La Germania non si fida, l’Euro galleggia, Aussie con i cerotti e le Borse piangono

L’Euro continua a perdere terreno guardando a  Cipro che per ottenere il definitivo via libera al piano di salvataggio ha deciso di vendere le sue riserve aurifere ‘in eccesso’ . Nonostante le turbolenze in atto sui mercati internazionali, le prospettive di una ripresa  economica, stimata entro la fine dell’anno, potrebbe spingere alcuni Stati dell’Eurozona a chiedere ulteriore sostegno nei prossimi mesi. I ministri europei delle finanze e i governatori delle banche centrali si preparano ad affrontare la riunione del G20 in programma il  18 e il 19 aprile. Sul tappeto non mancheranno le ulteriori sollecitazioni provenienti da più parti in merito all’adozione di politiche monetarie più aggressive finalizzate a  neutralizzare i rischi di una continua instabilità nella regione europea.  Il meeting  dedicarà un capitolo a parte allo Yen e alla politica monetaria espansiva intrapresa dalla BoJ attraverso la vendita di attività di rischio e la conseguente copertura sulla valuta giapponese. Decisioni che come diretta conseguenza lasciano intendere una potenziale svalutazione dello Yen. Rumors anticipatori del meeting parlano di un crescente  numero  di funzionari della BCE orientati ad introdurre azioni di allentamento monetario al fine di dare maggiore stabilità ai prezzi.  La valuta unica, in fase correttiva, sembra ancorata al di sopra del livello di ritracciamento di Fibonacci in area 1.3050. Ma non è oro tutto quel che luccica, poiché  in vista della decisione del tasso d’interesse della BCE in programma il prossimo 2 maggio, non sono da escludere ulteriori movimenti  al ribasso con vendite che potrebbero portare il pair a testare i livelli di novembre scorso 1,2659.  La coppia dopo aver  toccato il minimo a 1.3020 ha riconquistato l’area di 1.3040.  Nel breve, dando uno sguardo al  grafico orario, si evidenzia una marcata fase laterale delimitata dal canale ribassista ribassista. La resistenza dinamica  è da tenere sotto attenta osservazione. Una violazione  in area 1.3080 potrebbe imprimere una nuova spinta direzionale verso l’alto con proiezione a 1.3115, 1,3150 e come target finale 1.3170.  Tale ipotesi trovano supporto dalle indicazioni fornite dal CCI in fase di verticalizzazione, con la zeroline attraversata dalla zona di ipervenduto. Volendo considerare uno scenario opposto, 1,3030 si prospetta come supporto immediato e in proiezione il successivo sulla soglia psicologica  1.30 e 1.2970.

STERLINA STABILE CONTRO IL DOLLARO

La sterlina, rispetto alla pubblicazione dei dati sull’inflazione dei prezzi al consumo e della produzione del Regno Unito, conferma una sostanziale  stabilità contro il dollaro. Il  pound stazionario sull’area supportiva a 1.53, si muove (grafico orario)  in una zona di congestione. L’eventuale break out in area 1.5315  porterebbe la sterlina a testare il primo livello di  resistenza   in area 1.5340  con proiezione a 1,5360.  Anche in questo caso possiamo osservare il  parallelismo con la coppia EURUSD, il CCI  infatti appare ben direzionato lasciandoci prevedere nel breve il superamento della prima area resistenziale.

 L’AUSTRALIANO DOPO IL TONFO SI RIALZA

In decisa correzione il dollaro australiano che contrariamente alle aspettative ha progressivamente rotto i vari livelli intermedi di supporto fissando il suo minimo giornaliero a 1.0298 prima di riprendere la salita in concomitanza con l’apertura delle borse asiatiche.. Dal punto di vista grafico il recupero dell’Aussie che ieri non ha vissuto una giornata facile potrebbe estendersi fino a 1,0380. Livello dal quale sono ipotizzabili ulteriori spinte direzionali in acquisto che spingerebbero la coppia in area 1,0440. In presenza di ulteriori resistenze al raggiungimento del target indicato  è verosimile ipotizzare a conferma di uno scenario ribassista l’ulteriore scivolamento verso il basso  fino al raggiungimento del robusto supporto statico in area 1.260. Attualmente i livelli di supporto restano fissati a 1,0290 1,0260  e 1.0220. I livelli di resistenza da tenere sotto controllo sono 1,0380 1,0440 1,0470. L’australiano in caduta libera dopo la pubblicazione dei dati cinesi, ha risentito ulteriormente dei timori sulle prospettive di crescita dell’economia mondiale. Il declino dell’oro e dell’argento, messi duramente sotto pressione, ma che questa mattina sembra aver trovato punti di maggiore stabilità, costituiscono  la prova evidente di una decisa avversione al rischio da parte degli investitori. Il metallo prezioso in picchiata sui minimi registrati nel gennaio del 2011 è stato uno dei fattori  determinanti dell’andamento dei listini internazionali a cui non si è sottratta neppure Wall Street. Nel quadro complessivo, la forte azione di sell-off innescata sulle commodities currencies, correlate agli indici di produzione manifatturiera e delle materie prime, ha portato valute come l’Aussie, il dollaro neozelandese e quello canadese a toccare livelli di supporto di particolare rilievo. Secondo gli osservatori, il trasferimento massiccio di capitali non può che portare giovamento al dollaro americano  che a quanto pare risulta essere il beneficiario naturale di questa evoluzione. Le preoccupazioni  sull’andamento economico globale e la considerevole riduzione dei prezzi delle materie prime sono segnali molto negativi, ma dal punto di vista tecnico, nonostante la coppia AUD/USD nel breve termine abbia intrapreso una fase ribassista, permane il “sentiment”  rialzista. Segnali in questa direzione  potrebbero arrivare a seguito del raggiungimento delle soglie di ipervenduto.

