GBP/EUR, ecco le possibili previsioni

E’ stato solo un paio di settimane fa quando la sterlina ha raggiunto il valore massimo da sette anni contro l’euro a 1,42. Da allora la moneta unica ha recuperato circa sei centesimi.

Quali sono le probabilità che l’euro raggiunga di nuovo 1,42 contro la divisa inglese? Un sondaggio tra gli specialisti ha  mostrato delle opinioni divise.

Charles Murray di FC Exchange ha detto che “nel breve termine il valore di 1:40 è una forte possibilità, la Grecia è pericolosamente vicina a rimanere a corto di soldi e si pensa che questo accadrà il 20 aprile”. Alistair Cotton di Currencies Direct si attende che il tasso “possa tornare indietro verso 1,40 nei prossimi mesi”.

Nicholas Ebisch di Caxton FX è ancora più deciso: “Non c’è spazio per un ritorno del tasso a 1,4250 presto. Le previsioni per l’euro nel corso dei prossimi tre mesi sono di una costante debolezza.”

Trevor Charsley di AFEX si dice d’accordo affermando che “le premesse ci fanno pensare un test GBP / EUR a 1,4250 dopo le elezioni e che il prossimo obiettivo sarà 1,4500.”

Angus Campbell da FxPro dice che “è difficile vedere l’euro recuperare troppo del terreno perso nel primo trimestre dell’anno del malgrado i recenti sforzi di farlo”.

Dall’altra parte della barricata, Chris Towner di HiFX dice che “l’euro potrebbe rafforzarsi nuovamente verso 1,30 € nei prossimi mesi”. Anche altri investitori dicono che “fino a quando i funzionari greci riusciranno a mantenere nella zona dell’euro la nazione ellenica, potremmo GBP / EUR indebolirsi verso 1,32-1,34 nei prossimi tre mesi.”

L’enorme punto interrogativo che aleggia sopra la direzione della sterlina è l’elezione in Regno Unito nel mese di maggio. Le elezioni generali possono avere un impatto negativo sulla sterlina in quanto gli investitori evitano di investire nel Regno Unito fino a quando si saprà il leader del prossimo parlamento.”

La più grande minaccia per la zona euro è il rischio legato alla crisi del debito greco. Con i negoziati tra governo greco e creditori che si riscaldano e le scadenze che si avvicinano, l’euro potrebbe iniziare ad oscillare pericolosamente. Il pericolo principale da una ‘Grexit’ è che esso crea un precedente per l’uscita dall’UE, qualcosa che il governatore della Bce Mario Draghi aveva detto come non possibile. Se si nota che il concetto di Draghi è stato sbagliato, potrebbe essere l’inizio della fine per l’euro.”

Ma non è tutto. La zona euro è alle prese con troppe persone senza lavoro, soprattutto negli Stati del sud, con un’inflazione bassa o nulla e con un forte QE.

Previsioni forex per martedì 13 gennaio

 

 

Nella giornata di oggi, lunedì 12 Gennaio il dollaro risulterà essere leggermente debole.

E’ attesa tuttavia, un’importante crescita del dollaro nella giornata di domani, martedì 13 Gennaio, come si evince anche dalla situazione illustrata nella foto.

martedi

Si consiglia quindi di vendere EUR e GBP.

Lo Yen guadagna in vista della riunione della Bank of Japan, euro / dollaro scende sotto 1,36

Lo yen era forte durante il commercio asiatico di oggi anche se il catalizzatore esatto è stato il sentimento del rischio positivo. Le aspettative che la Banca del Giappone parlerà a seguito della riunione del prossimo Venerdì avrebbe potuto essere uno dei motivi per cui lo yen è stato in offerta. Alcuni analisti hanno dovuto rivedere la chiamata iniziale che la BoJ potrebbe iniettare ulteriore stimolo monetario nel corso di quest’anno.

Il dollaro è sceso a 102,33 contro lo yen, mentre euro / yen è sceso a 139,03. L’euro è stato contestato anche nei confronti del dollaro, scendendo al livello più basso dalla decisione della BCE di giovedì, a 1,3585. Ci fu qualche rivalutazione delle relative prospettive per la politica monetaria negli Stati Uniti e nell’Eurozona a seguito dei movimenti istintivi con il risultato della riunione della BCE di giovedì. Il dollaro australiano ha scalato ad un valore massimo da più di 3 settimane a 0,9366, come i dati di inflazione dalla Cina hanno lasciato un sacco di spazio per ulteriore stimolo economico nella seconda più grande economia del mondo.

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Dato che c’erano pochi dati economici, alcune delle novità più importanti sono arrivate dai discorsi dei funzionari delle banche centrali. Il  presidente della St Louis Federal Reserve James Bullard ha detto che l’economia statunitense è più vicina al raggiungimento degli obiettivi della Fed. Tale normalizzazione dell’economia porta con sé la sfida di come normalizzare la migliore politica monetaria. Bullard ha tenuto a sottolineare, tuttavia, che il mercato del lavoro non ha ancora pienamente recuperato e che l’inflazione era bassa ma si sta gradualmente spostando verso il suo obiettivo.

Bullard è visto come un centrista della commissione Federal Reserve Open Market, che fissa i tassi di interesse. Egli riflette in genere la terra di mezzo di riflessione all’interno della Fed. La prossima riunione della  Fed è il 17 e 18 giugno, quando dovrà diminuire di ulteriori 10 miliardi di dollari per portare gli acquisti mensili fino a 35 miliardi di euro.

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Dove finirebbe GBP/EUR se la BCE dovesse chiamare il QE?

Dove finirà il rapporto di cambio sterlina/euro se la BCE dovesse iniziare con il Quantitative Easing? La sessione di ieri ha visto la sterlina salire al massimo da 16 mesi a 1,2280. Il movimento, guidato da una pressione di vendita sulla moneta unica, sembrava essere una reazione ai commenti di giovedì scorso da parte del presidente della Bce Mario Draghi, cosa che suggerisce che il prossimo mese potrebbe portare l’introduzione di un programma di Quantitative Easing per la zona euro. Che effetto potrebbe avere il QE sulla moneta unica?

