Dollaro in ribasso, l’australiano sale leggermente

Il dollaro è in ribasso nel commercio asiatico di venerdì, prendendosi una pausa dalla salita di questa settimana che lo ha portato ai livelli più alti rispetto allo yen dal 2002 sulle aspettative che la Federal Reserve statunitense potrebbe alzare i tassi di interesse quest’anno. Gli operatori di mercato hanno detto che la recente ascesa del dollaro ha preso alcuni investitori alla sprovvista e i loro sforzi per coprire le posizioni è stato tale da mantenere il dollaro sostenuto, anche con possibili rischi legati ai dati sui lavori degli Stati Uniti, previsti per la fine della prossima settimana.

L’attuale indebolimento dello yen è stato duro. Il Ministro delle Finanze Giapponese Taro Aso ha detto “Intendo vigilare attentamente sui movimenti del mercato”. Ma il ministro dell’Economia giapponese Akira Amari ha detto che il ritmo del calo dello yen non poteva necessariamente essere descritto come eccessivo. I dati giapponesi diffusi oggi hanno mostrato i prezzi al consumo saliti di poco e la spesa delle famiglie che è scesa inaspettatamente nel corso dell’anno ad aprile, mettendo in dubbio la visione positiva della Banca del Giappone relativamente ad una costante ripresa economica che potrebbe presto permettere al paese di raggiungere il suo obiettivo di inflazione del 2 per cento.

Nel corso dell’ultima riunione dei ministri del G7 a Dresda, il capo del Fondo monetario internazionale ha avvertito che la Grecia potrebbe uscire fuori della zona euro, frase che aggiunge altra preoccupazione sulla ripresa economica globale. L’euro ha toccato leggermente il suo valore massimo del giorno, anche se i segnali contrastanti sui progressi nei negoziati sulla Grecia hanno continuato a pesare sulla valuta comune.

Il governo della Grecia mira a raggiungere un accordo con i suoi creditori entro domenica (fra due giorni), frase che cancella i commenti da parte di alcuni funzionari della zona euro che hanno detto come un accordo sia tutt’altro che imminente. L’euro è stato scambiato a 1,0950 dollari, in lieve aumento e sopra la zona di minimo del mese a 1,0819 dollari.

Nel corso della seduta, le cifre di crescita degli USA hanno sottolineato come la fase di stallo del primo trimestre 2015 per l’economia a stelle e striscie possa essere finita.

Il dollaro australiano è stato circa dello 0,2 per cento in salita a 0,7663, non lontano dal minimo di sei settimane a 0,7618 dollari toccato nella sessione precedente. La Reserve Bank of Australia si riunirà martedì prossimo e dovrebbe tenere il tasso di riferimento stabile al 2 per cento.

Il dollaro in rialzo, rublo in calo

Il dollaro USA ha dimostrato un’ampia forza di base ieri, sostenuto dai commenti più ottimisti sull’economia statunitense da parte di un funzionario della Federal Reserve prima della riunione della Banca centrale europea, che può provocare ulteriori misure di allentamento monetario.

L’euro è sceso a un minimo di 27 mesi, il dollaro si è rafforzato verso ¥ 120 e l’indice del dollaro statunitense, che misura il valore del greenback contro un paniere di valute, è salito al massimo da 5 anni e mezzo.

Le notizie più positive del previsto per l’economia degli Stati Uniti hanno aiutato il dollaro: abbiamo visto che i datori di lavoro privati hanno aggiunto 208.000 nuovi posti di lavoro, secondo il l’ADP National Employment Report.

Mentre i dati ADP erano leggermente sotto le aspettative, gli stessi sono in netto contrasto con quanto accade nell’area dell’euro, che invece è cresciuta meno del previsto il mese scorso.

A fronte del calo dei prezzi del petrolio, in diminuzione del 40 per cento da giugno, il presidente della Federal Reserve Bank di New York William Dudley ha detto che per ora il declino è un beneficio netto per i consumatori degli Stati Uniti. La forza di questi movimenti del dollaro sono guidati dalle aspettative sulla Fed di un aumento dei tassi di interesse, una cosa ancora più importante per la mancanza di una valuta alternativa su cui poter andare ad investire.

Il rublo russo è leggermente rimbalzato, con la moneta che si trova a 53,48 rubli e si è rafforzata contro il dollaro da 53,87 rubli del giorno prima. I commercianti hanno detto alla banca centrale del paese di intervenire per fermare il tuffo della moneta, che qui è visto come una cosa tanto drammatica quasi come il calo del prezzo del petrolio, da cui l’economia russa dipende.

L’euro è sceso da $ 1,2299 toccando il valore più debole dall’agosto 2012. L’indice del dollaro era a 88.961 dopo aver colpito i massimi più alti dal marzo 2009. Contro la valuta giapponese, il dollaro è salito dello 0,5 per cento a 119,86, segnando un nuovo massimo da 7 anni e mezzo.

Il dollaro è sceso dello 0,4 per cento contro il dollaro canadese a 1,1369 dollari dopo che la Banca del Canada ha lasciato i tassi di interesse invariati all’1 per cento.

Si tratta di un momento favorevole per investire nel dollaro USA, una valuta si rappresenta ancora una volta come la più forte in assoluto.

Dollaro australiano in caduta dopo le minute dovish della RBA

Il dollaro australiano è sceso dopo che la Reserve Bank of Australia ha pubblicato le minute della riunione politica del  6 maggio. La volatilità causata nell’aussie è stata dovuta al fatto che la banca centrale ha segnalato che era in grado di mantenere i tassi di interesse ai minimi storici. Aggiungendo pressione al dollaro australiano è stato anche un rapporto di avvertimento dell’agenzia di rating Standard & Poor che l’Australia potrebbe perdere la tripla A se il governo non riuscirà a realizzare grandi tagli al bilancio nei prossimi anni. L’aussie è sceso a 0,9306, spostando più in là un massimo di un mese a 0,9410 toccato la settimana scorsa.

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Dollaro sotto quota 102 contro lo yen

Il dollaro USA è rimasto al di sotto del livello chiave di 102 yen, scambiato a 101,54 ¥ oggi dopo essere caduto a ¥ 101,10 ieri, il livello più basso dall’inizio di febbraio. Ad aiutare lo yen è il calo delle aspettative di breve termine in termini di allentamento monetario da parte della Banca del Giappone. La BOJ ha inizio un incontro politico di due giorni oggi e si prevede che manterrà invariata la propria politica. L’attenzione sarà focalizzata sulla conferenza stampa del Governatore Kuroda dopo l’incontro di domani. Se dovesse fare dei commenti dovish, allora il dollaro / yen potrebbe riuscire a salire.

Nel frattempo, il dollaro è sotto pressione dopo che il presidente della Fed di Dallas, Richard Fisher, e quello della FED di San Francisco, John Williams, hanno fatti alcuni commenti dovish nei loro discorsi di lunedì. I dati economici degli Stati Uniti e una visione generale dovish dalla Federal Reserve hanno pesato sui rendimenti del Tesoro degli Stati Uniti, aggiungendo così pressione sul dollaro.

L’euro è stato poco scambiato nel corso degli ultimi giorni, in bilico vicino al minimo da 2 mesi e mezzo a 1,3648 colpito giovedì scorso. Pesano sull’euro le aspettative che la Banca centrale europea adotterà delle misure di stimolo il mese prossimo.

