Come usare l’RSI

L’RSI, acronimo di Relative Strength Index, è uno dei principali indicatori da poter usare nel mercato del Forex. Facile da usare, chiaro e relativamente sicuro, l’RSI è uno degli indicatori preferiti dei trader, sia i novizi che quelli più avanzati.

Si può usare con ogni tipologia di piattaforma, dalla Metatrader fino a quelle proprietarie, e si può applicare ad ogni tipologia di grafico, a partire da quelli con candele pari a 1 minuto, per finire a quelli in cui una candela dura anche 1 giorno ed oltre.

Non ci sono particolari controindicazioni nell’usare l’RSI con grafici aventi tempistiche corte  – come, appunto, quelli da 1 minuto – pertanto anche i day trader o gli scalper possono sicuramente trarne beneficio.

Come si può usare l’RSI e cosa andare a guardare?

Per prima cosa bisogna conoscere questo indicatore e capire in che maniera ci dà i suoi segnali. Il Relative Strength Index ha un valore che va da 0 a 100 e bisogna prendere in considerazione un’azione concreta già dal momento in cui tale valore si trova al di sotto di 30 o al di sopra di 70. Nel primo caso siamo di fronte ad una possibile inversione di un trend in discesa, mentre nel secondo caso siamo di fronte ad una possibile inversione di un trend in salita. Di conseguenza, l’apertura giusta da fare è in favore di una posizione “long” nel primo caso, di una posizione “short” nel secondo caso.

Oltre che per capire i punti di inversione nel mercato, l’RSI viene spesso utilizzato dai trader per cercare di intuire la direzione del trend. In tal caso bisogna guardare il valore chiave di 50. Se pensi, infatti, che si stia formando un possibile trend in salita, allora cerca di guardare ad un RSI maggiore di 50, se invece pensi che si stia formando un possibile trend in discesa, allora bisogna guardare ad un RSI inferiore a 50.

Sia nell’uso per determinare l’inversione della tendenza, che in quello di capire il trend, l’RSI è molto utile e sicuro.

Certo, c’è sempre da considerare che ogni posizione che si apre nel forex è rischiosa, pertanto bisogna capire che è fondamentale, in ogni momento, aprire posizioni accompagnate da uno stop loss o da un take profit, così da poter garantirsi una certa sicurezza nel momento in cui la decisione presa dovesse essere contraria alle aspettative.

In conclusione, diciamo che l’RSI è un eccellente indicatore per ogni trader, sia principianti che esperto, sia di breve termine che di lungo termine.

Indicatori tecnici di forza del mercato: l’RSI

L’RSI (Relative Strenght Index) o indice di forza relativo, fa parte di quegli indicatori compresi all’interno degli oscillatori in quanto il suo valore può variare all’interno del range di valori 0-100.
Questo indicatore tecnico è stato elaborato per la prima volta da J.W.Wilder nel 1978 e risulta estremamente popolare. Per quanto riguarda la scelta dei giorni su cui l’oscillatore è calcolato, generalmente si fa riferimento a quanto proposto da Wilder che ha sempre raccomandato l’utilizzo del RSI a 14 giorni, sebbene risultino molto noti anche gli utilizzi dell’indicatore a 9 e a 25 giorni. In ogni caso, si suggerisce di modificare il numero dei periodi utilizzati dall’indicatore al fine di poter trovare la lunghezza ottimale, che meglio si adatta alla propria operatività.

Composizione matematica dell’indicatore

Esiste una formula specifica che consente di calcolare l’indicatore e che si basa sul numero delle variazioni di prezzo al rialzo e di quelle al ribasso. In particolare abbiamo che:

RSI= 100-[100/(1+U/D)]

dove U rappresenta il valor medio delle variazioni dell’indice al rialzo in un dato periodo temporale e D la media delle variazioni negative dei prezzi.
L’oscillatore assume quindi valore pari a 0 quando, nell’intervallo temporale considerato, la media degli incrementi è pari a 0 e valore 100 quando è la media dei decrementi ad essere pari a 0. Ciò spiega la ragione per cui i valori che tale indicatore può assumere sono necessariamente compresi all’interno di questo intervallo di valori ed il fatto che proprio in virtù di ciò si possa annoverare tale indicatore tra gli oscillatori.

Spunti operativi di utilizzo dell’Indice di Forza Relativa in condizioni di lateralità del mercato

Operativamente parlando è un ottimo indicatore, ideale nell’utilizzo tanto nelle fasi laterali e di consolidamento di mercato quanto in quelle spiccatamente al rialzo o al ribasso.
Nel primo caso grazie ai segnali dell’indicatore è possibile anticipare rimbalzi e correzioni dei prezzi in movimenti di mercato piuttosto indefiniti e caratterizzati da ampie fluttuazioni.
In particolare, si ha un segnale di vendita ogni qualvolta l’oscillatore fuoriesce dall’area di ipercomprato raggiunta mentre i prezzi stanno ancora salendo (divergenza ribassista); mentre si ha un segnale di acquisto allorchè, dopo aver raggiunto l’area di ipervenduto, l’RSI comincia a fuoriuscirne quando i prezzi stanno ancora scendendo (divergenza rialzista).

