La RBA non taglia i tassi, le azioni australiane cancellano i guadagni

Le azioni australiane hanno cancellato i guadagni delle prime di oggi dopo che la Reserve Bank of Australia (RBA) ha sorpreso la maggior parte degli osservatori mantenendo lo status quo sui tassi di interesse. La RBA ha infatti mantenuto il tasso di rifinanziamento al minimo storico del 2,25 per cento, nonostante le aspettative di un calo.

Durante la notte, le azioni degli Stati Uniti sono salite, con il Nasdaq che è arrivato sopra il livello psicologico di 5000 per la prima volta dal marzo 2000 (secondo gli analisti, si tratta di un valore importante solo per la statistica, che non avrà grande impatto sul prosieguo del movimento). Il Dow Jones Industrial Average e l’S & P 500 sono saliti a livelli record con gli investitori che hanno applaudito ai dati economici del paese a stelle e strisce.

Torniamo in Australia, con l’S & P ASX 200 che ha tagliato le perdite per chiudere modestamente dopo la delusione della decisione della RBA. Nel frattempo, il dollaro australiano è salito di oltre mezzo centesimo, da 0,7797 a 0,7819 contro il dollaro USA. Il settore bancario, inizialmente outperformer, ha chiuso più in basso; il valore delle azioni della Commonwealth Bank of Australia è diminuito dello 0,7 per cento, mentre quelle di Westpac, della National Australia Bank e dell’Australia & New Zealand Banking hanno chiuso modestamente più in basso.

Sul fronte dei dati nazionali, la spesa pubblica in Australia è aumentata dello 0,3 per cento nell’ultimo trimestre del 2014, arrivando a 70,3 miliardi di dollari secondo i dati dell’Australian Bureau of Statistics rilasciati oggi.

Voliamo ora in Cina, con le azioni che sono scese dopo un taglio del tasso di interesse a sorpresa da parte della banca centrale durante il fine settimana. L’indice Shanghai Composite ha invece avuto una tiepida risposta ieri, attestandosi allo 0,8 per cento più alto dopo aver oscillato tra guadagni e perdite.

Tra le più grandi perdenti, China State Construction è scesa del 2,5 per cento, mentre l’Agricultural Bank of China del 3,3 per cento. Altre major bancarie si sono mosse ad un valore significativamente più basso: China Construction Bank ha avuto dei cali di quasi il 4 per cento, mentre la Bank of China e la Bank of Communications sono scese di oltre il 3 per cento ciascuna.

In Giappone, il Nikkei 225 ha invertito i guadagni in seguito al movimento di dollaro-yen di nuovo nel territorio di 119.

Infine, l’indice Kospi della Corea del Sud si è attestato ad un nuovo massimo di cinque mesi, sostenuto dai guadagni delle case automobilistiche.

La RBA mantiene i tassi fermi

Il dollaro australiano è l’obiettivo principale della sessione asiatica di oggi come i servizi cinesi indagine PMI e la Reserve Bank of Australia sono stati due eventi di rischio. L’aussie è stato relativamente volatile nei confronti del dollaro, in quanto è sceso dal livello di 0,9335, dove è scambiato Lunedì a New York, vicino a 0,9316 e poi rimbalzato a circa 0,9340.

Partendo con i Servizi cinesi PMI, scesi a un minimo da nove anni a luglio, lo vediamo a 53,1-50. Questo ha innescato alcune preoccupazioni hanno su come cinese può aver rallentato più di quanto inizialmente pensato. Tuttavia, altri dati sono probabilmente necessari prima di giungere alla conclusione di un rallentamento. Particolarmente importanti sono le figure commerciali cinesi così come l’inflazione nel corso della settimana che sarà strettamente sorvegliata.

