E tu, guadagni con il forex?

Speculare sul mercato a breve termine è divertente. Investire a lungo termine non è niente di divertente né noioso, è solo qualcosa di completamente diverso. Il primo ha un sacco del fascino del gioco, con l’aggiunta della sfida personale sul fatto che si sta svolgendo un’attività di puro caso.

Uno studio pubblicato nel 2006 intitolato “Quanto i singoli investitori perdono dal trading?” è stato visto che i singoli trader che investono nel brevissimo termine (day trader) perdono soldi in generale, e anche in grandi quantità. In particolare lo studio (fatto sul mercato azionario di Taiwan, ma che si può riportare anche nel forex) stima che i singoli investitori nel loro complesso hanno registrato un rendimento annuo importante.

Questi risultati sono in linea con quello di molti altri studi che concludono che di fatto i singoli investitori ottengono risultati non positivi.

In un mercato ad alto rischio come il Forex, la percentuale di investitori che perde denaro in termini assoluti (non relativi rispetto ad un indice di riferimento) si attesta a circa il 60-70%.

Qual è il segreto per vincere? Oltre che avere mezzi adeguati e le risorse giuste, le conoscenze e le esperienze, le persone che sono in grado di guadagnare soldi con il “trading” hanno una particolare capacità nel rilevare i “modelli” del movimento dei prezzi.

Sanno cosa cercare attraverso dei complessi modelli algoritmi matematici, alcune persone lo fanno in modo più intuitivo, altre sono aiutate da semplici strumenti di analisi tecnica o di mera osservazione del mercato.

Ciò che è importante da capire è che non esiste un sistema che permette di fare automaticamente denaro sul mercato. La chiave è la capacità della persona di eseguire tale sistema. Anche se un investitore copia esattamente il sistema di trading di un altro investitore, egli potrebbe molto probabilmente perdere denaro.

La ragione di questo è che ogni strategia di trading deve essere impostata e “praticata” in maniera esatta, cosa che non tutte le persone sono in grado di fare.

L’anali tecnica è un chiaro esempio di questo. Molte persone imparano l’analisi tecnica come uno strumento che, applicato in modo uniforme, permetterà di guadagnare denaro. Ma non è così semplice, naturalmente. L’analisi tecnica è un insieme di strumenti che sono in grado di “aiutare” a rilevare dei modelli di trading. Ma per avere successo in tale processo di pattern matching bisogna avere un’abilità di percezione che non tutti hanno, ed ecco la vera differenza tra chi ha successo e chi no.

Coppie esotiche – seconda parte –

Prima di addentrarci nel dettaglio in questa seconda parte della lezione relativa alle coppie esotiche, rileggete la prima parte per comprendere meglio dove eravamo arrivati. Il punto di entrata delle coppie esotiche è di importanza critica e il Forex Heatmap ve lo proverà. Una coppia come la EUR / GBP è un grande indicatore sul heatmap, non bisognerebbe mai scambiare questa coppia essendo un indicatore estremamente importante se si considera la negoziazione di qualsiasi coppia EUR o GBP per rilevare la forza o la debolezza in entrambi i gruppi. A volte si ottiene una indicazione diretta sul trade da questa coppia. Se non leggete le coppie esotiche quando analizzate il mercato, allora si sta lavorando con meno informazioni rispetto agli altri operatori. Più saranno le informazioni e meglio sarà. Analizzando più coppie e controllando la Forex Heatmap presso il punto di entrata avrete le informazioni supplementari per battere tutti gli altri trader.

Quando vi state preparando ad acquistare o vendere l’ USD / CAD controllate la Forex Heatmap e le coppie CAD di quando stavate facendo l’analisi di mercato per assicurarvi che la voce commercio sia sicura. Guardando le coppie esotiche sul heatmap vi aiuterà a supportare le decisioni di entrata sulle altre coppie. Di seguito è riportato un esempio di segnale di vendita sulla AUD / CAD che può essere verificato analizzando una alla volta le 13 coppie e la maggior parte delle loro sono coppie esotiche, le coppie esotiche sono estremamente preziose. È necessario guardare molte coppie, comprese le coppie principali (o major) ed esotiche per verificare la voce. Di seguito è riportato un segnale di vendita di esempio sull’EUR / JPY, una coppia esotica con buon movimento.

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Va bene anche per scambiare le coppie USD. Ma la maggior parte dei trader non commercia le major come USD / CAD o NZD / USD perché non analizzano le coppie CAD o NZD per verificarne le voci. Questa è una grande occasione perduta. Se l’USD dovesse avere una tendenza ed essere quindi la forza trainante del mercato dovrebbe essere anche in grado di dire se le esotiche non si muovono molto o se sono incoerenti nei loro modelli di tendenza o sulla Forex Heatmap. Questo è un valore aggiunto che le esotiche mettono sul piatto.

Regola generale: se le major si stanno muovendo le esotiche sono tranquille, se le esotiche stanno muovendo le major sono tranquille e questo ha un senso a causa di come le coppie sono costruite.

Esempi di clicli di movimento: coppie esotiche come la coppia EUR / JPY hanno spread molto bassi e si muovono molto bene, le coppie come la AUD / CAD si muovono più lentamente.

Altri pensieri sulle esotiche

Gli swap più elevati saranno disponibili sulle esotiche, attualmente le coppie come AUD / JPY e AUD / USD (coppie major) pagano più interessi sul buy; quindi in un mercato in trend su coppie come queste si può andare con le migliori tendenze e “commerciare in direzione dello swap” se siete interessati al extra daily carry trade interest per il vostro account.

Conclusioni

Solo il potenziale di pip e la capacità di prendere un ciclo di movimento è ciò che conta nel forex trading. Commerciare le esotiche con le major può far fare fino a 10 volte più pips e danno 10 volte più opportunità di trading rispetto agli scalper sull’EUR / USD o ai commercianti di forex che commerciano solo una o due coppie principali. Utilizzare le esotiche per assistere le voci di analisi di mercato e commerciarle tramite la Forex Heatmap fa capire come esse siano fondamentali fondamentali per il successo del forex trading.

Coppie esotiche – prima parte –

La maggior parte dei trader commercia una o due coppie di valute. In questo articolo vedremo come fare trading su 28 coppie di esse, di cui 21 sono esotiche, e anche su come usarle. Una coppia esotica è una coppia di valute in cui l’USD non è su entrambi i lati. Per esempio, la coppia EUR / JPY, AUD / CAD e GBP / CHF sono coppie esotiche. La negoziazione delle esotiche è enormemente gratificante perché in generale quando le coppie USD non si muovonolo fanno quelle esotiche, cosa che facilita gli scambi giornalieri e il potenziale di pip sulle 28 coppie, che sono varie combinazioni delle 8 principali valute. È possibile trovare un trade quasi ogni giorno e certamente almeno uno 4 volte la settimana se vendete le coppie di valute esotiche insieme con le principali e vi farà aumentare il potenziale di profitto di dieci volte rispetto allo scambio di una o due coppie o semplicemente con il trading sulle coppie principali.

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Non seguite questo consiglio

Qualsiasi trader, formatore del forex o educatore che consiglia di “commerciare solo un paio” o di “conoscere una coppia veramente bene” ha completamente sbagliato. Suggerire a qualcuno di non scambiare le coppie esotiche indica chiaramente che questa persona non capisce molto di analisi del mercato totale del forex, di analisi parallela e inversa o di come approfittare dei movimenti di molte coppie di valute. I trader che li seguiranno stanno perdendo l’opportunità di fare del buon forex e concederanno solo pips limitati al trade.

Il percorso corretto per utilizzare le coppie esotiche nelle analisi di mercato

Il mercato del forex è carico di opportunità. A volte gli spread sono in realtà inferiori alle esotiche rispetto ad alcune principali presenti, ad esempio, nel ECN broker forex. Gli spread sulle esotiche sono stati costantemente in calo nel corso degli anni a causa della concorrenza e dell’aumentare della liquidità nel mercato del forex.

Le coppie esotiche dovrebbero essere riesaminate ogni giorno come parte della vostra analisi generale del mercato e come parte del processo di pianificazione commerciale, ad esempio se si sta analizzando USD / CAD è necessario rivedere tutte le coppie USD oltre a tutte le coppie CAD per condurre correttamente l’analisi. Il CAD / JPY, EUR / CAD e AUD / CAD devono essere controllati per capire meglio il USD / CAD e per vedere ciò che il CAD sta facendo. Poi è necessario esaminare diverse coppie USD  per completare l’analisi sulla coppia USD / CAD. Questa è la logica del forex ed è il punto cruciale dell’analisi parallela ed inversa.

Anche quando si sta conducendo un’analisi di qualsiasi valuta come il JPY bisogna andare ad osservare le coppie USD / JPY, AUD / JPY e GBP / JPY. E così che le esotiche giocano un ruolo fondamentale nel processo di analisi del mercato del JPY ( Yen giapponese) per determinare se lo yen è forte, debole o misto. Nella prossima parte andremo a concludere il discorso sul commercio delle coppie esotiche.

