Analisi del 21 ottobre: il cable potrebbe scendere

EURUSD

L’euro ha chiuso la settimana in tono positivo, chiudendo appena sotto il valore psicologico di 1,37, valore che si è incrinato lo scorso venerdì. Il massimo annuale a quota 1,3710 rimane a fuoco nell’immediato, con una pausa per estendere la terza onda iniziata da quota 1,3103 , massimo del 1 settembre, con possibilità di salire fino a 1,3803, il 100 % dell’espansione di Fibonacci a 1,3832  e 61,8 % del ritracciamento di Fibonacci della grande fase orso 1.4938/1.2042. I tori rimangono in gioco con i fattori tecnici a breve termine, tuttavia un ulteriore consolidamento non può essere escluso, come lo studio sul grafico a 4 ore permette di vedere. Il piano di consolidamento a 1,3658, con il picco precedente a 1,3645, offre un buon supporto iniziale davanti al prezzo di 1.3614/1.3587 , 50 % e 61,8% del ritracciamento da 1.3472 a 1.3702 , valore, quest’ultimo, rafforzato dalla DMA a 55 periodi. I principali supporti e punti di interruzione a breve termine sono a 1.3472/50.

GBPUSD

Il cable consolida i nuovi guadagni di venerdì, quando il prezzo ha raggiunto un picco a 1,6223 e si è avuto un pullback correttivo stabilito sopra quota 1,6140. Tuttavia, il rischio di ribasso persiste dato che gli indicatori orari portano in discesa, con le condizioni a 4 ore che sono sovraesposte. Questo suggerisce delle ulteriori azioni consolidative e correttive che possono precedere l’eventuale spinta verso l’obiettivo a breve termine a 1,6259 , con un ulteriore allentamento idealmente a 1.6100 , 61,8% del ritracciamento di Fibonacci del rally tra 1.5892 e 1.6223. La rottura sotto 1,6058 , il 50 % del ritracciamento e DMA a 55 periodi, avrebbe neutralizzato i tori nell’immediato. Gli studi giornalieri rimangono positivi dato che la linea di tendenza toro tiene ancora, cosa che suggerisce un’esitazione sulla barriera a breve termine a 1,6259.

USDJPY

La coppia si trova in modalità consolidativa a breve termine. Il prevalente tono negativo sul grafico a 4 ore mantiene l’aspetto negativo di rischio, con la debolezza attraverso quota 97,54 , altro punto del ritracciamento della salita da 96.55 a 98.99 , per aprire strada ad un ulteriore allentamento ed arrivare al prezzo di 97.13 , 76,4 % del ritracciamento. Al contrario, i tori possono prolungare la fase consolidativa e forse spostare l’attenzione a breve termine su un prezzo superiore.

AUDUSD

La coppia di valute rimane sostenuta e continua il trend rialzista, con l’accelerazione verso il valore psicologico di 0.9600 , testando come obiettivo a breve termine il prezzo di 0,9664 , 61,8% dell’ampliamento di Fibonacci della terza ondata . La rottura di questo prezzo potrebbe aprire una salita verso la barriera psicologica a 0.9700, con il prezzo di 0,9714 in continuazione, ovvero il 50 % del ritracciamento da 1.0581 a 0.8846. La proroga della terza ondata permette di avere come obbiettivi 0.9905 e 0.9918 , 100% dell’espansione di Fibonacci e 61.8 % del ritracciamento da 1.0581 a 0.8846.

La Germania non si fida, l’Euro galleggia, Aussie con i cerotti e le Borse piangono

