Come limitare il rischio e saper gestire il denaro nel forex

Il consiglio più importante per tutti i commercianti forex è quello di imparare a limitare il rischio e gestire il denaro del proprio conto di trading. Questo è fondamentalmente l’elemento più importante da padroneggiare al fine di raggiungere il successo costante e la giusta redditività come commerciante, ma è anche uno degli aspetti più trascurati di trading per i nuovi arrivati. Molti dei commercianti di forex di maggior successo sapranno identificare la capacità di gestire sia il rischio che il denaro come il fattore più importante per il loro successo, molti altri sostengono che questo è un concetto molto più importante che la strategia impiegata. Naturalmente, i commercianti forex devono mantenere una strategia di trading solida ma anche avere la capacità di mantenere un conto sano e in equilibrio, cosa che richiede disciplina e impegno.

Perché la gestione del rischio è essenziale per il forex. La gestione del rischio è essenziale per il forex per due motivi. Il primo è che si ha bisogno di operare in modo da essere coerenti con i potenziali profitti che possono essere raggiunti, mentre in secondo luogo la gestione del rischio permetterà ad un commerciante di continuare l’attività anche durante i periodi di scarso rendimento. Usando le giuste strategie di gestione del rischio, come l’obbligo assoluto di usare uno stop loss su ogni commercio, si può investire in maniera migliore e più redditizia nel medio/lungo periodo. Il posizionamento di questi stop loss dovrebbe essere relativo agli utili attesi e idealmente avere un rapporto rischio-ricompensa non superiore a 1:1.

Un problema comune alla gestione dei rischi è prevenire la tentazione di spostare gli stop. Una delle pratiche più distruttive è quella di cercare di ridurre le perdite subite su un commercio esponendo un account ad ulteriori perdite. Aprire nuove posizioni mentre si sta in un trend contrario è una cosa sbagliata, così come cercare di allontanare lo stop loss nella speranza che il trend si inverta.

La regola d’oro del 2% è fondamentale per raggiungere il successo commerciale. Un singolo commercio del forex non dovrebbe mai superare più del 2% del capitale disponibile in un conto. Per i nuovi operatori questo può sembrare irragionevole, dato che il capitale iniziale in trading è probabilmente basso, ma è fondamentale per guadagnare denaro nel lungo termine. Ovviamente deve esserci anche un rapporto tra rischio e beneficio, che dovrebbe essere di almeno 2:1 : se si rischia il 2% si dovrebbe impostare un take profit al 4%.

Rischio geopolitico in calo, l’oro scende

AZIONI

Il rischio geopolitico si è abbassato molto, dato che è stato ampiamente chiaro che l’incidente MH17 è stato un errore invece di qualsiasi segno di un’ulteriore escalation nel conflitto Ucraina-Russia. La maggior parte dei mercati hanno recuperato la loro perdita come previsto e oggi potrebbe essere un giorno tranquillo per i titoli azionari. Il mercato giapponese è chiuso oggi.

Il Dow (17.100,18, +0,73%) ha invertito la reazione istintiva e ha recuperato quasi tutta la sua perdita di Giovedì. La gamma, leggermente modificata a 16.850-17.200, prevale per ora ed è richiesta una pausa per un movimento di tendenza. Il Dax (9720,02, -0.35%) è riuscito a tenere sopra i suoi recenti minimi di 9615-20, ma deve rompere sopra 9875 per recuperare le forze o può cadere preda degli orsi a 9500-400.

Il Nikkei (15.215,71, -1,01%) ha aperto con un gap tagliente verso il basso, ma la serie di 15.000-500 può rimanere ancora intatta. Lo Shanghai (2.052,69, -0,31%), non è riuscito a rompere al di sopra del limite superiore del range in 2080-90, che segnalerebbe una notevole inversione rialzista verso 2140-80. Questo segnala una continuazione della più ampia gamma di 2000-2090.
Il Nifty (7.663,90, +0,31%) ha corretto con esattamente 60 punti proprio come previsto. Ora può raggiungere 7700-7730, dove i venditori possono riemergere.

