Gap, cosa sono e come fare forex

Un’inversione isola è una combinazione di gap in continuazione e di rottura, nella direzione opposta. Questo tipo di approccio grafico appare come un’isola, separata dal resto dei prezzi per il vuoto, in cui non vi sono state operazioni. Inizia come un gap di continuazione, seguito da un trading range compatto con elevati volumi di scambio.

Considerando la forza di questa figura, vale sempre la pena cercarla sui grafici, soprattutto se in alcuni asset c’è, in altro no. Se l’oro mostra un divario, un gap, ma non anche l’argento o il platino, allora si può avere la possibilità di entrare nel mercato prima che il prezzo raggiunga il movimento massimo e aprire delle posizioni migliori.

I gap possono servire anche come supporti e resistenze. Se il volume è cresciuto dopo un gap verso l’alto è un segno di supporto molto solido. Se l’aumento di volume è venuto invece dopo il gap, il supporto è meno solido.

Gli indicatori tecnici consentono di identificare i tipi di gap e sono davvero utili. In maniera molto particolare sono i grafici settimanali che possono mostrare alcuni gap di apertura rispetto alla chiusura della settimana precedente, soprattutto quando i prezzi si aprono al di fuori della gamma del periodo precedente.

Il gap accade spesso quando ci sono delle notizie importanti nel corso del fine settimana, che portano diverse aziende e diversi trader ad operare sul mercato (che rimane comunque aperto, anche se in realtà non è possibile fare trading direttamente).

Riuscire a prevedere i gap è una cosa assolutamente utile, perché permette di realizzare dei buoni guadagni. Certo, è anche rischioso perché se il gap va contro la posizione corrente, si rischia invece di perdere molto denaro. E’ anche per questo motivo che si può provare a fare trading sfruttando questi particolari momenti del mercato, ma bisogna sempre operare in maniera saggia impostando anche gli stop loss, che sono i migliori amici del trader.

Questo ordine, in sostanza, dice alla piattaforma che se il prezzo di mercato scende al di sotto di un determinato valore (nel caso di posizione long) o vi sale al di sopra (nel caso di posizione short), allora bisogna fermare la perdita e chiudere la posizione.

Sembra difficile poter accettare la perdita, ma ne va del rischio di poter incorrere in perdite ancora più grandi, quelle che possono porre fine al proprio conto di trading anche con pochissime posizioni ancora da svolgere.

L’importanza dei gap e delle windows nell’analisi candlestick

Quando ci si accinge ad interpretare un dato movimento dei prezzi di mercato, è importante prestare attenzione non solo ai patterns in sé come segnali di inversione o di prosecuzione del trend in atto, ma anche ad ulteriori elementi grafici volti a corroborare o ad invalidare la tesi di una prossima inversione del trend. Tra questi elementi primaria importanza assumono i gap, ossia quegli spazi vuoti di mercato che si creano quando una candela rialzista (ribassista) apre al di sopra (al di sotto) del massimo (minimo) della candela precedente.
Non a caso, secondo l’analisi candlestick quando questi vuoti si verificano in concomitanza di figure di inversione specifiche (hammer, hanging man, morning star) essi assumono una valenza significativa.

Alcune precisazioni sulla natura dei gap

Occorre specificare che per l’analisi a candele giapponesi, un gap, a differenza di quello che vale secondo l’analisi ordinaria, è lo spazio che si crea tra i real body di due candele successive, e quindi la distanza tra apertura e chiusura delle due candele. Una window invece è quello spazio che si viene a creare tra gli estremi di due candele consecutive ed è quindi pari alla distanza tra il minimo della candela successiva ed il massimo di quella precedente. Molto spesso, quando ci si riferisce ai gap nell’analisi candlestick, ci si riferisce proprio a quest’ultime.
La presenza di windows è significativa in quanto indica una forte area di supporto o di resistenza che solitamente viene ricoperta dal movimento dei prezzi prima che questi ultimi riprendano la propria corsa in direzione del trend.
E’ facile evincere che l’indicazione di base fornita da una window all’interno di un grafico candlestick riguarda il proseguimento del trend di base nella stessa direzione in cui si apre la window.

La genesi dei gap ed il loro significato

Se si è all’interno di un trend al rialzo la formazione di una window indica una forte area di supporto capace di sostenere eventuali reazioni durante l’evoluzione del trend primario. L’andamento che segue dopo la formazione di questo vuoto nei prezzi può essere vario, ma secondo le teorie più comuni in analisi candlestick la situazione più frequente è la correzione del prezzo verso l’area di supporto nel tentativo di andare a ricoprire il gap (si verifica quello che in gergo viene definito un pull back) per poi tornare a ripartire nella direzione del trend primario.