Eurozona, l’accordo per Cipro è arrivato

I ministri delle finanze dell’Eurozona si sono riuniti ieri per discuture di Cipro e hanno formalmente approvato i termini del salvataggio. Il piano di salvataggio per la piccola isola del Mediterraneo segna un cambiamento importante nella crisi della zona euro, con i depositi bancari che stanno pagando per aiutare a finanziare il salvataggio. L’operazione di salvataggio ha un valore di 10 miliardi di euro e secondo i termini, Cipro sarà responsabile di trovare, in qualche modo, i soldi che restano rispetto al totale del pacchetto. La prossima settimana, dunque, vedremo probabilmente delle discussioni su quanti miliardi serviranno.

Inizialmente il pacchetto complessivo era stato misurato in circa 17-18 miliardi di euro. I documenti trapelati alla stampa questa settimana hanno invece messo in evidenza come il costo complessivo potrebbe essere di 23 miliardi di euro.

L’accordo è ora pronto per l’approvazione da parte degli Stati membri e la prima tranche del prestito potrebbe essere pronta entro la metà del prossimo mese. La zona euro dovrebbe contribuire con una somma di poco inferiore a 1o miliardi di euro al salvataggio di Cipro, mentre appena 1 miliardo di euro sarà la somma di denaro data dal Fondo Monetario Internazionale.

Ora si parla della crescita dell’isola, con Olli Rehn che ha detto che si sta “rivedendo le previsioni di crescita e, naturalmente, vi è molta incertezza sulla traiettoria esatta della crescita economica a Cipro”. L’isola nel frattempo sta attuando tagli alla spesa e al settore bancario (grande circa otto volte la dimensione dell’economia) per cercare di raccogliere i fondi necessari.

Anche Portogallo e Irlanda sono stati all’ordine del giorno nella riunione di due giorni a Dublino. L’Irlanda ha ricevuto un piano di salvataggio nel 2010, mentre il Portogallo nel 2011. I ministri hanno convenuto di estendere la durata dei prestiti di salvataggio di altri sette anni, per permettere ai paesi maggior respiro.

Cipro: i ministri delle finanze della zona euro discutono la crisi

I ministri delle finanze della zona euro si incontrano oggi per mettere a punto un piano di salvataggio per l’isola di Cipro, in mezzo alle notizie che il paese potrebbe aver bisogno di molto più denaro di quanto si pensasse prima. L’incontro a Dublino esaminerà come Cipro possa aumentare il suo contributo al piano di salvataggio, il cui costo è nel frattempo salito a 23 miliardi di euro. Al fine di garantirsi l’aiuto da 10 miliardi di euro da parte dell’UE e del Fondo Monetario Internazionale (FMI), Cipro dovrà trovare i restanti 13 miliardi, circa 6 miliardi di euro in più di quanto si pensasse.

Un portavoce del governo cipriota ha confermato che una delle opzioni in esame per la raccolta fondi è la vendita di alcune delle riserve auree del paese. Secondo gli analisti, l’aumento del costo del piano di salvataggio significa che Cipro dovrà affrontatare delle grandi sfide. Il peso più grande dell’aumento del costo del piano di salvataggio ricadrà sui depositanti bancari e sui detentori delle obbligazioni, la cui azione combinata dovrà contribuire non più per la somma inizialmente prevista, ma per molto di più.

I controlli sui capitali, i primi che sono stati fatti da un paese della zona euro, sono stati messi in atto quando le banche hanno riaperto lo scorso 28 marzo dopo che sono state chiuse fino all’accordo stesso. Un nuovo decreto, che resterà in vigore per sette giorni, solleva tutte le restrizioni sulle transazioni per importi fino a 300.000 euro, una mossa che mira ad aiutare le imprese nazionali che avevano difficoltà a pagare i fornitori e i dipendenti. Rimane invece attivo il limite di prelievo di contanti, fissato a 300 euro al giorno.

Nel frattempo, i funzionari della zona euro durante la riunione dovranno anche parlare della Slovenia, che potrebbe essere il prossimo paese sotto l’occhio del ciclone.

Draghi, l’euro e Cipro

Un senso di attesa ha circondato Mario Draghi alla conferenza stampa mensile che ha tenuto pochissimi giorni fa. Come Mario Draghi ha esposto, i motivi alla base della decisione di mantenere i tassi di interesse al minimo storico dello 0,75 per cento sono molti. Per essere onesti, la maggior parte degli analisti si aspettavano che i tassi di interesse rimanessero anocra a questi livelli, nonostante il fatto che il piano di salvataggio cipriota e la continua incertezza politica in Italia avrebbe giustificato un taglio dei tassi.