 

Come orientarsi nel forex

Per essere certi di iniziare a commerciare come si deve nel mercato valutario dovete spendere un pò di tempo per organizzare fin dalla base il vostro lavoro. Nelle precedenti lezioni abbiamo toccato tutte le varie strategie ed i punti fondamentali che modellano i vari trade sul mercato del forex, aperto 24 ore su 24 da domenica a venerdì.

Cosa fare

Prima di tutto rivedete velocemente le vostre risorse – Prendete un’ora per sondare il vostro sito di brokeraggio facendo click su ogni pagina, scansionatele velocemente e cliccate su eventuali link o banner e scovate l’informazione che vi interessa. Accedete alla zona membri, qualora esistesse, e trovate i piani commerciali che più si direzionano verso il vostro sistema immaginario di trading. Controllate la  Forex Heatmap in entrambe le versioni e così via.

Impostare gli indicatori gratuiti – Utilizzate un unico insieme di set di indicatori di tendenza gratuiti per seguire le tendenze del mercato e per assistere dare assistenza ai vostri piani commerciali e alle tendenze del mercato. Inoltre impostate gli allarmi di prezzo seguendo i piani di trading riguardanti supporto e resistenza.

Il Forex Heatmap – Presente sul web, questo strumento gestisce le entry commerciali. Se avete padronanza di questo strumento potete iniziare un commercio su carta nel giro di pochi giorni. Questo è un passo fondamentale, non procedete fino a quando non padroneggiate la mappa termica e non riconoscete bene i segnali. Tutte le risorse per l’apprendimento e le informazioni sul HeatMap sono disponibili per rivedere come iniziare con questo sistema di trading.

Trading con account demo – Dedicate del tempo al vostro account demo, soprattutto per chi inizia, commerciando ogni giorno nel più giusto o sbagliato possibile per costruire la vostra base di esperienza. Avrete sicuramente sia trade positivi ma troverete anche alcuni dossi lungo la strada, solo così si impara il sistema.

Continuare a studiare il sistema – Il mercato del forex va studiato in modo continuo. fatelo dapprima su carta e poi attraverso il demo trading fino ad iniziare a muoversi verso la negoziazione su micro lotti e mini lotti nel corso del tempo. Una volta avviato questo processo potrete avviare un piano di trading a lungo terine che ha molte possibilità di farvi aumentare i vostri guadagni.

Partecipare a Webinar – Inizia a frequentare i webinar settimanale e le sessioni di revisione delle cartelle proposte sul wed dai siti di brokeraggio, è un modo molto utile per iniziare a cogliere il sistema di trading ad una velocità maggiore.

Skype Setup – è una modalità che si sta sviluppando nel mondo dei trader e dei broker. Usate Skype gratuitamente per conferenze vocali nazionali o internazionali, vi aiuterà a condividere con altri utenti del sistema forex le conoscenze del mercato del forex.

Richiediete quando necessario assistenza o supporto – Vai alla pagina contatti e ottenere aiuto o di supporto via e-mail, telefono o skype. È possibile inviare domande relative ai partner commerciali minori e ad imprese sostanziali per domande o più complicate set-up di un telefono o di una conferenza skype tramite e-mail.

Come pianificare una settimana di trading?

Questo articolo è per i trader che vogliono trascorrere meno tempo davanti al computer a causa di impegni esterni o di vincoli di tempo. Tuttavia questi commercianti vorrebbero contemporaneamente avere la possibilità di ottenere un maggior numero di pips e una domanda che dovrebbero farsi è come utilizzare il loro tempo in modo efficace ed efficiente per fare pips e al tempo stesso come mantenere un lavoro a tempo pieno avendo, anche, tempo per le persone, gli hobby e le attività importanti della propria vita. Questa lezione non chiarirà come prendere scorciatoie, ma come massimizzare il vostro tempo davanti allo schermo del computer per costruire solide capacità di negoziazione.

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La miglior giornata per commerciare

Il mercato del forex è un mercato di 24 ore. Il momento migliore per entrare in commercio nel forex è in realtà una finestra molto più piccola di tempo, una possibilità che rende più critico il lavoro dei trader del forex che hanno molti impegni esterni o per chiunque voglia trascorrere meno tempo davanti al computer. Analizzare i grafici richiede tempo, ma permette anche di risparmiarlo e se si analizzano le charts accuratamente con periodi di tempo diversi ogni giorno. Il tempo necessario per effettuare questa operazione può far decidere di non entrare in commercio, soprattutto in un mercato choppy o non in trend. Valutate se il mercato è in trend, oscillante o instabile? Guardate i time frame H4 , D1 e W1 o le tendenze più grandi che sono in atto o in via di sviluppo, guardate le tendenze D1 in tutte le 28 coppie che seguite sugli indicatori di tendenza gratuiti per vedere se è possibile identificare le coppie di tendenza con un maggior potenziale di pip. Infine verificate anche i grandi cicli di oscillazione, questi sono tutti ottimi metodi per monitorare bene il mercato del forex. Quindi impostate gli allarmi di prezzo che sono specificati nei piani di trading e utilizzate l’HeatMap Forex per verificare le indicazioni commerciali ed intercettare le mosse; le entrate effettuate in queste tendenze di time frame più grandi o di grandi cicli di oscillazione sono più sostenibili e hanno anche un potenziale maggior di ritorno (reward). La verifica delle tendenze più grandi come H4 e D1  richiede solo pochi minuti e consente di risparmiare tempo; vedere e capire come le coppie abbiano grandi potenzialità permette di scegliere i vostri bersagli e di gestire meglio il tempo a disposizione.

Utilizzare efficacemente la Heatmap forex

La HeatMap Forex usata in in modo efficace fa risparmiare tempo reale e vi fornirà una fotografia istantanea quotidiana delle coppie che hanno un buon potenziale; la lettura di ogni piano commerciale servirà sempre a tenervi informati sulle tendenze del mercato. Chiunque può avere l’analisi dei trend in modo professionale attraverso le diverse coppie di valute grazie ad un set di indicatori di tendenza gratuiti; il Forex Heatmap è uno strumento molto efficiente che fa risparmiare un sacco di tempo perché vi dice quando stare al pc e quando commerciare. Anche gli allarmi di prezzo fanno risparmaire tempo nei piani di trading  perché si sa quando il mercato è in movimento.

Anche se non state negoziando oggi o in questa settimana potete leggere i resoconti di opinione quotidiani per rimanere sempre in sintonia con il mercato, i rapporti sono brevi e non prendono molto tempo per essere letti. Se prevede di commerciare dovete pianificare la vostra settimana di trading solo sulle coppie valide segnalate dalla Forex Heatmap, ciò migliorerà la vostra efficienza di trading.

Il Forex Heatmap è un efficace strumento di gestione del tempo perché permette di tenere traccia di più coppie e decidere verso quali tendenze si può essere interessati a scambi di breve termine o a trade con più potenziale in un mercato in trend. Il Forex Heatmap migliorerà la vostra efficienza e la vostra efficacia come commerciante del forex; vi può suggerire in fretta quando non commerciare e questo consente di risparmiare ulteriore tempo. Non c’è bisogno di essere davanti al computer se si utilizza la mappa termica dovete solo essere vicini al computer per monitorare il mercato nei momenti critici.

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Notizie Calendario

Utilizzare il calendario in modo efficace. All’inizio della settimana, nella notte di domenica, controllare il calendario della settimana. Se il calendario viene “caricato” con forti drivers di notizie in un momento concentrato si può decidere di modificare il programma; fare questo richiede tempo ma alla fine della settimana lo risparmierete e contribuirete all’efficienza. Alcune coppie si muovono prima delle notizie e si “impostano” per la compravendita dopo la notizia.

Vantaggi e svantaggi degli obiettivi di pip

Alcune persone fissano un obiettivo di pip settimanale così da ottimizzare i tempi. Per esempio, se hanno un obiettivo di X pips a settimana e hanno colpito il loro obiettivo mercoledì essi smetteranno di fare trading per l’intera settimana. Ciò potrebbe sembrare essere buono per la gestione del tempo, ma non dovrebbe essere così; preferibilmente non bisognerebbe mai fissare un obiettivo di pip settimanali e lasciare solo che il mercato detti l’esito degli eventi e il trader “prenda ciò che il mercato concede”.

 

Le oscillazioni nel trading

Questo articolo apre la terza lezione della Guida al forex sull’andamento dei mercati. Qui verranno analizzate le oscillazioni e i time range nel mercato del forex, dati che servono al trader per capire se un mercato è ipervenduto o ipercomprato. Nelle precedenti due lezioni siamo partiti dall’ industria del forex e dal suo funzionamento per poi passare ai suoi protagonisti, brokers e traders, descrivendone anche le azioni principali.

Pianificazione delle operazioni di spotting

Quando si analizza il trading spot forex su multipli periodi di tempo e attraverso il drill – down dei grafici delle diverse coppie di valute è possibile avvistare delle coppie che sono oscillanti o comprese tra il limite di supporto e quello di resistenza, le quali possono anche essere facilmente scambiate. A volte il mercato non è in trend, ma è oscillante o consolidato in un vasto range fino a quando le coppie ne escono ed iniziano a performare di nuovo.
La pianificazione delle operazioni di spotting delle coppie di forex oscillanti è abbastanza facile.

