Previsioni forex per martedì 13 gennaio

 

 

Nella giornata di oggi, lunedì 12 Gennaio il dollaro risulterà essere leggermente debole.

E’ attesa tuttavia, un’importante crescita del dollaro nella giornata di domani, martedì 13 Gennaio, come si evince anche dalla situazione illustrata nella foto.

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Si consiglia quindi di vendere EUR e GBP.

Una strategia vincente usando l’ATR

In ogni sistema di trading che si rispetti, la cosa fondamentale per avere successo è operare con una buona strategia, che possa permettere di avere dei buoni risultati. La seconda cosa fondamentale è avere la giusta disciplina, mentre la terza è la gestione del denaro. Non necessariamente in questo ordine.

Andiamo a vedere, in maniera approfondita, il primo punto appena analizzato, ovvero l’importanza di avere una strategia di trading. Nello specifico, andiamo ad analizzare una strategia basata sulla media mobile e sul ATR, che permette di avere, solitamente, da 50 a 100 pips al giorno utili per poter fare trading in sole 2 ore.

Sono poche le cose da sapere prima di mettere in pratica la strategia:

  1. Time trame almeno da 15 minuti o superiore
  2. Media mobile 14 SMA sui minimi e 14 SMA sui massimi
  3. Average True Range per 14 periodi
  4. Supporti e resistenze

Per capire se e quando entrare nel mercato, per prima cosa occorre dare uno sguardo ai prezzi. Se la candela chiude al di sopra della media mobile sui massimi, all’apertura della nuova candela possiamo andare a comprare, mentre se la candela chiude al di sotto della media mobile sui minimi, all’apertura della nuova candela possiamo andare a vendere. Questo concetto può essere applicato con successo a qualsiasi coppia di valute, soprattutto se quelle che vedono l’USD come una delle due valute, ad esempio EURUSD, GBPUSD, e AUDUSD.

Dopo aver valutato se entrare nel mercato in una direzione piuttosto che in un’altra, possiamo andare a dare uno sguardo anche all’ATR. Useremo nello specifico questo valore per impostare il take profit e lo stop loss.

ATR, Average True Range, è un ottimo indicatore per capire la volatilità di una coppia di valute. Dovrebbe essere sempre usato dai trader in maniera da riuscire a valutare con maggior precisione il momento in cui ci si accinge ad entrare nel mercato.

Una semplice strategia forex con le EMA e il MACD

Per poter investire con successo, una buona e semplice strategia di forex può essere fondamentale per realizzare un profitto. La cosa migliore per mettere in pratica la propria strategia di trading è usare una piattaforma di chiaro successo, come ad esempio MetaTrader 4. Per poter iniziare a mettere in pratica la strategia di cui stiamo parlando è necessario installare il plugin delle medie mobili ed impostare le seguenti tre medie mobili:

  • EMA (50), ovvero la media mobile esponenziale 50 periodi
  • EMA (100), ovvero la media mobile esponenziale 100 periodi
  • EMA (200), ovvero la media mobile esponenziale 200 periodi

E’ utile anche impostare un indicatore MACD (12, 26, 9). Se il mercato sta vivendo un trend al rialzo, allora dobbiamo sapere che il prezzo sul grafico si sposterà progressivamente attraverso l’EMA (50), poi attraverso l’EMA (100) ed infine verso l’EMA (200). Se il trend nel mercato invece va in discesa, allora il prezzo di conseguenza si muoverà attraverso l’EMA (200), poi l’EMA (100) ed infine verso l’EMA (50).

Una caratteristica importante del mercato del forex è il fatto che il prezzo si muove sempre attorno alla media, in questo caso alla EMA, e di volta in volta viene respinto da essa. Ma se il prezzo rompe un’EMA, allora solitamente si muove verso quella successiva. Se la media mobile EMA verso cui il prezzo sta tendendo si trova anche su alcuni importanti livelli di ritracciamento di Fibonacci, allora è necessario attendere una conferma dall’indicatore MACD.

