Nella classifica dei paesi meno corrotti del mondo l’Italia è solo 69°

L’Australia è uscita fuori dalla top 10 dei paesi meno corrotti al mondo, perdendo posizioni per il secondo anno consecutivo. Transparency International ha trovato che gli scandali della stampa e un lieve peggioramento della situazione di corruzione del paese hanno peggiorato la percezione di trasparenza e hanno spinto il paese dei canguri fino al 11° posto su un totale di 175.

Tre posti più sotto si trova la Gran Bretagna, al numero 14 con un punteggio di 78, dove il valore di 100 indica massima trasparenza e quello di 0 indica esclusiva corruzione. Un portavoce per l’organizzazione Transparency International ha riconosciuto un “graduale progresso” da parte del Regno Unito nella lotta alla corruzione, soprattutto negli ultimi anni. C’è ovviamente ancora di più da fare e il Regno Unito dovrebbe essere nella top 10. Il risultato dipenderà anche dal prossimo piano d’azione anti-corruzione del governo o se il nuovo governo, dopo le prossime votazioni di maggio, terrà fede agli impegni assunti al suo interno.

La Danimarca è il paese al top di questa particolare classifica per l’anno 2014, seguita da Nuova Zelanda, Finlandia e Svezia (solo Danimarca e Nuova Zelanda hanno avuto un punteggio superiore a 90, rispettivamente 92 e 91). Dietro ci sono Norvegia, Svizzera, Singapore, Olanda, Lssemburgo e Canada a completare la top 10. Gli Stati Uniti sono al 17° posto a parimerito con Barbados, Hong Kong e Irlanda, mentre l’Italia si trova al 69° posto a parimerito con Bulgaria e Grecia (che però, a contrario nostro, hanno migliorato la loro posizione e il prossimo anno potrebbero salire).

In basso alla classifica vediamo invece Corea del Nord e Somalia, entrambi con 8 punti, paesi in cui la corruzione sembra dunque una cosa all’ordine del giorno.

Perché è importante parlare di corruzione anche nel forex? Sappiamo che il mercato delle valute è influenzato da tutta una serie di informazioni e nozioni, tra cui anche ciò che accade a livello politico in uno stato (basti pensare alla volatilità che ha, ad esempio, il dollaro nei giorni prima che precedono l’elezione del nuovo Presidente e fino a che esso non viene nominato). Ecco che uno stato corrotto è anche uno stato che, politicamente, non funziona. Di conseguenza gli investitori hanno meno fiducia in esso e la valuta di riferimento potrebbe cadere. Perdere posizioni in questa classifica significa un potenziale calo di valore della valuta di riferimento, mentre guadagnarne significa, al contrario, una potenziale salita della valuta del paese in questione. Anche per questo il  forex è così affascinante!