I come Inversione del Trade

A differenza delle strategie analizzate in precedenza, quella dell’ inversione assume una linea diversa, in quanto mira ad ottenere il massimo nella vendita partendo da un acquisto al minimo.

 Le caratteristiche principali presenti in una strategia di Inversione del Trade ( come un elevato rischio)

La suddetta strategia parte dal presupposto che un Trader che opera sul mercato, potrebbe restare fisso su alcune strategie piuttosto che su altre, ignorando spesso dei segnali provenienti sul mercato in quando troppo accecati da quella posizione assunta sul mercato o da quella particolare strategia. Il trader potrebbe essere legato ad un risultato che magari in passato ha comportato dei notevoli vantaggi, di profitti che però non  è detto che si ripetano, in quanto il mercato è sempre in continuo cambiamento e il successo di una strategia non si traduce necessariamente in un successo universale.  La strategia di inversione del Trade è di conseguenza molto rischiosa in quanto è collegata ad una logica potenzialmente pericolosa, di ottenere un massimo da una vendita partendo da un acquisto però al minimo.

 Verso l’ inversione della tendenza prevalente sul mercato:  obiettivi molto più grandi e rischiosi

Rispetto alle operazioni contro Trend, analizzate nel precedente articolo che mirano ad ottenere dei vantaggi puntato sulla direzione completamente opposta alla tendenza prevalente,  i trade su inversione puntano su un ritorno del prezzo verso la media e soprattutto  verso una inversione della tendenza prevalente sul mercato, ossia di obiettivi molto più grandi ed elevati. Il trader deve cioè non valutare solo le perdite ma avere tanta resistenza allo stress, alle emozioni e perché no anche un briciolo di fortuna, in quanto il principio alla base della suddetta strategia è di sovvertire completamente le logiche di due principi molto importanti nel Trading.

 Ricercare il minimo per attuare gli acquisti e il massimo per attuare le relative vendite, gli obiettivi principali di una strategia di Inversione del Trend

Solitamente nella prassi del Trading ci sono più probabilità che il Trend una volta consolidato possa invertire tale tendenza, di un Trend che di per sé non è sempre infinito e periodicamente cambia andamento. Ma assumere una posizione in relazione ad un minimo per attuare i relativi acquisti, per poi spostarsi in una nuova posizione in relazione ad un massimo per ottenere dei più alti profitti dalla vendita, non è facile ed impone una forte esperienza, una forte resistenza emotiva e capacità avanzate nell’ attuare le relative analisi grafiche. Tale metodo cioè offre molti vantaggi dal punto di vista del profitto massimo da realizzare, ma in virtù anche di altre strategie alternative  potrebbe essere preferibile optare per altre soluzioni, permettendo di ottenere comunque dei forti vantaggi dall’ osservazione dei movimenti dei prezzi, ma con minori rischi. Come nel caso della strategia di ritorno verso la media, già analizzata nei precedenti articoli, che analizza i movimenti del prezzo sul mercato, partendo dal presupposto che un prezzo X allontanato inizialmente dalla media, presenti più probabilità di ritorno verso la media stessa con successivo movimento del prezzo. Si tratta sempre di probabilità ovviamente, che se sfruttate bene possono fare la differenza in una buona attività di Trading offrendo molteplici vantaggi al Trader.

 

 

Sistema a 3 Candele

Andiamo ad analizzare in questo approfondimento un sistema di trading Forex che si basa non sull’uso di indicatori, bensì sulla semplice osservazione dell’andamento del trend e delle candele. Prima di andare avanti, dobbiamo dire che sicuramente fare trading senza avvalersi del supporto degli indicatori è un modo “spregiudicato” per poter operare. Nonostante questo ci sono molti operatori che lavorano senza indicatori e riescono ugualmente ad operare in positivo. Questo sta anche a significare quanto possono essere utili le candele Forex se adeguatamente analizzate e studiate. Il punto fondamentale è stare sempre attenti, dato che senza l’uso degli indicatori potremmo capitare in una fase di ritracciamento che, dunque, potrebbe darci dei segnali falsi rispetto a quello che è in realtà il trend.

