Dove si muoveranno in futuro i prezzi del petrolio?

Alcuni esperti suggeriscono che i prezzi del petrolio saranno in un certo range per un po’ di tempo ancora prima di andare al ribasso, con il rischio di finire a 20 dollari al barile. Altri credono i prezzi del petrolio sono in procinto di salire prima di stabilirsi da qualche parte tra 70 e 80 dollari al barile. Chi ha ragione? In questo articolo vedremo l’evoluzione dei prezzi del greggio, le variazioni della produzione nel corso del tempo, le scorte, ed esamineremo i fattori che influiscono sul prezzo di questo bene essenziale.

Che cosa influenza i prezzi del petrolio? Contrariamente alla credenza popolare, i prezzi del petrolio non sono controllati dalle azioni di un individuo, indipendentemente dalla potenza dello stesso. Anche se è un po’ credibile che un gruppo, come l’OPEC, possa influenzare il prezzo del petrolio, il problema è molto più grande. La ragione di questo è che il petrolio è un bene di scambio a livello mondiale, con milioni di acquirenti e venditori. I veri catalizzatori del prezzo del petrolio sono l’offerta e la domanda, che hanno il potenziale di alterare la produzione, il trasporto o la percezione di esso. Diamo uno sguardo più da vicino alla questione.

Il prezzo del petrolio, come quello di molti altri elementi, è in gran parte influenzato dalla domanda e dall’offerta. Quando l’offerta supera la domanda, i prezzi tendono a scendere. Quali sono le cause della fluttuazione di domanda e offerta? Un fattore è l’economia. Quando l’economia è forte, la gente tende a viaggiare e il consumo di benzina aumenta. Un’economia forte aumenta anche la domanda di numerosi altri elementi che devono essere trasportati dal produttore al dettagliante. Il numero di veicoli che usano carburante, come i camion, aumentano.

Ancora una volta, tutto ciò che minaccia la produzione o il trasporto di petrolio greggio è un fattore. Tra questi fattori vediamo gli eventi politici, le calamità naturali e gli incidenti.

I prezzi del petrolio hanno toccato il fondo? In teoria c’è ancora spazio per un calo, soprattutto se la crisi continuerà e se la produzione di greggio continuerà ad essere ancora notevolmente più alta rispetto alla domanda. Questo aumenta le scorte di greggio che sono disponibili sul mercato e, dunque, il prezzo scende.

Quale che sia il futuro del greggio, chi investe nel mercato avrà di fronte delle eccellenti opportunità da non mancare, per questo motivo potrebbe essere ideale entrare nel mercato proprio in questi giorni.

I prezzi del petrolio possono salire più in alto?

I prezzi del petrolio hanno finalmente cominciato a muoversi più in alto e in tanti hanno detto che essi hanno già “toccato il fondo” e che il tempo di comprare è arrivato. L’eccitazione è iniziata venerdì 30 gennaio, quando un rapporto ha divulgato la notizia che 94 piattaforme petrolifere americane sono state messe fuori produzione proprio durante quella settimana. La notizia ha portato i prezzi del petrolio ad un livello più elevato, in salita del 6,83 per cento a 52,40 dollari al barile sul ICE Exchange.

A questo si aggiungono altre notizie che potrebbero far salire ancora i prezzi dell’oro nero, tra cui quella della Shell, che ha annunciato che avrebbe cominciato a smantellare una delle più grandi piattaforme petrolifere nel Mare del Nord: Brent Delta. Il fatto che l’offerta è stata ridotta fino a soddisfare la domanda ha contribuito a incrementare il sentimento rialzista.

I prezzi dei titoli delle aziende del settore petrolifero si sono mossi più in alto e più velocemente dei prezzi del petrolio. Mentre il prezzo a pronti del Brent è salito del 3,35 per cento arrivando a 57,02 dollari al barile sul ICE Exchange, il valore degli ETF del greggio per gli Stati Uniti sono saliti del 5,37 per cento per chiudere a 19,62 dollari.

D’altra parte, il 3 febbraio ha portato il mercato fuori dall’onda di incertezza che lo aveva travolto. Il 4 febbraio, i futures di marzo del Brent sono scesi del 5,82 per cento a 54,54 dollari al barile e gli ETF degli Stati Uniti sono calati del 6,83 per cento a 18,28 dollari. Il giorno seguente, invece, i prezzi del petrolio sono saliti più in alto dopo che dei rapporti hanno messo in evidenza come uomini armati attaccato un giacimento petrolifero in Libia, anche se la produzione non è stata interrotta.

Il 6 febbraio è stato un buon giorno dato che ha messo in evidenza dei libri paga non agricoli migliori del previsto. Questo ha portato a pensare che la Federal Reserve possa alzare i tassi di interesse prima del previsto e la cosa ha portato i prezzi del petrolio alle stelle.

Lunedi, 9 febbraio, la relazione mensile dell’OPEC ha rivisto in alto la domanda di petrolio greggio, che dovrebbe aumentare di 1,7 milioni di barili al giorno durante il 2015. Nonostante la buona notizia, il prezzo a pronti è diminuito dello 0,28 per cento a 57,96 dollari al barile.

I prezzi del petrolio sono scesi anche venerdì 13 febbraio facendo in ogni caso segnare il terzo guadagno settimanale di fila.

Secondo le ultime novità il recente rally dei prezzi del petrolio è in gran parte merito della diminuzione degli impianti da parte delle aziende petrolifere, che stanno riducendo i piani di investimento e i livelli occupazionali, cose che dovrebbero tagliare l’offerta e sostenere i prezzi del petrolio nel corso dei prossimi mesi.

Previsioni sul prezzo del petrolio nel 2015

Questo è quello che gli analisti si aspettano riguardo al prezzo del petrolio nel corso del 2015.

 

petrolio

 

Per il breve periodo è difficile fare previsioni precise, ma per il lungo periodo si consiglia di acquistare!

Se quindi siete dei fan delle commodities e volete guadagnare con le opzioni binarie e magari sfruttare bonus come quelli di 24 Option questo può essere un ottimo investimento!

 

La spesa dell’Arabia Saudita dà meno spazio all’OPEC per tagliare la produzione

Il piano dell’Arabia Saudita di continuare con una certa spesa per i progetti sociali aumenta la probabilità che il più grande esportatore di petrolio del mondo attacchi la politica dell’OPEC di mantenere la produzione anche se i prezzi del greggio scendono.

Il mercato azionario saudita è rimbalzato dopo che il ministro delle Finanze Ibrahim al-Assaf ha annunciato che il governo prevede di finanziare dei “massicci” progetti di sviluppo nel prossimo anno, concentrandosi sull’assistenza sanitaria, l’istruzione, i servizi sociali e la sicurezza. L’indice Tadawul ha perso quasi un terzo del suo valore da settembre tra le aspettative che la caduta dei prezzi del petrolio possa limitare la spesa pubblica.

L’Organizzazione dei paesi esportatori di petrolio ha deciso il 27 novembre a mantenere inalterata la sua produzione a dispetto di un eccesso di fornitura globale alimentato in parte dalla produzione di olio di scisto in Nord America. L’Arabia Saudita ha guidato un gruppo di monarchie arabe nel contrastare le chiamate dal Venezuela e da altri membri dell’OPEC, le cui economie sono minacciate dalla caduta dei prezzi del petrolio, a tagliare la produzione. L’OPEC fornisce circa il 40 per cento del petrolio mondiale. I sauditi sono preparati ad un lungo periodo di prezzi bassi che possano durare abbastanza a lungo fino a raggiungere l’obiettivo di invertire la crescita della produzione degli  Stati Uniti.

