Stocastico: divergenze rialziste e ribassiste

Quando si parla di oscillatore stocastico uno dei concetti più importanti da tenere in considerazione riguarda le divergenze, delle differenze che si formano quando un nuovo prezzo alto o basso non è confermato o ricambiato dall’oscillatore stocastico. La divergenza rialzista si verifica quando il prezzo genera dei minimi più bassi mentre dei minimi crescenti si trovano nell’indicatore. Questo fenomeno indica una diminuzione della quantità di moto ribassista che può essere un segno di una possibile inversione rialzista.

Una divergenza ribassista si forma quando il prezzo crea massimi più elevati, ma l’oscillatore stocastico si muove in maniera meno forte. Questo indica una diminuzione del momentum rialzista, che potrebbe segnalare una possibile inversione ribassista.

Una volta che viene rilevata una discrepanza, gli analisti dovrebbero cercare un segno per confermare che ci si trova di fronte ad un cambiamento nella tendenza dei prezzi. Una divergenza ribassista può essere confermata da una rottura del supporto sul grafico dei prezzi o da una pausa dell’oscillatore stocastico al di sotto del livello di 50, che è la linea centrale. Nel frattempo, una divergenza rialzista può essere confermata con una pausa di prezzo sul grafico dei prezzi o da una pausa dell’oscillatore stocastico sopra il livello di 50.

50 è infatti un livello che è sempre importante notare. L’oscillatore stocastico è compreso tra zero e cento, dunque 50 è la linea centrale. Per usare un’analogia, possiamo vedere questo livello al centro di un campo di calcio, che quando una squadra è in attacco ha una migliore possibilità di segnare rispetto a quando si trova nella propria linea mediana.

Un cross fatto dall’oscillatore stocastico verso l’alto oltre il livello 50 indica che i prezzi stanno commerciando nella metà superiore del range. Questo suggerisce che, per così dire, il “bicchiere è mezzo pieno”. Al contrario, un cross di questo indicatore al di sotto del livello 50 significa che i prezzi stanno commerciando nella metà inferiore del range, suggerendo che il “bicchiere è mezzo vuoto”.

Un’altra forma di divergenza, nota come set-up “orso” si verifica quando il prezzo forma un nuovo minimo mentre l’oscillatore stocastico genera un minimo inferiore. Anche se il prezzo rimane al di sopra del suo precedente minimo, il minimo più basso nell’oscillatore stocastico mostra un aumento della quantità di moto ribassista. Quando si ha questa condizione, si può prevedere che ci sarà un aumento del prezzo, dunque si può entrare nel mercato in maniera più sensata e aprire delle posizioni con meno rischi di perdita.

Indicatori economici ed inflazione

Se diamo uno sguardo al mondo degli indicatori macroeconomici, gli indicatori che da sempre occupano un posto di primaria importanza per i traders del Forex sono quelli riferiti all’inflazione. Parliamo in particolare dei dati inerenti i prezzi al consumo e di quelli relativi al mondo industriale, ed in particolare, ai prezzi della produzione.
Quando si parla di inflazione si fa spesso riferimento al CPI o Consumer Price Index. Questo indice misura l’andamento del costo della vita, a livello di consumatore finale, sulla base dell’osservazione dei prezzi di un paniere di beni e servizi. I prezzi al consumo sono il migliore indicatore dell’inflazione di un Paese in quanto la variazione degli stessi è correlata positivamente non solo con il costo della vita ma anche con i tassi d’interesse, nel senso che un’inflazione in costante aumento porta con sé anche un incremento dei tassi d’interesse attesi.

Come influisce questo dato sulle aspettative degli operatori?

L’indice, in generale, viene rilevato su base mensile e, solitamente, quando l’inflazione aumenta su base costante oltre le attese, la reazione dei mercati azionari è negativa, nel senso che si osserva generalmente una diffusa riduzione delle quotazioni di mercato. Per quanto riguarda, invece, l’influenza del dato sugli operatori del mercato valutario, la reazione prevede l’acquisto della valuta nazionale in quanto ad esso è collegato l’ incremento del tasso d’interesse e quindi del costo del denaro da parte delle autorità monetarie.
In genere, la parte più significativa di questo dato è quella depurata dalle componenti più volatili, quali cibo ed energia e cioè il “core rate”. Si tratta, comunque, di un indice dallo scarso valore previsivo nel breve periodo e che punta tendenzialmente al rialzo, in quanto è raro che le imprese diminuiscano i prezzi su base costante nel tempo.

