Analisi Valute – 19 Maggio

EUR/USD

Per la sessione di oggi potremmo considerare l’apertura di una nuova posizione in acquisto nel caso in cui il valore di questo rapporto di cambio dovesse rompere al rialzo il valore di 1.3610 , fissando il primo obiettivo a quota 1.3630 e il secondo obiettivo a quota 1.3650 . Se il valore di questo cambio dovesse invece rompere al ribasso la quota di 1.3480, potremmo allora aprire una posizione short fissando come primo obiettivo la quota di 1.3460 e come secondo obiettivo la quota di 1.3440 .

EUR/GBP

Per la giornata odierna potremmo aprire una nuova posizione long se il valore di questo rapporto di cambio dovesse superare al rialzo la quota di 0.8870 , fissando il primo obiettivo a quota 0.8890 e il secondo obiettivo a quota 0.8920 . Al contrario, se il rapporto di cambio dovesse superare verso il basso la quota di 0.8810 , potremmo aprire una posizione in vendita fissando come primo obiettivo il raggiungimento di 0.8780 e come secondo obiettivo il raggiungimento di 0.8760 .

USD/JPY

Per la sessione di oggi relativamente a questo rapporto di cambio, potremmo aprire una nuova posizione in acquisto se il valore dovesse rompere al rialzo la quota di 96.80, fissando il primo obiettivo al raggiungimento di quota 97.00 e il secondo obiettivo al raggiungimento di quota 97.20 . Se il valore del rapporto di cambio dovesse invece rompere al ribasso la quota di 95.70 , potremmo aprire una posizione short ponendo come primo obiettivo il raggiungimento di quota 95.50 e come secondo obiettivo il raggiungimento di quota 95.30 .

GBP/USD

Per la sessione odierna potremmo considerare l’apertura di una nuova posizione in acquisto se il valore di questo rapporto di cambio dovesse rompere al rialzo la quota di 1.5380 , ponendo il primo obiettivo al raggiungimento di quota 1.5400 e il secondo obiettivo al raggiungimento di quota 1.5430 . Al contrario, se il valore del rapporto di cambio dovesse rompere al ribasso il valore di 1.5230 , potremmo aprire una posizione in vendita ponendo il primo obiettivo al raggiungimento di quota 1.5210 e il secondo obiettivo al raggiungimento di quota 1.5190 .

Petrolio, Exxon in calo

ExxonMobil, uno dei giganti petroliferi del mondo, ha fatto registrare durante il primo trimestre, una diminuzione dei suoi profitti pari addirittura al 58% . La causa principale è l’improvviso abbassamento del prezzo del petrolio e del gas naturale durante nel gli ultimi mesi del 2008.

exxonmobile

La Exxon ha fatto sapere, in un comunicato stampa ufficiale, di avere avuto dei profitti pari a 4.7 miliardi di dollari, ovvero 0.92 USD per ogni azione. Lo scorso anno, durante lo stesso periodo, i profitti erano di 11.17 miliardi di dollari, ovvero 2.02 USD per singola azione. Il fatturato totale ha avuto una diminuzione del 45% , fermandosi a 64.03 miliardi di dollari. Secondo le previsioni degli esperti di Wall Street i risultati della Exxon sono andati sotto le attese, dato che ci si attendeva un valore per azione di 0.95 USD.

La situazione della Exxon non è però isolata. Tutti i competitor che operano nel settore petrolifero hanno fatto registrare delle notevoli diminuzioni nei loro bilanci, a causa della crisi economica mondiale, che ha fatto crollare il prezzo del petrolio. Attualmente, nonostante i vari interventi  fatti dall’OPEC, il greggio “naviga” attorno ai 50 dollari a barile. In ogni caso non c’è da preoccuparsi più di tanto alla Exxon, dato che nonostante la crisi il loro bilancio è alquanto solido.

Il management della società ha fatto sapere che procederà, durante il secondo trimestre del 2009, ad agire con un piano di buyback delle loro azioni per un valore pari a 5 miliardi di dollari.

