Gli USA deludono, borse e dollaro in calo

AZIONI

Le azioni di tutto il mondo sono crollate ieri in seguito ai deboli dati cinesi del PMI ( 49,6, in calo da 50,5) e dopo la notizia della svalutazione del peso argentino Tian. Il Dow ( 16.197,35, -175,99, -1,07 %) è sceso sotto il supporto a 16300 e potrebbe indirizzare nel breve termine fino a 16000.

Il Nikkei ( 15458, -236, -1,51 %) è sceso un po’ in linea con il nostro avvertimento di ieri di una caduta verso 15.500-400. Questo indice potrebbe essere in pericolo di un’ulteriore flessione verso 15.000. Tutta la zona Asia – Pac è in calo, ad eccezione dello Shanghai ( 2051, 0,44 %), che sembra voglia costruire nel breve la copertura vista un paio di giorni fa. Detto questo, è necessario tornare al valore di 2150 per rompere la tendenza al ribasso a lungo termine.

Il Dax ( 9631,04, -89,07, -0,92 %) è sceso nella giornata di ieri nonostante il forte aumento dei dati PMI della zona euro, diffusi ieri. Si sta testando il supporto immediato a 9600, da cui potrebbe salire. Una pausa potrebbe invece spingere verso il basso a 9400-9350,  supporto a lungo termine.

COMMODITIES

L’oro ( 1.260,83) è aumentato notevolmente ed estende il suo raduno fino al massimo della metà di dicembre 2013, con la domanda fisica in aumento in Cina. Ora l’obiettivo di giugno, a 1280, può essere toccato nel breve termine se i livelli attuali dovessero sostenere il prezzo. L’argento ( 20,055) continua a consolidare all’interno della gamma di valori 19,5-20,5. Si spazia entro tali livelli dalla metà di novembre 2013 e una rottura sopra 20,5 sembra difficile per ora. Il rame ( 3,2944) è fortemente diminuito in ribasso da 3,30, dopo i dati cinesi sulle PMI. Se non dovesse riuscire a salire oltre quota 3,30 nelle prossimi sedute, vediamo un calo verso il valore di 3,25 o di 3,20, cosa che non è molto probabile.

Il Brent ( 107,69) è scambiato un po’ più in basso nella giornata di oggi, dato che gli orsi dominato il mercato non permettendo al prezzo di andare oltre 108,28. Attualmente sta testando il supporto della MA a 200 giorni, che deve tenere per vedere una salita del prezzo fino a 108,5. Mentre si trova sopra 107, ci aspettiamo un aumento verso il valore di 109-110. Nel complesso il trend rialzista a lungo termine persiste. Il Nymex WTI ( 97.35) continua il suo rally verso l’alto con destinazione 98,75-99, oltre che 101-102 nelle prossime settimane. La zona di 100-102 è una zona di resistenza cruciale che potrebbe far tornare indietro i prezzi fino a 98-99. Nel complesso la tendenza a lungo termine rimane in rialzo.

VALUTE

L’euro ( 1,3680) ha visto un aumento stellare ieri, prima della rottura al di sopra della resistenza a 1.3600. Il rally ha fatto recuperare alla nostra valuta tutte le perdite della scorsa settimana. Un ulteriore aumento verso 1,38 potrebbe essere visto.

Le borse ancora al rialzo, USD/JPY vicino ai massimi del 2013

AZIONI

Il Nikkei ( 15.631,35, 1,18 %) continua il suo rally verso il massimo dell’anno a 15.900-940. Nessun segno di debolezza è visibile fintanto che rimane al di sopra di 15400. Lo Shanghai ( 2223, +1%) è scambiato vicino alla resistenza principale a 2235-45. Una rottura di questa resistenza segnalerebbe un nuovo rialzo verso 2330 e verso 2380.

Il Dow ( 16.097,33, +0,15 %) sta consolidando in prossimità della principale area di resistenza a 16.100-150, prima di andare verso 16.500-600. Finché tale indice riesce a rimanere sopra 15830-900, lo slancio rialzista rimane intatto. Il pericolo di un declino derivante dalle prese di profitto verso 15.500 sarà minore se ci sarà una stretta sopra 16100.

