Il dollaro sale sugli ottimismi greci, forte anche la sterlina

Il dollaro ha guadagnato nei confronti dello yen e dell’euro durante la sessione asiatica di oggi, con il sentimento che migliora dopo i recenti segni di progresso nei colloqui di salvataggio della Grecia e dopo dei dati economici ottimistici.

L’effetto complessivo dell’ottimismo rinnovato ha portato l’euro a perdere terreno nei confronti del dollaro, scendendo a 1,1265 dollari da 1,1341. Inoltre, la valuta unica è scesa rispetto allo yen a 139.46 da 139.86.

Il WSJ Dollar Index, una misura del dollaro contro un paniere di altre valute, è salito dello 0,41% arrivando a 86,20.

Il presidente della Commissione europea, Jean-Claude Juncker, era convinto che ieri ci sarebbero stati dei passi in avanti e che il programma di salvataggio del paese sarebbe stato finalizzato questa settimana, in seguito alla presentazione di una proposta da parte della Grecia, con cui il paese ha offerto nuove concessioni.

Il biglietto verde si estende durante la notte continuando lo slancio generato dalla notizia greca, insieme ai dati ottimistici degli Stati Uniti. Questi fattori combinati hanno scatenato il più grande rendimento “daily” del biglietto verde.

Il miglioramento del sentiment è stato dimostrato anche da un aumento del Nikkei Stock Average, salito dell’1,9% nella sessione pomeridiana.

Gli investitori ora spostano gli occhi sui dati economici, con gli ordini di beni durevoli di maggio che dovrebbero plasmare il loro parere sulla probabile tempistica di una decisione della Federal Reserve per quanto riguarda l’alzare i tassi a breve termine.

Eppure, mentre il dollaro dovrebbe salire più che scendere, le plusvalenze saranno probabilmente limitate nel breve periodo. Il valore di 125 contro lo yen è ora “lontano” ed è difficile continuare a comprare dove siamo. Tra le altre cose da tenere in considerazione vediamo anche il discorso di Kuroda, governatore della BOJ, che ha portato il dollaro a scivolare contro lo yen a 124.60 (ha detto che lo yen solo in maniera improbabile continuerà ad indebolirsi).

Il dollaro rimane rangebound contro lo yen ed è tenendo questo in mente che bisogna poter operare.

La situazione rimane favorevole per la sterlina, che ha guadagnato terreno sia contro l’euro che contro la divisa americana. Siamo tuttavia di fronte ad una situazione in cui la valuta britannica sta diventando troppo forte e potrebbe far male alle imprese inglesi che esportano i loro beni/servizi. Per questo motivo potrebbe essere necessario considerare un intervento da parte del governo o della Boe per svalutare il valore della valuta (senza però incappare in una “guerra”).

La sterlina sale contro euro e dollaro

Il tasso di cambio tra la sterlina e l’euro (GBP / EUR) si avvicina al valore di 1.40 mano a mano che si parla di Grexit, mentre GBP/USD si trova ora a 1,59. Dopo l’annuncio del Federal Open Market Committee (FOMC) sul tasso di interesse, la sterlina è salita a 1,59 in vista della pubblicazione dei dati sulle vendite al dettaglio nel Regno Unito. Se esse dovessero salire, invece di mostrare il declino previsto dagli economisti, la sterlina potrebbe spingere ancora più in alto nelle ore a venire.

Dei dati impressionanti sui salari nel Regno Unito hanno visto la sterlina contro l’Euro salire a 1.40.

I redditi medi sono saliti ad un massimo da quattro anni al 2,7%, invece del 2,1% previsto. Il tasso di cambio GBP / USD ora si trova sopra 1,57 e la sterlina è salita di oltre l’1% sia contro il dollaro australiano che contro quello neozelandese.

Negli ultimi mesi i lavoratori del Regno Unito hanno beneficiato di una ripresa economica abbastanza simulata, nel senso che per avere una vera e propria ripresa sostenuta bisognerà avere una maggiore produttività.

I verbali della BoE hanno aiutato la sterlina contro le altre valute anche perché da essi si è dedotto che le turbolenze dell’economia del Regno Unito si stanno attenuando.

Nel frattempo, gli ultimi sviluppi dei negoziati greci hanno pesato sulla moneta unica. Mentre il primo ministro greco Alexis Tsipras dice che il paese è asfissiato dai creditori, la Banca centrale greca ha commentato la situazione per la prima volta dichiarando che “se non si raggiungesse accordo saremmo di fronte all’inizio di un percorso molto doloroso che porterebbe al default greco, all’uscita della Grecia dalla zona euro e anche dall’Unione europea. Trovare un accordo con i creditori è imperativo e non possiamo permetterci di ignorare la cosa”.

Come affermato da Bloomberg “una ripresa della crescita di posti di lavoro come detto dai funzionari della Fed sta dando ragione nel guardare oltre un rallentamento economico del primo trimestre. Allo stesso tempo, l’inflazione rimane sotto l’obiettivo e i banchieri centrali dicono che i tempi di un aumento dei tassi dipendono da come i dati economici si dispiegheranno in futuro”.

Ci attendiamo un movimento futuro ancora debole per la nostra valuta contro le altre, sia sterlina che dollaro, soprattutto se un accordo con la Grecia non dovesse essere trovato affatto.

Ovviamente ci auguriamo che le due parti possano riuscire a trovare un accordo che permetta di sbloccare la situazione.

La sterlina ritraccia dopo che la BOE rallenta le previsioni

La sterlina ritraccia da un massimo di cinque mesi ieri dopo che il governatore della Banca d’Inghilterra ha dichiarato che la resistenza recente della valuta pregiudicherebbe la politica monetaria, con la banca centrale che ha abbassato le previsioni di crescita per la Gran Bretagna in una relazione trimestrale.

La BoE ha previsto, per l’economia del paese, una crescita del 2,5 per cento per il 2015, 0,4 punti percentuali meno rispetto alla proiezione del 2,9% che era stata fatta fatta nel mese di febbraio e più vicina a quella che la maggior parte delle altre previsioni economiche si aspettano.

Parlando ai giornalisti dopo che il rapporto è stato pubblicato, Mark Carney ha detto che è giusto considerare la forza della sterlina quando si proietta il sentiero dei tassi di interesse futuri. Gli investitori si aspettano che la BoE possa alzare i tassi nel mezzo del 2016, una moneta più forte potrebbe tenere sotto controllo l’inflazione e spingere indietro le aspettative di rialzo.

La sterlina è scesa a un minimo di 1,5635 dollari, in calo dello 0,1 per cento, allontanandosi dal massimo di cinque mesi a 1,5749 dollari colpito in precedenza.