GBP a EUR ha perso quasi l’8%

E’ tutto stato fatto prima, così gli analisti hanno un sacco di statistiche su cui basare un tale giudizio. La Banca d’Inghilterra ha iniziato il suo programma di Quantitative Easing nel marzo 2009, da allora a novembre dello stesso anno, la Banca aveva autorizzato l’acquisto di 200 miliardi di sterline di obbligazioni. Il tasso di cambio sterlina / euro era pari a 1,1314 all’inizio di marzo 2009, dopo l’annuncio della BoE del QE, la coppia era caduta a 1,0524. Una perdita di quasi l’8%.

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La Banca d’Inghilterra ha continuato ad annunciare che di aver aggiunto 75 miliardi di sterline di acquisti di obbligazioni nel novembre 2011. Il tasso di cambio sterlina / euro è sceso a 1,1383 durante il mese di ottobre 2011. Questo movimento sembra suggerire che l’effetto del QE non è stato universalmente negativo per la sterlina.

Lo shock iniziale di acquisto di asset ha avuto risultati estremamente difficili sul  Dollaro USA

Per quanto riguarda gli Stati Uniti, la Federal Reserve ha fatto da apripista per la crisi del credito post Quantitative Easing. Nella seconda metà di novembre 2008, la banca centrale americana ha iniziato l’acquisto di circa 600 miliardi di dollari di asset garantiti da ipoteca, decisione che ha portato al crollo del valore del dollaro. Nel mese di novembre 2010 c’è stato l’annuncio da parte della Fed di un secondo round di Quantitative Easing e ancora una volta lo sviluppo ha causato un crollo sul dollaro USA.

Ecco che il rischio di calo per l’euro c’è tutto.

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Lo Yen guadagna sui dati più deboli del previsto, Kuroda e i commenti

Lo yen è riuscito a guidare il dollaro sotto il livello di 102 intorno a 101.95, vicino al minimo da 2 settimane, come l’indicatore della salute della produzione cinese è rimasta in territorio di contrazione.

Il dato finale HSBC Manufacturing PMI per aprile si è attestato a 48,1 rispetto al 48,3 che era la stima precedente. Quando l’indicatore è inferiore a 50, è un segnale che la produzione si contrae. L’indagine specifica è stata inferiore al 50 per quattro mesi e si vede che la produzione cinese sta subendo un rallentamento durante questi ultimi mesi. Se questo si dovesse sviluppare in qualcosa di più grave, l’economia cinese potrebbe rallentare in modo significativo. Il consenso è che la Cina, nonostante le sfide che sta affrontando e registrerà una crescita di circa il 7 % quest’anno.

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Yen e Kuroda

Un’altra notizia che ha beneficiato dello yen è legata alla Banca nipponica e a Kuroda, il quale sembrava ottimista sulle prospettive economiche del Giappone, che a sua volta è stato interpretato dai mercati come una riduzione delle probabilità di stimolo monetario. Kuroda è specificamente sprezzante delle preoccupazioni circa l’economia dagli economisti del settore privato. Minore è la probabilità di nuovi stimoli, maggiore è lo yen, dato che molti operatori hanno venduto la valuta in previsione di uno stimolo.

Euro al rialzo contro il dollaro

L’euro è stato più o meno stabile a 1,3869 in quanto gli investitori, alla fine, hanno scelto di interpretare il rapporto sull’occupazione di Venerdì negli Stati Uniti come un bicchiere mezzo vuoto piuttosto che un bicchiere mezzo pieno. L’effetto del battito sui libri paga non agricoli ( 288.000 contro 210.000 previsti) è stato smorzato a causa del numero enorme di persone che abbandonano la forza lavoro nel mese di aprile (oltre 800 mila). Una forza lavoro più piccola è stato il motivo principale per cui la disoccupazione è scesa al 6,3 % dal 6,7 % del mese precedente.

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EUR / USD stabile sopra 1.39

EUR / USD ha deviato in basso questa mattina, ma è per lo più stabile sopra 1,39, cifra tonda. Mantenendo al di sopra del livello chiave, il rally di venerdì scorso è rimasto intatto e continua la pressione rialzista che favorisce la spinta verso l’alto di giovedì. Tuttavia, prima di essere troppo entusiasti della prospettiva di rialzo per EUR / USD, è importante anche capire perché i prezzi sono radunati.

Guardando il calendario economico di venerdì, possiamo vedere che i numeri economici della zona euro hanno superato le aspettative. In Germania, l’indice dei prezzi al consumo è stato come previsto, mentre i numeri di occupazione della zona euro sono migliorati su base trimestrale. A livello annuale stiamo ancora vedendo leggero calo, ma il -0,5% è certamente migliore rispetto al dato del -0,8% visto nel trimestre precedente. Il settore dell’edilizia è in crescita del 5,4 % annuo, un dato più forte del previsto 5,2 % e superiore a quello del mese precedente del 4,9 %. Tutti questi numeri hanno spinto EUR / USD ad un livello superiore.

Perché EUR/USD è salito?

Tuttavia, i lettori più attenti noteranno che l’azione dei prezzi in realtà non è allineata con gli annunci delle notizie economiche. EUR / USD sta già riprendendo prima che i mercati europei erano aperti ed effettivamente è scambiato ad un valore leggermente inferiore di quando sono stati rilasciati i numeri dell’occupazione. I prezzi sono saliti ancora una volta durante la prima sessione degli Stati Uniti, dove le scorte degli Stati Uniti erano al ribasso, e si muovono in maniera particolare se si considera che il dollaro dovrebbe invece rafforzarsi in virtù dello status di rifugio sicuro. Questa affermazione sembra essere precisa quando vediamo che i prezzi dell’oro effettivamente sono saliti più alto durante il suddetto periodo, mentre USD / JPY è scambiato ad un livello inferiore, suggerendo che i flussi di rischio tradizionali sono vivi e vegeti.

