Le elezioni europee non sono una sorpresa ma l’attenzione per la disoccupazione è assente

Gli elettori europei hanno parlato – e quello che avevano da dire ha scosso il mondo del lavoro in tutto il continente per quanto riguarda la destra e alcuni partiti di estrema sinistra. Sono stati fatti progressi significativi nelle elezioni al Parlamento europeo.

Recenti sondaggi sull’opinione pubblica hanno indicato il malcontento tra gli elettori sulla scia di anni di stress economico e lavorativo

I risultati non sono una sorpresa, vi era una diffusa apprensione a Bruxelles, in vista delle urne in merito all’umore del pubblico e le sue implicazioni sia per l’orientamento futuro dell’Europa, sia per la politica nazionale. Recenti sondaggi sull’opinione pubblica hanno indicato il malcontento tra gli elettori sulla scia di anni di stress economico e lavorativo, con un crescente antagonismo verso l’immigrazione e le minoranze.

Un sondaggio del Pew Research Center ha rivelato una percezione diffusa all’interno dell’opinione pubblica che afferma che l’UE non ha orecchie per ascoltare le esigenze dei lavoratori

Ironia della sorte, questo contraccolpo elettorale è arrivato nonostante fosse evidente una leggera ripresa del sentimento economico positivo nella regione e, nonostante alcuni sondaggi indicassero un’attenzione più favorevole verso l’Unione europea come istituzione. Eppure, anche prima che i risultati mostrassero un’elezione dove, perfino il moderatissimo primo ministro francese Manuel Valls ha descritto come un terremoto, un sondaggio del Pew Research Center ha rivelato una percezione diffusa all’interno dell’opinione pubblica che afferma che l’UE è in movimento, invadente , inefficiente e senza nessuna intenzione di ascoltare.

Dopo un drastico calo sulla scia della crisi dell’euro, il sondaggio Pew Research , con la sua condotta a fine marzo e inizio aprile , ha scoperto che i vantaggi dell’UE sono diretti maggiormente verso la Francia, il Regno Unito e la Germania. E la fede in uno dei principi fondanti dell’Unione europea afferma che l’integrazione economica europea è un bene per i paesi europei stessi ma, quello che non dice, è che lo stesso, per quanto concerne il lavoro, funziona alla grande, soprattutto, con Regno Unito, Polonia e Germania.

Ma, altrove, i giudizi affermano che l’UE è ancora ben lontana dal tornare ai livelli pre-crisi. Gli italiani, in particolare, sono sempre più critici nei confronti dell’istituzione e sono divisi sulla possibilità di continuare a utilizzare l’euro come moneta. E i greci , che hanno maggiormente risentito della crisi economica, rimangono profondamente scettici nei confronti di molti aspetti del progetto europeo.