Il rapporto di inflazione è stato più “dovish” rispetto a quello che i mercati si aspettavano, spingendo avanti una vendita importante della sterlina. La banca centrale ha evidenziato la sterlina forte come un vento contrario e ha sottolineato che è rilevante nel suo orizzonte politico, il quale, ancora una volta, è stato appesantito dalla sterlina.

L’euro, nel frattempo, ha tenuto sopra i guadagni attirando un divario di rendimento tra Bund e titoli del Tesoro USA, scivolando oltre i massimi precedenti dopo che i dati di crescita della zona euro sono stati inferiori alle aspettative. Il prodotto interno lordo nei paesi della zona è aumentato dello 0,4 per cento trimestre su trimestre nel periodo gennaio-marzo, facendo invece segnare un incremento del 1,0 per cento anno su anno.

Entrambi i dati sono stati sotto le previsioni che erano rispettivamente dello 0,5 per cento e del 1,1. In precedenza, i dati di crescita tedeschi avevano deluso e avevano compensato eventuali effetti positivi derivanti da un miglioramento dei dati francesi.

Con l’aumento dei rendimenti dei titoli sovrani tedeschi ad un ritmo più veloce rispetto a quelli degli Stati Uniti nei giorni scorsi, il divario tra i valori dei bund e dei titoli del Tesoro USA a 10 anni si è ridotto a circa 157 punti base, da 180 punti.

Per quanto riguarda il rapporto EUR/USD molto dipenderà dalle vendite al dettaglio americane nel corso della giornata, mentre i rendimenti statunitensi sono giunti al loro massimi, un buon numero che dovrebbe aiutare.

Sterlina euro, ecco cosa potrebbe accadere

Il tasso di cambio sterlina euro (GBP / EUR) ha visto la recente debolezza finalmente giunta al termine, ma le prospettive restano impegnative. Il recente minimo di 1.356 sterline sembra aver trovato sostegno nella media mobile a 50 giorni. Con la stagione elettorale del Regno Unito che inizierà seriamente tra poco, non appena David Cameron scioglierà il parlamento, la sterlina ha fatto registrare delle perdite. Coloro che sono per un più alto tasso di cambio GBP-EUR saranno delusi dato che la sterlina britannica è scesa da un valore di 1,4256 raggiunto l’11 marzo a un minimo di 1,3540 raggiunto il 25 marzo. La performance più forte dalla moneta comune si è verificata su tutta la linea e arriva dopo un periodo di pressioni di vendita prolungate.

L’offerta dell’euro alla fine ha dovuto raggiungere il termine e un riequilibrio di mercato che ha visto una salita ascesa contro la maggior parte dei principali partner commerciali. Mentre entriamo nel nuovo mese, la coppia di valute è scambiata a 1,3677, lontano dal suo punto più basso, suggerendoci che una base per i recenti cali potrebbe essere stata finalmente raggiunta.

Quali sono le prospettive per la sterlina contro l’euro? Possiamo aspettarci dei tassi di cambio più bassi? Secondo gli analisti tecnici la media mobile a 50 giorni sembra aver coinciso con la cessazione delle pressioni di vendita. La valuta britannica ha recentemente scambiato fino ad un massimo pluriennale di 1.415 rispetto all’euro, ma da quel livello ha poi ripercorso pienamente il 50% del declino che ha avuto inizio circa 15 anni fa e, come il grafico illustra, questo è stato seguito da un periodo non trascurabile di prese di profitti. Al recente minimo, tuttavia, di 1.356, la sterlina sembra aver trovato sostegno in forma di 50 giorni di media mobile e questo potrebbe dunque essere il punto definitivo.

La sterlina sta entrando in un periodo di instabilità. Coloro che operano con la sterlina devono essere consapevoli che le regole normali di mercato probabilmente non si applicheranno nelle prossime settimane. Gli analisti di mercato si aspettano un picco di volatilità mentre ci muoviamo attraverso il programma elettorale del Regno Unito, che culminerà con le elezioni generali di maggio. Bisogna essere consapevoli del fatto che la stabilità sarà comunque probabile solo una volta un governo stabile sarà a posto. Come abbiamo visto con il voto scozzese d’Indipendenza, ci saranno probabilmente molti colpi di scena nelle prossime settimane, probabilmente appaiati a dei movimento taglienti per la sterlina, da tenere in considerazione.

Il Regno Unito cresce velocemente, la sterlina ne trae vantaggio

La crescita del Regno Unito è stata rivista più in alto delle precedenti previsioni: per l’intero 2014 è stata del 2,8 per cento a fronte di una precedente stima del 2,6 per cento, una crescita più veloce di qualsiasi altro paese del gruppo delle sette nazioni leader. I dati aggiornati sono l’ultima buona notizia per l’economia del Regno Unito: la disoccupazione è scesa sotto il 6 per cento e l’inflazione è scesa a zero per la prima volta da 50 anni. George Osborne, il cancelliere, ha fatto sapere che ci sono state davvero buone notizie: PIL rivisto, la fiducia dei consumatori in rialzo e un buon tenore di vita.

La sterlina è salita in risposta a questi dati, abbiamo visto infatti un rafforzamento dello 0,2 per cento da $ 1,476 a $ 1,479. Contro l’euro, la sterlina è salita al massimo della giornata a € 0,726. La crescita del quarto trimestre è stata in gran parte determinata dal consumo interno e da un miglioramento della bilancia commerciale. Questi due fattori hanno contribuito per 0,4 e 0,8 punti percentuali rispettivamente. Il miglioramento della bilancia commerciale ha contribuito a ridurre il disavanzo delle partite correnti – la differenza tra ricavi e proventi dal resto del mondo – a 25.3 miliardi di sterline da 27.7 miliardi di sterline nel terzo trimestre. Ciò è dovuto ad una contrazione degli scambi dei beni e ad un aumento del surplus per i servizi.

Tuttavia, il disavanzo delle partite correnti del Regno Unito era a 97.9 miliardi nel 2014, in rialzo da 76.7 miliardi nel 2013. Ciò equivale al 5,5 per cento del reddito nazionale, il più grande deficit corrente dall’inizio delle rilevazioni nel 1948.

La crescita è stata fortemente dipendente sul settore dei servizi, che si è ampliato dello 0,9 per cento nel quarto trimestre, un valore più alto di quanto si pensasse. La produzione è aumentata solo leggermente, in crescita dello 0,2 per cento, un valore maggiore di quanto si pensasse. Il settore delle costruzioni è sceso, cadendo del 2,2 per cento, in linea con le stime precedenti. Il buon andamento del settore dei servizi alla fine del 2014 è in contrasto con le figure più deboli all’inizio del 2015. Dei dati separati hanno mostrato una contrazione dello 0,2 per cento tra dicembre e gennaio. Tuttavia, i servizi sono ancora in crescita del 3,2 per cento su base annua.