Quattro esempi grafici di oscillazione

Di seguito verranno mostrati 4 grafici che rappresentano 4 modalità diverse di oscillazione che il mercato forex è in grado di generare.

stabile

 

1. Piani crescenti e decrescenti stabili che raggiungono lo stesso punto di supporto e resistenza

crescente

 

 

2. Piani crescenti

decrescente

 

 

3. Piani decrescenti

male

 

 

4. Oscillazioni irregolari, dove molto probabilmente è meglio non scambiare le coppie di valute o dove al meno bisogna essere molto cauti

Le oscillazioni illustrate nel disegno 1-3 sono molto più facili per il commercio

Oscillazioni nel forex e time frames

Ricordate sempre che tutte le coppie di valute sono in trend o sono oscillanti. Dopo un lungo periodo di trend quando il mercato forex va in stallo esse generalmente iniziano ad oscillare; le oscillazioni possono essere lineari e chiare oppure possono avere cicli irregolari e instabili come il disegno 4, dove bisogna stare particolarmente attenti. Il vostro obiettivo è quello di individuare le oscillazioni chiare e scambiare solo quelle per avere maggiore sicurezza.
In pratica basta aspettare che un ciclo finisca facendo la mossa successiva quando le oscillazioni vanno nella direzione opposta. Nel caso di piani crescenti è meglio aspettare un ciclo al ribasso per chiudere perché se comprate mentre è in rialzo c’è il rischio di creare un break del supporto che potrebbe generare un breakout delle oscillazioni verso l’alto causando un’accelerazione del trend. Nel caso di piani decrescenti è meglio aspettare un ciclo al rialzo per chiudere perché se si vende  mentre è in ribasso si può creare un break della resistenza che potrebbe generare un breakout delle oscillazioni verso il basso causando una decelerazione del trend. I punti di ingresso sulle oscillazioni nascono quando un nuovo ciclo inizia a salire o a scendere.

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Oscillazioni H4 ed intervalli di tempo

Le oscillazioni su H4 e gli intervalli di tempo maggiori sono fortemente raccomandati. Mai scambiare oscillazioni al di sotto del time frame H4 in quanto non ci sarebbero  abbastanza pips per giustificare l’ingresso e il vostro rapporto di gestione del denaro andrebbe nel verso sbagliato. Le oscillazioni di trading sui time frame più piccoli non sono necessarie se si sta lavorando su molte di coppie di valute diverse; infatti se si osservano le circa 28 diverse valute si noterà che le oscillazioni sui tempi H4 saranno molto più frequenti generando ulteriori scenari commerciali e potenziali pips. Eliminando anche la necessità per la negoziazione dei time frame più piccoli.

Dalle operazioni di mercato alla scelta del broker forex

Molti neofiti hanno imparato a conoscere lo spread quando la crisi economica si è affacciata minacciosa sul Vecchio Continente ed ancora oggi rimane oggetto di forte discussione tra i futuri traders del forex. Lo spread è la quantità di pips tra il prezzo di offerta e il prezzo di domanda, è ciò che fa fare soldi al broker su ogni scambio.  Ad esempio, il broker forex può pagare un prezzo di 1,3600 per l’acquisto o per la vendita di uno scambio che permetterà di acquistare la valuta a 1.3601 o venderla per 1,3599. Ora vediamo le principali azioni che si possono effettuare nel mercato del forex.

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Scalping

E’  l’apertura e la chiusura di posizioni su vari prodotti finanziari  in un brevissimo arco temporale, di solito di qualche minuto. Quando si fa scalping con EUR / USD e GBP / USD per tutto il giorno lo spread diventa assolutamente importante, tuttavia spesso gli scalper alla fine della giornata di trattazione rilevano delle perdite nei loro account ed è per questo che molti consigliano di ignorare lo spread a coloro che hanno sistemi che commerciano molte coppie vincenti di valute. La risposta è che il sistema che stanno usando pagherà comunque. La selezione di un buon broker per fare scalping è sicuramente importante, anche se non si dovrebbe fare solo questa operazione e basta; anzi bisognerebbe essere degli swing traders e fare trading di posizione sulle migliori tendenze del mercato ogni giorno utilizzando sistemi che funzionino.
Ribadiamo. Non bisogna sempre fare sempre e solo scalping con un indicatore tecnico e bisogna smettere di preoccuparsi sempre per lo spread EUR / USD.

Leva e Margine

La leva per il commercio del forex è disponibile a partire da 30:1 fino a 400:1. Il leverage significa che per ogni euro che viene investito si ottiene X valore in denaro. Ad esempio, per comprare 1 mini lotto da 10.000 euro la coppia EUR / USD dovrebbe salire a 200 perché 200 x 50 = 10.000.
Di quanta leva si ha bisogno quindi? Da 50:1 a 100:1 è un range più che adeguato.

Importo Margine:

Per un micro lotto da 1.000 euro in valuta al leverage 50:1 con 20 euro, che è la quantità di margine, si ha: 50 x 20 = 1000. Con leva 100:1 si metterebbero sul piatto 10 euro.

Prezzo di allarme

Ci sono diversi tipi di sistemi di allarme nel forex che sono decisamente necessari. La maggior parte dei brokers ora ha sistemi di allarme integrati nelle loro piattaforme di esecuzione.
La configurazione di base è che l’allarme emetta un segnale acustico sul desktop del computer. Gli allarmi di prezzo sono molto importanti per la pianificazione e il monitoraggio del mercato del forex permettendo di non passare tutto il giorno a guardare gli indici di mercato; il mercato del forex è un mercato di supporto e di resistenza dove è necessario disporre di un sistema di allarme prezzo che misuri il vostro stile di vita.

Domande per il vostro broker:

Quali piattaforme offrite con gli allarmi di prezzo?

Quali tipi di sistemi di allarme sono disponibili, desktop, cellulare,etc.?

Rollover e swap

Questo è l’importo giornaliero degli interessi pagati o sottratti dal vostro conto in base alle posizioni cheavete e ai tassi di interesse prevalenti. Si può pagare in euro o attraverso una rettifica del prezzo del lotto.
Gli importi di pagamento di swap variano ampiamente da broker a broker. Un broker può pagare 50 centesimi al giorno su una coppia e un altro broker pagherà 2,00 euro al giorno sulla stessa coppia per l’acquisto o per la vendita di un lotto regolare. Avere un broker con buone vincite di swap è importante per il successo del nostro investimento. Di solito se il tasso di interesse della valuta che abbiamo acquistato è il più alto della coppia che è stata valutata, il guadagno rollover sarà positivo; in caso contrario se il tasso di interesse della valuta che abbiamo acquistato è il più basso tra le due valute della coppia, allora ci sarà un rollover negativo. L’ammontare del rollover oscilla giorno per giorno con il variare dei tassi di interesse.

Domande per il vostro broker:

Mi potete inviare una copia dei vostri attuali pagamenti rollover al tasso di interesse giornaliero per le coppie di scambio?

Comunicare con il proprio broker

Parlate sempre con il vostro broker prima di aprire un account e ottenete sempre una dichiarazione scritta su come verrà  gestito il vostro conto nel mercato del forex. Il compito del broker è quello di aiutare  l’apertura e la chiusura degli ordini, stoppare i movimenti e dare informazioni sull’account. Non deve fornire alcuna consulenza su quali tipi di coppie acquistare o vendere né possono suggerire in che modo i sistemi di negoziazione possano rendere un sacco di pips; a sua volta il trader deve dare istruzioni chiare su una linea telefonica registrata ed è per questo che è possibile variare gli stop e chiudere le partite o i lotti parziali per telefono. Se si pensa di avere un cattivo riempimento di un ordine è necessario fare lo screenshot del grafico di prezzo e dello schermo dell’ordine, senza aspettare troppo,  per poi contattate il broker chiedendogli di controllare il riempimento. Se si tratta di un errore evidente vi rilascerà un adeguamento immediato.

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Tre possibilità di scelta

Ora avete tre possibilità. Gli scambi con un broker primario, con un introducing broker, ovvero con qualcuno che prende una commissione ogni volta che si scambia e che solitamente ha un accordo per vendere i propri servizi di intermediazione ad uno dei principali brand denominati appunto broker forex diventando un secondo livello di intermediario, o un fornitore IB che possa scontare tutte le tasse ai propri clienti. Quest’ultima è la miglior opzione  finanziaria per ogni trader visto che alla lunga si faranno più soldi; negoziare attraverso la IB, interactive brokers, è proprio come negoziare attraverso un mediatore diretto, l’ unica differenza è che il broker paga la IB, il cliente no.

Domande per il vostro broker:

Sei un IB o un mediatore primario?

Quali sono i vostri compensi?

Sintesi e conclusioni

Se disponete di un metodo di trading che funziona il vostro account crescerà  con qualsiasi broker, anche se non dovesse venire ottimizzata la selezione del broker. D’altra parte se si dispone di un metodo di trading forex che non funziona si perderà l’intero account, indipendentemente dal broker che si sceglie. Questo articolo sta ponendo le basi per cercare di iniziare a fare le domande giuste per determinare ciò che è meglio per voi in base alla quantità  di soldi che avete a disposizione, il livello di successo, il livello di esperienza e le preferenze personali. Il mediatore perfetto non esiste.  Ma per ottenere la maggior parte di ciò che si desidera si avrà  probabilmente bisogno comunque di due broker; è consigliabile infatti disporre di un broker di backup nel caso in cui ci siano malfunzionamenti sulla piattaforma di uno dei due broker forex selezionati e bisogna anche essere consapevoli del fatto che gli intermediari non hanno sistemi che rendono un istantaneo successo di pips in quanto questo non è il loro lavoro. Siate pronti quindi ad aprire molti account demo prima di poter avere l’esperienza minima per commerciare con soldi veri e discutete sempre e ragionevolmente di intermediazione con altri operatori del settore.

