Franco Svizzero: in maniera ufficiosa il rapporto con l’euro è di 1,10

La Banca nazionale svizzera, che il mese scorso ha cancellato il tappo che aveva imposto al valore del franco, si è posta ufficiosamente come obiettivo un tasso di cambio pari a 1,05-1,10 franchi per euro. Lo ha riferito un giornale svizzero proprio ieri citando delle fonti vicine alla banca centrale del paese. Il portavoce della banca centrale ha rifiutato di commentare la storia pubblicata nel Schweiz am Sonntag.

Tornando un attimo alla decisione della BNS, quando essa è stata rilasciata e resa nota l’euro è crollato nei confronti del franco svizzero. Prima di allora 1 euro valeva all’incirca 1,20 franchi, nel giro di poche ore è sceso addirittura al di sotto della parità, costringendo addirittura un broker inglese a fallire per mancanza di liquidità (Alpari) e altri a vivere dei periodi davvero difficili (basti pensare che anche FXCM era prossimo al fallimento, salvato in extremis da un investimento di 300 milioni di euro). Un’esperienza che in tanti hanno criticato perché, se l’obiettivo finale di un banca centrale è quello di mantenere la stabilità dei mercati (soprattutto quello interno), la BNS lo ha completamente fallito.

L’annuncio della BNS relativamente al tappo con l’euro – fulcro della sua politica monetaria dal settembre 2011 – ha scatenato un aumento generalizzato del valore della moneta. Dopo lo shock iniziale, che ha visto l’euro arrivare al di sotto di 0,90 franchi per euro, la moneta si è ritirata nuovamente a 1,0374 franchi, un livello visto ancora come ampiamente forte da costringere la Svizzera in una recessione.

Tre giorni dopo il suo annuncio choc, il presidente della BNS Thomas Jordan è stato intervistato e gli è stato chiesto se la sua banca potesse decidere di mettere in campo una nuova riforma. Egli ha detto di prendere “in considerazione i tassi di cambio nel suo insieme e, in caso di necessità, ci sarà un intervento attivo nel mercato dei cambi“.

Citando fonti anonime vicine alla banca, il giornale ha detto che la BNS è operativa ad una sorta di tasso di cambio minimo nei confronti dell’euro. Si parla di un ‘corridoio’ che va da 1,05 franchi a 1,10 franchi. Il giornale ha inoltre citato una fonte bene informata che ha affermato che la banca dovrebbe sostenere delle perdite fino a 10 miliardi di franchi.

Si tratta di una notizia che potrebbe ridare una certa stabilità ai mercati, in maniera particolare alla valuta elvetica, poiché, anche se non in maniera ufficiale, un range di cambio (noto in inglese come “peg”) dà stabilità e sicurezza.

La storia del franco svizzero

I paesi con saldi commerciali negativi e con un deficit di bilancio spesso svalutano la loro valuta al fine di investire con competitività. Alcuni dei paesi con un debito ridotto pagano meno interessi sui titoli di stato rispetto al tasso di inflazione.Esempi sono il Regno Unito e gli Stati Uniti che con la repressione finanziaria e la crescita del PIL sono riusciti a ridurre il debito ottenuto nella seconda guerra mondiale.

Allo stesso modo, la Svizzera si è affermata come un’ancora di stabilità. I motivi sono legati anche e soprattutto al fatto che l’economia della Svizzera ha delle finanze pubbliche sane, non c’è repressione finanziaria e la bilancia commerciale è fortemente positiva. Ciò ha portato ben presto ad una forte posizione patrimoniale.

Grazie alla sua posizione di creditore internazionale e alla paura della sofferenza nella storia inflazionistica della vicina Germania nel 1920, la Svizzera ha sviluppato una certa avversione contro l’inflazione e la repressione finanziaria. Insieme con la Germania, la Svizzera ha aperto la strada alle teorie monetariste nel 1970: la Banca nazionale svizzera (BNS) ha permesso alla moneta di salire solo gradualmente, utilizzando degli strumenti come i requisiti di riserva obbligatoria per le banche e dei relativamente alti tassi di interesse reali. La deviazione della  politica monetaria tra gli Stati Uniti e la Svizzera ha determinato un tasso di cambio USD / CHF in calo dal 1971.