Gli economisti sono rimasti positivi circa le prospettive per il 2015 e si aspettano che la bassa inflazione possa aumentare la spesa dei consumatori e la crescita. Siamo sostanzialmente ottimisti sulle prospettive di crescita per il 2015 e ci si aspetta che il prodotto interno lordo possa espandersi del 2,7 per cento.

La sterlina, vediamo il suo movimento nei confronti di euro e dollaro

Il rapporto di cambio tra sterlina ed euro (GBP / EUR) ha registrato delle perdite nel trading europeo di oggi dopo che i dati dell’inflazione nel Regno Unito sono scesi sotto le previsioni e hanno colpito lo 0,0%, mentre sterlina / dollaro USA (GBP / USD) e sterlina / Dollaro Canadese (GBP / CAD) sono saliti.

Nella zona euro i dati dei servizi tedeschi e il PMI hanno avuto dei risultati migliori rispetto alle previsioni e hanno dato all’Euro la forza di fare un salto. In precedenza, il rapporto tra sterlina e dollaro (GBP / USD), quello tra sterlina ed Euro (GBP / EUR) e quello tra sterlina e  Dollaro Canadese (EUR / CAD) hanno avuto un trend inferiore con la prospettiva di uno scossone politico nel Regno Unito che ha visto il flop sterlina.

Le elezioni e le speculazioni circa il futuro della Gran Bretagna nell’Unione europea sono un fattore che potrebbe seriamente pesare sui rapporti di cmbio GBP / USD, GBP / EUR e GBP / CAD. L’ultimo rapporto aperto in Europa suggerisce che il Regno Unito potrebbe prosperare se dovesse lasciare l’UE, un evento definito ‘Brexit’. Secondo alcuni, le stime dell’impatto del Brexit sul Regno Unito potrebbe essere del 2,2% del PIL.

Nel frattempo, il rapporto di cambio tra Euro e sterlina (EUR / GBP), Euro e dollaro (EUR / USD), Euro e dollaro canadese (EUR / CAD) mette in evidenza dei cambio che sono ancora sotto forte pressione per la prospettiva della Grecia di lasciare la zona euro, nota come ‘Grexit’. James Bullard della Federal Reserve ha dichiarato che è possibile che un Grexit possa verificarsi, ma che il processo sarebbe devastante per il paese ellenico. Bullard ha commentato: “penso che il Grexit sia molto più gestibile di quello che sarebbe stato un paio di anni fa e quindi credo che potrebbe essere fatto, ma non credo che sia opportuno cercare di andare su questa strada“. La Grecia si troverebbe ad affrontare una ben diversa e potrebbe avere un futuro molto tetro se dovesse andare in quella direzione, ma non credo che ci saranno delle ripercussioni sui mercati internazionali.

Il cancelliere tedesco Angela Merkel e il Primo Ministro greco Alexis Tsipras si incontreranno ancora. Intanto, sterlina ed euro nei confronti del dollaro USA sono rimasti molto forti negli ultimi mesi con il prezzo che si muove anche per la possibilità di una salita del tasso di interesse americano da parte della Federal Reserve, una cosa che potrebbe arrivare quest’anno o al massimo all’inizio del prossimo.

L’euro sale, ma forse è solo un ritracciamento

L’euro è salito contro il dollaro per la prima volta da due settimane oggi, recuperando da un minimo di 12 anni che ha colpito nel corso della giornata di ieri. I commercianti hanno detto che i guadagni sono limitati, con gli investitori che cercano solo di vendere l’euro a livelli più alti. Entrambi gli indicatori tecnici e i prezzi di mercato hanno mostrato che ci sono altre perdite in serbo per la moneta unica.

Il programma di acquisto di bond della Banca centrale europea lanciato lunedì ha intaccato i rendimenti dell’euro portando quelli delle obbligazioni in territorio negativo. L’euro è sceso fino a 1,0494 dollari, il valore più basso dal gennaio 2003, per poi risalire a $ 1,0630, in crescita dello 0,8 per cento. Eppure, il recente forte calo ha innescato l’idea di poter arrivare ad una parità con il dollaro, un fenomeno visto per l’ultima volta nel 2002.

C’è un forte impulso per l’euro di toccare la parità nei confronti del dollaro. La diversificazione del portafoglio dovrebbe vedere la caduta dell’euro, se poi a questo si aggiunge che anche la BCE vorrà un euro più debole, il gioco è fatto e si capisce bene come la nostra valuta potrebbe scendere ancora. A meno che non ci sono delle proteste degli altri partner commerciali per un indebolimento dell’euro, il trend in calo continuerà. Ci sono stati alcune proteste provenienti dagli Stati Uniti, ma a condizione che gli europei sono soddisfatti dalla debolezza della valuta, l’euro può andare oltre.

Il presidente della Federal Reserve di St. Louis, James Bullard, ha detto al Financial Times che non è così chiaro che non ci saranno grandi movimenti del dollaro nel breve termine. L’indice del dollaro, che misura il valore del biglietto verde nei confronti delle principali valute, ha colpito il valore di 100.06 per la prima volta dall’inizio del 2003, prima di cadere.

Gli investitori ora attendono i dati sulle vendite al dettaglio USA nel corso della giornata per vedere se le figure possono rafforzare le attese di un aumento dei tassi da parte della Federal Reserve per metà anno. A causa del freddo pungente,è previsto un pull-back, un fattore che potrebbe pesare sul dollaro, dicono gli analisti.

Nel frattempo, il dollaro della Nuova Zelanda è avanzato dopo che la Reserve Bank della Nuova Zelanda è stata meno dovish sui mercati avendo mantenuto i tassi di interesse stabili al 3,5 per cento. Il kiwi era a 0,7400 dollari, in crescita del 1,4 per cento e via dal minimo di cinque settimane a 0,7192 dollari, colpito l’11 marzo.

La sterlina in guadagno contro le altre valute

La sterlina è passata dai minimi di 14 mesi contro il dollaro mercoledì dopo che le minute della Banca d’Inghilterra hanno mostrato che due policymakers che sostengono un aumento dei tassi di interesse continuano ancora a pensarlo possibile nonostante le prospettive economiche in fase di diminuzione. Ci sono state alcune speculazioni di mercato circa un tono generalmente più dovish delle minute stesse e anche relativamente al fatto che sia Ian McCafferty che Martin Weale avrebbero invertito la loro decisione legata ad un rialzo immediato dei tassi. Tuttavia, il verbale ha detto che c’è stata una “diffusione di diverse vedute” nel comitato di politica monetaria. Forse il mercato era preparato da molto tempo verso il ritenere che la prospettiva fosse più debole. Non è questo il caso e così possiamo pensare ad un interessante investimento in sterline.