Il Dax ( 9351,13, 0,66 %) continua il suo rally, ma potrebbe anche essere il momento di essere un po’ cauti. Anche se l’indice sta semplicemente accelerando, la zona di 9400-9600 è piena di resistenze. Un movimento veloce sopra questi livelli potrebbe tradursi in una bolla, mentre un fallimento della rottura delle resistenze potrebbe portare ad una rapida discesa verso 9000-50.

COMMODITIES

L’oro ( 1.239,30) è sceso da un massimo di 1.254,62. Ora è scambiato nella zona di supporto sui grafici a linee settimanali. L’obiettivo di 1225-1200 è tranquillamente possibile. L’argento ( 19.71) ha perso valore e il nostro obiettivo precedente di 18.5 sarà confermato nel caso di una pausa sotto il supporto vicino a 19.5. Il rapporto oro – argento ( 62.88) permette di vedere un certo consolidamento per qualche tempo. Il Rame ( 3.22) è aumentato un po’ di valore, ma ha continuato a variare lateralmente nella regione di 3,10-3,30.

Il Brent ( 111,43) è ai massimi e vicino alla zona di resistenza a 112. La mancata salita oltre questo valore ci potrebbe far vedere un calo verso 109-108. Una rottura sopra 112 invece potrebbe portarci al prezzo di 116. Il Nymex WTI ( 92.15) si è tuffato ed è probabile che venga scambiato nelle regioni 92-96 per qualche tempo.

VALUTE

L’Euro ( 1,3563) non è riuscito a rimanere sopra 1,6 per lungo tempo. Ora questa valuta si sta prendendo una pausa dopo aver colpito la nostra zona di supporto a 1,3555, anche se una rottura al di sotto di essa aprirebbe le porte a 1,3490-1,3520. Le resistenze rimangono a 1,3630-50.

Il Dollar Index ( 80.71) ha trovato il supporto, ancora una volta, nella zona di 80,35-50, come accennato ieri. Una mossa sopra 80.80 è necessaria per portare tale valore alla prossima importante resistenza di 81-81,05. Il supporto rimane lo stesso, a 80,35-50.

Il rapporto Dollaro Yen ( 102,04) si è radunato vicino al massimo del 2013. La forza dei tori è stata mostrata nel ritracciamento superficiale visto ieri. Il modello si prenderà ora un giorno o due di pausa, anche in vista della chiusura dei mercati USA oggi. Possiamo quindi aspettarci delle nuove salite per l’inizio della prossima settimana.

Le borse sono tutte verdi, l’euro continua con la sua forza

AZIONI

La maggior parte del mercato Asia-Pac è comodamente verde. Il Nikkei ( 15.584, 1,32 %) è particolarmente forte, spinto da una debolezza dello yen ( 101,68). Continuiamo ad avere a bersaglio 16.200. Tuttavia, lo Shanghai ( 2193, -0.15 %) continua ad esitare nel rompere la regione di resistenza cruciale a 2200-25. Non ci resta che aspettare e vedere.

Il Dow ( 16.064,77, 54,78, 0,34 %) aveva chiuso appena sotto la cruciale resistenza di 16100, lo scorso venerdì. Ora si stanno cercando delle candele rialziste che potrebbero portarlo verso 16500 in caso di una rottura sopra 16100. Bisogna aspettatersi una forte presa di profitto a 16500.

COMMODITIES

L’oro ( 1.241,70, -0,23 %) è calato un po’ e rimane sotto 1250. Vicino al supporto nei pressi di 1233,5 e in seguito vicino a 1225, se tale livello tiene può aiutare il prezzo a rimbalzare verso 1260-1280. L’argento ( 19.77, -0.68 %) è fortemente in calo ed è in una tendenza ribassista generale. Siamo ribassisti sul nostro precedente obiettivo di 18,5. Il rame ( 3,2125) è caduto dopo aver registrato un massimo di 3.263. Possiamo aspettarci una mossa nella regione 3,15-3,22.