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Un sistema di operatività che si basa solo sull’analisi delle candele è quello a “tre candele“. Prima di poter aprire delle posizioni, pèerò, bisogna cercare dei pattern definiti. Il consiglio è inoltre quello di impostare il grafico ad un’ora.

Per poter operare dobbiamo seguire queste regole di operatività. Se vogliamo aprire una posizione long, la barra della seconda candela non deve scendere al di sotto della prima barra, mentre deve andare molto più in alto della prima e chiudere al di sopra della stessa. Inoltre la terza barra deve avere un picco alto maggiore rispetto a quello della seconda.

Se invece ci troviamo ad aprire delle posizioni short, allora la seconda barra non supera la prima, mentre scente molto al di sotto di questa e chiude sempre al di sotto.

Ricordiamo che, però, per poter operare proficuamente con questo sistema bisogna stare sempre attenti a non incappare in falsi segnali, che potrebbero capitare dato che operiamo senza il supporto di alcun indicatore. Se dunque vogliamo operare con questo sistema cerchiamo di attenerci strettamente alle indicazioni fornite in precedenza.

Indicatore A/D

L’indicatore A/D è un indice elaborato da Larry Williams, un analistica tecnico e un trader specializzato in azioni e in commodity, che misura l’accumulo della differenza tra i movimenti in rialzo che si sono verificati in un dato periodo nel quale il prezzo si è alzato fino ad andare molto vicino al punto di chiusura e quei movimenti in ribasso che si sono ottenuti nello stesso periodo, quando quindi il prezzo è sceso fino ad andare molto vicino al punto di chiusura.

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La sigla A/D sta per Accumulazione / Distribuzione. I movimenti al rialzo sono infatti chiamati anche movimenti di accumulazione, mentre quelli al ribasso sono noti anche come movimenti di distribuzione.

Questo indicatore ci permette di avere un segnale sul tipo di controllo che viene fatto nel mercato. Se vengono aperte più posizioni long, ovvero più posizioni di accumulazione, si dice che il controllo è ad appannaggio di chi va long. Se invece vengono aperte più posizioni short, ovvero quelle di distribuzione, si dice che il mkercato è ad appannaggio di chi va short.

La formula matematica usata per calcolare l’indicatore A/D è abbastanza complessa. Per prima cosa si può dire al prezzo più alto rispetto a quello di chiusura viene tolta la differenza tra il prezzo di chiusura e il prezzo più basso. L’indicatore A/D varia anche a seconda del prezzo e del volume degli scambi effettuati. Inoltre il volume degli scambi è molto importante in questo tipo di indicatore, dato che rappresenta una sorta di peso del cambio del prezzo: più alto è il volume degli scambi e più elevata è anche l’influenza del cambiamento di prezzo nel periodo di tempo considerato.

A livello operativo, l’indicatore A/D ci fornisce il segnale di aprire una posizione long se la linea A/D va a formare una divergenza positiva. Se invece forma una divergenza negativo ci dà il segnale dell’apertura di una posizione short.

Il dollaro australiano

Il dollaro australiano è una delle valute sulle quali possiamo “scommettere” quando facciamo Forex. Secondo una ricerca che è stata effettuata da Standard Chartered, questa valuta presto potrebbe arrivare e superare quota 72 centesimi nei confronti del dollaro americano. Il tempo previsto per superare questa soglia è di soli tre mesi.

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Dunque secondo Standard Chartered il dollaro australiano subirà un notevole apprezzamento. Quasi sicuramente la valuta riuscirà a superare il livello dei 70 centesimi di dollaro entro i prossimi mesi, per poi salire ancora ad arrivare a 72 entro la fine del mese di maggio.

Continuando a studiare le analisi tecniche che sono state condotte da Standard Chartered, nel medio periodo il dollaro australiano potrebbe conoscere ancora una fase di salita ed arrivare addirittura a quota 80-83 centesimi contro il dollaro statunitense.

Bisogna dunque prepararsi ad un rimbalzo delle quotazioni di questa valuta, che dall’inizio dell’autunno, fino ad oggi, ha perso oltre il 20% contro il dollaro americano.