 

 

 

Milano non cade più, ma l’entusiasmo potrebbe terminare presto

 

Piazza Affari chiude per il quarto giorno di fila in positivo brindando idealmente alla nascita di un Governo a guida Enrico Letta. Il Ftse Mib infatti ha chiuso ieri con un progresso dello 0,44% lasciando intendere che abbia recepito positivamente la possibilità che l’Italia a 2 mesi dalle elezioni possa avere un Governo. Come anticipato nel corso dell’articolo di ieri l’attribuzione dell’incarico di formare il Governo ad Enrico Letta era divenuto gioco forza un passaggio quasi obbligato da parte del Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano. Infatti la Lega Nord aveva espresso notevoli dubbi su Giuliano Amato e Silvio Berlusconi aveva posto un forte veto su Matteo Renzi premier in quanto sarà con ogni probabilità il suo futuro avversario alle prossime elezioni politiche.

Situazione politica italiana 

Adesso però cerchiamo di capire se Enrico Letta riuscirà ad ottenere la fiducia da ambo i rami del Parlamento. Alla Camera si sa non ci dovrebbero essere particolari problemi visti i numeri del suo partito. Il problema sarà al Senato dove per poter ottenere la fiducia dovrà avere il consenso di Scelta Civica e da almeno un altro partito tra la Lega Nord e il Pdl. Servirebbe più che un’impresa, un miracolo. Ovviamente per riuscire in questo miracolo Letta dovrà costituire un Governo con ministri di quasi tutti gli schieramenti sopra menzionati. Avventurarci in una specie di toto-ministri sarebbe andare lontani dal nostro compito: capire se ce la farà o meno ad ottenere la fiducia. Il mercato infatti nell’ipotesi pessimistica di una votazione sfavorevole potrebbe reagire in maniera alquanto scomposta e non è escluso che si possa tornare sui minimi della settimana scorsa, se non a ridosso dei minimi di marzo. La sensazione è che Enrico Letta disponga di più possibilità rispetto a Pierluigi Bersani, però allo stato attuale non avrebbe oltre il 55-60% di probabilità a suo favore. Il leader del Pdl vorrebbe nel Governo esponenti di primo piano nel Governo, ma il Presidente del Consiglio incaricato non è affatto intenzionato a concedersi totalmente all’avversario politico. Nel Pd inoltre ci sono molti insoddisfatti sull’accordo che potrebbe esserci soprattutto con gli avversari storici del Pdl: i loro elettori potrebbero non capire questa scelta e temono pertanto di non essere rieletti.

Scenario tecnico 

Il derivato ha chiuso nella giornata di ieri a 16326 dopo aver testato l’importante supporto in area 16000/16060 (minimo fatto a 16045). Nell’eventualità mollasse quest’area supportiva il prossimo livello da monitorare potrebbe essere quello posto tra 15780/15830. Se il mercato proseguirà nel rialzo le resistenze più significative saranno poste a 16470/16500. Solo il superamento di quest’area resistenziale potrà portare il derivato verso la fortissima resistenza posta a 16800.

Suggerimenti operativi 

Raccomandiamo la massima cautela sugli acquisti. Vi consigliamo il titolo Unicredit: se chiudesse sopra la resistenza posta a 3,94 potrebbe rappresentare un ottimo acquisto in ottica “mordi e fuggi” con target in area 4,12/4,23. Sconsigliamo di entrare al ribasso sia sui singoli titoli che sul derivato sull’indice. Su quest’ultimo consigliamo di non operare al momento.

Anche l’euro risentirà dell’effetto Letta?

Grafico Eur/Jpy

Analisi Eur/Jpy

Ieri abbiamo assistito ad una calo molto vicino al supporto importante in area 126.40 per il cambio Euro/Yen, ma non c’è stata nessuna rottura netta al ribasso, il che significa che il braccio di ferro tra i tori e gli orsi è ancora i corso. Riteniamo che è più facile che il cambio crolli rispetto a nuove altre salite, ma fino a quando il supporto in area 126.40 non sarà rotto potremmo ancora assistere ad una ritrovata forza attraverso un ritorno sopra la resistenza a 129.99 e soprattutto verso la resistenza chiave in area 130.70 la cui rottura richiederebbe un’ultima salita fin verso 131.27/131,30. Se invece dovesse crollare sotto il supporto fondamentale posto a 126,40 vorrà dire che l’onda 5 di 1 è terminata a 131,12 ed il cambio sarà in onda superiore 2. Questo significa che sarà pertanto necessaria una correzione perlomeno fino ad area 118,70.

Grafico Eur/Nzd

Analisi Eur/Nzd

L’incapacità di sostenere la rottura sopra 1,5580 ha confermato che per il cambio Euro/Dollaro neozelandese una correzione ancora più complessa si stava sviluppando. La correzione è passata da una rettifica forfettaria ad una rettifica forfettaria espansa. Nel breve termine eravamo alla ricerca di un ultimo calo verso la zona 1,5328-1,5338 con espansioni in area 1,53 da dove l’onda 3 dovrebbe ripartire mediante una manifestazione piuttosto estesa. Quando vediamo una rettifica forfettaria espansa dovremmo aspettarci il seguente movimento impulsivo più lungo del primo movimento impulsivo a cui abbiamo assistito, in questo caso il rally 1,5080-1,5577. Questo significa che una volta che l’onda 2 sarà terminata potremo a quel punto calcolare il più probabile punto di arrivo di un’onda 3. Il primo obiettivo che ci aspettiamo sarà quello in cui l’onda 3 sarà 1.618 volte più lunga onda 1, il che richiederebbe un rally verso 1,61/1,6145 e forse ancora più in alto, ma solo il tempo ce lo indicherà.

Cosa muove l’euro

Sicuramente la possibile via d’uscita dallo stallo governativo italiano potrebbe creare un impulso rialzista alla nostra valuta. Bisogna però considerare che un incarico ad Enrico Letta era stato già scontato dal mercato valutario. Non solo, dovremo aspettare che il suo Governo ottenga la fiducia nei due rami del Parlamento affinché possa avere i pieni poteri. Raccomandiamo pertanto cautela fino a quando ciò non si verificherà.

Suggerimenti operativi

Consigliamo di mantenere aperta la posizione di ribasso sul cambio Euro/Yen con uno stop loss in area 130,80. Sconsigliamo di acquistare il cambio sia su forza che su debolezza. Per quanto riguarda invece il cambio Euro/Dollaro neozelandese, riteniamo la correzione già esaurita, pertanto consigliamo di acquistarlo “a mercato” e di mantenere le posizioni aperte nei giorni scorsi. Suggeriamo per il cambio in questione di porre uno stop loss in area 1,53 rigido. Sconsigliamo di shortare questo cambio in quanto è destinato ad apprezzarsi in maniera notevole ed il rischio/rendimento pertanto è nettamente sfavorevole per gli orsi.

L’euro inizia il crollo contro lo yen e ripiega contro i dollari

Analisi Eur/Jpy 

La rottura sotto il supporto posto a 128.80 per il cambio Euro/Yen ancora una volta aumenta le probabilità che il massimo sia stato fatto già a 131.12 e l’onda 5 sarebbe finita proprio in quel punto. Tuttavia, abbiamo bisogno di una pausa al di sotto di area 126.40 per confermare che il rally partito da 124.90 è stato solo in tre onde e quindi possa rappresentare solo una correzione. Questo braccio di ferro tra tori e orsi troverà presto il suo vincitore. Se i tori vinceranno avremo ancora bisogno di un’ultima salita sopra il massimo a 131.12, ma il possibile rialzo dovrebbe essere molto limitato. Se invece (come riteniamo più probabile) gli orsi vinceranno vedremo una rottura inferiore a 126.40 e sarà pertanto altamente probabile una nuova accelerazione verso area 119 visto che tutte le posizioni di rialzo verranno chiuse in stop loss. Non è importante adesso stabilire chi sta vincendo questo braccio di ferro, l’importante è sapere se le cinque onde di rialzo siano terminate o meno con il raggiungimento di area 131,12. Anche se noi non vedessimo un livello più alto dell’ultimo massimo, dovremmo essere molto vicino al top e dobbiamo prepararci ad assistere all’onda 2 superiore che sarà estremamente ribassista. Quest’onda 2 che vi annunciamo dovrebbe perlomeno raggiungere il minimo dell’onda 4 di 1 a 118.73, ma il calo dell’onda 2 potrebbe essere molto più profondo! 

