Il PIL del Giappone manca le attese, messa a fuoco sulla relazione economica della BOE

Lo yen è stato poco scambiato nonostante la scarsa crescita dei dati giapponesi che ha mostrato come l’economia si sia contratta per la maggior parte dal 2011, quando la nazione è stata colpita dal terremoto. Il PIL del Giappone si è ridotto al massimo da quasi tre anni come aumento dell’imposta sulle vendite della nazione è stato implementato il 1 ° aprile e sta interessando l’economia. Il PIL è sceso del 6,8% a un tasso annualizzato nel Q2, anche se la cifra era di poco inferiore della previsione mediana del mercato per un calo del 7,1%.

Il dollaro è scambiato all’interno di un piccolo intervallo durante la sessione Asiatica e scambiato poco anche dopo i dati giapponesi, nei pressi di un trading di 102,30 ¥. I mercati hanno reagito a malapena perché i dati non sono sufficienti per aumentare la possibilità di un ulteriore allentamento monetario da parte della  Banca del Giappone o per abbassare le prospettive economiche per il periodo luglio-settembre.

L’euro è scambiato in un piccolo intervallo nei confronti dello yen, al di sotto di 136,75. Contro il dollaro, l’euro ha continuato a muoversi ulteriormente vicino a 1,3335, minimo di 9 mesi. L’euro era sceso bruscamente ieri dopo un triste sondaggio ZEW in cui è emerso che il morale è sceso bruscamente come la crisi in Ucraina ha preso un tributo sulla fiducia delle imprese. L’attenzione si sposta ai dati tedeschi IPC dovuti oggi e ai dati Eurozona della produzione industriale.

La sterlina è stata scambiata contro il dollaro durante la sessione Asiatica a 1,6802 prima di andare più in alto nella sessione europea. Rischio chiave per la sterlina saranno le previsioni economiche della BOE oggi così come i dati occupazionali del Regno Unito. Un tono positivo dalla BoE e un calo della disoccupazione potrebbero sollevare la speculazione di un rialzo dei tassi entro la fine dell’anno. Il dollaro australiano è stato resiliente nonostante i deludenti dati cinesi.

PIL USA ridotto di più del previsto, Nikkei in modalità di traverso

AZIONI

Il PIL degli Stati Uniti si è ridotto peggio del previsto, ma i mercati degli Stati Uniti sono aumentati del declino causato dall’inventario case, anche per il fatto che molte case stanno aumentando le previsioni di crescita del secondo trimestre. L’Asia – Pac resta in una modalità di trading tranquilla.

Nessun cambiamento nel Dow ( 16.698,74, 0,39 %), in quanto mantiene la produzione si sposta ad intervalli sempre più piccoli. Tenete d’occhio 16400 al ribasso e 16.800-900 al rialzo per un breakout esplosivo di là di questa gamma. Il Dax ( 9938,90, 0.00 %) sta consolidando in uno stretto intervallo di 50 punti vicino ad una resistenza minore a 9.985-10.050 ma il maggiore trend rialzista sembra abbastanza forte da poterlo spingere fino a 10.300-400.

Il Nikkei ( 14.645,72, -0,25%) è in una modalità di traverso dopo il forte raduno a 14.000-14.700 e può mobilitare verso 15.200-300 o anche di più dopo che questa correzione si concluderà. Lo Shanghai ( 2.033,19, -0,36 %) ha affrontato una buona pressione di vendita vicino 2060-65, come previsto, ma la mossa laterale nella più ampia gamma di 1.990-2.080 può continuare per qualche tempo in un processo di costruzione delle basi.

Il Nifty ( 7.235,65, -94,00), infine, ha confermato la tendenza al ribasso chiudendo sotto 7275-70 e ha aperto la porta con decisione verso 7130 o anche meno. Tutte le manifestazioni sono attese vicino a livelli più alti fino al 7300. Tenete d’occhio 7200-7190 e 7080, come supporto principale.

