Yen in calo mentre il dollaro consolida

L’assenza di notizie negative oggi ha sostenuto la propensione al rischio. Il dollaro è costante, nonostante i deboli dati della FED di Philadelphia di ieri. Tuttavia l’attenzione è principalmente sui numeri Markit PMI più ottimisti, aumentati ad un massimo di 4 anni a 56,7 da un valore precedente di 53,7 e contro il livello di 53 atteso. Altri dati ottimistici sono i reclami dei senza lavoro che sono in linea con le aspettative a 335.000, mentre per il CPI c’è stato un tasso annuo previsto del 1,6 %. Gli unici dati diffusi durante la sessione Asiatica sono state le minute della Banca del Giappone relative all’ultimo incontro politico.

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Yen in calo contro le altre valute

Lo yen si è indebolito contro la maggior parte delle controparti, in parte a causa di un allentamento dell’avversione al rischio. Inoltre, i verbali della BOJ hanno ribadito che l’aggressivo allentamento della politica nipponica continuerà. Il dollaro ha chiuso la sessione asiatica con un guadagno dello 0,28 %, a quota 102,55, mentre l’euro è salito dello 0,28 % contro lo yen arrivando a toccare il valore di 140,66.

Dollaro in salita sia contro l’euro che contro la sterlina

L’euro è in calo nei confronti del dollaro americano, con il valore di 1,3717 con un calo dello 0,01 % rispetto agli ultimi valori, mentre la sterlina ha perso lo 0,03 % contro il biglietto verde per finire a 1,6645. Un evento importante per la divisa britannica saranno i dati delle vendite al dettaglio nel Regno Unito, previste per la giornata di oggi. Dopo un forte aumento nel mese di dicembre, sarà interessante vedere come la figura di gennaio andrà a muoversi.

Il dollaro australiano si è scrollato di dosso i dati deludenti di ieri che sono arrivati dalla Cina e ha una migliore propensione al rischio oggi. Questa valuta ha brevemente testato il livello di 90 centesimi di dollaro. L’aussie ha chiuso la sessione a 0,8988, in calo dello 0,19 %.

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Il dollaro sotto pressione contro l’euro prima della Yellen

Il dollaro è sotto pressione contro l’euro e la sterlina nel commercio di oggi, in vista della testimonianza del nuovo presidente della Federal Reserve, Janet Yellen, di fronte al Congresso degli Stati Uniti. L’euro ha guadagnato lo 0,11 %, scambiato a 1,3659 contro il dollaro, mentre la sterlina è salita dello 0,10% a 1,6417. Le condizioni commerciali sono state sottili con i mercati giapponesi che oggi sono stati chiusi per un giorno festivo.

La Yellen dovrebbe ripetere il mantra della Fed relativamente al fatto che il taglio del QE continuerà fintanto che l’economia americana sta crescendo e che i tassi di interesse resteranno vicini allo zero per un periodo di tempo prolungato. Tuttavia, gli investitori andranno strettamente ad esaminare la valutazione delle condizioni economiche del paese, per cercare eventuali indizi di novità.

Il dollaro è in vendita

In vista della testimonianza della Yellen e seguendo le più deboli previsioni di gennaio per l’occupazione non agricola, i commercianti hanno vanduto il dollaro, spingendo l’indice del dollaro ad un minimo da 2 settimane. Nonostante questo, la valuta americana è riuscita a far registrare dei lievi guadagni contro lo yen, in aumento dello 0,05% a 102,29.

Il sentimento di rischio è stato nel complesso positivo, con l’S & P 500 aumentato per la terza seduta consecutiva. Sia la sterlina che l’euro sono più in alto rispetto allo Yen giapponese, rispettivamente a 167,93 e 139,7.

Il Regno Unito è in crescita, la sterlina ne beneficierà?

Ci sono stati alcuni dati positivi per la sterlina, con il British Retail Consortium che ha annunciato che le vendite al dettaglio di gennaio hanno registrato la crescita annua più veloce dal 2011 ( +5,4 %). I dati hanno mostrato che il consumo nel Regno Unito è in buona forma nonostante i minori guadagni salariali dei lavoratori.

Il dollaro australiano è invece andato oltre l’importante livello di 0.90 nei confronti del dollaro aussie, in aumento dello 0,67 %.

I mercati mondiali hanno finito il rimbalzo

AZIONI

Il rimbalzo correttivo è finito e tutti i mercati mondiali hanno ripreso la tendenza al ribasso dopo che la Fed ha tagliato il QE. Il Dow ( 15.738,79, -1,19 %) sta colpendo la zona di supporto principale a 15.500-700, al di sotto della quale possiamo vedere la caduta arrivare fino a 14.700-800. Questo è il banco di prova per i tori nel lungo termine. Il Nikkei ( 14.887,75, -3,23 %) ha segnato la fine del suo mercato toro, che durava dalla fine del 2011. Non è riuscito a rompere al di sopra di 15600-700 e a testare il supporto finale a 14700-900, sotto al quale esso può indirizzare fino a 13700 e fino a 13200.

Lo Shanghai ( 2.035,01, -0,17 %) è chiuso per oggi. Il Dax ( 9336,73, -0.75 %) sta invece testando il canale contenente l’intera manifestazione per gli ultimi sei mesi nella zona di supporto principale a 9300-9350, sotto la quale la caduta dovrebbe estendere fino a 9000 o addirittura fino a 8700.