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Dollaro largamente più debole, Aussie in calo a causa dei numeri sul lavoro

Il dollaro australiano è sceso dopo i dati di lavori deboli. L’economia australiana ha perso 3.700 posti di lavoro nel mese di gennaio e ha rivisto al ribasso le cifre di dicembre. Ciò ha comportato l’aumento del tasso di disoccupazione al livello più alto dal luglio 2003, ovvero al 6 %. Il dato ha deluso gli economisti, che si aspettavano un rimbalzo dopo la caduta del mese di dicembre.

L’aussie è caduto di quasi l’1 % nei confronti del dollaro in reazione ai tali dati, terminando la sessione asiatica a 0,8939. Ieri scorso l’AUD era salito ad un massimo di 0,9066 dopo i forti dati commerciali della Cina.

Dollaro americano in calo contro le altre valute

Tra le altre valute, l’euro, la sterlina e lo yen hanno guadagnato contro il dollaro statunitense. I partecipanti al mercato sono cauti in favore della negoziazione del greenback in attesa di una relazione, prevista per oggi, secondo la quale le vendite al dettaglio negli Stati Uniti hanno ristagnato nel mese di gennaio. L’euro ha guadagnato per la prima volta da tre giorni contro il dollaro, portando a casa lo 0,23 % a 1,3623. Il rimbalzo è legato principalmente ad un dollaro più debole. Ieri l’euro era caduto sui commenti del membro del Comitato esecutivo Benoit Coeuré chi ha segnalato che vi è la possibilità che la BCE tagli i tassi di deposito in territorio negativo.

La sterlina è forte grazie all’economia in ripresa

La sterlina ha esteso i guadagni contro il dollaro per raggiungere un massimo di 1,6622, valore più alto dal 28 gennaio, prima di concludere la sessione con un guadagno dello 0,09 % a 1,6609. La sterlina è stata sostenuta dai commenti governatore della BOE, Mark Carney, che ha detto che la ripresa economica del Regno Unito sta guadagnando slancio. I mercati si aspettano un aumento dei tassi prima nel 2015, ovvero prima di quanto si pensasse in precedenza.

L’aussie in calo dopo i dati manifatturieri cinesi

I dati di fabbrica dalla Cina, questa mattina, hanno mostrato la prima contrazione in 6 mesi e hanno creato una nuova preoccupazione mondiale relativamente alla crescita della seconda economia più grande del mondo. Il dato HSBC del PMI manifatturiero è sceso a un minimo di sei mesi a 49,6 nel mese di gennaio, in maniera inferiore alla lettura finale di dicembre pari a 50,5 e sotto le aspettative di una lettura a 50.3.

I dati in calo sono un ammortizzatore sul sentiment di mercato per la giornata di oggi, con una conseguente forte domanda di valute rifugio sicuro. Nel frattempo, il dollaro australiano è influenzato in maniera notevole dato che la Cina è un importante partner commerciale per l’Australia.

Australiano è in calo

L’australiano ha cancellato tutti i guadagni fatti ieri, quando ha pubblicato i del CPI australiano. Il tasso di inflazione più alto in diminuzione ha tagliato le probabilità di un taglio dei tassi da parte della Reserve Bank of Australia. Tuttavia, i dati cinesi di oggi hanno spinto la valuta australiana indietro verso i minimi di ieri, portandola ad un minimo di 0,8786 dopo i dati PMI. L’australiano ha perso lo 0,5 % contro il biglietto verde per terminare la sessione asiatica a 0,8805, in calo dal valore di 0,8848.

Nonostante il dollaro USA largamente più forte, lo yen si è essendo una valuta rifugio sicuro dopo i dati PMI della Cina, che sono stati deludenti. La valuta giapponese ha guadagnato lo 0,18 % a 104,32.

La messa a fuoco per la giornata di oggi saranno gli Stati Uniti, con i dati sulle richieste di disoccupazione che dovrebbero essere rilasciati. Le aspettative sono per un calo da 3 a 2.9 milioni nella settimana terminata l’11 gennaio. La domanda per il dollaro dovrebbe rimanere abbastanza forte finché ci sono le aspettative per un ulteriore assottigliamento della FED.

Euro poco mosso

Tra le altre valute, l’euro ha mostrato poco movimento, come è tipico per la sessione asiatica. La nostra valuta è stata scambiata dello 0,02 % a 1,3549.

Analisi del 23 ottobre: dollaro USA debole dopo i dati a stelle e strisce

EURUSD

L’Euro ha ottenuto una salita contro il dollaro USA dopo dei più deboli del previsto dati sul lavoro Usa, che hanno spinto il dollaro significativamente più in basso. La moneta unica ha completato la fase orso pluriennale tra 1.3710 e 1.2042, con la rottura al di sopra di 1,3710 , picco annuale del 2013 . L’estensione superiore ai prossimi livelli verso la barriera psicologica di 1.3800 è stata raggiunta, con il prossimo target a 1,3832 , 38.2 % del ritracciamento di Fibonacci tra 1.4938 e 1.2042. I fattori tecnici di ipercomprato a breve termine suggeriscono una certa esitazione davanti alla barriera a 1,38 , con un allentamento correttivo utile per affrontare i supporti iniziali a quota 1.3710/00 , davanti a quota 1.3670 , 38,2% del ritracciamento tra 1.3472 e 1.3792.

GBPUSD

Il cable entra in modalità correttiva a breve termine, a seguito dell’arrivo di ieri sopra la barriera di 1,6223, una fase di stallo in avvicinamento alla resistenza chiave a 1,6259. L’indebolimento orario potrebbe portare ad una minaccia immediata verso 1.6114 , forte sostegno e massimo che segna anche il 38,2% del ritracciamento tra 1.5892 e 1.6254 . Una pausa potenziale in questo valore potrebbe emarginare i tori e spingere il prezzo verso punti medi della gamma 1.5892/1.6259 nel breve termine. In alternativa, il tentativo di salita a 1,6259 e la rottura sopra 1,6259 , verso obiettivi a breve termine a 1.6300/80 , sarebbero uno scenario probabile, dato che gli studi a 4 ore rimangono bullish.

USDJPY

La coppia di valute è in aumento, in ripresa dalla pressione tra 97,54 e 98,44. Come obiettivi immediati possiamo avere il prezzo di 97,13 , 76,4 % della salita da 96.55 a 98.99 e 97.00, supporto psicologico. Entrambi i valori sono sotto pressione dato che il massimo più bassa è stato costituito a 98.44 . Un’estensione del trend ribassista di breve termine da 98.99 appare come un ritracciamento tra 96.55 e 98.44 , una volta che il prezzo di 97.00 verrà cancellato. Gli studi sono negativi a breve termine e sostengono la nozione che gli orsi possono essere ritardati. Gli studi orari sono infatti in ipervenduto, con rimbalzo correttivo al di sotto di 98.00. La rottura al di sopra di 98.44 potrebbe migliorare la struttura di breve termine e scongiurare il rischio di ribasso immediato.