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Come previsto, la Reserve Bank of Australia ha mantenuto il suo tasso di interesse chiave invariato al 2,50%. Un anno fa la RBA ha tagliato il tasso chiave portandolo a questo livello record e  potrebbe ora lasciare questo tasso immutato per i prossimi 12 mesi ancora. Il messaggio della RBA parla di stabilità per quanto riguarda i tassi di interesse in quanto non si aspetta una maggiore inflazione o una crescita dei salari e delle abitazioni tale da richiedere una salita del tasso di interesse stesso. La RBA ha mantenuto la sua critica del dollaro australiano dicendo che si trova troppo alto rispetto agli standard storici. Nel complesso sembra che l’aussie non riceva molto aiuto da parte della banca centrale australiana dato che i tassi appaiono stabili per il prossimo futuro e la banca è pronta a criticare l’anticipo della moneta. Eppure, i fondamentali dell’economia appaiono relativamente migliori rispetto alle altre economie sviluppate.

Guardando al futuro, le inchieste presso le imprese saranno al centro dell’attenzione per il resto della giornata, da guardare davvero con grande attenzione.

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Lo Yen non riesce a capitalizzare il morbido rapporto sull’occupazione Usa

Lo yen giapponese è stato il perdente principale della giornata, dato che le tendenze dei deboli dati economici e di dubbi sulla durata della ripresa economica del Giappone si sono intensificate negli ultimi tempi, portando a vendite dello yen. Ciò ha mantenuto lo yen di fronte ad un rimbalzo più consistente in seguito al relativamente morbido rapporto sull’occupazione di luglio degli Stati Uniti, atteso per Venerdì. Il rapporto Dollaro / yen era a 102,69 rispetto al valore di 102,54 Venerdì ed euro / yen è salito verso 138.

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I libri paga non agricoli sono aumentati di 209.000 nel mese di luglio, contro le aspettative di un guadagno di 233.000, mentre il tasso di disoccupazione è salito al 6,2%. Gli stipendi, come dimostrano dai guadagni orari medi, sono stati mese su mese in maniera piatta. Il prossimo punto importante per il dollaro saranno i servizi ISM.

Euro / dollaro tiene sopra 1,34 a 1,3421, l’euro in ipervenduto ha approfittato dei morbidi numeri del lavoro degli Stati Uniti per recuperare alcune delle sue perdite. La riunione della Banca centrale europea di Giovedì sarà un evento di rischio per la moneta unica dato che la BCE dovrà dire cosa intende fare per il fatto che l’inflazione dell’Eurozona di luglio è scesa a un minimo di 5 anni dello 0,4% proprio Giovedì scorso.

Il dollaro australiano è riuscito a rimbalzare al livello di 93 centesimi contro il dollaro americano al commercio a 0,9313, dopo che le vendite al dettaglio più forti del previsto per giugno sono state rivelate e hanno dato forza all’aussie contro la sua controparte americana. Le vendite al dettaglio sono aumentate dello 0,6% mese su mese contro le aspettative di un aumento dello 0,4%. I dati in rialzo dell’Australia sono stati mescolati ultimamente e la Reserve Bank of Australia, la cui riunione è attesa per la giornata di domani, fornirà indizi su come la banca centrale vede la situazione generale.

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La Reserve Bank of Australia tiene i tassi, guadagni dell’aussie

Oggi è stato un altro giorno di riposo per Tokyo e questo ha portato delle gamme strette per le major del forex. Dollaro / yen è sceso leggermente a 102,03, ma resta sopra 102, mentre l’euro è rimasto stabile al livello relativamente elevato di 1,3880. L’emozione è stata fornita principalmente dal dollaro australiano e dalla Reserve Bank of Australia, con l’annuncio sui tassi di interesse.

La RBA – come previsto – ha mantenuto i tassi di interesse invariati al minimo storico di 2,50 % dopo che sembrava un po’ più ottimista circa il mercato del lavoro del paese. Le tariffe sono propense a rimanere basse con il governo che probabilmente andrà a tagliare la spesa fiscale. I bassi tassi di interesse globale in Australia hanno sferzato l’economia dal rallentamento degli investimenti nel settore minerario, stimolando la domanda interna.