Quando si fanno delle negoziazioni usando questa strategia forex, è necessario:

  • osservare i prezzi ed attendere che il mercato si muova chiaramente verso dei punti più alti e più bassi
  • costruire dei livelli di ritracciamento di Fibonacci
  • se i livelli di Fibonacci coincidono con la media mobile EMA, allora bisogna usare anche il MACD
  • lo stop loss dovrebbe stare sopra o sotto l’EMA ed corrispondentemente con il livello di Fibonacci
  • il take profit dovrebbe essere impostato con la sequenza di Fibonacci

Come valutare una strategia sulla base del backtesting

Quando si fa il backtesting di una strategia Forex, al fine di valutare se possa essere una strategia valida o meno, occorre necessariamente documentare i risultati del test. Ecco alcuni dei dati che occorre scrivere e sui quali occorrerà poi valutare la strategia stessa:

  • qual è stata l’uscita ottimale da ogni posizione
  • la strategia in questione opera meglio con uno stop loss più grande o con uno più piccolo?
  • come opera la strategia nei mercati in trend? E nei mercati che invece non sono in trend?
  • la strategia in questione è valida per tutti i timeframe?
  • come opera la strategia se si esce dal mercato durante i periodi di bassa liquidità, ovvero se non si fa trading durante i periodi di vacanza?
  • qual’è stato il massimo drawdown?
  • qual è stata la più grande serie di perdite che si è registrata?
  • la strategia funziona bene su alcune coppie di valute e su altre no?

Alcune di queste informazioni e alcune risposte alle domande di cui sopra, possono essere fornite direttamente dal software di simulazione. I dati ottenuti possono essere utilizzati per capire se una data strategia di trading possa essere giusta o meno. Dopo aver terminato il test, si può capire se ci si trova a proprio agio con il drawdown massimo, se si riesce a mantenere la calma durante la serie di perdite che la strategia ha avuto, se ci si trova bene a scambiare con un timeframe inferiore, qualora il sistema funzioni meglio, e tanto altro. Praticamente, si deve capire se ci si trova bene con quella data strategia.

Un punto importante da notare è che il back testing discrezionale può portare ad una certa familiarità con i dati che si stanno testando. Il back testing non potrà mai sostituire completamente la necessità di provare la strategia “live” per capire se effettivamente funziona o meno, ma è un ottimo modo per avere una maggiore sicurezza.

Perché la strategia perfetta non esiste?

Una delle domande più comuni che solitamente fanno coloro che sono nuovi del mercato delle valute è: “Quale strategia funziona meglio?” La risposta è solitamente sempre la stessa, ovvero che non c’è una strategia unica che funziona sempre. È un dato di fatto che ci sono alcune strategie che funzionano in modo coerente, indipendentemente da ciò che il mercato sta facendo. La chiave per la scelta della strategia giusta è che spesso bisogna basare la strategia intorno alla condizione del mercato.

Prendiamo ad esempio una delle strategie molto comuni, che usa l’RSI e che ci porta a definire una situazione di ipervenduto se l’RSI ha un valore minore di 30 (dunque si compra), e a definire una situazione di ipercomprato se l’RSI ha un valore maggiore di 70 (dunque si vende).

Non sempre però il mercato rispetta questa indicazioni? Perché? Che cosa succede? La risposta a questa domanda è che non è la strategia che non funziona, bensì sono i mercati che si muovono in maniera diversa. Il prezzo è spesso esposto a delle influenze che potrebbero non trovare riscontro nell’analisi tecnica.

Non c’è una strategia che possa funzionare in modo ottimale in qualsiasi condizione di mercato, la maggior parte dei trader esperti lo sanno. La chiave per avere successo in questo mercato è quella di individuare la condizione di mercato attuale, quella che si sta vivendo, e quindi mettere in pratica la strategia appropriata in base a ciò che il mercato sta dicendo. Bisogna anche essere pronti a cambiare strategia in corso d’opera nel caso in cui ce ne fosse bisogno. Il mercato del forex è infatti un mercato molto volatile, che si “lascia” influenzare da diverse notizie e da tanti accadimenti, sicuramente la cosa migliore è rimanere sempre attenti e sempre aggiornati su ciò che accade intorno a noi per poter rispondere con prontezza.