COMMODITIES

Le materie prime si comportano in maniera mista. L’oro (1263.298) ha rimbalzato dal supporto e se questi livelli sostengono, potremmo vedere un aumento fino a 1272-1274. Tuttavia, non possiamo negare un calo a 1250. Nel complesso il trend rialzista a breve termine persiste. L’argento ( 19,551) è rimasto stabile senza un grande movimento. Possiamo vedere un consolidamento per un tempo maggiore entro i livelli di 19-20, prima di salire a 20,5. Il rame ( 3,2340) è sceso con obiettivo di supporto nei pressi di 3.20, da dove può rimbalzare fino a 3,25-3,30.

Il Brent ( 107,87) è aumentato, ma dovrebbe consolidare nelle regioni 106-108,5 per un paio di sedute. Una rottura sopra 108,5 può inoltre adottare i prezzi più elevati verso 110-112,5. Nel complesso la tendenza a lungo termine rimane al rialzo. Il Nymex WTI ( 97.62) è salito con la domanda di carburante che sale negli Stati Uniti. Possiamo vedere un aumento fino a 98,76-99. I tori continuano a dominare i prezzi che dovrebbero salire fino a 97.80.

VALUTE

L’euro ( 1,3651) riflette la stessa indifferenza agli eventi globali con l’indice del Dollaro che ha testato il maggiore livello tendenziale a 1.3750. Ora il prezzo deve rompere sopra 1.3750 per estendere il rally, oppure gli orsi potrebbero arrivare forti nel mercato ancora una volta. La mossa importante è prevista solo al di là della più ampia gamma a 1,3500-1,3750.

Il cross euro – yen ( 139,48) è stato respinto nettamente dalla nostra resistenza a 141.50 per raggiungere il nostro obiettivo a 139 con una struttura alquanto debole. La caduta può estendersi fino a 138,45 e fino a 137. La sterlina ( 1,6557) rimane nel suo mondo come outperformer comparativo e può operare nel range di 1,6350-1,67 per qualche tempo ancora nel futuro.

Dollaro come da attese

Come da attese, il dollaro americano è stato il grande protagonista della settimana scorsa, una cinque giorni fondamentale dal punto di vista dei market movers. Giovedì abbiamo visto i meeting della Bank of England e della Banca Centrale Europea, che hanno confermato le rispettive politiche monetarie accomodanti, provocando degli aumenti di volatilità circoscritti al rapporto di cambio eurodollaro e al gbpusd , dando anche dei buoni spunti sull’azionario europeo. Venerdì invece i dati sui nuovi posti di lavoro USA e sul Tasso di Disoccupazione americano hanno provocato una tendenza generale “long” sul dollaro. Questi dati hanno portato alla rottura di importanti punti tecnici sui diversi rapporti di cambio.

Dunque dal punto di vista delle correlazioni tra i mercato, la giornata di venerdì ci ha dato un quadro già atteso che potremmo seguire ancora per le prossime settimane, dato che abbiamo visto il tema “globale” che guiderà i prezzi in futuro e che pone al centro di tutto i tassi di interesse. La divergenza tra tali tassi di interesse, tra Stati Uniti ed Eurozona (Regno Unito incluso) ha dato un segnale importante nella settimana scorsa: i dati sul lavoro made in USA hanno portato in alto i titoli denominati in dollari americani, mentre i discorsi di Carney (nuovo numero uno della BoE) e di Mario Draghi hanno invece depresso la situazione nel Vecchio Continente. Stiamo parlando dei tassi attesi, che hanno mostrato una divergenza storica tra USA ed Europa, sin dai tempi della nascita della moneta unica.

I segnali in favore del dollaro sono chiari: dopo il trend in calo, sia a livello strutturale che ciclico, l’economia americana sta migliorando molto, tanto che la Fed sta pensando di uscire dal suo QE non appena le condizioni del mercato lo permetteranno. L’uscita dal QE da parte della Federal Reserve avverrà in ogni caso, anche se i dati non saranno esattamente in linea con le attese per quanto riguarda eventuali orizzonti temporali. Anzi, sembra che la banca centrale americana, piuttosto che cercare tra i dati fondamentali indici per diminuire il suo QE, stia cercando suggerimenti per non farlo.

Dal punto di vista del trading siamo in una situazione particolare, in cui i livelli sui grafici ci portano ad una grande attenzione poiché siamo di fronte ad eventuali rotture di punti tecnici che sono propedeutici ad altri valori e che potrebbero farci vedere, nel caso delle coppie di valute eur/usd, gbp/usd e aud/usd, prima delle correzioni di breve periodo in senso rialzista, poi dei movimenti di trend ribassista fino a rivisire dei prezzi inesplorati da mesi.

EurUsd

Il prezzo di questo rapporto di cambio, dopo le vendite al di sotto di quota 1,29, si è appoggiato sul supporto a quota 1,28, dove abbiamo visto una nuova distribuzione che possiamo sfruttare in seguito ai primi aumenti di volatilità. Per operazioni “long”, occorre attendere il superamento della media mobile esponenziale a 21 periodi, che passa per quota 1,2835 , con primi obiettivi quelli di quota 1,2885 ed in estensione quello di quota 1,2930. Al contrario, volendo operare “short”, conviene attendere la rottura dei minimi attorno al prezzo di 1,28 , aspettando in ogni caso il pullback di eventuali false rotture. Il supporto si trova a quota 1,2750 , prezzo che precede quello cruciale di 1,2660.