L’Euro continua a perdere terreno guardando a  Cipro che per ottenere il definitivo via libera al piano di salvataggio ha deciso di vendere le sue riserve aurifere ‘in eccesso’ . Nonostante le turbolenze in atto sui mercati internazionali, le prospettive di una ripresa  economica, stimata entro la fine dell’anno, potrebbe spingere alcuni Stati dell’Eurozona a chiedere ulteriore sostegno nei prossimi mesi. I ministri europei delle finanze e i governatori delle banche centrali si preparano ad affrontare la riunione del G20 in programma il  18 e il 19 aprile. Sul tappeto non mancheranno le ulteriori sollecitazioni provenienti da più parti in merito all’adozione di politiche monetarie più aggressive finalizzate a  neutralizzare i rischi di una continua instabilità nella regione europea.  Il meeting  dedicarà un capitolo a parte allo Yen e alla politica monetaria espansiva intrapresa dalla BoJ attraverso la vendita di attività di rischio e la conseguente copertura sulla valuta giapponese. Decisioni che come diretta conseguenza lasciano intendere una potenziale svalutazione dello Yen. Rumors anticipatori del meeting parlano di un crescente  numero  di funzionari della BCE orientati ad introdurre azioni di allentamento monetario al fine di dare maggiore stabilità ai prezzi.  La valuta unica, in fase correttiva, sembra ancorata al di sopra del livello di ritracciamento di Fibonacci in area 1.3050. Ma non è oro tutto quel che luccica, poiché  in vista della decisione del tasso d’interesse della BCE in programma il prossimo 2 maggio, non sono da escludere ulteriori movimenti  al ribasso con vendite che potrebbero portare il pair a testare i livelli di novembre scorso 1,2659.  La coppia dopo aver  toccato il minimo a 1.3020 ha riconquistato l’area di 1.3040.  Nel breve, dando uno sguardo al  grafico orario, si evidenzia una marcata fase laterale delimitata dal canale ribassista ribassista. La resistenza dinamica  è da tenere sotto attenta osservazione. Una violazione  in area 1.3080 potrebbe imprimere una nuova spinta direzionale verso l’alto con proiezione a 1.3115, 1,3150 e come target finale 1.3170.  Tale ipotesi trovano supporto dalle indicazioni fornite dal CCI in fase di verticalizzazione, con la zeroline attraversata dalla zona di ipervenduto. Volendo considerare uno scenario opposto, 1,3030 si prospetta come supporto immediato e in proiezione il successivo sulla soglia psicologica  1.30 e 1.2970.

STERLINA STABILE CONTRO IL DOLLARO

La sterlina, rispetto alla pubblicazione dei dati sull’inflazione dei prezzi al consumo e della produzione del Regno Unito, conferma una sostanziale  stabilità contro il dollaro. Il  pound stazionario sull’area supportiva a 1.53, si muove (grafico orario)  in una zona di congestione. L’eventuale break out in area 1.5315  porterebbe la sterlina a testare il primo livello di  resistenza   in area 1.5340  con proiezione a 1,5360.  Anche in questo caso possiamo osservare il  parallelismo con la coppia EURUSD, il CCI  infatti appare ben direzionato lasciandoci prevedere nel breve il superamento della prima area resistenziale.

 L’AUSTRALIANO DOPO IL TONFO SI RIALZA

In decisa correzione il dollaro australiano che contrariamente alle aspettative ha progressivamente rotto i vari livelli intermedi di supporto fissando il suo minimo giornaliero a 1.0298 prima di riprendere la salita in concomitanza con l’apertura delle borse asiatiche.. Dal punto di vista grafico il recupero dell’Aussie che ieri non ha vissuto una giornata facile potrebbe estendersi fino a 1,0380. Livello dal quale sono ipotizzabili ulteriori spinte direzionali in acquisto che spingerebbero la coppia in area 1,0440. In presenza di ulteriori resistenze al raggiungimento del target indicato  è verosimile ipotizzare a conferma di uno scenario ribassista l’ulteriore scivolamento verso il basso  fino al raggiungimento del robusto supporto statico in area 1.260. Attualmente i livelli di supporto restano fissati a 1,0290 1,0260  e 1.0220. I livelli di resistenza da tenere sotto controllo sono 1,0380 1,0440 1,0470. L’australiano in caduta libera dopo la pubblicazione dei dati cinesi, ha risentito ulteriormente dei timori sulle prospettive di crescita dell’economia mondiale. Il declino dell’oro e dell’argento, messi duramente sotto pressione, ma che questa mattina sembra aver trovato punti di maggiore stabilità, costituiscono  la prova evidente di una decisa avversione al rischio da parte degli investitori. Il metallo prezioso in picchiata sui minimi registrati nel gennaio del 2011 è stato uno dei fattori  determinanti dell’andamento dei listini internazionali a cui non si è sottratta neppure Wall Street. Nel quadro complessivo, la forte azione di sell-off innescata sulle commodities currencies, correlate agli indici di produzione manifatturiera e delle materie prime, ha portato valute come l’Aussie, il dollaro neozelandese e quello canadese a toccare livelli di supporto di particolare rilievo. Secondo gli osservatori, il trasferimento massiccio di capitali non può che portare giovamento al dollaro americano  che a quanto pare risulta essere il beneficiario naturale di questa evoluzione. Le preoccupazioni  sull’andamento economico globale e la considerevole riduzione dei prezzi delle materie prime sono segnali molto negativi, ma dal punto di vista tecnico, nonostante la coppia AUD/USD nel breve termine abbia intrapreso una fase ribassista, permane il “sentiment”  rialzista. Segnali in questa direzione  potrebbero arrivare a seguito del raggiungimento delle soglie di ipervenduto.