Regno Unito, la BoE lascia inalterati i tassi di interesse

La Banca d’Inghilterra ha mantenuto il suo tasso d’interesse di base al minimo storico, pari allo 0,5 per cento, nella giornata di ieri, scegliendo anche di non approvare qualsiasi ulteriore stimolo monetario nonostante le preoccupazioni per l’economia stagnante della Gran Bretagna. Con l’economia del Regno Unito che si trova ufficialmente in recessione dopo due trimestri di contrazione del prodotto interno lordo, alcuni analisti avevano suggerito che la banca potresse essere tentata di approvare un ulteriore misura di stimolo.

L’annuncio che è arrivato dal comitato di politica monetaria della Banca, invece, ha confermato che il programma di stimolo del paese rimane ancorato ad un totale di 325 miliardi di sterline.

Il Fondo Monetario Internazionale, lo scorso mese, ha esortato sia il governo della Gran Bretagna che la banca centrale a fare di più per rilanciare l’attività economica. Le previsioni sono per un ulteriore rallentamento dell’economia inglese, il che potrebbe costringere la BoE a tornare a parlare di stimoli e di aiuti, ancora una volta, al massimo entro il prossimo mese di luglio. Molto dipenderà dal fatto se l’economia riescirà o meno a mostrare un miglioramento di fondo.

Il tasso di base, dunque, è stato confermato allo 0,5 per cento e si trova su questi livelli sin dal marzo 2009, quando la Banca aveva inoltre lanciato un programma di stimolo di acquisto di titoli di Stato e di altri beni.

Secondo alcuni la posizione che è stata adottata dalla banca centrale inglese è di attesa. La crisi in atto nella zona euro continuerà a fare pressione sulle condizioni commerciali del paese inglese anche nel prossimo futuro, tanto che alcuni si aspettano che la Banca approverà un nuovo aiuto, pari ad almeno 50 miliardi di sterline, entro breve. La crisi nell’area dell’euro pone un certo numero di rischi al ribasso per l’economia britannica, nel frattempo la crescita del paese sembra destinata a rimanere al di sotto della tendenza, nella migliore delle ipotesi, anche nel prossimo anno.

L’Inghilterra potrebbe perdere la tripla A

La Gran Bretagna e il suo rating sono minacciati dalla crisi della zona euro, lo fa sapere Moody’s. L’agenzia di rating ha detto che la tripla A del Regno Unito è attualmente ancora sicura, ma ha anche indicato che ci sono delle nuove sfide da dover superare per poterla mantenere. La capacità della Gran Bretagna di assorbire ulteriori shock economici, pur mantenendo l’outlook stabile, è peggiorata nell’ultimo anno, a causa della debole crescita economica.

Il verdetto è un duro colpo per il cancelliere George Osborne e per la sua coalizione. L’outlook sul rating probabilmente è sensibile anche agli sviluppi futuri della crisi del debito della zona euro, anche se il Regno Unito non fa parte dell’unione monetaria.

Un declassamento del rating sarebbe quanto meno imbarazzante per Osborne, ma fondamentalmente farà salire gli oneri finanziari che potrebbero compromettere la ripresa economica già in difficoltà.

La Gran Bretagna ha finora contenuto i rendimenti dei suoi titoli statali, sostenuta dagli investitori. Attualmente infatti i rendimenti delle obbligazioni inglesi sono vicine e dei record minimi, pari a circa il 2%.

Moody ha detto l’outlook stabile deve essere dimostrato, con il governo che dovrà essere in grado di tagliare il deficit. Qualsiasi ulteriore indebolimento delle prospettive macroeconomiche o la necessità di sostenere il sistema bancario potrebbe portare ad un outlook negativo e, in seguito, ad un declassamento del rating del paese.

Di conseguenza, le prospettive sul rating probabilmente saranno sensibili agli sviluppi futuri della crisi del debito della zona euro, anche se il Regno Unito non fa parte dell’unione monetaria.  La debole crescita ha già costretto Osborne a delineare ulteriori misure di austerità che si estenderanno ben oltre il 2015, mentre si mira a cancellare il deficit di bilancio.

La Gran Bretagna ha a lungo esortando i leader europei a risolvere la crisi del debito della zona euro, mentre lunedì Osborne si è rifiutato di contribuire a prendere parte ad un piano di salvataggio istituito dal Fondo Monetario Internazionale.

Inghilterra, cambiano le regole dei mutui

Più di 600.000 i mutuatari in Inghilterra potrebbero essere stati a rischio nell’ottenimento di un prestito qualora le nuove regole legate ai mutui fossero già state attive. Tali norme, proposte dalla Financial Services Authority, sono finalizzate per impedire un incremento del rischio nel mondo dei mutui e dei prestiti.

L’autocertificazione diventerà una cosa del passato, dato che le banche saranno obbligate a verificare il reddito di chi fa richiesta di prestito, inoltre i mutuatari non saranno più in grado di utilizzare i mutui solo interesse come alternativa più economica rispetto ad un mutuo in cui rimborsare sia una quota interessi che una quota capitale. Gli istituti di credito, infine, dovranno tenere delle prove di stress sui singoli mutui, al fine di verificare che il mutuatario possa permettersi il rimborso della rata anche in caso di aumento dei tassi di interesse.