Il PPI o Producer Price Index

Per misurare la variazione dei prezzi di una data economia, altrettanto utile è il Producer Price Index, cioè l’indice dei prezzi di produzione industriale che misura, in un dato intervallo di tempo, la misura del cambiamento che si è avuto sui prezzi di un certo paniere di prodotti a diversi stadi di lavorazione (prodotti grezzi o materie prime, beni intermedi e prodotti finiti). L’incidenza della conoscenza di questo indice è fornito dall’utilità per l’analisi dei prezzi delle materie prime e dei semilavorati.
Esso permette di anticipare con buona probabilità le pressioni inflazionistiche esistenti su un dato mercato, con particolare riferimento a quello inerente i prezzi al consumo.
A rilascio mensile, un PPI crescente e oltre le attese è negativo per i mercati finanziari in quanto preannuncia un futuro aumento generalizzato dei prezzi. Comunque, al fine di valutare meglio gli effetti delle variazioni subite dall’indice, si fa comunemente uso del “core PPI”, per eliminare, anche in questo caso, la notevole incidenza sulle variazioni mensili delle componenti più volatili dell’indice stesso.

Due ulteriori diffusi indicatori: Il CPPI e il CRB Index

Una variante del PPI è il CPPI, detto anche Commodities Producer Price Index, e cioè l’indice dei prezzi alla produzione di tutte le commodities. In generale, l’utilità dell’indice sta nel fatto che le sue variazioni precedono quasi sempre quelle dei movimenti dei titoli in borsa e dunque si rivela come un valido indicatore dell’inflazione di lungo periodo.
Tale indicatore, sebbene utile, prende però in considerazione l’impatto sullo stesso da parte di un numero limitato di commodities. Per questo, un altro indicatore molto accreditato tra i traders è il Commodity Research Bureau Index (CRB Index) che è costruito a partire dai prezzi dei contratti futures relativi a 21 commodities. Nonostante la sua diffusione ed il suo indubbio valore informativo, tale indice non è esente da critiche e quelle maggiori riguardano la constatazione che si tratta di un indice che si riferisce a dei prezzi futuri delle commodities ed inoltre, tale indicatore comprende alcune componenti di prezzo che hanno poco significato in relazione alle variazioni dello stesso.

Alcune considerazioni sull’impatto dei rilasci dei dati macroeconomici

Come abbiamo visto nei precedenti articoli, il valore di una valuta è legato alla situazione economica del Paese e quindi, se il Paese presenta dei dati macroeconomici positivi e con buone prospettive di crescita dell’economia, la relativa valuta ne risentirà apprezzandosi rispetto alle altre. Il contrario accade nel caso di eventi di varia natura che abbiano un impatto negativo sull’economia della nazione e quindi sulla relativa valuta.
Abbiamo anche visto quali sono gli indicatori fondamentali che spingono i tassi di cambio in una direzione piuttosto che in un’altra. Esistono delle relazioni di dipendenza reciproca tra le variabili che incidono sui tassi di cambio, pertanto è opportuno prendere atto di queste interdipendenze quando si legge uno specifico dato economico.

I valori che accompagnano la “release” dei dati

In genere, quando ci si accinge ad operare leggendo le varie news di mercato sui calendari economici, per ogni dato ed indicatore macroeconomico viene fornito sia il valore precedente sia quello atteso o previsto da parte di un pool di esperti come economisti, analisti ed operatori di settore. Tra i due valori un ruolo di assoluto rilievo è quello che ha il valore atteso, in quanto la comparsa di tale valore sul mercato innesca una serie di aspettative sul futuro dato effettivo. Una parte di queste aspettative si allinea a quelle prevalenti di mercato, un’altra invece si discosterà scommettendo in maniera ottimistica o pessimistica rispetto al dato atteso.