AUDUSD

La coppia di valute rimane supportata con una fresca estensione che ha permesso di raggiungere un nuovo massimo a 0,9755. La rottura al di sopra di 0,9714 , 50% del ritracciamento compreso tra 1.0581 e 0.8846, è da tenere sott’occhio, anche in virtù di un rialzo che segue la corrente di pullback correttiva. I supporti iniziali erano a 0.9630/00, valori che sono stati sostenuti dal rialzo della DMA a 55 periodi. Eventuali avvallamenti più profondi, tuttavia, non dovrebbero superare il supporto a 0.9500, 50 % del rally tra 0.9280 e 0.9755. Un’estensione al di sopra di 0.9755 ci farebbe cercare una salita fino a 0.9770 e 0.9790.

Analisi del mercato del 16 ottobre, attenzione al dollaro

EURUSD

L’euro è sceso bruscamente nella giornata di ieri, dopo aver toccato un massimo a quota 1.3570, completando il modello orario H & S . Il prezzo ha trovato un supporto a 1,3478 , dopo il raggiungimento del precedente minimo a 1.3484 , tuttavia la più grande gamma di prezzi a 1.3460 rimane intatta. Un recupero rapido è affermato dall’azione dei prezzi a breve termine entro 30 pips al di sopra di 1.35. Il tono negativo prevale su delle scadenze inferiori e mantiene un aspetto negativo vulnerabile per questa coppia di valute. Il “trigger” per una più profonda inversione è visibile su una rottura al di sotto di 1,3460 e di 1,3450 . Un ritorno al di sopra di 1.3535 è necessario per confermare una salita con estensione al di sopra di 1.3570.

GBPUSD

Il cable rimane in fase consolidativa di breve termine al di sopra di 1,5900 dopo il tentativo fallito di rottura di 1,6000 , top di gamma a breve termine. L’azione dei prezzi viene ora coronata dall’andamento discendente della 55DMA a 4 ore. La rottura del supporto inizialeche abbiamo visto a quota 1.5950 permette di spostare l’attenzione nel più breve termine verso il prezzo di 1,59. Un raggiungimento di quota 1,6123 potrebbe invece permetterci di aprire la strada verso un recupero più forte del cable.

USDJPY

Questa coppia di valute è scambiata nel breve periodo su una fase di consolidamento compresa tra i prezzi di 96.55 e di 98.70, con diversi tentativi di rompere il prezzo alto, ma senza successo. Un tono neutro prevale sui grafici orari, mentre su quelli a 4 ore siamo ancora positivi, in grado di sostenere ulteriormente il rally fino a che il prezzo tiene sopra 98.00 . la rottura di 98.70 è necessaria per aprire la strada verso 99.12/16 , ex doppio massimo, che ci permetterebbe di vedere una ripresa a breve termine fino a 99,65. Lo scenario alternativo vede la rottura di 98,00 come trigger per una discesa fino a 97.87 e fino a 97.60 .

AUDUSD

La coppia di valute rimane ancora sostenuta in estensione del precedente massimo a quota 0,9526 , con rialzo fino a 0,9546 e prezzo che ha consolidato nel raggio d’azione compreso tra 0.9500 e 0.9546 . Un ulteriore rialzo è previsto nel breve termine, con i fattori tecnici che mantengono il tono positivo e la barriera psicologica di 0.9600 vista come prossimo obiettivo prima di 0,9664. I supporti iniziali a quota 0.9500 e a quota 0.9485 dovrebbero tenerci protetti per evitare che la coppia di valute dia un più profondo pullback che ritarderebbe i tori nell’immediato. Interessante, per quanto riguarda questa coppia di valute, una certa attenzione verso un andamento “long”.

Il Gestito sugli Scudi, tra Volatilità e Nuove Crisi Sistemiche.

images2Ultimamente tanti sono stati i focolai di crisi divampati un po’ in tutte le piazze finanziarie del pianeta.
Le parole del capo della Federal Reserve Bernanke hanno in qualche modo formalizzato il sentore che era nell’ aria già da qualche settimana: durante il primo semestre 2014 assisteremo alla fine del QE3, che tanto sembra aver fatto per corroborare il mercato azionario a stelle e strisce. Non sarà comunque una interruzione in blocco degli acquisti dei titoli di stato da parte della FED, ma più verosimilmente, e a partire forse da Settembre 2013, data delle elezioni in Germania (vero e proprio spartiacque anche tra le future decisioni in seno BCE), vi sarà una riduzione graduale di questi extra acquisti di titoli governativi, onde evitare un’ accelerazione cruenta della curva dei rendimenti di quest’ ultimi.

Il Caos….Emergente.

Pure sulle piazze che per anni hanno vissuto vere e proprie esplosioni di “numeri positivi” sotto qualsiasi aspetto economico, in queste settimane stiamo invece assistendo a vere e proprie ondate di manifestazioni di protesta, più o meno violenta, da parte della popolazione civile.
Un caso ne sono il Brasile e la Turchia, con il primo che proprio in concomitanza della manifestazione sportiva Confederations Cup, vede migliaia di persone protestare per il caro prezzi dei trasporti pubblici e le ingenti spese sostenute dal Governo nazionale per il futuri Campionati del Mondo di calcio.
Similmente alla Grecia di una decina di anni fa, il Brasile sta puntando tutto sui derivati per arginare il crollo della valuta locale e l’ ingente fuga di capitali, mentre i tassi di interessi sono arrivati al 8,00% nel mese di Maggio. Il Brasile cioè è sotto un forte attacco speculativo e vede le proprie riserve prosciugarsi velocemente, senza che il Governo sappia cosa fare veramente, e questo si evince dal fatto che solamente poche settimane fa questo cercava di attuare politiche che tenessero addirittura a freno il Real.
La Turchia stessa in quest’ ultimo mese ha visto crollare il suo indice di quasi il 20%, in concomitanza con i violenti scontri di Gezi Park. E dire che questo Stato al confine tra Europa e Asia aveva visto upgradare il suo debito nazionale ad investment grade solo pochi mesi fa, in concomitanza con una buona crescita dei consumi e tassi ai minimi.

Il FTSE Mib e il Comparto Gestito.

Milano, dopo la correzione avviata nella terza settimana di Maggio, ha praticamente azzerato propri guadagni da inizio anno, con i bancari puri che come al solito risentono più di altri la volatilità del mercato. Gloria quindi al comparto del Gestito, che in queste settimane è nuovamente salito alla ribalta con performance di tutto rispetto.
In questo contesto il segmento sembra godere di ottima salute: +33% in media. Infatti il titolo Azimut performa un + 34,21% da inizio 2013, seguito a ruota da Banca Generali (+33,81%) e dal titolo Mediolanum (+32,46%).
Infatti il 2013, almeno per i mesi iniziali, ha fatto segnare dati che non si vedevano così buoni dal 2006. E se vengono presi in considerazione i fondi di lungo termine (ad esclusione dei monetari), i dati sono ancor più confortanti. La massa ha qui raggiunto i 132 Mld €. nel primo trimestre dell’ anno, con i comparti azionari, obbligazionari e bilanciati  che presentano  i numeri migliori.

Il dollaro si rafforza, l’Aussie in caduta

Lo yen si è rafforzato nelle prime ore di oggi in seguito al calo di valore dei titoli giapponesi e in seugito all’aumento delle aspettative circa il fatto che la Fed possa terminare in anticipo il suo programma di QE. Il dollaro australiano è sceso verso l’importante barriera a quota 0,955 dollari , vicino al valore minimo da 2 anni di quota 0,9543 . Si è dunque rafforzato il trend ribassista per l’aussie e svanisce la speranza di riuscire a trovare presto la parità.

