Renzi decanta belle parole, il mondo del lavoro continua a piangere

“La disciplina era necessaria per salvare le banche , ma ora abbiamo bisogno di salvare la classe media”.

Renzi, nella mattinata di oggi, ha rilasciato le seguenti dichiarazioni: “La disciplina era necessaria per salvare le banche , ma ora abbiamo bisogno di salvare la classe media”. L’Italia rispetti le norme comunitarie in materia di disciplina fiscale e, pertanto, ha “il diritto di chiedere che tali norme siano cambiate “, ha detto Renzi . L’Unione europea deve essere più “leggera” e deve avere regole più attuali e comprensive, semplici e condivise da tutti, ha detto l’ex sindaco di Firenze.

Le forze pro – europee devono “alzare la testa” per combattere gli euroscettici

Renzi si è detto più preoccupato dalla diffusione del populismo anti- euro dell’UE rispetto al margine finanziario sempre più basso tra i titoli italiani e tedeschi a 10 anni. Ha detto, inoltre, di essere preoccupato per il deficit democratico e “per il divario tra ciò che i cittadini si aspettano e ciò che ricevono”. Le forze pro – europee devono “alzare la testa” per combattere gli euroscettici. Dovrebbero spiegare, inoltre, che ” un’Europa più forte e più coesa è l’unica soluzione in questa epoca globalizzata e dalle difficoltà del nostro tempo”, ha detto.

“Dobbiamo puntare su di un progetto, non su di una minaccia”

L’Unione europea non è un passato comune, ma un destino comune. “E’ impossibile evitare questo destino”. Le parole dell’ex sindaco di Firenze sono sempre molto pompose e degne di nota. Il governo italiano dovrebbe puntare sul coraggio e mettere finalmente in cantina la paura. La corsa alle elezioni del Parlamento europeo el 25 maggio segneranno la svolta. “Dobbiamo puntare su di un progetto, non su di una minaccia”, ha detto. Renzi si fa beffe dell’idea, spinto da partiti anti – euro che affermano, ancora, che l’Italia dovrebbe tornare alla lira per essere in grado di rilanciare l’economia rispetto alle svalutazioni competitive.

Renzi: “Io sogno, penso e lavoro in direzione degli Stati Uniti d’ Europa”

Renzi ha detto di sperare nel sogno di vedere, un giorno, i suoi figli vivere all’interno degli Stati Uniti d’Europa. “Io sogno, penso e lavoro in direzione degli Stati Uniti d’ Europa”, ha detto nel discorso sullo Stato dell’Unione. Non ci rimane che attendere per vedere se, queste, saranno la ennesime chiacchiere portate avanti da Renzi, oppure, finalmente, potremo credere in un mondo del lavoro più giovane ed elastico.

Crisi Lavoro, per l’ILVA è atteso un nuovo business plan

I sindacati metalmeccanici e anche i commissari di impianto siderurgico dell’ILVA, la sfortunata azienda di Taranto, si incontreranno Mercoledì a Palazzo Chigi per il business plan

I funzionari italiani del governo, i sindacati metalmeccanici e anche i commissari di impianto siderurgico dell’ILVA, la sfortunata azienda di Taranto, si incontreranno Mercoledì a Palazzo Chigi per valutare la possibilità di successo di un nuovo business plan. L’Audit Cour ha dato il via libera a un piano ambientale che dovrebbe essere reso noto a breve. Inoltre, ancora, entro 30 giorni il commissario di Taranto dovrà indicare in cosa consiste questo cosiddetto business plan. L’ILVA ha dovuto affrontare enormi problemi negli ultimi due anni. Una situazione molto più che problematica che ha portato alla decisione del governo italiano di nominare un commissario e assumere la gestione dell’impianto. Impianto che, è bene ricordare, è il più grande produttore di acciaio in Europa. Nel mese di aprile, la Commissione europea, ha invitato l’Italia a portare a termine tutte le promesse fatte in connessione con ILVA. Oltre che tutte le procedure di infrazione; senza contare, neanche, lo scandalo ambientale e sanitario che ha travolto la città meridionale di Taranto. Questo è quanto, con grande attendibilità, riferiscono le fonti del luogo.

Lo stabilimento ILVA è stato al centro di un dramma giudiziario e politico di lunga esecuzione

La CE ha inviato una lettera che illustra le nuove direttive sulla pianta, sempre attenendoci a quanto riferiscono le fonti in auge. Lo stabilimento ILVA è stato al centro di un dramma giudiziario e politico di lunga esecuzione, e molti giudici si sono messi in moto per costringere l’azienda a portare a termine gli aggiornamenti ambientali più costosi; anche dopo più di un decennio in cui il territorio veniva inquinato con criminale costanza. Questa gestione scellerata non ha condotto ad altro che forti problemi di salute per i lavoratori e i residenti nelle vicinanze.

Google, aumentano sempre di più le ricerche inerenti il Made in Italy

L’Italia e il suo cibo artigianale sono argomenti in aumento nei motori di ricerca, stando a quanto afferma Google. Il numero di ricerche per il “made in Italy”, tra cui le numerose specialità alimentari, la moda e le automobili, sono cresciute del 12% rispetto a un anno prima, ha detto Diego Ciulli, analista politico di alto livello per Google. Questi dati mostrano, qualora ce ne fosse bisogno, che il metodo migliore per valorizzare il lavoro in Italia e affermare sempre di più il Made in Italy.

Anche il Primo Maggio è finito, è in arrivo la tanto agognata svolta per il lavoro?

Il presidente della Repubblica Italiana, Giorgio Napolitano, ha definito la situazione del lavoro come un’emergenza a tutti gli effetti. I sindacati l’hanno invitato “un’azione reale, non soltanto sorrisi”. Da parte del governo e del premier Matteo Renzi, si è parlato di un buon giorno per liberare il mercato del lavoro e per ridurre il problema della disoccupazione. Tutti gli attori politici e sociali devono spingere per ottenere le riforme all’occupazione. Napolitano, a più riprese, lo ha detto nel suo discorso durante la Festa del Lavoro.

Il presidente ha invitato i sindacati a mettere da parte rancori e perplessità e contribuire a raggiungere un accordo

Il governo di Renzi punta sul fondo economico per aiutare un milione di persone giovani e velocizzare le riforme del mercato del lavoro, alcune delle quali sono state contestate dai sindacati. La Festa del Lavoro, quest’anno, dovrebbe essere chiamato ” Jobs Allarme” tra disoccupazione record e mancanza di formazione. La disoccupazione giovanile ha raggiunto il tasso del 43 % e, in generale, il valore è del 13%. Anche se, apparentemente, il mese di marzo ha mostrato un leggero calo, secondo i dati preliminari. Il presidente ha invitato i sindacati a mettere da parte rancori e perplessità e contribuire a raggiungere un accordo.