L’importanza dei punti di uscita nel Forex, parte 2

Nella maggior parte dei nostri sistemi di trading il nostro obiettivo è quello di massimizzare le dimensioni dei profitti su ogni posizione aperta, in maniera da non prendere semplicemente un profitto piccolo ogni volta che lo si vede. Questo obiettivo significa che c’è bisogno di implementare una giusta strategia di uscita che possa proteggere una parte del piccolo profitto che si sta realizzando, consentendo alla posizione di avere l’opportunità di farci avere un profitto molto più grande.

Se la posizione va a nostro favore, la definizione di precisi punti di uscita renderà molto più semplice la realizzazione di profitti. Una cosa da non dimenticare è che bisogna lasciare spazio per alcune lievi fluttuazioni giornaliere. Al fine di agevolare il nostro obiettivo di massimizzare il profitto in ogni posizione, in alcuni casi si può decidere di spostare il punto di uscita più lontano per evitare che la posizione possa essere fermata prematuramente.

La definizione dei punti di uscita è basata anche sulla misurazione della quantità di movimento dei prezzi di chiusura del giorno precedente. Per esempio, potremmo voler uscire immediatamente se il movimento di prezzo dovesse arrivare al minimo da un certo periodo a questa parte. Un altro modo per determinare i punti di uscita è tenere controllato il prezzo per sapere esattamente il periodo in cui raggiunge dei punti particolari, come ad esempio il momento in cui raggiunge uno degli obiettivi impostati da Fibonacci.

In conclusione possiamo dire che non bisogna dimenticare l’importanza di uscire dal mercato nel momento giusto, dato che è solo in questa maniera che un profitto che si sta realizzando da una certa posizione potrà essere confermato e potrà essere realmente aggiunto al nostro conto di Forex. Fino a che non usciamo dalla posizione, infatti, siamo ancora in dubbio su quale sarà l’effettivo guadagno del nostro operato.

Come gestire il denaro nel sistema di trading

A differenza di molti altri sistemi di negoziazione trend follower, il sistema di cui stiamo parlando non dipende dai risultati che sui mercati sono stati ottenuti in passato, dunque dovrebbe funzionare su tutti i mercati. Le sue formule non sono basate sul riconoscimento di schemi e di scelta casuale degli indicatori di trading, ma piuttosto una comprensione pulita dei tempi del mercato.

Il sistema è stato creato per il bisogno non solo di produrre un utile, ma anche per dare agli operatori un quadro più chiaro di ciò che stanno facendo e del perché lo stanno facendo. Molti sistemi commerciali o di pubblico dominio sono composti solo da indicatori, ma in realtà non danno una chiara comprensione del movimento delle valute, né informano il commerciante dei segnali da usare in maniera chiara.

Molti trader usano un dato sistema senza in realtà sapere perché quel sistema ha dato un certo segnale, né del perché si dovrebbe entrare in una posizione proprio in quel dato momento. In questo modo un commerciante non una spinta a conoscere meglio il mercato e le sue condizioni, oltre che il suo andamento, e di conseguenza sarà difficile riuscire ad essere coerenti.

Se non si sa esattamente cosa si sta facendo non è possibile spingere al massimo il proprio sistema di trading, e se non è possibile dal al sistema la spinta giusta e seguire delle regole precise, allora questo sistema non sarà redditizio. Il sistema trend follower assicura che le varie indicazioni di entrata nel mercato oltre che quelle di uscita dal mercato siano chiaramente definiti e, al tempo stesso, anche consentire al trader di essere in grado di spiegare e di capire perché ha aperto una data posizione.

I trader non sono più soggetti ai mercati volatili che invece influenzano altri sistemi di trading. L’amministrazione del proprio denaro è un aspetto molto importante del sistema di trading, si dovrebbe sempre imparare a fare trading e a gestire il proprio denaro. Senza un’adeguata gestione dei soldi si è destinati a fallire nel lungo termine.

Forex tra analisi tecnica e fondamentale, parte 2

Nello scorso articolo abbiamo visto la principale divisione della strategia che bisogna usare quando si fa Forex, ovvero quella tra analisi fondamentale e analisi tecnica. Sappiamo che l’analisi fondamentale comporta lo studio dell’andamento delle notizie che possono influire sul mercato. L’analisi tecnica è invece un metodo di previsione dei movimenti dei prezzi del mercato guardando puramente ai dati generati dal mercato stesso.