Grazie a piccoli aumenti salariali, alla riduzione dell’inflazione e alla crescita dei salari più piccola abbiamo visto dei costi minori per le imprese svizzere. Ciò si riflette in bassi tassi di interesse.

Come ovunque, la maggior parte dei risparmi sono fatti in valuta locale e con dei maggiori risparmi la valuta locale migliora.

I bassi tassi svizzeri, un’amministrazione efficiente e il basso indebitamento hanno portato il paese ad essere quello che è oggi.

Dal 1975 l’inflazione svizzera è sempre stata inferiore all’inflazione USA. Solo in due occasioni, prima della crisi del prezzo del petrolio del 1973 e durante la bolla immobiliare svizzera nei primi anni ’90, il CPI svizzero era notevolmente superiore a quello tedesco.

Il franco, inoltre, è sempre stata una moneta molto volatile, che si è apprezzata in periodi di crisi e di alta inflazione a livello mondiale, vista sempre come porto sicuro. Durante i periodi di forti espansioni economiche globali che non si traducono in alta inflazione, il franco ha ammortizzato bene (esempi sono i primi anni ’80, la fine degli anni ’90 e il periodo dal 2005 al 2008).

Il Franco Svizzero sarà ancora una valuta rifugio?

Il mercato del forex è un mercato che non è mai senza sorprese. Per combattere la crisi, in passato, la Banca nazionale ha adottato una serie di misure su scala che sono mirate a svalutare il franco svizzero, una delle quali è stata quella di creare un minimo di ancoraggio del tasso di cambio per la coppia di valute EUR / CHF, fissato a quota 1,2000. Per poter raggiungere questo obiettivo, la Banca svizzera ha fatto la promessa di inondare, se necessario, il mercato con franchi svizzeri in quantità illimitate.

Appena dopo aver dato questa notizia, oramai diversi mesi fa, l’effetto fu istantaneo, con la coppia di valute EUR / CHF che è salita di tantissimo in pochissimo tempo. Ancora oggi si sentono gli effetti di questa decisione. Che cosa ha reso questo intervento diverso da quello di altre banche centrali? Non si è trattato di uno dei classici interventi una tantum delle banche che semplicemente rinviano il problema principale, con la moneta che torna, dopo poco tempo, a dei livelli prima dell’intervento.

Ci sono alcuni punti chiave da notare in tutto questo. In primo luogo, il Franco Svizzero continua ancora ad essere una moneta nota come rifugio sicuro, anche se la questione potrebbe presto finire, dato che tutti sanno ora che il tasso di cambio della coppia di valute EUR / CHF non può andare al di sotto di quota 1,2000. Tuttavia, la Banca Nazionale Svizzera potrebbe decidere di cambiare la politica ufficiale se la situazione dovesse cambiare. Si sono viste già in passato delle situazioni simili, con la sterlina inglese nel 1992, quando la Banca d’Inghilterra ha inutilmente tentato di difendere il rapporto di cambio con il Marco Tedesco, che era stato fissato come parte del meccanismo di cambio europeo. Le cose non sono andate come previsto e la sterlina crollò in un solo giorno di negoziazione.

La situazione delle valute, attenzione all’euro

L’euro tiene dei guadagni modesti durante le prime ore della sessione di oggi grazie alla possibilità che i leader europei sorprendano i mercati e facciano dei progressi in materia di crisi del debito greco durante una conferenza che si terrà nella giornata di oggi. La fiducia nella zona euro è rimasta fragile dopo l’allarme per il debito che ha raggiunto nuovi massimi con l’Italia, costretta a pagare i tassi di interesse maggiori per le sue obbligazioni da quando è entrato l’euro, nel 1999.

La conferenza che si attende oggi, tenuta da Germania, Francia e Grecia, servirà anche a tenere i nervi calmi e può fornire 24 ore di tregua. Gli investitori hanno la chiara prospettiva che ci sia una crescita delle possibilità di un default greco, un possibile declassamento del rating delle principali banche francesi e un probabile voto negativo da parte di Moody’s sul debito italiano.

A Washington il segretario del Tesoro Timothy Geithner parteciperà, cosa senza precedenti, alla riunione dei ministri delle finanze UE in Polonia, il prossimo venerdì. Sarà il suo secondo viaggio in Europa in una settimana, dopo aver incontrato i ministri delle finanze dei paesi del G7.