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Aussie brevemente sopra 0.93

L’aussie ha brevemente scambiato sopra il livello di 93 centesimi contro il dollaro dopo l’annuncio della Reserve Bank, ricadendo a 0,9270-80 come il mercato ha meglio digerito la notizia. Per l’aussie ci sarà una relazione giovedì sull’occupazione.

C’era qualche notizia ottimista circa l’economia statunitense, come l’indice ISM dei servizi ha superato le aspettative attestandosi a 55,2. Gli economisti si aspettavano una lettura intorno a 54.1, mentre a marzo l’indice di rilevazione è stato pari a 53,1, il dato più forte da 8 mesi.

Attenzione alla FED

Probabilmente la Fed è legata al mercato e la Yellen ha fatto sapere che non si affretterà ad aumentare i tassi di interesse e che ci vorranno dei dati molto più positivi per poter deviare dal taglio predeterminato del QE. Questa è una possibile spiegazione, oltre alla bassa volatilità osservata tra le altre major forex, attribuita forse alle condizioni economiche positive e alle politiche monetarie delle banche centrali del mondo.

Guardando al futuro, ci sarà un certo interesse per le inchieste congiunturali rilasciate dall’Eurozona e dal Regno Unito, mentre in seguito la bilancia del commercio internazionale degli Stati Uniti di marzo potrebbe attirare l’attenzione.

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Aussie in picco dopo che la RBA mantiene i tassi

Il dollaro australiano è la valuta principale da considerare oggi dopo che è salito di oltre l’1 % nei confronti del dollaro dopo che la Reserve Bank ha fatto una dichiarazione politica più ottimista delle previsioni. La RBA ha lasciato il suo principale tasso di interesse a un minimo record dello 0,25 % e ha rilasciato una dichiarazione meno dovish che è passata a diventare “un allentamento morbido per un bias chiaramente neutrale”.

Dopo l’iniziale debolezza contro il biglietto verde, l’australiano è salito al massimo della sessione asiatica, a 0,8892, da un minimo di 0,8729. La valuta australiana ha chiuso la seduta con un guadagno del 1,46 % a 0,8875.

Dollaro USA in recupero contro lo yen

Il dollaro USA è stato in grado di recuperare alcune perdite realizzate nei confronti dello yen dopo la brusca caduta di ieri con i dati PMI del manifatturiero ISM USA molto deludenti. L’indagine di gennaio ha messo in evidenza un valore di 51,3 rispetto al 56,0 previsto. I dati hanno spinto il rapporto dollaro / yen sotto 101-100,76 prima di rimbalzare a 101,36 in Asia. La coppia ha chiuso la seduta con un guadagno dello 0,05 % a 101,02. A sostenere il dollaro, la notizia che la base monetaria del Giappone si è ampliata nel mese di gennaio, cosa che ha causato delle vendite di yen.

Euro in guadagno contro yen e dollaro

L’euro ha brevemente toccato un minimo di 2 mesi a 136,21 contro lo yen prima di terminare la sessione 136,65 con un guadagno dello 0,07 %. Contro il dollaro, l’euro ha guadagnato lo 0,03 % a 1,3528.

La sterling è una delle valute del G10 dall’andamento peggiore, dopo l’estendensione del suo declino nei confronti del dollaro. La sterlina ha perso lo 0,18 % per terminare la sessione asiatica a 1,6274. Da ieri, gli UK vedono il PMI manifatturiero deludente, che ha ferito la sterlina e l’ha fatta scendere. Oggi attenzione ai dati delle costruzioni nel Regno Unito, legati alle PMI.

Le reazioni delle borse asiatiche dopo il taglio dei tassi RBA

L’indice di riferimento della borsa australiana è poco cambiato nella giornata di oggi dopo che la Reserve Bank of Australia ha tagliato i tassi di interesse al minimo storico del 2,5 per cento, come ampiamente previsto, mentre il resto delle borse asiatiche ha recuperato delle perdite precedenti.

Gli investitori australiani si sono in gran parte scrollati di dosso la decisione della banca centrale di tagliare i tassi di interesse dato che i mercati avevano ampiamente scontato la mossa. La RBA ha detto che il taglio dei tassi è stato particolarmente opportuno in considerazione dei recenti dati economici, molto tiepidi, oltre che del rallentamento della crescita in Cina, il principale partner commerciale dell’Australia.