L’analisi viene fatta in base al concetto che “la storia si ripete” ed è attraverso il confronto tra la situazione attuale e quella passata che l’analisi tecnica risulta molto efficace per entrare ed uscire dal mercato.

Attraverso l’uso di grafici e di indicatori sarà possibile pianificare una tattica di investimento. I trader infatti ritengono che il prezzo di una valuta si muove in tendenza e dunque seguirà sempre uno schema simile ad uno passato. Anche se questa metodologia guarda con sicurezza a tempi andati, non è una buona idea basarsi completamente ed esclusivamente su di essa per anticipare un trade forex, dato che il futuro non è uguale al passato poiché ci sono molte variabili impreviste che l’analisi tecnica non riflette, come ad esempio il cambiamento dei leader dei paesi, i cambiamenti di governo, le catastrofi naturali, i cambiamenti delle politiche bancarie, lo stato d’animo degli investitori, le guerre. Sono dunque tutti fattori che influenzano direttamente il valore di una valuta.

Dunque una combinazione dei due approcci, fondamentale e tecnico, è sempre incoraggiare per ottenere i migliori andamento sul piano dell’investimento.

Per imparare a fare Forex è possibile scegliere una grande varietà di fonti, come ad esempio seminari, eBook, internet, documenti e così via, tutti a portata di click. Quello che però fa la differenza è sicuramente l’esperienza e la pratica.

Forex tra analisi tecnica e fondamentale

Il Forex

Il Forex è un mercato internazionale dove si pratica principalmente lo scambio di valute. Lo scambio di valute presuppone che esso venga fatto in coppia di valute, come ad esempio USD / Euro, USD / JPY, Euro / JPY, GBP / CHF e CAD / USD. A prescindere dal grande volume di scambi, il mercato del Forex è relativamente nuovo, dato che è reso disponibile al grande pubblico solo a partire dal 1998.

A differenza dei primi tempi, quando erano richiesti enormi investimenti per iniziare a fare trading Forex, oggi è una cosa davvero facile iniziare, richiede pochissimi capitali e soprattutto si può fare in cinque minuti, basta solo un computer e un accesso alla rete. Il Forex trading comporta ovviamente molti rischi, per questo una buona strategia è necessaria per ridurre questi rischi al minimo.

Sappiamo che l’analisi fondamentale comporta fare degli studi sugli eventi circostanti che incidono sulle tendenze del mercato. Questi fattori includono le politiche della banca centrale del paese di riferimento, gli Stati politici, la crescita del paese, i disastri naturali ma anche eventuali guerre, ecc. I trader solitamente esaminano la situazione di un paese sulla base dell’economia del paese stesso. In linea generale, le catastrofi naturali e una situazione politica instabile fanno perdere valore alla valuta.

Nel mercato del Forex, però, sarebbe difficile fare un commercio basato esclusivamente sui dati fondamentali, in quanto questi forniscono solo una visione complessiva della condizione di mercato. Per completare tale analisi c’è bisogno anche di numeri e di grafici, che sono necessari per dare una stima più precisa del movimento del mercato di riferimento. In questo caso, come sappiamo, si parla di analisi tecnica, ovvero quella parte dell’analisi e della strategia che comporta lo studio dei grafici e degli indicatori al fine di capire e di anticipare l’andamento del trend in atto.

Indicatore A/D

L’indicatore A/D è un indice elaborato da Larry Williams, un analistica tecnico e un trader specializzato in azioni e in commodity, che misura l’accumulo della differenza tra i movimenti in rialzo che si sono verificati in un dato periodo nel quale il prezzo si è alzato fino ad andare molto vicino al punto di chiusura e quei movimenti in ribasso che si sono ottenuti nello stesso periodo, quando quindi il prezzo è sceso fino ad andare molto vicino al punto di chiusura.

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La sigla A/D sta per Accumulazione / Distribuzione. I movimenti al rialzo sono infatti chiamati anche movimenti di accumulazione, mentre quelli al ribasso sono noti anche come movimenti di distribuzione.