Come si vede anche le aziende petrolifere stanno risentendo della crisi. A livello di operatività Forex teniamo controllato il prezzo del petrolio, dato che potrebbe essere spinto a salire da vari interventi compiuti dagli operatori di mercato, al fine di dare respiro alle aziende petrolifere del mondo.

Riepilogo Valute Settimanale

La settimana appena passata ci ha permesso di capire correttamente qual’è stato l’andamento dell’economia degli Stati Uniti durante il primo trimestre del 2009. Il PIL USA è infatti in diminuzione del 6,1%, le attese invece indicavano una diminuzione del 4,9% .

Nonostante questo le principali piazze azionarie del mondo hanno avuto una reazione positiva alla notizia dell’andamento del PIL americano, tanto che hanno fatto registrare dei guadagni.

Relativamente alle valute, il dollaro ha perso per strada un po’ di forza di acquisto nei confronti nei confronti dell’euro. La nostra valuta ha guadagnato anche verso lo yen giapponese, grazie alla relazione che esiste tra il rialzo dei mercati e il ribasso delle cosidette “valute rifugio”.

L’indice S&P500 ha raggiunto nella giornata di mercoledì la quota degli 882 punti, ma in fase di chiusura è tornato indietro a quota 873 punti. La chiusura su un nuovo massimo relativo non è ancora avvenuta. Per il momento non c’è nessuna decisiva inversione del trend. Dobbiamo dunque rimanere in attesa di ulteriori sviluppi.

L’euro intanto si sta rafforzando verso il dollaro. E’ anche possibile che la nostra valuta possa avere un ulteriore rialzo, qualora il rapporto di cambio dovesse riuscire a chiudere una sessione rompendo la resistenza di 1.3500.

Relativamente ai dati della pubblicazione dei dati economici, lunedì la Germania renderà noto l’indice delle vendite al dettaglio. L’intera eurozona invece sarà influenzata dalla pubblicazione dell’indice PMI e dell’indice sulla fiducia degli investitori.

Mercoledì invece bisognerà seguire il rilascio del dato sull’andamento delle vendite al dettaglio in Europa e il dato relativo alla disoccupazione negli USA. Soprattutto quest’ultima informazione sarà molto importante, dato che da essa dipende anche l’uscita dalla crisi economica.

Giovedì invece verranno resi noti gli ordini industriali della Germania durante lo scorso marzo. La Banca Centrale Europea e la Bank of England, inoltre, prenderanno delle decisioni relativamente ai tassi di interesse.

EURO / DOLLARO sul lungo periodo

Siamo in una fase particolare per il rapporto di cambio tra euro e dollaro. Queste due valute sono tra le principali nel settore del Forex, essendo quelle più scambiate insieme allo yen giapponese e alla sterlina inglese. Per questo motivo è sempre conveniente tenere controllato l’andamento del trend relativamente a questo rapporto di cambio, al fine di coglierne efficacemente e velocemente possibili andamenti proficui.

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Analizzando un time frame settimanale, ci stiamo accorgendo che si sta creando una situazione assolutamente interessante per il medio periodo. Stiamo parlando della presenza di una barra outside che contiene tutte le barre seguenti. Questa particolare figura ci lascia capire come si prospetti un possibile trend interessante per il lungo periodo.

Attualmente ci troviamo all’interno del range della candela che è iniziata lo scorso 15 marzo. A livello settimanale siamo arrivati alla quarta barra consecutiva. La settimana immediatamente successiva è stata rotta al ribasso, il che indica una possibile inversione delle dinamiche più veloci sul breve periodo.

Tenere un occhio sul lungo periodo è dunque importante, ma non bisogna dimenticare di aprire delle interessanti posizioni anche sul breve periodo, almeno fino alla rottura da parte dei prezzi dal range indicato. Questo infatti indicherà la vera direzione del trend durante le prossime settimane e, forse, anche durante i prossimi mesi.

E’ dunque una situazione da non lasciarsi sfuggire. Bisogna anche usare correttamente gli indicatori economici, che riescono certamente a darci un’idea delle zone di ipercomprato e delle zone di ipervenduto, che sono quelle che indicano degli eccessi di mercato che verranno presto riassorbiti. Sfruttare con delle posizioni corrette questi “riassorbimenti” sicuramente riuscirà a portarci ad un’ottimo guadagno.

