Posti di lavoro, la nuova frontiera si chiama Irlanda

La strategia, in Irlanda sta funzionando, il popolo è pronto a tornare a lavoro

“Siamo il primo paese della zona euro a uscire da un tale programma ed è un momento significativo non solo per l’Irlanda, ma per tutta l’Europa”.
Questa crisi è stata una prova d’orgoglio dei governi nazionali, della solidarietà europea e del progetto europeo. Oggi i dati mostrano che, mentre l’Europa ha bisogno di trovare risposte ai suoi critici, i critici devono a loro volta riconoscere i reali e sostanziali segni di progresso, duramente conquistati dal popolo irlandese.

La competitività è stata recuperata e costi e prezzi sono aumentati più lentamente rispetto anche ai partner commerciali stessi

La competitività è stata recuperata e costi e prezzi sono aumentati più lentamente rispetto anche ai partner commerciali stessi. È stato fatto un aggiustamento di bilancio pari al 18% del PIL e sono state introdotte significative riforme strutturali. Il primo passaggio è stato riconquistare la fiducia degli investitori internazionali. Ci sono fondi immediatamente disponibili. L’anno prossimo, come la Grecia, ci sarà un avanzo di bilancio primario, il che significa che si guadagna più di quanto si spende.

La creazione di posti di lavoro è fondamentale per il piano d’azione messo in moto dall’Irlanda

Ma la misura del successo è da riscontrare, senza ombra di dubbio, nella nascita di tantissimi nuovi posti di lavoro. Da una situazione in cui l’Irlanda perdeva 1.600 posti di lavoro in una settimana durante la crisi, ora ne crea 1.200. Anche se la disoccupazione rimane troppo alta al 12,5%, è diminuita costantemente da oltre il 15% di due anni fa.
La creazione di posti di lavoro è fondamentale per il piano d’azione messo in moto dall’Irlanda. Il medesimo discorso di come dovrebbe essere in Europa. L’istituzione di una garanzia per i giovani è, forse, Il problema che coinvolto più direttamente le preoccupazioni di una generazione nascente che ha paura di soffrire di problemi e mancanze che, senza ombra di dubbio, non hanno riguardato i genitori. Il governo irlandese afferma che non lascerà che i giovani cadano nella disoccupazione senza fare ogni sforzo possibile per dotare loro dei mezzi indispensabili per avere successo attraverso il duro lavoro.
Naturalmente, il compito primario dei leader politici è quello di impostare le giuste condizioni per la creazione di posti di lavoro. Questo, neanche a dirlo, non può passare dalla valorizzazione delle finanze pubbliche stabili e dalla realizzazione di investimenti mirati.

Rivolta dei Forconi, ci saranno riscontri sul lavoro?

Il nuovo movimento populista guidato da contadini scontenti e camionisti ha diffuso il suo messaggio anti-austerità per le strade e le piazze d’Italia

La settimana passata ha visto quattro giorni di manifestazioni e di protesta in tutto il paese. Il nome “Rivolta dei forconi” deriva dalle radici del movimento degli agricoltori in lotta in Sicilia, che nel 2011 e nel 2012 organizzarono scioperi e blocchi stradali per chiedere l’aiuto da parte del governo.
Il raggruppamento si è ampliato a livello nazionale e si è evoluto in una varietà di gruppi che hanno sofferto la crisi economica in Italia. I manifestanti sono gli autotrasportatori, i piccoli imprenditori, i lavoratori a basso reddito, i disoccupati e gli studenti.

Alcuni dei manifestanti si lamentano dell’eccessiva regolamentazione statale e sono scontenti degli aumenti fiscali di austerità. Altri hanno denunciato il capitalismo e l’euro