EUR/USD, ancora più in alto?

Pertanto, il fatto che la coppia di valute EUR / USD è riuscita a salire più in alto è un segno che il sentimento di fondo di EUR / USD è rialzista. Questa è ancora una volta vero se si vede che il livello di 1.39 è di sostegno quando il mercato asiatico è rialzista. L’indicatore Stocastico suggerisce che i prezzi sono all’interno di un ciclo ribassista in questo momento, ma potremmo anche vedere la curva dello stocastico in ripresa fuori dal livello di supporto a 50. Interessante è vedere questa coppia di valute in un prossimo futuro.

Il dollaro estende le perdite dato che i libri paga non agricoli USA deludono

Il dollaro statunitense ha esteso le sue perdite derivanti dalla caduta di venerdì dei libri paga non agricoli, che mettono in dubbio il taglio della FED. Il numero di posti di lavoro nel mese di dicembre porta a delle speculazioni che il ritmo del taglio del QE potrebbe essere un po’ più lento del previsto. Con soli 74.000 posti di lavoro creati il mese scorso, siamo stati molto sotto i 200.000 che la maggior parte degli economisti avevano previsto. Il dollaro ha lottato contro lo yen ed è sceso a 103.24 nella sessione asiatica, il livello più basso dal 18 dicembre. Il dollaro ha chiuso la sessione asiatica in calo dello 0.51% a 103.45.

Yen forte anche contro euro e sterlina

Il numero dei libri paga sorprendentemente debole ha suscitato un forte sentiment di risk – off nei mercati, dando modo allo yen di beneficiare della cosa dato che in tanti hanno acquistato la valuta giapponese come rifugio sicuro. Lo yen è salito contro l’euro e contro la sterlina. L’euro è sceso al minimo da 3 settimane contro lo yen, a ¥ 141,20, mentre la sterlina è scesa al minimo da 1 settimana a 170,37.

Euro e sterlina forti contro il dollaro USA

L’euro ha beneficiato della debolezza del dollaro e ha mantenuto i guadagni di venerdì a 1,3686, consolidando in un range durante la sessione asiatica di oggi. L’euro ha chiuso la sessione asiatica a 1,3669, in calo dello 0,07%. Ad aiutare il sostegno dell’euro è stata anche la decisione della scorsa settimana della Banca centrale europea di lasciare invariata la politica monetaria e i tassi allo 0,25 %.

La sterling è stata aiutato dall’ampia debolezza del dollaro. Il cable ha colpito 1,6515, vicino al massimo da 2 anni a 1,6592. La coppia ha scambiato vicino a questo livello anche oggi, ponendo fine alla sessione a 1,6494, in crescita dello 0,06 %. La Bank of England aveva detto, la scorsa settimana, di voler mantenere il suo programma di acquisto di asset invariato a 375 miliardi al mese e i tassi allo 0,50 %.

EUR/USD in sentimento positivo, GBP/USD oltre i massimi annuali

EUR/USD

L’euro mantiene un sentimento positivo, con la liquidazione e la chiusura giornaliera al di sopra del massimo precedente a 1,3577, andando a sondare dei livelli superiori a quello di 1.3600, barriera psicologica. Il consolidamento successivo è stato contenuto dalla 55DMA a 1,3560, con un ulteriore allentamento sui deboli studi orarie fino a 1.3530/00, 38,2% e 50 % del ritracciamento di Fibonacci dell’upleg 1.3398/1.3611. Lo scenario positivo è supportato dagli studi a 4 ore rialzisti, con gli indicatori giornalieri che si infrangono al di sopra delle linee mediane e favoriscono un ulteriore rialzo nel breve termine. L’obiettivo immediato è situato a 1,3626, 61.8 % del ritracciamento di Fibonacci della discesa 1.3831/1.3294, davanti al valore di 1,3645, 138.2 % di Fibonacci della proiezione del precedente picco del 03 ottore e 1,3710, picco del 1 febbraio. Lo scenario alternativo vede la perdita del valore di 1,35, cosa in grado di indebolire la struttura a breve termine e di innescare forte pullback verso 1.3450.

GBP/USD

Il cable finalmente ha rotto sopra la congestione di due mesi a 1,6259, con il valore quotidiano vicino a questo prezzo, confermando la ripresa del più ampio trend rialzista da 1,4812, che è stato ritardata dal consolidamento attorno a 1.6259 e a 1.5853. La rottura del prossimo ostacolo a 1,6300, con 1,6329 visto ancora come resistenza, ci permetterà di avere spazio per una spinta finale verso la resistenza chiave di medio termine a 1,6380, picco annuale, per il completamento della fase bearish 1.6380/1.4812. A breve termine i valori tecnici mantengono il tono positivo, tuttavia le condizioni attuali del mercato suggeriscono un’esitazione sull’approccio dell’ostacolo chiave a 1,6380.

USD/JPY

La coppia rimane costante e i nuovi massimi superiori a 102,00 offrono ora un valore di supporto. Le condizioni di ipercomprato a breve termine vedono le azioni correttive come scenario probabile prima di riprendere un trend rialzista. La barriera psicologica a 103.00 e il picco annuale a 103,82, rimangono come obiettivi a breve termine. Tuttavia, è necessaria cautela, in quanto gli studi giornalieri entrano nel territorio di ipercomprato. Un’estensione correttiva sotto la zona di 102, valida come supporto, potrebbe aprire al più significativo valore di 101.

AUD/USD

La coppia ha toccato un minimo di 0,9064 ieri, dopo aver il supporto psicologico a 0.9100, con successivo rimbalzo sopra quest’ultimo, essendo innescato da condizioni di ipervenduto. L’estensione a 0,9139 ha rotto la resistenza iniziale e gli studi ora girano in positivo per il completamento del modello orario di supporto, cosa che suggerisce un ulteriore recupero, con l’idea di essere sostenuto dalla divergenza rialzista su tempistiche inferiori. Una pausa sopra 0,9139, dove c’è la 20DMA a 4 ore, è necessaria per poter aprire ad una più significativa zona di resistenza a 0,9200.