Questo indicatore ci permette di avere un segnale sul tipo di controllo che viene fatto nel mercato. Se vengono aperte più posizioni long, ovvero più posizioni di accumulazione, si dice che il controllo è ad appannaggio di chi va long. Se invece vengono aperte più posizioni short, ovvero quelle di distribuzione, si dice che il mkercato è ad appannaggio di chi va short.

La formula matematica usata per calcolare l’indicatore A/D è abbastanza complessa. Per prima cosa si può dire al prezzo più alto rispetto a quello di chiusura viene tolta la differenza tra il prezzo di chiusura e il prezzo più basso. L’indicatore A/D varia anche a seconda del prezzo e del volume degli scambi effettuati. Inoltre il volume degli scambi è molto importante in questo tipo di indicatore, dato che rappresenta una sorta di peso del cambio del prezzo: più alto è il volume degli scambi e più elevata è anche l’influenza del cambiamento di prezzo nel periodo di tempo considerato.

A livello operativo, l’indicatore A/D ci fornisce il segnale di aprire una posizione long se la linea A/D va a formare una divergenza positiva. Se invece forma una divergenza negativo ci dà il segnale dell’apertura di una posizione short.

Delphic Phenomenon

Abbiamo parlato in precedenza delle medie mobili e abbiamo detto di come possano non essere di uso molto semplice, soprattutto per chi si avvicina per le prime volte al mondo del Forex. Sostanzialmente la media mobile è molto utile per poter analizzare le serie storiche. Nel settore del Forex è possibile applicare concretamente la media mobile al fine di mostrare il valore medio dei prezzi in un dato periodo di tempo. A seconda delle variazioni che il prezzo ha nel periodo considerato, la media mobile può salire o può scendere.

In questo articolo andiamo ad analizzare una strategie precisa per usare le medie mobili. Stiamo parlando del Delphic Phenomenon.

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Per poter applicare questa strategia, occorre scegliere due medie mobili da poter applicare ad un time frame a nostro piacimento. Per comodità, possiamo usare la media mobile a 40 periodi e la media mobile a 18 periodi, applicate ad un time frame di 15 minuti.

Per trarre delle indicazioni dal Delphic Phenomenon dobbiamo aspettare che le due medie mobili si incrocino. A seconda dell’incrocio che hanno, bisogna operare in maniera differente.

Si ha un incrocio rialzista se la media mobile a 18 periodi supera al rialzo la media mobile a 40 periodi. A questo punto dobbiamo aspettare che si verifichi il pullback sui prezzi della media mobile a 18 periodi per poter aprire delle posizioni long, ovvero in acquisto. In questo caso è consigliato anche fissare uno stop loss pari al valore della media mobile a 40 periodi.

Al contrario, se si ha un incrocio ribassista qualora il valore della media mobile a 18 periodi superi verso il basso il valore della media mobile a 40 periodi. In questo caso dovremmo aprire delle posizioni short, ovvero in vendita, fissando degli stop loss poco al di sopra del valore della media mobile a 40 periodi.
Usando in questa maniera le media mobili riusciremo a diminuire il rischio dell’apertura delle posizioni e ad aprirle con uno stop loss alquanto ridotto.

L’unico svantaggio è che non si riesce a calcolare con precisione l’obiettivo da raggiungere. Dunque dovremo alzare lo stop loss a seconda dell’andamento del trade.

Il dollaro australiano

Il dollaro australiano è una delle valute sulle quali possiamo “scommettere” quando facciamo Forex. Secondo una ricerca che è stata effettuata da Standard Chartered, questa valuta presto potrebbe arrivare e superare quota 72 centesimi nei confronti del dollaro americano. Il tempo previsto per superare questa soglia è di soli tre mesi.

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Dunque secondo Standard Chartered il dollaro australiano subirà un notevole apprezzamento. Quasi sicuramente la valuta riuscirà a superare il livello dei 70 centesimi di dollaro entro i prossimi mesi, per poi salire ancora ad arrivare a 72 entro la fine del mese di maggio.

Continuando a studiare le analisi tecniche che sono state condotte da Standard Chartered, nel medio periodo il dollaro australiano potrebbe conoscere ancora una fase di salita ed arrivare addirittura a quota 80-83 centesimi contro il dollaro statunitense.