Oltre che l’indice australiano, andiamo a vedere anche come hanno reagito le principali borse asiatiche alla decisione della RBA. L’indice di riferimento del Giappone ha invertito le perdite precedenti entrando in territorio positivo. Tra le singole azioni, vediamo che Toshiba ha guadagnato l’1,4 per cento, dopo che il quotidiano Nikkei ha riportato che l’azienda potrebbe entrare in un progetto di joint venture con Sandisk per costruire un produttore di chip di memoria flash, con un investimento totale stimato in 3,9 miliardi.

L’indice di riferimento della Cina ha rotto una striscia vincente di cinque giorni scambiando a 5 punti dal massimo di due settimane, a quota 2.051. Il prossimo ostacolo per lo Shanghai Composite sarà attraversare la soglia della media mobile semplice a 200 giorni, a quota 2.177 punti.

L’indice di riferimento della Corea del Sud, il Kospi, ha recuperato le perdite dopo aver toccato un minimo di due settimane all’inizio della sessione, come l’ondata di vendite delle azioni di Samsung Electronics che è diminuita. Le azioni dell’azienda coreana sono scese dell’1 per cento a seguito del veto ad un divieto di importazione sui prodotti Apple negli Stati Uniti, decisione che avrebbe probabilmente toccato in negativo i diritti di brevetto di Samsung.

Reserve Bank of Australia tagli i tassi al minimo storico

La Reserve Bank of Australia ha tagliato il tasso ufficiale di 25 punti base, portando il tasso del denaro al minimo storico di 2,75%. Secondo il governatore della RBA, Glenn Stevens, la motivazione è legata ad un forte AUD e ad un incremento dell’inflazione. Stevens ha dichiarato che il taglio dei tassi ha l’obiettivo di favorire una crescita sostenibile per l’economia, che è attualmente “sotto tendenza”. Inoltre anche i dati sull’occupazione sono in ritardo e c’è un leggero aumento del tasso di disoccupazione. Il consumo interno rimane robusto, mentre i livelli di investimento rimangono ancora modesti. Sono questi i fattori che hanno contribuito alla decisione di tagliare i tassi.

Ci sono delle buone notizie per i consumatori dopo questo ciclo di tagli dei tassi. La National Australia Bank ha tagliato il suo tasso ipotecario dello 0,25% subito dopo l’annuncio, mentre la Bank of Queensland opererà questo taglio dal 24 maggio prossimo. Al momento il resto delle banche australiane rimane in silenzio, anche se si presume che potrebbero fare questo taglio abbastanza presto.

Dopo l’annuncio la coppia di valute AUD / USD è scesa di 60 pips, rompendo il livello di 1.022, un supporto di lungo periodo. Il prezzo sta già guardando ad un andamento ribassista, così come ci dice anche la lettura dello stocastico di lungo termine, che sul grafico giornaliero è simile a quella del grafico orario a breve termine. Nel complesso, il tono di questa coppia di valute è fortemente ribassista.

Stranamente, il tono complessivo della dichiarazione della RBA non sembra essere molto diversa da precedenti decisioni. Secondo la banca centrale, il controllo dell’inflazione rimane il bersaglio principale. L’unica differenza tra le dichiarazioni precedenti e quella appena fatta è stato il fatto che la RBA ha deciso di utilizzare alcune delle carte nel suo mazzo, in maniera più forte rispetto a quanto fatto in passato.

RBA: tassi al 2.75%

Da tenere in considerazione per questa giornata di trading la notizia del taglio dei tassi di interesse da parte della banca centrale australiana. L’economia australiana era una di quelle che aveva uno dei tassi di interesse più elevati in assoluto tra le major.