UsdJpy

Abbiamo rivisto degli alti livelli per questo rapporto di cambio, al di sopra di 100 yen per 1 dollaro. Nel breve tali movimenti sono molto speculari. Importante anche in questo caso la la media mobile oraria a 21 periodi, che passa sul supporto di breve periodo a quota 101,10 . Tale livello di prezzo, insieme con quello di 100,85, segna la zona ottimale per andare “long”, con primo obiettivo a quota 101,55 ed in estensione fino a 101,90. Dall’altra parte, invece, possiamo andare “short” al di sotto di 100,85 con obiettivo a 99,90.

EurJpy

La serie di massimi decrescenti è stata rotta e ora l’azione dei prezzi segna dei segnali discordanti con quelli delle medie mobili a 21, a 100 e a 200. Tutte queste media mobili, sui time frame ad 1 ora e a 4 ore, confluiscono nell’area attorno al prezzo di 129,00 , senza dare idee certe di direzionalità. I primi spunti operativi si possono avere dal punto di vista “long” sulla rottura al rialzo di 130,20 , con obiettivo a 131,20. Al contrario, una rottura al di sotto di 129,60 potrebbe invece spingerci “short” con obiettivi 129 e 128,55.

GbpUsd

Questo rapporto di cambio ha un quadro tecnico simile a quello dell’Eurodollaro. Il prezzo si è appoggiato poco al di sopra del supporto fondamentale a quota 1,4840 , che in precedenza è stato strategico nella correzione di prezzo dopo il trend in calo che lo aveva visto arrivare da quota 1,63. Le indicazioni sono dunque molto simili a quelle per la coppia EurUsd, con la media mobile esponenziale oraria a 21 periodi che rappresenta, nel breve periodo, il maggiore livello di resistenza dinamica. Possiamo andare long, dunque, in area 1,4915 con obiettivi 1,4960 ed in superamento 1,5030. Al contrario, invece, consideriamo un’entrata alla rottura dei minimi relativi a quota 1,4860 , con stop nelle vicinanze quota 1,2840/35.

AudUsd

Anche questa coppia di valute ha dei punti tecnici molto delicati, che si trovano vicino alla soglia di 0,90. Il Risk/Reward è ottimo per eventuali acquisti al di sopra di 0,9070, con obiettivi 0,9125 e 0,9175 in continuazione. La rottura dei minimi a 0,9035 potrebbe farci scendere fino a 0,90 ed in continuazione fino a 0,8950.

XauUsd

Siamo al momento di fronte ad una correzione al ribasso che, se dovesse essere confermata della tenuta dell’area compresa tra 1.225 e 1.220 , potrebbe farci tornare in area compresa tra 1.208 e 1.200. Dal punto di vista long, invece, potremmo entrare nel mercato solo al superamento di 1.235 , con obiettivi 1.260 e 1.270.

Disclaimer

Eventuali pareri, notizie, ricerche, analisi, prezzi, o altre informazioni contenute in questo documento sono fornite come commento generale del mercato e non costituiscono un consiglio personale. FXCM Italia non accetta responsabilità per qualsiasi perdita o danno, compresi, senza limitazione, qualsiasi perdita di profitto, che potrebbe derivare, direttamente o indirettamente dall’uso o affidamento su tali informazioni. Il contenuto di questo documento è soggetto a modifica in qualsiasi momento e senza preavviso ed è previsto per il solo scopo di aiutare i trader a prendere decisioni di investimento indipendenti. FXCM Italia ha adottato misure ragionevoli per assicurare l’accuratezza delle informazioni contenute nel documento, tuttavia, non garantisce l’esattezza e non accetta alcuna responsabilità per eventuali perdite o danni derivanti, direttamente o indirettamente dal contenuto o la vostra incapacità di accedere al sito web, per qualsiasi ritardo o fallimento della trasmissione o la ricezione di eventuali istruzioni o avvisi inviati attraverso questo sito web. Questo documento non è destinato alla distribuzione, o all’utilizzo, da parte di qualsiasi persona in qualsiasi paese in cui tale distribuzione o l’uso sarebbe contrario alla legge o alla regolamentazione.

Dollaro ancora in flessione

Le dinamiche che stiamo seguendo da diverse settimane hanno avuto una certa conferma anche nella sessione di ieri, in cui il dollaro USA ha messo in evidenza dei segni di debolezza in corrispondenza del tentato apprezzamento contro le altre major. Questi tentativi si sono perduti contro i primi supporti e resistenze che abbiamo visto a livello intraday. Il rapporto di cambio eurodollaro si è infatti fermato dopo un lieve calo, in area 1,3185 , per poi tornare vicino ai massimi relativi, in corrispondenza del prezzo di 1,3280. Anche il cable è tornato in area 1,56, mentre la coppia di valute usd/jpy ha testato nuovamente il prezzo di 98.00 dopo aver visto un rimbalzo nella giornata di venerdì che lo aveva portato dal prezzo di 95.00 fino a quello di 99.00 .