Lo yen ha guadagnato, come detto, lo 0,3 per cento arrivano a 102,14 contro il dollaro, recuperando la correlazione con il Nikkei, che è scivolato in territorio negativo durante la sessione del mattino. La valuta giapponese aveva invece perso l’1,4 per cento ieri dopo che i dati avevano mostrato come la fiducia dei consumatori degli Stati Uniti ha raggiunto il massimo da cinque anni. Tali dato potrebbero spingere la banca centrale americana, guidata da Ben Bernanke, ad uscire dal QE prima del previsto, il che ha contribuito a spingere l’indice azionario Dow ad un livello record.

La forza che il dollaro USA ha guadagnato contro il suo omonimo australiano ha, come detto, alla rottura di importanti livelli di supporto, il che significa che non si tornerà al di sopra della parità per un po’. Per il momento, infatti, l’AUD è visto come ribassista, dunque è questa la direzione da prendere per andare ad investire nel corso delle prossime ore.

Dal punto di vista della nostra valuta, l’euro si è stabilito al prezzo di 1,2860 dollari dopo la caduta dello 0,6 per cento nella giornata di ieri in seguito alle osservazioni da parte di alcuni funzionari della Banca centrale europea in merito al fatto che la stessa potrebbe tagliare i tassi di interesse in territorio negativo. Tale taglio è atteso dagli operatori per spingere l’euro via dalla gamma di prezzi 1,28 – 1,32.

Greenback in ritracciamento

Quando andiamo a leggere l’andamento del mercato delle valute possiamo guardare con attenzione all’andamento del dollaro USA, considerando anche che il “buck” è da sempre il centro gravitazionale del mercato delle valute, anche se in questo ultimo periodo lo è ancora di più in seguito alle aspettative di un rafforzamento del valore biglietto verde contro le altre major. Le motivazioni dietro a questa logica sono state già spiegate nei giorni scorsi e in queste ultime ore abbiamo avuto una conferma dalla price action che, ad esempio, ha visto, nella giornata di ieri, un ritracciamento generalizzato del dollaro, anche contro lo yen.

I dati positivi che ci arrivano dall’altra parte dell’oceano, nello specifico sulle vendite al dettaglio nello scorso mese di aprile hanno messo in evidenza un incremento dello 0,1% , mentre le attese erano per un calo dello 0,2%. Si tratta di un nuovo (seppur piccolo) miglioramento dell’economia a stelle e striscie da un punto di vista macro. Questo ha favorito l’acquisto di dollari, cosa che ha portato a delle potenziali rotture dei prezzi minimi e massimi relativi. Dal punto di vista della coppia di valute euro/dollaro è importante attendere le prossime evoluzioni del mercato, con il livello di 1,30 che rappresenta un prezzo molto attrattivo per gli investitori. In queste ultime ore la nostra moneta, nonostante tutto, sta dimostrano ancora una buona forza.

Nel medio periodo, per questo rapporto di cambio, possiamo comunque prevedere dei ribassi, considerando anche che gli indicatori economici americani potrebbero spingere verso l’alto il valore del biglietto verde.

Nel corso delle prossime ore occorrerà anche tenere in considerazione l’andamento del rapporto di cambio Usd/Jpy, anche facendo attenzione in maniera particolare al mercato obbligazionario nipponico, che ci ha fatto vedere una modifica ai rendimenti dei bond giapponesi a 10 anni, dallo 0,75% allo 0,60%. Sicuramente questa cosa si può spiegare con delle motivazioni particolari, come le aspettative degli operatori in merito alla crescita dell’inflazione, l’interesse che si sta “scatenando” verso il mercato azionario giapponese, lo spostamento degli investitori dalle obbligazioni giapponesi fino a quelle americane ed europee, oltre che lo spostamento verso delle attività rischiose. Tutto questo potrebbe mettere in difficoltà il Giappone in merito all’onorare i debiti, cosa che potrebbe creare nuova pressione al rialzo sullo yen.

EurUsd

Questa coppia di valute ha messo in evidenza dei tentativi di rottura al ribasso. Nonostante tutto non abbiamo visto il raggiungimento di nuovi minimi relativi, che erano a 1,2930. Per questo motivo abbiamo visto una congestione che è stata delimitata dai prezzi di 1,2950 e di 1,2990, utile per fare trading in breakout degli stessi. La rottura c’è stata ed è stata rialzista. La salita del valore dell’euro ha però trovato un primo ostacolo una volta raggiunta prima la media mobile a 21 periodi sul grafico a 4 ore e poi l’area di resistenza che si trova attorno al prezzo di 1,3030. Il test di questi due valori potrebbe portare a delle salite fino a 1,3040 , valore fondamentale per valutare dei potenziali approfondimenti fino a 1,3065. Se invece dovessimo assistere ad un ritorno al di sotto della soglia psicologica di 1,30, allora potremmo prendere in considerazione un ulteriore calo fino a 1,2965 ed in continuazione fino a 1,2950.

UsdJpy

Dopo che è fallita la rottura del prezzo di 102,00 , siamo ancora di fronte ad un ritracciamento per questo rapporto di cambio. La violazione al ribasso del prezzo di 101,60 ha reso questo prezzo una utile resistenza per valutare degli approfondimenti al ribasso. La media orari a 21 periodi ha cambiato direzione e ha permesso di avere un ulteriore approfondimento verso i massimi di prezzo. Tutto questo ci mette di fronte ad un possibile scenario di calo fino a 100,90. Se invece dovessimo vedere un rialzo al di sopra di 101,60 , allora potremmo andare “long” con target sui massimi.

EurJpy

Questo cross di valute è in fase di consolidamento, come vediamo dalla price action. La lateralità ci permette di operare sulla tenuta dei prezzi di 132,50 e di 131,70, con la possibilità di Stop&reverse nel caso in cui dovessimo violare i primi target, rispettivamenet a quota 134,20 e a quota 131,00.

GbpUsd

Questo rapporto di cambio mette in evidenza un quadro tecnico decisamente interessante, dal momento che abbiamo avuto la rottura del canale rialzista sui minimi a quota 1,48, a cui si è aggiunto un preciso pullback del punto di rottura in area 1,5375. Vediamo dunque un bel segnale “short”, con il prezzo di 1,5330 che opera come resistenza intraday per il raggiungimento di nuovi obiettivi a quota 1,5270. Potremmo seguire, in questo senso, il grafico orario che evidenzia eventuali correzioni al ribasso, frenate dalla media mobile a 21 periodi. Se invece dovessimo assistere ad un superamento al rialzo del prezzo di 1,5330 potremmo vedere una ripresa per il “cable”, con obiettivo il raggiungimento del prezzo di 1,5375.

AudUsd

Il dollaro australiano è ancora decisamente debole, tanto che nel corso delle ultime ore abbiamo visto dei minimi crescenti. Al di sopra della parità potremmo andare “long” fino ai primi livelli di resistenza, a quota 1,0050, mentre dei minimi potrebbero portarci in maniera definitiva fino a 0,99.