Mentre Draghi ha detto che la banca sta pensando a 360 gradi a delle misure non convenzionali, non è riuscito a dare dettagli più specifici su quello che si ha intenzione di fare. Draghi ha sottolineato che i governi nazionali devono svolgere un certo ruolo e che si dovrebbe sempre essere consapevoli di ciò che la BCE può fare e non può fare. La banca non può sostituire la mancanza di capitale nel sistema bancario e non può compensare la mancanza di azione da parte dei governi. In molti paesi la misura più efficace è quella di restituire gli arretrati. La BCE non può sostituirsi ai governi su questo fronte.

Tuttavia, il numero uno della BCE ha detto che la banca è pronta ad agire e alcuni analisti prevedono un taglio di 25 punti base al tasso di interesse, presumibilmente a maggio

Parlando di Cipro e del piano di salvataggio, Draghi ha ammesso che la decisione iniziale di toccare anche i depositi fino a 100.000 euro era sbagliata. Inotlre, Draghi ha detto che la gestione della crisi di Cipro non è un modello da prendere in considerazione, poiché è non intelligente e dannosa. Nelle prossime ore e nei prossimi giorni continuerà a tenere banco a livello europeo la continua instabilità politica del nostro paese, che ora sta diventando decisamente preoccupante.

Cipro, oggi riaprono le banche

Cipro ha tenuto in “scacco” l’Europa nel corso delle ultime ore. Oggi le banche riapriranno, quasi due settimane dopo la chiusura e dopo la decisione del piano di salvataggio. La situazione nell’isola è tesa, con i poliziotti armati che di guardia ad autocarri che dovrebbero essere carichi di denaro contante arrivato presso la banca centrale, mentre alcuni manifestanti sono scesi in strada per protestare contro il piano di salvataggio e contro i severi controlli sui capitali. Le restrizioni alla libera circolazione dei capitali rappresentano infatti una violazione profonda al principio comunitario e Cipro è il primo paese membro della zona euro a subire tale decisione.

I depositanti con oltre 100.000 euro vedranno i loro risparmi tassati in cambio del salvataggio di cui Cipro ha bisogno per non fallire. Ora si teme una fuga precipitosa di denaro dal paese, in quanto le banche riapriranno mezzogiorno e le 18:00 ora locale, ovvero tra le 11 e le 17 in Italia, dopo che sono state chiuse per quasi due settimane e che sono stati imposti dei limiti progressivamente sempre più severi ai prelievi al bancomat.

Tra le novità a cui i ciprioti dovranno abituarsi ci sono il limite di 300 come prelievo giornaliero massimo, l’impossibilità di incassare assegni e fino a 5.000 euro di spesa con le carte di debito e di credito. I pagamenti di oltre 200.000 richiedono l’approvazione preliminare da parte di una commissione appositamente costituita e vi è un limite di 5.000 euro sulle operazioni con altri paesi, mentre ai viaggiatori che lasciano il paese sarà permesso di portare un massimo di 1000 euro.

La situazione per Cipro e per l’UE è complessa. Anche da un punto di vista delle valute, sicuramente l’euro potrebbe presto continuare a risentire negativamente della decisione presa per salvare l’isola del Mediterraneo, soprattutto da un punto di vista del rischio di contagio verso altre economie più forti.

Il greggio si muove marginalmente in attesa della riapertura delle banche di Cipro

I prezzi del greggio si sono mossi di pochissimo nel corso delle ultime ore, dopo essere saliti di più di 4 dollari in meno di una settimana prima della riapertura delle banche di Cipro. Il valore del greggio con consegna a maggio è aumentato di 3 centesimi, arrivando a quota 96,61 dollari al barile. Il contratto ha aggiunto 24 centesimi a ha chiuso al massimo da cinque settimane, a quota 96,68. Il mercato del petrolio è stato temperato dalla prudenza che aleggiava prima che le banche cipriote riaprissemo al pubblico per la prima volta dal 16 marzo. Le banche sono state chiuse in seguito al fatto che i leader politici dell’isola del Mediterraneo hanno negoziato un piano di salvataggio di emergenza per evitare il collasso. L’accordo raggiunto lunedì costringerà i grandi  a subire delle perdite, una cosa che, secondo alcuni analisti, potrebbe innescare una crisi di fiducia nel settore bancario tra i 17 paesi che utilizzano l’euro.

Tornando al greggio, esso ha guadagnato 4,13 dollari nel corso delle ultime sedute, guidato anche dai forti dati economici degli Stati Uniti. Proprio gli Stati Uniti nella tarda giornata di oggi rilasceranno la lettura finale del prodotto interno lordo per il quarto trimestre del 2012 e le richieste settimanali dei sussidi di disoccupazione. Se entrambe i dati dovessero essere positivi possiamo attenderci un andamento in salita del dollaro nei confronti delle altre valute. L’American Petroleum Institute ha detto che le forniture di greggio per la settimana terminata il 22 marzo sono aumentate di 3,7 milioni di barili, un dato molto interessante.