Analisi Eur/Nzd 

Attualmente stiamo assistendo ad una rottura sopra la resistenza della trend-line discendente vicino a 1.5580 per il cambio Euro/Dollaro neozelandese. Nel caso questa rottura venisse confermata la nostra analisi rialzista sarebbe confermata e dovremmo vedere presto l’accelerazione appena l’onda 3 progredirà con un rally verso almeno 159.20 e più probabilmente più sopra verso area 1,6210. Tuttavia finché resistenza a 1.5580 proteggerà il cambio dalla salita potremmo rischiare un altro ripiego con una correzione ancora più complessa, ma solo una pausa sotto 154.87 ci confermerà che è così. In tal caso potrebbe essere in corso e un nuovo movimento prima verso 1,5405 e forse ancora più giù in area 1.5375 dove terminerebbe l’onda 2 correttiva. Il cambio potrebbe anche aver fatto un minimo importante in area 1,5425 ed essere pronto per ripartire senza dover necessariamente raggiungere questi due target di ribasso.

Strategie operative 

Il suggerimento che diamo da diversi giorni ai nostri lettori è di evitare di acquistare il cambio Euro/Yen, ma di acquistare il cambio Euro/Dollaro neozelandese. Sul cambio Euro/Yen siamo al ribasso dalla rottura in area 128,80 con un trailing stop pari a 1,30 centesimi di euro e stop loss a 130,40. Con il cambio Euro/Dollaro neozelandese siamo al rialzo da 1,5580 con stop loss sotto 1,5370. Suggeriamo un trailing stop pari a 2,10 centesimi ed un take profit in direzione di 159,20.

Massima allerta, l’euro potrebbe crollare a breve contro lo yen

Analisi Eur/Jpy 

Con la rottura sotto il punto di invalidazione a 126,03 intervenuta per il cambio Euro/Yen, ci ritroviamo davanti a due opzioni. La prima opzione è che le 5 onde (3 di salita e due di correzione) che hanno generato la salita partita da 94,10 e finita a 131,12, siano terminate. Se è questo il caso in questione adesso dovremmo attenderci un crollo fino ad area 118,70. Guardando il declino da area 131,10, esso non sembra avere caratteristiche impulsive il che lascia dedurre un semplice zig-zag di correzione. Nella seconda opzione invece ci potrebbe essere una specie di chiusura diagonale che si starebbe sviluppando chiedendo una chiusura più alta sopra il massimo fatto a 131,12. Non propendiamo per questa seconda opzione in quanto la diagonale finale si comporrebbe di una serie di 5 e 3 onde che non corrispondono a questo rally partito da 118,70. Il motivo per il quale siamo scettici nel prevedere questo rialzo superiore è che l’indicatore che mostriamo nel grafico non ci mostra alcuna divergenza rialzista in grado di predirci questo ulteriore rialzo. Per questo propendiamo per un crollo dell’euro contro lo yen di circa 7/8 punti percentuali in prima battuta. 

Analisi Eur/Nzd

La descrizione del rally fatto ieri per il cambio Euro/Dollaro neozelandese è stata più che perfetta. Con la lieve rottura sopra 1,5510 c’è stata la conferma che il minimo realizzato in area 1,5080 durerà per un bel po’ ed è sinonimo che una nuova grande salita sta per svilupparsi. Quindi adesso abbiamo già segnato la prima onda di salita 1,5080-1,5546 e stiamo nell’onda 2 di correzione. Con quest’onda 2 verrà segnato un minimo attraverso il rintracciamento tra il 50% e il 61,8% dell’intervallo dell’onda 1, e quindi il cambio sarà diretto in zona 1,526/1,5320 da dove poi dovrebbe salire in maniera piuttosto veemente. Dobbiamo ricordare che l’onda 2 potrebbe correggere ancora più del target indicato, ma una volta che avremo assistito a questa correzione, sarà lecito attenderci un primo target almeno in area 1,61, ma non ci sorprenderemmo di vedere una grande salita in direzione di area 1,6580. Per ora occorre rimanere concentrati sull’onda 2 correttiva e poi vedremo se saremo stati abili a prevedere tutta questa salita.

Suggerimenti operativi 

Sul cambio Euro/Yen raccomandiamo di chiudere tutte le posizioni rialziste in essere: meglio un mancato guadagno che una perdita! Consigliamo di aprire una posizione di ribasso “a mercato” sul cambio impostando uno stop loss sopra area 130,40 e con profit in area 119. Sul cambio Euro/Dollaro neozelandese abbiamo chiuso la posizione rialzista aperta ieri in area 1,54, adesso aspettiamo invece il rintracciamento nell’area 1,5260/1,5320 per acquistare il cambio (con stop loss sotto 1,5080). E’ possibile acquistare il cambio anche se esso superasse area 1,5550 (a quel punto raccomandiamo uno stop in area 1,523/1,5240).

L’euro ripiega contro lo Yen, ma presto ripartirà

Analisi Eur/Jpy 

L’onda 4 di 5 di correzione per il cambio Euro/Yen avrebbe terminato nel punto in cui ci aspettavamo ed il target dato venerdì è stato confermato. Con una piccola pausa sotto area 128, prima a 127,70 e poi in area 127,50 la correzione potrebbe essere terminata ed il cambio sembra essere pronto a ripartire verso l’alto, visto che non ci aspettiamo nuovi significativi ribassi sotto questi importanti livelli di supporto. Ora è ragionevole quindi attendersi un nuovo rally di rialzo verso zona 130,10/130,40 zona in onda b di un possibile triangolo. Non è detto che ci possa essere un triangolo, ma è giusto effettuare questa congettura visto che l’onda 4 di 5 potrebbe essere molto complessa rispetto a quanto è stato con l’onda 2 di 5, per questo è naturale porsi questa aspettativa. Potrebbe essere importante ricordare che se il cambio violasse al ribasso area 126,10 (massimo dell’onda 1 di 5) il conteggio rialzista sarebbe nettamente invalidato visto che per Elliott non è tollerabile che l’onda 4 generi un minimo sotto al massimo di onda 1. Per il momento quindi propendiamo per una salita e poi un’eventuale correzione, ma con minimo superiore a 126,10.

Analisi Eur/Nzd

Il rally partito da area 1,5080 per il cambio Euro/Dollaro neozelandese non ha tutte le caratteristiche di una salita impulsiva, per questo abbiamo bisogno di una rottura sopra area 1,5520 per confermare che il minimo in area 1,5080 reggerà per un bel po’. Nel caso in cui rompesse con forza area 1,5520/1,5530 avremo la conferma che il rally si estenderà molto probabilmente in direzione di area 1,636/1,6370 e probabilmente ancora più in alto nel medio e lungo periodo. Nel breve periodo però occorrerà cercare una resistenza in area 1,5490 da dove potrebbe ripartire una piccola correzione prima che riparta con forza verso la resistenza cruciale in area 1,5520. Resta da monitorare il supporto fondamentale di area 1,5310 che proteggerà il cambio da nuovi ribassi. Non sono tuttavia da escludere eventuali false rotture di 1,5521 che potrebbero rappresentare un ritorno in area 1,525/1,53 prima che incominci un nuovo rally rialzista verso l’obiettivo di medio/lungo periodo.

Suggerimenti operativi

Per il cambio Euro/Yen suggeriamo di chiudere nel caso in cui non fosse stato già fatto l’operazione di ribasso partita in area 130,3/130,40 in direzione di area 127,70/128,40. Adesso è possibile aprire una posizione di rialzo “a mercato” con obiettivo in area 130,10/130,40 e con stop loss sotto 127,50. Sconsigliamo di porsi al ribasso sul cambio sia sulla forza che sulla debolezza. Per il cambio Euro/Dollaro neozelandese suggeriamo di impostare un stop loss in area 1,53 e di prendere profitto in area 1,549/1,5520. E’ possibile acquistare il cambio solo in area 1,53 oppure nel caso in cui il cambio si confermasse sopra 1,5520 in chiusura di giornata. Anche in questo caso sconsigliamo di porsi al ribasso sul cambio.

Ftse Mib, possibile una ripartenza oggi?