I sindacati dovrebbero contribuire a “raggiungere e determinate, coraggiose iniziative solidali innovative”

Renzi spera nella svolta epocale delle riforme e nella creazione di occupazione. I sindacati devono “collaborare quanto più possibile” affinchè gli sforzi del governo possano creare posti di lavoro , ha detto Napolitano. I sindacati dovrebbero contribuire a “raggiungere e determinate, coraggiose iniziative solidali innovative” , ha detto nel proprio programma. C’è stata qualche resistenza in merito ai contratti temporanei. Quest’ultimi possono essere rinnovati e i dipendenti, ancora, possono essere licenziati. Il governo, aiutato dalle parti sociali, dovrebbe fare molto di più per combattere la disoccupazione nel Sud. Da secoli ormai, il luogo più povero d’Italia.

Dall’inizio della crisi finanziaria globale nel 2007, Il dato ha mostrato che il Mezzogiorno ha perso il doppio dei posti di lavoro rispetto al Settentrione

Napolitano ha concesso troppa poca attenzione alla situazione di disoccupazione allarmante nel Mezzogiorno , soprattutto per quanto concerne le donne e i giovani. Dall’inizio della crisi finanziaria globale nel 2007, Il dato ha mostrato che il Mezzogiorno ha perso il doppio dei posti di lavoro rispetto al Settentrione ma, la cosa più drammatica, è che anche il Nord, da troppo tempo, non fornisce dati incoraggianti.

Clamoroso!! Cosa Nostra si lamenta della mancanza di lavoro (pochi pagano il pizzo)

Le videocamere hanno dimostrato che, in carcere, il capo di Cosa Nostra, Giovanni Di Giacomo, si lamenta del fatto che, in questi giorni, i suoi uomini riescano a ottenere soltanto un “miserabile”, pizzo di € 5.000 a € 7.000 al mese dagli alberghi e dalle imprese che hanno preso di mira. Ha aggiunto che con così tanti stabilimenti in chiusura, e così tante persone che si rifiutano di pagare e chiamano la polizia, “la situazione è grave”.

Ancora più incredibile è quando Di Giacomo ha suggerito ai mafiosi di guadagnarsi da vivere sempre con un lavoro disonesto

Ancora più incredibile è quando Di Giacomo ha suggerito ai mafiosi di guadagnarsi da vivere sempre con un lavoro disonesto, perchè l’illegalità è molto più semplice per alcuni giovani membri del clan piuttosto che “ottenere un lavoro vero”.
I procuratori di Palermo, Francesca Mazzocco e Caterina Malagoli, hanno osservato Di Giacomo in un carcere a Parma nel nord Italia, affrontare continuamente le preoccupazioni economiche con i colleghi in carcere e in corrispondenza scritta mentre cerca di ottenere una presa sulle finanze dell’organizzazione.
“Garantire il sostegno alle famiglie di coloro che sono dietro le sbarre era diventata un’ossessione per i padroni. E ‘l’unico modo per affermare la propria leadership e mantenere la coesione dell’organizzazione”. Lo afferma il capitano dei carabinieri di Palermo, Piero Iannotti, a La Repubblica.
Di Giacomo è stato visto inveire contro il governatore della Sicilia, Rosario Crocetta, e in particolare verso la revisione della spesa per la regione. “Crocetta ha causato un disastro. Sta tagliando dappertutto”, ha detto.
Il sig Crocetta ha la reputazione di essere un avversario ardente di Cosa Nostra, a differenza di alcuni suoi predecessori che sono stati accusati, e in alcuni casi condannati, di associazione mafiosa.

Di Giacomo ha sempre detto di avere intenzione di rovinare il business della mafia

L’organizzazione antiracket AddioPizzo, a quanto pare, è sta il bersaglio di “alcuni scherzi”, stando a quanto afferma la conversazione ascoltata dagli inquirenti.
I suoi commenti seguono la notizia dell’anno scorso in cui la “spending review” di Cosa Nostra stava causando un grave malcontento all’interno dell’organizzazione. L’ascia è caduta in mano dei “mafiosi junior”, familiari e tirapiedi.
E’ stato riferito, inoltre, che solo i grandi boss mafiosi venivano risparmiati dai tagli previdenziali. Quelli più colpiti sono stati i parenti dei mafiosi in carcere, spingendo le loro mogli e le loro fidanzate a condurre il gioco.

Lavoro all’estero? La Gran Bretagna è senz’altro la più convincente

Se vi stavate domandando quale fosse la nazione in cui, in questo momento, è più facile trovare lavoro, senza ombra di dubbio, questa è la Gran Bretagna. Ovviamente non aspettatevi un lavoro alle poste britanniche ma, per quanto concerne il mercato del lavoro della Gran Bretagna, quest’ultimo, è vivo e vegeto. Il dato sull’’occupazione è alto, la disoccupazione è bassa. Gli stipendi non sono il massimo ma sono dignitosi. Il dato sulla disoccupazione giovanile è in forte miglioramento. Si tratta di una serie di dati economici mostrati, in data odierna, dalle aziende di statistica di sua Maestà.

Con quasi un quarto di milione di posti di lavoro creati nei tre mesi da febbraio, il tasso di crescita nel Regno Unito è stato in grado di superare anche quello dell’America

Con quasi un quarto di milione di posti di lavoro creati nei tre mesi da febbraio, il tasso di crescita nel Regno Unito è stato in grado di superare anche quello dell’America , la più grande economia del mondo. Secondo Philip Rush, capo economista di Nomura nel Regno Unito, gli Stati Uniti avrebbero dovuto sostenere la crescita di 363.000 posti di lavoro per tre mesi solo per eguagliare le prestazioni del Regno Unito. Gli ultimi dati mostrano, inoltre, che negli Stati Uniti si è raggiunta la quota di 192.000 posti di lavoro a marzo e di 175.000 nel mese di febbraio.

La Gran Bretagna è sulla buona strada per essere l’economia con la crescita più rapida di quest’anno

La corsa ad offrire dati positivi ha spinto George Osborne a dichiarare che la Gran Bretagna aveva fatto un ” ulteriore passo” verso la piena occupazione. È stata, con certezza, una dichiarazione coraggiosa ma, considerando l’occupazione a livelli record, e la disoccupazione ad un livello basso con appena cinque anni di 6.9pc, la sua aspirazione a voler una Gran Bretagna in grado di presentare più persone al lavoro, sempre in proporzione alla popolazione di ogni altro paese del G7, appare assolutamente irrealistico. Dopo tutto, se le ultime previsioni del Fondo monetario internazionale devono essere prese come veritiere, la Gran Bretagna è già sulla buona strada per essere la grande economia con la crescita più rapida di quest’anno. Ma sotto i numeri si trova un quadro misto, e un altro che illustra dove le cicatrici della crisi finanziaria sono più profonde. Non ci rimane che vedere, in prima persona, se quanto affermato dai “sudditi” corrisponde a realtà.