COMMODITIES

Oro (1257.587) stabile per ora, mentre si trova in un trend al ribasso e sotto 1261,10 potrebbe cadere verso 1225 nelle prossime settimane. Il test di un supporto a breve termine nei pressi di 1257-1260, con delle probabilità di caduta più alte.

Rame ( 3,1450) in piccola correzione, mentre si trova in un trend rialzista a breve termine e potrebbe continuare ad indirizzare a 3,20-3,25 nelle prossime sedute.

L’argento ( 19.01) è stabile, mentre la negoziazione si trova appena sopra il supporto della regione di 18,5-19,0 ​​. Può continuare a variare lateralmente per alcune sessioni mentre si trova sotto 19.6.

Brent ( 110,05) in rimbalzo da 109.5 proprio come previsto e può indirizzare a 110,58 nuovamente nelle prossime sedute. Una rottura sopra 110,58-111,05 può portare più in alto verso il nostro precedente obiettivo a 112.

Nymex WTI ( 103,37) in rimbalzo a dei livelli di 104,5 che se dovesse rompere può arrivare fino a 105-105,22. Complessivamente il breve termine è rialzista.

FOREX

Il dollaro mantiene intatta la sua forza contro la maggior parte delle major, tranne Yen e Aussie. Ma un bel po’ delle valute sono vicine alle principali zone di supporto. Nessun segno di forza è visibile ancora per l’euro ( 1,3605), in quanto mette alla prova il supporto trendline a 1,3590-80 e può tentare di riprendersi a 1,3700-30.

Analisi fondamentale della settimana

La settimana che si è appena conclusa è stata incentrata, dal punto di vista fondamentale, sia sulle rinnovate paure del debito greco, che potrebbe ancora contagiare diversi paesi in Europa, che dalla novità della Cina, che ha deciso di allineare lo Yuan, seguendo le richieste che ormai da diverso tempo i vari paesi stavano facendo al governo di Pechino.

Dal punto di vista dei dati di analisi fondamentale, da segnalare che nella giornata di martedì la Germania ha pubblicato l’indice IFO, che tasta il polso alle aziende tedesche. Dato che però la Germania è una delle economie che maggiormente influenza l’UE e l’Euro, ecco come è un dato seguito da molto vicino. La fiducia delle aziende è stata registata in salita, a quota 101,80 punti, maggiori rispetto alle previsioni.

Il Canada ha invece reso noto il valore dell’indice principale dei prezzi al consumo, fermo a quota 0,30%, come il mese scorso e nel rispetto delle previsioni degli esperti del settore. Negli USA, invece, da segnalare il calo della vendita di case esistenti, possibile segno di difficoltà nel settore immobiliare.

Nella giornata di mercoledì in zona euro sono stati riportati una serie di dati importanti, come l’indice dei prezzi al consumo della Francia, in calo rispetto al mese scorso, e l’indice dei direttori degli acquisti del settore manifatturiero, in incremento. Il Canada ha pubblicato poi il dato relativo alle vendite di beni essenziali, risultato essere in calo dell’1,20%. Importante la conferma da parte degli USA del tasso di interesse, ancora fermo ai suoi minimi storici dello 0,25%.

Giovedì da segnalare negli USA i dati relativi agli ordinativi di beni durevoli, in incremento dello 0,90%, ma meno delle previsioni, e i dati delle richieste di nuovi sussidi di disoccupazione, pari a 457.000 richieste, contro le 460.000 previste e le 476.000 della settimana scorsa.

Venerdì, infine, gli USA hanno reso noto il valore del PIL relativo al primo trimestre 2010. Il risultato è stato del +2,70%, meno delle previsioni, che volevano un incremento del 3%.

Dati macroeconomici di inizio settimana

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Vediamo quali sono i dati di carattere macro economico che sono stati pubblicati ieri e che invece saranno resi noti oggi. Ricordiamo sempre di stare attenti alle notizie che arrivano dall’Arabia Saudita e dal Dubai World.