Anche i commenti dal premier cinese Wen Jiabao hanno influito sul mercato. Egli ha detto che la Cina è disposta ad investire di più nei paesi europei. All’inizio di questa settimana la moneta comune era rimbalzata dopo la notizia, poi smentita dai funzionari italiani, che l’Italia avrebbe chiesto alla Cina di acquistare una grossa fetta del debito italiano.

Volando in oriente, gli investitori inoltre sono cauti su un possibile intervento da parte del Giappone al fine di indebolire la propria valuta. Lo yen è stato il principale beneficiario dello status di rifugio sicuro e dei flussi che ne derivano dopo che la Banca nazionale svizzera ha preso delle azioni aggressive per arrestare l’aumento di valore della sua moneta.

Il Franco svizzero sale ancora, fino a dove?

Gli investitori sono molto attenti al potenziale incombente default del debito degli Stati Uniti e ai continui problemi della Grecia, tanto che sia il dollaro che l’euro sono in calo contro il franco svizzero.

Il dollaro ha toccato il minimo storico contro la moneta svizzera, a quota 0,8021 franchi, mentre l’euro è sceso dell’1,5%, in crisi a causa della situazione in Grecia. Inoltre il dollaro è sceso anche contro lo yen giapponese. I trader sono stati riluttanti a far salire troppo lo yen, dato che c’è il rischio di provocare la reazione dei funzionari giapponesi ad intervenire nel mercato per fermare la forza della loro valuta.

Dove andrà il franco svizzero? A un certo punto, secondo gli esperti del settore, queste valute troppo sopravvalutate dovrebbero scendere e perdere valore, ma non siamo ancora a quel punto. La Svizzera ha tenuto abbastanza bene la crisi economica, esportando prodotti farmaceutici e di lusso, ecco perché gli investitori si stanno concentrando sulla sua valuta a dispetto di dollaro ed euro.

Anche i dollari australiani e neozelandesi hanno fatto passi da gigante nei confronti della valuta statunitense, raggiungendo i valori più alti di sempre.

Ora, per quanto riguarda gli USA, i legislatori statunitensi devono raddoppiare gli sforzi per evitare la scadenza del 2 agosto, quando si riterrà che gli USA non potranno più fare fronte a tutti i loro obblighi finanziari senza alzare il tetto del debito.

A tal fine i repubblicani avrebbero dovuto lanciare un piano che avrebbe ridotto il deficit del bilancio federale di almeno 3.000 miliardi di dollari entro il prossimo decennio e aumentare il massimale del debito in un processo in due fasi.

Ora per gli USA tutto è incentrato sullevitare lo scenario di default, dato che il downgrade è una fatalità. Staremo a vedere nelle prossime ore in che maniera decideranno di muoversi i legislatori.

Le valute più commercializzate al mondo, la sterlina e il franco

La sterlina inglese, nota anche come pound, è la quarta valuta più scambiata nel mercato forex,. Essa agisce anche come valuta di riserva grazie al grande valore che ha rispetto alle altre valute mondiali. Anche se il Regno Unito è membro ufficiale dell’Unione europea, il paese ha scelto di non adottare l’euro come moneta ufficiale per una serie di motivi, come ad esempio l’orgoglio storico della sterlina e per darsi la possibilità di mantenere il controllo dei tassi di interesse nazionali.

Per questo motivo, la sterlina può essere vista come una scelta esclusivamente del Regno Unito. Gli operatori del mercato delle valute spesso prendono delle decisioni di trading anche partendo dalla base che tale valuta ha rispetto alle altre, considerando dunque la forza complessiva dell’economia britannica e la stabilità politica del suo governo. Grazie al suo valore elevato rispetto ad altre valute, la sterlina è anche un punto di riferimento importante per la valuta di molte nazioni e agisce come una componente molto liquida nel mercato del forex.