Il Financial Time boccia il “Job Act” di Renzi, il rottamatore non ha più appigli

Matteo Renzi , si è impegnato a ridurre drasticamente la disoccupazione record del paese con il suo motto americano “Jobs Act”. Ma le sue riforme del lavoro, che vedranno i contratti a breve termine concessi per un massimo di 3 anni, sono maggiori della stessa medicina cattiva applicata dall’inizio del 1990, quando, per il paese, fu molto più di una brutta notizia; sia per l’economia, sia per i lavoratori italiani, sostiene Paolo Pini.

Le sue “flessibili” riforme del lavoro non faranno nulla per invertire l’arretratezza dell’economia in Italia

Renzi si è impegnato a mettere in atto le riforme che consentano la crescita dell’Italia e l’annientamento della crisi della produttività. Ma le sue “flessibili” riforme del lavoro – che permetteranno ai datori di lavoro di licenziare i lavoratori senza giustificazione – non faranno nulla per invertire l’arretratezza dell’economia in Italia.

Il calo della produttività italiana è terribile. Dalla metà degli anni novanta, infatti, la crescita della produttività è diminuita di quattro volte, dal 1,65 % allo 0,39 %. Nello stesso periodo, il tasso di accumulo del capitale è sceso di ben otto volte. Dal 4 % a un misero 0,5%, fino a raggiungere il 2,6% annuo e, ancora, prima di scivolare, negli anni Novanta, all’1,5 % l’anno. Il rovescio della medaglia di questa dinamica rappresenta il tasso di crescita dell’intensità di capitale, il rapporto tra il capitale e il lavoro. Negli ultimi trent’anni si è dimezzato, passando da una media del 2,1 % annuo di metà anni Novanta, al misero 0,96 % di oggi.

Queste dinamiche negative all’interno della produttività del lavoro, portano ad una stagnazione della produttività totale dei fatto

Queste dinamiche negative all’interno della produttività del lavoro, gli investimenti effettuati dalle aziende, e il rapporto capitale/lavoro , portano ad una stagnazione della produttività totale dei fattori. Il fattore, inerente il progresso tecnologico per eccellenza – caduto di un modesto 1 % annuo nella prima fase, rischia di chiudere a zero nella seconda fase, per poi andare in territorio negativo dopo la crisi del 2008.

Che cosa è accaduto a cavallo degli anni Novanta fino ai giorni nostri per indurre le imprese a smettere di investire nella qualità del lavoro e della tecnologia? Tra le tante cose che sono successe, i due fattori più importanti sono la moderazione salariale e la flessibilità del mercato del lavoro. E, di questo, Renzi se ne sta abbondantemente infischiando.

Lavoro donne, l’Italia spicca per arretratezza

Christine Lagarde: “Il vostro ,è uno dei paesi della zona Euro in cui l’adesione delle donne al mondo del lavoro è tutt’altro che incoraggiante”

L’Italia ha mostrato risultati decisamente deludenti per quanto concerne l’assunzione di donne all’interno del mondo del lavoro. Christine Lagarde, direttore del Fondo monetario internazionale, lo ha detto in un’intervista pubblicata nella giornata di ieri. “L’Italia,è sicuramente uno dei paesi della zona Euro in cui l’adesione delle donne al mondo del lavoro è tutt’altro che incoraggiante”, ha detto la Lagarde in un’intervista al noto quotidiano “Corriere della Sera”. Il dato italiano danneggia l’economia e la produttività, ha continuato, invitando il governo del premier Matteo Renzi ad adottare misure più importanti al fine di incoraggiare l’assunzione di un numero maggiore di donne.

“Il piano di Renzi, se attuato, produrrebbe un significativo miglioramento delle condizioni economiche in Italia”

La donna, però ha anche elogiato il programma di Renzi, definendolo “molto ambizioso”. Per lei, la riforma, se venisse attuata, “produrrebbe un significativo miglioramento delle condizioni economiche in Italia”. Le riforme di Renzi includono piani per togliere gran parte poteri legislativi al Parlamento, trasformandolo in un gruppo più snello, composto da rappresentanti dei governi locali, e riducendo il numero dei senatori. La demolizione dei governi provinciali d’Italia, e riprendendo alcune manovre proposte dalle potenze di overspendinging dei governi regionali al fine di semplificare la governance e risparmiare molto denaro. Egli ha anche promesso riforme per una legge elettorale ingombrante, sgravi fiscali e nuovi impegni di spesa per cercare di stimolare l’occupazione e la crescita economica, pur rimanendo entro i vincoli dell’Unione europea e mantenendo, ancora, il rapporto tra il deficit e il prodotto interno lordo (PIL) sotto il 3 % .

Lavoro femminile, non è possibile che l’Italia sia l’ultima ruota del carro in tutto

Appare anche scontato affermare che, vedendo le percentuali del lavoro rosa, viene quasi da ridere nel rendersi conto che, anche in questo, l’Italia è l’ultima ruota del carro europeo. È bene affermare, ad ogni modo, che il lavoro femminile è SEMPRE stato un po’ un parente scomodo per l’Europa. Nessuna nazione, in tal senso, ha gli attributi per potersi definire all’avanguardia. Ma ciò che succede in Italia ha davvero del grottesco. Il Belpaese riesce a spiccare per incapacità anche in un contesto dove nessuno brilla realmente. In pratica, in una classe di somari, all’Italia vengono sempre concesse le orecchie d’asino.

Come trovare lavoro, ecco come il capo ci vuole

Un recente sondaggio internazionale, afferma che, a dispetto del lavoro online, il rapporto umano “chiaramente sottolinea che la personalità, non la competenza, è il fattore determinante di chi, tra le reclute di domani, sia più abile nell’ottenere i lavori più interessanti. Inoltre, vi è un crescente desiderio affinchè il talento possa agire attraverso una combinazione unica di abilità e flessibilità. Le persone che possono collaborare, adattarsi rapidamente e sono anche una piacevole compagnia sul luogo di lavoro, possono spingere gli altri a dare il meglio di se”.

La stragrande maggioranza degli intervistati ha indicato che una combinazione unica di creatività e unità saranno i tratti distintivi del successo per i migliori talenti di domani

La stragrande maggioranza dei lavoratori con “personalità” ha mostrato le qualità più desiderabili da parte di un datore di lavoro. Il 78% degli intervistati dà un voto superiore al contrario di “skill-set” che, invece, da solo il 39% di possibilità. “L’allineamento culturale”, rimane seduto al 53%. In particolare, la maggioranza degli intervistati ha indicato che una combinazione unica di creatività e unità saranno i tratti distintivi del successo per i migliori talenti di domani. Tanto quanto possedere competenze importanti come una importante formazione in tecnologia creativa e nel design UX /UI.