Ieri abbiamo visto la pubblicazione da parte del Giappone del dato relativo alla produzione industriale del mese di ottobre. Il dato è stato inferiore delle attese, dunque c’è ancora qualche briciolo di crisi nel paese del sol levante. Ancora in Giappone, ieri ha parlato il governatore della Banca Centrale, con delle considerazioni sull’andamento dell’economia nipponica. Ricordiamo che i discorsi dei governatori delle banche centrali mondiali sono sempre tenuti in grande considerazione dai trader, dato che si riesce a capire il futuro andamento delle operazioni di tali banche.

In Europa è stato pubblicato l’indice dei prezzi al consumo, così come in Italia. Il Canada ha invece reso noto il valore del suo PIL, molto importante in termini di influenza sulle valute Forex.

La giornata di oggi inizia invece con la pubblicazione, da parte della Banca Centrale australiana, del nuovo tasso di interesse. Attese previste per una crescita dello 0,25%.

Importanti i dati che saranno resi noti in Europa, ad iniziare dal tasso di disoccupazione della Germania e dall’indice dei direttori degli acquisti delle aziende del settore manifatturiero. Questo indice viene utilizzato dai trader per trarne delle informazioni sul futuro andmento del settore manifatturiero.

Attenzione anche agli Stati Uniti, dove verranno resi noti i dati dell’indice ISM del settore manifatturiero e il numero delle abitazioni in vendita. Sono entrambe dati molto importanti, dato che vanno a coprire due settore di assoluta influenza sull’andamento del biglietto verde, ovvero quello industriale e quello immobiliare.

Relativamente alle influenze sulle valute di questi dati, è molto importante rimanere sempre aggiornati sulle principali notizie, economiche e non, che vengono rese note, dato che le valute ne possono essere fortemente influenzate.

OCSE, allarme disoccupazione

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La situazione italiana è sempre più negativa, almeno stando alle stime lette sull’Outlook economico presentato dall’Ocse. A rendere ancora più difficile la situazione del nostro paese, sicuramente c’è anche il tasso di disoccupazione, che si prevede che entro la fine del 2009 sarà pari al 7,6%, in aumento dello 0,8% rispetto al tasso di disoccupazione fatto registrare nel 2008. Inoltre, le previsioni per i prossimi due anni sono tutto tranne che ottimistiche. Si stima, infatti, che la disoccupazione del 2010 sarà pari all’8,5%, mentre quella del 2011 pari all’8,7%.

L’OCSE fa sapere che per poter affrontare con successo questa situazione, il governo deve mettere in piedi una ottima exit strategies, che consenta alle imprese di tornare a camminare da sole e fuori dagli incentivi di governo e dagli incentivi europei.

Un altro punto a sfavore del nostro paese è sicuramente il debito pubblico. Nel 2010, infatti, si prevede che il debito pubblico sarà pari al 115% del PIL, mentre nel 2011 addirittura salirà al 120%. Dato che il debito pubblico è eccessivamente alto, allora l’Italia non ha stimoli a largo raggio. Questo significa che le entrare sono destinate a diminuire sempre di più.

Proprio l’OCSE fa sapere di avere dei dubbi sulla ripresa economica a breve termine dell’Italia, dato che “le performance dimostrate fino ad ora sono risultate essere decisamente mediocri”. Da segnalare, tra i punti positivi, la forte crescita del PIL per il terzo trimestre del 2009. Le stime, dunque, potrebbero prevedere anche una ulteriore crescita del PIL stesso nel 2010 e nel 2011.

Tra i punti che bisogna affrontare in termini di exit strategies, c’è anche quello dello scudo fiscale. Questa misura, che porta il rimpatrio dei fondi all’estero, dovrebbe essere semplicemente una misura straordinaria, non come una cosa permanente.

A livello di Forex, solitamente, la situazione economica italiana ha degli effetti molto limitati sull’andamento dell’Euro.