Tutti sembrano essere uniti nel loro disprezzo per i politici italiani, che sono accusati di non riuscire ad affrontare i gravi problemi economici del paese.
Dimostrazioni sparse in tutto il paese sono iniziate il Lunedi, con le principali città del Nord, tra cui Milano, Torino e Genova che hanno mostrato i maggiori disordini.
Torino ha visto alcune delle proteste più furiose. Con il lancio di gas lacrimogeni per disperdere i manifestanti, che hanno bloccato il traffico ferroviario nelle stazioni principali della città, prima di dirigersi verso la sede di Equitalia. I manifestanti hanno cercato di bloccare il valico di frontiera tra Francia e Italia. La polizia, in tenuta antisommossa, è intervenuta per disperderli.
Le proteste hanno causato interruzioni nelle regioni settentrionali del Veneto e dell’Emilia Romagna. Oltre che in Puglia, in Sicilia e nel resto del sud Italia.
Il governo italiano ha espresso la sua preoccupazione e il ministro dell’Interno Angelino Alfano ha avvertito del pericolo di una “enorme ribellione” del movimento. “Purtroppo il nostro movimento è associato a teppisti e sovversivi. Non abbiamo nulla a che fare con loro e ci dissociamo dalla violenza che sta verificandosi in altre parti del nostro paese”.
Giorgio Bissoli, un portavoce del gruppo di protesta dell’Azione Rurale del Veneto, ha affermato: “Noi agricoltori siamo in strada per dire ‘Basta!’ allo Stato, al Governo, ai Sindacati. Non ce la facciamo più”.
Danilo Calvani, agricoltore e leader della protesta, ha detto che “ci sono milioni di persone come noi e stiamo crescendo di ora in ora – questo governo deve andarsene”.

Rivolta dei forconi al quarto giorno, con i disoccupati in campo la situazione peggiora

Centinaia di studenti si sono scontrati con la polizia a Roma. C’è da registrare un pesante lancio di petardi fuori dall’università della Sapienza in cui i ministri del governo stavano partecipando a una conferenza. Adesso, la “Rivolta dei Forconi”, è entrata nel suo quarto giorno e, senza ombra di dubbio, non accenna a diminuire il suo impatto.

I disoccupati stanno prendendo parte alle proteste e, con assoluta certezza, la loro rabbia non sarà placata dalle semplici dichiarazioni di circostanza

I camionisti lottano al fianco dei piccoli imprenditori. La medesima operazione è effettuata dagli studenti che marciano di pari passo con i lavoratori a basso reddito. Non potevano mancare, ovviamente, le categorie più toccate dalla crisi. I disoccupati stanno prendendo parte alle proteste e, con assoluta certezza, la loro rabbia non sarà placata dalle semplici dichiarazioni di circostanza.
Il movimento è nato, in origine, da un gruppo di agricoltori siciliani che spingevano per ottenere un aiuto da parte del governo ma, in breve tempo, è diventata la più ampia espressione del malcontento; alimentata dalla peggiore recessione del dopoguerra in Italia che, ormai, dura da più di due anni.

Gli obiettivi variano dalle agenzia di riscossione tributi (in primis Equitalia) ai prezzi elevati del carburante. Passando per la mancanza di lavoro fino ad arrivare alle agevolazioni alla classe politica, le élite privilegiate e la moneta unica europea.
All’inizio della settimana, le proteste si sono concentrate principalmente nel nord Italia. In particolare nelle città di Torino, Genova e Savona. Ma, nella giornata di giovedì, il sit-in e altre proteste sono continuate a Milano, Roma e Firenze e anche nel capoluogo siciliano di Palermo.
Le manifestazioni più grandi sono previste nella capitale la prossima settimana.
L’agitazione potrebbe “portare a una spirale di ribellione contro le istituzioni nazionali ed europee”, ha detto il ministro degli Interni Angelino Alfano.
Il premier Enrico Letta, poi, ha ammesso che il “malessere sociale” esiste in Italia, ma ha detto anche che i manifestanti della “Rivolta dei forconi” sono “una piccola minoranza che non rappresenta il paese”.

Presto, in Italia, gli stessi tumulti che hanno caratterizzato Spagna e Grecia

Ci sentiamo di dissentire con forza su questa affermazione. La rivolta dei forconi sta diventando il biglietto da visita del malessere italiano e, se Enrico Letta non porterà soluzioni concrete in brevissimo tempo, anche in Italia vedremo situazione ben note. Situazioni già ampiamente viste in Grecia e in Spagna.