La settimana scorsa il mercato ha mostrato una buona forza nonostante i dati occupazionali americani piuttosto deludenti. La salita del nostro indice è avvenuta principalmente per via della possibile acquisizione del pacchetto Telecom Italia posseduto da Telco, ma anche per i dati macro positivi giunti dalla Cina (importazioni nel corso del mese di Marzo oltre le attese a conferma che la domanda interna del Paese asiatico si sta riprendendo). Indubbiamente alla reazione positiva su base settimanale ha inciso anche la conferma di politiche monetarie ultra espansive ed accomodanti da parte delle banche centrali (Federal Reserve, Banca Centrale Europea, Bank of Japan), nonostante i forti dubbi giunti proprio da alcuni componenti della banca centrale americana sulla prosecuzione nel lungo termine del piano di acquisto di bond e titoli americani. Alcune note stonate nel corso della settimana scorsa sono provenute dal Fondo Monetario Internazionale che ha tagliato le stime di crescita dell’Economia mondiale nel corso del 2013. Questo dato potrebbe portare ad innescare qualche correzione o presa di beneficio sui principali listini mondiali nel corso delle prossime settimane. Anche l’indice di fiducia dei consumatori americani inoltre è sceso ai livelli di un anno e tre mesi fa, quindi questo genera molti dubbi sul proseguimento dei rialzi azionari soprattutto nel mercato americano

Situazione italiana 

Nel corso della settimana sono state molto positive le emissioni dei Titoli di Stato italiani che hanno generato rendimenti molto bassi. Presumibilmente gli investitori istituzionali si stanno dirigendo sui nostri Titoli visto che anche i titoli giapponesi rendono pochissimo (pesa moltissimo la scelta della Bank of Japan di raddoppiare l’acquisto dei Titoli di Stato giapponesi che adesso rendono meno dell’inflazione del Paese nipponico). Ecco spiegato il motivo per il quale, nonostante il caos politico a cui stiamo assistendo da 50 giorni a questa parte nel nostro Paese, lo spread Btp-Bund è sceso e le emissioni dei Bot sono andate molto bene. Resta tuttavia molto improbabile che il trend dello spread possa invertirsi al ribasso in assenza di segnali importanti provenienti soprattutto dalla politica. Proprio per quanto riguarda la politica questa settimana è molto importante, anzi è cruciale per la risoluzione della crisi di Governo. Dalla giornata di Giovedì si eleggerà il nuovo Presidente della Repubblica che potrebbe anche sciogliere le Camere nel corso della settimana seguente la sua elezione dopo aver dato luogo ad un nuovo tentativo di ricerca affannosa di una maggioranza parlamentare disponibile a votare la fiducia ad un Governo. Sarà fondamentale capire se il Presidente verrà di fatto scelto solo dal Pd (il partito con la maggioranza relativa al Senato) oppure in accordo con altri partiti. Laddove venisse eletto con i soli voti del Pd sarà molto probabile che il nuovo Presidente della Repubblica sciolga le Camere e di fatto avremo nuove elezioni politiche in estate.

Situazione tecnica 

La resistenza in area 15800 rappresenta un ostacolo molto importante per il derivato sull’indice Ftse Mib. Sarà pertanto possibile un ripiego in area 15250/15360 laddove il supporto in area 15500 mollasse. Nel caso in cui violasse al rialzo con forza area 15800 il derivato troverebbe un’altra forte resistenza in area 16050. Il mercato ha due gap da chiudere, uno in area 15400 e l’altro in area 15250, rimaniamo dell’avviso che uno storno in queste aree sia fondamentale prima di una nuova ripartenza rialzista.

Suggerimenti operativi 

Restiamo rialzisti con i titoli Banco Popolare dell’Emilia Romagna (acquistato in area 5,20) e Telecom Italia (acquistato in area 0,635). Suggeriamo per il primo titolo uno stop profit in area 5,51 mentre per il secondo titolo uno stop loss in area 61 centesimi. Per il derivato sull’indice potrebbe essere importante aspettare il livello in area 15250 per provare un acquisto su debolezza, altrimenti sarà necessario attendere una rottura confermata di area 15800 per entrare al rialzo sulla forza.

L’euro prende fiato, ma è ancora presto per comprarlo

Analisi Eur/Jpy 

Con un massimo in area 130,90 il massimo dell’onda 3 di 5 è stato centrato quasi millimetricamente per il cambio Euro/Yen ed adesso l’onda 4 di 5 è in via di sviluppo. La correzione rappresentata dall’onda 4 di 5 tuttavia potrebbe essere molto piccola e molto complessa e potrebbe svilupparsi anche come un triangolo, ma sarebbe meglio attendere l’evoluzione per capire come si svolgerà. L’importante è che sin da adesso sappiamo che il cambio dovrà dirigersi in area 127,90 almeno, ma l’intera area 127,70/128,40 potrebbe essere un punto di approdo essendo una validissima area supportiva. Nel breve periodo ci aspettiamo che la resistenza in area 130,80/130,90 protegga il cambio da ulteriori salite, ma il fatto che il cambio abbia forato prima area 130,10 e poi 129,70/129,80 ci lascia pensare che l’onda 4 di 5 sia ufficialmente partita. Laddove vi fossero dei rialzi dai livelli attuali questi potrebbero essere alquanto limitati e non ci attendiamo salite roboanti da questi livelli finché il cambio non raggiungerà l’area supportiva da noi indicata.

Analisi Eur/Nzd 

La rottura sotto area1,5170 hainvalidato tutto il conteggio rialzista per il cambio Euro/Dollaro neozelandese. Proviamo ad ipotizzare però che la salita fatta da1,5173 a1,5521 sia considerabile come onda 4 di c e la discesa fatta da1,5521 a1,5080 sia stato pertanto onda 5 di c. A questo punto la discesa dovrebbe essere terminata per questa tipologia di conteggio proprio sul fondo individuato. Adesso ci attendiamo una salita, ma solo la rottura di area 1,5220/1,5230 potrà rappresentare l’inizio del rally, ma per conclamare una seria ripartenza occorrerà necessariamente attendere la rottura di area 1,5370/1,5380 per affermare con certezza che l’onda 5 di C sia ufficialmente terminata.

Analisi Eur/Usd

Area 1,3130 si dimostra una validissima resistenza per il cambio Euro/Dollaro statunitense, ma un’eventuale correzione sarebbe comunque poco profonda. Se area 1,3040 resistesse come supporto è possibile che il cambio si diriga prima verso area 1,3170/1,3180 e poi verso 1,3230 ed infine verso 1,3320/1,3340. Solo la violazione di area 1,3040 potrebbe rappresentare l’inizio di una correzione verso area 1,294/1,2970 dove il cambio dovrebbe riprendere la corsa verso l’alto in direzione dei target indicati.

Suggerimenti operativi

Sul cambio Euro/Yen suggeriamo di non aprire strategie rialziste perlomeno fin quando il cambio non correggerà in area 127,7/128,40. Lo short aperto nella giornata di ieri da area 130,40 va gestito attraverso uno stop profit in area 129,70/129,80 con target proprio in direzione dell’area supportiva indicata dove sarebbe preferibile tornare compratori. Per il cambio Euro/Dollaro neozelandese consigliamo di accumulare il cambio in direzione 1,55, con stop loss sotto 1,5080. Sconsigliamo una vendita del cambio in questione. Per acquistare il cambio Euro/Dollaro statunitense aspettiamo una rottura sopra 1,3170/1,3180 oppure un arrivo in area 1,294/1,2970 e sconsigliamo pertanto di acquistarlo “a mercato”. Potrebbe essere fatta un’operazione ribassista solo se violasse area 1,3040, ma in un ottica prettamente speculativa con stop sopra 1,3080 e gain sul supporto indicato.

Il derivato sull’indice Ftse Mib è contro un’ostica resistenza, massima attenzione

Analisi tecnica 

L’indice Ftse Mib, nonostante non provengano notizie confortanti dall’economia reale, mette a segno un altro incremento (il terzo di fila) e guadagna l’importante livello dei 16000 punti nel corso della giornata di ieri. La stessa cosa non si può dire del derivato sull’indice che rimane sotto la resistenza in area 15800/15820 chiudendo a 15731 punti, poco sotto il massimo in area 15750. Adesso si trova contro un’importante resistenza che è quella posta tra 15760 e 15940. Solo un superamento deciso e confermato di questi livelli potrebbe far ripartire realmente il derivato sull’indice. Il mancato superamento di questi livelli resistenziali potrebbe spingere il derivato ad un nuovo test di area 15400/15500 prima e poi verso un nuovo minimo in area 14640.

Cosa muove il Ftse Mib 

Sicuramente l’enorme flusso di denaro che le banche centrali mondiali stanno immettendo nel mercato sta dando un serio impulso alla salita, ma come indicato nella giornata di mercoledì anche i rumors sul titolo Telecom Italia stanno incidendo e non poco sull’andamento dei titoli dell’indice. Ieri pomeriggio Telecom Italia ha rilasciato una nota riguardo alla fusione con l’altro gestore telefonico mobile 3Italia in seguito ai contatti con il suo azionista di controllo Hutchison Wampoa. Questi contatti in realtà ci sono stati tra le due società, quella cinese e appunto Telecom e si è discusso della fusione mediante l’incorporazione di 3Italia in Telecom Italia. Per fare questo la società cinese dovrebbe acquisire le quote azionarie di Telecom Italia della società Telco e per verificare l’interesse degli acquirenti Telecom ha costituito un comitato presieduto dal Presidente del CdA Franco Bernabè. Questo comitato dovrà occuparsi di verificare in tempi ragionevoli, l’interesse della società acquirente alla prosecuzione del percorso di fusione. Il Consiglio di Amministrazione ha inoltre deciso di incaricare il suo management per verificare il percorso da seguire e soprattutto la fattibilità dello scorporo della rete. In presenza quindi di questa offerta concreta, i benefici per il titolo Telecom e per tutti i suoi azionisti tra gli investitori istituzionali saranno elevati e per questo potrebbe anche essere possibile che il rialzo dell’indice possa continuare anche per la giornata di oggi, almeno finché non saranno diffusi i dati sulla produzione industriale dell’Eurozona alle ore 11,00 e quelli relativi alla produzione industriale americana alle ore 14,30. Altri appuntamenti chiave saranno i dati delle ore 16,00 tra cui l’indice sulla fiducia dei consumatori americani fornito dall’Università di Michigan. 