Il Brent ( 108,64, -2,17 %) è scambiato vicino alla MA a 50 giorni a 108,56 dopo essere venuto fuori da una resistenza a 111,4. Questo calo è attribuito all’allentamento delle tensioni con l’Iran sulle sue attività nucleari. Ora siamo nei pressi di un sostegno fondamentale nei livelli 107,5-107,8. Il Nymex WTI ( 94, -0.95 %) è sceso considerevolmente. Possiamo vedere un movimento nella regione 93-96. Se la resistenza a 96 dovesse tenere, il prezzo può ripiegare verso 93.

VALUTE

L’Euro ( 1,3545) sta lottando un po’ dopo aver raggiunto la zona di resistenza a 1,3550-80. Rimanendo sopra 1,3510, si può tentare ancora una volta di superare questa zona oltre la quale il prezzo di 1,3650-85 sarebbe chiaro.

Il Dollar Index ( 80.77) continua a oscillare intorno al livello di 80.50. Tenendo sopra di esso, i tori dovrebbero cercare di invertire la tendenza al ribasso, ma un fallimento potrebbe portare il prezzo a 79.75. La resistenza immediata è vista a 80,85-80,95, mentre il supporto è nella zona di 80,50-65.

Dollaro Yen ( 101,65) mantiene la forza del rally, continuiamo a guardare ai nostri livelli target di 104-105 e più. EUR/JPY ( 137,70), è stato spinto in alto dalla debolezza simultanea dello Yen e dalla forza dell’Euro rispetto alle altre valute. Da tenere d’occhio l’enorme zona di resistenza a 138,35-75, che dovrebbe essere un osso duro adesso.

La sterlina ( 1,6233) si trova nei pressi del massimo del 2013 a 1,6260, un movimento sopra di questo livello sarebbe un segnale di breakout. Una chiusura settimanale sopra 1,6260-1,63 potrebbe essere il segnale per un mese di rally.

L’aussie ( 0,9167) continua la sua caduta, in linea con le nostre aspettative. Il prezzo può ancora raggiungere i livelli di 0,91 se non dovesse riuscire a rimenere sopra 0,92.

L’occidente sale, l’oriente scende

AZIONI

Il divario tra occidente e oriente continua. L’emisfero occidentale si sta muovendo, mentre l’emisfero orientale scambia a livelli inferiori. Il Dow Jones ( 15509,21 , 95,88 ) ha ripreso la sua ascesa verso il valore di 15800. Il Nasdaq ( 3928,96 , 21,89 ) è aumentato e si rivolge a quota 4000. Il Dax ( 8980,63 , 60,77 ) si è spostato fino ad oltre la resistenza in precedenza registrata, nei pressi di 8965-75 e può salire ulteriormente fino a 9100-9200. L’ Asia, invece, è giù. Il Nikkei ( 14.325,85 , -160,56 ) è sceso ulteriormente e possiamo vederlo con obiettivo 14.100-14.000 . L’indice di Shanghai ( 2.157,70 , -6,62 ) si è tuffato ulteriormente al di sotto del supporto sul grafico quotidiano. Il valore può andare fino a 2100-2050 nel caso in cui dovess scendere sotto 2150 .

COMMODITIES

L’oro ( 1.344,40 ) continua a puntare a quota 1.400 . L’argento ( 22.67 ) sembra troppo rialzista e potrebbe mirare presto a quota 24 . Il rame ( 3,2680 ) potrebbe rimbalzare a quota 3,30 e se il supporto a 3.25 dovesse tenere, continuare ancora a salire.

VALUTE

L’euro si trova su dei livelli di resistenza per i livelli attuali e nella regione 1,385-1,40 la cosa può spingere indietro la moneta verso quota 1.34 nel medio termine.