Proprio la divisa britannica ha infatti recuperato terreno da un minimo di 1,5590 dollari colpito poco prima che i dati venissero pubblicati andando poi a guadagnare circa mezzo centesimo e arrivando a 1,5648 dollari, in crescita dello 0,1 per cento. La valuta britannica si è rafforzata a 80,10 pence per euro da 80.37 prima dei dati. Le scommesse short sulla moneta sono scese e hanno cominciato a dominare le prospettive di un rialzo della sterlina, secondo i dati più recenti sul posizionamento di mercato, in una fase di riflesso del ritiro su vasta scala delle aspettative relativamente al quando i tassi di interesse aumenteranno. I tassi del mercato monetario hanno spinto le aspettative per un primo rialzo entro la seconda metà del prossimo anno, con i mercati che pensano che tale aumento potrebbe riguardare un’escursione di circa 25 punti base.

Questo quadro generale non è cambiato e siamo ancora impostati nel vedere la BOE ad essere una delle prime banche del mondo ad alzare i tassi di interesse. Una volta che però l’euforia per questa notizia sarà scemata, la sterlina dovrebbe continuare a indebolirsi ancora nei confronti delle altre valute, sia dollaro americano che euro.

Nel frattempo, considerato il ritmo con cui la capacità inutilizzata sembra essere stata erosa nel corso dell’anno passato e la possibilità che la crescita della produttività sarebbe rimasta debole, c’è il rischio che eventuali allentamenti rimanenti potrebbe presto esaurirsi, provocando delle pressioni inflazionistiche a venire. La Banca d’Inghilterra è stata abbastanza conciliante ultimamente e nel suo ultimo rapporto sull’inflazione ha suggerito che la stessa potrebbe non tornare a colpire entro i prossimi due anni. Questo frammento è un interessante punto di vista alternativo legato al fatto che, quando la disoccupazione scende e se la produttività non aumenta (come pensa la Banca), potrebbe crearsi una nuova pressione inflazionistica.

La sterlina potenziata dai commenti del governatore BOE Carney

La sterlina è stata la più grande valuta all’inizio della sessione asiatica e ha aperto con un gap superiore a 1,6730 da 1,6690  di Venerdì, alzandosi a un massimo di 1,6733. Il catalizzatore principale per la salita era il commento da parte del governatore della Banca d’Inghilterra Mark Carney durante il fine settimana, che ha segnalato che i tassi di interesse potrebbero salire presto e che i salari reali non sono una pre-condizione per il rialzo dei tassi.

L’euro ha tenuto i guadagni fatti contro il dollaro dopo il rally di Venerdì ad un massimo di 1.3410. La moneta unica rimane stabile nonostante le continue tensioni geopolitiche e la crisi in Ucraina. Il focus sui commerciali dell’Eurozona è dovuto entro oggi, anche se il driver principale dell’euro saranno gli sviluppi circostanti in Ucraina. Il dollaro è ripreso dal minimo di Venerdì di 102,13 ¥ agli scambi per un massimo di 102.43. L’evento principale di rischio per questa coppia sarà la crisi Russia / Ucraina e che cosa il presidente della Fed Yellen potrebbe dire a Jackson Hole Venerdì.

Il dollaro australiano è salito a 0,9325 e ha avuto una seduta stabile dopo che è rimbalzato dal minimo di Venerdì a 0,9293. L’australiano è rimasto al di sotto del livello chiave di 93 cent USA in vista di eventi importanti questa settimana. La Reserve Bank of Australia rilascerà le minute della riunione politica Martedì e Mercoledì il governatore Glenn Stevens darà una testimonianza davanti al parlamento australiano.

Altri dati si concentrano nel corso della settimana e saranno una serie di indagini sull’attività manifatturiera in Europa, così come l’inflazione nel Regno Unito e le vendite al dettaglio. La sessione europea di oggi sarà relativamente tranquilla sul fronte dei dati. Ci attendiamo un interessante movimento da parte delle valute, in maniera particolare la sterlina britannica, sia contro il dollaro che contro il nostro euro.

Rally della sterlina dopo il discorso di Carney, guadagni del greggio sulla minaccia della guerra civile in Iraq

La sterlina è stata la valuta più performante della sessione durante la notte dopo l’intervento del governatore della Banca d’Inghilterra Mark Carney, in cui ha esplicitamente avvertito che i tassi di interesse potrebbero salire prima di quanto i mercati si aspettavano. Durante il discorso annuale del governatore in carica davanti a una platea di banchieri di Londra, Carney ha espresso fiducia che l’economia continuerà a crescere nei prossimi trimestri. Qualsiasi mossa sui tassi di interesse dovrebbe essere “graduale e limitata” in termini di indebitamento delle famiglie e una sterlina  forte potrebbe ostacolare le prospettive economiche del Regno Unito. Nel complesso Carney sembra propenso al fatto che un aumento dei tassi nel Regno Unito potrebbe avvenire quest’anno invece di aspettare fino alla primavera del 2015.

La reazione da parte della sterlina è stato considerevole. E’ salita a 1,6965 contro il dollaro e ha spinto l’euro sotto l’importante marchio di 80 pence a 0,7992. 80 pence è un livello importante per euro / sterlina.

[adrotate banner=’57’]

In Giappone, la banca centrale ha mantenuto la sua politica invariata come previsto dagli economisti. Lo yen è sotto pressione dato che sia il dollaro che l’euro sono riusciti a guadagnare nei confronti della moneta giapponese. Dollaro / yen è salito a 101,96, mentre euro / yen è salito a 138,26. La sessione è stata relativamente vivace con dollaro / yen che ha toccato un minimo di 101,60 e l’euro che ha trascorso qualche tempo sotto il livello di 138.

I dati dalla Cina erano relativamente ottimisti con le vendite al dettaglio nel mese di maggio sono aumentate del 12,5% anno su anno rispetto alle aspettative di un aumento del 12,1%, mentre la produzione industriale per lo stesso mese è arrivata giusto in linea con le previsioni al 8,8%.

Il greggio era molto forte con il NYMEX salito ad un massimo di 9 mesi sulle preoccupazioni di una guerra civile in Iraq e la minaccia di interruzioni delle forniture dal 7 ° più grande produttore di petrolio al mondo.

[adrotate banner=’57’]

Sterlina stabile contro l’euro, attenzione ai mercati azionari

La sterlina britannica contro l’euro ( GBP / EUR) ha visto una serie di scambi tra 1,2253 e 1,2218 nella sessione finale della settimana precedente e vediamo dei livelli simili anche all’inizio della sessione di oggi, con il tasso attualmente quotato a 1,2257 al momento della scrittura. La sterlina è riuscita ad espugnare la barriera di 1,22 dopo i commenti da presidente della Bce, Draghi, che hanno sollevato delle aspettative relativamente ad un QE nel prossimo mese di giugno. Questo segue la crescente preoccupazione che circonda l’attuale forza dell’euro accoppiata con inflazione bassa.