L’euro al rialzo, AUD ha un sentiment negativo

EUR/USD

L’euro consolida sopra 1,35, chiudendo la settimana a 1,3555. Il rally ha quasi completamente ripercorso il pullback correttivo 1.3577/1.3398 , con il massimo della sessione a 1,3559, con i fattori tecnici positivi a breve termine che sono di supporto per l’eventuale spinta attraverso 1,3577, 20/11, la cui rottura potrebbe far riprendere il rally a breve termine a 1,3294, che finora ha ripercorso oltre il 50 % della discesa 1.3831/1.3294. D’altra parte, i tori giornalieri sono ancora messi da parte e la cautela è necessaria in caso di stallo sotto 1,3577. Il supporto iniziale a 1.3500 dovrebbe idealmente contenere dei correttivi, mentre l’estensione inferiore e la violazione di 1,3460, minimo e 61,8 % della salita di 1.3398/1.3559 ci farebbe rischiare un ritorno al supporto chiave a breve termine a 1,3398.

GBP/USD

Il cable continua il trend rialzista e si estende a breve da 1,5853, con minimo attorno a dei valori chiave a 1.6254/59, con il prezzo che ha sostenuto la rottura sopra 1,6200 e ha chiuso la settimana a 1,6220. Il tono rialzista domina sugli studi a breve termine, ma l’esitazione di fronte alla importante barriera a 1,6259, che segna anche il top di gamma del mese, non può essere esclusa. L’idea è supportata da condizioni estese a breve termine e dei tuffi correttivi dovrebbero essere idealmente contenuti sopra quota 1.61, con la rottura sopra 1,6259 che potrebbe aprire un nuovo movimento bull, fino a concentrarsi sul valore psicologico di 1.6300, con il ritracciamento 1.6380/1.4812 che si trova in estensione a 1,6380, picco del 2013.

USD/JPY

La coppia di valute rimane ben supportato e si trova in un valore positivo settimanale, con di fronte a delle importanti barriere a 101,52. Il prezzo si avvicina alla  barriera psicologica a 102.00, con la resistenza chiave a breve termine a 103.72, che dovrebbe entrare a breve termine a fuoco. I valori tecnici rimangono positivi e favoriscono un ulteriore rialzo, con un pullback correttivo sulle condizioni di ipercomprato che dovrebbe interrompere tale movimento. I supporti immediati a 101.60/34, di fronte alla barriera psicologica a 101.00 offrono un supporto solido, rinforzato dalla DMA 20 sul grafico a 4 ore.

AUD/USD

La coppia di valute rimane sotto pressione, con l’accelerazione da 0,9446 che continua, giunta ora attorno a 0.9220/00, 61,8 % del ritracciamento della salita 0.8991/0.9755 e vicino al 76.4% dell’upleg 0.8891/0.9755 a 0,9100. Il sentimento negativo continua a guidare il prezzo più in basso, con i fattori tecnici su tempi inferiori e grandi che mantengono un tono negativo e ci fanno vedere la portata di un pieno ritracciamento del upleg 0.8891/0.9755. Le condizioni di ipervenduto a breve termine, tuttavia, possono ritardare gli orsi nell’immediato. Il rally correttivo potrebbe trovare una resistenza immediata a 0,9187, in vista di una forte resistenza a 0,9270.

Analisi del 30 ottobre: pressioni su EURUSD e su GBPUSD

EURUSD

L’euro è sotto una nuova pressione con un pullback dal massimo a 1,3831 che ha incrinato il forte supporto a 1.3740 , minimo del 23/10  e 50 % del ritracciamento dell’upleg da 1.3649 a 1.3831. La caduta, temporaneamente contenuta dalla nube, che si trova in corrispondenza del valore della 55DMA a 1,3732, tuttavia, ha allineato negativamente i fattori tecnici a breve termine e ci mette di fronte al rischio di un ulteriore ritracciamento. Una chiara rottura al di sotto di 1,3740 ci permette di rompere i supporti forti a 1.37 sul grafico orario. I raduni correttivi devono essere chiusi nella zona di 1,38, dove ieri si è ripetuto un tentativo fallito di andamento al rialzo, per mantenere gli orsi in gioco a breve termine.

GBPUSD

Il cable rimane ancora sotto pressione con la perdita di 161 zone di supporto che sono state ripercorse oltre quota 61,8%. Nel breve termine l’attenzione si sposta verso il limite inferiore della gamma più ampia 1.5892/1.6254 , con il prezzo che si avvicina al supporto psicologico a 1,6000. Questo valore segna anche l’ultimo ostacolo sulla strada verso quota 1,59 , supporto fondamentale. Prevalentemente su tono negativo i fattori tecnici di breve termine, con obiettivo 1.6000. La precedente gamma di valori a 1.6114 e l’incrocio ribassista della DMA 20/55 a 1,6130 , fungono da tappo.

USDJPY

La coppia di valute rimane sostenuta e testa un valore più alto, con la rottura della congestione nel breve termine a 97.75 e a 98.00, barriera psicologica. Questi valori permettono di riprendere il rally che parte da 96.93 , minimo del 25/10. I fattori tecnici sono positivi e sostengono ulteriori guadagni, con una rottura al di sopra della trendline a 98.37 e possibilità di tornare a 98,47 , massimo del 22/10 e 76,4 % di Fibonacci della discesa tra 98.99 e 96.93, valore che prevede di aprire la strada alla spinta finale verso la barriera chiave a breve termine, quota 98.99 , massimo del 17/10. Le azioni consolidative sugli studi orari potrebbero precedere una nuova estensione al rialzo. Solo il calo fino a 97,45 potrebbe neutralizzare i tori.