Stiamo attenti all’andamento del trend e tendiamo sempre un orecchio alle notizie che arrivano dall’altra parte dell’oceano e anche dal nostro continente, dato che potrebbero avere dei risvolti pratici molto importanti.

Pericolo Euro

Sembra che la forza della nostra valuta possa essere in qualche modo penalizzata dai paesi dell’Est, che sono economicamente più deboli rispetto a quelli dell’ovest. Lo sostiene Merrill Lynch, che ha rilasciato un report secondo il quale gli andamento della valuta Euro potrebbero essere state influenzate, e potrebbero ancora esserlo, dai paesi dell’Est europeo, che nell’analisi vengono definiti come periferici.

europa

La Merrill Linch, fondata nel 1914, è una banca d’investimento che ha sede a New York. Offre numerosi servizi in oltre 40 paesi del mondo: investimenti bancari, consulenze, gestione di capitale e di attivi, assicurazioni e servizi bancari. In Italia ha sede a Milano.

Lo studio condotto dalla Merrill Linch sembra chiaramente rivolto a qualche paese tra i nuovi entrati nell’euro. La loro crisi, infatti, potrebbe influenzare negativamente l’andamento dell’Euro e fargli perdere terrenno nei confronti di valute più “blasonate”, come ad esempio il dollaro, che è in fase di forte recupero, e la sterlina inglese, pur essere quest’ultima una valuta attualmente in crisi.

La preoccupazione maggiore riguarda tutto il settore bancario, che negli ultimi anni ha aumentato l’esposizione dei suoi capitali nei paesi dell’Est Europeo, puntandoci in qualità di area emergente del vecchio Continente.
Fino a qualche tempo fa l’Est europeo era visto come una nuova possibilità per fare ottimi investimenti. Da qualche tempo, invece, rischia di essere un peso ed un freno per l’intera economia europea, soprattutto in questo momento in cui si tratta di uscire da una grave crisi economica a livello globale.

A livello di Forex questa notizia non può certamente far piacere a chi ha scommesso sulla salita dell’euro e ha aperto posizioni in questo senso. In ogni caso non dobbiamo disperare ma tenere monitorato l’andamento della moneta unica, poiché riveste comunque una certa importanza in tutto il mondo e certamente non può essere lasciata svalutare contro altre valute.

Riepilogo Valute Settimanale

La settimana che è appena terminata è stata all’insegna di forti vendite nei mercati azionari di tutto il mondo. A causa di queste vendite i vari indici mondiali hanno fatto registrare delle perdite anche notevoli. La conseguenza di tutto questo è la salita dell’indice VIX, che segna la volatilità dei mercati. Al momento questo indice si attesta sui 50 punti, ben lontano dal massimo storico fatto registrare nel mese di novembre 2008 (era arrivato ad 80 punti), ma lontano anche dalla sua media classica, solitamente attorno ai 20 punti.

L’S&P500, ad esempio, nella giornata di ieri ha avuto un notevole crollo, arrivando a 682 punti, nuovo minimo.

Gli indici mondiali puntano ancora verso una ulteriore possibile discesa, anche se non stiamo vivendo la situazione tragica di fine anno scorso. La paura maggiore è quella del destino della  General Motors, che ha bisogno di aiuti statali che, se non arriveranno, a breve sarà costretta a dichiarare fallimento.

Quali conseguenze avrebbe? L’impatto sul mondo della finanza mondiale sarebbe terribile. La GM farebbe collassare anche gli istituti finanziari USA, dando loro un colpo da KO. Ecco spiegato il motivo delle notevoli vendite che hanno colpito i titoli bancari. Citigroup, il maggior gruppo bancario del mondo, è attualmente quotato meno di un dollaro. Il costo per la protezione di un sempre di Citigroup, sempre più probabile, è salito notevolmente, arrivando a toccare quota 525 punti.