Il 10% degli intervistati ha rivelato che lo sviluppo tecnico e digitale rappresenta ancora la sfida primaria

La ricerca chiarisce, inoltre, che la sfida più grande che l’industria dovrà affrontare è quella di trovare, mantenere e sviluppare il talento giusto. Questa, per il 20% intervistato, rappresenta la principale preoccupazione. Inoltre, il 10% degli intervistati ha rivelato che sviluppo tecnico e digitale rappresenta ancora la sfida primaria, seguito da un 9% che indica che lo sviluppo del prodotto e del servizio sia di importanza centrale.

Il 12%, invece, considera la “creatività” più importante, e l’11% pensa che una mente aperta sia molto più appetibile da parte di un datore di lavoro

Ulteriori risultati interessanti affermano che il 14% ha considerato “basilare” il tratto essenziale della personalità; Il 12%, invece, considera la “creatività” più importante, e l’11% pensa che una mente aperta sia molto più appetibile da parte di un datore di lavoro. Le competenze più richieste includono il problem solving al 7%, seguito dalla generazione di idee al 6%, e la tecnologia creativa al 6%. In virtù di queste informazioni, dunque, la prossima volta che andate a fare un colloquio di lavoro, pensate bene a come mostrarvi.

Disoccupazione giovanile, i numeri europei incitano alla rivolta

L’Organizzazione per la Cooperazione Economica e lo Sviluppo ha riferito che, nel 2014, il 15 % delle persone di età compresa tra i 15 e i 29 anni non studia, non lavora e non si forma in alcun modo. In Grecia , Irlanda , Italia e Spagna questa percentuale è la più rilevante.

Vedere crollare il dato sull’occupazione giovanile non è chiaramente il risultato proveniente da un maggior numero di giovani in cerca di occupazione

Le condizioni sono ancora più dure rispetto al lavoro. La disoccupazione giovanile in Europa è al 25%. Un numero enorme. Mentre in Grecia e in Spagna ha raggiunto cifre straordinarie, in prossimità del 60%. Vedere crollare il dato sull’occupazione giovanile non è chiaramente il risultato proveniente da un maggior numero di giovani in cerca di occupazione. La disoccupazione giovanile è in aumento perché le economie europee non riescono a generare un numero significativo di posti di lavoro. Per quelli al di sotto dei 25 anni, non ci sono posti di lavoro nei paesi del sud e pochi posti di lavoro decenti nel nord.

Questa tendenza è alla radice dell’attuale paradosso dei giovani in Europa. Di conseguenza, la frustrazione è in continua cresciuta

Il doppio smacco sembra aver minato l’energia ribelle dei giovani , costringendoli a cercare una maggiore aiuto finanziario da parte dei genitori, soprattutto per quanto concerne l’alloggio e la vita quotidiana. Questa tendenza è alla radice dell’attuale paradosso dei giovani in Europa. Di conseguenza, la frustrazione è in continua cresciuta. Eppure, in Europa, non si riesce a trovare uno sbocco nei partiti tradizionali , compresa la sinistra. E il dramma che colpisce molti giovani non riesce a trovare, da nessuna parte, una soluzione definitiva. In tutte le principali nazioni europee, ormai, i giovani sono alla ricerca di un partito che sia finalmente disposto a prendere provvedimenti radicali.

Ma se chi fa politica rifiuta di riconoscere il problema, il più grande cambiamento potrebbe essere ritardato, ancora, per un lungo periodo

Le questioni non possono continuare all’infinito lungo queste linee. La frustrazione sta crescendo sia tra i giovani, sia tra i loro genitori. Ma se chi fa politica rifiuta di riconoscere il problema, il più grande cambiamento potrebbe essere ritardato, ancora, per un lungo periodo. Il risultato sarebbe un massiccio accumulo di rabbia latente in tutta Europa, con esiti del tutto imprevedibili. Tuti coloro che hanno a cuore lo sviluppo sociale del loro paese, farebbero bene a prenderne atto.

Ignazio Visco sottolinea le modifica d’apportare al mondo del lavoro

“L’Italia ha bisogno di avere a disposizione un diverso tipo di flessibilità nel lavoro. Questo perché la politica attuale è stata controproducente”; lo ha affermato, nella giornata di ieri, il governatore della Banca centrale Ignazio Visco in una riunione Ecofin dei ministri delle finanze dell’UE nella capitale greca. ”Abbiamo perseguito una flessibilità che non si è rivelata utile. Una flessibilità che è stata sfruttata dalle aziende per ridurre i costi del lavoro, mentre veniva costantemente rimandata l’innovazione ” , ha detto il governatore . Italia ha introdotto contratti di lavoro flessibili, nel 1997, estendendoli nel 2003 con la cosiddetta legge Biagi, che consente vari tipi di contratti non permanenti. ”Abbiamo bisogno di perseguire una diversa flessibilità , quella di cui hanno bisogno e desiderano tutti coloro che necessitano della giusta formazione” , ha detto Visco.

Visco ha continuato a dire di essere fiducioso, poiché le banche italiane sono in buona forma in vista delle prossime prove di stress a livello di UE

I suoi commenti sono dati dai risultati provenienti dall’ufficio nazionale di statistica che ha mostrato, ancora una volta, che la disoccupazione in Italia è salita al 13 % nel mese di febbraio, il livello più alto in circa 37 anni, con la disoccupazione giovanile che colpisce il 42,3 % . Visco ha continuato a dire di essere fiducioso, poiché le banche italiane sono in buona forma in vista delle prossime prove di stress a livello di UE. L’obiettivo è quello di valutare la resilienza delle banche dagli sviluppi negativi dei mercati su un periodo di tre anni (2014-2016). Le metodologie e gli scenari per i test dovrebbero essere pubblicati nel mese di aprile, con i risultati delle singole banche pronti ad essere rilasciati entra la fine di ottobre, secondo l’Autorità bancaria europea ( EBA). ” Le banche italiane hanno avanzato l’impegno di ripulire il loro atto in vista delle prove di stress ” , Visco lo ha detto, aggiungendo che le istituzioni finanziarie italiane hanno ricapitalizzato in grande misura e ”con mezzi propri ”. ”Ovviamente la loro redditività è bassa , ma il potenziale c’è dato il modo in cui queste banche sono riuscite ad attirare fondi. Questo dimostra la fiducia nella loro capacità di superare la crisi”, ha spiegato il governatore . Il sistema bancario ”in Italia ha affrontato la crisi con poco denaro, meno di qualsiasi altro paese europeo”, ha aggiunto.