Il prezzo del Brent, usato per determinare i prezzi di molti tipi di petrolio importato dalle raffinerie degli Stati Uniti, è salito di 30 centesimi, arrivando a 109,99 dollari al barile nel corso dello scambio di Londra.

Ecco di conseguenza altri prezzi di beni legati al greggio: la benzina è scesa dello 0,5 per cento, l’olio combustibile è salito dello 0,3 per cento, il gas naturale è salito di 1,3 centesimi.

Bailout di Cipro, ecco le conseguenze in Russia

Il problema di debito di Cipro e delle banche di questa isola è venuto alla ribalta da qualche giorno e ha trovato subito le prime pagine dei giornali. Oltre che in Europa, il possibile (poi scongiurato) bailout della piccola isola del Mediterraneo ha avuto i suoi effetti anche in Russia, dove i titoli azionari sono scesi al livello più basso degli ultimi tre mesi. L’indice Micex è in calo e nel corso delle ultime ore ha perso lo 0,8 toccando il livello più basso dal 4 dicembre scorso. Il legame tra Cipro e Russia è sempre stato molto forte ed ecco le conseguenze.

Cipro ha accettato di chiudere la sua seconda banca e di tassare i depositi fiscali maggiori di 100.000 euro. Il nuovo accordo è chiaramente peggiore per la Russia rispetto al primo, cosa che porta i mercati russi ad essere influenzati negativamente dall’isola. Il salvataggio ha tutte le caratteristiche di una cosa anti Rusia, dato che la maggior parte dei depositi bancari maggiori di 100.000 euro è costituito da soldi russi. In tali condizioni, gli investitori stranieri staranno lontani dagli asset russi. Gli istituti di credito e le società russe avevano circa 31 miliardi di dollari nelle banche cipriote alla fine del 2012, mentre altri 29 miliardi di dollari sono stati prestati alle imprese cipriote proprio dal paese di Putin.

Tra i vari titoli, OAO MrsK ha perso il 4.1 per cento, mentre OAO Inter RAO UES è sceso del 4,6 per cento. OAO Mechel, il più grande produttore di carbone in Russia, ha lasciato per strada il 4,8 per cento. OAO Novolipetsk Steel, azienda produttrice di acciaio controllata dal miliardario Vladimir Lisin, ha perso il 4,7 per cento, il livello più basso dall’aprile 2009. I prezzi del greggio sono invece saliti dello 0,6 per cento, a 95,41 dollari al barile. Petrolio e gas contribuiscono per circa il 50 per cento al totale delle entrate dello stato russo.

Cipro, le banche chiuse fino a giovedì

Le banche cipriote resteranno chiuse fino a giovedì: lo ha annunciato il governo cipriota nella notte tra ieri e oggi. Il Presidente Nicos Anastasiades ha detto che il paese si è trovato a “un soffio dal collasso economico” prima del salvataggio all’ultimo minuto. Parlando dopo la decisione degli aiuti da 10 miliardi di euro, Anastasiades anche detto che ci saranno dei controlli sui capitali.

Il presidente del gruppo dei ministri delle finanze della zona euro ha avvertito che il piano di salvataggio ha segnato uno spartiacque nel modo in cui la zona euro ha affrontato il problema del fallimento delle banche, con i leader europei che sono attualmente impegnati a respingere i rischi legati alla crisi.
Anastasiades ha detto in un discorso alla nazione che Cipro è stata vicina al collasso, prima che l’accordo fosse trovato, e che tale decisione finale è stata “dolorosa ma necessaria”.

La reazione dei mercati è stata chiara, con i titoli bancari europei che hanno subito delle forti perdite, la moneta unica è scesa di oltre l’1 per cento nei confronti del dollaro, spazzando via tutti i suoi guadagni ottenuti in precedenza. In Italia le azioni delle due maggiori banche, UniCredit e Intesa Sanpaolo, sono scese del 6 per cento, così come le azioni della banca francese Société Générale.

Anastasiades ha anche annunciato che nel paese sarebbero state introdotte delle restrizioni di capitale per evitare la fuga degli stessi, sottolineando però che tale decisione è una misura molto temporanea che sarà gradualmente alleggerita.
Questo approccio potrebbe segnare un cambiamento di rotta radicale dopo la crisi iniziata tre anni fa. Il settore bancario irlandese e spagnolo sono stati salvati da fallimenti di grandi dimensioni, ma in maniera diversa. L’operazione compiuta con Cipro potrebbe rendere più sano il settore finanziario, in quanto aumenterebbe il costo del finanziamento per le banche che operano in maniera scorretta.

Cipro, l’accordo c’è

Lottando nelle prime ore del mattino per evitare il collasso del sistema bancario di Cipro, i leader dell’Unione Europea hanno finalmente concordato un pacchetto di salvataggio destinato a mantenere l’isola nella zona euro e ricostruire la sua economia devastata. L’accordo è stato approvato dai 17 ministri delle finanze della zona euro e mira a ridurre drasticamente le dimensioni del settore bancario di Cipro, gonfio dei miliardi di dollari che arrivano dalla Russia. Secondo le parole del  presidente Nicos Anastasiades, “abbiamo un accordo fatto nell’interesse del popolo cipriota e dell’Unione europea”.

