Indicatori tecnici: il Movimento Direzionale

Consideriamo in questa nuova trattazione un ulteriore indicatore ideato da Welles Wilder, al pari dell’indicatore oggetto di analisi precedente, il Parabolic SAR.
Questo indicatore permette di individuare la forza del trend e quindi la direzione primaria seguita dai prezzi.
Nella sua formulazione originale Welles Wilder ha costruito l’indicatore con un dominio a 14 giorni, in quanto riteneva questo numero un importante ciclo di mercato.

Come si presenta l’indicatore graficamente?

averagedirectional

Graficamente l’indicatore risulta composto di 3 diverse linee mobili all’interno del range 0-100. La prima linea è quella dell’Average Directional Movement Index (ADX) ed è una linea indicativa della tendenza primaria del mercato in quanto dalla lettura del suo valore è possibile desumere una situazione direzionale oppure una fase di congestione del mercato. In particolare, valori superiori a 20 indicano prezzi in fase di trend e valori inferiori denotano invece un consolidamento del trend.
Vi sono due ulteriori linee a comporre l’indicatore tecnico. La prima è +DI, una linea che quantifica la forza dei rialzisti del mercato, mentre la seconda linea è nota come -DI ed è misuratrice della spinta propulsiva al ribasso dei prezzi operata dagli orsi di mercato.

Modalità pratiche per operare tramite il Movimento Direzionale

La modalità di interpretazione più nota suggerisce di acquistare quando il +DI buca dal basso verso l’alto il -DI e vendere nel caso opposto, ovvero di incrocio in direzione discendente.
A tale scopo è doveroso leggere congiuntamente anche la linea dell’ADX in quanto è quest’ultima a fornire preziose indicazioni sulla forza del trend. Più alto è tale valore maggiore è la potenza del trend in atto e più attendibile sarà anche il segnale di acquisto generato dall’incrocio delle due linee precedenti quando l’ADX assume valori che spaziano dai 20/25 punti in su.
In ogni caso, per comprendere le informazioni ingloblate dall’indicatore è opportuno orientarsi discernendo alcune situazioni tipiche. Ad esempio, se l’ADX è superiore ai 20 punti ed esibisce una netta tendenza al rialzo, il trend primario è sicuramente un trend direzionale. Qualora l’ADX superi i 20 punti e la linea +DI si attesti ad una soglia superiore rispetto alla linea che indica la direzione ribassista del mercato (-DI), si dovrà concludere di trovarsi all’interno di un mercato al rialzo.
Quando invece l’ADX rimane sempre al di sopra della soglia pari a 20 punti ma la linea +DI si colloca al di sotto della linea -DI, il trend di mercato è chiaramente ribassista.

“La regola dei punti estremi” per stabilire i livelli di ingresso sul mercato

A queste semplici regole di interpretazione dei segnali Wilder ha aggiunto un’ulteriore norma da osservare denominata ”regola dei punti estremi”: si tratta di una regola utilizzata principalmente per eliminare i falsi segnali. Secondo questo principio, il punto estremo viene individuato in quel punto di incrocio tra la linea +DI e la linea -DI. Quando il +DI supera al rialzo il -DI, questo punto sarà il prezzo massimo di giornata. Se il +DI va sotto il -DI questo punto sarà il minimo prezzo di giornata. L’individuazione di questi punti risulta di grande utilità soprattutto nei momenti di ingresso nel mercato: ciò vale a dire che dopo che si è palesato un segnale di acquisto (+DI maggiore al -DI) bisogna aspettare che il prezzo superi il punto estremo e solamente dopo procedere all’acquisto. Al contrario, se il prezzo non riuscisse a superare tale importante livello occorre mantenere la posizione corta.