Lavoro, con le nuove regolamentazioni, i dipendenti avranno ancora meno diritti

L’Italia è uno dei paesi europei in cui la regolamentazione del lavoro favorisce soprattutto i datori di lavoro

In Italia il sistema cooperativo è una delle forze principali, insieme a Confindustria, per quanto concerne la parola dei datori di lavoro. Un insieme che spinge per una maggiore deregolamentazione dei posti di lavoro. L’Italia è uno dei paesi europei in cui la regolamentazione del lavoro favorisce soprattutto i datori di lavoro; e questo, veramente, lo sappiamo tutti quanti. Questo è il risultato di un processo iniziato circa 20 anni fa e che viene portato avanti dal Partito Democratico.

I datori di lavoro sono in grado di licenziare i lavoratori per qualsiasi motivo o, anche SENZA motivo

Il sistema di regolamentazione dei posti di lavoro in Italia è, ora, selvaggiamente liberalizzato. Alcuni tipi di contratti, come, ad esempio, i contratti a progetto, non favoriscono in alcun modo il lavoratore: nessuna assistenza sanitaria o congedo per maternità, le vacanze non pagate, senza sicurezza sul lavoro (I datori di lavoro sono in grado di licenziare i lavoratori per qualsiasi motivo o, anche SENZA motivo) e nessuna spiegazione chiara di ciò che un lavoratore, alla fine, sta svolgendo, dal momento che vengono classificati soltanto come “freelance”, con la conseguente mancanza di protezione legale. Per Poletti, Confindustria e Legacoop, però, questo non è ancora sufficiente.

I contratti a breve termine, dove, fino ad ora, i lavoratori avevano conservato un po’ di tutela giuridica, almeno contro il licenziamento senza motivo; adesso non sarà più così

La nuova legge estende questa mancanza di protezione a un altro tipo di contratto: I contratti a breve termine, dove, fino ad ora, i lavoratori avevano conservato un po’ di tutela giuridica, almeno contro il licenziamento senza motivo. Lo Statuto italiano dei diritti dei lavoratori – in termini di diritto e di tutela, ha raggiunto la sua più importante vittoria nel 1969 attraverso le lotte operaie, la protezione dei lavoratori, contro l’essere licenziati senza motivo, dando loro diritti sindacali, dando loro la sicurezza e la ricchezza che hanno fatto dell’Italia un paese ricco per decenni. Addirittura sospeso per un numero esageratamente crescente di lavoratori. Ciò è particolarmente vero per l’articolo 18 , l’articolo più importante , che prevede che i datori di lavoro non debbano licenziare qualcuno senza una buona ragione (come rubare, frode, comportamento criminale, violenza, etc ) e, se questo non accade, un giudice può ordinare la reintegrazione del lavoratore.

Continuano le proteste dei lavoratori di IKEA

Fino a 150 facchini, i lavoratori della logistica, studenti e attivisti si sono presentati davanti al negozio generale dell’IKEA per Bologna per bloccarne l’ingresso. L’ultimo di una serie di picchetti che, dalla fine di ottobre, ha reso precaria la forza lavoro presente all’interno del marchio svedese in varie città del nord Italia. L’azione diretta, che è stata effettuata dai lavoratori con la partecipazione del rango e del sindacato del Cobas, assieme agli studenti bolognesi e ai lavoratori collettivi, mirava a costringere IKEA a far fermare lo sfruttamento dei lavoratori, creando orari di lavoro rispettabili, condividendo il carico di lavoro in più, pagando gli stipendi dovuti, garantendo il diritto di organizzare e ripristinare i facchini che sono stati sospesi dalle loro attività, e minacciati di licenziamento.

La determinazione dei lavoratori, ha resistito i colpi e, circondati dagli ufficiali, ha indotto il negozio a una chiusura anticipata per il giorno

Poliziotti in tenuta antisommossa, si trovavano in fila davanti al negozio e hanno cercato di disperdere i manifestanti con i manganelli – in accordo con la direzione. Ma la determinazione dei lavoratori, ha resistito i colpi e, circondati dagli ufficiali, ha indotto il negozio a una chiusura anticipata per il giorno.

La protesta è stata coperta in tempo reale su Twitter, dove appariva l’hashtag # ikeainlotta, dopo una precedente # spazioalcambiamento, originariamente utilizzato da IKEA stessa per scopi di marketing. L’azienda è stata inondata di messaggi di protesta da parte dei lavoratori e dei consumatori. Il picchettaggio è una pratica condivisa anche dagli studenti, che lo hanno realizzato nella recente giornata di mobilitazione nazionale del 6 dicembre contro i tagli all’istruzione quando, ancora una volta a Bologna, ancora una volta, la Facoltà di Lettere e Filosofia nella centralissima Via Zamboni è stato temporaneamente chiusa.

Una lotta comune che interessa i lavoratori della logistica e che, recentemente, ha anche goduto di un’altra vittoria nella vicina Lippo di Calderara

L’esito della giornata è stato importante, al fine di raggiungere il primo blocco di successi per quanto concerne l’outlet IKEA nel nord Italia – mentre altri picchetti sono stati utilizzati per bloccare i magazzini dell’azienda in varie sedi nella stessa area. Una lotta comune che interessa i lavoratori della logistica e che, recentemente, ha anche goduto di un’altra vittoria nella vicina Lippo di Calderara – un piccolo sobborgo bolognese industriale in cui i lavoratori Geodis, dopo due giorni di agitazione, hanno garantito le migliori condizioni di lavoro, riconoscendo gli stipendi non pagati. La mobilitazione proseguirà nel fine settimana, con un nuovo picchetto previsto a Piacenza e a San Giuliano.

Istruzione: Renzi deve ristabilire una categoria che fa rima con lavoro precario

Il settore dell’istruzione, e la lotta che sta portando a termine, ha ricevuto un notevole impulso nella giornata di Giovedì, dopo che l’Italia ha sostenuto le sue disposizioni spianando la strada a una più giovane e più stabile forza lavoro degli insegnanti. I membri della commissione di bilancio della Camera hanno approvato all’unanimità una risoluzione che consente a circa 4.000 insegnanti di entrare in pensione dopo essere stati bloccato da una riforma del lavoro controversa e che ha richiesto loro di rimanere in servizio per, almeno, cinque anni in più prima di raggiungere la pensione.