La sterlina contro l’euro rimane sostenuta intorno al livello di 1,22 anche in questa settimana. La vendita di venerdì in GBP -USD è attualmente vista come una correzione naturale più bassa rispetto ai livelli di ipercomprato. Nel frattempo l’economia del Regno Unito sta guadagnando trazione e Venerdì abbiamo visto gli ultimi dati di produzione manifatturiera mensili rilasciati per il Regno Unito.

[adrotate banner=’57’]

I dati non erano così male come i mercati forex pensavano. Il leggero calo mese su mese di marzo è una delusione, ma potrà fare ben poco al sentimento legato alla zona sud dell’Europa, che continua ad andare sempre più forte. Con una crescita annuale robusta del 5,4% e il contributo di costruzione al PIL del primo trimestre rivisto al rialzo, l’industria ha il vento saldamente in vela.

Mercati azionari in rosso

Per quanto riguarda i mercati azionari in rosso dopo una serie di aggiornamenti societari deludenti questa mattina, vediamo che i futures Usa sono rimasti poco scambiati mentre lo S & P è sulla buona strada per continuare la sua perdita settimanale.

La scorsa settimana i rendimenti obbligazionari europei sono rimasti abbastanza mossi, scendendo ai minimi storici dopo eventuali ulteriori stimoli monetari da parte della Banca centrale europea. L’euro ha continuato il suo declino dopo che il presidente della Bce Mario Draghi ha accennato ad una mossa imminente che possa essere in grado di affrontare il rischio di deflazione. Gli investitori si stanno anche posizionando di fronte ad un taglio dei tassi di interesse il mese prossimo dopo che la BCE ha detto che saranno pronti ad agire nel mese di giugno. Tutti gli occhi saranno sulle azioni di Apple dopo che si vociferava che l’azienda è in trattative per acquistare Beats di Dr Dre, una società che vale 3,2 miliardi.

[adrotate banner=’57’]

Il dollaro scende ampiamente prima della Yellen; yen beneficia del risk-off

L’indice del dollaro è sceso a un minimo di 6 mesi oggi, come i mercati hanno reagito ai rendimenti del Tesoro in calo ai minimi da 3 mesi. Lo yen acquista sicurezza e i titoli tecnologici sono legati in maniera negativa al sentimento del rischio di mercato e ai combattimenti in Ucraina orientale che hanno reso gli investitori prudenti.

Lo yen è un beneficiario significativo della debolezza del dollaro, dato che dollaro / yen è stato guidato sotto il livello di 102, a 101,46, a seguito di un sell-off nei mercati azionari globali come la fine del periodo di lock up per gli azionisti di Twitter ha portato a un forte calo nelle azioni del social media.

[adrotate banner=’57’]

Tutte le attenzioni sul dollaro

La grande storia sul mercato dei cambi è stata il calo del dollaro. L’euro è salito ad oltre 1,39 per toccare un massimo a 1,3935 , non lontano dal massimo di 2 anni e mezzo a 1,3967. La forza dell’euro era forse dovuta al posizionamento in vista della riunione della BCE di giovedì, dato che la banca non dovrebbe rilasciare alcuna azione, nonostante le numerose richieste di una politica più attivista e di un euro più basso.

Sterlina al rialzo

La sterlina al rialzo ha toccato dei massimi di 4 anni e mezzo e ha cercato di prendere al livello di 1,70, un importante ostacolo che finora è stato difeso con successo. La sterlina è venuta a pochi pips da quel livello. La valuta del Regno Unito è stata aiutata  da dei dati, molto meglio del previsto, sui servizi AMP di aprile.

La caduta del dollaro segna un’inversione per un certo numero di analisti, che hanno anticipato un rafforzamento del biglietto verde quest’anno.

La ragione per cui così tanti investitori sono stati colti di sorpresa sulle posizioni è probabilmente dovuta al fatto che, anche se la Fed ha iniziato il suo processo di taglio del QE nel mese di dicembre, è anche andata fuori dal ruolo di rassicurare i mercati che non ci sarà la corsa ad alzare i tassi di interesse.

[adrotate banner=’57’]

La sterlina arriva al massimo da 4 anni contro dollaro dopo le statistiche sull’occupazione, Yellen dovish

La sterlina irrompe ai massimi da 4 anni contro il dollaro, stata incentivata dalle forti statistiche sull’occupazione del Regno Unito di ieri, considerando anche che il dollaro ha risentito del discorso il presidente della Fed, Janet Yellen. La sterlina ha scambiato intorno a 1,6835 contro il dollaro, sopra il massimo precedente di 1,6820.

La Yellen conferma che i tassi di interesse saranno ancora bassi a lungo

Il nuovo presidente della Fed Janet Yellen sta forse diventando un po’ una nemesi per i tori del dollaro con l’eccezione di un errore commesso durante la sua prima conferenza stampa, con un mercato scambiato come un’indicazione di un rialzo dei tassi di interesse nel mese di aprile 2015. Dopo di che, il suo messaggio è stato legato costantemente ai tassi di interesse bassi che sarebbero stati mantenuti per un lungo periodo. La Yellen ha ripetuto quel messaggio anche ieri, citando la minaccia di una bassa inflazione come potenzialmente più grave di quella di una alta inflazione. Questo messaggio arriva giorni dopo il rilascio di un leggermente più alto del previsto dato sull’inflazione degli Stati Uniti a marzo.

[adrotate banner=’57’]

Se la crescita economica negli Stati Uniti è nel range del 2-3 % quest’anno, come la maggior parte degli economisti prevedono, è difficile vedere un’inflazione in calo di tanto. Eppure, il messaggio del presidente della Fed relativamente ad un rialzo dei tassi di interesse prima del previsto, è stato smentito, per ora.

Ucraina e Russia tengono ancora banco

Gli eventi geopolitici hanno pesato sul mercato dato che degli importanti colloqui tra l’UE, USA, Russia e Ucraina iniziano oggi a Ginevra al fine di risolvere le tensioni in Ucraina orientale. Le aspettative sono basse e le indicazioni sono che almeno l’Occidente si sta preparando per un nuovo round di sanzioni contro la Russia, anche se c’è poca unanimità all’interno dell’UE per attuare sanzioni più severe sui timori di una rappresaglia russa.