Relativamente all’analisi intermarket, vediamo che le borse sono ancora piuttosto interdittorie, lontane dal farci vedere dei grandi rialzi dopo i ribassi degli ultimi tempi.

Abbiamo visto dei segnali di prezzo interessanti sul mercato obbligazionario, in maniera particolare per quanto riguarda il bund, il cui valore ha violato con decisione il supporto a 143, con contestuale rialzo del rendimento a quota 1,60%.

Sono ancora valide le relazioni che ci mostrano come il dollaro essere comprato o venduto contro le altre valute, senza eccezioni, il che ci porta a vedere delle dinamiche di risk on e di risk off decisamente importanti. Le borse sono in linea con il dollaro (ovvero sono acquistate in contemporanea), con anche le materie prime che seguono, soprattutto i metalli.

Sul mercato siamo di fronte ad una serie di perplessità che arrivano dalle future manovre della FED, soprattutto in considerazione del fatto che i dati più recenti sul mercato del lavoro made in Usa non hanno certo aiutato la causa, andando a mettere in evidenza una situazione poco chiara relativamente ai nuovi posti di lavoro creati e al tasso di disoccupazione.

Un calo di liquidità ai mercati potrebbe innescare degli importanti acquisti di dollaro, facendo però venir meno il sostegno dell’azionario, il quale potrebbe rischiare delle vendite alquanto pesanti.

Da un punto di vista operativo conviene seguire dei ragionamenti che sono dettati dalle aspettative, andando a studiare i livelli tecnici, che sono fondamentali per i nostri posizionamenti.

Se ci spostiamo dal dollaro americano allo yen, vediamo come l’incontro della BoJ non ha messo in evidenza delle modifiche rispetto al piano di base di acquisto asset, il che ha un po’ deluso chi si attendeva un aumento della scadenza dei prestiti nipponici da 1 a 2 anni, azione che avrebbe svolto l’importante ruolo di calmare la volatilità sui bond del paese orientale. Attenzione anche agli effetti della Press Conference del Governatore BoJ, che era prevista alle 8,30 italiane, soprattutto per valutare la valuta giapponese in ottica di indebolimento.

EurUsd

Questo rapporto di cambio si trova in una zona ancora molto delicata, riuscendo ieri a tornare vicino ai massimi relativi e vicino alla resistenza a quota 1,33. Ieri sul grafico a 4 ore abbiamo visto un ottimo rimbalzo sulla media esponenziale a 21 periodi, mentre ora siamo di fronte a delle potenziali inversioni, fondamentali per valutare dei ribassi che potrebbero passare per i livelli tecnici di breve periodo, con quello di 1,3240 in maniera particolare (livello dove passa la media oraria a 21 periodi) in corrispondenza del quale si può sviluppare una divergenza al ribasso con l’oscillatore stocastico. Il prezzo di 1,3185 precede il valore di 1,3120 , ancora più importante, che, una volta che dovesse essere rotto, potrebbe dare adito ad un interessante rally. Degli avvicinamenti all’area di prezzi a quota 1,33 potrebbero essere da valutare con attenzione nel momento in cui i doppi massimi dovessero fallire, momento in cui potremmo valutare dei breakout fino a 1,3375.

UsdJpy

Abbiamo visto, nella notte, delle vendite importanti per questo rapporto di cambio, a causa delle aspettative, deluse, relativamente a delle modifiche al piano di acquisto asset da parte della banca centrale del Giappone. Le vendite che non hanno superato il supporto a quota 97,70. Possiamo vedere al momento una divergenza inversa ribassista con lo stocastico che potrebbe far andare il prezzo fino a 96,60. In caso di superamento del pivot point, oltre che dell’incrocio delle medie orarie a 21 e a 100, potremmo andare “long” fino a 98,90 ed in superamento fino a 99,35.

EurJpy

Interessante l’andamento rialzista di questo rapporto di cambio, anche grazie ai rialzi sia di usd/jpy che di eur/usd. Sul time frame a 4 ore possiamo vedere una interessante divergenza inversa ribassista, il cui sviluppo dipende però dal superamento dell’area di supporto che si trova tra 130,25 e 130 , con obiettivo quota 129,50 ed in superamento 129. Se invece il supporto dovesse tenere, possiamo valutare delle salite fino a 131 e fino a 131,30.

GbpUsd

Il quadro tecnico di questo rapporto di cambio è simile a quello del rapporto Eurodollaro. Possiamo vedere un buon ritracciamento sul grafico a 4 ore in corrispondenza del livello di prezzi statico 1,5490 e della media mobile a 21 periodi. Importante è la tenuta del prezzo di 1,56 , che potrebbe portare a dei rimbalzi con obiettivo 1,5490. Il superamento, invece, del valore di 1,56 potrebbe far salire il prezzo di questo rapporto di cambio fino a 1,57 , a partire dal quale possiamo andare a valutare delle rotture rialziste fino a 1,58.

AudUsd

Vediamo un bel cuneo ribassista per questo rapporto di cambio, che si trova ancora in un andamento generalizzato di calo, situazione messa in evidenza da massimi decrescenti e dall’avvicinano al delicato punto di 0,9390, la cui rottura potrebbe portare ad un target di 0,9230. Nel caso di superamento al rialzo dei prezzi di 0,9436, prima, e di 0,9475, poi, potrebbe mettere in evidenza una potenziale divergenza con obiettivi a 0,96.

