La sterlina potrebbe essere il nuovo dollaro

La sterlina potrebbe essere sul punto di salire contro l’euro e contro le altre valute importanti visto che eredita la forza impressionante del dollaro. Un tasso di 1,45 GBP/USD è previsto entro marzo 2016. Il rally della sterlina alla conversione del tasso di cambio contro l’euro ha caratterizzato la fine del 2014 e si è conclusa, mentre le perdite contro il dollaro statunitense sono viste come una discreta correzione.

Tuttavia, una nuova previsione di cambio per il resto del 2015 e del 2016 suggerisce che la sterlina potrebbe infine essere la moneta da battere. Il tasso di cambio sterlina euro è attualmente considerato a 1,3492, il punto più basso fin dall’inizio di febbraio. Il tasso di cambio sterlina dollaro è nel frattempo a 1,5187, un solido miglioramento dai minimi visti a 1,4566 nel mese di aprile.

Senza dubbio, i commercianti saranno optando per rimanere lontano dalla sterlina al momento attuale a causa dei rischi politici. Citiamo l’incertezza politica e il rallentamento dei dati come due fattori che per primi spiegano mostrano un sentimento speculativo quasi universalmente ribassista sul GBP. Tuttavia, “pensiamo che ci stiamo avvicinando ad un punto cardine che rende la moneta più attraente”.

Gli analisti hanno citato i progressi contro l’euro ed il dollaro canadese come due aree in cui gli speculatori potrebbero bloccare i profitti. Gli attuali movimenti laterali nel commercio della sterlina britannica potrebbero tuttavia ancora eseguire ulteriormente, in particolare sull’incertezza che circonda il paesaggio e i dati dei comunicati politici.

Nella seconda metà dell’anno, una volta che abbiamo superato l’incertezza a breve termine, vorremmo guardare alla sterlina GBP come il “prossimo USD “dopo un sostanziale apprezzamento della valuta USA dalla metà dello scorso anno, dato che vediamo la BoE come la prossima grande banca centrale ad alzare i tassi.

Il rally del dollaro è stato uno dei più forti e più spettacolari che abbiamo visto di recente sui mercati valutari globali da qualche tempo. Vediamo potenzialità per dei grandi guadagni contro alcune delle altre monete europee, come EUR, NOK, SEK anche perché il resto d’Europa si concentra sulla corsa al ribasso per i tassi.

La chiave per la prospettiva della sterlina è la Banca d’Inghilterra (BoE) e la sua intenzione di alzare i tassi di interesse. Con una buona parte delle economie avanzate che stanno cercando di tagliare i tassi, la BoE si distingue con un possibile rialzo.

Questo crea un vantaggio di rendimento che potrebbe far salire il valore della sterlina inglese.

Le valute più commercializzate al mondo, la sterlina e il franco

La sterlina inglese, nota anche come pound, è la quarta valuta più scambiata nel mercato forex,. Essa agisce anche come valuta di riserva grazie al grande valore che ha rispetto alle altre valute mondiali. Anche se il Regno Unito è membro ufficiale dell’Unione europea, il paese ha scelto di non adottare l’euro come moneta ufficiale per una serie di motivi, come ad esempio l’orgoglio storico della sterlina e per darsi la possibilità di mantenere il controllo dei tassi di interesse nazionali.

Per questo motivo, la sterlina può essere vista come una scelta esclusivamente del Regno Unito. Gli operatori del mercato delle valute spesso prendono delle decisioni di trading anche partendo dalla base che tale valuta ha rispetto alle altre, considerando dunque la forza complessiva dell’economia britannica e la stabilità politica del suo governo. Grazie al suo valore elevato rispetto ad altre valute, la sterlina è anche un punto di riferimento importante per la valuta di molte nazioni e agisce come una componente molto liquida nel mercato del forex.