[adrotate banner=’57’]

Euro in calo, la sterlina ancora stabile

EURO

La coppia di valute EUR/USD è scesa ieri alla rottura di 1.3680, che indebolisce le possibilità di negoziazione di nuovo all’interno del canale ascendente. I livelli di 1.3620 sono ancora validi fino ad ora, quindi non possiamo passare alla negatività. In realtà, l’indicatore di Regressione Lineare 34 è negativo, mentre quello di Regressione a 55 supporta ancora la coppia dato che è riuscito a fermare l’estensione ribassista. Pertanto, preferiamo rimanere in attesa per avere dei nuovi segnali di conferma. Sulla base di quanto sopra, per coloro che sono disposti a correre rischi nello scommettere su una delle due coppie di valute, vediamo che alla rottura di 1.3700 potremmo apprezzare una discesa fino a 1.3665, mentre in caso di rottura di tale valore potremmo vedere un’altra discesa fino a 1.3620, con stop loss sopra 1,3758.

GBP

La coppia GBP/USD è ancora stabile sopra la Regressione lineare, mantenendo la possibilità positive. L’indicatore Aroon sta dimostrando che il movimento verso l’alto si sta indebolendo, mentre il MACD è neutrale vicino alla linea dello zero. La possibilità di nuovi tentativi rialzisti dipendono dalla stabilità sopra 1,6600, mentre la stabilizzazione al di sopra del livello da cui attiverà onda rialzista potrebbe farci violare il livello di resistenza a 1,6740. D’altra parte, la rottura di 1,6580 farebbe follire le prospettive positive e far andare ancora oltre la correzione ribassista. Sulla base di quanto precede, si può acquistare la coppia intorno a 1,6670 fino a 1,6700, 1,6740 e 1,6800, con stop-loss al di sotto di 1,6600.

JPY

USD/JPY rimane all’interno di un trading range relativamente stretto, sopra il principale sostegno crescente per l’onda correzionale, sotto la principale resistenza orizzontale a 102.70, un breakout di questa regione è necessario per confermare il potenziale di movimento. Tuttavia, a causa della serie di minimi crescenti, manteniamo la nostra impostazione rialzista. Possiamo andare long sopra 102.10, con obiettivi a 102.60 e 103.00. Stop loss al di sotto di 101,60.

CHF

Una pausa di USD/CHF sopra 0,8900 minaccia una polarizzazione più bullish, ma il prezzo si trova ad affrontare la principale resistenza discendente per l’ondata ribassista e di conseguenza ai livelli attuali preferiamo passare ai margini, in attesa di un segnale di conferma.

CAD

USD/CAD ha spostato più in alto, ma rimane al di sotto dei recenti massimi e al di sotto dell’area di resistenza intorno a 1,1200, che mantiene lo scenario di correzione ribassista ancora valido. Tuttavia, preferiamo aspettare un’altra conferma per intervalli di tempo inferiori al fine di segnalare un movimento inferiore.

AUD

AUD/USD si è ritirato bruscamente, negando lo scenario rialzista, con il prezzo che ritesta il livello di supporto della 50 giorni SMA e il supporto orizzontale a 0,8900. A causa del forte impulso ribassista, preferiamo passare ai margini, dato che una pausa sotto 0,9000 può segnalare un movimento al ribasso.

Il dollaro continua a salire seguendo lo stimolo della FED

Il dollaro ha continuato a pubblicare altri guadagni dopo la decisione della Fed di assottigliare l’acquisto mensile di bond, anche se i guadagni sono stati contenuti dato che la forza del commercio è esaurita prima delle vacanze di Natale e Capodanno. L’euro è sceso dello 0,23 % contro il dollaro, scambiato a 1,363, dopo che l’agenzia di rating S & P ha declassato le istituzioni dell’Unione europea dalla tripla A ( AAA) alla doppia A ( AA -). L’agenzia ha citato le crescenti tensioni nei negoziati di bilancio e la probabilità crescente che alcuni stati membri possanno opporsi ai finanziamenti dell’Unione europea in futuro.

Dollaro forte contro lo yen

Il dollaro va forte anche contro lo yen giapponese, salito dello 0,15% , a 104,40, dopo la pubblicazione di un nuovo massimo di cinque anni a 104.60. La Banca del Giappone e il suo annuncio di politica monetaria non contiene sorprese, dato che la stessa ha deciso di mantenere la sua ultra-semplificata politica di acquisti. La posizione della BoJ contrasta con quella della Federal Reserve, che ha deciso di ridurre gradualmente la sua politica accomodante. Allo stesso tempo, la BoJ ha espresso una certa soddisfazione per il ritmo della ripresa economica e per gli sviluppi economici generali.

Attualmente vi è una qualche divisione tra gli analisti riguardanti il destino del programma di acquisto di asset da parte della BoJ. Alcuni analisti si aspettano che la Banca del Giappone espanderà il suo programma di acquisto di asset nei prossimi mesi, mentre altri si aspettano che il programma rimarrà lo stesso dato che l’economia giapponese mette in scena un modesto recupero. L’impatto dell’imposta sulle vendite di aprile 2014 sulla spesa dei consumatori sarà anche fondamentale a tale riguardo.

Sterlina in calo

Sterlina al ribasso contro il dollaro USA, dello 0,11 %, scambiata a 1,6351. Il dollaro statunitense è stato aiutato dal rialzo dei rendimenti del Tesoro, il cui tasso a 10 anni è salito al 2,95 % dopo l’azione della FED.

Euro ancora stabile, il cable riprende forza

EUR/USD

L’Euro rimane stabile e alla fine riesce ad arrivare al massimo dal 20 novembre a 1,3577, per testare la barriera psicologica a 1.3600. Gli studi a breve termine sono bullish e i raduni potrebbero essere sostenuti, con il prezzo che continua il trend rialzista sopra il trendline toro oraria. La terza ondata è iniziata da 1,3398 e potrebbe estendersi a 1.3626, 61.8 % del ritracciamento di Fibonacci della discesa 1.3831/1.3294 e 1,3688, espansione di Fibonacci del 100 % dell’onda da 1,3398. La chiusura quotidiana sopra 1,3577 è necessaria per confermare lo scenario. In basso, il supporto iniziale si trova a 1,3557, davanti al prezzo di 1,3520, minimo del 26 novembre e 38.2% di Fibonacci della salita da 1.3398 a 1.3598 . Importante anche il prezzo di 1.3500, figura di supporto e 50 % del ritracciamento, dove un più forte pullback dovrebbe essere contenuto.