Nonostante il buono stato di salute dell’economia australiana, anche la “terra dei canguri” sta vivendo dei segnali di rallentamento e dunque la politica monetaria della RBA prova a metterci una pezza. Questo mette in evidenza come l’Australia sia molto dipendente dall’andamento dell’economia cinese, che ora sta crescendo a dei tassi molto buoni, ma che, essendo in una strada di crescita sostenibile invece di massimizzazione dei i tassi di crescita, non sta premendo al massimo sull’acceleratore, il che ha la sua influenza negativa sulla vicina Australia.

Il dollaro australiano non si è mosso in maniera eclatante, anche se in linea con l’azione della banca centrale. Il  valore del rapporto di valute AudUsd è sceso al di sotto di 1.0220, livello di supporto che teneva fin dallo scorso aprile. Il calo relativamente basso ci fa comunque capire che gli investitori hanno ancora fiducia sul paese australiano, che si trova ancora molto lontana dalla recessione che stiamo osservando da altre parti del mondo.

Ora conviene attendere la liquidità del pomeriggio, con le borse di Londra e degli USA, che veicoleranno i flussi di capitale. Secondo noi, in ogni caso, possiamo già prevedere una tenuta del sentiment.

Per la giornata di oggi non ci sono pubblicazioni particolari, per cui potremo concentrarci meglio da un punto di vista tecnico.

EurUsd

La mattina di oggi è stata all’insegna di una volatilità bassa, con l’euro ha rotto il valore di supporto statico di breve periodo che era a quota 1.3085, senza però riuscire a superare il supporto che si trova in area 1.3040. Per poter vedere altri cali di questo rapporto di cambio occorre attendere il superamento di questo valore. In questo caso il prezzo potrebbe scendere fino a 1.2975 (livello dato dai punti precedenti) . Se il prezzo non dovesse tornare al di sopra di 1.3120, allora potremmo vedere la possibilità di andare long sul dollaro americano, dato che ci sono dei punti precedenti e il passaggio delle medie mobili esponenziali che vanno a formare delle resistenze dinamiche. Le rotture diverrebbero definitive solo in caso di superamento di quota 1.3140 , con attenzione ai venti punti successivi.

UsdJpy

Nella notte abbiamo visto un tentativo di calo per questa coppia di valute, anche se non è stata in concomitanza con la discesa dell’euro. In questo momento siamo al di sopra dei supporti statici di breve periodo, che si trovano tra 98.50 a 98.75. Considerando le difficoltà di interpretare, da un punto di vista tecnico, il grafico orario, prendiamo in considerazione il grafico a 4 ore, con il quale possiamo vedere una situazione laterale (quella tra 97.00 e 100.00) che potrebbe mettere in evidenza la vendita del dollaro USA. Occorre fare particolare attenzione all’area rappresentata dalla media mobile a 21 periodi, che ha incrociato a rialzo la media a 100 periodi e che potrebbe dunque operare da supporto dinamico. Nel caso di rottura dei minimi notturni potremmo pensare di andare short.

EurJpy

Considerando la bassa volatilità per questo rapporto di cambio, andiamo anche in questo caso a vedere il grafico a 4 ore, per il quale vediamo le stesse considerazioni già viste per la coppia di valute UsdJpy.

GbpUsd

La sterlina ha visto, come l’euro, delle discese verso il dollaro, andando poi a risalire ma senza arrivare a dei nuovi massimi. Le medie orarie, a differenza dell’euro, si trova al rialzo. Possiamo prendere in considerazione l’area che si trova tra 1.5550 e 1.5520 come un buon livello di supporto. Se dovessimo vedere una discesa al di sotto dei minimi di ieri, potremmo aspettarci di vedere dei tentativi di raggiungimento dell’area che si trova tra 1.5475 e 1.5500, molto confusa in termini di punti precedenti.

AudUsd

Dopo una contenuta discesa stiamo vedendo la possibilità di una divergenza rialzista, che potrebbe essere sfruttata per andare long su questo rapporto di cambio, tenendo conto che la media a 21 oraria potrebbe bloccare la salita. Un superamento al ribasso di quota 1.0175 è necessario per poter pensare di visitare l’area attorno a 1.0115, valore toccato ad inizio marzo.