La diffusione dei rumors e la componente speculativa del mercato

In quest’ultima ipotesi assumerà forte rilevanza la componente speculativa delle contrattazioni che è quella che maggiormente si discosta dai valori fondamentali di mercato e che, di conseguenza, opererà solo sui movimenti di natura tecnica della valuta. Vi possono quindi essere delle operazioni intraprese per il solo fine speculativo e al tempo stesso delle operazioni meramente speculative e aggressive che prevedono posizioni di attesa sui dati per sfruttare la pubblicazione di valori distanti dal cosiddetto consenso di mercato: infatti, molto spesso si assiste alla diffusione di rumors, ossia di voci di corridoio e dicerie relative al dato in uscita pochi minuti prima della pubblicazione ufficiale, capaci di movimentare i prezzi alla stregua dei dati economici reali, con movimenti anche molto forti e che provocano una forte volatilità di mercato.

L’effetto anticipatorio del mercato

Però, d’altra parte, è ugualmente possibile che il mercato già cominci a scontare la pubblicazione di un certo dato muovendosi in maniera anticipata ad esso e coerentemente con quanto potrebbe in linea teorica prevedersi. In quest’ultimo caso, il movimento che ci si sarebbe aspettati con la pubblicazione ufficiale del dato è già stato fatto prima della stessa dal mercato. il quale potrebbe invece muoversi successivamente nella direzione contraria ed opposta rispetto a quella più prevedibile.
Inoltre, qualora i movimenti innescati da un dato dovessero trovare conferma nei trend successivi, ciò significherebbe che il mercato è particolarmente sensibile a questo dato, ragion per cui è necessario monitorare più attentamente le pubblicazioni ad esso inerenti.

Conclusioni finali

Queste considerazioni aiutano a comprendere meglio come ogni dato in realtà non abbia un impatto del tutto prevedibile, sebbene l’operatività quotidiana sulle diverse coppie di valute aiuti meglio a comprendere molte caratteristiche e dinamiche nei movimenti di mercato delle stesse. Inoltre, il rilievo di ogni report e pubblicazione deve sempre essere posto in stretta correlazione con altre variabili macroeconomiche in maniera tale da cogliere l’importanza del dato in relazione alla fase congiunturale del periodo.

Cosa deve contenere un buon piano di trading?

Imparare a scrivere un piano di forex trading necessita di molto lavoro e di impegno per lungo tempo. Ricordate che è necessario disporre di un buon piano di trading, anche se non è obbligatorio. Tuttavia esso ci permetterà di poter entrare in commercio con la consapevolezza di poter generare molti pip e di evitare delle possibili perdite di soldi sul mercato; detto questo è naturale che la lettura di tutti gli articoli della guida all’andamento del mercato ci ha permesso di giungere alla realizzazione del piano di trading con maggiore consapevolezza. 

Un piano di trading del forex deve essere semplice e non ambiguo, dovrebbe dare le specifiche della coppia che il trader andrà a commerciare, la direzione per il commercio o la direzione del trend primario e dire se il mercato o la coppia è in trend o oscillante oppure se un obiettivo di prezzo può essere identificato. Il piano di trading dovrebbe avere una sorta di sistema di allarme per la notifica che potrebbe essere il momento in cui è più consono entrare in commercio. Infine si deve dare una serie di condizioni precise alle quali la voce di commercio può essere verificata.

Il percorso del piano

Il piano deve inoltre avere un percorso razionale o logico che si basa su un‘analisi del mercato totale e un piano di commercio logico dovrebbe essere facile da verificare da un commerciante di livello intermedio con indicatori di tendenza del  forex molto semplici. In altre parole chi illustra il piano di trading per lo scambio delle coppie dovrebbe essere in grado di eseguire il backup o spiegare abbastanza facilmente ad un altro operatore la loro valutazione complessiva del mercato e un percorso logico naturale che ha portato al piano; senza usare formule segrete, nessun algoritmi segreti o robot segreti, solo la logica può rendere un piano di trading veramente efficace e duraturo.
Le dichiarazioni riguardo la condizione generale del mercato come, ad esempio,  gli imminenti e forti driver della stampa oppure i choppiness del mercato, possono anch’essi essere inseriti nel piano di trading.

Quali indicatori dovreste usare per svolgere la vostra analisi di mercato?