In base all’accordo, Laiki Bank, uno degli istituti bancari più grandi di Cipro, sarebbe stato liquidato e gli obbligazionisti maggiori avrebbero preso delle perdite. I depositanti della banca con dei conti superiori a 100.000 euro, saranno fortemente penalizzati, anche se la quantità esatta di quanto dovranno pagare deve ancora essere determinata. Il piano per risolvere il problema Laiki Bank dovrebbe consentire alla Banca di Cipro, il più grande istituto di credito del paese, di sopravvivere. La Banca di Cipro assumerà alcune delle passività di Laiki Bank sotto forma di liquidità di emergenza.

La settimana scorsa è stata un “inferno” per Ciro, come le grandi banche chiuse e con i bancomat che hanno imposto dei limiti di prelievo di contante sempre più stretti: dagli iniziali 400 euro, passando per 260 euro e finendo a solo 100 euro.

A Bruxelles, la giornata di ieri è stata piena di confusione e di rancore, mentre al mattino presto il tono si è ammorbidito, la Lagarde ha detto ai giornalisti che l’accordo è stato raggiunto in maniera “faticosa”, ma alla fine ha dato un buon risultato. Una questione fondamentale è stata la dimensione del settore bancario di Cipro, che è otto volte più grande della produzione economica del paese stesso, che ha solo 860 mila abitanti

La Germania e altri paesi hanno criticato le banche cipriote, definendole troppo grandi e troppo indulgente nei confronti del denaro contaminato dalla criminalità, dunque questo accordo rappresenta un trionfo per questi paesi. La scorsa estate, le banche di Cipro avevano avuto delle grandi perdite sulle obbligazioni greche, perdite che oggi hanno portato a questa situazione.

Cipro trova l’accordo, i mercati festeggiano

Il valore dei mercati è salito in seguito al sopraggiunto accordo per salvare l’isola di Cipro dal fallimento. tra le varie azioni ed inizi azionari, vediamo lo Stoxx Europe 600 Index, che è salito dello 0,8 per cento, arrivando a quota 296,44 . La settimana scorsa questo indice era sceso del 1,1 per cento in seguito ai problemi della piccola isola del Mediterraneo. L’indice sta guadagnando il 6 per cento, finora, quest’anno. I report indicano che l’accordo è stato in grado di sbloccare il piano di salvataggio da 10 miliardi di euro necessari per scongiurare il crollo del sistema bancario cipriota. Si è trattato di una sorpresa di benvenuto in grado di dare un inizio positivo a questa settimana di trading.

Cipro ha guadagnato l’accesso al salvataggio da 10 miliardi di euro dopo aver accettato nella giornata di ieri di ridurre l’importanza del suo sistema bancario. L’accordo con la “troika” della Banca centrale europea, della Commissione europea e del Fondo monetario internazionale è stato ratificato dai ministri delle finanze dei 17 membri paesi dell’area dell’euro. Il presidente cipriota Anastasiades ha accettato di chiudere la Cipro Popular Bank Pcl, il secondo istituto di credito più grande del paese. Sarà la Banca di Cipro che assumerà le attività vitali del creditore fallito.

L’accordo ha fatto in modo di salvare i conti di deposito con ammontare inferiore a 100.000 euro, mentre una perdita fino al 40 per cento sarà imposta ai depositanti non assicurati presso la Banca di Cipro.

In  salita diversi titoli azionari, come CSM, salito del 6,8 per cento (si tratta dell’aumento più grande dal 8 agosto). Vodafone è salita del 2,3 per cento dopo delle voci hanno riferito che il carrier britannico ha tenuto dei colloqui con Verizon per vendere la sua quota di partecipazione in Verizon Wireless per un totale di 135 miliardi di dollari.

Si è trattato di un buon inizio settimana, complice anche Cipro, che ha portato “il sole” su tutta Europa.

Le borse europee sono in calo

Le borse europee hanno perso terreno nelle prime ore di oggi, facendo registrare il peggior calo settimanale dallo scorso novembre in seguito alle crescenti preoccupazioni di fronte problemi di Cipro. L’isola deve trovare 5,8 miliardi di euro entro lunedì per poter ricevere il suo piano di salvataggio ed evitare il collasso del suo sistema finanziario, cosa che potrebbe portare l’isola stessa fuori dalla zona euro. La maggior parte degli investitori si aspettano un accordo finale che possa aiutare Cipro, il che significa che la maggior parte di essi crede che il calo attuale dei mercati azionari sia solo temporaneo prima di una ripresa nel corso dell’anno.

Tuttavia, l’incertezza sulla situazione di Cipro, ha portato gli investitori a vendere le azioni e a far calare i mercati. In Germania il DAX è sceso del 0,2 per cento, a quota 7.916,77 punti ma con la possibilità di scendere ancora fino a 7.750 punti entro l’inizio della prossima settimana. Per potersi proteggere da questo calo si potrebbe decidere di investire in opzioni binarie “put”.