AUDUSD

La coppia rimane sotto pressione, con la nuova estensione a 0,9621 che si trova su un nuovo piano, rotto sotto il valore psicologico di 0.9500, che ha esteso le perdite a quota 0,9458 , 61.8 % di Fibonacci del rally da 0.9280 a 0.9755. Il prezzo ha trovato un sostegno temporaneo su questo valore, dato anche che le condizioni di ipervenduto di breve termine segnalano delle azioni correttive prima che gli orsi tornino a “giocare”. Gli studi negativi a breve termine sostengono la nozione e mantengono il lato negativo favorito per l’estensione verso il forte supporto a 0,9400. Il rally correttivo non deve superare la barriera di 0.9600 per mantenere gli orsi ancora in gioco.

Settimana delicata

La situazione del mercato si caratterizza per l’assenza di correlazioni classiche, per l’alternanza delle dinamiche risk on/ risk off e per la grande sensibilità dei prezzi agli sviluppi di carattere macro. Tutto questo ci è indicato anche dal fatto che la settimana scorsa i mercati valutari sono stati decisamente incerti, senza una direzione precisa, piuttosto con una discreta volatilità di medio periodo. Il mercato azionario è ancora in forte ripresa, così come gli indici europei (che hanno chiuso tutte le sedute in positivo), il mercato obbligazionario si trova ai prezzi ai massimi mentre i rendimenti sono ai minimi, tutte le principali commodities (oro, petrolio, argento) sono in grande ripresa.

La settimana che inizia oggi sarà da tenere in grande considerazione, con tre eventi da tenere in assoluta considerazione, anche per il fatto che le valute potrebbero esserne influenzate (come detto in apertura). Mercoledì ci sarà la riunione del Federal Open Market Committee, giovedì ci sarà la riunione della Banca Centrale Europea, mentre venerdì ci sarà il Non Farm Payroll e il Tasso di Disoccupazione USA.

La riunione della BCE non dovrebbe avere un grande effetto sulle valute, anche in considerazione del fatto che l’economia americana ha avuto dei segnali di rallentamento negli scorsi mesi, dunque la FED non dovrebbe rivedere il suo piano di acquisto di asset (pari attualmente a 85 miliardi di dollari al mese). Lo stesso dicasi per i tassi di interesse, che continueranno a rimanere compresi tra lo 0% e lo 0,25%.

La riunione della BCE potrebbe invece avere degli effetti più importanti. L’attività economica in zona euro che ancora non accenna a dare dei segni di ripresa, insieme alle lievi aspettative sull’inflazione, lascia presagire ad un possibile taglio del tasso di rifinanziamento pari a 25 punti base. Se effettivamente così dovesse essere, vedremo il tasso di interesse di riferimento scende dallo 0,75% allo 0,50%. Questo potrebbe portare ad un calo per la nostra valuta, soprattutto contro il dollaro americano.

Sarà invece molto importante andare a vedere, venerdì, il dato relativo alla disoccupazione del mercato americano. Si tratta di un dato che non è facilmente prevedibile, per cui facciamo delle ipotesi. Se il tasso di disoccupazione dovesse scendere al di sotto dell’attuale 7,6%, potremmo vedere un rafforzamento del “buck”.

Ecco dunque cosa tenere presente nel corso dei prossimi giorni di trading. Tornando alla giornata di oggi, la chiusura dei mercati sia in Cina che in Giappone ha fino ad ora dato scarsa liquidità alla riapertura settimanale del mercato. I movimenti che abbiamo visto fino ad ora hanno premiato il dollaro australiano e il dollaro neozelandese, oltre che sia la sterlina che l’euro contro il dollaro americano. Questa mattina dovremo stare attenti all’indice di Fiducia dei Consumatori dell’Eurozona e all’Indice dei Prezzi al Consumo pubblicato dalla Germania. Un’occhio particolare all’’indice FTSE MIB dopo la formazione del Governo italiano da parte di Letta.

EurUsd

La giornata di venerdì scorso non ha reso certo la situazione tecnica di questo rapporto di cambio più chiara. Sembra che i prezzi si trovino ancora all’interno del range che va da 1,2960 e arriva fino a 1,3080 , che vede il prezzo di 1,3000 come il valore di equilibrio. Abbiamo visto un leggero gap riaIzista in apertura, che però è stato compensato nel corso della notte. Al momento i riferimenti di prezzo fondamentali da tenere in considerazione sono 1,3040 , che nel corso di questa mattina potrebbe operare come un supporto, spingendo la coppia di valute proprio in corrispondenza dei massimi di range, ovvero 1,3080. In caso di superamento del valore di 1,3100 (massimi del 17 aprile scorso) potremmo vedere una ulteriore salita fino a 1,3120. Il supporto di 1,3040 ci è validato anche dal fatto che, in corrispondenza dell’area di prezzo 1,3030 , ci sono le medie mobili su grafico orario, che sono anche ancorate al di sopra del pivot point. Se dovessimo avere un superamento deciso di questa zona di prezzi, potremmo vedere un ribasso ulteriore fino a 1,3000 , dove vediamo sia una soglia psicologica che un buon livello di supporto static. Una eventuale rottura al ribasso anche di questo valore ci farebbe scendere ancora fino a 1,2960.

UsdJpy

Scende ancora il prezzo di questo rapporto di cambio, che è arrivato nelle vicinanze dell’area di prezzi attorno a 97,20, andando a testare il supporto formato dalla media mobile esponenziale a 21 periodi che vediamo su grafico giornaliero. Proprio questo grafico ci mette di fronte ad una divergenza ribassista. Dei livelli di prezzo pari a 96,70 e pari a 96 sono verosimili, a patto di vedere delle rotture dei prezzi citati in precedenza. Andando a guardare il grafico a 4 ore possiamo osservare una potenziale divergenza inversa rialzista che, se dovessimo avere un pattern di ritracciamento, potrebbe farci pensare a degli acquisti con prese di profitto in corrispondenza della media a 21 periodi, prima in area 98,00 e, in caso di ulteriori estensioni, in area di 98,40.