Per chi non la conoscesse, la Standard Chartered è una banca britannica con sede centrale a Londra. Opera in diversi stati, attraverso un network complessivo di oltre 1,700 filiali, incluse agenzia sussidiarie, associate e joint ventures. Attualmente fornisce lavoro ad oltre 73,000 persone. Le azioni della Standard Chartered vanno a formare l’indice FTSE 100 e l’indice Hong Kong Stock Exchange.

Ecco dunque una notizia molto attesa, interessante dal punto dei vista di prossimi investimenti Forex che potremo effettuare. Teniamo presente quindi questa valuta, anche se non è sicuramente un rapporto di cambio tra i più effettuati, vale la pena di considerare l’apertura di una posizione long. Ovviamente, come sempre, verifichiamo il reale andamento del trend prima di aprire una posizione. Al momento la quotazione del dollaro australiano contro il dollaro americano è a 0,6400 .

Analisi Valute – 18 Febbraio

EUR/USD

Per la sessione di oggi potremmo considerare l’apertura di una posizione long, ovvero in acquisto, se il valore del rapporto di cambio dovesse rompere al rialzo la soglia di 1.2660 , fissando il primo obiettivo a quota 1.2690 e il secondo obiettivo a quota 1.2720 . Se invece il valore del rapporto di cambio dovesse continuare a scendere e rompere al ribasso quota 1.2530 potremmo aprire una posizione short con primo obiettivo 1.2510 e secondo obiettivo 1.2480 .

EUR/GBP

Per la giornata di oggi potremmo aprire una posizione long qualora il prezzo di questo rapporto di cambio dovesse rompere al rialzo la quota di 0.8880 , fissando il primo obiettivo a quota 0.8900 e il secondo obiettivo a quota 0.8930 . Se invece il rapporto di cambio dovesse rompere al ribasso la quota di 0.8700 , potremmo aprire una posizione short fissando come primo obiettivo quota 0.8680 e come secondo obiettivo quota 0.8660 .

USD/JPY

Per la sessione di oggi potremmo considerare l’apertura una posizione long, ovvero in acquisto, se il valore del rapporto di cambio dovesse rompere al rialzo quota 92.60, fissando il primo obiettivo a quota 92.80 e il secondo obiettivo alla soglia psicologica di 93.00 . Se invece il prezzo del rapporto di cambio dovesse rompere al ribasso quota 92.00 , potremmo aprire una posizione short, ovvero in vendita, ponendo il primo obiettivo a quota 91.80 e il secondo obiettivo a quota 91.60 .

GBP/USD

Per la giornata di oggi potremmo considerare l’apertura di una posizione in acquisto qualora il valore del rapporto di cambio dovesse rompere al rialzo la soglia di prezzo di a 1.4280 , fissando il primo obiettivo a quota 1.4305 e il secondo obiettivo a quota 1.4330 . Se invece il rapporto di cambio dovesse rompere al ribasso il prezzo di 1.4210 , potremmo aprire una posizione short, ovvero in vendita, fissando il primo obiettivo a quota 1.4190 e il secondo obiettivo a quota 1.4160 .

Operatività MultiTime – 1° Parte

Quando operiamo nel Forex è molto importante riuscire a combinare correttamente l’analisi dei grafici utilizzando diversi frame temporali. Ad esempio, analizzare l’andamento di un trend su un grafico orario e su un grafico di 15 minuti, ci fornisce dei segnali migliori rispetto alla analisi del semplice grafico orario. Andremo ad analizzare, in questo e nel prossimo articolo, come poter applicare con successo l’operatività multi time alle nostre operazioni Forex.

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La doppia analisi diventa fondamentale se vogliamo prendere delle decisioni corrette. Se infatti abbiamo un segnale di acquisto, è diverso se tale segnale risulta su un grafico giornaliero rialzista piuttosto che su uno giornaliero ribassista. Nel primo caso è un segnale decisamente migliore e più forte. Nel secondo caso, infatti, potrebbe trattarsi di un falso segnale oppure di un segnale corretto ma limitato nel tempo.

L’approccio a questo metodo generalmente fa nascere delle domande:

  • quali intervalli temporali scegliere?
  • l’intervallo di tempo che ho scelto, sarà il migliore in termini di performance?
  • quando avrò trovato l’intervallo ottimo, quanto tempo varrà?
  • cosa faccio quando l’intervallo di tempo cambia?