Una cosa a cui fare attenzione è la volatilità dei mercati. Un peggioramento della situazione di Cipro potrebbe portare ad un’ammaccatura dei mercati azionari nel corso del breve termine, anche alla luce dei segni che l’economia della Germania, la più grande in Europa, ha finora dimostrato di essere relativamente robusta. I mercati sono alla ricerca di una correzione e la situazione di Cipro sta aggravando l’umore generale. Un default di Cipro potrebbe portare gli investitori a “gettarsi” sui beni percepiti come sicuri, come ad esempio i titoli tedeschi e quelli degli Stati Uniti.

Investire in questi momenti nel mercato delle opzioni binarie, ma anche in qualunque altro mercato, è una cosa decisamente delicata, anche se non è da negare che ci potrebbero essere delle interessanti opportunità di guadagno investendo sulle discese dei mercati stessi.

L’euro scende in seguito alle preoccupazioni per Cipro

Le borse europee e l’euro sono scesi nelle prime ore di oggi a causa delle preoccupazioni per Cipro, anche se la ripresa dell’attività di fabbrica cinese e l’impegno della Federal Reserve verso la sua posizione politica, ha limitato le perdite. I dati mostrano che il Purchasing Managers indici (PMI) della Francia si è ridotto, a marzo, al ritmo più veloce degli ultimi quattro anni, cosa che ha aggiunto altre preoccupazioni sulle spalle degli investitori, facendo perdere alla nostra valuta lo 0,3 per cento. Le borse europee sono cadute su tutta la linea, FTEU3 giù circa dello 0,5 per cento, in calo anche FTSE di Londra, CAC-40 di Parigi e DAX di Francoforte.

I colloqui per cercare di risolvere la crisi di Cipro riprenderanno oggi, con i politici che sono chiamati a discutere un nuovo piano di salvataggio che potrebbe coinvolgere anche la Russia. Le banche, nel frattempo, restaranno chiuse fino alla settimana prossima.

L’umore dei mercati era migliorato dopo che la Fed aveva lasciato immutata la sua politica di stimolo sui mercati, nonostante il miglioramento dell’economia statunitense, indicando che l’alto tasso di disoccupazione e i venti contrari fiscali che arrivano da Washington potrebbero danneggiare il paese. Il presidente della Fed ha anche detto che la banca centrale potrebbe decidere di rallentare il ritmo dei suoi acquisti, ma solo dopo che il mercato del lavoro mostrerà un netto miglioramento.

In Giappone il Nikkei è salito del 1,3 per cento, raggiungendo il massimo da 4 anni e mezzo, in seguito al fatto che la Fed si impegna nella sua posizione e in seguito anche ad un ulteriore allentamento monetario da parte della Banca del Giappone. Il nuovo governatore della BOJ terrà la sua conferenza stampa inaugurale a breve. Si attendono delle parole sulle misure per sostenere la crescita. Ma, come spesso accade, gli occhi di tutti sono puntati sull’Europa e questa volta su Cipro.

Cipro potrebbe scatenare una nuova crisi europea?

Potrebbe iniziare una nuova crisi finanziaria europea partendo dalla piccola isola di Cipro, che ha popolazione di poco più di 1 milione di abitanti ed un prodotto interno lordo di soli 23,6 miliardi di dollari? L’idea è solo leggermente più strana del pensiero che questa isola al centro del Mediterraneo appartiene alla stessa unione monetaria in cui si trova la Germania. I leader europei, nella loro saggezza, hanno permesso a Cipro di aderire alla zona euro nel 2008 e ora il futuro di tutto il nostro continente passa per l’isola e per le sue banche insolventi.

I politici europei, guidati dal cancelliere tedesco Angela Merkel, hanno fatto detto che Cipro deve ricapitalizzare il sistema finanziario, che è gravemente danneggiato dall’esposizione al debito sovrano della Grecia. Il Fondo Monetario Internazionale e l’E.U. hanno deciso di prestare 10 miliardi di euro all’isola, in cambio di un pacchetto di austerità e di un contributo di qualche miliardo di euro da parte del governo cipriota. L’unico modo che Cipro ha per mettere le mani su quei soldi è quello di tassa i deposito nelle sue banche. Per il governo cipriota la tassazione dei conti correnti rischia di mettersi contro il primo ministro russo Vladimir Putin, a cui il governo cipriota deve già 3,3 miliardi di dollari. Così il Presidente Nicos Anastasiades ha cercato di spostare parte del carico sui piccoli conti, quelli con meno di 100.000 euro. Il parlamento di Cipro ha respinto il piano di fronte ad una rivolta della classe media. La decisione è stata indubbiamente ottima, dato che altrimenti si sarebbe creato un precedente pericoloso e destabilizzare.

Nel frattempo le altre opzioni rimangono difficili: Cipro potrebbe chiedere denaro a Putin, altrimenti l’isola potrebbe dover uscire dalla zona euro. Terza opzione è quella di mettere insieme un accordo con FMI e Germania per limitare la “tassa” sui depositi solo a quelli più grandi. La scelta è difficile e il pasticcio di Cipro, anche se non innescherà un crollo europeo, è un avvertimento che il tempo rimanente per riparare a questi difetti non è illimitato.

Il Parlamento rifiuta di tassare i depositi bancari, che futuro per Cipro?