Il Brent, un punto di riferimento dei prezzi per oltre la metà del petrolio mondiale, è sceso del 45 per cento quest’anno ed è scivolato sotto 60 dollari al barile questa settimana per la prima volta dal 2009. Il petrolio ha aggiunto 17 centesimi a 61,35 dollari al barile sul Futures Exchange in Europa alle 12:53 di Singapore.

I membri dell’OPEC Angola, Algeria e Iran sono “sotto stress”, il bond del Venezuela è sceso a un minimo record il 16 dicembre, alimentando la speculazione che la nazione possa essere inadempiente. La valuta della Nigeria, la naira, è scesa ieri al minimo contro il dollaro dal 1999. I sauditi stanno rimanendo in pista perché hanno le riserve finanziarie per contribuire a sostenere il proprio budget, con l’obiettivo, come detto, di intaccare la produzione USA e scommettendo, al tempo stesso, per un rimbalzo dei prezzi del petrolio entro la fine del secondo trimestre del 2015.

Mentre l’Arabia Saudita non ha ancora pubblicato il suo bilancio per il 2015, il governo di re Abdullah ha annunciato circa 500 miliardi di dollari in progetti per costruire strade, aeroporti e centri industriali al fine di cercare di ridurre la dipendenza del paese dalle entrate petrolifere.

Come investire sul petrolio

A causa della crescita delle economie asiatiche emergenti il prezzo del petrolio ha registrato un forte aumento negli ultimi anni, insieme con una volatilità forte. Oggi sta invece scendendo molto in seguito alla cresi economica e alla dimunzione di acquisto. Anche per questo il greggio è uno degli investimenti migliori sul mercato. Ma come si può realmente investire in questo mercato?

Il commercio è stato notevolmente democratizzato con l’avvento di internet e soprattutto si è aperto a molte persone che desiderano investire nelle materie prime direttamente e senza dover passare attraverso una banca o un intermediario fisico. Ciò, come detto, è dovuto principalmente allo sviluppo delle piattaforme di trading on-line. Proprio per questo fatto l’accesso ai mercati finanziari è a disposizione di tutti coloro che hanno una semplice connessione ad internet e che possono usare delle piattaforme che offrono un metodo semplificato di funzionamento, con una facilità d’uso estrema e appositamente progettata in modo che anche i principianti degli investimenti possano investire i loro soldi sul petrolio facendo dei profitti e approfittando di un valido supporto attraverso i diversi indicatori e altri segnali di trading forniti direttamente dai broker.

Il miglior metodo disponibile per la negoziazione del greggio è attraverso l’uso di una piattaforma di trading online specializzata in CFD. Questo servizio è ampiamente disponibile tra i migliori forex broker, che consentono, proprio attraverso l’utilizzo dei CFD, di speculare sul petrolio e su altre attività, come azioni e indici di borsa o di altre materie prime come l’oro.

L’operazione in CFD non potrebbe essere più semplice e più conveniente da essere usare per tutti coloro che desiderano investire nel mercato del petrolio anche senza avere alcuna precedente esperienza nel commercio. Si richiede semplicemente prendere una posizione in discesa o in salita in un dato momento e chiudere la posizione quando gli utili previsti sono raggiunti o quando si desidera tagliare le perdite.

Il prezzo di un barile è di 80 dollari e si prevede un aumento di tale prezzo a causa di una diminuzione delle scorte petrolifere americane. È quindi utile sottoscrive un CFD in aumento. Se il prezzo del barile non sale, è possibile effettuare un ordine contrario o manualmente chiudere la posizione. Come avrete sicuramente notato, le piattaforme di trading online che offrono la possibilità di speculare sul prezzo del petrolio sono numerose, ed è quindi necessario prendere il giusto tempo per confrontarle con attenzione in modo da scegliere quella che offre i maggiori vantaggi.

Scendono ancora i prezzi del petrolio, obiettivo 60 dollari al barile

I futures del petrolio sono scesi nel commercio asiatico di oggi, estendendo le perdite a livelli mai visti da più di cinque anni, con gli operatori di mercato che mostrano poca fiducia che il mercato troverà presto un minimo. Sul New York Mercantile Exchange il prezzo dei futures del greggio per la consegna a gennaio sono scambiati a 62,71 dollari al barile, in calo di $ 0.35 nella sessione elettronica Globex, un livello che non si vedeva dal luglio 2009. La vendita nei mercati petroliferi ha accelerato bruscamente alla fine di novembre, quando l’Organizzazione dei paesi esportatori di petrolio, guidata dall’Arabia Saudita, ha scelto di non intervenire per equilibrare i prezzi del petrolio tagliando i suoi livelli di produzione. Da allora l’intesa non ha fornito ulteriori indicazioni per affrontare il calo dei prezzi. Ciò ha contribuito ad intensificare la stretta sul mercato per far fronte all’eccesso di offerta nel 2015.

Il declino del petrolio è tutt’altro che limitato e ci si aspetta che i membri principali dell’OPEC possano passare finalmente all’azione, ma non tanto presto, al fine di lasciare che il mercato possa andare ancora da solo per un paio di settimane, forse fino a gennaio.

Più tardi oggi la US Energy Information Administration pubblicherà il suo rapporto mensile sul mercato del petrolio. I dati di inventario del petrolio americano sono attesi invece per domani e saranno guardati molto attentamente dato che la produzione nazionale di petrolio degli USA è in gran parte responsabile del surplus di petrolio globale corrente.

Le scorte di petrolio degli Stati Uniti dovrebbero cadere nelle prossime settimane, dato che le raffinerie lavoreranno di meno a causa di fattori stagionali, ma ogni aumento correlato ai prezzi del greggio dovrebbe essere ancora un’opportunità di vendita nel mercato del greggio, il che la dice lunga sul tuffo del petrolio che stiamo vedendo in questi giorni. Nel frattempo, le importazioni di petrolio dalla Cina stanno sostenendo il mercato.

Le importazioni nette di greggio dal paese orientale, infatti, sono rimaste elevate nel mese di novembre, e sono aumentate del 8,3% su base annua. Le importazioni nel mese di dicembre potranno, con ogni probabilità, vedere un salto grazie all’acquisto pesante in seguito al calo dei prezzi del petrolio e all’apertura di un nuovo impianto di stoccaggio di riserva strategica di petrolio. Mentre la domanda globale di petrolio è in gran parte stabile, e non è andata in declino, i commercianti hanno detto che la prospettiva di un calo dei prezzi al di sotto di $ 60 è ancora del tutto reale.

I prezzi del petrolio in netto calo dopo l’incontro dell’OPEC

I prezzi del petrolio sono scesi a un nuovo minimo di quattro anni, al di sotto di 72 dollari al barile, dopo una grande spaccatura all’interno dell’Opec che ha costretto l’intesa a tenere la produzione ai livelli attuali piuttosto che effettuare tagli per cercare di trasformare il mercato. Il costo ridotto dell’energia – i prezzi sono ora giù del 37% dall’estate – dovrebbe essere una spinta per i consumatori e per diverse economie. Ora ci sono delle previsioni che il prezzo del Brent potrebbe cadere fino a 60 dollari, che sarebbe disastroso per i paesi con alti costi di produzione e per le economie dipendenti dal petrolio e gas, come la Russia e l’Iran. La Norvegia, un altro importante produttore di petrolio e gas al di fuori dell’OPEC, ha visto la sua valuta, laCorona, toccare il minimo da cinque anni contro il dollaro, mentre Shell e BP hanno visto le loro quote scendere notevolmente.