GBP/USD

Il cable ha riacquistato forza e si concentra sui livelli di gamma superiore, dopo il pullback da 1,6239 che ha trovato supporto a 1,6135. La rottura sopra il prezzo di 1,6200, barriera psicologica, cerca di ripetere il test di 1,6239, con ostacoli chiave a 1.6254/59 in estensione. Gli studi positivi a breve termine supportano il concetto, con la zona di 1,6200 come valore importante, dove c’è anche il 38.2% di Fibonacci dell’upleg 1.6137/1.6229, che offre un supporto solido. L’estensione  al di sotto di queto valore e di quello di 1,6180, 50 % di ritracciamento, potrebbero ammorbidire il tono di breve termine.

USD/JPY

Le coppia di valute si trova in modalità di consolidamento a breve termine, dopo la pubblicazione dei massimi a 101.90 vista ieri, con il lato negativo protetto dal supporto iniziale a 101.00, 38.2% di Fibonacci dell’upleg 99.56/101.90. Il raduno a 101.13, minimo di ieri, migliora la struttura oraria, con gli studi a 4 ore che rimangono positivi. È necessaria la liquidazione del prezzo di 101.90/102.00 per riprendere i tori e aprire a 102.48/52, davanti al prezzo di 103,10, 161,8 % della proiezione di Fibonacci. In alternativa, la perdita di 101.00 potrebbe emarginare i tori a breve termine e consentire un più forte pullback verso i massimi precedenti a 100.60/42, con sostegno psicologico verso la quota di 100,00.

AUD/USD

La coppia si trova sotto pressione e ha continuato il grande trend ribassista dopo il tentativo di correzione a 0,9119, che è limitato dalla barriera psicologica a 0,9200. L’estensione sotto 0.91, 76,4% di Fibonacci del trend 0.8891/0.9755, cerca la prova fino a 0,9000, sostegno psicologico, al di sotto del quale si apre la strada verso i supporti chiave a breve termine. Gli studi negativi sui tempi minori e maggiori supportano la nozione, con i raduni correttivi previsti per la fine del mercato orso. Il picco a 0,9200 offre una resistenza solida.

Il dollaro vale oltre 100 yen, la sterlina cade in popolarità

Oggi parliamo di valute, l’investimento migliore per chiudere questa settimana.

Il raduno di EUR / USD non riesce ad andare a 1,3497

La pressione al rialzo sull’euro è andata scemando in maniera persistente da quando la Fed inizia a parlare di assottigliamento più con serietà. Come previsto, la coppia EUR / USD ha inciampato in vista della resistenza a 1,3497 e si è tuffata di 50 pips prima di trovare il sostegno presso l’area formata dal massimo di agosto e dalla SMA a 100 giorni. Una volta che questa zona di domanda sarà attraversata, la coppia di valute dovrebbe puntare verso la SMA a 200 giorni a 1,3240. Là, il lungo termine si fonde con la media mobile mensile e crea un ostacolo formidabile. Rispetto ai giorni scorsi, il divario tra le quote di posizioni lunghe e corte è leggermente aumentato, essendo che le prime hanno perso un punto percentuale e in questo momento sono al 48 % del mercato. Eppure, nel complesso, il sentimento è neutro rispetto a EUR / USD.

GBP / USD ha attraversato 1.6066/45

La percezione del mercato è che la BOE ha portato avanti le sue aspettative per quanto riguarda il primo rialzo dei tassi questa settimana. La Fed e la BCE sono entrambe ultra – dovish. Ieri il cable è rimasto imbattuto in una zona di resistenza molto densa che comprende la SMA a 20 e a 55 giorni. Tuttavia, la coppia di valute, pur avendo delle difficoltà a salire, non sembra aver completamente perso la spinta rialzista che è emersa dopo un test del supporto a 1.5898/71. Di conseguenza, GBP / USD ha appena aperto una via verso la resistenza principale a 1.6237/08. Il livello di popolarità della sterlina nel mercato del forex è improvvisamente caduta, anche se ultimamente è stata in aumento. In tutto gli incroci con il Pound, le posizioni long rappresentano il 33% , in calo dal 36% di 24 ore fa.

USD / JPY in procinto di raggiungere 100.62/40

Lo yen può andare solo verso il basso ora. Sì, c’è bisogno di essere consapevoli del rischio che la Fed assottiglierà il suo QE ma la Yellen è improbabile che possa prendere una decisione drastica. Con le principali banche centrali del mondo in andamento dovish, andremo a vedere un rally delle attività di rischio. USD / JPY ha esteso la sua corsa rialzista superando l’R1 settimanale a 99,87. Ora si trova al massimo da settembre a 100.62, che dovrebbe essere il prossimo obiettivo per questa coppia di valute. Sebbene USD / JPY sia appena salita oltre 100 pips, non sembra che i commercianti abbiano fretta di prendere i profitti.

EUR/GBP: è tempo di rafforzarsi?

EUR/GBP ha messo in scena un recupero impressionante negli ultimi due giorni, ma sta cominciando a guardare in maniera un po’ tesa al rialzo dopo la rottura sopra la SMA a 50 giorni a 0,8440. La forza trainante della ripresa sembra essere il forte calo dell’inflazione di ottobre nel Regno Unito. Il rischio fondamentale è legato molto alla giornata di oggi, con i dati sul mercato del lavoro e l’ultimo rapporto di inflazione dell’anno che saranno rilasciati a breve. Il mercato si aspetta un forte rapporto sul mercato del lavoro, tra cui un calo del tasso di disoccupazione al 7,6 %. Il rapporto dell’inflazione dovrebbe anche riflettere le recenti buone notizie economiche e il mercato si aspetta che le previsioni di crescita della Boe saranno riviste in maniera più elevata rispetto al passato, mentre le previsioni per la disoccupazione dovrebbero essere riviste al ribasso. Quest’ultimo dato è importante in quanto è la soglia economica che è legata ai tassi di interesse. Così, ci si potrebbe concentrare sul potenziale di rendimenti più elevati nel Regno Unito, cosa che potrebbe essere positiva per la GBP.

Al contrario, la notizia fondamentale che viene dal blocco della moneta dovrebbe essere abbastanza desolante nel corso delle prossime ore, dato che il mercato si aspetta un calo dello 0,3% della produzione industriale per il mese di settembre.

Il punto di vista tecnico

Da un punto di vista tecnico questa coppia di valute sta andando in ipercomprato, la cosa ci suggerisce che i rischi per EUR/GBP sono al ribasso. Così, il recente rialzo in questa coppia di valute potrebbe essere vista solo come una correzione. Il prezzo di 0,8485, ritracciamento del 38.2% del declino da agosto fino all’inizio di questo mese, potrebbe rivelarsi un passo troppo lungo per questa coppia di valute, dunque potremmo vedere un po’ di pressione alla vendita.