Il governo deve riferire, ora, in che modo ha intenzione di finanziare la misura prima di presentare il bilancio 2014

“In questo modo sarà possibile rettificare un errore che ha condotto 4.000 giovani, ampiamente preparati, a vivere soltanto di contratti temporanei; rinnovando, in tal modo, il settore”, questo è quanto ha detto il comitato guidato dal vicepresidente Barbara Saltamartini del Nuovo Centro Destra. Il governo deve riferire, ora, in che modo ha intenzione di finanziare la misura prima di presentare il bilancio 2014. Anche nella giornata odierna, l’assemblea della Camera ha approvato una mozione presentata dal centro-sinistra. Il Partito Democratico del Premier Matteo Renzi, infatti, mira a stabilizzare il settore dell’istruzione , integrando tutti gli insegnanti qualificati e temporanei nel mondo del lavoro permanente. Renzi ha detto che l’istruzione sarà la chiave per il rilancio del paese. L’Italia fa fatica a recuperare il tempo perduto dopo essere uscita dalla sua peggiore recessione dal dopoguerra. All’inizio di questo mese, il ministro dell’Istruzione, Stefania Giannini, ha confermato che il governo avrebbe speso ingenti somme nel suo primo anno. E tutto questo al fine di riparare le molte scuole fatiscenti del paese. L’energetico premier toscano si è impegnato, inoltre, a visitare una scuola diversa ogni settimana.

Lavoro precario, anche l’istruzione ha i suoi demoni

Appare superfluo affermare che anche l’istruzione, come tutte le categorie professionali, soffre maledettamente il problema del lavoro precario. Ci troviamo davanti a dati imbarazzanti che, ormai, portano a chiedersi se, davvero, esiste il lavoro definitivo in Italia. Insegnanti, esperti e navigati, costretti a vivere da troppo tempo nel precariato alla ricerca di una cattedra. Ma qualcuno ha idea di quale sia il lavoro che, dopo anni e anni di studi, ti permette anche di lavorare con una certa stabilità? Magari, senza chiedere troppo, entro un anno dal conseguimento del titolo di studio?

Ripresa del lavoro, in Europa ci sono segnali dal settore manifatturiero

La relazione segue la previsione della Banca Centrale Europea di Mario Draghi che ha mostrato una ripresa nascente

La crescita del lavoro nel settore manifatturiero e nei servizi della zona euro è rimasta vicino al dato di marzo del 2011. La Francia è migliorata, fornendo ulteriori prove che la ripresa della regione è ottima. Entrambe le industrie hanno basato le loro indagini sugli acquisti.
L’indice è stato superiore a 50, che indica espansione. La relazione segue la previsione della Banca centrale europea di Mario Draghi che ha mostrato una ripresa nascente dalla crisi del debito sovrano e in grado di guadagnare gradualmente forza . I rischi per questo scenario comprendono l’aumento del 6,2 per cento dell’euro nei confronti del dollaro nel corso dell’anno passato e segnali di rallentamento della crescita in Cina.

Nella Cina di oggi, un altro sondaggio ha mostrato una fabbricazione indebolita per il quinto mese consecutivo

“La ripresa in corso completa il miglior trimestre della zona euro a partire dal secondo trimestre del 2011”, lo ha dichiarato Chris Williamson , capo economista di Markit. Nella Cina di oggi, un altro sondaggio ha mostrato una fabbricazione indebolita per il quinto mese consecutivo, approfondendo il discorso riguardante la nazione, che mancherà il suo obiettivo di crescita del 7,5% per quest’anno . L’indice dei responsabili degli acquisti da HSBC Holdings Plc e Market è sceso al 48,1.

La relazione PMI evidenzia anche i rischi di caduta dei prezzi nella regione dell’euro; una minaccia che ha spinto Draghi a mantenere i tassi di interesse al minimo storico o anche inferiori “per un periodo di tempo prolungato”.

Nella Cina di oggi, un altro sondaggio ha mostrato una fabbricazione indebolita per il quinto mese consecutivo

“Con i prezzi praticati dai produttori e fornitori di servizi , anche se rientrassero nel mese di marzo, resta un argomento per ulteriore stimolo , soprattutto se il tasso di crescita dell’attività si raffreddasse nel mese di aprile “, ha detto Williamson di Markit. In Francia, la produzione è tornata a crescere per la prima volta in due anni, con un indice di attività della fabbrica salito a 51,9 nel mese di marzo da 49,7 . La produzione in Germania è scivolata a 53,8 da 54,8 del mese di febbraio. La Banca Centrale dovrebbe mantenere il suo tasso di riferimento allo 0,25% per il quinto mese di aprile.

Decreto lavoro di Renzi, alla Camusso proprio non va giù

“Il problema più grave è che il lavoro in Italia è davvero inesistente, siamo diretti con forza verso la povertà non è solo un chiaro sintomo di tutte le diseguaglianze generali

“Il governo Renzi ha iniziato bene per quanto concerne i redditi ma, senza ombra di dubbio, ha esordito in maniera veramente pessima per quanto riguarda le regole del lavoro”. Il decreto inerente il mondo del lavoro del governo Renzi non piace neanche un po’ a Susanna Camusso. La leader della Cgil, interceduta attraverso il Forum di Confcommercio a Cernobbio, ha rilasciato importanti dichiarazioni per quanto riguarda i motivi della sua contrarietà a tutte le nuove norme sui contratti a termine e anche quelli di apprendistato: “Il problema più grave è che il lavoro in Italia è davvero inesistente, siamo diretti con forza verso la povertà non è solo un chiaro sintomo di tutte le diseguaglianze generali, ma è anche il vergognoso frutto di una presenza di lavoro indigente e dell’assenza di lavoro. La politica del lavoro in grado di cambiare è da ricercare nelle risorse disponibili. E poi, quest’ultime, dovranno essere messe a disposizione della ricerca di lavoro”.

Camusso: “Non lo approviamo e lo urliamo con grande chiarezza”

La creazione di nuovi posti di lavoro, secondo la Camusso, non verrà mai da “un decreto lavoro che viene creato sui contratti a termine e sull’apprendistato”: “Non lo approviamo e lo urliamo con grande chiarezza. Non è possibile investire in formazione, ma ancora sulla precarietà. E’, al contrario,un intervento pratico la misura sui contratti di solidarietà”, ha unito la Camusso, precorrendo la strada in cui “ci confronteremo con i parlamentari per ottenere la modifica del decreto“.

“Ci troviamo davanti a 5 o 6 anni di attesa per poterlo portare a termine”. ”Finiamola con il populismo – ha risposto Bonanni – Occorre riprendersi l’alleanza tra impiegati e imprese”

Ancora da Cernobbio, poi, il segretario generale della Cisl, Raffaele Bonanni, ha rilasciato la sua risposta al presidente di Confindustria Giorgio Squinzi che, nella giornata di ieri, ha minacciato di spostare dalla zona di Milano a quella del Canton Ticino il quartier generale di Mapei (ditta che produce importanti materiali chimici destinati all’edilizia amministrata da Squinzi, ndr), “ci troviamo davanti a 5 o 6 anni di attesa per poterlo portare a termine”. ”Finiamola con il populismo – ha risposto Bonanni – Occorre riprendersi l’alleanza tra impiegati e imprese. Il populismo ci sta portando alla rovina. Sono davvero troppi i populisti che stanno scavando la fossa a tutte le nostre aziende”.