I prezzi più bassi hanno già portato a ridurre il costo della benzina e del diesel, cosa che dovrebbe alimentare la produzione. Ma un combustibile più economico finirà anche per abbassare il tasso di inflazione in diverse zone europee, come il Regno Unito, dove è al 1,3%, già ben al di sotto della soglia della Banca d’Inghilterra fissata al 2%.

Prima di un incontro pre-crisi presso la sua sede di Vienna, l’OPEC era sotto sotto enorme pressione da parte di alcuni membri al fine di ridurre la produzione nel tentativo di contrastare il trend in calo del prezzo del greggio. I prezzi sono scesi a causa dell’aumento da parte degli Stati Uniti della produzione e da parte della domanda vacillante in economie in forte rallentamento come la Cina, l’Europa e i mercati emergenti.

Abdalla El-Badri, segretario generale dell’Opec, fa buon viso a cattivo gioco per nascondere la spaccatura tra i Paesi ricchi come l’Arabia Saudita, che vogliono contenere i prezzi, e altri come il Venezuela, che sono alla disperata ricerca di tagli sui prezzi. Alla fine, la decisione di non tagliare la produzione per un periodo di almeno sei mesi è stata vista dagli analisti come un esempio di debolezza dell’OPEC, che non sembra essere in grado di trovare una soluzione unificata per i problemi posti dalle forniture di petrolio.

Gli alti costi e i prezzi del petrolio più bassi stanno già producendo centinaia di posti di lavoro nel Regno Unito nel Mare del Nord, che cresceranno ancora su pressione di George Osborne che vuole introdurre delle agevolazioni fiscali per gli operatori del petrolio e del gas.

Petrolio : rottura del triangolo di periodo | Analisi commodity

Petrolio : rottura del triangolo di periodo | Analisi commodity

Il quadro tecnico del petrolio presenta un contestuale break out che ha sbloccato la perenne fase di costrizione la quale ha mantenuto i prezzi all’interno di livelli tecnici tanto fondamentali quanto ben evidenti sul grafico sottostante. Dal punto di vista squisitamente grafico, si tratta di un’accelerazione che ha consentito ai prezzi spot del petrolio, di raggiungere saldamente i massimi della scorsa estate, in area 114$ per barile e come apprezzabile dal quadro tecnico sottostante illuminato per mezzo di candele settimanali, questa prova di forza è scaturita in accordo con la rottura della barriera dinamica discendente di medio corso.

Durante gli aggiornamenti e le analisi condotte nelle mensilità recenti, ho più volte posto in luce la difficoltà di operare sul petrolio in assenza di una ben definita direzionalità e volontà del mercato; volontà che in accordo con le vicissitudini di carattere macro, ha smobilitato una fase di costrizione regalando due interessanti candele cumulate rialziste sorrette da volumi crescenti; tutto ciò è funzionale, utile e necessario per avere un outlook rialzista anche per le prossime settimane. Settimane nelle quali sarà possibile e probabile, osservare i prezzi spot del petrolio nei pressi della barriera e soglia psicologica e statica dei 115$ al barile. Al momento tuttavia, concentriamoci sul quadro tecnico corrente, cercando di avvalorare la tesi che vuole il petrolio, sorretto da un sentment rialzista di breve – medio periodo.

Analisi tecnica

Durante la seconda settimana di giugno, i prezzi del petrolio son stati sospinti in su di oltre 3 punti percentuali, in accordo con il break out direzionale che sembrerebbe aver dato adito ad una volontà rialzista, andando così a smobilitare quella fase di costrizione e di compressione che aveva determinato il bello ed il cattivo tempo, sull’andamento spot dei prezzi. L’area operativa caratterizzata dalla lunga coda superiore inerente detta settimana di contrattazioni, è stata successivamente colmata dalla candela rialzista relativa invece alla corrente settimana nella quale, al momento, i prezzi presentano un apprezzamento di oltre 1,5 punti percentuali. In accordo con tale evidenza empirica e con il sentment di periodo, è lecito proiettare i prezzi su livelli top; livelli che potrebbero essere raggiunti nel breve e che consentirebbero di validare il baricentro operativo del petrolio, su livelli tecnici più elevati.

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Livelli tecnici

La barriera statica e tecnica di periodo, è sita sui 116$ per contratto ma ad ogni modo, il primario livello over the market da osservare con premura, si districa nell’intorno dei 115$ al barile, in accordo con quella psicologia che affibbia ai livelli a cifra tonda, una sostanziale precedenza e contestuale attrattiva. La distanza che intercorre tra i prezzi spot del petrolio e detta barriera psicologica, si andrà via via accorciando in accordo con la volontà bullish la quale, lascia intendere che lo scenario più probabile tra i possibili annoveri ancora una prospettiva rialzista in seguito al break out partorito nelle sedute precedenti. In accordo con tale ottica operativa, è necessario sottolineare come il corrente movimento direzionale implicitamente, potrà avere delle ripercussioni interessanti nel medio – lungo periodo e per tali motivi, dobbiamo necessariamente proiettarci in un ottica rialzista il cui unico interesse al momento, è quello di confermare un innalzamento tecnico del baricentro.

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Le preoccupazioni geopolitiche guidano lo yen, il petrolio e l’oro

Il maggior rischio geopolitico è stata una preoccupazione per i mercati dopo il fine settimana, in quanto gli investitori hanno scaricato alcuni titoli azionari e sono ricorsi alla sicurezza dello yen. Lo yen ha spinto l’euro sotto il valore chiave di 138 a 137,85, mentre il dollaro è stato spinto sotto il livello di 102 a 101.76. L’euro si è confermato leggermente contro il dollaro a 1,3546 mentre i commercianti attendono la stima di inflazione dell’Eurozona per maggio nel corso della giornata.

In Iraq, le forze dello Stato islamico sunnita dell’Iraq e del Levante (ISIL) sono riusciti a catturare un altro comune chiave nel Nord dell’Iraq e sono si stanno chiudendo su Baghdad, come il governo centrale sciita ha cercato di organizzare le forze per combattere gli insorti islamici. La natura imprevedibile del conflitto e i recenti guadagni da parte degli insorti hanno creato le preoccupazioni che ci potrebbero essere delle interruzioni alle forniture del 7° grande produttore di petrolio del mondo.

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In Ucraina, il gigante del gas russo Gazprom ha detto che non andrà ad estendere la scadenza oggi a pagare quasi la metà dei 4 miliardi di dollari che ha in debiti. Da qui una perturbazione sulla fornitura di gas che potrebbe quasi certamente interrompere i flussi verso l’Europa. I negoziati del fine settimana tra Gazprom, l’Ucraina e l’Unione europea non hanno prodotto alcuna offerta. Pertanto, anche se la situazione dell’Ucraina è stata “nascosta” di recente, i tagli alle forniture di gas da parte della Russia porteranno quasi certamente l’escalation delle tensioni e potrebbe risultare in un nuovo round di confronto tra la Russia e l’Occidente.

Naturalmente la reazione del mercato di questi eventi è stata misurata finora. Il greggio è vicino ad un massimo da 9 mesi a 107.68 a 107,34 ma la mossa rappresenta un aumento graduale e un serraggio del mercato piuttosto che eccessiva volatilità. Allo stesso modo, l’oro è salito al livello 1282, ancora una volta sotto il livello psicologicamente importante di 1300. Pertanto, il mercato ha spinto alcune commodities ad un valore più elevato, ma è anche cauto contro una reazione da parte degli eventi in Medio Oriente e in Ucraina.