Il franco svizzero, proprio come la Svizzera, è vista da molti come una moneta “neutrale”. Più correttamente, il franco svizzero è considerato una valuta rifugio sicuro all’interno del mercato forex. Ciò è dovuto principalmente al fatto che il franco tende a muoversi secondo una correlazione negativa rispetto alle valute che invece sono più volatili, come ad esempio i dollari canadesi e quelli australiani, ovvero insieme ai rendimenti del Tesoro degli USA. La Banca nazionale svizzera è effettivamente conosciuta per essere molto attiva nel mercato del forex al fine di garantire che le posizioni che gli operatori aprono con il franco svizzero operino all’interno di un certo range di valori, ciò al fine di ridurre la volatilità della valuta e di mantenere i tassi di interesse in linea con le prospettive del mercato.

Cosa attendersi dalla sessione europea di oggi

La pubblicazione dei verbali della politica da parte della Banca d’Inghilterra sono una delle così più importanti per la giornata di oggi. Il rilascio di questi dati è molto importante per andare a valutare la politica monetaria del Regno Unito, in considerazione anche del fatto che la banca centrale inglese ha mantenuto i tassi di interesse in stand by per oltre due anni, guardandosi fino ad ora dal rilasciare una dichiarazione esplicativa della sua politica.

La maggior parte dei critici e i trader verranno grande attenzione sullo schema di voto per il tasso MPC. La commissione ha votato 6 a 3 per mantenere i tassi invariati ad aprile e il mercato vorrà vedere se ora si riuscirà a cambiare la situazione. Un altro esito 6 a 3 può andare a pesare sulla sterlina britannica, che potrebbe dunque andare a perdere terreno contro le altre principali valute, sia dollaro che euro.

D’altra parte, il dato del jobless claims del Regno Unito, ovvero di coloro che sono senza lavoro e che cercano aiuti da parte dello stato, sono aumentati in maniera modesta, di 700 unità, rispetto ai dati del mese precedente.

Il tasso di disoccupazione, fondamentale per capire lo stato di salute di un’economia, dovrebbe rimanere invariato al 4,5%. Mentre il mercato del lavoro è su una traiettoria di netto miglioramento, in quanto tali dati sono notevolmente superiori rispetto a quelli del mese di ottobre 2009, il ritmo della crescita è rallentato notevolmente nel corso dell’ultimo anno. Infatti, le domande di prestazioni di disoccupazione sono scese ad un tasso annualizzato del 1,7 per cento , questo solo a partire dal giugno 2010, rispetto al 14,2 per cento degli ultimi 8 mesi. Per chi volesse dunque investire nel mercato delle valute, in maniera particolare sulla sterlina britannica, occorre considerare tutti questi dati e tenerli presente prima ancora di andare ad aprire delle nuove posizioni forex.

Forex, dollaro scende per la seconda settimana consecutiva

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La settimana scorsa abbiamo visto che i mercati azionari hanno vissuto un venerdì in rialzo. Il Dow Jones è salito dello 0,72% , arrivando a chiudere a quota 10.270 punti. Il Petrolio ha invece chiuso la settimana in negativo e molto lontano dai valori massimi raggiunti entro questo anno. L’oro ha recuperato durante la sessione di Venerdì e ha chiuso a dei valori prossimi al massimo storico. Il dollaro invece continua la sua discesa verso le principali valute e perde terreno per la seconda settimana consecutiva, rimanendo appena al di sopra minimi da oltre un anno.

La riunione del G20 ha dato forza a tutto il mercato, incluso anche il biglietto verde, tanto che diversi indici hanno toccato il lavoro valore massimo durante questo anno. In linea con questi andamenti, il dollaro si è indebolito nuovamente e ha perso valore nel mercato del Forex.

Contro l’euro, l’unico riscatto per il dollaro è il fatto di non aver segnato dei nuovi minimi, chiudendo la settimana sotto il valore di 1,5000. Rispetto al franco svizzero, il dollaro era invece salito molto durante la giornata di mercoledì, ma non è poi riuscito a restare sui livelli raggiunti e ha chiuso la settimana più debole. La sterlina inglese, invece, ha guadagnato terreno contro il dollaro grazie ad un rally di venerdì. Il cross GBP / USD è riuscito a stare sopra il valore di 1,6840, per poi scendere fino a 1,6515, e tornare a salire per chiudere la settimana appena sotto 1,6700 .