Saccomanno: “Disoccupazione: un problema ancora vivo e di difficile risoluzione”

Il ministro Saccomanno, intervenuto alla Sapienza di Roma, ha rilasciato dichiarazioni molto ottimistiche, probabilmente dettate dalla paura più che altro: “Siamo riusciti nell’impresa di cambiare il corso di una recessione che sembrava non avere mai fine”. Il ministro, poi, ha così continuato: “Forti segnali lasciano chiaramente intendere che otto trimestri negativi giunti al termine. Il problema della disoccupazione, però, è ancora lontano dall’essere superato”. “Con questi risultati, però, potremo veramente uscire anche dal problema della disoccupazione e ritornare sui giusti binari”.
Ovviamente, per tutti gli italiani che sono alla ricerca di un lavoro, le parole di Saccomanno, contano meno di zero. Senza lavoro, continuando a vivere nella disoccupazione più estrema, dire di essere vicini all’uscita dalla recessione conta veramente poco. Le proteste che hanno visto il nostro paese in questi giorni, con assoluta certezza, non sono altro che la punta dell’iceberg. La situazione non potrà che divenire sempre più grave e, almeno che non ci sia, finalmente, una reale svolta, non potremo che andare sempre più in fondo, sempre più vicini alla guerriglia.

Conferenza sulla green economy, all’esterno era il caos

Gli studenti, all’esterno, protestavano alla conferenza sulla green economy che coinvolgeva diversi ministri del governo nel centro di Roma. Si sono registrati numerosi lanci di bombe carta mentre altre proteste ringhiavano fortemente rallentando anche il traffico intorno alla città. All’interno del convegno ospitato presso l’università La Sapienza erano presenti diversi ministri, tra cui il ministro dell’Economia, Fabrizio Saccomanni e il ministro dell’Ambiente Andrea Orlando. Più tardi, Orlando ha detto che non era più possibile parlare con i manifestanti quando hanno fatto ricorso alla violenza. Il ministro ha dichiarato quanto segue: “Io sono per il dialogo, ma non credo che il dialogo si possa sviluppare attraverso i fumogeni”. La protesta relativa alla “Rivolta dei forconi” ha coinvolto diverse parti del centro storico, tra cui Piazza del Popolo, la zona vicino alla Bocca della Verità e anche nei pressi dei Fori Imperiali. Da lunedì in poi, le dimostrazioni si sono diffuse in tutto il paese con le principali città del nord tra cui Milano, Torino e Genova che hanno mostrato la maggiore affluenza. I manifestanti si oppongono agli aumenti fiscali alle politiche di austerità imposte dall’Unione europea e sono stati raggiunti da altri manifestanti che occupano diverse cause anti-governative. Molti hanno occupato strade, piazze e ferrovie, bloccando i treni e interrompendo il commercio pre-natalizio.

Letta, lavoro o non lavoro, esige il rispetto per i rappresentanti dello Stato

”La fedeltà della polizia è indiscutibile”, ha affermato il premier

Il premier italiano, Enrico Letta, nella mattinata di oggi, ha chiesto rispetto per i rappresentanti eletti. Ovviamente, tutto questo, a fronte della presa di posizione anti-governativa e anti-austerità della “rivolta dei forconi” che si è svolta in tutto il paese. Per non parlare, poi, degli incitamenti rivolti alla polizia. Colpevole, quest’ultima, di essere costretta a tutelare “controvoglia” gli interessi della politica.
Enrico Letta, prima del voto di fiducia, ha dichiarato quanto segue in Parlamento:
“Il Parlamento della Repubblica italiana e i nostri uffici chiedono il massimo del rispetto dovuto in questi tempi amari”.
Questo anche in virtù di quanto richiesto dai camionisti che, con la loro protesta, hanno tentato di coinvolgere anche molti altri lavoratori presenti nelle varie fabbriche.
Il leader del Movimento 5 Stelle, Beppe Grillo, poi, Grillo ha incoraggiato la polizia a proteggere i manifestanti e non più politici, questo dopo che gli agenti, in tenuta antisommossa, si sono tolti i caschi in diversi episodi separati. Questo, da molte parti, è stato ampiamente interpretato come un segno di solidarietà con i manifestanti. Parlando davanti a una votazione che mira a consolidare il suo potere dopo il rimpasto politico nelle ultime due settimane, Letta ha sottolineato che la “fedeltà ai valori repubblicani” delle forze di polizia in Italia è “indiscutibile”. Ad ogni modo, i manifestanti della “Rivolta dei forconi”, hanno promesso di montare una grande manifestazione a Roma, a meno che i deputati non si astengono dal voto di fiducia della giornata di Mercoledì.