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Petrolio : prezzi al barile sospesi in area 108$ | Analisi commodity

Il quadro tecnico di medio – lungo periodo relativo alla commodity petrolio, ci conduce nell’osservazione dei prezzi giunti al vertice del triangolo tecnico apprezzabile sul grafico sottostante. I contratti passano di mano per circa 108,80$ al barile ma ad ogni modo, è la situazione generale che implica una sostanziale attenzione ed incertezza in relazione a quello che potrebbe essere lo scenario tecnico futuro più probabile tra i possibili. La successione di minimi crescenti contrasta con il medesimo andamento discendente dei massimi e ci costringe ad osservare il tutto con uno sguardo distaccato ed al contempo attendo, in modo da evitare di porre in essere un’operatività che non sia nè direzionale, né in accordo con il sentment del mercato.

Andamento di periodo

A dire il vero, il quadro tecnico del petrolio da almeno inizio anno, non ha mostrato dei decisi segnali direzionali; tutt’al più ha offerto spunti per una sporadica operatività in trading range, oggettivamente nella parte sottostante il corrente movimento dei prezzi. Gli iterati tentativi di affondo nei pressi di area 105$, hanno offerto dei contestuali input di operatività long sulla debolezza, anche se ad ogni modo, l’impostazione previgente in quel frangente era oculatamente indirizzata verso il basso. In accordo con il sentment di medio – lungo periodo, non è tuttavia possibile ancor oggi, determinare quello che potrebbe essere lo scenario più probabile tra i possibili anche se, pian piano ci stiamo avvicinando ad un possibile punto di volta che potrebbe modificare profondamente il quadro tecnico del petrolio, in accordo con potenziali break rialzisti o ribassisti.

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Barriere e supporti

L’unione dei massimi discendenti nel medio – lungo periodo, fa si che il quadro tecnico del petrolio rispetti pedissequamente tale argine superiore il quale al momento, è stato oggetto solo e soltanto di sporadici tentativi di allungo contestualizzati e ridimensionati d’altronde, da una forte pressione ribassista che – con il senno di poi – avrebbe riportato i prezzi al barile del petrolio, nei pressi delle aree bottom under the market. In opposizione a tale scenario, è possibile osservare il persistente supporto dinamico ascendente di medio – lungo periodo sul quale tuttavia, più e più volte si sono concretizzati gli estremi di un’operatività rialzista sulla debolezza. Non è mancata certo la volatilità ma è necessario ammettere che, ogni qualsivoglia idea di operatività nei pressi dei livelli anzidetti, avrebbe comportato un serio rischio innato; l’unica aspettativa reale è quella che poi si concretizzerà quindi al momento è bene seguire ancora da spettatori l’andamento adirezionale del petrolio, ma tuttavia esser pronti nel porre in essere un’operatività direzionale, obbligatoria, impulsiva e tuttavia necessaria. Prima di far ciò ad ogni modo, è necessario attendere una conferma del mercato.

(© riproduzione riservata)

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Petrolio : prezzi al barile in area 110$ | Analisi commodity

I prezzi al barile per il petrolio, scambiato sul mercato NYMEX, si sono correntemente assestati nell’intorno dei 110$; si tratta di un livello tecnico e psicologico attorno al quale ruotano tutte le previsioni circa un possibile andamento direzionale di periodo.Andamento che verrebbe avvalorato qualora tale area tecnica e psicologica fungesse da volano per un pronto ritorno dei valori nei pressi di aree top. A ben vedere, il quadro tecnico di medio – lungo periodo della commodity odierna è incanalato in un ampio trading range orizzontale, dove la fanno da padrone il supporto di area 105$  (altra soglia psicologica) e la barriera di area 111$, target rialzista di periodo. In un’accezione semplicistica, si potrebbe subito pensare che effettivamente, una volta noti i livelli limite di detto trading range, un’operatività direzionale dai limiti ben definiti, avrebbe rappresentato la migliore opzione tra le possibili. Tuttavia non è così semplice come potrebbe apparire dato che, il quadro tecnico del petrolio, possiede una volatilità innata di brevissimo corso, che spesso ha reso difficile una corretta interpretazione della più logica (e consona) operatività ponibile in essere.

Analisi tecnica del petrolio

Il rimbalzo tecnico sul supporto superiore di area 106$ al quale abbiamo assistito nelle scorse settimane di contrattazione, pone in luce una flebile forza rialzista che pian piano ha riportato i livelli del petrolio nei pressi di aree target non indifferenti e tra le quali è possibile – e necessario – annoverare proprio il livello psicologico di area 110$. Anche la media mobile a 20 periodi si è girata in un territorio positivo, andando così a raggiungere livelli dinamici che latitavano da circa due mesi. Tutto sommato quindi, il quadro tecnico del petrolio è impostato correttamente e correntemente a rialzo nel breve periodo ed in accordo con tale sentment congiunturale,  possibile attribuire qualche probabilità in più all’ipotesi che, l’imminente trading range superiore ospiterà il baricentro tecnico per le settimane a venire.

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Test di area 110$

Il livello tecnico  e psicologico di area 110$ rappresenta correntemente un supporto statico sul quale sia prezzi che il mercato del petrolio, sono in attesa di conferme. Nell’intorno di tale livello, come possibile osservare per mezzo delle candele daily delineatesi, c’è stata una sufficiente volatilità positiva che tuttavia si è indirizzata verso la creazione di una doji line prorompente, proprio nei pressi del livello anzidetto a cifra tonda.

La volatilità non è mancata nemmeno nella recente fase ascendente  ma tuttavia – in questo frangente – ha poggiato su di un livello tecnico e dinamico rialzista che ha funto da supporto inamovibile; la prosecuzione di questo andamento potrebbe spingere i prezzi del petrolio sino al raggiungimento della barriera statica e storica di area 111$ ma prima di proiettarci in detto scenario, è bene che il test del supporto tecnico corrente, venga validato positivamente.

 

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Petrolio : prezzi oltre 110$ al barile | Analisi commodity

Riprendiamo il quadro tecnico del petrolio illuminato per mezzo di candele settimanali, sul quale è possibile osservare come i prezzi relativi, si siano portati a ridosso di un’importante barriera dinamica discendente la quale, nel medio – lungo periodo, rappresenta una resistenza primaria di rilevante interesse. I prezzi del petrolio nel corso delle ultime mensilità, si sono inseguiti all’interno di un ampio triangolo isoscele, dettando delle regole relative ad un’operatività all’interno di un anomalo trading – range. Trading range che avrebbe condotto ad una risoluzione positiva o negativa una volta che i prezzi avrebbero raggiunto il vertice alto del triangolo medesimo. Tale vertice, come possibile apprezzare dall’immagine sottostante, è collocato proprio all’interno di un’area emblematica, storica e psicologica : area 110$. Alcuni tentativi di break down si sono delineati nei pressi del supporto dinamico ascendente; tuttavia non sono andati a buon fine per la gioia dei rialzisti.