Il franco svizzero, proprio come la Svizzera, è vista da molti come una moneta “neutrale”. Più correttamente, il franco svizzero è considerato una valuta rifugio sicuro all’interno del mercato forex. Ciò è dovuto principalmente al fatto che il franco tende a muoversi secondo una correlazione negativa rispetto alle valute che invece sono più volatili, come ad esempio i dollari canadesi e quelli australiani, ovvero insieme ai rendimenti del Tesoro degli USA. La Banca nazionale svizzera è effettivamente conosciuta per essere molto attiva nel mercato del forex al fine di garantire che le posizioni che gli operatori aprono con il franco svizzero operino all’interno di un certo range di valori, ciò al fine di ridurre la volatilità della valuta e di mantenere i tassi di interesse in linea con le prospettive del mercato.

Svizzera, la situazione attuale

Sappiamo che la situazione in Svizzera è migliore rispetto ad altri paesi dell’UE, per tante ragioni. Il governo svizzero ha fatto sapere che le riserve in valuta estera sono pari a 232 miliardi di franchi, calcolati durante lo scorso mese di maggio. Il dato dimostra che la Banca nazionale svizzera ha avviato una strategia di intervento volta ad operare sul franco.

Questo è anche un segno evidente degli squilibri strutturali che ci sono in Europa in questi giorni, oltre che delle paure provocate dalla crisi del debito sovrano di alcuni paesi. La Svizzera vive una situazione rara da trovare nelle economie di oggi, dato che ha un ottimo rapporto debito / PIL, intorno al 40%, il che evidenzia come sia una nazione che può e riesce a risparmiare denaro e ha capacità di pagare i suoi debiti.

Una delle preoccupazioni che gli investitori hanno al momento relativamente al franco svizzero è quello della deflazione, cosa che la banca centrale del paese ha già promesso di combattere.

Un altro rischio concreto è quello del dietro-front sui mercati, ovvero il fatto che i leader europei, per proteggere l’euro, adotteranno delle misure per assicurare la sopravvivenza della moneta unica.

Nei prossimi giorni e nelle prossime settimane, dunque, la Svizzera e il franco svizzero potrebbero vivere una situazione decisamente interessante, con diverse opportunità di investimento che si propongono per chi vuole investire nel Forex.

Ecco dunque come, per chi volesse investire nel rapporto di cambio tra euro e franco svizzero, si prospetta la necessità di controllare attentamente l’andamento a medio e lungo termine di questo rapporto di cambio, prima di aprire delle posizioni. Riuscire a capire, infatti, in che direzione potrebbe muoversi il trend è fondamentale per riuscire a guadagnare da questo rapporto di cambio. Stiamo dunque attenti e teniamo gli occhi aperti.

Euro sotto pressione

Il dollaro ha raggiunto il suo valore massimo da oltre 7 mesi nei confronti di un paniere di valute, a seguito di un ampliamento dei titoli di Stato della zona euro, che si diffondono evidenziando i timori sul sovraindebitamento delle economie più deboli di questa zona e spingendo l’avversione al rischio.  L’euro invece è sceso al suo livello più debole contro il biglietto verde sin dallo scorso mese di maggio 2009.

In Europa c’è anche timore per le differenze interne tra i paesi. Tale differenziale di rendimento, ad esempio, lo si nota molto tra i titoli di Stato greci e tedeschi, oltre quota 350 punti base. Gli analisti hanno detto che i movimenti di mercato erano guidati da una combinazione di debolezza dell’euro e di forza del dollaro. Proprio i rischi legati alla zona euro rendono gli investitori meno fiduciosi, il che pesa su l’euro e mette pressione ai mercati azionari, mentre crea una situazione del dollaro.

Attenzione anche all’andamento del franco svuzzero. I commercianti della Banca nazionale svizzera hanno acquistato euro verso franchi dopo che la banca centrale ha detto di avere negoziati sul mercato asiatico. Proprio verso il franco svizzero, la situazione dell’euro è in discesa, addirittura al livello più debole a partire dallo scorso mese di ottobre 2008.

La Banca Nazionale Svizzera, intervenuta diverse volte nel 2009, ha detto in passato che avrebbe in ogni continuato ad impedire qualsiasi aumento eccessivo del valore del franco fino a che ci fossero stati dei rischi di deflazione.

Nel Forex, dunque, rimaniamo concentrati sull’andamento della nostra valuta nei confronti delle altre, soprattutto verso il dollaro e verso il franco svizzero. Attenzione anche ad una possibile debolezza dell’euro a causa della situazione delicata che stanno vivendo alcuni paesi della nostra zona monetaria.