Per i valori della manifestazione, le parole di Letta non hanno alcun significato

Appare anche superfluo sottolineare quanto, le richieste del premier Letta, appaiono cartastraccia messe a cospetto dell’indiscutibile necessità di poter lavorare per vivere. La principale paura delle autorità, senza ombra di dubbio, è che anche le forze dell’ordine possano aderire alla protesta. Questo, ovviamente, lascerebbe i politicanti in balia dei loro errori e di un paese in rivolta che esige le loro teste su di un piatto d’argento.
Letta dovrebbe cominciare a mettere da parte la demagogia e, soprattutto, dovrebbe cominciare a fare le riforme giuste affinché, in Italia, si possa rivedere finalmente qualche nuovo posto di lavoro. Ormai, quest’ultimi, sono rari come mosche bianche e, dalle stanze del Parlamento, si vedono arrivare solo propositi di gente terrorizzata.

Italiani poveri e manifestanti con la “Rivolta dei Forconi”

Una famiglia su quattro ha difficoltà a pagare le bollette mensili. E le spese impreviste risultano essere un grave problema per il 70% degli italiani

Più di un quarto degli italiani ha deciso di emigrare. Tutti gli altri hanno sempre maggiori difficoltà per sbarcare il lunario. Mentre il numero dei poveri è raddoppiato dal 2008 al 2012. I dati, neanche a dirlo, sono stati forniti dall’Istat. Una famiglia su quattro ha difficoltà a pagare le bollette mensili. E le spese impreviste risultano essere un grave problema per il 70% degli italiani, questo secondo un nuovo rapporto del Censis e dell’istituto di ricerca in Italia. Ben il 28,8% degli italiani ha deciso di lasciare il paese tra il 2008 e il 2012 , mentre sei milioni di persone non avevano un lavoro fisso e 4,3 milioni non potevano trovare uno, sempre stando a quanto riportato all’interno del rapporto.

La mobilità sociale (costantemente rivolta verso il basso) è stata in grado di generare un livello pericoloso di disaffezione dalla politica. Questo, neanche a dirlo, non necessitava dell’indicazione del Censis per capirlo.

“La società italiana è diventata indifferente. Troppe persone stanno cercando di ingannare il sistema tramite una forte e costante diffusione di immoralità. Gli italiani sono abituati a lavorare e a disinteressarsi con disprezzo della politica”. Il numero di persone che vivono in condizioni di povertà è passato da 2,4 milioni nel 2008 a 4,8 milioni nel 2012 , mentre il PIL pro – capite in Italia si è ridotto dell’8,7% sempre facendo riferimento ai dati rilasciati quest’anno da Confcommercio. L’Italia è impantanata nella sua più lunga recessione del dopoguerra e ha visto la produzione industriale precipitare del 25% con il PIL ridursi del 5% dal 2008. Mentre la disoccupazione, invece, è salita a oltre il 12%. Una ripresa economia debole è prevista per il prossimo anno anche se la disoccupazione continuerà ad aumentare stando a quanto riferito dall’agenzia di Istat.

Rivolta dei Forconi, manifestazioni in molte città italiane

La cosiddetta “Rivolta dei Forconi”, ha portato enormi disagi in tutta Italia. La città che, più di altre, ha riscontrato le maggiori problematiche è sicuramente Torino. La motivazione di questa protesta, neanche a dirlo, è l’aridità di lavoro. Tralasciando ogni contenuto moralista inerente la manifestazione. Non si può non fare riferimento alle parole di Beppe Grillo. Quest’ultimo, rivolgendosi alle forse dell’ordine, ha incitato le stesse a unirsi alla manifestazione. Ovviamente, il disagio lavorativo, viene riscontrato anche da Polizia e Carabinieri.

Come iniziare a fare trading in opzioni binarie per i trader forex, parte 2

Andiamo avanti con una serie di consigli su come poter investire nel mercato delle opzioni binarie per chi è già esperto di trading forex. Una cosa importante da fare è scegliere le tempistiche migliori per investire. Se si scambia una data coppia di valute regolarmente nel mercato del Forex, ad esempio la USD / JPY, si sa che questa coppia ha il movimento più grande nel corso della negoziazione asiatica. Quindi bisogna concentrearsi su tale orario lasciando perdere gli altri, come ad esempio l’orario di apertura della borsa europea. La cosa bella delle opzioni binarie è che si può investire secondo l’andamento dei prezzi in tempo reale, il che ci permette in ogni momento di “sfruttare” la nostra esperienza. Occorre dunque scegliere i periodi di tempo migliori, che hanno più senso, esattamente come si farebbe quando si fa Forex trading.