I responsabili politici europei dovranno valutare il fato di Cipro dopo che i legislatori della piccola isola mediterranea hanno respinto la decisione di prelevare denaro sui depositi bancari, gettando in un limbo il pacchetto di salvataggio pensato per mantenere il paese dentro l’euro. Il ministro delle Finanze del Lussemburgo, Luc Frieden, ha chiesto ai 17 ministri delle finanze dei paesi che hanno l’euro di decidere per un nuovo pacchetto di aiuti. Ciò che conta ora, infatti, è adottare tutte le misure necessarie per assicurare la stabilità della zona euro.

La decisione dei parlamentari ciprioti non è un buon risultato, né per Cipro, né per la zona euro, occorre quindi cercare delle soluzioni alternative al pacchetto negoziato. Il rifiuto di Cipro arriva dopo giorni di recriminazioni e di proteste. Il presidente cipriota Nicos Anastasiades aveva detto che la decisione era basilare per il futuro di Cipro nella zona euro e che l’alternativa sarebbe una “indescrivibile miseria”.

I funzionari della troika, ovvero la BCE, il Fondo monetario internazionale e la Commissione europea, sono già a Cipro per discutere relativamente ad ulteriori controlli sui capitali.

La questione Cipro è molto importante perché ha un certo impatto simbolico per l’Europa. Non è di per sé una questione importante a livello economico. L’isola e i suoi problemi ricordano la fragilità dell’Europa e che il ritorno a periodi di prosperità richiederà anni.

Dure le reazioni dall’Europa. Il ministro delle Finanze tedesco, Wolfgang Schaeuble, ha detto di aver preso le opportune precauzioni per garantire che la decisione di oggi presa da Cipro non avrà alcun effetto negativo sul resto della zona euro. Il ministro delle Finanze olandese, Jeroen Dijsselbloem, ha fatto eco a queste osservazioni.

Che futuro per Cipro? Con la BCE che potrebbe rifiutare di dare ulteriore liquidità alle banche dell’isola, il futuro per i ciprioti potrebbe essere complesso.

Cipro, si teme la corsa agli sportelli

Il parlamento di Cipro ha intenzione di rifiutare di applicare la tassa sui depositi bancari nel corso di una votazione prevista per oggi. La mossa potrebbe però spingere l’isola più vicina al collasso bancario. L’annuncio dello scorso fine settimana relativamente al fatto che Cipro avrebbe imposto un prelievo sui conti bancari come condizione fondamentale per avere 10 miliardi di euro di aiuti da parte della “Troika” aveva sconvolto i mercati. I ciprioti e i funzionari della zona euro hanno cercato di ammorbidire il prelievo inizialmente proposto, pari al 6,75 per cento sui depositi fino a 100.000 euro e del 9,9 per cento per quelli superiori a 100.000 euro, al fine di alleviare l’onere per i piccoli risparmiatori.

Ma il passaggio del disegno di legge nei 56 membri della Camera, in cui nessun partito ha la maggioranza, era improbabile e non è chiaro, ora, se il voto andrà ancora avanti. Il rifiuto della misura bloccherebbe il piano di salvataggio di cui Cipro ha bisogno per rimanere a galla. Il voto, inizialmente previsto per domenica scorsa, è stato rinviato già due volte. Al momento sembra che tre partiti hanno detto che non sosterranno tale tassa, mentre un quarto partito ha fatto sapere che non è in grado di supportarla nella sua forma attuale.

Il presidente cipriota Anastasiades Nicos ha chiesto all’Unione europea di avere maggiori aiuti nel corso di una conversazione telefonica con il cancelliere tedesco Angela Merkel. Ora si pensa che Anastasiades potrebbe parlare anche con Vladimir Putin, presidente russo. Il ministro delle finanze francese, Pierre Moscovici, ha detto che il piano di salvataggio da 10 miliardi di euro è il massimo che si può realisticamente pensare di dare a Cipro, dato che al di sopra di tale somma si parla di una dimensione del debito che non è sostenibile.

Nel frattempo gli isolani hanno svuotato i bancomat durante il fine settimana e le banche devono rimanere chiuse oggi e domani per evitare una corsa agli sportelli.

Cipro fa paura al mondo

Cipro ha sconvolto i mercati. Nicosia e i creditori internazionali stanno discutendo la strada di mettere in piedi, per salvare la piccola isola del Mediterraneo dal fallimento, l’idea di attuare un prelievo senza precedenti sui conti bancari. La decisione, mai presa in precedenza da nessun paese, ha scatenato delle forti turbolenze nel mercato e nuove paure di contagio. La decisione riguarderà sia grandi che piccoli risparmiatori, anche se per questi ultimi si tratta di un peso più piccolo da un punto di vista monetario.

L’idea iniziale era quella di attuare il prelievo partendo da tre livelli: una certa percentuale per i conti inferiori a 100.000 euro, una seconda per i conti compresi tra 100.000 e fino a 500.000 euro, infine una terza per i conti correnti con oltre 500.000 euro. L’Unione europea, il Fondo monetario internazionale e la Banca centrale europea hanno invece accettato l’idea di Cipro di applicare un’aliquota del 6,75 per cento sui conti bancari fino a 100.000 euro, mentre un’aliquota del 9,9 per cento su tutti gli altri. L’obiettivo è quello di limitare la dimensione complessiva del piano di salvataggio a circa 10 miliardi di euro, piuttosto che i 17 miliardi di euro originariamente messi in preventivo.