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Milano non cade più, ma l’entusiasmo potrebbe terminare presto

 

Piazza Affari chiude per il quarto giorno di fila in positivo brindando idealmente alla nascita di un Governo a guida Enrico Letta. Il Ftse Mib infatti ha chiuso ieri con un progresso dello 0,44% lasciando intendere che abbia recepito positivamente la possibilità che l’Italia a 2 mesi dalle elezioni possa avere un Governo. Come anticipato nel corso dell’articolo di ieri l’attribuzione dell’incarico di formare il Governo ad Enrico Letta era divenuto gioco forza un passaggio quasi obbligato da parte del Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano. Infatti la Lega Nord aveva espresso notevoli dubbi su Giuliano Amato e Silvio Berlusconi aveva posto un forte veto su Matteo Renzi premier in quanto sarà con ogni probabilità il suo futuro avversario alle prossime elezioni politiche.

Situazione politica italiana 

Adesso però cerchiamo di capire se Enrico Letta riuscirà ad ottenere la fiducia da ambo i rami del Parlamento. Alla Camera si sa non ci dovrebbero essere particolari problemi visti i numeri del suo partito. Il problema sarà al Senato dove per poter ottenere la fiducia dovrà avere il consenso di Scelta Civica e da almeno un altro partito tra la Lega Nord e il Pdl. Servirebbe più che un’impresa, un miracolo. Ovviamente per riuscire in questo miracolo Letta dovrà costituire un Governo con ministri di quasi tutti gli schieramenti sopra menzionati. Avventurarci in una specie di toto-ministri sarebbe andare lontani dal nostro compito: capire se ce la farà o meno ad ottenere la fiducia. Il mercato infatti nell’ipotesi pessimistica di una votazione sfavorevole potrebbe reagire in maniera alquanto scomposta e non è escluso che si possa tornare sui minimi della settimana scorsa, se non a ridosso dei minimi di marzo. La sensazione è che Enrico Letta disponga di più possibilità rispetto a Pierluigi Bersani, però allo stato attuale non avrebbe oltre il 55-60% di probabilità a suo favore. Il leader del Pdl vorrebbe nel Governo esponenti di primo piano nel Governo, ma il Presidente del Consiglio incaricato non è affatto intenzionato a concedersi totalmente all’avversario politico. Nel Pd inoltre ci sono molti insoddisfatti sull’accordo che potrebbe esserci soprattutto con gli avversari storici del Pdl: i loro elettori potrebbero non capire questa scelta e temono pertanto di non essere rieletti.

Scenario tecnico 

Il derivato ha chiuso nella giornata di ieri a 16326 dopo aver testato l’importante supporto in area 16000/16060 (minimo fatto a 16045). Nell’eventualità mollasse quest’area supportiva il prossimo livello da monitorare potrebbe essere quello posto tra 15780/15830. Se il mercato proseguirà nel rialzo le resistenze più significative saranno poste a 16470/16500. Solo il superamento di quest’area resistenziale potrà portare il derivato verso la fortissima resistenza posta a 16800.

Suggerimenti operativi 

Raccomandiamo la massima cautela sugli acquisti. Vi consigliamo il titolo Unicredit: se chiudesse sopra la resistenza posta a 3,94 potrebbe rappresentare un ottimo acquisto in ottica “mordi e fuggi” con target in area 4,12/4,23. Sconsigliamo di entrare al ribasso sia sui singoli titoli che sul derivato sull’indice. Su quest’ultimo consigliamo di non operare al momento.

L’euro inizia il crollo contro lo yen e ripiega contro i dollari

Analisi Eur/Jpy 

La rottura sotto il supporto posto a 128.80 per il cambio Euro/Yen ancora una volta aumenta le probabilità che il massimo sia stato fatto già a 131.12 e l’onda 5 sarebbe finita proprio in quel punto. Tuttavia, abbiamo bisogno di una pausa al di sotto di area 126.40 per confermare che il rally partito da 124.90 è stato solo in tre onde e quindi possa rappresentare solo una correzione. Questo braccio di ferro tra tori e orsi troverà presto il suo vincitore. Se i tori vinceranno avremo ancora bisogno di un’ultima salita sopra il massimo a 131.12, ma il possibile rialzo dovrebbe essere molto limitato. Se invece (come riteniamo più probabile) gli orsi vinceranno vedremo una rottura inferiore a 126.40 e sarà pertanto altamente probabile una nuova accelerazione verso area 119 visto che tutte le posizioni di rialzo verranno chiuse in stop loss. Non è importante adesso stabilire chi sta vincendo questo braccio di ferro, l’importante è sapere se le cinque onde di rialzo siano terminate o meno con il raggiungimento di area 131,12. Anche se noi non vedessimo un livello più alto dell’ultimo massimo, dovremmo essere molto vicino al top e dobbiamo prepararci ad assistere all’onda 2 superiore che sarà estremamente ribassista. Quest’onda 2 che vi annunciamo dovrebbe perlomeno raggiungere il minimo dell’onda 4 di 1 a 118.73, ma il calo dell’onda 2 potrebbe essere molto più profondo! 

Analisi Eur/Nzd 

Attualmente stiamo assistendo ad una rottura sopra la resistenza della trend-line discendente vicino a 1.5580 per il cambio Euro/Dollaro neozelandese. Nel caso questa rottura venisse confermata la nostra analisi rialzista sarebbe confermata e dovremmo vedere presto l’accelerazione appena l’onda 3 progredirà con un rally verso almeno 159.20 e più probabilmente più sopra verso area 1,6210. Tuttavia finché resistenza a 1.5580 proteggerà il cambio dalla salita potremmo rischiare un altro ripiego con una correzione ancora più complessa, ma solo una pausa sotto 154.87 ci confermerà che è così. In tal caso potrebbe essere in corso e un nuovo movimento prima verso 1,5405 e forse ancora più giù in area 1.5375 dove terminerebbe l’onda 2 correttiva. Il cambio potrebbe anche aver fatto un minimo importante in area 1,5425 ed essere pronto per ripartire senza dover necessariamente raggiungere questi due target di ribasso.

Strategie operative 

Il suggerimento che diamo da diversi giorni ai nostri lettori è di evitare di acquistare il cambio Euro/Yen, ma di acquistare il cambio Euro/Dollaro neozelandese. Sul cambio Euro/Yen siamo al ribasso dalla rottura in area 128,80 con un trailing stop pari a 1,30 centesimi di euro e stop loss a 130,40. Con il cambio Euro/Dollaro neozelandese siamo al rialzo da 1,5580 con stop loss sotto 1,5370. Suggeriamo un trailing stop pari a 2,10 centesimi ed un take profit in direzione di 159,20.

Ftse Mib, possibile una ripartenza oggi?