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Il destino del dollaro americano (?)

Dopo l’effetto “Big Ben” di cui abbiamo parlato due giorni fa, ieri abbiamo visto e delle diminuzioni di volatilità che hanno portato a delle parziali correzioni per il dollaro americano. La chiave di lettura migliore per i mercati è quella che pone al centro delle discussioni il dollaro americano, proprio grazie alle parole del numero uno della FED, Ben Bernanke, che ci hanno fatto pensare alla possibilità di un calo del Quantitative Easing 3, attualmente da 85 miliardi di dollari al mese.

Due sono i punti su cui focalizzarsi maggiormente. Il Chairman della Fed ha detto che la decisione su una riduzione del QE dipenderà in maniera esclusiva dai miglioramenti che si vedranno sul mercato del lavoro, che gli ultimi dati del “jobless claim” hanno messo in evidenza come leggermente “stoppato” rispetto ai miglioramenti del passato. Il secondo punto è il fatto che Bernanke ha fatto capire che la diminuzione del QE non significa, automaticamente, che i titoli non saranno più comprato, dato che se la situazione macroeconomica dovesse deteriorarsi, allora la banca centrale americana potrebbe pensare di mettere sul mercato un nuovo stimolo. Ecco dunque che possiamo pensare come l’eventuale decisione di diminuire il QE, dal parte del FOMC, non sarà così immediata, anche in considerazione del fatto che i mercati si mostrano molto sensibili e volatili rispetto ai dati macro in arrivo dal paese americano. Il dollaro americano rimane dunque all’interno di un forte trend al rialzo, anche se potremmo vedere, nel breve periodo, delle importanti correzioni.

Le vendite non dovrebbero tuttavia essere strutturali, dato che le comparazioni tra l’economia made in USA e le altre sono ancora a favore del paese di Bernanke. Il dollaro, inoltre, è ancora molto sottovalutato contro le altre valute, alcune volte anche fino al 40%.

Da tenere sotto controllo anche lo yen, che negli ultimi due giorni si è molto rafforzato e che ora si trova in corrispondenza di importanti e delicati punti tecnici. Dopo il crollo del Nikkei, sul fronte azionario sono importanti i valori di supporto che si sono creati dopo i ribassi di ieri. Se tali valori dovessero essere rotti, allora potremmo pensare di vedere altri cali.

EurUsd

Il grafico giornaliero di questo rapporto di cambio ci mette in evidenza un trend al ribasso con test attorno all’area di resistenza che si trova in corrispondenza della media mobile a 21 periodi, valore di 1,30. Il segnale può essere ancora visto come buono, anche se è stato inizialmente frenato dal superamento del valore di 1,29. Nel breve periodo, l’azione dei prezzi è ancora incerta, con le medie mobili di breve e di lungo periodo che si pongono al di sotto del valore del prezzo attuale e che sono il valore di supporto da tenere in considerazione per coadiuvare il supporto statico a quota 1,2890. Il caso di superamento “long” del prezzo 1,2955 , sarebbe interessante valutare l’arrivo fino a 1,30, mentre nel caso di fallimento di questo livello potremmo guardaare un calo fino a 1,2840 ed in continuazione fino a 1,2795.

UsdJpy

Questo rapporto di cambio si è rivelato molto volatile. Il prezzo ha cercato di rompere il supporto al di sotto di 101,25, per poi ritracciare invece sul test delle media mobile esponenziale giornaliera a 21 periodi. Il prezzo di 100,85 è dunque l’ultimo minimo per eventuali andamento al ribasso del prezzo, prima dell’arrivo verso l’importantissimo livello di 99,85. La resistenza di 101,80 invece si pone come obiettivo da raggiungere prima di pensare a degli andamento long fino a 102,40.

EurJpy

Il cambi originali a questo, ovvero eur/usd e usd/jpy, hanno portato ad una buona volatilità e alla rottura del supporto a quota 131,10 , con obiettivo 130. Sul grafico giornaliero possiamo vedere una candela rialzista che potrebbe darci modo di andare long con obiettivo potenziali rotture al rialzo verso i valori di massimo relativo, che si trovano in area 133,80. Nel breve, invece, il prezzo di 131,60 è una buona resistenza, grazie sia al pivot point che a dei minimi precedenti, da valutare per dei rimbalzi fino a 131,10 e fino a 130,75.

GbpUsd

Nel breve-medio periodo, dopo la rottura della bandiera al ribasso, vediamo uno scenario ribassista per questo rapporto di cambio, che potrebbe portarci ad altre discese fino a 1,4970. Un buon time frame per andare a valutare meglio l’azione dei prezzi è quello a 4 ore, dove possiamo vedere una bandiera ribassista e la media mobile esponenziale a 21 periodi, che opera da resistenza statica a quota 1,5110. Se questo valore dovesse tenere, allora potremmo pensare a dei ritorni fino a 1,5070 e fino 1,5015, mentre una rottura potrebbe portare a delle salite fino a 1,5160 e fino a 1,5220.

AudUsd

La valuta australiana ha portato a delle correzioni sullo sviluppo della divergenza rialzista sul grafico a 4 ore. Abbiamo visto la media a 21 periodi come un buon ostacolo. Prima dei minimi relativi a quota 0,96 e a 0,9680, possiamo vedere un buon supporto in corrispondenza di 0,9745.