EurJpy

L’andamento di questo rapporto di cambio è praticamente simile a quello del rapporto UsdJpy. Sul grafico giornaliero vediamo una divergenza ribassista che potrebbe trovare nell’area attorno al prezzo di 127,00 un forte supporto. Se tale valore dovesse essere rotto al ribasso, potremmo vedere dei break veloci almeno fino a 126,00. Andando a vedere il grafico orario, possiamo notare una eccellente divergenza rialzista tra prezzo e oscillatore stocastico, che potrebbe far salire questo rapporto di cambio fino a 127,90 e 128, tenendo presente che il livello di 128,80 è un importante valore di resistenza.

GbpUsd

Il cable sta vivendo un eccellente periodo di rialzo, anche grazie alla tenuta del supporto dinamico che viene disegnato dal canale rialzista in corrispondenza dei minimi a 1,48. Il valore di ritracciamento al 38,2% di Fibonacci del trend al ribasso che parte da 1,63 e finisce a 1,48, passante per 1,54, è stato raggiunto e superato. Ora il prossimo obiettivo è quello del livello di prezzi 1,5550 , valore che precede quello di 1,56, dove vediamo un ritracciamento del 50% di Fibonacci, oltre che un livello dinamico del canale rialzista. Per chi volesse investire nel corso del breve periodo, conviene seguire la media mobile oraria a 21 periodi, ottima per testare il prezzo del trend al rialzo. Attenzione a dei superamenti al ribasso, che potrebbero far scendere il prezzo di questo rapporto di cambio fino a 1,5470 e, in superamento, fino a 1,5440.

AudUsd

L’azione dei prezzi di questo rapporto di cambio è ancora molto confusa. Sul grafico giornaliero possiamo vedere una divergenza rialzista che potrebbe far salire il prezzo fino a 1,04. Il prezzo di 1,0340 è il prossimo livello di prezzo. Se esso dovesse essere rotto, potremmo aspettarci di raggiungere il prezzo di 1,0390, seguito da 1,0370.

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Il prezzo dell’oro continua a salire

Il prezzo dei futures sull’oro è salito ad un valore record per il secondo giorno consecutivo dopo che i costi del settore all’ingrosso degli Stati Uniti sono saliti più del previsto nel mese di luglio, stimolando la domanda di metalli preziosi come copertura contro l’inflazione.

L’indice dei prezzi alla produzione ha guadagnato lo 0,2 per cento nel mese scorso, secondo quanto ha detto il Dipartimento del Lavoro. Gli economisti prevedevano un aumento dello 0,1 per cento. Dal punto di vista delle valute, invece, il dollaro è sceso fino allo 0,8 per cento contro un paniere di sei valute. Da tutto questo ne guadagna l’oro, che anche ieri ha fatto registrare un incremento del suo valore, per un totale del 26 per cento quest’anno, raggiungendo un intraday massimo storico di 1,817.60 dollari l’oncia lo scorso 11 agosto.

Secondo alcuni la storia inflazionistica sta tornando, con il dollaro debole che aiuta l’aumento del valore dell’oro.

Rimanendo sempre sul discorso valute, ma spostandoci in Europa, il cancelliere tedesco Angela Merkel e il presidente francese Nicolas Sarkozy hanno respinto un ampliamento del fondo di salvataggio poer la zona euro, mentre la banca centrale svizzera ha detto che potrà adottare ulteriori misure, se necessario, per contrastare la forza della valuta svizzera.

Ecco che, fra tutte queste affermazioni, l’oro resta ancora l’asset più attraente, nel breve periodo, considerando anche che l’incertezza sul futuro della zona euro non finirà tanto presto.

E’ storicamente noto, infatti, che quando le valute vanno male il prezzo dell’oro sale, dato che il metallo giallo è visto come un bene rifugio, pertanto come l’unico modo di salvare il proprio capitale nel caso in cui le cose dovessero iniziare a mettersi male. Se il dollaro e l’euro dovessero dunque continuare ad avere delle difficoltà nel corso delle prossime settimane e dei prossimi mesi, è molto probabile che il prezzo del metallo giallo salga ancora.

L’oro aumenta il suo valore

A seguito della notizia dei problemi dei rendimenti dei titoli irlandesi e greci, che aumentano sempre maggiori i timori che i paesi della zona euro dovranno ristrutturare il loro debito, coloro che stanno cercando degli investimenti si sono gettati sull’oro.

Con tale precarietà nella sfera del debito sovrano, combinato con la perdurante debolezza del dollaro e le crescenti pressioni inflazionistiche, oro e argento sono stati spinti verso nuovi massimi. Venerdì scorso l’oro ha colpito il record di tutti i tempi, a quota 1.480 dollari e l’argento quello più alto da 31 anni, sopra il valore di 42 dollari. Lo status di bene rifugio dovrebbe farceli vedere ancora in continuo aumento.

La scorsa settimana Moody’s ha tagliato il rating del debito sovrano dell’Irlanda di altri due punti, portandolo a Baa3. Ora l’Irlanda guarderà in maniera nervosa al risultato del test di solvibilità, richiesto dalla stabilizzazione del Meccanismo europeo per qualsiasi possibile bail out.

La richiesta di un piano di salvataggio da parte del Portogallo ha chiuso invece l’incertezza su questa finestra, ma ora l’attenzione degli investitori si è spostata verso le altre economie del Mediterraneo. I rendimenti dei titoli greci sono saliti al 13,2 per cento per quelli a 10 anni.

Ora secondo alcuni vedremo dei premi per la liquidità, nel corso delle prossime settimane, sul mercato del debito dell’Eurozona. La produzione italiana e spagnola continueranno ad aumentare le loro rese contro quelle tedesche. Ora ci si aspetta che il governo spagnolo paghi un premio di 181 punti base. Inoltre il governo italiano dovrebbe pagare un premio di 150 punti base rispetto agli attuali 110.

I timori legati al debito sovrano difficilmente scompariranno molto presto, dunque secondo l’oro potrebbe mantenere il suo status di valuta rifugio.

Intanto per chi volesse investire nei mercati, una buona scelta è proprio quella dell’oro, dato che ci sono delle incertezze sul mercato dell’euro che potrebbero rendere instabili i mercati.