Utilizzo del RSI in trend direzionali

Nel secondo caso, ossia quello di marcata direzionalità del trend, si può avere conferma di un trend crescente se l’RSI si trova nella zona di ipercomprato (sopra il valore-soglia di 70) o di un trend al ribasso nel caso in cui si trovi abbondantemente al di sotto della linea marginale che delimita inferiormente la zona di ipervenduto di mercato (sotto il valore-soglia di 30).
Esistono numerose altre applicazioni pratiche dell’indicatore: ad esempio grazie all’RSI è possibile il riconoscimento immediato di formazioni grafiche come testa e spalle e triangoli, in maniera molto più evidente rispetto all’osservazione del solo grafico dei prezzi.
Inoltre, l’RSI permette di riconoscere in maniera molto più chiara anche determinati livelli di resistenza o di supporto critici e di anticipare i rimbalzi e i mancati rimbalzi che si verificano con penetrazioni di linee di supporto o di resistenza. Quest’ultimo caso si manifesta quando il Relative Strenght Index supera un precedente massimo o scende al di sotto di un recente minimo.

Gli indicatori tecnici da usare con le opzioni binarie

Quando si opera nel mercato delle opzioni binarie è necessario guardare i grafici per valutare se il prezzo dell’asset sottostante potrebbe aumentare o diminuire. Data la velocità delle opzioni stesse, ci sono tanti trader che acquistano delle opzioni con scadenza in giornata, addirittura in poche ore o in pochi minuti. Tutti questi trader hanno bisogno dell’analisi tecnica per poter valutare correttamente l’andamento del trend futuro. Come si usano gli indicatori tecnici mentre si sta operando sul mercato delle opzioni binarie? La risposta è decisamente semplice: basta guardare il grafico della piattaforma di trading (o in alternativa guardare un qualunque altro grafico disponibile in rete, purché sia in tempo reale) e decidere in base all’andamento del trend e in base agli indicatori che si usano, che tipologia di opzione acquistare.

Tra i vari indicatori che si potrebbero avere a disposizione, vediamo il MACD e l’RSI, due indicatori decisamente importanti che ogni investitore dovrebbe conoscere. L’indicatore MACD è essere uno dei preferiti per molti trader, considerando anche che ben si adatta alle diverse tempistiche operative. Per usare al meglio il MACD sul breve periodo, però, non conviene affidarsi al crossover delle medie mobili, bensì conviene affidarsi all’istogramma. Non appena l’istogramma sembra aver raggiunto un valore minimo o un valore massimo ed inizia a muoversi nella direzione direzione opposta, si potrebbe provare ad acquistare una opzione binarie, considerando che abbiamo una chiara indicazione del movimento futuro del prezzo.

L’RSI è un’altro indicatore che ben si adatta a diverse tempistiche operative, considerando anche che tanti trader lo usano con delle regolazioni differenti. Questo indicatore permette di determinare la forza o la debolezza del trend, oltre al fatto che ci permette di sapere se un trend è in una posizione di ipercomprato o di ipervenduto, il che ci dà delle chiare indicazioni su come poter procedere.

Come utilizzare l’indicatore indice RSI

Nel 1978 James Welles Wilder ha sviluppato l’indicatore RSI, noto anche come indice di forza relativa, è uno degli indicatori più famosi in assoluto. Si tratta di un indicatore oscillatore, perché oscilla tra i limiti di livello inferiore e superiore. L’RSI viene utilizzato per leggere lo slancio dei prezzi nel mercato delle valute, dunque è ottimo anche per investire nelle opzioni binarie. L’oscillatore ha un valore che può andare da 0 a 100. Proprio come tutti gli altri indicatori ed oscillatori, mostra dei segnali di ipervenduto e di ipercomprato.

Come utilizzare l’indicatore RSI? Usare l’indicatore RSI è una cosa molto semplice. Bisognerebbe acquistare delle opzioni put se i livelli di RSI sono uguali o maggiori di 70, dato che il mercato si trova in una condizione di ipercomprato. Al contrario, bisognerebbe acquistare delle opzioni call se i livelli di RSI si trovano al di sotto del valore di 30, dato che il mercato si trova in una condizione di ipervenduto.

Il prezzo di mercato è considerato in una posizione di ipervenduto se l’indicatore RSI raggiunge un livello di 30 o anche meno, dunque si dovrebbe considerare l’acquisto di una opzione call. Quando il mercato è fortemente “orso”, ovvero quando il livello dell’RSI scende addirittura sotto il valore di 20, potremmo avere delle indicazioni ancora più chiare. Il prezzo è considerato invece in una posizione di ipercomprato se l’indicatore RSI raggiunge un livello di 70 o anche di più, dunque si dovrebbe considerare l’acquisto di una opzione put. Quando il mercato è fortemente “toro”, ovvero quando il livello dell’RSI sale anche al di sopra del valore di 80, potremmo avere delle indicazioni ancora più chiare.

L’indicatore RSI è dunque uno dei migliori indicatori per poter prevedere il valore delle valute, può aiutare in maniera concreta il trader a fare un profitto, a patto di fare grande attenzione ai falsi segnali.