Anche nei confronti delle altre valute il dollaro è crollato. Ad esempio, contro il dollaro australiano il biglietto verde è ai valori minimi da 15 mesi. Vedremo come si comporterà il biglietto verde durante la prossima settimana, se sarà ancora una settimana di calo oppure ci sarà una ripresa.

Europa e GB, il tasso di interesse

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La giornata di oggi sarà da seguire per tutti coloro che vogliono fare trading sulle valute euro e sterlina inglese, sia nel rapporto di cambio tra di loro che con altre valute fondamentali, come ad esempio il dollaro e lo yen giapponese. Sia la banca centrale della Gran Bretagna che la Banca Centrale Europea, infatti, annunceranno il tasso di interesse.

In entrambe i casi le previsioni sono per una conferma del tasso di interesse attualmente in vigore, ovvero 0,50% per la Gran Bretagna e 1% per l’Europa. Ricordiamo che, nel Forex, il tasso di interesse è uno degli indicatori che viene tenuto in maggior considerazione dai trader di tutto il mondo. La decisione del tasso nazionale d’interesse a breve termine viene presa anche in considerazione del livello di inflazione.

Altri dati a carattere macroeconomico di massima importanza che saranno pubblicati oggi riguardano gli Stati Uniti. Vediamo infatti la produttività non agricola e le richieste di nuovi sussidi di disoccupazione. Per il Canada, invece, sarà pubblicato l’indice IVEY PMI.

L’indice della produttività non agricola va a determinare il livello di crescita della produttività dei settori di beni e di servizi, con esclusione del solo settore agricolo. Specificatamente questo valore si riferisce ai costi per il settore umano sostenuti dalle aziende. Se queste subiscono dei costi più elevati, allora inevitabilmente ci sono delle riflessioni anche sui prezzi praticati ai consumatori, dunque questo valore viene tenuto in considerazione dai trader come andamento primario dell’inflazione che è subita dai consumatori.

La richiesta di sussidi di disoccupazione, invece, sappiamo che è utile per valutare e prevedere l’andamento del tasso di disoccupazione per il paese americano. Le previsioni sono per 520.000 nuovi sussidi di disoccupazione, contro i 530.000 che sono stati chiesti la settimana precedente.

Dollaro basso, debolezza dell’economia?

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Come abbiamo già potuto mettere in evidenza durante l’ultimo riepilogo valute, il dollaro ha avuto un andamento molto difficile durante la settimana che si è appena conclusa. Il biglietto verde ha infatti perso molto terreno nei confronti delle principali valute mondiali, in primis contro la sterlina inglese e contro l’euro. Ci si chiede come mai e cosa questo possa significare in termini di economia generale.

Sicuramente il dollaro è la valuta più adatta da studiare per capire come si sta muovendo l’intera economia mondiale e per decidere se effettivamente ci sono dei problemi oppure no. Le borse mondiali sono in salita, anche se la settimana si è chiusa in leggero calo, ma comunque il bilancio resta in positivo. L’indice Dow Jones addirittura ha rotto la soglia psicologica dei 10.000 punti, mettendo in evidenza come Wall Street sia forte e come la situazione economica sembra essere tornata ad una soglia di “bontà”, con le banche che sono tornate a lavorare abbastanza bene.

Il problema per il mercato americano è effettivamente rappresentato dal solo dollaro, che continua a perdere terreno. Sicuramente una delle cause per le quali il dollaro sta perdendo terreno è la grande quantità di carta moneta che è stata stampata dalla Federal Reserve durante gli ultimi mesi per far fronte alla crisi economica e per dare una mano ai vari settore economici, come ad esempio quello bancario e quello dell’auto.

La stessa Federal Reserve ha messo in evidenza, in uno dei suoi ultimi verbali, le preoccupazioni in merito al mercato dei cambi. Più o meno le stesse considerazioni tratte per il dollaro possono essere fatte anche per la sterlina inglese, dato che anche oltre Manica è stata stampata molta carta moneta. In ogni caso, fino ad ora, il deprezzamento che stanno vivendo il dollaro e la sterlina non sembra preoccupare gli altri paesi europei o il Giappone, che non lo stanno ostacolando.