La settimana scorsa il mercato ha mostrato una buona forza nonostante i dati occupazionali americani piuttosto deludenti. La salita del nostro indice è avvenuta principalmente per via della possibile acquisizione del pacchetto Telecom Italia posseduto da Telco, ma anche per i dati macro positivi giunti dalla Cina (importazioni nel corso del mese di Marzo oltre le attese a conferma che la domanda interna del Paese asiatico si sta riprendendo). Indubbiamente alla reazione positiva su base settimanale ha inciso anche la conferma di politiche monetarie ultra espansive ed accomodanti da parte delle banche centrali (Federal Reserve, Banca Centrale Europea, Bank of Japan), nonostante i forti dubbi giunti proprio da alcuni componenti della banca centrale americana sulla prosecuzione nel lungo termine del piano di acquisto di bond e titoli americani. Alcune note stonate nel corso della settimana scorsa sono provenute dal Fondo Monetario Internazionale che ha tagliato le stime di crescita dell’Economia mondiale nel corso del 2013. Questo dato potrebbe portare ad innescare qualche correzione o presa di beneficio sui principali listini mondiali nel corso delle prossime settimane. Anche l’indice di fiducia dei consumatori americani inoltre è sceso ai livelli di un anno e tre mesi fa, quindi questo genera molti dubbi sul proseguimento dei rialzi azionari soprattutto nel mercato americano

Situazione italiana 

Nel corso della settimana sono state molto positive le emissioni dei Titoli di Stato italiani che hanno generato rendimenti molto bassi. Presumibilmente gli investitori istituzionali si stanno dirigendo sui nostri Titoli visto che anche i titoli giapponesi rendono pochissimo (pesa moltissimo la scelta della Bank of Japan di raddoppiare l’acquisto dei Titoli di Stato giapponesi che adesso rendono meno dell’inflazione del Paese nipponico). Ecco spiegato il motivo per il quale, nonostante il caos politico a cui stiamo assistendo da 50 giorni a questa parte nel nostro Paese, lo spread Btp-Bund è sceso e le emissioni dei Bot sono andate molto bene. Resta tuttavia molto improbabile che il trend dello spread possa invertirsi al ribasso in assenza di segnali importanti provenienti soprattutto dalla politica. Proprio per quanto riguarda la politica questa settimana è molto importante, anzi è cruciale per la risoluzione della crisi di Governo. Dalla giornata di Giovedì si eleggerà il nuovo Presidente della Repubblica che potrebbe anche sciogliere le Camere nel corso della settimana seguente la sua elezione dopo aver dato luogo ad un nuovo tentativo di ricerca affannosa di una maggioranza parlamentare disponibile a votare la fiducia ad un Governo. Sarà fondamentale capire se il Presidente verrà di fatto scelto solo dal Pd (il partito con la maggioranza relativa al Senato) oppure in accordo con altri partiti. Laddove venisse eletto con i soli voti del Pd sarà molto probabile che il nuovo Presidente della Repubblica sciolga le Camere e di fatto avremo nuove elezioni politiche in estate.

Situazione tecnica 

La resistenza in area 15800 rappresenta un ostacolo molto importante per il derivato sull’indice Ftse Mib. Sarà pertanto possibile un ripiego in area 15250/15360 laddove il supporto in area 15500 mollasse. Nel caso in cui violasse al rialzo con forza area 15800 il derivato troverebbe un’altra forte resistenza in area 16050. Il mercato ha due gap da chiudere, uno in area 15400 e l’altro in area 15250, rimaniamo dell’avviso che uno storno in queste aree sia fondamentale prima di una nuova ripartenza rialzista.

Suggerimenti operativi 

Restiamo rialzisti con i titoli Banco Popolare dell’Emilia Romagna (acquistato in area 5,20) e Telecom Italia (acquistato in area 0,635). Suggeriamo per il primo titolo uno stop profit in area 5,51 mentre per il secondo titolo uno stop loss in area 61 centesimi. Per il derivato sull’indice potrebbe essere importante aspettare il livello in area 15250 per provare un acquisto su debolezza, altrimenti sarà necessario attendere una rottura confermata di area 15800 per entrare al rialzo sulla forza.

L’euro prende fiato, ma è ancora presto per comprarlo

Analisi Eur/Jpy 

Con un massimo in area 130,90 il massimo dell’onda 3 di 5 è stato centrato quasi millimetricamente per il cambio Euro/Yen ed adesso l’onda 4 di 5 è in via di sviluppo. La correzione rappresentata dall’onda 4 di 5 tuttavia potrebbe essere molto piccola e molto complessa e potrebbe svilupparsi anche come un triangolo, ma sarebbe meglio attendere l’evoluzione per capire come si svolgerà. L’importante è che sin da adesso sappiamo che il cambio dovrà dirigersi in area 127,90 almeno, ma l’intera area 127,70/128,40 potrebbe essere un punto di approdo essendo una validissima area supportiva. Nel breve periodo ci aspettiamo che la resistenza in area 130,80/130,90 protegga il cambio da ulteriori salite, ma il fatto che il cambio abbia forato prima area 130,10 e poi 129,70/129,80 ci lascia pensare che l’onda 4 di 5 sia ufficialmente partita. Laddove vi fossero dei rialzi dai livelli attuali questi potrebbero essere alquanto limitati e non ci attendiamo salite roboanti da questi livelli finché il cambio non raggiungerà l’area supportiva da noi indicata.

Analisi Eur/Nzd 

La rottura sotto area1,5170 hainvalidato tutto il conteggio rialzista per il cambio Euro/Dollaro neozelandese. Proviamo ad ipotizzare però che la salita fatta da1,5173 a1,5521 sia considerabile come onda 4 di c e la discesa fatta da1,5521 a1,5080 sia stato pertanto onda 5 di c. A questo punto la discesa dovrebbe essere terminata per questa tipologia di conteggio proprio sul fondo individuato. Adesso ci attendiamo una salita, ma solo la rottura di area 1,5220/1,5230 potrà rappresentare l’inizio del rally, ma per conclamare una seria ripartenza occorrerà necessariamente attendere la rottura di area 1,5370/1,5380 per affermare con certezza che l’onda 5 di C sia ufficialmente terminata.

Analisi Eur/Usd

Area 1,3130 si dimostra una validissima resistenza per il cambio Euro/Dollaro statunitense, ma un’eventuale correzione sarebbe comunque poco profonda. Se area 1,3040 resistesse come supporto è possibile che il cambio si diriga prima verso area 1,3170/1,3180 e poi verso 1,3230 ed infine verso 1,3320/1,3340. Solo la violazione di area 1,3040 potrebbe rappresentare l’inizio di una correzione verso area 1,294/1,2970 dove il cambio dovrebbe riprendere la corsa verso l’alto in direzione dei target indicati.

Suggerimenti operativi

Sul cambio Euro/Yen suggeriamo di non aprire strategie rialziste perlomeno fin quando il cambio non correggerà in area 127,7/128,40. Lo short aperto nella giornata di ieri da area 130,40 va gestito attraverso uno stop profit in area 129,70/129,80 con target proprio in direzione dell’area supportiva indicata dove sarebbe preferibile tornare compratori. Per il cambio Euro/Dollaro neozelandese consigliamo di accumulare il cambio in direzione 1,55, con stop loss sotto 1,5080. Sconsigliamo una vendita del cambio in questione. Per acquistare il cambio Euro/Dollaro statunitense aspettiamo una rottura sopra 1,3170/1,3180 oppure un arrivo in area 1,294/1,2970 e sconsigliamo pertanto di acquistarlo “a mercato”. Potrebbe essere fatta un’operazione ribassista solo se violasse area 1,3040, ma in un ottica prettamente speculativa con stop sopra 1,3080 e gain sul supporto indicato.

Euro in grande spolvero, il rialzo continua?