Un semplice insieme di indicatori di tendenza come le medie mobili dovrebbe funzionare bene, a patto che gli indicatori siano impostati e possano essere utilizzati su più tempi.
Ci sono vari liberi indicatori di tendenza che dovrebbe funzionare bene qualsiasi trader, dal principiante all’esperto, ricordando che bisogna condurre l’analisi globale del mercato con questi indicatori e scrivendo appunti sulle vostre osservazioni. Quando si esamina l’ultima coppia di valute è necessario leggere oltre le note della condizione attuale del mercato, inizierà a diventare evidente (cioè quali coppie o gruppi sono in trend, mosse, consolidate, a supporto o resistenza, all’interno di zone di supporto / resistenza o cluster / strati, ecc.) e i piani commerciali non saranno altro che un write-up formale delle note di analisi. La vostra analisi consiste  nell’osservazione delle coppie e nella raccolta delle informazioni di mercato coppia per coppia, gruppo di valute individuale per gruppo di valute individuale e di tempo per fotogramma utilizzando questi indicatori.

Forex, il volume e il prezzo

Un’analisi utile che ogni trader dovrebbe fare è quella dello studio degli indicatori, soluzione che permette ad ogni investitore di entrare e di uscire dal mercato in maniera ottimale. Vediamo in che maniera gestire i flussi di cassa utilizzando sia il prezzo che il volume per registrare un quadro più completo dei movimenti di prezzo.

Cos’è un flusso di cassa? Si tratta di un indicatore che permette di calcolare il valore di base indicizzato sulla base del prezzo e del volume per un determinato numero di candele. Il prezzo delle precedenti candele viene considerato con un valore medio inferiore al precedente. Gli indicatore di flussi di cassa mostrano gli oscillatori più critici che possono essere utili per identificare in maniera migliore l’eccessivo coinvolgimento del trader.

Prima di tutto, il fenomeno di accumulazione / distribuzione, che è indicativo di una strategia di rottura, si “fonde” nel flusso di finanza. Se i prezzi sono chiusi in un punto al di sopra del punto centrale nella sessione, l’accumulo si ha in quel giorno. Viceversa se invece il prezzo chiude al di sotto del suo punto medio.

Per poter fare un calcolo più preciso si può utilizzare il valore totale del prezzo e l’indicatore di volume al fine di completare il calcolo.

Prezzi e volumi sono molto importanti nel forex per tutta una serie di motivi. Per prima cosa sono i principali indicatori per capire la direzione del trend o eventuali inversioni. Ipotizziamo infatti che i prezzi diminuiscono ma gli indicatori ci danno delle indicazioni contrarie a tale aumento di prezzi. Significa che presto potremmo dover far fronte ad un’inversione del trend. Per poter fare queste valutazioni occorre guardare non tanto il prezzo in sé, quanto il volume degli spostamenti di prezzo per un determinato periodo di tempo, così come si nota su un grafico timeframe.

Metodologie di analisi tecnica

Per tutti coloro che vogliono imparare il forex e vogliono farlo usando l’analisi dei grafici, ovvero l’analisi tecnica, possiamo dire che due concetti importanti da approfondire ulteriormente sono quelli delle analisi dei pattern e della teoria delle onde di Elliott.

Nel primo caso, l‘analisi dei pattern, ovvero l’analisi dei grafici, implica lo studio dei grafici per poter individuare le tendenze dei prezzi, oltre che i livelli di supporto e di resistenza. Gli operatori possono anche valutare se ci sono dei pattern grafici classici, ovvero quelli che riflettono gli stati psicologici chiave del mercato, che si stanno verificando esattamente nei momenti in cui si analizza il mercato. Per poter studiare i grafici ci sono una vasta gamma di indicatori tecnici che sono stati creati e studiati nel corso del tempo, che aiutano a quantificare le condizioni di mercato e a generare dei segnali di trading. Questi indicatori sono generalmente calcolati osservando il mercato delle valute forex e il volume di trading.

La teoria delle onde di Elliott è un metodo avanzato che si basa sull’idea che i mercati si muovono in cicli ripetibili di tendenze che sono seguite da correzioni. Tali cicli e tali correzioni consistono rispettivamente in cicli di cinque e tre onde. Un’applicazione dettagliata di questa teoria può aiutare a sviluppare un senso migliore della tempistica del mercato, al fine di valutare le probabilità di un movimento particolare dei prezzi.