Osborne, l’Inghilterra sta meglio rispetto ad altri paesi europei

Il Cancelliere George Osborne ha detto durante che la situazione europea è instabile a causa dei debiti e dei deficit dei vari paesi, ma la Gran Bretagna ha un piano credibile che può aiutare in maniera concreta il paese ad andare avanti. Secondo Osborne, infatti, la situazione europea è instabile, come si può vedere da quello che succede in Portogallo, ed è questa la causa dei debiti e dei deficit.

Effettivamente, al momento la situazione in Europa non è per niente facile, dato che già Grecia e Irlanda hanno chiesto aiuti nei mesi passati, ora sembra che il Portogallo sia molto vicino a tale richiesta. Dopo il Portogallo c’è già chi si preoccupa della Spagna, che però è un paese la cui economia pesa molto a livello europeo, dunque sarà una preoccupazione ancora più grande rispetto a quella che, fino ad ora, hanno generato Grecia, Irlanda e Portogallo.

La zona UE e la Gran Bretagna non sono due storie separate, dato che l’Inghilterra ha un deficit di bilancio più alto, dunque più debiti in questo senso, ma ogni anno, rispetto a paesi come il Portogallo e altri ancora, sembra che il Regno Unito riesce a mantenere i suoi tassi di interesse vicini a quelli della Germania, che sono i tassi di riferimento per valutare la situazione di salute dei paesi europei. Osborne dice che questo è possibile dato che c’è un piano credibile alle spalle.

Intanto mercoledì scorso il Primo Ministro portoghese Jose Socrates ha presentato le dimissioni al presidente, dopo che il Parlamento ha respinto i passi relativi all’austerità, che dovrebbe dare una mano al mercato di Lisbona, che si trova ora alle prese con un importante deficit di bilancio.

Per chi volesse investire nel mercato delle valute, occorre considerare tutte queste notizie e vedere come reagiscono le valute, soprattutto l’euro e la sterlina, dirette interessate.

Libia e Forex, cosa succede? Parte 2

Continuando a parlare di Libia e Forex, possiamo dire che le tensioni libiche sono sufficientemente gravi da far ballare i mercati un bel po’. La escalation di violenze e i segnali delle interruzioni delle forniture di petrolio dalla Libia hanno spinto i prezzi del greggio al livello più alto da 2 anni e mezzo.

Ad una nave di proprietà della italiana Eni è stato chiesto di lasciare il porto libico di Zawia, inoltre le porte al paese vengono chiuse mano a mano che le tensioni nel paese aumentano.

Una salita continua del prezzo del petrolio potrebbe frenare la crescita economica globale, danneggiando le valute come il dollaro e l’euro.

Intanto la valuta USA ha guadagnato, come già detto, contro il dollaro neozelandese. Il dollaro neozelandese è sceso al suo livello più basso rispetto al dollaro USA dallo scorso 27 dicembre. Il dollaro australiano, strettamente legato alla crescita globale, è sceso di oltre l’1% rispetto al dollaro USA.

Ma in ogni caso le perdite dell’euro rispetto al dollaro sono state ridotte al minimo dopo che Yves Mersch, membro del consiglio della Banca centrale europea, ha suonato la carica e sostiene la linea dura contro l’inflazione. Mersch è il terzo membro della banca centrale in meno di una settimana che afferma in sostanza che la BCE è pronta ad agire, ed anche in fretta se questo fosse necessario, per combattere l’aumento dei prezzi. Un rialzo dei tassi renderebbe la moneta unica più interessante rispetto al dollaro o allo yen, perché le banche centrali di questi paesi non dovrebbero aumentare i loro tassi di interesse di riferimento tanto presto.

La nostra valuta si trova, secondo alcuni investitori, in una specie di terra di nessuno. L’euro infatti compete contro le forze in agitazione che provengono dal Medio Oriente e sono influenzate anche dalle voci di un possibile aumento potenziale del tasso d’interesse nell’area dell’euro zona. La cosa positiva è che la BCE continua a parlare positivamente.

Libia e Forex, cosa succede?

Una delle questioni che si sentono ogni giorno in TV è quella relativamente alla Libia, paese di Gheddafi che sta attraversando un momento non facile. Ma quali sono le conseguenze che tutto ciò sta causando nel nostro mercato delle valute?

Il franco svizzero ha beneficiato maggiormente di questi disordini, in quanto i trader scommettono che le tensioni libiche potrebbero infiammare ulteriormente un già provato Medio Oriente. Il dollaro ha risposto alla retorica infuocata del capo di stato libico, il colonnello Muammar Gheddafi, che ha promesso di reprimere i manifestanti, oltre che di rimanere al potere, il che fatto volare la valuta USA ad un minimo da tre settimane contro il franco svizzero. L’euro, nel frattempo, è scambiato vicino al suo livello più basso dal 31 gennaio scorso rispetto al franco svizzero.

La valuta americana è scesa rispetto allo yen, continuando ancora l’influenza dell’avversione al rischio. Ma il dollaro USA ha guadagnato contro il dollaro della Nuova Zelanda.

Gli investitori hanno visto che le manifestazioni pro-democrazia, diffuse in Medio Oriente dopo la rivoluzione d’Egitto, e la ricaduta sul mercato potrebbero diventare ancora più pronunciate nei giorni e nelle settimane a venire. Gli operatori di mercato sono sempre più preoccupati dalle notizie delle violenze in Libia, con Gheddafi e il suo esercito che operano contro i manifestanti nella capitale Tripoli. Simili proteste ci sono anche nei paesi vicini, compreso lo Yemen, l’Iran e Bahrein, fermate con la violenza dalle forze di sicurezza governative.

Quello che ora pesa è la preoccupazione di contagio ad altri paesi. Cosa succederà se questi disordini dovessero continuare a diffondersi da paese a paese?

Effettivamente la situazione non è semplice, poiché l’influenza del greggio nelle nostre vite di tutti i giorni è tanta, basti pensare semplicemente alla benzina. Staremo a vedere cosa accadrà nel corso dei prossimi giorni, ma occhi sulla Libia.