Quando si fa forex, solitamente si tende a non investire in coppie di valute che prevedono uno spostamento di solo uno o due pips, quindi perché farlo con le opzioni binarie? Se ci si ferma a guardare meglio altre tipologie di investimenti, optando magari per delle coppie di valute più sicure, ovvero in grado di fare dei movimenti di maggior interesse rispetto ai soli 1 o 2 pips detti sopra, meglio optare per il maggior movimento, dato che si ha una più alta probabilità di successo. La somma guadagnata sarà esattamente la stessa se una coppia di valute si muove di 1 pip o di 100 pips in direzione della nostra previsione, ma quello che cambia sono le probabilità di successo, che sono nettamente maggiori nel secondo caso.

Migliorare il tasso di successo è decisamente importante per un trader in opzioni binarie. Sicuramente la scelta della posizione giusta da aprire deve essere presa in maniera coerente con le proprie conoscenze, dunque al massimo delle proprie capacità.

Come iniziare a fare trading in opzioni binarie per i trader forex

Se sei un trader Forex probabilmente avrai alcune domande da fare sulle opzioni binarie. Se vuoi avvicinarti a questo mondo, per fortuna, il passaggio è in realtà abbastanza semplice. Molti degli stessi principi che valgono per il mercato delle valute possono infatti essere trasferiti anche a quello delle opzioni binarie, cosa che rende questo mercato molto popolare. Vediamo come poter entrare in questo nuovo mercato nella maniera più agevole possibile.

Iniziare con quello che si sa. Se sei esperto della coppia di valute EUR / USD nel mercato Forex, allora potresti iniziare da questa coppia per fare negoziazione nel mercato delle opzioni binarie. In questo modo il passaggio sarà il più liscio possibile e non ci si ritrova a fare cose che non si conoscono. Una cosa che bisogna tenere presente, tuttavia, è la differente tempistica di operatività.

Una delle cose che solitamente si fa con il mercato delle valute è aprire tante posizioni in un solo giorno. Con le opzioni binarie operare in questa maniera è una cosa abbastanza facile da fare, soprattutto in seguito al fatto che le opzioni a 60 secondi stanno diventando molto popolari. Ovviamente la periodicità con cui operare nel mercato valutario dipende molto da come sei abituato a fare nel Forex: se operi tante volte in un giorno, meglio continuare in questa maniera, altrimenti è meglio operare più lentamente.

Riuscire a mantenere il proprio approccio al mercato è la cosa migliore da fare, dato che non si cambiano le proprie abitudini di trading, dalla mattina fino alla fine della giornata di trading. Ad esempio, se siete abituati ad investire la mattina, meglio continuare a farlo nelle ore antimeridiana, mentre se siete abituati ad investire nel pomeriggio, meglio continuare a farlo nelle ore post meridiane. La continuità è la caratteristica essenziale per passare dal mercato del Forex a quello delle opzioni binarie.

Investire nel forex con le opzioni binarie

Quando si tratta di investire nel mercato delle valute forex, vi è una serie di scelte che si possono fare. Tra queste, investire con le opzioni è una cosa diventata molto popolare tra gli investitori negli ultimi anni, grazie anche al basso livello di investimenti necessari e alla possibilità di avere dei grandi profitti. Ecco dunque che questo strumento è particolarmente utile anche per i principianti che hanno appena iniziato ad investire e, piano piano, stanno accumulando esperienza. A differenza dei modelli tradizionali di investimento, come l’acquisto di azioni o le obbligazioni, le opzioni binarie sono contratti in cui il reddito che si può guadagnare si basa sulla direzione che ha il bene in esame (noto come asset), entro un determinato periodo di tempo.

Per semplificare le cose ancora di più possiamo dire che nelle opzioni ci sono solo due possibili risultati tra cui scegliere, ovvero se il mercato scenda o se invece salga. Rispettivamente, parliamo di opzioni put e di opzioni call. Un’opzione put è un investimento fatto quando si ritiene che il prezzo del contratto sarà, alla scadenza, al di sotto del prezzo originale. L’opzione call è l’esatto contrario, ovvero si attesta che il prezzo dell’asset alla scadenza potrebbe salire al di sopra del prezzo iniziale.