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Nessun segno di cedimento

La lettura del mercato di oggi possiamo andare a ripetere le parole che abbiamo visto nei giorni scorsi, dato che la lettura di base è rimasta invariata, tanto che le variabili del mercato stesso non hanno subito modifiche. Si tratta, dunque, di un mercato molto in favore del dollaro americano, che continua a guadagnare contro tutte le altre valute, nessuna esclusa, soprattutto grazie alle aspettative che le banche centrali stanno creando in termini di politica interna. Gli spread si vanno ad ampliare sui fondamentali economici delle diverse zona economiche. Nel pomeriggio di ieri abbiamo visto, come ogni giovedì, la pubblicazione del dato delle Richieste di Disoccupazione USA, che ha mostrato come tali richieste siano in aumento rispetto alle attese (360 mila richieste contro le 300 mila attese). Si è trattato di un dato in controtendenza con tutti gli altri, che hanno messo in evidenza una migliore situazione economica negli USA, soprattutto sul mercato del lavoro. Questo dato ha subito portato ad una vendita del dollaro, dando modo di testare le prime resistenze e supporti, potendo creare un temporaneo ribilanciamento tra i compratori e i venditori. Nonostante tutto il sentiment del mercato, che va in forte favore del dollaro USA, si è vista quando sono stati fatti i movimenti tecnici di ritracciamento, con tutti i cambi che sono tornati sui livelli precedenti e, a volte, anche toccando nuovi minimi, come sul fronte del rapporto di cambio con il dollaro australiano e con quello neozelandese.

Dal punto di vista intermarket, le Borse non danno ancora segni di cedere, dando vita a degli accumuli anche molto importanti. Andando ad analizzare tutto il quadro non possiamo che attenderci anche nel corso delle prossime ore altri apprezzamenti del dollaro americano.

A livello operativo il quadro generale si rivela utile dal momento in cui troviamo dei trend che si sviluppano in maniera lineare, così da poter operare con una buona probabilità soprattutto sui punti tecnici di ritracciamento.

EurUsd

La fase di congestione di questo rapporto di cambio che ha fatto da base per la price action delle prime ore di ieri pomeriggio ha portato alla violazione al rialzo del prezzo di 1,2890 . Non appena siamo stati di fronte alle resistenze statiche è stata invalidato il pattern di divergenza rialzista, con lo stocastico e la la media mobile esponenziale a 21 periodi che ci ha messo di fronte ad un segnale di vendita. Per oggi dunque teniamo d’occhio i minimi relativi, che si trovano in area 1,2840. Se questo valore dovesse essere rotto al ribasso potremmo vedere un calo fino a 1,2790 e, in continuazione, fino a 1,2750. Se invece il prezzo di questo rapporto di cambio dovesse rompere al rialzo quota 1,2890 , allora potremmo vedere ulteriori rialzi fino a 1,2940.

UsdJpy

Questo rapporto di cambio ha ancora molta forza rialzista, confermata anche dalla divergenza ribassista sul grafico a 4 ore che si è invalidata in corrispondenza del passaggio della media oraria a 21 periodi, che ha respinto il prezzo. Siamo stati nuovamente di fronte ad una sequenza di minimi crescenti che, dopo testato il prezzo di 102,40, potrebbero portarci fino ai massimi relativi, in area 102,70 , con dei tentativi di rottura fino a 103,20. Se questo invece non dovesse avvenire potremmo vedere delle discese con i valori di 102.80 e di 102,15 come supporti importanti.

EurJpy

Questo rapporto di cambio si trova ancora in una posizione di andamento laterale. Abbiamo visto un range di escursione dei prezzi molto ridotto, soprattutto se rapportato alla media classica di questo rapporto di cambio. Andando a guardare il grafico orario possiamo vedere dei massimi decrescenti e dei minimi crescenti, che ci portano di fronte ad un trend rialzista che è supportato dalla divergenza inversa bullish con l’indicatore stocastico. La rottura del prezzo psicologico di 132,00 , valore dove si trovano sia dei livelli statici che quelli dinamici, potrebbe far salire la volatilità di questo cross valutario, che potrebbe dunque salire fino a raggiungere quota 132,40 e, in continuazione, quota 132,80. Se invece dovessimo vedere un superamento di quota 131,50 , allora potremmo vedere delle vendite fino ad interessanti aree tecniche, a quota 130,50.

GbpUsd

Questo rapporto di cambio vede una situazione similare al rapporto eurodollaro. Il rialzo del cable si è fermato a quota 1,5330. Possiamo vedere in questi momenti, sul grafico orario, un canale rialzista di correzione. Se esso dovesse essere rotto al ribasso in corrispondenza del prezzo di 1,5230 , potremmo vedere il tentativo di rottura di supporti statici fino a 1,52. Se invece il valore di 1,5230 dovesse tenere, allora potremmo vedere un rialzo fino a 1,5330, anche se al momento questo scenario sembra poco probabile.

AudUsd

Il dollaro australiano è ancora in calo, con nuovi minimi relativi raggiunti dopo che è stato rotto il prezzo di 0,98. Non si vedono possibilità di una salita per l’aussie, se non la possibilità di operare in unione con lo stocastico per delle divergenze di breve periodo, con obiettivo 0,98. Se invece dovessimo vedere un approfondimento al ribasso, allora l’obiettivo sarebbe 0,97.