Le proposte, che ora saranno discusse per tre mesi, sono la fine di un percorso di studio durato due anni. Il presidente della FSA, Lord Turner, ha detto che i creditori si sono comportati in maniera irrazionale nel periodo precedente la crisi del credito. Sappiamo infatti che se il mercato dei mutui e delle case va male, allora ne risente l’intera economia e anche la valuta è debole.

In maniera particolare, le persone con maggiore difficoltà sono quelle che hanno un Loan to Value troppo elevato (ovvero hanno richiesto magari un mutuo al 100%), o che hanno addirittura alterato la loro storia creditizia.

Nelle nuove regole, la banca deve valutare se il mutuatario può permettersi di rimborsare il debito in base al suo flusso di cassa e deve tenere conto degli aumenti futuri dei tassi d’interesse.

Cosa cambia per chi compra una prima casa? Praticamente nulla, dato che la FSA ha detto che questo gruppo di persone, tipicamente, sono dei mutuatari prudenti, che hanno sottoscritto dei mutui non autocertificati.

La Francia attacca l’Inghilterra

I rapporti tra Gran Bretagna e Francia sono al loro minimo, dopo che Londra e Parigi si sono scambiati delle accuse sullo stato delle rispettive economie. Le tensioni si sono infiammate quando il ministro delle finanze francese è diventato l’ultimo di una serie di personaggi francesi ad attaccare la gestione economica del governo britannico.

François Baroin ha detto che la situazione economica in Gran Bretagna è molto preoccupante, si preferisce essere francesi piuttosto che inglesi in termini economici.

David Cameron non ha più parlato con Sarkozy da quando il presidente francese lo ha descritto come “un bambino ostinato”. Al contrario, David Cameron ha discusso dei problemi della zona euro con diversi leader europei, tra cui il cancelliere tedesco Angela Merkel.

Nick Clegg, il vice del primo ministro, ha detto che i commenti del Primo Ministro francese che sono stati semplicemente inaccettabili. In precedenza, Downing Street aveva risposto all’attacco francese, puntando alla capacità del Regno Unito di prendere in prestito denaro più a buon mercato come un segno di fiducia verso la politica britannica. Risale inoltre al mese scorso la frase in cui George Osborne, cancellerie di sua maestà, ha suggerito che la Francia potrebbe essere il prossimo paese UE che affronterà una crisi del debito.

Nonostante il vertice, la Gran Bretagna è cautamente ottimista nel costruire una nuova alleanza con la Germania verso il futuro della moneta unica.

Il ministro delle Finanze francese ha attaccato il governo britannico dopo essere stato avvertito che il suo paese stava per scivolare in una recessione. Il governo francese è furioso per l’abbassamento del suo rating del credito ed incolpa della situazione proprio David Cameron, il cui rifiuto mina la fiducia nella capacità dell’UE di dare una risposta concreta alla crisi.

Il declassamento sarebbe un colpo grave per la Francia e per Sarkozy, che ripone le speranze verso un secondo mandato presidenziale.

Osborne, l’Inghilterra sta meglio rispetto ad altri paesi europei

Il Cancelliere George Osborne ha detto durante che la situazione europea è instabile a causa dei debiti e dei deficit dei vari paesi, ma la Gran Bretagna ha un piano credibile che può aiutare in maniera concreta il paese ad andare avanti. Secondo Osborne, infatti, la situazione europea è instabile, come si può vedere da quello che succede in Portogallo, ed è questa la causa dei debiti e dei deficit.

Effettivamente, al momento la situazione in Europa non è per niente facile, dato che già Grecia e Irlanda hanno chiesto aiuti nei mesi passati, ora sembra che il Portogallo sia molto vicino a tale richiesta. Dopo il Portogallo c’è già chi si preoccupa della Spagna, che però è un paese la cui economia pesa molto a livello europeo, dunque sarà una preoccupazione ancora più grande rispetto a quella che, fino ad ora, hanno generato Grecia, Irlanda e Portogallo.

La zona UE e la Gran Bretagna non sono due storie separate, dato che l’Inghilterra ha un deficit di bilancio più alto, dunque più debiti in questo senso, ma ogni anno, rispetto a paesi come il Portogallo e altri ancora, sembra che il Regno Unito riesce a mantenere i suoi tassi di interesse vicini a quelli della Germania, che sono i tassi di riferimento per valutare la situazione di salute dei paesi europei. Osborne dice che questo è possibile dato che c’è un piano credibile alle spalle.

Intanto mercoledì scorso il Primo Ministro portoghese Jose Socrates ha presentato le dimissioni al presidente, dopo che il Parlamento ha respinto i passi relativi all’austerità, che dovrebbe dare una mano al mercato di Lisbona, che si trova ora alle prese con un importante deficit di bilancio.

Per chi volesse investire nel mercato delle valute, occorre considerare tutte queste notizie e vedere come reagiscono le valute, soprattutto l’euro e la sterlina, dirette interessate.