Bisogna dunque prepararsi ad un rimbalzo delle quotazioni di questa valuta, che dall’inizio dell’autunno, fino ad oggi, ha perso oltre il 20% contro il dollaro americano.

Per chi non la conoscesse, la Standard Chartered è una banca britannica con sede centrale a Londra. Opera in diversi stati, attraverso un network complessivo di oltre 1,700 filiali, incluse agenzia sussidiarie, associate e joint ventures. Attualmente fornisce lavoro ad oltre 73,000 persone. Le azioni della Standard Chartered vanno a formare l’indice FTSE 100 e l’indice Hong Kong Stock Exchange.

Ecco dunque una notizia molto attesa, interessante dal punto dei vista di prossimi investimenti Forex che potremo effettuare. Teniamo presente quindi questa valuta, anche se non è sicuramente un rapporto di cambio tra i più effettuati, vale la pena di considerare l’apertura di una posizione long. Ovviamente, come sempre, verifichiamo il reale andamento del trend prima di aprire una posizione. Al momento la quotazione del dollaro australiano contro il dollaro americano è a 0,6400 .

Le barre a volume costante

Le barre a volume costante, note anche come BVC, dall’inglese Constant Volume Bars, sono delle barre molto più precise rispetto alle tick-volume bars, che sono le barre aventi lo stesso numero di traders.

Le barre a volume costante sono costruite usando il volume progressivo, che è un’informazione oggettiva e ottenuta in maniera semplice: quando sono passati un tot di minuti viene creata una nuova barra.

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Esempio di BVC

Le barre a volume costante non sono legate in alcun modo a variabili temporali: periodi con basso volume saranno condensati in poche barre, periodi con grandi volumi daranno vita a numerose barre.

Questo discorso di essere indipendente dalla variabile tempo presenta alcuni vantaggi: se seguo un segnale basato su un orizzonte temporale, il trade potrebbe essere effettuato quando il movimento ha già subito l’accelerazione. L’uso delle barre a volume costante permette di definire un istante di entrata più preciso e, di conseguenza, più proficuo.

Le barre a volume costante possono anche essere usate per calcolare la media mobile, in quanto il risultato può essere ideale anche per trend più ripidi e verticali, in quanto essendo indipendente dal tempo la media riesce ad adattarsi in maniera rapida al cambiamento dei prezzi.

Forex – Grafici Kagi

Dopo aver studiato e approfondito la realizzazione e la lettura dei grafici Renko, analizziamo i grafici Kagi, il cui nome deriva da un tale signor Kagi che si presume sia nato in coincidenza con la nascita del mercato azionario giapponese, verso il 1870.

I grafici Kagi sono realizzati tenendo presente, come unica variabile, il prezzo, e non anche il tempo. Sul grafico Kagi l’alternanza dei prezzi è rappresentata con due tipi di linee: una più spessa di colore verde, se le tendenza è rialzista, un più sottile di colore rosso se la tendenza è ribassista. Lo spessore delle linee è da ricercare nella cultura giapponese: lo yang, che è la bellezza, quindi linea verde e spessa, e lo yin, che è la bruttezza, quindi linea rossa e sottile.

esempio grafico kagi
esempio grafico kagi

Il cambio di colore avviene, per la precisione, quando si superano i precedenti massimi e minimi relativi alla tendenza in corso. Se stiamo tracciando un linea verde, al rialzo, è il prezzo scende, ma senza andare sotto il minimo della tendenza in corso, la linea rimarrà verde e spessa. Al contrario, se il prezzo scende di più del minimo relativo alla tendenza in corso, allora la linea diventerà rossa.

Quando il prezzo cambia direzione, quindi passa da rialzista a ribassista, occorrerà tracciare prima un sottile linea retta ed orizzontale, detta inflection line, e poi spostarsi verso la nuova direzione.

Per approfondimenti sui termini in uso: Glossario Forex

Forex – Lo scalping

Lo Scalping è quell’insieme di operazioni fatte durante uno stesso giorno di contrattazioni, la cui durata è molto limitata e va da pochi secondi a qualche minuto, solitamente non più di cinque o dieci minuti.