Upward Gap tasuki e Downward Gap Tasuki

gaptasukiVi è un’apposita configurazione che mostra questo andamento che è nota come “upward gap tasuki”. In questa figura vi sono due candele bianche, di cui la prima con un corpo più consistente rispetto alla successiva, intervallate da un gap e seguite da una candela nera il cui minimo non riesce andare a perforare la linea di supporto che passa per il massimo della prima candela, ossia il limite inferiore della window. A questo punto è facile ipotizzare un ulteriore rialzo delle quotazioni.
Si possono fare le medesime considerazioni per un “downward gap tasuki”in un trend discendente.

Indicazioni di proseguimento del trend e non solo

Tuttavia, non è comunque da escludere del tutto la possibilità che questa forte area di supporto (o di resistenza) che si viene a creare per effetto di una window non riesca comunque a fronteggiare la pressione delle vendite (degli acquisti) portando ad una netta chiusura della window e quindi ad inversione del trend.
Non di rado anche il numero di gap che si presentano all’interno di un grafico tende a fornire importanti indicazioni di correzione del trend: quando si raggiungono tre gap consecutivi gli analisti amanti dell’analisi candlestick considerano il mercato abbastanza maturo da poter ipotizzare una prossima correzione del trend.

Il significato e l’interpretazione dei gap nell’analisi del grafico

Capita spesso, quando si analizzano i movimenti dei prezzi sul grafico, che ci si imbatta in salti o buchi che interrompono la consueta continuità dei prezzi in corrispondenza di zone più o meno ampie degli stessi. Ciò significa che in quegli spazi di prezzi non si sono registrati scambi tra gli operatori e che si tratta di zone contraddistinte da alta emotività del mercato, per cui tali prezzi rivestono solitamente un importanza rilevante dal momento che uno dei principi base dell’analisi tecnica è proprio che il mercato di solito torna sempre a riempire questi gap.
Tuttavia, sebbene tali elementi vadano tenuti in considerazione nell’approccio previsivo, è bene analizzare e valutare con calma i diversi elementi di questi salti del mercato per poter attribuire loro il giusto significato.

Alcuni elementi comuni ai gap

Innanzitutto, è d’obbligo distinguere un upside gap da un downside gap: il primo si verifica quando il titolo apre sopra il massimo della seduta precedente e, nel corso della giornata, non torna più al di sotto dello stesso, lasciando così un buco nei prezzi; il secondo, invece, si verifica in corrispondenza di un valore di apertura di giornata del titolo che si colloca al di sotto del minimo precedente, lasciando questo spazio intatto dal movimento dei prezzi, sovrastante l’apertura del titolo stesso.
Solitamente, i gap che si verificano con maggiore frequenza e che, ai fini dell’analisi tecnica, non rivestono una elevata importanza sono i gap comuni o di area: essi sono gap che si chiudono spesso in maniera molto repentina e di solito appaiono quando sul mercato giungono notizie improvvise e che scatenano quindi una veloce correzione o vanno ad enfatizzare il movimento di mercato in atto.

Gap indicatori di direzionalità di mercato: i gap di rottura

Sicuramente più meritevoli di attenzione sono altri tipi di gap. In particolare, si può fare un breve elenco. Il primo tipo di gap è il gap di rottura (detto anche breakaway gap), gap che si verifica in quanto va a sfondare un modello dei prezzi sul grafico e va a confermare, in genere, la tendenza al rialzo o al ribasso del trend a seconda della direzione nella quale avviene lo sfondamento.
Inoltre, coordinando la lettura dei volumi, soprattutto se tale sfondamento avviene verso l’alto si dovrebbero avere volumi crescenti (mentre non è richiesto un aumento dei volumi in corrispondenza di gap di rottura verso il basso).

I gap di continuazione

Un altro segnale di forza e di direzionalità del mercato viene fornito dal secondo tipo di gap, il runaway gap o gap di fuga (o di continuazione). Un’informazione significativa che si può proporre per descrivere questi gap è che essi sono noti anche come “measuring gap” in quanto consentono di fare delle previsioni. Non a caso, essi compaiono a metà del trend di mercato; di conseguenza, quando ci si imbatte in tale gap si può supporre che il mercato probabilmente salirà (o diminuirà) ancora per tanti punti quanti sono quelli percorsi fino a quel momento dal trend ascendente (o discendente).

I gap che segnalano l’esaurimento del trend

Molto diverso da quest’ultimo è quel gap che si verifica alla fine di una prolungata fase rialzista o ribassista, detto anche “exhaustion gap” (o gap di esaurimento). Si verifica quindi in quelle sedute in cui prima i volumi vanno alle stelle e dopo, non essendoci più offerta, il trend finisce la sua corsa.
Molto spesso si presenta con più di un gap, ad indicare che il movimento sta perdendo la sua spinta e, come detto poc’anzi, un indizio della sua presenza può essere l’osservazione di volumi insolitamente elevati.