Forze contrastanti

Osservando attentamente il quadro tecnico illuminato per mezzo di candele settimanali, è possibile individuare un’alea contrastante di medio periodo, la quale vede rialzisti e ribassisti imperterritamente impegnati, in un continuo botta e risposta a suon di long shadow e belt hold lines. Ciò per indicare che, nei pressi dei livelli dinamici (rispettivamente barriera e supporto di medio periodo), è possibile osservare la presenza di lunghe code rialziste le quali – alternativamente – sono la testimonianza di una serie di fallaci tentativi volti a spingere i prezzi del petrolio oltre l’ostacolo, in modo da poter smuovere il quadro tecnico e definire una nitida direzionalità di periodo. Nelle recenti sedute, la forza rialzista sembrerebbe aver avuto la meglio dato che i prezzi del petrolio, si son spostati dal livello statico di supporto 105$, sin’oltre la barriera dinamica discendente sita in area 110$. Tuttavia le candele palesatesi su detti livelli, non sono così convincenti da far asserire con certezza che, una rinnovata forza bullish, possa esser tornata in auge.

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Petrolio : prezzi al barile in area 110$ al
Petrolio : prezzi al barile in area 110$ al

Outlook

In accordo con il quadro tecnico corrente, dobbiamo necessariamente attendere dei segnali più nitidi da parte del mercato prima di porre in essere una strategia operativa volta a cogliere l’eventuale prosecuzione rialzista dei prezzi del petrolio. Certamente il sostare al di sopra di area 110$ è un segnale incoraggiante; segnale che potrà essere avvalorato ed impreziosito, solo e soltanto in seguito ad un deciso break out della barriera dinamica discendente.

(© riproduzione riservata)

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Petrolio : test del supporto statico in area 106$ | Analisi commodity

Buon giorno e buon venerdì di contrattazioni per tutti voi, assidui lettori della rubrica easy commodity; quest’oggi come di consueto, andiamo ad analizzare il quadro tecnico della andamento dei prezzi relativi al future sul petrolio. Future che ha raggiunto un livello di supporto davvero interessante, sito in area 106$; livello che tuttavia corrisponde al prezzo relativo al quale viene scambiato un barile di petrolio. Con l’ausilio di un quadro tecnico illuminato per mezzo di candele giornaliere, andiamo ad analizzare l’andamento di medio – lungo periodo di questa commodity che correntemente, è ancora ingabbiata all’interno di un’ampia fase laterale il cui baricentro operativo tuttavia, si sta consolidando nei pressi di un’area bottom.

Analisi tecnica del petrolio

Come anticipato nell’introduzione, il quadro tecnico del petrolio ospita correntemente un movimento laterale che vede, in area 106$, un importante supporto statico di medio – lungo periodo mentre in area 108$, il primo livello tecnico che ostacola labilmente l’ascesa dei prezzi, nel breve periodo. La vera barriera psicologica di medio corso, è apprezzabile tuttavia in area 110$ mentre l’unica barriera statica ed emblematica nel medio periodo, è la resistenza apprezzabile in area 112$; quello si che è un vero livello duro da sormontare. Al momento però, è bene concentrarsi sull’esiguo trading range che mantiene i prezzi del petrolio contratti, in un movimento adirezionale che si sta districando nei pressi dei minimi di periodo. Torno a precisare che, da qualche mese a questa parte, il quadro tecnico del petrolio ha ospitato un movimento alquanto convulso, di difficile interpretazione data la mancanza di una direzionalità ben definita che, di conseguenza, limita l’operatività relativa, sia nel breve che nel medio – lungo periodo.

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Media mobile a 20 periodi

La media mobile a 20 periodi, la cui interpretazione ci guida secondo un andamento sinusoidale dei prezzi del petrolio, segna un livello di prezzo al barile più elevato di 2$ rispetto al prezzo spot della commodity odierna. Ciò significa che, nel breve – medio periodo, i prezzi si trovano al di sotto dell’andamento medio dell’ultima mensilità e ciò contestualmente, riflette una debolezza relativa del mercato, nei confronti della commodity petrolio. In queste situazioni quindi, è sempre molto difficile e contestualmente delicato, porre in essere una qualsivoglia operatività. Ad ogni modo, nel farlo, attendiamo almeno dei decisi segnali del mercato oltre i livelli che tra poco vi indicherò.

Operatività sul petrolio

Un break down del supporto statico e storico di area 106$, potrebbe innescare un sell – off di breve avente come livello target, l’area psicologica di 105$; al momento questo sembrerebbe essere lo scenario più probabile tra i possibili. Contestualmente, un deciso ritorno dei prezzi al di sopra della media mobile a 20 periodi, incrementerebbe le probabilità di rivedere, il future sul petrolio, in aree top di periodo, sui 110$.

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Petrolio : hammer line in area 107$ | Commodity

Il secondo appuntamento odierno con l’analisi tecnica delle principali commodity scambiate sui mercati finanziari, ci pone dinanzi al quadro tecnico di medio periodo, ospitante l’andamento della serie storica dei prezzi relativi al future sul petrolio. Future che, nelle ultime mensilità è sostato prevalentemente, in un ampio trading range entro il quale gli operatori, hanno fatto il bello ed il cattivo tempo. Ciò non significa che non sono mancate delle occasioni d’investimento e di operatività; piuttosto significa che l’assenza di una ben definita direzionalità, ha reso molto più rischiosa e statisticamente sfavorevole, l’operatività di trading su detta commodity. Con l’ausilio di un quadro tecnico illuminato per mezzo di candele daily, andiamo ad osservare il grafico sottostante, cercando di individuare delle possibili aree target d’interesse, strizzando anche l’occhio a delle emblematiche raffigurazioni candlestick grazie alle quali sarebbe potuta esser stata impostata correttamente, un’operatività di periodo in trading range.

Forze contrastanti

In un movimento laterale, è fisiologico e contestualmente oggettivo, osservare l’andamento di forze contrastanti le quali mantengono i prezzi sospesi entro determinati livelli di supporto e di resistenza più o meno validi  e più o meno soggettivi. Ma dal punto di vista oggettivo, ciò che non può sfuggire nemmeno alla vista dell’analista più distratto è che, il livello di barriera sito sui 112$ il barile ed il livello di supporto sito in area 103$ – 105$ il barile, rappresentano i riferimenti più importanti e più emblematici in senso lato; riferimenti che andremo a considerare in un ottica di trading adirezionale.

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Analisi japanese candlestick

Sebbene il quadro tecnico soprastante, sia permeato da una certa volatilità di medio – lungo periodo, è altresì osservabile che l’apparizione di determinati pattern candlestick su livelli emblematici, abbia potuto aiutare gli operatori, nel porre in essere un’operatività di breve periodo in accordo con segnali top ovvero bottom reversal. Va da se che, l’apparizione di bullish engulfing pattern e dark cloud cover (dicembre 2013) ed impressionanti inverted hammer (marzo 2014) nei pressi di una resistenza storica come quella indicata in precedenza e l’apparizione di contestuali bullish engulfing pattern nei pressi del relativo supporto statico e storico di area 105$, sono dei validi indicatori della volontà reversal del mercato, su livelli emblematici di prezzo. Questa analisi ex-post oggettivamente, potrebbe lasciare il tempo che trova ma ad ogni modo vi esorto ad una piccola riflessione e vi invito ad osservare l’emblematico hammer, delineatosi nell’ultima seduta di contrattazione; quali riflessi potrebbe avere tale conformazione, sull’operatività e sull’andamento dei prezzi del petrolio.

Hammer in area 107$

L’hammer è una figura di inversione fondamentale ed il fatto che essa si palesi nei pressi di un livello di supporto cruciale, incrementa le probabilità di un rimbalzo tecnico il quale porterebbe i prezzi del future corrente, almeno nei pressi del livello di barriera sito sui 108$ al barile. Abbiamo quindi notato come, l’analisi candlestick abbia funzionato nel recente passato e ciò potrebbe implicare che continuerà a funzionare anche nel futuro imminente, specie su di un titolo così tecnico come il petrolio.