COMMODITIES

L’oro (1.310,28) estende la sua caduta, dopo un forte aumento di Giovedì. Una caduta verso 1290-1280 potrebbe essere vista nelle prossime sedute, fino a che si trova al di sotto di 1.325, da dove un piccolo rimbalzo potrebbe avvenire, ma la tendenza al ribasso complessiva a lungo termine è ancora in vigore, per cui bisogna operare in quella maniera.

L’argento (21,886) ha oscillato nella regione 20,5-21,75 nelle ultime sedute, ma è stato nel complesso a distanza. C’è necessità di vedere se è destinato a continuare lateralmente o se si andrà a spostare verso 20,5-20 nel breve termine.

Il rame (3,1815) è nettamente diminuito come previsto, per testare il supporto del canale nei pressi di 3,16-3,17. Se questo vale potremmo vedere un rimbalzo a 3,20-3,25 mentre una rottura sotto 3,15 potrebbe portare ad un pericolo di caduta verso 3,10-3,05 nel breve termine.

Il Nymex WTI (102.96) si è staccato da 104 e ora può fluttuare nella regione 102-104,3. Ha bisogno di rompere 104,3 per garantire un aumento verso 106, per il resto può rimanere a distanza per qualche tempo.

Il Brent (107,14) è sceso bruscamente la scorsa settimana, ma sembra muoversi nella nella regione 108,62-106,5, fuori da essa sembra in grado di decidere ulteriori mosse. Mentre il supporto a lungo termine nei pressi di 106 tiene, potrebbe presto colpire 109,45-111,84. Il trend rialzista a breve termine persiste, da tenere presente.

La crescita cinese leggermente migliore del previsto; la propensione al rischio fa male allo yen

Le principali notizie della sessione asiatica di oggi sono legate alla crescita del PIL della Cina per il primo trimestre che ha leggermente superato le aspettative. Questo potenziato ottimismo circa le prospettive di crescita dell0economica globale ha contribuito alle attività di rischio. La crescita cinese è stato pari, anno su anno, al 7,4 % per il primo trimestre dell’anno, il che ha rappresentato un rallentamento dal tasso di crescita del trimestre precedente del 7,7 %, ma ha battuto le attese di un tasso di crescita del 7,3 % atteso dagli economisti. Questa è stata una buona notizia, dato che molti temono che un rallentamento dell’economia cinese potrebbe danneggiare la ripresa economica globale. Inoltre, la crescita del primo trimestre è in linea con l’obiettivo del tasso di crescita del 7,5 % per il 2014.

Gli effetti del minor rallentamento della Cina

La reazione alle cifre del PIL cinese ha portato il dollaro australiano in rimbalzo a 0,9377 da una sessione di minimo intorno a 0,9333, dato che la prima destinazione delle esportazioni del paese sta crescendo in linea con le aspettative.

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Lo yen è stato il grande sconfitto della sessione, mentre il dollaro è salito sopra del livello di 102, a 102,23, e l’euro ha ridimensionato il livello di 141 a 141,35. E’ possibile vedere che le perdite dello yen hanno più a che fare con la scalata del Nikkei del 3 % sulle notizie che i fondi di investimento pensionistici pubblici giapponesi potrebbero investire di più nel mercato azionario. Una seduta positiva a Wall Street il giorno precedente, durante la quale gli indici hanno invertito le perdite precedenti, ha anche aiutato la propensione al rischio. C’è però continua incertezza sugli sviluppi in Ucraina, dove i militanti filo-russi stanno cercando di ottenere il controllo sulle città dell’Est del paese.

Guardando al futuro, le statistiche occupazionali del Regno Unito hanno il potenziale per muovere la sterlina, in quanto potrebbero influenzare le aspettative di quando la Banca d’Inghilterra inizierà ad alzare i tassi di interesse. La sterlina è in una tendenza rialzista nei confronti del dollaro negli ultimi mesi, ma c’è stata una correzione dopo aver colpito il massimo a 4 anni a 1,6820.