Solitamente, per una più efficace analisi, conviene scegliere tre intervalli temporali, dei quali il frame temporale maggiore almeno quattro volte più grande del frame temporale minore. Ad esempio, possiamo scegliere dei frame di 15 minuti, 60 minuti e 240 minuti, oppure dei frame giornalieri, settimanali e mensili.

La scelta del time frame ideale dipende dal nostro modo di fare Forex. Se solitamente facciamo intraday, potremmo trovarci meglio con il secondo esempio, se invece facciamo scalping, con il primo esempio. Per chi invece ama fare Forex sul lungo periodo, è possibile scegliere time frame ancora maggiori.

Nel prossimo articolo andremo a studiare come poter applicare concretamente l’analisi multi time, con l’obiettivo di minimizzare i rischi derivanti da un trend e di massimizzare i nostri profitti.

L’Analisi Fondamentale

In economia abbiamo degli indicatori base che indicano lo stato di salute di una data azienda in termini di entrate, liquidità, economicità (ROE, Return of Equity), investimenti (ROI, Return of Investments). I dati fondamentali hanno lo scopo di capire lo stato di salute di una data azienda. Se questa ha dei dati fondamentali robusti, allora anche l’azienda è alquanto solida.

L’analisi fondamentale, applicata ad un’azienda, trova costante riscontro anche nei risultati che giorno per giorno abbiamo nel settore finanziario e del Forex. Normalmente lo studio dei dati fondamentali ha come obiettivo il calcolo dell’andamento del valore di un’azione, il che infuisce sugli indici. Se il valore delle azioni di un’azienda è al di sotto del loro valore intrinseco, ovvero calcolato con l’analisi fondamentale, allora significa che l’azione è sovraprezzo.

A seconda se il vostro metodo di trading si orienta più sul breve che sul lungo periodo, potreste più o meno considerare quest’analisi. Se infatti fate trading nel breve periodo, potreste anche decidere di investire su aziende poco robuste. Se, al contrario, fate trading nel lungo periodo, conviene investire su aziende robuste e, quindi, su indici formati dai titoli di aziende sane. Questo significa che molto probabilmente il valore di quell’indice salirà.

Vediamo i componenti principali dell’analisi fondamentale:

Flusso di cassa: calcolato sottraendo alle entrate monetarie, le uscite monetarie. Indica la liquidità di un’azienda. Il più delle volte lo stato di salute di un’azienda è visto tramite questo dato.

Entrate nette: calcolate sottraendo dalle entrate ogni possibile costo aziendale, diretto e indiretto.

ROA: Return of Assets, indica quanto un’azienda sia in grado di fare profitti. E’ uno degli indici più importanti da considerare.

In definitiva, è molto importante considerare i dati fondamentali di un’azienda per avere un profitto stabile nel lungo periodo. Nel Forex bisognerebbe, pertanto, studiare i dati fondamentali delle aziende principali le cui azioni costituiscono il paniere sul quale si basa il valore di un indice.

Come fare trading sfruttando i rettangoli?

In un precedente articolo abbiamo studiato i rettangoli, definendoli come una fase di accumulazione, se si forma dopo un trend positivo, oppure come una fase di scaricamento, se si forma dopo un trend negativo. A questo punto, dobbiamo studiare come possiamo sfruttare a nostro vantaggio le informazioni che un rettangolo ci fornisce.

Il primo modo per usare un rettangolo per fare trading, è quello di sfruttare il breakout superiore o quello inferiore. Che movimento assumerà il trend al breakout dal rettangolo? Prima di tutto, affinchè un breakout sia realmente positivo, occorre che, in caso di breakout positivo, il livello dei prezzi raggiunga un’altezza superiore alla linea più alta del rettangolo, pari all’ampiezza del rettangolo stesso. In caso di breakout negativo, invece, occorre che il livello dei prezzi raggiunga un’altezza inferiore alla linea più alta del rettangolo, pari all’ampiezza del rettangolo stesso. Per questo motivo non bisogna fidarsi troppo dei segnali mandati da un rettangolo poco ampio.