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Eventuali pareri, notizie, ricerche, analisi, prezzi, o altre informazioni contenute in questo documento sono fornite come commento generale del mercato e non costituiscono un consiglio personale. FXCM Italia non accetta responsabilità per qualsiasi perdita o danno, compresi, senza limitazione, qualsiasi perdita di profitto, che potrebbe derivare, direttamente o indirettamente dall’uso o affidamento su tali informazioni. Il contenuto di questo documento è soggetto a modifica in qualsiasi momento e senza preavviso ed è previsto per il solo scopo di aiutare i trader a prendere decisioni di investimento indipendenti. FXCM Italia ha adottato misure ragionevoli per assicurare l’accuratezza delle informazioni contenute nel documento, tuttavia, non garantisce l’esattezza e non accetta alcuna responsabilità per eventuali perdite o danni derivanti, direttamente o indirettamente dal contenuto o la vostra incapacità di accedere al sito web, per qualsiasi ritardo o fallimento della trasmissione o la ricezione di eventuali istruzioni o avvisi inviati attraverso questo sito web. Questo documento non è destinato alla distribuzione, o all’utilizzo, da parte di qualsiasi persona in qualsiasi paese in cui tale distribuzione o l’uso sarebbe contrario alla legge o alla regolamentazione.

Nuovi massimi per il dollaro

Il dollaro americano continua a rafforzarsi in maniera notevole, come si vede anche dalle price action dei vari rapporti di cambio. Il prezzo del rapporto di cambio euro/dollaro ha fatto toccare dei nuovi minimi relativi in area 1,2910, mentre il rapporto di cambio GpbUsd ha continuato con la sua discesa andando a testare l’importante supporto a quota 1,5220 . anche le “valute commodities”, ovvero il dollaro australiano e il omonimo neozelandese, hanno toccato nuovi minimi, confermando il quadro tecnico che le vede entrambe su dei nuovi minimi per il settimo giorno di fila. Se a questo aggiungiamo anche lo yen giapponese e il franco svizzero (ovvero le valute che venivano vendute o comprate più del dollaro americano in tempi, rispettivamente, di aumento dei rischi o di calo degli stessi), continuano ad indebolirsi.

Le correlazioni tra i vari rapporti di cambio sono precise ed univoche da un punto di vista meramente teorico e portano a vedere in maniera sempre più centrale il biglietto verde, in grado di attirare dei flussi di liquidità sempre maggiori. Tutto questo fa ancora più riflettere se si considera che, secondo il Power Purchase Parity, il dollaro americano è molto sopravvalutato. Per chi non lo sapesse, il Power Purchase Parityè uno dei modelli economici di riferimento usati per stabilire il “fair value” di un rapporto valutario.

Questa sorta di “squilibrio” continuerà fino a che la banca centrale USA, Fed, non andrà a dismettere il grande piano di stimoli monetari che “inonda” il mercato americano di 85 miliardi di dollari al mese. Ecco dunque che le aspettative, che sono fondamentali nella formazione dei prezzi, stanno scontando in parte il momento in cui la banca centrale guidata da Bernanke comunicherà un cambiamento della sua policy.

Andando invece a guarda le varie correlazioni intermarket, ovvero le relazioni che ci sono tra diversi mercati, possiamo vedere che il mercato azionario sale ancora (lo yen è salito nelle scorse ore oltre quota 15.000), mentre il mercato obbligazionario, da un punto di vista dei rendimenti, è vicino a soglie di breakeven, sia sul fronte dei Bund che su quello dei Treasury.

Fondamentale diventa seguire in maniera ancora più attenta i temi che stanno guidando la price action, ovvero le manovre di politica monetaria delle varie banche centrali, sia per le misure non convenzionali che per quelle più classiche dei tassi di interesse, senza ovviamente dimenticare tutto quello che proviene da un punto di vista macroeconomico.

EurUsd

La situazione di questo rapporto di cambio ha messo in evidenza dei nuovi minimi. Abbiamo infatti visto il superamento dei supporti che si sono creati alla fine della settimana scorsa, in area 1,2930. Il valore del PIL tedesco di di quello francese sono stati al di sotto delle attese, segno che la crisi si fa sentire anche qui, cosa che ha portato ad ulteriori ribassi di questo rapporto di cambio, che ora va verso i supporti in area 1.2880. Sul grafico orario vediamo un canale ribassista molto ben visibile, con test della trendline in discesa che forma la parte superiore del canale, che si sovrappone alla media esponenziale a 21 periodi. Questi due elementi permettono di vedere il livello di 1,2930 come un’importante resistenza. Se tale valore dovesse essere rotto, allora potremmo vedere una salita fino a 1,2965 ed in continuazione fino a 1,30. Se invece dovessimo assistere ad un calo al di sotto di 1,2880 , allora gli obiettivi seguenti saranno 1,2860 e 1,2840.

UsdJpy

Questo rapporto di cambio è ripartito subito dopo il ritracciamento. Nel pomeriggio di ieri abbiamo visto una interruzione del canale discesista che permetteva di vedere un appiattimento dei minimi e un ritorno al di sopra di 101,70 , prima, e di 102,20, poi. La media oraria a 21 periodi segue la price action ed una volta che sarà testato quest’ultimo livello potremmo nuovamente vedere un altro rialzo oltre i massimi della notte, fino a quota 103. Se invece la media dovesse cedere, allora potremmo vedere un calo fino a 101,70 ed in superamento fino a 101,30.