Poichè sono operazioni che vengono aperte e chiuse in poco tempo, il guadagno che se ne può ottenere è relativamente basso, ma considerando che, proprio per la breve durata delle operazioni, in un giorno si possono fare anche oltre 40 operazioni, il guadagno a fine giornata può essere importante.

Lo scalping è una tecnica non facile da mettere in atto, che richiede molta concentrazione e studio critico della situazione, per riuscire a determinare il momento esatto di entrata e di uscita, poichè un minimo errore potrebbe portare ad una perdita invece che ad un profitto, essendo il tempo in cui si “gioca” ridotto al minimo.

Per questo motivo, una regola generale sempre valida è quella di fare scalping soltanto su un titolo per volta, già seguirne due contemporaneamente fa diminuire la concentrazione e, di conseguenza, si può perdere denaro.

Simile alla tecnica dello scalping può essere vista la tecnica dell’ intraday trading, anche in questa le operazioni si svolgono tutte in un giorno, ma la differenza è che nell’intraday occorre scegliere il momento in cui entrare ed uscire, mentre chi fa scalping cerca un guadagno immediato.

Strategie di base per investire nel Forex

Investire nel Forex e, automaticamente, guadagnare denaro, non è una cosa automatica. Il Forex, per la sua natura di estrema volatilità, non è un mercato adatto a tutti, ma solo a chi dispone di un buon self-control e di sangue freddo, altrimenti si rischia di entrare nel panico e commettere errori clamorosi.

Tra le regole che occorre osservare, ce ne sono alcune assolutamente basilari.

Siate sicuri di giocare solo denaro che potete perdere, non vi giocate la rata del mutuo.

Siate sicuri del lasso temporale all’interno del quale volete operare. Molti trader, infatti, entrano nel mercato senza sapere con precisione quando intendono uscirne. Ad esempio, decidete se volete operare nel breve periodo, quindi magari puntando a guadagnare qualche punto percentuale, oppure se puntate al lungo periodo e ad un guadagno sicuramente maggiore.

Siate sicuri di quando volete entrare nel mercato. Se avete dubbi, meglio restarne fuori.

Valutate correttamente le tendenze ed accodatevi ad esse. Solitamente, una forte tendenza prosegue nel tempo, quindi se vi accodate ad essa potreste guadagnare del denaro. Tenete sempre presente, però, che un tendenza può controvertirsi. Avrete sicuramente sentito il detto “trend is your friend“, ma valutate sempre e non prendete questa frase per oro colato, perchè dovete individuare il momento che quella data tendenza sta attraversando.

Strategia Forex – L’hedging

Un’altra strategia applicate nel mercato forex:

Con il termine hedging ci si riferisce ad una determinata strategia di investimento mirata a diminuire al massimo il rischio di esposizione del proprio portafoglio, nonchè la sua volatilità.

Per poter fare hedging, ci sono diverse opportunità. Lo si può fare con delle opzioni put e call, con delle vendite allo scoperto, ovvero senza possedere materialmente un titolo ma soltanto prevedendo di averlo, con dei contratti future e dei forward.

mondoforex - strategia hedging
mondoforex - strategia hedging

Le strategie di hedging hanno il chiaro scopo di prevenirci da eventuali e disastrose perdite. Ad esempio, se il nostro investimento più grande non dovesse andare come previsto, gli altri movimenti che abbiamo posto in essere a titolo di hedging vanno a coprire la perdita principale o parte di essa.

Praticamente, per poter realizzare strategie di hedging si va a short sul mercato con lo scopo di vendere la propria valuta per ricomprarla in seguito ad un prezzo minore. Andare short significa semplicemente vendere qualche cosa che non si ha. Ad esempio, vendo un certo numero di valuta o di titoli che non posseggo, incassando il corrispettivo monetario. A questo punto, sono a debito, con un intermediario finanziario, dei titoli che non possedevo ma che ho venduto. Devo quindi, entro un certo termine, ricomprarli per ripagare il mio debito. Il vantaggio economico sta nel ricomprarli ad un prezzo più basso e lucrare sulla differenza.