Dato che fino ad oggi nessun paese aveva mai pensato di “toccare” le banche per salvarsi, questo accordo ha inferto un duro colpo alla fiducia globale, alimentando i timori che anche altri paesi in difficoltà potrebbero optare per lo stesso corso d’azione.

Al momento l’unica cosa certa è che si vuole cercare una soluzione che possa, al tempo stesso, tirare fuori Cipro dal baratro e ridurre l’impatto sui conti correnti meno ricchi. A Cipro, nel frattempo, il presidente Nico Anastasiades chiederà un voto in parlamento per sentire cosa ne pensano direttamente i politici ciprioti della decisione. L’alternativa sarebbe quella di far fallire il paese, ma sarebbe decisamente meno piacevole.

Salvataggio di Cipro, le borse non gradiscono

Le azioni delle borse di tutto il mondo hanno perso valore nella giornata di oggi in seguito alla paura degli investitori legata al piano di salvataggio di Cipro. Anche se i conti di questa bellissima isola del Mediterraneo pesano per solo lo 0,2 per cento sulla produzione combinata dei 17 paesi dell’Unione europea che utilizzano l’euro, l’imposta sui depositi bancari ha alimentato i timori che anche altri paesi possano prendere la stessa decisione per uscire dalla crisi. Dal momento in cui la crisi del debito europeo è iniziata, verso la fine del 2009, i risparmiatori sono stati salvati e i loro depositi non toccati da un punto di vista delle tasse. Ma questo tempo sembra finito.

Nel medio termine, la decisione presa in merito ai depositi bancari di Cipro potrebbe avere delle conseguenze importanti per la zona euro e per la crisi del debito. Quello che alcuni trovanno sorprendente è che l’Europa è disposta a prendere un tale rischio per salvare un paese tanto piccolo.

Le borse sono scese, dicevamo. L’indice FTSE 100 è in calo dello 0,8 per cento, a quota 6.439 , mentre il DAX tedesco ha perso l’1,1 per cento, arrivando a quota 7.954. Il CAC40 francese è sceso del 1,3 per cento, arrivando a 7.945. La borsa di Cipro è invece chiusa per festività. Anche l’euro è ovviamente sceso e fino ad ora ha perso lo 0,7 per cento contro il dollaro.

Come hanno reagito i ciprioti a questa decisione? Furia è la parola più adatta.Il Parlamento ora deve ancora approvare la decisione, ma si tratta di una banale formalità, anche perché il ministro delle finanze tedesco, Wolfgang Schaeuble, ha detto che una mancata approvazione potrebbe avere delle enormi ripercussioni sul paese. Le banche cipriote non saranno più solventi e Cipro si troverà in una situazione molto difficile.

Il settore bancario di Cipro è grande circa otto volte la dimensione dell’economia dell’isola ed è accusato di essere un hub per il riciclaggio di denaro sporco, in particolare dalla Russia. Ecco perché molti funzionari europei hanno voluto coinvolgere le banche cipriote nel costo del piano di salvataggio.

Eurozona fiduciosa sul salvataggio di Cipro

I ministri delle finanze della zona euro sono fiduciosi di concordare un piano di salvataggio per l’isola di Cipro entro la fine di marzo. Il piano di salvataggio potrebbe valere fino a 17 miliardi di euro, anche se i dettagli devono ancora essere elaborati. Il nuovo governo cipriota ha accettato di esaminare in che maniera le banche stanno attuando le norme anti-riciclaggio al denaro sull’isola, anche per “far contenta” la Germania, che aveva sollevato delle preoccupazioni in merito. La svolta sul controllo del riciclaggio di denaro è stata accolta in maniera positiva anche dal commissario europeo per gli affari economici, Olli Rehn, il quale ha anche avvertito che “se Cipro dovesse lasciare la zona euro sarebbe una soluzione pericolosa”. Anche un piccolo paese in UE è di importanza sistemica, anche per far vedere che la zona euro è in grado di risolvere i problemi dei paesi più piccoli.

Il neo presidente dell’isola, Nicos Anastasiades, ha promesso di garantire un piano di salvataggio finanziario, dicendo che la sua priorità è quella di ripristinare la credibilità del Paese. L’isola aveva già chiesto un piano di salvataggio nel giugno dello scorso anno, ma il precedente governo non era riuscito a raggiungere un accordo. Ora i ministri delle Finanze della zona euro continueranno a discutere in merito a tale aiuto.

Il presidente Anastasiades ha già detto che ogni ipotesi che porti ad un taglio degli investimenti non è accettata, parere condiviso anche dal ministro delle Finanze cipriota, Michalis Sarris. Rimanendo in tema di salvataggi, vediamo che la riunione dell’Eurogruppo dovrà valutare nel corso delle prossime settmane anche i salvataggi di Portogallo e Repubblica d’Irlanda, con la possibilità di dare un po’ più di tempo ad entrambi i paesi per rimborsare le somme di denaro ricevute.

Per chi volesse dunque investire in euro, grande attenzione alle news che arrivano da Cipro.