Significa che per assicurarsi per 10 milioni di dollari da un potenziale fallimento costa ben 525.000 dollari.

I dati che verranno resi noti la prossima settimana ci faranno inoltre capire meglio la situazione economica del Giappone. Verranno inoltre pubblicati i dati della Germania sui prezzi alla produzione, che sono utili per valutare l’inflazione nel paese tedesco.

Martedì verranno pubblicati i dati del Giappone sui Leading Indicators e il dato sulla produzione industriale nel Regno Unito.

Dollaro USA in ripresa con Yen Giapponese

Secondo uno studio molto recente condotto da Standard Chartered, il dollaro statunitense potrebbe presto apprezzarsi contro lo yen giapponese, fino a guadagnare un totale di circa 11 punti percentuali. L’obiettivo temporale entro cui dovrebbe realizzarsi questa previsioni è fissato per la fine di maggio 2009. Abbiamo quindi tutti il tempo per poter tenere monitorata questa previsione e, eventualmente, fare le nostre operazioni Forex.

dollaro

Standard Chartered Bank è una banca inglese che ha la sua sede centrale a Londra. E’ presente in tutto il mondo con oltre 1.700 filiali e impiega oltre 73.000 persone.

Secondo gli analisti della Standard Chartered il dollaro riuscirà a raggiungere almeno a quota 101 yen, contro 92-93. Se così fosse sarebbe un’ottima prospettiva di guadagno per il breve periodo.

Al momento, l’economia degli Stati Uniti è in una fase di forte svolta, soprattutto grazie agli interventi effettuati e voluti dal nuovo presidente Barack Obama. Per quanto riguarda l’economia del Giappone, invece, c’è forte incertezza. Il PIL del 2008 è crollato rispetto agli altri anni e lo stato della crisi del paese del Sol Levante dipenderà anche dall’apprezzamento o meno della sua moneta contro il dollaro statunitense.

Al momento le esportazioni sono in forte calo e un eccessivo stallo della situazione potrebbe favorire questa previsione.

A livello di operatività Forex, il consiglio è sicuramente quello di mantenere controllato l’andamento di questo rapporto di cambio, anche magari confrontandolo con dei valori storici dello stesso, per riuscire a valutarne meglio l’effettivo apprezzamento. Sicuramente è un’opportunità di guadagnare denaro da non lasciarsi sfuggire, ma non dobbiamo puntarci ad occhi chiusi, proprio perché è una previsione e molto dipenderà dalle risposte dei mercati dei due paesi interessati alle iniziative economiche dei loro governi.

Analisi Valute – 30 Gennaio

EUR/USD

La sessione di oggi potrebbe voler proseguire il trend in forte discesa iniziato ieri, anche se sembrano esserci segnali di rallentamento nei volumi, per cui lasciamo tutte le porte aperte. Potremmo quindi considerare l’apertura di una posizione long se il valore del rapporto di cambio dovesse rompere al rialzo la soglia di 1.3030 , fissando il primo obiettivo a 1.3130 e il secondo obiettivo a quota 1.3180 . Se invece il valore del rapporto dovesse rompere al ribasso il valore di 1.1830 potremmo aprire una posizione short con primo obiettivo 1.2790 e secondo obiettivo 1.2750 .

EUR/GBP

Settimana negativa anche per questo rapporto di cambio. Per la seduta di oggi potremmo considerare l’apertura di una posizione in acquisto se il prezzo dovesse superare al rialzo la quota di 0.9120 , ponendo l’obiettivo a quota 0.9170 . Se invece il rapporto di cambio dovesse rompere al ribasso quota 0.8990 , potremmo aprire una posizione in vendita fissando come primo obiettivo quota 0.8970 e come secondo obiettivo quota 0.8955.

USD/JPY

Per la giornata di oggi, se il prezzo del cambio dovesse rompere al rialzo il valore di 90.10 potremmo aprire una posizione long, ovvero in acquisto, fissando il primo obiettivo a 90.40 e il secondo obiettivo a 90.40 . Se invece il prezzo del rapporto di cambio dovesse rompere al ribasso il valore di 88.90 , potremmo invece aprire una posizione short, ovvero in vendita, fissando il primo obiettivo a 88.60 e il secondo obiettivo a 88.30 .