I livelli di supporto chiave includono

  • 0.8405 – base della nuvola giornaliera a cui dovrebbe seguire uno sviluppo ribassista
  • 0,8385 – linea Tenkan sulla nuvola giornaliera
  • 0.8325 – minimo del 8 novembre

I rendimenti non sostegno di forza di EUR/GBP

I tassi swap di EUR e GBP non sono favorevoli alla forza della coppia di valute EUR/GBP. Il differenziale tende a seguire da vicino la coppia di valute EUR/GBP, che ha di recente recuperato nelle ultime sedute. Tenendo presente questo, il recente rally di EUR/GBP potrebbe essere fondato su delle basi che non sono propriamente stabili. Sono considerazioni da tenere presente nel corso delle prossime ore e dei prossimi giorni di trading.

Euro e sterlina in trend negativo generale

EUR/USD

Le posizioni in euro si trovano in un consolidamento triangolare dopo l’arrivo ad un nuovo minimo a 1,3294 e le azioni correttive chiuse a 1.3450. Il tono generale nel breve termine rimane negativo, in quanto il prezzo manca di slancio per un recupero più significativo verso il breakpoint 1.3550/60 , al ritrovare del quale metterà in essere una forte ripresa. Per ora il rapporto di cambio rimane vulnerabile, con la rottura al di sotto del supporto a 1.3355 che è vista come trigger per nuovi segnali di debolezza verso il supporto chiave a breve termine a 1,3294 . La violazione di quest’ultimo indicherà una ripresa del più grande trend ribassista da 1,3831, con obiettivo 1.3214/00. Al contrario , i tentativi di rottura della resistenza a 1.3415 dovrebbe dare un sollievo temporaneo, anche se il recupero fino al 61,8 % del calo 1.3546/1.3294 è necessario per evitare il rischio di un ribasso immediato.

GBP/USD

Il cable rimane ancora sotto pressione, dato che la scorsa settimana ha recuperato da 1,59 ed ora è in fase di stallo a 1.6120 , 61,8 % del ritracciamento 1.6254/1.5901, con conseguente debolezza dopo un doppio massimo. L’estensione al di sotto di 1,6000 porta il supporto chiave a 1,5900. I fattori tecnici negativi a breve termine favoriscono lo scenario di un nuovo test a 1,5900. La resistenza iniziale si trova a 1,6000, DMA a 55 oraria, e a 1,6030, 50 % del calo 1.6113/1.5955. Una eventuale rottura sotto 1,5900, supporto critico, è vista come un trigger per un più significativo pullback, con una chiara rottura inferiore necessaria per confermare la formazione del doppio massimo giornaliero.

USD/JPY

L’azione dei prezzi di questa coppia di valute rimane sostenuta e continua con il suo trend rialzista, con l’inversione 99.40/97.61 che ha innescato nuova forza. Il test del target iniziale a 99,65 apre la strada verso la barriera psicologica di 100 nel breve termine, con resistenza chiave a breve termine a 100.60. I fattori tecnici positivi a breve termine sostengono la nozione, tuttavia, gli studi orari di ipercomprato vedono un rischio di esitazione mano a mano che si approccia alla barriera di 100.

AUD/USD

La coppia di valute rimane sotto pressione con l’estensione del movimento al ribasso a breve termine da 0,9541 che ha testato finora il prezzo di 0,9323 , 50 % del ritracciamento del rally 0.8891/0.9755, con rottura inferiore per poter aprire a 0.9300, supporto psicologico e top della nuvola Ichimoku giornaliera. Degli studi negativi a breve termine mantengono il rovescio della medaglia favorito, anche se le condizioni di mercato attuali suggeriscono che la debolezza sarà preceduta da una fase consolidativa / correttiva. La precedente zona di supporto a 0.9400/20 offre una resistenza iniziale. Un’estensione sotto 0.9300 ci farebbe arrivare a 0,9280 e a 0.9755.

Euro ancora debole, la sterlina invece prende forza

EUR/USD

L’euro non ha mostrato variazioni rispetto alle precedenti sessioni, il prezzo rimane trincerato all’interno della gamma 1.3440/1.3520. Il lieve miglioramento degli studi orari ha spinto il prezzo nella parte superiore della gamma, tuttavia il tono complessivo negativo mantiene il supporto chiave a 1.3440/20, zona a rischio, ed espone i prossimi obiettivi a 1.3370, DMA a 90 quotidiana e alla zona di 1.3300, 50 % del ritracciamento del rally 1.2754/1.3831. I raduni correttivi sopra la barriera di 1.35 dovrebbero idealmente rimanere tappati sotto 1.3600/40 per tenere gli orsi in gioco .

GBP/USD

Questa coppia di valute riacquistato forza e accelera con un recupero da 1,59, supporto critico, rinforzato anche dalla cima della nube giornaliera, per ripercorrere oltre il 50 % della discesa 1.6254/1.5901. Avvicinandosi all’importante zona di resistenza 1.6100/20, c’è continua attenzione al rialzo, dato che gli studi sono positivi a breve termine e supportano ulteriormente la cosa. Tuttavia, un più grande trading range rimane in gioco, con la rottura di entrambe le parti necessarie per definire la nuova direzione del mercato. Gli studi giornalieri stanno perdendo trazione e mantengono il limite inferiore del range vulnerabile per ora.

USD/JPY

La coppia di valute ha esteso la discesa correttiva a breve termine fino a 98.15 e scongiura il rischio di ribasso immediato, visto in violazione del supporto a 98.00. I fattori tecnici di breve termine sono positivi, con il prezzo che si avvicina alla barriera di 98,84 e alla resistenza chiave a 98.99, riconquistando la fase correttiva a 98.99/96.93, per il via libera ad un ulteriore rialzo. Il minimo superiore e la linea di trend a 98.40 offrono un giusto supporto iniziale che dovrebbe idealmente contenere dei nuovi ed ulteriori cali, mentre la zona 98.15/00 è vista come un punto di interruzione e una rottura al ribasso farebbe rivivere il mercato degli orsi.

AUD/USD

La coppia di valute rimane sotto pressione, con un raduno correttivo a breve termine da 0,9420, limitato da brevi pause sopra alla DMA a 55 periodi a 0,9520, valore che non è riuscito a sostenere i guadagni per ora. Leggermente migliorati gli studi a breve termine, ma sono ancora carenti per avere uno slancio forte, che avrebbe mantenuto il commercio lateralmente per un po’, purché il top di gamma a 0,9535 e il 38.2 % Fibonacci tra 0.9755/0.9420 mantengano. L’indebolimento dei valori tecnici quotidiani tiene il lato negativo a rischio e finché il prezzo tiene sotto il valore di 0.9600, potremmo vedere il test a 0,9420 come supporto iniziale, visto in violazione del supporto che si trova a 0.9420/00 , cosa che probabilmente ci farebbe assistere ad uno scenario di breve termine.