Il pound ( 1.6199 ) si trova tra la resistenza a 1.625 e il supporto a 1.610. Se la resistenza dovesse rompersi, potremmo vedere una salita fino a 1.64 nel medio termine. La coppia di valute dollaro yen ( 97,292 ) è scesa drasticamente e potrebbe testare il supporto vicino a 97.00 che di pensare ad altre salite fino a quota 99.00 . La coppia di valute potrebbe consolidare per qualche tempo nella regione 96,95-99 prima di decidere relativamente ad un ulteriore spostamento, altrimenti il range di prezzi 96-100 è la gamma più ampia in cui si può fare trade. L’aussie ( 0,9617 ) è nettamente in calo con la MA a 200 giorni che ha tenuto bene, a prova del supporto verso i livelli attuali.

TASSI DI INTERESSE

Il tasso di interesse sui titoli a 10 anni degli Stati Uniti ( 2,51% ) è leggermente più alto, all’interno di una tendenza ribassista generale che ha come obiettivo quello di 2,25 %. I tassi ipotecari americani si stanno invece muovendo più al ribasso. Lo spread con i titoli tedeschi a 10 anni ( -0.75 % ) ha iniziato in calo. Come accennato in precedenza, abbiamo una forte resistenza nei pressi di -0.65 %. Anche lo spread a 2 anni ( -0.13 % ) si sta muovendo lateralmente anziché in maniera nettamente superiore. Così, l’Euro potrebbe trovare una certa difficoltà a rompere oltre la regione di resistenza a 1.3850-1.4000. Lo spread tra USA e Giappone, sempre per i titoli a 10 anni si trova a 1,90% e rimane ribassista, con il targeting a 1,80%. Sono dati da tenere in considerazione per le coppie di valute.

Superborse

Stiamo vedendo che le borse e l’euro viaggiano a due velocità e in due direzioni diverse. La giornata di ieri ha visto la pubblicazione dei dati PMI da parte di Francia e Germania, oltre che dell’area euro. Sia la Germania che l’intera area euro hanno fatto segnare dei dati peggiori del previsto. Nel paese tedesco abbiamo avuto un PMI manifatturiero di 47.9 (le attese erano pari a 49, come la rilevazione di marzo), mentre il dato dei servizi è stato a quota 49.2 (le aspettative ipotizzavano un aumento da 50.9 a 51.0). L’intera area euro ha fatto registrare un 46.5 dal punto di vista manifatturiero (le attese erano per un valore di 46.7). L’euro ha reagito bruscamente a questi dati, perdendo 100 pips in pochissimo tempo, ma senza andare oltre i livelli di supporto di breve periodo. Siamo comunque rimasti attorno al valore di 1.3000 che rappresenta il prezzo da superare per vedere delle discese importanti dell’euro. Dal punto di vista delle borse, il Dax tedesco ha tentato il superamento dei prezzi di supporto, per poi andare fortemente al rialzo. L’Ftse Mib, le borse europee e quelle americane si sono comportate in maniera ottimale, il tutto senza guardare a delle vendite di dollari americani ma osservando invece l’uscita di capitali in yen e in franco svizzero. Se dal punto di vista “nipponico” il tentativo di ritorno a quota 100 yen per un dollaro non è certo una novità, per la valuta elvetica l’allontanamento dall’area compresa tra 1.2130/50 indica che le coppie di valute EurUsd e UsdChf non si muovono in maniera speculare. Questa de correlazione di breve periodo è una cosa a cui prestare attenzione, soprattutto nell’ambito dell’analisi intermarket.

EurUsd

Per questo rapporto di cambio l’area di resistenza attorno al valore di 1.3070 , anche grazie al mancato superamento del prezzo di 1.3085, ha portato ad un forte calo dell’euro . La nostra valuta, dopo aver toccato l’area compresa tra 1.2975 e 1.3000 , non ha rotto fino a 1.2940 che rappresenta il primo livello importante per pensare ad un ulteriore andamento ribassista. Il prezzo si trova ora al di sotto della media mobile a 21 periodi e abbiamo di fronte a noi l’area che si trova in corrispondenza del prezzo di 1.3025 che indica una buona resistenza fornitaci da precedenti punti statici. Per poter vedere una salita di questo rapporto di cambio occorrerà in ogni caso attendere il superamento di 1.3050 , valore che, insieme con il prezzo di 1.3085 visto ieri, indica una forte resistenza. In linea generale potremmo impostare operazioni long al di sopra di 1.3050 e operazioni short al di sotto di 1.2970.