Dati macroeconomici di inizio settimana

Bank-of-Japan
La giornata di ieri è stata caratterizzata dalla diffusione di dati macroeconomici di massima importanza, che sono in grado di infuenzare l’andamento delle valute mondiali. Iniziamo dalla pubblicazione dei dato del Prodotto Interno Lordo del Giappone. Le attese degli economisti erano per un incremento rispetto al trimestre precedente dello 0,10%. Sappiamo che il PIL è il dato che meglio rappresenta l’andamento generale dell’economia di un paese o di una zona economica. Rimanendo in Giappone, è stato reso noto anche il valore del deflattore del PIL.

Importanti sono anche i dati pubblicati in Europa, ad iniziare dall’indice dei prezzi al consumo, che calcola il tasso di inflazione subito dai consumatori nell’acquisto dei beni e dei servizi. Sempre in Europa, come di consueto il dato dei prezzi al consumo viene accompagnato anche dal dato dell’indice dei prezzi al consumo essenziale, ovvero quello calcolato ad esclusione dei generi alimentari e dell’energia, che sono beni i cui prezzi sono molto più volatili della media degli altri generi.

Anche negli Stati Uniti sono stati pubblicati i dati relativi all’indice dei prezzi al consumo e all’indice dei prezzi al consumo dei beni essenziali. Le attese degli economisti erano per un calo dello 0,10% del dato dell’indice dei prezzi al consumo e un passaggio da un valore negativo del – 1,50% ad uno positivo del + 1% relativamente all’indice dei prezzi dei beni essenziali.

Sempre ieri, il presidente della FED, Ben Bernanke, ha tenuto un discorso relativamente all’andamento generale dell’economia e alle mosse che la Federal Reserve farà per aiutare l’economia americana ad uscire dalla crisi. Come sempre i discorsi tenuti da Bernanke sono tenuti in grande considerazione dagli economisti dato che da essi è possibile avere indicazioni sul futuro andamento della politica monetaria degli Stati Uniti.

BCE, problema disoccupazione europea

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Secondo la banca centrale europea ci sarebbe un grave problema legato alla disoccupazione in tutti i paesi della zona euro. Il lavoro, fanno sapere dalla BCE, “assume un grande importanza, dunque la BCE vuole prendere un preciso impegno nel favorire la crescita sostenibile e l’occupazione, dato che la crisi potrebbe avere toccato in maniera sostanziale le capacità del mercato di creare dei nuovi posti di lavoro.” . Tra le cause che possono correggere questo problema disoccupazione, sicuramente ci sono i salari, la creazione di mercati flessibili e l’uso di incentivi che possano essere efficaci. L’obiettivo è quello di evitare che il problema disoccupazione diventi strutturale.

Relativamente al tasso di disoccupazione, la Bce fa sapere di aver rivisto al ribasso le attese sul tasso di disoccupazione. Ora le nuove stime sono del 9,5% per il 2009 e del 10,6% per il 2010. Per il 2011, invece, le attese sono per un calo disoccupazionale, che andrà a fissare il tasso attorno al 10,4%.

Buone notizie dal punto di vista del PIL, dato che le previsioni per il Prodotto Interno Lordo del 2009 sono in rialzo dello 0,6% rispetto alle stime fatte in precedenza, effettuate durante lo scorso mese di luglio. Ora si pensa che il PIL del 2009 sarà in calo del 3,9%. Riviste anche le attese per la crescita del 2010 e del 2011, fissate rispettivamente all’1% e all’ 1,6%.

Quello su cui la BCE avverte di fare attenzione, sono il peggioramento delle condizioni con le quali sarebbe possibile accedere al credito, una bassa capacità produttiva che, di conseguenza, andrebbe a penalizzare anche gli investimenti. Si teme anche che i salari possano diminuire ancora, il che avrebbe come conseguenza un impatto negativo sui consumi e sul risparmio.

A livello di Forex, tutti questi avvenimenti potrebbero avere un effetto sull’andamento dell’Euro verso le altre valute mondiali.