Analisi Eur/Jpy

Non c’è stato spazio nemmeno per una piccolissima correzione del cambio Euro/Yen verso area 126,70 ed il cambio ha preso il decollo. Ora dobbiamo cercare un target dell’onda 3 di 5 che secondo noi potrebbe essere in area 130,90/131 dove l’onda 3 avrà 1,618 volte l’ampiezza dell’onda 1 di 5 (non 2,618 volte come riportato ieri, ci scusiamo per l’errore). Una volta terminata l’onda 3 di 5 presumibilmente partirà l’onda 4 di 5. Ci aspettiamo che questa onda 4 di 5 sia meno profonda, ma più complessa rispetto all’onda 2 di 5 che ha dato luce ad una correzione molto profonda e relativamente semplice, ma è prematuro capire quale sarà la sua ampiezza finché non verrà raggiunto il target dell’onda 3 di 5 probabilmente in area 130,90/131.

Analisi Eur/Nzd

Con la rottura sotto il supporto in area 1,54 del cambio Euro/Dollaro neozelandese era alquanto probabile assistere ad una correzione profonda attraverso la formazione di un’onda 2. Il target dell’onda 2 potrebbe essere già stato raggiunto in area 1,5330 e adesso attendiamo una ripartenza attraverso un’onda 3. Non è improbabile però assistere ad un’onda 2 più profonda, ma riteniamo difficile che il cambio possa mollare il supporto in area 1,5330. A questo punto aspettiamo una rottura convinta di area 1,5460 che potrebbe portare il cambio in direzione di area 1,5880 e quindi assisteremo ad un maestoso rally di salita per il cambio. Tuttavia finché il cambio sarà sotto 1,5420 sarà sempre frenato ed a rischio correzione.

Analisi Eur/Usd

Nello scorso aggiornamento avevamo ben individuato area 1,3050 come conclusione della prima onda della salita partita dal minimo in area 1,2740 per il cambio Euro/Dollaro statunitense. Adesso è lecito attendersi un primo pullback e quindi una correzione della salita, quindi aspettiamo il cambio in sui livelli in area 1,2930/1,2970, con ampie possibilità che il cambio si fermi area 1,2940 sulla vecchia linea di resistenza diagonale che adesso quindi farà da supporto. Possibile che il rintracciamento avvenga entro la giornata di Giovedì. Nell’eventualità che quest’area supportiva venisse violata è possibile che il cambio scenda in area 1,2860/1,2870 dove il cambio rintraccerebbe il 61,8% della salita fatta dal minimo in area 1,2740 al massimo in area 1,307.

Suggerimenti operativi

Sul cambio Euro/Yen consigliamo di chiudere gli short eventualmente aperti nella giornata di ieri vista la notevole forza del cambio. E’ possibile aprire una posizione di rialzo sul cambio nel caso in cui raggiungesse area 1,2680, altrimenti sarebbe consigliabile rimanere flat. Sul cambio Euro/Dollaro neozelandese siamo al rialzo dal minimo in area 1,5330/1,5340 ed aspettiamo il raggiungimento del target in area 1,5880 con stop sotto 1,53. Per chi fosse flat su questo cambio consigliamo di acquistare “a mercato” oppure di acquistarlo nel caso in cui il cambio rompa con forza area 1,5460. Per il cambio Euro/Dollaro Statunitense consigliamo un’operazione di ribasso speculativa in direzione di area 1,2940, oppure di rimanere flat finché non si paleserà la fine del pullback in area 1,2865.

 

Euro, il rimbalzo è finito?

Analisi Eur/Jpy 

Il punto di invalidazione ribassista per il cambio Euro/Yen è posto a 125,90. Tuttavia Venerdì abbiamo assistito ad una finta rottura ed in teoria potrebbe ancora essere aperta l’ipotesi che siamo ancora in onda 4 ribassista. I dubbi ovviamente ci sono riguardo al fatto che potremmo assistere ancora ad un crollo in direzione del nostro famoso target verso il livello individuato a 117,30 (dove transita il rintracciamento del 38,2% dell’onda 3). Se invece fossimo in onda 1 dell’onda 5 superiore, è atteso comunque un calo in area 122,30 per chiudere un’onda 2, prima di una risalita sopra 125,90. Ovviamente sarebbe importante, per capire in quale delle due ipotesi ci troviamo, capire se il livello posto a 122,30 del cambio reggerà o meno.

Analisi Eur/Nzd 

Per il cambio Euro/Dollaro neozelandese sto cercando un’onda triangolare che termini sotto 1,58 e molto probabilmente sotto area 1,5720. Ciò farebbe capire che l’onda E del triangolo si è chiusa in area 1,5880 e saremo pronti ad assistere ad un’onda C che porti il cambio in area 1,52. Ad invalidare lo scenario ribassista, solo una conferma della rottura del livello posto in area 1,5930/1,5940 potrebbe portare il cambio verso area 1,602/1,603 in prima battuta e successivamente verso1,6360 inseconda battuta.

Analisi Eur/Usd

Per il cambio Euro/Dollaro statunitense è importante monitorare il livello in area 1,2960. Nel caso questo valore dovesse essere violato è possibile un rintracciamento in area 1,2870/1,2880. Se il cambio dovesse forare l’area resistenziale posta in area 1,307/130,80 sarà molto probabile assistere ad un rally dell’euro in direzione di 1,3350 prima e 1,3430 dopo. Il declino partito da 1,3711 assume carattere impulsivo (a 5 onde per intenderci), ma il recupero dell’area 1,3350 e 1,3430 potrebbe far assumere a tutto il calo in corso ad una correzione della salita partita dal Luglio 2012 (saremmo pertanto in onda 2 o onda B). Se l’interpretazione descritta fosse corretta, allora il rally proseguirà per la gran parte del mese di marzo. Il rally potrebbe assumere diverse forme (zig-zag, piatto, una combinazione complessa). Di solito l’onda B si caratterizza con onde acute e profonde (di tipo zig-zag, per intenderci).

Suggerimenti operativi 

Per il cambio Euro/Yen suggeriamo di aprire una posizione rialzista di tipo speculativo con uno stop in area 124,60 e target nei pressi di 125,60/125,70. Alla violazione di questo importante supporto è possibile ribaltare la posizione per provare a centrare obiettivi ribassisti in area 122,30 (con stop sopra 125,20). Per il cambio Euro/Dollaro neozelandese non consigliamo operazioni rialziste, ma è consigliabile aprire un ribasso solo sotto 157,20 per maggior precauzione, con livello di stop sopra 158. Per il cambio Euro/Dollaro Usa consigliamo una posizione rialzista con stop sotto 1,2960, mentre invece sconsigliamo di aprire posizioni ribassiste.

EUR / USD , analisi di un calo

L’euro è scambiato timidamente al di sopra del valore di 1,30 contro il dollaro americano, un livello di trading che dovrebbe anche permettere di avere dei livelli di scambio decisamente elevati. I venditori di questa coppia di valute sono in leggero vantaggio fino ad ora a causa dello sviluppo nel panorama politico italiano, poco rassicurante, che spinge gli euroscettici a puntare sull’instabilità nella zona euro. I titoli principali dei giornali di questo fine settimana dal fronte italiano suggeriscono che il centro-sinistra di Bersani ha detto di avere intenzione di formare un governo per conto proprio, dato che l’alleanza con gli altri partiti sembra improbabile. Tuttavia, un governo che non godrebbe di un sostegno sufficiente da parte del Senato sembra un’opzione poco adeguata ad eseguire i cambiamenti richiesti per uscire dalla crisi.