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Si chiama avversione al rischio

Nel nostro “buongiorno” di ieri stavamo valutando il prezzo dell’oro, che scambiava attorno a 1.450 dollari per ogni oncia, e abbiamo indicato come possibile supporto il prezzo di 1.300 dollaro per ogni oncia. Nonostante sembrasse un livello decisamente “fantascientifico”, la realtà è che il prezzo del metallo giallo non vi è andato tanto lontano, fermandosi a 1.321,59, valore da cui poi è partita una lieve correzione. Nonostante il fatto che tale correzione ha interessato la maggior parte degli strumenti finanziari, non ci troviamo ancora liberi dal “rischio” di vedere altre correzioni.

Il punto è che siamo in una situazione di forte avversione al rischio, come non se ne vedeva da tempo. Il dollaro è salito praticamente contro tutte le altre valute mentre lo yen è salito contro dollaro USA e contro l’euro. Gli investitori stanno vendendo posizioni di rischio preferendo attività più sicure, cosa che ci è confermata anche dalle forti vendite sull’azionario USA.

Il mondo attende ora il G20, che comincerà tra due giorni a Washington, durante il quale si attende in maniera particolare l’eventuale discussione sulla ipotetica “guerra delle valute”. Molto probabilmente si parlerà dello yen e dei target macroeconomici che la BoJ, con le sue ultime dichiarazioni, si è posta. Tali target potrebbero portare a dei cali della valuta giapponese, cosa che permetterebbe al paese di diventare più competitiva contro i concorrenti internazionali. La cosa ovviamente non fa piacere agli USA, dato che anche loro stanno tentanto una risalita dalla crisi economica.

Come poter operare, dunque? Potremmo considerare eventuali posizioni “long” oppure potremmo dover affrontare dei cambiamenti di medio periodo sui trend principali seguiti fino ad ora? Secondo noi non siamo ancora di fronte al momento di acquistare in maniera massiccia del rischio, anche se il ridimensionamento dei prezzi di alcune attività finanziarie è stato notevole. Prima di poter vedere dei movimenti importanti verso l’alto, gli istituzionali devono andare long sulla maggior parte degli investimenti, cosa che non sembra realizzabile in questo periodo.

EurUsd

L’euro, che si trovava compreso tra quota 1.3040 e quota 1.3150, ha tentato nel corso delle ultime ore delle rotture sia al ribasso che al rialzo, senza riuscire ad avere la volatilità necessaria per poter completare i movimenti. Ad esempio, la rottura al rialzo del prezzo di 1.3100, che avrebbe potuto portarci fino a 1.3150, si è fermata a pochi pip al di sopra del primo livello considerato. Dopo tale movimento abbiamo visto dei tentativi di rottura al ribasso, che si sono sviluppati meglio dei primi. Siamo infatti arrivati nei pressi del prezzo 1.3025 , valore che non è stato sufficiente per poter far scendere la nostra valuta fino a 1.3000. Siamo dunque in un mercato che si muove in maniera laterale all’interno di un canale leggermente in downtrend. Il livello di supporto dinamico da considerare è 1.3010 (dato dal valore minimo del canale, se visto su un grafico orario), mentre il livello di resistenza dinamica è data da 1.3100 . Potremmo operare in pull back con questi livelli, ricordando di impostare degli ordini stop loss al di fuori di essi. Nel caso di aumenti di volatilità è difficile andare ad trovare i livelli di prezzo attorno ai quali si trovano gli ordini dei trader. In ogni caso prima di pensare ad una rottura del canale occorre che il prezzo superi quota 1.3000 al ribasso o quota 1.3130 al rialzo, tenendo però presente che i 20/25 punti successivi su entrambi i lati, dati da importanti punti precedenti nel breve periodo, potrebbero contenere le quotazioni.