Il Prodotto Interno Lordo

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Uno tra i dati macroeconomici che devono essere tenuti in maggior considerazione per la loro influenza sull’andamento delle valute e dei principali indici valutari del paese o della zona economica di riferimento è il Prodotto Interno Lordo, noto anche come PIL. In inglese è noto come Gross Domestic Product, ovvero GDP.

Questo indicatore rappresenta il valore dei beni e dei servizi che sono prodotti all’interno di un paese, in un certo intervallo di tempo, destinati ad usi finali, ovvero ai consumi, agli investimenti o alle esportazioni. Non viene dunque considerato nel calcolo del PIL il valore dei beni intermedi, ovvero quelli che devono subire ancora altri processi produttivi prima di poter essere immessi sul mercato.

Si parla di Prodotto Interno Lordo nominale e di Prodotto Interno Lordo reale per indicare, rispettivamente, il valore del PIL in termini di valore della moneta attuale oppure in termini di variazione dei prezzi. Se dividiamo il valore del PIL nominale e del PIL reale abbiamo il deflatore del PIL.

Possiamo considerare il Prodotto Interno Lordo come la produzione totale dei beni e dei servizi che viene fatta in una data economia, come la somma del valore dei redditi dei lavoratori e dei profitti aziendali, oppure ancora come il valore totale della spesa che viene fatta dalle famiglie per i loro consumi e dalle imprese per i loro investimenti.

La formula per il calcolo del PIL è estremamente semplice, ed è:

Y = C + I + (X − M), dove Y è il PIL, C i consumi finali, I gli investimenti, X le esportazioni e M le importazioni.

Nel Forex, come abbiamo già anticipato, il valore del Prodotto Interno Lordo di un paese ha effetti pesanti sulla valuta dello stesso paese. Se il PIL è in calo, allora tali effetti saranno negativi, al contrario se il PIL cresce gli effetti saranno positivi.

PIL Eurozona in calo

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Secondo gli ultimi dati che sono stati resi noti dall’Eurostat, sembra che il PIL della zona Euro sia ancora in calo relativamente al secondo trimestre del 2009. Nonostante questa diminuzione, però, la situazione sta comunque migliorando, dato che la diminuzione è stata pari al -0,1% in zona Euro e al -0,2% se invece consideriamo l’Europa del 27. L’Eurostat fa inotre sapere che il momento peggiore dovrebbe oramai essere alle spalle e che a partire dal prossimo anno dovrebbe finalmente esserci la tanto sospirata ripresa economica. Facendo delle analisi su base annua, il PIL in Europa è in calo del 4,7%, mentre diventa del 4,8% se consideriamo l’Europa dei 27.

Andando ad analizzare la situazione del nostro paese, vediamo che il calo del PIL del secondo trimestre 2009 è stato dello 0,5%, nettamente meglio rispetto al calo del primo trimestre 2009, quando invece la diminuzione del nostro Prodotto Interno Lordo si era fermata al 2,7%. Su base annua, il PIL italiano è in calo del 6%.

Quello che continua ad influire negativamente sul PIL è sicuramente la diminuzione dei consumi e degli investimenti. Nel primo caso, i consumi in Eurozona sono diminuiti dello 0,2%, contro un -0,5% dei primi tre mesi del 2009. Entrando nel merito degli investimenti, vediamo che in Europa il calo è stato dell’1,3% nei secondi tre mesi del 2009, contro il -5,3% dei primi tre mesi 2009.

La situazione sembra dunque migliorare in Europa e si spesa che dal prossimo anno i dati possano tornare in positivo. Nel Forex, la situazione del PIL ha degli effetti sulla valuta del paese o della zona economica di riferimento. Migliore è il PIL e più forte è la valuta del paese nei confronti delle altre valute mondiali.