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Petrolio : un quadro tecnico ancora convulso | Commodity

Ben trovati al consueto appuntamento del venerdì, con l’analisi tecnica dell’andamento della serie storica relativa ai prezzi del future sul petrolio; anche per quest’oggi,  così come nelle ultime mensilità, il quadro tecnico corrente non ci mostra alcun segnale di reazione e di liberazione da quelle che sono le catene tecniche. Esse sono rappresentate rispettivamente dall’andamento ribassista della barriera dinamica e dall’andamento rialzista del supporto dinamico sul quale i prezzi sono ritornati, dopo aver testato il fondo di area 105$, per mezzo di estese code ribassiste le quale tuttavia, hanno contribuito nel delineare dei falsi segnali di break down, proprio nei pressi del livello indicato pocanzi. Con l’ausilio di un grafico settimanale, andiamo quindi ad analizzare l’andamento – estenuante – di medio periodo, dei prezzi del petrolio.

Il triangolo no

E’ ormai da oltre un trimestre che i prezzi del future sul petrolio sono incastrati all’interno di una figura geometrica tanto ben delineata quanto difficile da eludere; siamo dinanzi ad un perfetto movimento che rispetta in maniera impeccabile, i limiti superiori ed inferiori imposti dal mercato nel corso dei mesi. A rafforzare il tutto, c’è anche un livello emblematico di soglia e barriera psicologica sito sui 110$ il quale indica il tetto massimo corrente, raggiunto dai prezzi al barile nelle ultime due settimane. E’ bene tuttavia evidenziare che, il massimo annuo raggiunto dai prezzi del petrolio, è superiore al livello corrente, di poco più di 2$ e ciò lascia intendere quanto poco e quanto ristretto, sia lo spazio operativo entro il quale porre in essere eventualmente, un investimento di breve – medio corso. Tuttavia, sono proprio questi i quadri tecnici che accrescono la nostra capacità analitica ma soprattutto sviluppano la nostra poca propensione, nell’attendere dei decisi segnali del mercato prima di porre in essere un qualsiasi tipo di operatività.

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Assistere da spettatori

Ciò che si evince osservando il quadro tecnico corrente è che, al di là del ribalzo tecnico delineatosi sul fondo di area 105$, non c’è nient’altro di interessante da osservare ovvero non c’è alcun input che ci faccia propendere per un’operatività long o short. Il break down del supporto dinamico, avevo ipotizzato fornisse un valido segnale di chiusura dei long posti precedentemente  in essere ma, a conti fatti, si è trattato di un semplice test da parte del mercato, di quel supporto tanto psicologico quanto tecnico, posto in area 105$. A tal punto invece, i riflettori si sono spostati sulla barriera dinamica discendente, sempre più prossima ai livelli di prezzo correnti.

Break out di area 110$

Un potenziale break out di area 110$ sarebbe accompagnato in maniera del tutto fisiologica, dalla rottura della barreira dinamica discendente sita poco più sopra ma che, nelle ultime mensilità, ha rappresentato il livello tecnico più odiato da coloro che si attendevano una rottura rialzista, costantemente elusa per mezzo di long upper shadow. Il quadro tecnico del petrolio rimane tuttavia interessante anche se al momento è meglio osservarlo da semplice spettatore anziché da spettatore-investitore.

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Petrolio : i prezzi ritornano sul supporto dinamico | Analisi tecnica

Buongiorno e ben trovati al consueto appuntamento del venerdì con l’analisi tecnica delle principali commodities scambiate sui mercati internazionali. Quest’oggi il quadro tecnico del petrolio, ci mostra un interessante ritorno dei prezzi al barile, al di sopra del supporto dinamico di medio – lungo periodo ed a ridosso della media mobile a 20 periodi che, nel corso delle ultime mensilità, ha funto prettamente da barriera dinamica. Con l’ausilio di un grafico illuminato per mezzo di candele settimanali, andiamo ad osservare il movimento e la composizione strutturale della serie storica relativa al future sul petrolio, scadenza giugno 2014.

Ritorno in carreggiata

Quando i prezzi andarono a rompere il supporto dinamico nel corso del mese di marzo, c’è erano evidenti perplessità circa la capacità del mercato, di riportare i detti prezzi del petrolio, al di sopra non solo del supporto appena infranto bensì al di sopra del livello di soglia psicologico più importante ovvero quello sito in area 110$. Non è un caso se tuttavia, in seguito al break down indicato in precedenza, il mercato abbia temporeggiato e tentennato al di sopra del supporto statico, storico e psicologico di area 105$. C’era attesa nell’aria; un’attesa spasmodica che avrebbe voluto i prezzi del future sul petrolio, ben oltre il livello tecnico indicato pocanzi, magari sui minimi da inizio anno. Ed invece ciò non si è delineato; il mercato ha tenuto botta al primo tentativo di break down ribassista la poi ha reagito con vigorosa energia, spingendo i prezzi in su del 2% e portandoli così a ridosso della barriera statica di periodo.

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Cambiamento di scenario

Dinanzi ad un siffatto impulso rialzista è inutile bendarsi gli occhi e far finta di niente; il mercato ha reagito in maniera evidente al tentativo di affondo e quindi risulta opportuno prendere le dovute precauzioni sia per quanto riguarda un’ eventuale operatività short aperta in anticipo, sia per quanto riguarda un’eventuale operatività long chiusa in anticipo. Di falsi segnali infatti, se ne sono palesati parecchi; uno su tutti il deciso segnale ribassista che, nella prima settimana di aprile, il mercato ha tentato di infliggere al quadro tecnico corrente. Aver piazzato degli ordini stop loss proprio a ridosso del supporto statico e psicologico di area 105$, avrebbe fatto cadere nella trappola chiunque ma il mercato è fatto così ed ogni tanto è legittimo inciampare in falsi segnali.

Short

Decisamente peggiore è correntemente, la situazione di coloro che si sono posizionati a ribasso sul fallito tentativo di break down; al momento è necessario che chiudano tutte le proprie posizioni long anzi, sarebbe stato meglio se tali posizioni fossero state chiuse già al superamento dell’ex barriera dinamica di periodo; ex barriera che ora rappresenta il più importante riferimento rialzista di medio – lungo periodo, in accordo con quello che sembrerebbe essere,un rinnovato sentment del mercato, rinvigorito da un’ (ancora) embrionale, forza rialzista di breve periodo. L’area target di fondamentale importanza a tal punto, è incentrata sui 110$ il barile.

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Petrolio : incertezza in area 107$ | Analisi tecnica

Ben trovati al consueto appuntamento con l’analisi tecnica delle principali commodities tradate sui mercati internazionali; quest’oggi facciamo il punto della situazione andando ad analizzare il quadro tecnico del petrolio i cui prezzi al barile sostano ancora in un esiguo trading range che possiede come baricentro, il livello tecnico di 107$. Il quadro tecnico del petrolio è stato più volte analizzato nel corso delle ultime mensilità all’interno di quello che era il preponderante triangolo ottenuto unendo da un lato, i massimi decrescenti di medio corso mentre dall’altro, in contrasto, i minimi crescenti di medesimo orizzonte temporale. Si tratta quindi di una conformazione avvincente che, ancor oggi, ci tiene col fiato sospeso, in attesa che qualcosa si sblocchi in via definitiva, entro la scadenza tecnica di giugno.