Suggerimenti operativi

Chiuse le operazioni di ribasso per il titolo Intesa Sanpaolo e per il derivato sull’indice italiano (stop scattato a 15585 a 335 punti dal livello di ingresso in area 15250), adesso restiamo rialzisti sul titolo Banco Popolare dell’Emilia Romagna che ieri ha chiuso a 5,64. Suggeriamo di alzare lo stop profit a 5,51 e di cavalcare il guadagno perlomeno finché il titolo non raggiunga area 5,90, resistenza molto ostica per il titolo. Suggeriamo di acquisire l’azione ordinaria Telecom Italia non oltre i 64 centesimi e di porre come stop loss il livello di 61 centesimi, livello necessariamente da tenere in chiusura di giornata visto che una chiusura sotto questo livello rappresenterebbe un’enorme segnale di incertezza e quindi di debolezza per il titolo.

L’euro rifiata prima di riprendere la corsa

Analisi Eur/Jpy 

Sul cambio Euro/Yen stiamo assistendo ad una perdita di slancio della salita, ma finché il cambio sarà sopra il supporto di area 129,3/129,40 e soprattutto ancora sopra 128,4/128,50 è sempre possibile che il cambio raggiunga il target ideale perlomeno in area 130,90/131. Adesso il cambio regge il supporto chiave intorno area 129,90 il che lascia presupporre che potrebbe ancora salire, ma comunque è altamente possibile che siamo vicini al top dell’onda 3 di 5 e potremmo assistere a breve ad una correzione che è da mettere in conto. Riteniamo che la correzione non sia estremamente profonda, ma bensì sia altamente superficiale, ma complessa, quella che dovrebbe rappresentare l’onda 4 di 5. Il target ideale di quest’onda 4 di 5 dovrebbe essere area 127,80/128.

Analisi Eur/Nzd 

Con la rottura del supporto in area 1,54/1,5410 del cambio Euro/Dollaro neozelandese sapevamo che potevamo assistere ad una correzione molto profonda dell’onda 2, così come avevamo spiegato nel corso dell’articolo di ieri. Una volta rotto anche area 1,5330 il cambio si è diretto in area 1,5280, adesso solo una rottura di area 1,5460 darà nuova positività, anzi ampia positività. Infatti laddove il cambio trovasse la forza di forare area 1,5460 sarà sicuramente indirizzato verso area 1,5880 ma molto probabilmente ancora più in alto. Nel breve però ci attendiamo che area 1,5420 ostacoli ancora per qualche ora la salita e laddove ciò accadesse potrebbe essere necessaria una nuova piccola correzione verso 1,5330/1,5350 prima di una definitiva ripartenza verso target ben più ambiziosi. 

Analisi Eur/Aud 

Occasionalmente oggi trattiamo anche del cambio Euro/Dollaro australiano. Se il nostro conteggio è corretto per il cambio è appena iniziata l’onda 3 di 3 e quindi una ripartenza veemente potrebbe presto svolgersi. Nel breve termine abbiamo assistito ad un’onda 2 più in profondità di quello che ci aspettassimo in direzione di area 1,2370, ma da quel livello una volta forata area 1,2530/1,2540 dovremmo aspettarci una maestosa ripartenza prima verso area 1,2730 e poi verso area 1,2940/1,2950, ma probabilmente ancora più in alto. Solamente una rottura sotto area 1,2160 invaliderebbe questo conteggio rialzista e richiederà probabilmente una correzione ben più profonda prima di una ripartenza netta.

Suggerimenti operativi 

Sul cambio Euro/Yen suggeriamo adesso di rimanere flat nell’attesa di una correzione in area 1,2780/1,28. Saremmo ribassisti solamente se il cambio giungesse in direzione di area 131 con stop da definire. Sul cambio Euro/Dollaro neozelandese consigliamo di prendere una posizione rialzista “a mercato” con stop loss in area 1,5260 e target in area 1,5880. Sconsigliamo operazioni al ribasso su questo cambio. Infine per il cambio Euro/Dollaro australiano consigliamo un acquisto in area 1,2370/1,2380 con stop loss sotto 1,2160 e target price in area 1,2730. Sconsigliamo di posizionarsi al ribasso anche su questo cambio.

Euro in grande spolvero, il rialzo continua?

Analisi Eur/Jpy

Non c’è stato spazio nemmeno per una piccolissima correzione del cambio Euro/Yen verso area 126,70 ed il cambio ha preso il decollo. Ora dobbiamo cercare un target dell’onda 3 di 5 che secondo noi potrebbe essere in area 130,90/131 dove l’onda 3 avrà 1,618 volte l’ampiezza dell’onda 1 di 5 (non 2,618 volte come riportato ieri, ci scusiamo per l’errore). Una volta terminata l’onda 3 di 5 presumibilmente partirà l’onda 4 di 5. Ci aspettiamo che questa onda 4 di 5 sia meno profonda, ma più complessa rispetto all’onda 2 di 5 che ha dato luce ad una correzione molto profonda e relativamente semplice, ma è prematuro capire quale sarà la sua ampiezza finché non verrà raggiunto il target dell’onda 3 di 5 probabilmente in area 130,90/131.

Analisi Eur/Nzd

Con la rottura sotto il supporto in area 1,54 del cambio Euro/Dollaro neozelandese era alquanto probabile assistere ad una correzione profonda attraverso la formazione di un’onda 2. Il target dell’onda 2 potrebbe essere già stato raggiunto in area 1,5330 e adesso attendiamo una ripartenza attraverso un’onda 3. Non è improbabile però assistere ad un’onda 2 più profonda, ma riteniamo difficile che il cambio possa mollare il supporto in area 1,5330. A questo punto aspettiamo una rottura convinta di area 1,5460 che potrebbe portare il cambio in direzione di area 1,5880 e quindi assisteremo ad un maestoso rally di salita per il cambio. Tuttavia finché il cambio sarà sotto 1,5420 sarà sempre frenato ed a rischio correzione.

Analisi Eur/Usd

Nello scorso aggiornamento avevamo ben individuato area 1,3050 come conclusione della prima onda della salita partita dal minimo in area 1,2740 per il cambio Euro/Dollaro statunitense. Adesso è lecito attendersi un primo pullback e quindi una correzione della salita, quindi aspettiamo il cambio in sui livelli in area 1,2930/1,2970, con ampie possibilità che il cambio si fermi area 1,2940 sulla vecchia linea di resistenza diagonale che adesso quindi farà da supporto. Possibile che il rintracciamento avvenga entro la giornata di Giovedì. Nell’eventualità che quest’area supportiva venisse violata è possibile che il cambio scenda in area 1,2860/1,2870 dove il cambio rintraccerebbe il 61,8% della salita fatta dal minimo in area 1,2740 al massimo in area 1,307.

Suggerimenti operativi

Sul cambio Euro/Yen consigliamo di chiudere gli short eventualmente aperti nella giornata di ieri vista la notevole forza del cambio. E’ possibile aprire una posizione di rialzo sul cambio nel caso in cui raggiungesse area 1,2680, altrimenti sarebbe consigliabile rimanere flat. Sul cambio Euro/Dollaro neozelandese siamo al rialzo dal minimo in area 1,5330/1,5340 ed aspettiamo il raggiungimento del target in area 1,5880 con stop sotto 1,53. Per chi fosse flat su questo cambio consigliamo di acquistare “a mercato” oppure di acquistarlo nel caso in cui il cambio rompa con forza area 1,5460. Per il cambio Euro/Dollaro Statunitense consigliamo un’operazione di ribasso speculativa in direzione di area 1,2940, oppure di rimanere flat finché non si paleserà la fine del pullback in area 1,2865.

 

L’euro ha ancora ampi margini di recupero contro yen e dollaro

Analisi Eur/Jpy 

Come da noi ampiamente previsto la risalita dell’euro contro lo Yen è stata molto potente e la chiara rottura della resistenza in area 124,50 porta il cambio a testare area 125,60, il che dimostra che probabilmente è già in corso l’onda 3 di 5. Nel breve termine attendiamo che area 124,30 protegga il cambio da altri ribassi ed è lecito attendersi una nuova salita prepotente che porterà il cambio in area 126,50 e poi in area 127/127,10. Per il lungo termine attendiamo il cambio in area 131,60 come primo obiettivo possibile del target di onda 5, visto che questo rally di salita potrebbe estendersi al rialzo con ampie probabilità.

Analisi Eur/Nzd

Con la rottura sopra area 1,5380 abbiamo avuto la conferma che il minimo è stato fatto in area 1,5180 per il cambio Euro/Dollaro neozelandese, ma soprattutto sappiamo che è iniziato un rally di salita non indifferente che porterà presto il cambio in area 1,6360 e probabilmente ancora più su nel lunghissimo periodo. Nel breve periodo il cambio potrebbe testare area 1,538/1,5390 prima di ripartire con maggiore veemenza verso area 1,5540 e poi ancora più in alto in area 1,5920.