Euro, in discesa contro il dollaro

L’euro ha perso terreno contro il dollaro durante la fine della scorsa settimana, in seguito al fastidioso dubbio della mancanza di misure concrete per affrontare la crisi del debito in zona euro. I commercianti hanno detto che in Asia si è venduto euro con insistenza. L’euro ha mancato di slancio verso l’alto nei mercati, tanto che ora sembra destinato ad  aspettare fino a marzo per i dettagli delle ulteriori misure relativamente all’affrontare la crisi del debito, in mezzo delle preoccupazioni degli investitori.

Sembra come se il mercato avesse avuto davanti a sé l’euro fermato dalla mancanza di misure politiche concrete necessarie per affrontare la crisi del debito pubblico, misure che non dovrebbero essere pronte prima della fine di marzo. Ci sono anche dei rischi al ribasso relativamente alla BCE, che potrebbe non essere preparata all’escursione dei tassi di interesse.

Ma come si è mossa la nostra valuta? L’euro è sceso dello 0,6 per cento contro il dollaro. I commercianti hanno detto che i conti del Medio Oriente sono stati incentrati sugli acquisti, mentre il supporto chiave è stata la media mobile a 100 giorni, a quota 1,3541. La volatilità implicita delle opzioni in euro / dollaro, una misura importante in vista del mercato che ci indica di quanto la coppia si sposterà in futuro, è stata oggetto di scambi in maniera pesante. Intanto la nostra valuta perde terreno ed è scesa ad un valore minimo da cinque mesi a questa parte, perdendo oltre il 10 per cento.

Sembra inoltre che, il Presidente della Banca centrale europea, possa aver commentato con un dubbio circa il fatto che i tassi della zona euro dovrebbero salire in un prossimo futuro. Ecco dunque che anche per i prossimi mesi potremmo attenderci un andamento basso dei tassi di interesse, il che certamente non aiuterà a spingere in alto l’euro contro le altre principali valute.


I mercati asiatici partono forte

Le borse asiatiche hanno dato il via al nuovo anno con dei guadagni solidi, con l’indice principale della Corea del Sud che ha segnato un aumento al massimo storico, guidato dal settore della tecnologia e da quello delle aziende di auto. L’indice della borsa della Corea del Sud è salito dello 0,9% , quello della borsa di Hong Kong, l’indice Hang Seng, ha aggiunto un guadagno dell’1,7%, l’indice di Singapore ha guadagnato l’1,4% , mentre l’indice della borsa indiana, il Sensex, è salito dello 0,3%.

I mercati in Australia, Giappone, Nuova Zelanda, Thailandia, Cina e Vietnam sono invece stati chiusi.

Anche se il clima è stato positivo, alcuni analisti avvertono del fatto che è troppo presto per leggere le azioni del mercato, a causa della chiusura di numerosi mercati azionari e del gran numero di investitori che sono ancora in vacanza.

Questi mercati molto probabilmente reagiscono maggiormente agli investitori al dettaglio e alle istituzioni locali piuttosto che alle istituzioni all’estero. Il mercato potrebbe crescere ulteriormente, ma probabilmente ci sarà una correzione. Tutte le piccole notizie potrebbero colpire il mercato in maniera più difficile del solito.

Le aziende degli investitori coreani rimangono ottimiste circa la ripresa lenta ma costante degli Stati Uniti, che è un mercato chiave per gli esportatori locali.

Le speranze di miglioramento per l’economia globale hanno anche fatto salire le imprese automobilistiche. Nei mercati dei cambi, l’euro è stato valutato anche in seguito all’avversione al rischio, che provoca una continua incertezza sui problemi dell’Europa e del suo debito sovrano. Lo yen giapponese e il franco svizzero continueranno a vedere un afflusso di fondi, dato che le persone sono preoccupate per l’Europa e per la sostenibilità della ripresa economica degli Stati Uniti.

Per chi volesse operare nel mercato delle valute dovrebbe andare a valutare in che maniera operare, anche sulla base dell’analisi tecnica, che in questi giorni è molto importante.

La situazione delle valute

Il dollaro è salito contro l’euro, ma nella giornata di oggi è sceso nei confronti dello yen in seguito ai dati degli Stati Uniti che sono stati piuttosto variegati nel quadro  della ripresa economica.

Ci sono dei barlumi di speranza nel mercato del lavoro. Il dollaro è al momento scambiato vicino al livello più alto dal 1 dicembre scorso contro l’euro, dato che i report hanno mostrato un calo maggiore nel jobless claims rispetto alle previsioni, un segno di miglioramento nel mercato del lavoro, che ha ancora un tasso di disoccupazione vicino al 10%. I beni durevoli sono scesi di più rispetto alle previsioni degli economisti.

L’euro ha continuato ad essere sotto pressione dalle preoccupazioni per la crisi del debito della zona euro, scendendo a quota 108.45 contro lo yen, il livello più debole nei confronti della valuta nipponica dallo scorso 1 ° dicembre. L’euro è sceso rispetto al precedente valore di 1,3055 dollari, il livello più basso a partire dall’inizio di questo mese.

I dati inoltre non riflettono la forza che spiega perché il dollaro sia stato venduto nei confronti dello yen giapponese. Giovedi mattina l’euro era a quota 1,3070 dollari, in discesa da mercoledì, mentre il dollaro era a quota 83.10 yen, sempre in discesa, mentre l’euro era a quota 108.55 , ancora in discesa contro lo yen.

Il franco svizzero ha perso molto durante la giornata di oggi in quanto molti investitori hanno venduto in seguito al recente aumento rispetto all’euro e al dollaro. L’euro era caduto infatti al minimo storico contro il franco, a quota 1.2440. Il rapido apprezzamento del franco è dovuto ad una correzione a breve termine, ma fondamentalmente non si crede che la tendenza sarà invertita.

Il dollaro è caduto contro il dollaro australiano e il dollaro neozelandese, in quanto molti investitori hanno ricercato degli rendimenti più elevati rispetto a quelli che lo stesso dollaro poteva offrire.