Forze contrastanti

Nel medio periodo quindi, abbiamo dinanzi uno scenario contrastato che frappone una forza rialzista di medio corso ad un andamento altrettanto ribassista di eguale entità temporale. Tuttavia nel breve periodo la forza ribassista sembrerebbe avere la meglio su quello che è il vigore bullish che pian piano, si è assopito ma non del tutto arrestato. Infatti le lunghe code inferiori che si delineano al di sopra del supporto statico di area 105$ mostrano ancora un interesse da parte del mercato, nel mantenere viva la commodity e quindi tali aree tecniche vengono ancora intese come delle potenziali zone di acquisto che sorreggono il prezzo in un area “ottimistica”. Infatti, un crollo dei prezzi al di sotto dell’attuale supporto statico, potrebbe rappresentare una criticità per quanto riguarda il quadro tecnico di periodo. Ma analizziamo in dettaglio quelle che sono i possibili scenari futuri, cercando di individuare – senza prevedere – il più probabile.

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Andamento di periodo

Così come presupposto nelle scorse pubblicazioni, il break down del supporto dinamico ascendente ha posto in cattiva luce quella che era l’alea ottimistica riferibile ad una prosecuzione dell’ascesa dei prezzi, nel medio periodo. Il break down tuttavia, non è stato così prorompente come si sarebbe potuto attendere, ma tuttavia ha indicato una via ben definita che il mercato ha intenzione di far intraprendere ai prezzi del petrolio. Per lo meno, attualmente non ci sono le condizioni tecniche di impostare alcun tipo di operatività a rialzo perciò, lo scenario più probabile tra i possibili vedrebbe una prosecuzione ribassista dei prezzi. Tale tesi sarebbe tuttavia più semplice da sostenere se e solo se il mercato andrebbe a rompere con decisione, il supporto statico sito in area 105$.

Outlook ed operatività

Assecondando l’outlook ribassista indicato pocanzi, l’operatività di periodo potrebbe vertere verso l’apertura di posizioni short ad avvenuta rottura del supporto sopraindicato. Rottura che dovrebbe esser accompagnata da una mole crescente di volumi, tanto da validare appunto la bontà del movimento bearish. Tuttavia correntemente i prezzi sono in bilico in area 107$ ed è necessario annoverare anche una certa lateralità di periodo, all’interno del trading range corrente, limitato superiormente dal livello anzidetto ed inferiormente, dal supporto psicologico di area 105$.

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Petrolio : ecco la resa dei conti | Analisi tecnica

Ben trovati al consueto focus operativo ed analitico nei confronti delle principali commodities tradate sui mercati finanziari. Quest’oggi è la volta del quadro tecnico del petrolio, il cui andamento settimanale ha assestato pericolosamente i prezzi sul livello labile di 105$ per barile. Il quadro tecnico del petrolio ha creato una suspense che è perdurata nel medio periodo ed infatti è da almeno un paio di mesi che si attende la risoluzione di quello che è il rebus del triangolo di periodo che tiene inglobati i prezzi al suo interno, senza far capire quella che potrebbe essere la direzionalità futuro; ma probabilmente siam giunti ad un punto di volta che è possibile analizzare ed apprendere osservando il quadro tecnico corrente e leggendo l’analisi odierna.

Triangolo di medio periodo

Osservando l’immagine sottostante, è palese osservare come i prezzi del future relativo al petrolio, siano rimasti arginati all’interno di un range operativo davvero ben definito, per più e più giorni, se  non settimane. Il forte contrasto del quadro tecnico, non lasciava adito ad alcuna immaginazione e congiuntamente si andava sempre più concretizzando la sensazione che, qualunque sarebbe stata la risoluzione del conformazione corrente, questa avrebbe avuto degli effetti duraturi, consolidati nel tempo. E sembra che, osservando il break down del supporto dinamico ascendente di periodo, lo scenario più probabile tra i possibili, annoveri una prosecuzione ribassista dei prezzi del petrolio, in accordo con quella che dovrebbe essere la volontà del mercato.

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Supporto statico

Ad ogni modo, c’è un ulteriore livello ostico che dev’esser violato prima che il mercato torni a parlare la lingua dei ribassisti; sto parlando del supporto statico e storico che si delinea in prossimità di una soglia psicologica di fondamentale importanza, in tale cotesto. Il livello è quello dei 105$ e le prove a favore di un rimbalzo tecnico di periodo – nel corso degli ultimi mesi – sono nettamente schiaccianti rispetto alle prove relative ad una prosecuzione del break down. Tuttavia, se ampliamo l’orizzonte temporale notiamo come il mercato abbia  comunque infranto a ribasso tale livello, nel corso degli ultimi anni e che ogni rottura abbia sprigionato una forza relativa pazzesca, che ha alimentato i vari sell – off di medio periodo. Sell – off che tuttavia hanno avuto dei picchi sempre più crescenti ovvero sell – off che son stati succubi di un contestuale spostamento in su, del baricentro operativo. Questo è un dato di fatto interessante che non può rimanere inosservato, specie nell’attuale fase cruciale del petrolio.

Outlook

Come detto pocanzi, ci aspettiamo che il titolo prosegua nel proprio andamento ribassista fortemente compromesso dal quadro tecnico di medio periodo; tuttavia il supporto di area 105$ potrebbe rappresentare qualcosa in più di un semplice sostegno e, data la propria emblematicità sul quadro tecnico corrente, qualunque sia il movimento che lo violerà, si innescherà una spinta direzionale che potrebbe condizionare il quadro tecnico del petrolio, per  i mesi  a venire quindi operiamo con prudenza, cercando di non anticipare mai il mercato.

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Il mercato si muove in base alla situazione Ucraina, il petrolio sale

AZIONI

Le azioni sono almeno un po’ vulnerabili alle prese di profitto dopo le vendite a livello mondiale come reazione alla situazione in Russia – Ucraina – Crimea. La maggior parte degli indici Asia – Pac sono più bassi nella giornata di oggi, che vanno dal -0.11 % in Nuova Zelanda al -1,81 % del Giappone. Solo la Shanghai (2068, 0,57 %) è scambiato più in alto, sopra il supporto tecnico a 2025, nonostante la contrazione del PMI pubblicato oggi a 48,5. Detto questo, può rimanere vulnerabile verso il basso fino a che si trova sotto il valore di 2100. Il Nikkei (14573) è scambiato appena al di sotto di un supporto importante di breve termine a 14600. Una stretta sotto 14600 potrebbe spingere il mercato in forte calo. La resistenza si trova nella regione 15000-200.

Il Dow ( 16.197) sta commerciando più in basso dello 0,67 % oggi. Il Dow ( 1.632,17) ha visto una lieve presa di profitto presso la nostra resistenza a 16400. Il mercato è in una posizione molto delicata, anche in una prospettiva di lungo termine, e nei prossimi giorni potrebbe decidere come siamo messi.

COMMODITIES

I metalli preziosi e il mercato del greggio stanno commerciando sulle preoccupazione per le tensioni Ucraina e sull’indebolimento dello yuan cinese. L’oro ( 1.342,38) è aumentato e si rivolge a 1350-1400 nel breve termine. La comanda cinese per questo metallo è salita indicando delle aspettative rialziste per i prezzi dell’oro. Nel complesso è in una tendenza rialzista. L’argento ( 21.46) è scambiato più in alto e può indirizzare fino alla resistenza vicino a 22,0-22,20. Fino a che si trova sotto 21.50 potrebbe rimanere stabile all’interno dei livelli di 21-21,5.