Questo concetto può essere facilmente applicato al forex. Ad esempio, se gli indicatori economici indicano cose negative per l’Unione europea, è possibile acquistare un’opzione put su un contratto in euro, con l’aspettativa che il valore della nostra valuta possa scendere presto. Allo stesso modo, se il valore del dollaro dovrebbe aumentare nel prossimo futuro, il modo migliore per capitalizzare su questa previsione è quello di acquistare una call option sul dollaro americano USD.

In un mercato altamente volatile come il forex, investire con le opzioni è una cosa molto utile per tanti investitori, dato che si può ridurre al minimo il rischio sugli investimenti.

L’euro impaurito da Grecia e Spagna, perde terreno

L’euro ha perso terreno contro il dollaro e contro lo yen nella prima parte della giornata di oggi, a causa anche delle incertezze che arrivano dalla Grecia e dalla Spagna, soprattutto in merito all’accettazione di un nuovo accordo sull’austerità da parte degli iberici. La moneta unica dovrebbe ancora rimanere debole nel corso delle prossime ore nei confronti del dollaro e dello yen, con gli investitori che preferiscono investire in valute considerate un rifugio sicuro.

La Grecia, vicina alla bancarotta, ha bisogno di un accordo globale su un pacchetto di austerità per poter sbloccare la prossima tranche di aiuti prima che finisca il denaro entro la metà di novembre. Gli istituti di credito internazionali hanno rifiutato di fare nuove concessioni al paese, prolungando l’impasse sul nuovo pacchetto di riforme e andando a pesare sull’euro.

Il piano di salvataggio spagnolo permetterebbe alla Banca centrale europea di acquistare le obbligazioni del paese. L’andamento della nostra valuta per le prossime ore è chiaro: a meno che la Spagna accetti un salvataggio, il sentiment verso l’euro difficilmente tornerà su valori positivi.

Il primo ministro italiano Mario Monti incontra proprio oggi il primo ministro spagnolo Mariano Rajoy, anche se poco ci si aspetta dalla riunione. L’Italia dovrebbe, in ogni caso, continuare a spingere la Spagna nel cercare un piano di salvataggio.

La moneta unica nel frattempo è scesa dello 0,4 per cento, arrivando a quota 1,2895 dollari, non lontano dal minimo di due settimane a questa parte. L’euro ha perso valore anche contro lo yen giapponese, in calo dello 0,4 per cento.

In merito allo yen, alcuni hanno detto la valuta nipponica potrebbe indebolirsi ulteriormente nel corso delle prossiume ore, a causa delle decisioni della BoJ in merito alla politica economica da tenere per poter rilanciare l’economia giapponese, in forte crisi, soprattutto per quanto riguarda il mercato delle esportazioni.

3 passi per iniziare a fare trading con le opzioni binarie

Iniziare a fare trading con le opzioni binarie è una cosa decisamente semplice e veloce, tanto che si può racchiudere tutto in 3 passaggi basilari che si possono fare per avere successo in questo mercato. Il presupposto è quello di aver già aperto un conto di trading con le opzioni binarie, dunque abbiamo già scelto il broker ideale per il nostro trading.

Il primo passo da fare è quello di scegliere la scadenza dell’opzione stessa. Sappiamo che le opzioni binarie ci permettono di investire con successo sia nel breve che nel medio periodo, di conseguenza abbiamo una ampia scelta in merito a cosa possiamo fare e a come possiamo investire. Scegliamo tranquillamente la scadenza che ci piace di più, quella con la quale ci troviamo meglio.

Il secondo passo è quello di scegliere la direzione del trend. Se pensiamo che il prezzo dell’asset che abbiamo scelto salirà entro la data di scadenza dell’opzione, allora dobbiamo acquistare una opzione call, mentre se pensiamo che il prezzo dell’asset che abbiamo scelto scenderà entro la data di scadenza dell’opzione, allora dobbiamo acquistare una opzione put.

Il terzo ed ultimo passo è quello di incassare i profitti che abbiamo realizzato. Sicuramente questo è il passo più interessante di tutti, dato che si tratta di incassare denaro. La somma che si può guadagnare dipende molto dal tipo di opzione binaria in cui si sta investendo. Solitamente i guadagni vanno da un minimo del 65% rispetto alla somma investita e sono in grado di arrivare anche ad una percentuale dell’85% ed oltre. Addirittura, se i rischi sono molto alti, è possibile arrivare a guadagnare fino al 300% sulla somma che si investe, ma solo casi rari che è meglio tuttavia lasciare a coloro che sono già esperti di questo mercato.

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