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Il dollaro australiano scende dopo il taglio dei tassi da parte di RBA

Il dollaro australiano è sceso per il terzo giorno consecutivo dopo che la Reserve Bank, per la prima volta in 2 anni e mezzi, ha tagliato i tassi di interesse, dato che i segnali della crescita globale sono moderati. La domanda per la valuta australiana è stata limitata anche dopo che l’indice che misura il settore manifatturiero cinese è sceso per la prima volta in tre mesi. La moneta neozelandese è salita invece contro lo yen dopo che il Giappone ha fatto sapere di essere preparato per sostenere l’indebolimento della propria moneta.

L’Aussie, ovvero il dollaro australiano, ha perso terreno dopo il taglio dei tassi da parte di RBA, sembra che questo abbia aperto la porta ad ulteriori tagli dei tassi di interesse, dato che l’inflazione probabilmente è vicina al suo valore massimo, dunque bisogna combatterla. Ecco che gli economisti pensano che possa esserci un altro taglio di interessi a dicembre.

Il dollaro neozelandese è salito invece dello 0,5 per cento contro il dollaro USA, mentre è aumentata dello 0,1 per cento contro lo yen giapponese.

Il governatore della banca centrale australiana, Glenn Stevens, hanno detto che i tassi di interesse sono scesi di un quarto di punto percentuale. Diversi economisti hanno tuttavia fatto sapere che tale diminuzione non porterà ad una grande diminuzione del valore del dollaro australiano.

Le informazioni recenti che arriva dall’Australia suggeriscono come il tasso di cambio così alto ha contenuto l’inflazione, permettendo di avere una crescita complessiva moderata. Ma ora che l’inflazione è vicina al suo valore massimo bisogna cercare di combatterla. Un indicatore di produzione del settore australiano ha infatti dimostrato come per la prima volta da diversi mesi le vendite delle industrie sono in calo, appesantite da una moneta molto forte.

Per chi volesse investire in valuta australiana, dunque, conviene stare attento agli andamento della stessa contro lo yen e contro il dollaro in particolare.

Occhi puntati sull’Australia

Il rischio nel trading sappiamo che è una cosa di cui non si può fare a meno, dato che senza rischiare non è possibile guadagnare denaro. Andando ad analizzare la situazione attualmente presente in Australia, il primo paese al mondo che ha aumentato i tassi di interesse dopo la crisi economica, vediamo che la propensione al rischio non è l’unica cosa da guardare per questa valute. Le previsioni del forex trading relativamente al Dollaro australiano vedono infatti dei possibili guadagni futuri di questa valuta sulle altre principali, soprattutto a causa della crescita esplosiva dell’economia del paese.

In effetti, la creazione di posti di lavoro e altri effetti economici positivi si sono avuto nel paese australiano. Anche la situazione in Cina non riesce a frenare la crescita dell’Australia.

Anche se le preoccupazioni del più recente inasprimento delle autorità cinesi relativamente al mercato delle valute hanno sollevato delle preoccuzioni sulla sostenibilità dell’espansione economica australiana, c’è chi continua a credere che le possibilità sono molto buone e che la RBA, ovvero la banca centrale australiana, alzerà i tassi al 4% durante la prossima riunione, che si terrà il mese prossimo.

Il dollaro australiano ha anche un vantaggio di rendimento di 300 punti base sull’euro e di 375 punti base sul dollaro, probabilmente questa valuta sarà quella predominante per questo 2010. Dunque grande attenzione, per chi volesse investire, al dollaro australiano.

Non è difficile credere che la Reserve Bank of Australia alzerà i tassi a breve. Con l’economia che si sta muovendo molto, la banca centrale ha poca scelta, se vuole mantenere l’inflazione sotto controllo.

A questo punto nel Forex teniamo controllato l’andamento del dollaro australiano nei confronti delle altre principali valute del mondo, soprattutto verso il dollaro USA e verso il nostro euro, dato che potrebbe essere possibile aprire delle interessanti posizioni.