GBP/USD

Nella seduta odierna potremmo aprire una posizione long qualora il valore del rapporto di cambio dovesse rompere al rialzo il prezzo di 1.4350 , ponendo il primo obiettivo a quota 1.4390 e il secondo obiettivo a quota 1.4430. Se al contrario il rapporto di cambio dovesse rompere al ribasso il prezzo di 1.4140 , potremmo aprire una posizione di vendita fissando il primo obiettivo a quota 1.4110 e il secondo obiettivo a quota 1.4080 .

Analisi Valute – 19 Gennaio

EUR/USD

La notizia che tiene banco anche oggi relativamente alla nostra valuta è senza dubbio la diminuzione dei tassi di interesse da parte della Banca Centrale Europea. Per oggi possiamo considerare l’opportunità di aprire una posizione short se il prezzo del rapporto di cambio dovesse rompere al ribasso il valore di 1.3180 , con primo obiettivo 1.3150 e secondo obiettivo 1.3120 . Se invece dovesse rompere al rialzo il valore di 1.3420 , possiamo optare per una posizione long con primo obiettivo 1.3450 e secondo obiettivo 1.3480 .

EUR/GBP

Per la seduta di oggi potremmo aprire una posizione long se il valore del rapporto di cambio dovesse superare al rialzo la quota di 0.9110 , con primo obiettivo 0.9130 e secondo obiettivo 0.9160 . Se invece dovesse superare al ribasso la quota di 0.8970 , potremmo aprire una posizione in vendita con primo obiettivo 0.8950 e secondo obiettivo 0.8910 .

USD/JPY

Dai nostri grafici possiamo vedere un inizio di sessione in forte discesa. Potremmo quindi aprire una posizione short, ovvero in vendita, se il prezzo del cambio dovesse rompere al ribasso 90.00 , con primo obiettivo 89.60 e secondo obiettivo 89.30 . Se invece il rapporto dovesse rompere al rialzo il valore di 90.80 , allora potremmo aprire una posizione long con primo obiettivo 91.10 e secondo obiettivo 91.30 .

GBP/USD

Per la seduta odierna potremmo considerare l’opzione di aprire una posizione long se il valore del rapporto di cambio dovesse rompere al rialzo quota 1.4860 , fissando come primo obiettivo da raggiungere 1.4910 e come secondo obiettivo 1.4940 . Se, al contrario, il rapporto di cambio dovesse rompere al ribasso il valore di 1.4700 , potremmo considerare l’apertura di una posizione di vendita con primo obiettivo 1.4660 e con secondo obiettivo 1.4620 .

Le valute più importanti

Nel mercato forex viene presa in considerazione una coppia di valute e molto spesso ci si imbatte in alcune più frequanti rispestto ad altre. La valuta per eccellenza è l’ US Dollar ( USD ) : è la più importante currency nel mondo, la misura universale usata per valutare ogni altra currency commerciata sul Forex.Al dollaro americano seguono l’ Euro (EUR), Japanese Yen (JPY), British Pound (GBP), il Franco svizzero (CHF), Dollaro Canadese (CAD), Dollaro Australiano (AUD).

L’Euro, oggi come il dollaro ha una forte presenza internazionale infatti la coppia di valute più potente è proprio quella tra Euro e Dollaro americano ( EUR/USD ) . Lo Yen Giapponese ha una minore presenza internazionale rispetto all’EURO e al dollaro Americano.
La Sterlina prima della fine della seconda Guerra mondiale era la valuta di riferimento. Infine, il Franco Svizzero è una delle 4 maggiori valute, nonostante l’economia della Svizzera è relativamente piccola.

Miglior momento di trading per EUR/USD e per GBP/USD è durante la fine della sessione di Tokyo e l’inizio della sessione di Londra. USD/JPY miglior orario di trading durante la sessione di Tokyo, invece i volumi sono molto bassi durante la sessione di Londra.

via: forex-facile.it