La cosa fondamentale che un nuovo operatore del mercato delle valute dovrebbe fare è quella di iniziare a prendere i grafici dell’analisi tecnica, in maniera da potervi applicare gli indicatori del forex, andando ovviamente alla ricerca del trend in corso e alla ricerca dei livelli di supporto e di resistenza. Infine si potrebbero studiare le forme più avanzate di trading, come quelle legate alla teoria delle Onde di Elliott, che possono aiutare a cogliere un quadro più ampio del mercato.

Fare trading usando il MACD

Il Moving Average Convergence / Divergence, MACD, è uno degli indicatori più semplici ed affidabili del Forex. Il MACD usa infatti le medie mobili al fine di avere una tendenza dell’andamento di una data coppia di valute. Il MACD, nella pratica, è un indicatore che traccia una linea che oscilla al di sopra e al di sotto dello zero, senza limiti di alcun genere, né a livello superiore che inferiore.

La formula più importante per il MACD è data dalla differenza tra la media mobile esponenziale a 26 periodi e quella a 12 periodi. Questa è la combinazione ideale di MACD, dato che se si utilizzano delle medie mobili più brevi, si avrà un indicatore più veloce e più sensibile, mentre se si utilizzano delle medie mobili più grandi, si avrà un indicatore più lento.

Delle due medie mobili che compongono il MACD, l’EMA a 12 periodi è la più veloce, mentre l’EMA a 26 periodi è la più lenta. Solitamente, viene usata anche una EMA a 9  periodi, che viene tracciata al fine di agire come linea di riferimento. Un crossover rialzista si verifica quando al MACD si trova al di sopra dell’EMA a 9 giorni, mentre un crossover ribassista si ha quando il MACD si muove al di sotto dell’EMA a 9 giorni.

Se il valore del MACD è negativo, allora il valore dell’EMA a 12 periodi è minore rispetto a quello dell’EMA a 26 periodi. Se il MACD è in positivo, accade che il divario tra queste due linee si allarga.

Il MACD genera dunque dei segnali rialzisti e dei segnali ribassisti, che il trader può seguire al fine di capire in che maniera aprire delle posizioni.

Il MACD genera dei segnali bullish da tre risorse principali, ovvero la divergenza positiva, il Bullish Moving Average Crossover e il Bullish Centerline Crossover, mentre genera dei segnali bearish da queste tre risorse: divergenza negativa, Moving Average Crossover ribassista e Centerline Crossover ribassista.

Forex tra analisi tecnica e fondamentale, parte 2

Nello scorso articolo abbiamo visto la principale divisione della strategia che bisogna usare quando si fa Forex, ovvero quella tra analisi fondamentale e analisi tecnica. Sappiamo che l’analisi fondamentale comporta lo studio dell’andamento delle notizie che possono influire sul mercato. L’analisi tecnica è invece un metodo di previsione dei movimenti dei prezzi del mercato guardando puramente ai dati generati dal mercato stesso.

L’analisi viene fatta in base al concetto che “la storia si ripete” ed è attraverso il confronto tra la situazione attuale e quella passata che l’analisi tecnica risulta molto efficace per entrare ed uscire dal mercato.

Attraverso l’uso di grafici e di indicatori sarà possibile pianificare una tattica di investimento. I trader infatti ritengono che il prezzo di una valuta si muove in tendenza e dunque seguirà sempre uno schema simile ad uno passato. Anche se questa metodologia guarda con sicurezza a tempi andati, non è una buona idea basarsi completamente ed esclusivamente su di essa per anticipare un trade forex, dato che il futuro non è uguale al passato poiché ci sono molte variabili impreviste che l’analisi tecnica non riflette, come ad esempio il cambiamento dei leader dei paesi, i cambiamenti di governo, le catastrofi naturali, i cambiamenti delle politiche bancarie, lo stato d’animo degli investitori, le guerre. Sono dunque tutti fattori che influenzano direttamente il valore di una valuta.

Dunque una combinazione dei due approcci, fondamentale e tecnico, è sempre incoraggiare per ottenere i migliori andamento sul piano dell’investimento.

Per imparare a fare Forex è possibile scegliere una grande varietà di fonti, come ad esempio seminari, eBook, internet, documenti e così via, tutti a portata di click. Quello che però fa la differenza è sicuramente l’esperienza e la pratica.