Il rame ( 3,1700) ha aperto più in basso sulla speculazione che l’indebolimento dello Yuan e il rallentamento della crescita in Cina potrebbe ridurre la domanda del metallo. Attualmente sta testando la resistenza nei pressi di 3.20 e se non è in grado di rompere questo livello potremmo vedere il pericolo di una caduta a 3,15-3,10. Un rialzo sopra 3,20, darebbe una certa forza per una nuova salita fino a 3,20-3,25.

Il Brent ( 110,53) e il Nymex WTI ( 103.78) hanno aperto con un gap up sulla preoccupazione delle tensioni in Ucraina. Sia il WTI che il Brent attualmente stanno commerciando appena sotto la resistenza cruciale nei pressi di 104.4 e 111.28, rispettivamente.

VALUTE

L’euro ( 1,3780) ha raggiunto quota 1,3825 in un rally e ora la tendenza principale può essere determinata dal successo o dal fallimento della rottura sopra 1.3850. La sterlina ( 1,6747) è in una piccola correzione del suo principale uptrend che può estendersi a 1,6540-1,65 solo se dovesse rompere il supporto a 1.66. Può raggiungere 1,69-1,7050 al termine della correzione attuale.

Il presidente cinese Xi Jinping in visita in America Latina

Nella seconda metà del XX secolo i rapporti commerciali e politici tra la Cina e i Paesi latino americani sono cresciuti di molto.
Gli scambi commerciali bilaterali sono diventati molto intensi e così anche i rapporti interculturali. È una cooperazione interessante e che alimenta stime di crescita per entrambi gli attori in gioco.
In questi giorni si sta svolgendo in America Latina la visita del presidente cinese Xi Jinping.

La Cina ha investito forti risorse, negli anni recenti, in America Latina. I rapporti più intensi sono stati intrattenuti con le economie di Argentina e Venezuela.
Ora, precisamente in questi giorni, il presidente Xi Jinping sta cercando di incrementare i rapporti con quei Paesi dell’America Latina con i quali non si è ancora intessuto un legame commerciale.

Unknown-1 12.04.34Xi Jinping in questi giorni sarà in Messico. Mercoledì inizia la sua visita nel Paese Centro Americano. Il motivo principale della visita riguarda la possibile apertura del settore energetico messicano a investitori esteri.
Il presidente cinese ha dichiarato che la sua visita sarà incentrata sul tentativo di superamento del deficit nei rapporti commerciali tra il Messico e il Paese asiatico.
Inoltre si cercherà di trovare l’intesa per aumentare l’export messicano verso la Cina.
Gli analisti dicono che tale export significa per la precisione l’export di greggio, commodity che il Messico fortunatamente possiede e che la Cina, invece, tiene ad acquistare per rispondere alla domanda interna. La domanda interna alla Cina deriva dai bisogni di una classe media che si espande di giorno in giorno.

La tappa messicana fa parte di un tour regionale che si concluderà negli Stati Uniti d’America. Xi ha iniziato la sua tournée diplomatica a Trinidad e Tobago, qui ha incontrato i leader dei Paesi caraibici. Questa notte, domenica 3 giugno 2013, il presidente Xi è giunto da poche ore in Costa Rica.

La visita del presidente cinese a Trinidad non avviene per caso. Di fatti, i rapporti commerciali tra Cina e Trinidad durano da circa 40 anni. Per di più Trinidad è il primo partner commerciale della Cina nei Caraibi. E il Costa Rica è l’unica nazione dell’America Centrale ad avere rapporti diplomatici con il governo di Pechino.

Il Messico, invece, ha tenuto, negli ultimi anni, rapporti freddi con la Cina. Soprattutto, dopo che l’ex presidente Felipe Calderon ospitò il Dalai Lama nel 2011.
Nonostante questo episodio le relazioni commerciali tra il Paese centro americano e il Paese asiatico, dal 2006, sono triplicate (fonte Fondo Monetario Internazionale).

Il cambio al governo in Messico, con la salita del presidente Enrique Pena Nieto, avvenuto in dicembre, ha cambiato notevolmente le carte in tavola.
Il presidente entrante si è subito rivolto alla diplomazia cinese al fine di instaurare nuovi rapporti diplomatici fondati su di un interesse commerciale ed economico.

In Aprile Nieto si è recato a Pechino per parlare con Xi Jinping. L’intento, per il governo di Città del Messico, rimane quello di diminuire il deficit commerciale nei confronti della Cina aumentando l’export verso quest’ultima.
Il Messico vuole, inoltre, diversificare i rapporti commerciali e gli investimenti.

La visita del presidente Xi Jinping potrebbe essere un grande passo verso un aumento degli accordi, tra Cina e Messico, per quanto riguarda tematiche di tipo energetico, turistico, scientifico e tecnologico.

Nel 2012 l’export messicano verso la Cina ha superato di poco i 5.7 miliardi di US$. A fronte di un import complessivo, dalla Cina, calcolato in 57 miliardi di US$.

Nel complesso gli scambi commerciali tra Cina e Paesi latino americani sono cresciuti fortemente nell’ultimo decennio e il continente ora importa molto dalla Cina.
Molti Paesi dell’area riequilibrano questo deficit con l’esportazione di materie prime. Il Venezuela ad esempio esporta greggio, il Cile rame e l’Argentina semi di soia.

L’intento del presidente Nieto è quello di aumentare i rapporti commerciali con la Cina, aumentando l’export di greggio verso quest’ultima. La Cina, infatti, importa i tre quarti del greggio che consuma.
La politica di Nieto prevede una riforma del mercato energetico, quest’ultima vuole essere un’apertura agli investimenti esteri.
In tempi recenti la compagnia petrolifera Petroleos Mexicanos e la Pemex hanno incrementato i loro rapporti con la Cina.

La Pemex produce 2.5 milioni di barili di greggio al giorno, 1.2 milioni di questi sono esportati. Il 75% di questo export è diretto agli Stati Uniti e solo un 7% ai Paesi del Far East.

In Aprile, durante la visita del presidente Nieto in Cina, Pemex ha siglato un contratto di lungo periodo con una compagnia cinese. L’accordo prevede un export quotidiano di 30.000 barili.

Il Messico non deve perdere un’occasione simile. Aprirsi ai mercati del Far East e, soprattutto, alla Cina significa diversificare il proprio export di greggio.
In un periodo, come questo, caratterizzato da una forte volatilità del prezzo del greggio e da una diminuzione della domanda statunitense la diversificazione dei rapporti commerciali è fondamentale.
Aumentare la quota di export verso il Far East può voler dire molto per l’economia messicana.
Di fatti, aumenterebbe ancor di più quella indipendenza dei Paesi LatAm dall’economia statunitense.
Inoltre, dal punto di vista degli assetti geopolitici, il miglioramento dei rapporti diplomatici tra la Cina e i Paesi dell’America Latina significa una parziale esclusione degli Stati Uniti dal ruolo di attore protagonista nell’area.
I Paesi LatAm guadagnerebbero una maggiore maturità diplomatica ed economica, inoltre diversificherebbero così il loro export.
Nel caso del Messico, inoltre, la forbice tra export e import verso la Cina diminuirebbe di molto.
Non è solo uno spostamento degli assetti macroeconomici a segnare questa tournée del presidente Xi, bensì anche un cambiamento degli assetti geopolitici.