio pratico, con una leva di 50, se il trader apre un conto di 20.000 euro, la posizione massima disponibile è di 1.000.000 di euro, ovvero 20.000 x 50. Per calcolare l’impatto della propria posizione sul capitale versato, occorre calcolare la leva effettiva, data dal rapporto tra importo dell’operazione e capitale ad essa dedicato. Se il trader investe 100.000 euro, allora sta operando con leva 5, ovvero 100.000 / 20.000 .

In questo caso, i guadagni e le perdite saranno pari al 5% del capitale totale.