EurJpy

Questo cross di valute resta ancora molto contrastato, anche in considerazione dei movimenti opposti dei cambi da cui esso deriva, ovvero EurUsd e UsdJpy. Sui grafici a 4 ore non vediamo delle indicazioni ribassiste, mentre sul grafico orario vediamo una divergenza ribassista con l’oscillatore stocastico che sta avendo degli effetti parziali, che non sono ancora in grado di far scendere il prezzo di questo cross al di sotto di 131,85. Meglio dunque posizionarsi al di fuori del rettangolo creatosi negli ultimi 4 giorni al fine di sfruttare degli incrementi di volatilità, con possibilità di aprire ordini OCO al di sopra del prezzo di 132,90 , con obiettivo 134,20 , oppure al di sotto del prezzo di 131,50 con obiettivi a 130,40.

GbpUsd

Dato che il canale rialzista dei giorni scorsi è stato rotto in maniera molto decisa, abbiamo visto un pullback in area 1,5375 , da cui è partito un movimento “short” che si è fermato in corrispondenza del supporto a 1,5220. Abbiamo ancora un bel segnale di vendita, meglio nel medio periodo, con il prezzo di 1,5270 che opera da resistenza intraday per nuovi obiettivi a quota 1,5170. Seguiamo dunque il grafico orario che mette in evidenza delle correzioni al ribasso che sono state frenate dalla media mobile a 21 periodi.

AudUsd

Il dollaro australiano è ancora in calo, con dei nuovi minimi per il settimo giorno di seguito. Sul grafico giornaliero potremmo vedere una divergenza rialzista anche in considerazione dell’andamento dell’oscillatore stocastico. In un’ottica intraday possiamo vedere il posizionamento della media oraria a 21 periodi, che potrebbe respingere i prezzi fino a nuovi minimi, in quota 0,98. Attenzione ad eventuali doppi minimi, che ci potrebbero far assistere a dei ritorni a quota 0,9940.

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Lo yen in calo

Lo yen è sceso verso le altre principali valute nelle prime ore della sessione asiatica di oggi in seguito al fatto che la Banca del Giappone ha introdotto delle nuove misure di allentamento. Nonostante i dati deludenti del libro paga del settore non agricolo USA, la vendita dello yen contro la divisa americana continua senza sosta, spingendo la valuta giapponese a quota 100 contro il dollaro, un valore che è ora in vista. Considerato il recente ritmo di indebolimento della valuta nipponico, si potrebbe pensare ad una rottura di tale valore in un futuro non troppo lontano. Il dollaro è salito brevemente a quota 98,85, il livello più alto dal giugno 2009, mentre l’euro ha toccato quota 128,42 , il massimo da 3 anni a questa parte. Anche la sterlina ha colpito il massimo da tre anni e mezzo contro la divisa nipponica, a quota 151,72.

Un ulteriore calo significativo dello yen probabilmente si trova di fronte a noi, anche se alcuni pensano che la valuta giapponese sarà nuovamente scelta come rifugio per ripararsi dai rischi di “caduta massi” legati alla crisi della zona euro.

Fino ad oggi il Giappone ha in gran parte evitato le critiche internazionali per la sua adozione di misure di allentamento molto audaci. Il capo del Fondo Monetario Internazionale, Christine Lagarde, ha elogiato proprio ieri l’ultima decisione del Giappone come un “passo positivo”.

Nel corso delle prossime ore le attese sono tutte per un andamento ancora in discesa dello yen giapponese contro dollaro ed euro, oltre che contro la sterlina britannica. Per chi volesse dunque investire nel breve termine, questa è la strada da seguire. Nel medio / lungo periodo le previsioni sono decisamente più difficili, dato che è vero che lo yen è in calo, ma è anche vero che la situazione economica generale negli USA e in Europa è decisamente negativa.

Le valute più importanti

Nel mercato forex viene presa in considerazione una coppia di valute e molto spesso ci si imbatte in alcune più frequanti rispestto ad altre. La valuta per eccellenza è l’ US Dollar ( USD ) : è la più importante currency nel mondo, la misura universale usata per valutare ogni altra currency commerciata sul Forex.Al dollaro americano seguono l’ Euro (EUR), Japanese Yen (JPY), British Pound (GBP), il Franco svizzero (CHF), Dollaro Canadese (CAD), Dollaro Australiano (AUD).

L’Euro, oggi come il dollaro ha una forte presenza internazionale infatti la coppia di valute più potente è proprio quella tra Euro e Dollaro americano ( EUR/USD ) . Lo Yen Giapponese ha una minore presenza internazionale rispetto all’EURO e al dollaro Americano.
La Sterlina prima della fine della seconda Guerra mondiale era la valuta di riferimento. Infine, il Franco Svizzero è una delle 4 maggiori valute, nonostante l’economia della Svizzera è relativamente piccola.

Miglior momento di trading per EUR/USD e per GBP/USD è durante la fine della sessione di Tokyo e l’inizio della sessione di Londra. USD/JPY miglior orario di trading durante la sessione di Tokyo, invece i volumi sono molto bassi durante la sessione di Londra.

via: forex-facile.it