Obiettivo lavoro, Renzi appare utopistico anche in Europa

Angela Merkel: “Matteo Renzi affronta la sua prima prova elettorale con il voto per il Parlamento europeo a maggio, ed è nell’interesse della Germania fare in modo che vada tutto per il meglio”

Dopo aver incontrato il signor Renzi il 17 marzo, l’alta sacerdotessa dell’austerità, la tedesca Angela Merkel, ha accennato una certa preoccupazione. Le parole, però, riferivano diversamente: “Vedo il bicchiere mezzo pieno , non mezzo vuoto”, ha detto la signora Merkel. “E il governo italiano sta lavorando per tornare al top in Europa. Matteo Renzi affronta la sua prima prova elettorale con il voto per il Parlamento europeo a maggio, ed è nell’interesse della Germania fare in modo che vada tutto per il meglio”. Sarà veramente così?

Beppe Grillo, sembra sempre più intenzionato ad abbandonare l’euro

Le principali minacce per il Partito Democratico provengono dal Movimento Cinque Stelle, il cui leader, Beppe Grillo, sembra sempre più intenzionato ad abbandonare l’euro. Senza dimenticare Forza Italia, guidata da Silvio Berlusconi che, pur critico per le politiche di austerità, non potrà presentare la sua campagna , perché la corte suprema ha già confermato la sua condanna per frode fiscale e l’allontanamento per due anni dai pubblici uffici. Anche in virtù di questo, molte persone, compreso il cancelliere tedesco, stanno riservando il giudizio finale su Renzi e sui suoi progetti incredibilmente ambiziosi. Egli, prima di volare a Berlino, ha dichiarato che voleva l’Italia, non la Germania, a guidare l’Europa nei prossimi 20 anni.

Cottarelli ha affermato detto che potrebbe trovare dai 3 a 5 miliardi di euro entro la fine dell’anno

Ovviamente, queste di Renzi, al momento, sono solo parole. Sembra certamente più deciso rispetto a qualsiasi recente primo ministro italiano; anche nell’utilizzare tagli di spesa e non aumenti delle tasse per far quadrare i conti pubblici. Egli ha nominato un ex funzionario del Fondo Monetario Internazionale, Carlo Cottarelli commissario per la spending review. Questa settimana, il signor Cottarelli ha affermato detto che potrebbe trovare dai 3 ai 5 miliardi di euro entro la fine dell’anno. Il sig. Renzi ha anche lodevolmente ignorato la regola non scritta che i governi italiani non possono fare nulla per cambiare il mercato del lavoro senza consultazioni tortuose con i sindacati e i datori di lavoro. Sorprendentemente , la sua decisione di rompere con questa tradizione corporativista non ha causato quasi alcun problema. Quasi come se l’argomento lavoro, nel nostro paese, portasse solo all’attesa e alla rassegnazione.

Nuovo decreto sul lavoro, molte le componenti interessanti

Il decreto annuncia inoltre che i contratti a termine saranno in grado di avvolgere fino ad un massimo del 20% dell’organico

Al centro di tutte le lamentele vi è l’allungo della flessibilità inserito sia nei contratti a termine che nell’apprendistato. La riforma Poletti ha ripulito via molti limiti che il suo precursore, il ministro Fornero, aveva introdotto per trattenere la precarietà. Uno dei più importanti paletti cascati è quello dell’acausalità (sarebbe a dire la possibilità confessata al datore di lavoro di non precisare le giustificazioni che lo conducono a fissare una fine del rapporto). In pratica una stiamo parlando di una «mano libera» sulle mansioni concesse per i primi 12 mesi, Da questo momento in poi sarà consentita per tutti e tre gli anni in questione. Ma non soltanto: se la durata del contratto a termine rimarrà, ancora, fissata a 36 mesi (in seguito occorre andare a quello a tempo indeterminato), ora fra un contratto e l’altro non ci sarà più l’obbligo di una pausa di dieci o, come spesso è accaduto, di venti giorni. Valutando un massimo di otto rimandi – il modello Fornero ne consentiva una sola – i rinnovi possono susseguirsi senza nessuna problematica. Il decreto annuncia inoltre che – se i contratti collettivi non dispongono del tetto previsto – i contratti a termine saranno in grado di avvolgere fino ad un massimo del 20% dell’organico (In ogni caso anche le ditte con meno di 5 dipendenti possono stipulare il medesimo contratto).

Svanisce anche il vincolo, per il datore di lavoro, di salvaguardare all’apprendista di secondo livello una formazione di tipo strettamente “trasversale”

Per quanto concerne, invece, gli apprendisti, confrontati con la legge Fornero, svanisce il divieto di non assumerne di nuovi se, ancora, non è stato confermato, almeno, il 30% della precedente “tornata”. Capitombola anche il vincolo, per il datore di lavoro, di salvaguardare all’apprendista di secondo livello una formazione di tipo strettamente “trasversale”, sarebbe a dire la garanzia della frequenza di corsi regionali, se questi esistono, o di programmarglieli ad hoc. Questa “scuola”, prima forzata a scapito di multe carissime in termini di contributi versati, adesso sarà esclusivamente di tipo discrezionale. “Elasticità — ha affermato Paolo Pennesi, segretario generale del ministero del Lavoro — che consentiranno alle ditte di avviare nuove assunzioni con una sicurezza maggiore e perfino una minore burocrazia”. Non ci rimane che capire se, quanto detto, possa realmente essere applicato. In Italia tutto è possibile.

Mondo del lavoro, sono tutti in attesa di conoscere la “nuova regolamentazione”

Le nuove regole sul mondo del lavoro attirano sempre maggiore attenzione. Renzi ha difeso la sua nuova Jobs Act, volta a frenare il tasso di disoccupazione record

I 10 miliardi di tagli delle imposte sul lavoro saranno finanziati esclusivamente attraverso significativi tagli di spesa che il governo sta ancora definendo in modo approfondito. Soprattutto per quanto concerne in termini su dove tagliare, ma non dell’impatto sul risparmio, ha aggiunto Renzi. A quanto pare, le nuove regole sul mondo del lavoro attirano sempre maggiore attenzione. Renzi ha difeso la sua nuova Jobs Act, volta a frenare il tasso di disoccupazione record, in particolare il 42 % registrato tra i giovani, che ha definito “atroce” e “inaccettabile”. Egli ha anche promesso di rinnovare la lotta contro la criminalità e la corruzione che, a suo avviso, sono “questioni economiche” che pesano sulla situazione in Italia e sui mercati mondiali.