PIL in aumento nel 2010

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Secondo gli ultimi dati che la BCE, la Banca Centrale Europea, ha reso noto, l’economia della zona Euro dovrebbe essere pronta a tornare in positivo per il prossimo anno. Le analisi e le previsioni, infatti, prevedono che il PIL europeo nel 2010 dovrebbe crescere dell’1%, mentre addirittura per il 2011 si parla di un incremento dell’1,5%.

Secondo questo stesso rapporto, durante il 2009 l’economia della zona Euro dovrebbe far registrare un calo del 4,5%, mentre la precedente stima si era attestata al 3,4%.

Secondo la Banca Centrale Europea, infatti, la fase di recesione starebbe a un punto di svolta, dato che si iniziano a vedere dei segnali propri di un’avanzamento economico. Ad esempio, il PIL della Francia e quello della Germania, dopo oltre 12 mesi, tornano a far registrare un aumento. Nel dettaglio, il PIL francese è salito dello 0,3%, al contrario del consensun che prevedeva una diminuzione dello 0,6%. Allo stesso modo il PIL della Germania è cresciuto dello 0,3%, mentre le attese volevano un calo dello stesso pari allo 0,2%. In entrambe i casi una compoenente decisiva è stata quella delle esportazioni.

Ora lo sguardo della BCE si rivolge, tra i vari principali campi, anche a quello dell’inflazione, per la quale si prevede un incremento dello 0,4%. Nel 2010 le attese parlano di un aumento dell1,1% nell’inflazione, mentre nel 2011 dell’1,6%. Questi ultimi due , soprattutto, sono ovviamente dati che potranno essere rivisti sia al rialzo che al ribasso.

Il problema che, come di consueto, continua a tenere banco è quello relativo al tasso di disoccupazione, che durante il mese di giugno è arrivato ad un tasso del 9,4%, in aumento rispetto al precedente mese di maggio.

Nel Forex questa notizia potrebbe portare ad un apprezzamento dell’euro e ad un andamento positivo delle borse europee, per cui stiamo attenti a cercare delle operazioni utili.

Crolla il PIL giapponese

Il Fondo Monetario Internazionale, FMI, ha aggiornato le previsioni di stima per quanto riguarda il prodotto interno lordo del Giappone e dei paesi industrializzati del mondo. I dati più preoccupanti sono proprio quelli che riguardano il PIL del paese del Sol Levante, la cui previsione parla di un calo del 6,2% per il 2009 e un rimbalzo di mezzo punto percentuale nel 2010.

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Vediamo anche le altre previsioni fatte dall’FMI. Le analisi globali sui numeri non sono assolutamente incoraggianti, anzi. Sembra infatti che il PIL mondiale debba far registrare una diminuzione dell’1,3%, mentre per il 2010 si prevede un aumento dello stesso pari al 1,9%.

Per quanto riguarda i paesi più industrializzati del mondo i numeri sono davvero preoccupanti. Gli Stati Uniti, che di solito sono il traino dell’intera economia mondiale, faranno registrare un PIL 2009 pari al – 2,8% , nel 2010 invece il PIL USA sarà intorno allo zero. A preoccupare ancora di più gli analisti del FMI, ma non solo, è lo scenario dei prezzi. Durante gli anni 2009 e 2010 negli Stati Uniti i prezzi scenderanno. Nel 2009 la diminuzione prevista è dello 0,9% , mentre nel 2010 dello 0,1% .

Voliamo adesso da questa parte dell’oceano e andiamo ad analizzare le stime dell’FMI per i paesi dell’eurozona. Il PIL europeo dovrebbe essere pari a -4,2% nel 2009 e a -0,4% nel 2010.

Per combattere questi numeri che non sono assolutamente “rosei”, il Fondo Monetario Internazionale ha anche definito una sorta di politica monetaria da dover seguire, sia in Europa, che in Giappone e negli USA.

Nel settore del Forex queste previsioni non aiutano certo lo sviluppo dei mercati. Gli investitori, infatti, potrebbero avere timore ad investire e a fare delle operazioni in acquisto sulle valute e sugli indici dato che c’è il timore di un generale rallentamento dell’economia mondiale.