UsdJpy

I livelli dinamici che abbiamo visto ieri in mattinata hanno tenuto molto bene. La media mobile a 21 periodi oraria ha tenuto e il fatto che i prezzi non sono tornati attorno al valore di 98.75 (che, lo ricordiamo, ha permesso la discesa dei prezzi nel momento in cui è stato superato) ha aiutato una correzione che ha approfondito, nel corso della notte, oltre il target di 97.10 , permettendo il raggiungimento fino all’area di 96.00 . Dopo tale area abbiamo visto un recupero che, almeno per ora, sembra essersi fermato attorno al valore della media oraria a 21 periodi, oltre che in corrispondenza di punti precedenti che hanno operato come supporto statico. Potremmo usare tali livelli per assistere a dei nuovi acquisti di valuta giapponese, ma occorre tenere conto che potremmo essere di fronte a tre diversi scenari. Il primo mette in evidenza una discesa dei prezzi oltre i minimi dopo il pull back delle resistenze (in questo caso potremmo vedere il tentativo di raggiungimento dell’area attorno al valore di 95.25 . Il secondo scenario mette in evidenza un tentativo di formazione di nuovi minimi. Se tale tentativo non dovesse andare a buon fine potremmo essere di fronte ad un possibile recupero, che occorre però valutare in corrispondenza della rottura della EMA21 e in seguito al superamento del prezzo di 97.75 (in questo caso potremmo avere dei potenziali target a 98.30, dati dai massimi precedenti e dalla media oraria a 100 periodi). Il terzo ed ultimo scenario vede delle rotture rialziste dirette, da valutare al superamento di 97.75 (in questo caso potremmo vedere dei potenziali aumenti di volatilità attorno a quota 98.70).

EurJpy

La situazione di questa coppia di valute è simile a quella della coppia UsdJpy. Su grafico orario il prezzo di qusto cross si è fermato sui primi livelli statici di riferimento. Le resistenze hanno funzionato decisamente bene ma gli obiettivi raggiunti sono stati, a causa della forte volatilità che si è avuta sul rapporto di cambio UsdJPY, di due figure inferiori rispetto a quanto pensato inizialmente. Anche in questo caso potremmo essere di fronte a diversi scenari. Da tenere in considerazione i livelli che passano per quota 125.00 (che deve essere superato al ribasso prima di poter vedere dei nuovi minimi) e per quota 128.65 (che invece deve essere superato per vedere delle accelerazioni fino a 129.25 e, in continuazione, fino a 129.75). Ci sono buone possibilità di poter usare le resistenze dinamiche dato dalla media mobile oraria a 21 periodi al fine di pensare di andare long sullo yen impostando dei punti di stop in corrispondenza dei punti indicati in precedenza.

GbpUsd

Per questa coppia di valute l’area di resistenza, trovata ieri, che passa attorno a 1.5350 ha contenuto molto bene i tentativi di recupero della sterlina contro il dollaro americano. Anche i livelli di supporto attorno a 1.5280 hanno fatto bene il loro lavoro. Nel momento in cui scriviamo ci troviamo di fronte ad un canale al ribasso, con le resistenze dinamiche che sono date dalla parte alta del canale (occorre escludere il massimo fatto segnare nel corso della notte di apertura dei mercati). Se tali resistenze dovessero tenere (possiamo estendibile l’area di resistenza fino a quota 1.5330, valore dove passa la media oraria a 100 periodi), allora potremmo osservare delle discese verso i minimi di ieri. Se tali valori dovessero essere superati, potremmo vedere il prezzo scendere ancora fino a 1.5240. In questa area potremmo pensare di andare “long” sulla sterlina impostato lo stop al di sotto di quota 1.5230. Se l’area che si trova compresa tra 1.5300 e .5330 dovesse essere superata, potremmo vedere degli aumenti di volatilità che possono far salire il prezzo fino a 1.5345 e, in caso di superamento, fino a 1.5380 ed ancora fino a 1.5400.

AudUsd

Nella notte abbiamo visto dei tentativi di rottura ribassista dell’area compresa tra 1.0415 e 1.0475. L’area di supporto di breve rotta ha operato poi come una resistenza ed è stata importante per vedere un nuovo calo di questo rapporto di cambio, fino a farci raggiungere la figura 1.03. I prezzi si trovano ora sul valore della media mobile oraria a 21 periodi, che è un buon livello per pensare di andare “long” sul dollaro americano. Se il prezzo dovesse superare quota 1.0340 potremmo vedere ulteriori cali fino ai minimi di ieri sera. Prima di vedere delle riprese occorre valutare l’area che si trova attorno al prezzo di 1.0385 . Se essa dovesse essere superata potremmo osservare dei raggiungimenti di quota 1.0425 e, in superamento, fino a 1.0450, valore dove passa la media mobile oraria a 100 periodi. Solo la rottura di questo prezzo ci potrebbe indicare come definitive le riprese.

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