Secondo alcuni il presidente Giorgio Napolitano sta pensando alla creazione di un secondo governo tecnocrate (dopo quello di Mario Monti) al fine di ridare calma e fiducia agli investitori e ai mercati. Nonostante l’odissea politica italiana, l’elemento fondamentale per valutare in pieno la coppia di valute EUR / USD è legato anche al paese americano e potrebbe presto farci vedere un andamento invertito per questo cross valutario. I dati economici della zona euro sono infatti piuttosto buoni, con le vendite al dettaglio tedesche salite del 3,1% nel mese di gennaio e il PMI del settore manifatturiero dell’Eurozonache è stato rivisto in lieve aumento rispetto alle previsioni.

Da un punto di vista tecnico la rottura al di sotto del valore di 1,3000 è un segnale ribassista per la coppia di valute EUR / USD. Se questo dovesse accadere potremmo prendere come obiettivo da raggiungere quota 1,2880 , ovvero il ritracciamento del 50% dei guadagni avuti dopo che Draghi aveva promesso di fare tutto il necessario per salvare l’euro.

La situazione dei prossimi giorni si rivela decisamente molto interessante.

EUR / USD in attesa delle decisioni del fiscal cliff

La coppia di valute EUR / USD raggiunge il valore di 1,3255 sfruttando la debolezza del dollaro americano, USD, nell’attesa della decisione sul fiscal cliff, la scogliera fiscale, in cui il governo americano si trova impiegata. Sono diversi i settori in cui gli effetti del mancato accordo (almeno fino a questo momento è questa la situazione) si fanno sentire, ad iniziare dai rendimenti obbligazionari a 10 anni del paese americano. Nel paese l’indice S&P 500 si trova sotto pressione dopo la caduta di giovedì scorso a quota 1.390, mentre attualmente si trova attorno al valore di 1.415.

L’attenzione del mercato in questa fine dell’anno è tutta rivolta dunque ai colloqui per la scogliera fiscale degli Stati Uniti, con il Congresso e il Senato che riprenderanno le riflessioni nel corso della giornata, considerando che nel frattempo il presidente Barack Obama e i leader del Congresso faranno ritorno proprio oggi dalle vacanze di Natale. Nonostante questo sono molti gli analisti che credono molto improbabile che si possa raggiungere un accordo prima della fine dell’anno.

Il mercato di trova di fronte ad una situazione delicata e gli investitori vanno alla ricerca di investimenti che possano avere dei rendimenti interessanti. Certo è che il fiscal cliff continua ad essere un grande problema per molti americani.

Dal punto di vista tecnico, la resistenza a quota 1,3300 continua a reprimere ogni slancio rialzista alla coppia di valute EUR / USD . Se si dovesse in ogni caso superare questo valore potremmo iniziare a considerare la coppia di valute EUR / USD in ipercomprato e dunque il suo valore potrebbe essere pronto a scendere al valore iniziale del supporto a quota 1,3165.

Attenzione dunque a questo fine settimana di trading, con le giornate di oggi e domani che saranno fondamentali per valutare il valore di fine anno della coppia di valute EUR / USD e, più in generale, dell’andamento della valuta americana.

Fiscal Cliff, arriva il momento della verità

Con la scadenza del Fiscal Cliff che incombe, il presidente Barack Obama ha tagliato le sue tradizionali vacanze di Natale alle Hawaii e ha in programma di rientrare a Washington nelle prime ore di domani. La first Lady Michelle Obama e le figlie della coppia, invece, rimarranno alle Hawaii fino al 6 gennaio. Giovedì è infatti proprio il giorno in cui anche il Congresso dovrebbe tornare al lavoro per parlare della scogliera fiscale e per cercare una soluzione. In assenza di interventi da parte di Obama e da parte del Congresso, i tagli di bilancio automatici e gli aumenti delle tasse prenderanno piede a partire dal prossimo mese di gennaio, una cosa che molti economisti ritengono possa portare il paese in recessione.

I legislatori hanno espresso pessimismo sulla possibile soluzione a questo annoso problema, secondo molti infatti non di riuscirà a trovare alcuna soluzione entro il 1° gennaio. Obama ha già ridimensionato le sue ambizioni per cercare di trovare un accordo e, prima di lasciare la capitale lo scorso venerdì, ha chiesto un provvedimento limitato che si estenda all’era dei tagli voluti da George W. Bush.

La situazione è decisamente delicata per tutti coloro che sono interessati ai mercati, dato che una mancanza dell’accordo per il fiscal cliff potrebbe, alla fine, portare ad un andamento negativo del dollaro e, di conseguenza, anche dell’euro. La questione è relativamente semplice: se non ci dovesse essere nessun accordo, allora i mercati potrebbero risentire in maniera particolare dei rischi e gli investitori potrebbero andare alla ricerca di investimenti meno rischiosi, come ad esempio il franco svizzero o lo yen giapponese, oltre che la sterlina britannica. Se invece ci dovesse essere un accordo, allora gli investitori potrebbero pensare di investire in soluzioni più rischiose, che dunque potrebbero tirare in alto sia il dollaro americano che l’euro.

Il dollaro si muove come su un’altalena

Il dollaro si è indebolito contro la maggior parte delle altre valuta sulle aspettative che la Federal Reserve sosterrà una nuova fase di stimolo monetario. I futures sulle azioni europee sono scesi dopo che l’indicatore di riferimento della zona euro è sceso. Il dollaro ha dunque perso lo 0,2 per cento, arrivando a quota 1,2908 contro l’euro, ha invece acquistato leggermente contro lo yen, arrivando a quota 78,05 da quota 77,99. I futures sull’ hanno perso lo 0,8 per cento, mentre i contratti sullo Standard & Poor 500 non hanno subito variazioni. L’indice MSCI Asia Pacific Index è salito dello 0,2 per cento, mentre il dollaro australiano è sceso al minimo da tre settimane dopo che i tassi di interesse sono stati tagliati al livello più basso dal 2009.

Il presidente della Fed, Ben Bernanke, ha difeso la decisione di acquistare, per un importo senza precedenti, le obbligazioni da parte della banca centrale, e si è impegnato a mantenere lo stimolo economico record ancora per un certo periodo di tempo. Ora si attende una relazione da parte del mercato USA che dovrebbe mettere in evidenza come le società statunitensi abbiano assunto un minor numero di lavoratori nel corso del mese scorso rispetto a due mesi fa.

Il dollaro sta continuando a muoversi come se fosse su un altalena, con le preoccupazioni economiche a livello globale che lo stanno mantenendolo relativamente forte, anche se le azioni e le parole della FED non fanno altro che spingere la valuta americana più in basso. Si tratta dunque di due forze che, anche nel corso delle prossime ore di treading, potrebbero portare il dollaro a vivere dei momenti di relativa volatilità. Per questo motivo possiamo dire che chi volesse investire nel mercato delle valute dovrebbe farlo, acquistando o vendendo il dollaro USA a seconda della situazione del momento, impostando degli stop loss a protezione del denaro dalla volatilità.