Tutte le riforme e i programmi di aggiustamento pubblico “devono essere fatti, in primo luogo, a beneficio dell’Italia stessa, e non in seguito alle pressioni dell’Europa”

Tuttavia, il premier ha chiesto che l’UE venisse riformato “Occorre un numero maggiore di politiche orientate alla crescita del conto e non solo della mera burocrazia”. Questi sono problemi che mirano a recuperare la competitività perduta e la fiducia perduta dei cittadini. Tutte le riforme e i programmi di aggiustamento pubblico “devono essere fatti, in primo luogo, a beneficio dell’Italia stessa, e non in seguito alle pressioni dell’Europa”, ha affermato, sollecitando un cambiamento di approccio e di relazioni con l’UE. Parlando delle prossime elezioni europee, Renzi ha messo in guardia contro il rischio di una diffusione del sentimento anti- europeo, che potrebbe innescare la caduta dell’Europa.

Italia, sempre per quanto concerne gli investimenti nel settore del lavoro, si concentrerà anche sulla promozione degli investimenti ICT e nell’agenda digitale

Italia, sempre per quanto concerne gli investimenti nel settore del lavoro, si concentrerà anche sulla promozione degli investimenti ICT e nell’agenda digitale, oltre che nel contenimento dei costi energetici e in tutte le questioni climatiche per aumentare la competitività e realizzare un “Industriale Rinascimento”, ha detto Renzi.

La svolta nel mondo del lavoro non può più attendere

Ancora una volta, come sempre, si stano facendo troppe chiacchiere e pochi fatti. Evidentemente i politicanti da quattro soldi sono ancora convinti che, in Italia, ci sia il tempo di aspettare i loro comodi contorti. La verità è una sola: la cecità sugli occhi della gente non potrà durare in eterno, quando tutti si toglieranno le bende cosa accadrà?

Il lavoro non si trova? Diventiamo tutti home workers

Il futuro del lavoro? È da ricercare negli home workers

L’Italia è sempre molto lenta per quanto concerne il lavoro a casa. Essere un home workers, però, comporta una scelta precisa; stiamo parlando, neanche a dirlo, della possibilità di permettere la spesso difficoltosa coabitazione tra famiglia e lavoro. Simbolica, in questo senso, è la storia di Federica Goria, la 35enne ideatrice di una azienda che compie vendite promozionali brevi tramite il web. Il nome della stessa è Cra Cra Kids. La donna è una consulente informatica “a tempo indeterminato” e nel, corso del 2009, la stessa ha rinunciato al posto fisso per essere vicina alla piccola figlia. Poi, attraverso l’aiuto, morale ed economico, di numerosi amici e parenti, ha preso la decisione di mettere in piedi la sua piccola ditta. Così facendo, ha potuto realizzare il suo sogno: diventare imprenditrice e poter essere mamma a tempo pieno.

Nei principali capoluoghi di provincia, gli home workers, solitamente, prolificano con maggiore frequenza

«Sicuramente la cosa che più manca sono le chiacchiere davanti la macchina del caffè». La ditta, in pratica, si trova a casa tua e, in virtù di questo «non è facile far comprendere agli altri che stai lavorando». E per quanto riguarda tutti i clienti virtuali? «Ho conosciuto moltissime mamme digital. Assorbo molto anche io – ride – sia come venditrice che nel mio ruolo di madre».

Scontato dire che i prezzi sono tra i più competitivi del settore proprio perchè i costi di gestione dell’ufficio sono praticamente azzerati

Nelle zone più abitate, gli home workers, nella maggior parte dei casi, prolificano con maggiore frequenza. Un numero spropositato di post-it avvolge i nostri stipi e i nostri armadietti, il divano prende il ruolo importante di postazione per avviare la propria conferenza di lavoro tramite Skype. «Stiro i miei vestiti in ufficio, mangio sempre in ufficio, non stacco praticamente più», confessa Francesco Di Candio, 28 anni, di Pisa che, al pari di Lorenza Soddu, ha dato il via al lavoro di crescita dei design di interni “Factory Design Concept” nel salotto di casa loro. I due creano praticamente qualsiasi cosa: dai gioielli ai ristoranti, passando per le magliette e anche i vari set di matrimoni. Neanche a dirlo i prezzi sono tra i più competitivi del settore proprio perchè i costi di gestione dell’ufficio sono praticamente azzerati. Ormai appare evidente che la soluzione ideale per vivere con dignità è cercare possibilità di lavoro alternativo.

Qualcuno cambi la legge sul lavoro

Ci troveremo davanti a contratti brevissimi senza la minima rete

In Italia, la legge sul lavoro, è una norma va assolutamente modificata; anche con una certa fretta. Si corre il rischio, infatti, di trovarci davanti a un’esplosione di contratti a tempo determinato di durata fin troppo breve, quasi insignificante (una settimana o al massimo un mese ma non di più) davanti a un numero di impiegati che perdono il lavoro senza la minima assicurazione sociale. Per quanto concerne, invece, i contratti di una settimana, anche per quanto riguarda il sistema di sussidi di disoccupazione più generosi e invitanti del mondo, non ci sarà, appunto, nessuna forma di diritto o, ancora, di copertura assicurativa.
Per farla breve, in pratica, stiamo andando incontro al medesimo errore compiuto dalla Spagna, dove, in pratica, un terzo della forza lavoro del paese è rimasta imprigionata nei cosiddetti “contractos temporales” dove, in pratica, chi ha intenzione di trovare lavoro deve affrontare la competizione con milioni di lavoratori che transitano da contratto a contratto. O anche molto peggio, dato ché, per quanto concerne la Spagna, i vari “contractos temporales” hanno una durata minima di appena sei mesi. Magari, in Italia, fossero tutti così. Da noi, infatti, i contratti di lavoro possono essere stipulati anche per un solo giorno. La distanza fra i vari contratti a tempo determinato e tutti gli altri contratti a tempo indeterminato, così facendo, non fa altro che diventare ancora più robusta. Questo può significare soltanto che occorre passare dagli uni agli e, questo procedimento, sarà ancora più complesso e improponibile.

Con il lavoro interinale e il rapporto di apprendistato gli impiegati non possono fare altro che rimanere spiazzati

Per concludere, poi, questo decreto, di fatto, non fa altro che spiazzare il lavoro interinale che garantisce al dipendente una certa serenità e continuità con l’azienda che lo assume. Oltre che, ovviamente, con il datore di lavoro stesso. Viene spiazzato, in questo modo, anche lo stesso contratto di apprendistato che in tanto sostengono di voler valorizzare e rendere migliore. Dunque, alla fine, siamo veramente sicuri che sia proprio questo l’intento del nostro beneamato governo?
Se è questo l’obiettivo che si vuole raggiungere, allora, è bene che venga detto nella maniera più esplicita possibile. E se non è così, occorre fare un favore agli italiani, occorre cambiare questa norma prima che passi e finisca di mettere nei guai i lavoratori italiani. I problemi sono già troppi.