Analisi Eur/Usd

Finalmente con il cambio Euro/Dollaro statunitense abbiamo ottenuto l’inversione che stavamo aspettando dopo aver assistito alla rottura della trend-line discendente partita dai massimi del mese di Gennaio 2013. Con la rottura decisa sopra 1,2880/1,2890 il cambio sembra essere ora indirizzato verso area 1,3230. Adesso ci aspettiamo un test dell’area supportiva in area 1,2930 che protegge il cambio da ulteriori discese. Per la verità abbiamo bisogno anche di una rottura della diagonale partita dai primi di marzo per confermare il rialzo, ma credo non ci debbano essere particolari problemi nella sua rottura. Ora l’ostacolo principale è rappresentato da area 1,3050, dove è possibile si verifichi una prima correzione del movimento prima che il cambio salga verso il target sopra 1,32.

Suggerimenti operativi 

Per chi avesse acquistato ieri o l’altro giorno il cambio Euro/Yen consigliamo di alzare lo stop profit in area 124,20 e di chiudere l’operazione in area 127,10. Per chi fosse rimasto fuori è possibile un ingresso al rialzo in area 124,40/124,50, oppure su rottura di area 126,10. Sconsigliamo un ingresso al rialzo “a mercato” e un ingresso al ribasso su questo cambio. Per chi fosse al rialzo con il cambio Euro/Dollaro neozelandese suggeriamo di alzare lo stop profit a 1,5310 e di lasciar correre i profitti. Sconsigliamo assolutamente di porsi al ribasso sul cambio e di entrare al rialzo solo su ripiego in area 1,538/1,5390 (anche in questo caso sconsigliamo acquisti “a mercato”). Per il cambio Euro/Dollaro statunitense consigliamo un ingresso al rialzo in area 1,2930/1,2940 in direzione di 130,50 con stop loss in area 1,2880. Per chi fosse entrato al rialzo sul cambio con la rottura di area 1,2880 potrebbe essere consigliabile introdurre uno stop profit sopra 1,2910 per salvaguardare il guadagno e portare a casa il profitto in area 1,3050 da dove è attesa una possibile correzione. Anche in questo caso, come per i due cambi in precedenza, sconsigliamo di porsi al ribasso sul cambio.

L’euro prova a reagire, ma durerà il rialzo?

Analisi Eur/Jpy 

Il supporto rotto in area 120,80 ha causato un crollo in area 120,10 prima e in area 119,70 in seconda battuta per il cambio Euro/Yen. Se con ogni probabilità il cambio è ripartito da questo livello una volta rotta area 120,80 e soprattutto area 121,90 avremo la conferma che siamo in onda 3 di 5. Ad invalidare quest’analisi una rottura sotto area 118,70 che vorrebbe significare che siamo ancora in onda 4 e non in onda 5 con tutta probabilità. E’ molto più probabile la prima ipotesi vista la ripartenza veemente, tuttavia aspettiamo le prossime rotture resistenziali per confermare lo scenario rialzista.

Analisi Eur/Nzd

Siamo vicinissimi al target in area 1,5210 per il cambio Euro/Dollaro neozelandese e con tutta probabilità una volta raggiunto quel livello sarà possibile una nuova partenza rialzista piuttosto veemente. Per confermare lo scenario rialzista ovviamente occorre una rottura di 1,5310/1,5320 e poi una rottura di area 1,5430. Se il minimo venisse confermato in quell’area con la rottura di area 1,5630 potremmo vedere l’inizio di un nuovo rally rialzista perlomeno fino ad area 1,66, ma probabilmente il cambio arriverà ben più sopra.

Analisi Eur/Usd

Sul cambio Euro/Dollaro statunitense stiamo effettuando il monitoraggio della discesa partita da area 1,3130. Potrebbe essere possibile che l’onda 5 di ribasso (si veda il grafico) possa terminare in area 1,2665/1,2690 nella giornata di domani. A quel livello (1,2680 per la precisione) il cambio rintraccerebbe il 61,8% del rally di salita dal minimo di Luglio 2012 al massimo di Gennaio 2013. Solamente una rottura sopra 1,2890 potrebbe permettere una ripartenza rialzista del cambio, ma al momento l’attenzione è posta più sul livello sopra menzionato.

Scenario italiano

Ad incidere sull’euro i rischi di un declassamento italiano da parte dell’agenzia Moody’s in seguito ad un fallimento delle consultazioni. Il Presidente del Consiglio incaricato Pierluigi Bersani si recherà in serata al Quirinale e con ogni probabilità dichiarerà che non c’è una maggioranza che è pronta a sostenerlo al Senato. Di conseguenza il Capo dello Stato dovrà decidere a chi dare il mandato convocando altre consultazioni. Tutto lascia propendere per una crisi di governo di lunga durata.

Suggerimenti operativi 

Sul cambio Euro/Yen sconsigliamo un ingresso al ribasso ed un ingresso al rialzo “a mercato”. Sarebbe opportuno attendere una salita sopra 121,90 per intraprendere un acquisto oppure una rottura di 118,70 per effettuare una vendita. Sul cambio Euro/Dollaro neozelandese suggeriamo un acquisto su rottura di 1,5430 con stop loss sotto 1,52. Sconsigliamo di shortare il cambio visto che questo potrebbe ripartire con molta forza. Sul cambio Euro/Dollaro statunitense il suggerimento è di rimanere flat aspettando il raggiungimento del target in area 1,2680 oppure provare ad acquistare al superamento di area 1,2890. Sconsigliamo di aprire un ribasso “a mercato” se non in un ottica speculativa e su rottura del livello a 1,2750 con target in area 1,2680.

L’Italia è a rischio default?

La situazione del nostro mercato è molto grave dal punto di vista tecnico. Con la chiusura sotto area 15300 punti di derivato potrebbe aprirsi presto un crollo notevole sul listino milanese. Ma cosa spinge al ribasso il nostro indice? Al momento solo le voci di un possibile downgrade di Moody’s ha generato il panico tra gli investitori, ma forse dietro ci potrebbe essere dell’altro.

Situazione cipriota 

Il caso cipriota ha creato un precedente. Da questo momento in poi i risparmiatori dell’Eurozona dovranno scegliere accuratamente la banca in cui aprire un conto corrente. I correntisti ciprioti con depositi sopra i 100.000 euro sono stati assimilati agli obbligazionisti degli istituti in cui hanno depositato i propri risparmi e dovranno sopportare delle minusvalenze per circa il 30% del loro capitale.

Situazione italiana

A preoccupare gli investitori il rischio contagio, ma stando ad alcuni rumors provenienti dalla Germania, l’Italia non è molto lontano dal caso cipriota. L’incertezza politica presente nel nostro Paese potrebbe inoltre far precipitare tutta l’Unione Europea, visto che l’Italia non ha le dimensioni di Cipro. A giudicare da quanto avvenuto per le aste dei Bot il mercato sembra ignorare al momento tutta questa incertezza in quanto il Tesoro è riuscito a collocare 8,5 miliardi di euro di titoli scadenti fra 6 mesi con un rendimento semestrale pari allo 0,831% in calo rispetto all’1,237% registrato per l’asta effettuata appena dopo l’esito elettorale del 25 Febbraio. Anche la domanda degli investitori non genera segnali sconfortanti in quanto ha superato di 1,64 volte circa l’offerta del Tesoro. Allora da dove potrebbero provenire dei problemi? Sicuramente dai ritardi della formazione del nuovo Governo. E’ possibile che Bersani non riuscirà ad ottenere la maggioranza al Senato e quindi dovrà essere scelto un altro Premier dal Capo dello Stato. Laddove anche quest’ultimo fallisse si dovrà prima eleggere il nuovo Capo dello Stato (anche qui si è in alto mare) che dovrà sciogliere le Camere ed indire nuove elezioni che non potranno tenersi prima di due mesi dallo scioglimento dei due rami del Parlamento. Se l’Economia italiana fosse solida, si potrebbe anche attendere tutto questo tempo, ma siccome il Pil è stato rivisto in calo occorrerà effettuare al più presto una nuova manovra per lasciare il deficit invariato. Più si perderà tempo e più l’ammontare di questa manovra dovrà essere corposa con effetti sicuramente pesanti per la nostra Economia, con conseguenze notevoli per i cittadini che già sono stremati dalle manovre recessive di Monti. Insomma l’Italia è all’interno di un circolo vizioso e nessuno può tirarla fuori in tempi ragionevoli. 

Analisi tecnica

L’abbandono di area 15300 per il derivato sull’indice rappresenta il primo step verso un primo crollo in area 14400. Nella giornata di ieri ha tenuto il supporto in area 15100, ma al prossimo test sarà sicuramente spazzato via. Altri supporti intermedi sono collocati a 14990 e 14860, ma hanno una minore valenza rispetto al supporto posto a 14400. Solamente una salita sopra 15400 prima e 15700 poi potrebbe per il momento evitare un crollo delle quotazioni verso questo supporto fondamentale.

Suggerimenti operativi

Ieri abbiamo aperto una posizione di ribasso sul titolo Intesa Sanpaolo venduto a 1,154 (prezzo di apertura). Suggeriamo di porre più in basso lo stop loss rispetto a quanto indicavamo nell’articolo di ieri, in area 1,222/1,223. Il target ideale potrebbe essere in area 1,02/1,03. Da oggi si potrebbe entrare al ribasso anche sul derivato italiano, con stop loss in area 15875/15880. Il target ideale potrebbe essere in area 14400. Suggeriamo di aprire una posizione ribassista anche sul titolo Luxottica in caso di abbandono del supporto in area 37,90 con stop loss in area 39,50.