Un secondo modo per operare sfruttando i rettangoli, è quello di attendere fino al primo ritracciamento seguente il breakout, e di aprire una posizione solo dopo tale ritracciamento. In questo caso si perde il movimento iniziale del trend e alcuni pips che potrebbero essere importanti, ma si è più sicuri del movimento del trend, il che è molto importante.

Il terzo modo è adottabile solo se la distanza tra le due linee del rettangolo è abbastanza larga. E’ una tecnica alquanto aggressiva. Quando il grafico è vicino al minimo, si compra con uno stop abbastanza stretto. Quando il prezzo è invece vicino al margine superiore del rettangolo, si vende. Se il rettangolo è abbastanza grande, si possono sfruttare positivamente le oscillazioni che il prezzo compie.

Se poi si riesce a capire e a prendere anche il momento in cui il trend fa un breakout, gli effetti positivi saranno ancora maggiori.

Il trading secondo John Murphy

John J. Murphy è un trader che ha scritto, con estrema chiarezza, un decalogo di regole sempre valide da rispettare nel mondo del Forex.

Fare una mappa dei trend, ovvero studiare i grafici a lungo termine ma su scala settimanale o mensile. Studiare solo grafici di breve periodo può ingannare. Anche se si fa trading intraday, lo si può fare con più coerenza avendo una visione di lungo periodo.

Seguire il trend. Se il trend è in salita, occorre acquistare quando ci sono gli avvallamenti, se il trend è in discesa occorre vendere quando ci sono delle riprese. Se si fa trading intraday, occorre usare grafici giornalieri o intraday.

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john J.Murphy

Trovare il minimo e il massimo del trend, ovvero trovare i punti di supporto e di resistenza.

Sapere di quanto è possibile retrocedere, ovvero di quanto il mercato può correggere un balzo al rialzo o uno al ribasso. Solitamente, sono normali ritracciamenti del 50%.

Tracciare le trendline, tenendo presente che una trendline, per conferma il trend, dovrebbe essere formata da almeno tre punti che vanno nella stessa direzione.

Seguire le medie mobili, che ci dicono se un trend è ancora in movimento e ci aiutano a prevedere un eventuale cambiamento di trend. Per avere risultati ancora più precisi, occorre seguire i grafici di due medie mobili in contemporanea.

Seguire gli oscillatori, che ci indicano le condizioni di mercato e ci dicono se questo è salito o meno.

Riconoscere i segnali di allarme, usando il MACD, Moving Average Convergence Divergence, che combina diverse medie mobili con gli elementi di un oscillatore. Un grafico MACD ci dà dei segnali circa il cambiamento di un trend, in anticipo rispetto al momento reale.

Capire se il mercato è in una fase di trend o meno, usando l’ADX, Average Directional Movement Index, che misura il grado di trend del mercato.

Riconoscere le conferme che il mercato ci dà, ovvero che i volumi procedano nella giusta direzione. Ad esempio, se il trend è positivo, volumi crescenti dovrebbero coincidere con i giorni di rialzo.

Forex – Fare trading sui minimi

Uno dei modi più proficui di fare trading sarebbe quello di entrare nel mercato forex quando questo è giunto al suo minimo, in attesa di risalire. Ma il difficile è capire con esattezza quando un mercato è giunto al suo minimo.

Potrebbe essere possibile usare le medie mobili considerando dei periodi temporali diversi per vedere se tendono ad incrociarsi. Altrimenti si possono prenere in considerazione i volumi, in maniera da farci confermare o smentire l’ipotesi di rialzo del valore.

Bisognerebbe avere un punto di riferimento passato con cui paragonare la situazione attuale, come ad esempio se già precedentemente un dato indice ha raggiunto un certo valore minimo.

Uno degli indicatori più attendibili è senza dubbio un grafico a forma di W. Questo si verificare quando un dato indice scende di valore, poi risale, quindi scende nuovamente fino a giungere all’incirca allo stesso punto di minimo toccato nella prima discesa. Questi segnali, possono essere indicatori di una risalita.

Ovviamente bisogna sempre ponderare attentamente le scelte e scegliere un indicatore temporale idoneo al nostro modo di fare trading. Per capire qual’è, occorre fare delle prove e capire con quale scarto temporale ci sentiamo più a nostro agio. Come sempre, fate sempre molta attenzione.