UsdJpy

Il rapporto di cambio in questione si è appoggiato su dei prezzi di supporto formati dalla parte inferiore del canale orario rialzista (punto che corrisponde anche a dei valori statici già sentiti nel recente passato) e ha raggiunto quota 99.15 , estendendo poi la salita fino a 99.45 , senza però riuscire a raggiungere la “fatidica” quota di 100.00 . Al momento siamo al di sopra della media mobile oraria a 21 periodi, la quale, insieme all’area attorno al prezzo di 99.00 (dove passano dei punti precedenti e dove si trova anche la media mobile oraria EMA a 100 periodi) potrebbe essere un ottimo supporto per pensare di andare “long” sulla valuta americana. Se dovessimo avere un superamento al ribasso del prezzo di 98.75 , potremmo vedere altri cali fino a 98.50 ed in superamento fino a 98.35. Se anche questo valore dovesse essere rotto, allora potremmo attenderci ulteriori discese fino a 98.00. Se invece dovessimo avere un superamento rialzista del prezzo di 99.75, potremmo vedere dei tentativi di rottura del prezzo di 100.00, che potrebbe divenire definitiva solo in caso di superamento del valore di 100.40.

EurJpy

Gli acquisti che abbiamo visto nell’area di prezzi attorno a 128.50 sono stati sbagliati, segno che la situazione tecnica per questo rapporto di cambio è confusa, ma la strategia difensiva che prevedeva uno stop e reverse al di sotto di 128.35 ha dato dei buoni risultati. Ora siamo di fronte ad un periodo di incrocio delle medie e di andamento laterale. Prima di pensare di andare long, occorre attendere il superamento del prezzo di 129.85 . In questo caso potremmo comunque impostare come obiettivo i massimi, mentre osservando dei ribassi al di sotto di 128.75 , potremo pensare a delle discese fino a 128.25.

GbpUsd

Anche in questo caso è stato importante usare delle strategie difensive, dato che il mercato è arrivato in corrispondenza del prezzo di 1.5200, senza romperlo, per poi tornare nuovamente verso quota 1.5300. La fase laterale leggermente ribassista che stiamo vedendo in questi momenti ci mette di fronte a delle medie orarie passanti tra 1.5250 e 1.5270. E’ difficile valutare degli stop e reverse al di sopra di quest’area a causa di vari punti presenti.

AudUsd

Per la giornata di oggi possiamo riproporre, per questa coppia di valute, nuovamente i livelli di ieri . Il prezzo di 1.0220 è dunque il supporto principale da tenere presente, la cui rottura potrebbe far scendere il prezzo fino a 1.0200. I prezzi si stanno muovendo attorno alla media oraria a 21 periodi, la quale, insieme al prezzo di 1.0270 (dato da minimi precedenti che hanno operato come supporto), potrebbe essere una buona area di resistenza per andare “long” sul dollaro americano. Se il prezzo dovesse andare oltre quota 1.0285 , allora potremmo attenderci una ulteriore salita fino a 1.0315, che possiamo valutare per delle rotture rialziste.

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La Germania non si fida, l’Euro galleggia, Aussie con i cerotti e le Borse piangono

L’Euro continua a perdere terreno guardando a  Cipro che per ottenere il definitivo via libera al piano di salvataggio ha deciso di vendere le sue riserve aurifere ‘in eccesso’ . Nonostante le turbolenze in atto sui mercati internazionali, le prospettive di una ripresa  economica, stimata entro la fine dell’anno, potrebbe spingere alcuni Stati dell’Eurozona a chiedere ulteriore sostegno nei prossimi mesi. I ministri europei delle finanze e i governatori delle banche centrali si preparano ad affrontare la riunione del G20 in programma il  18 e il 19 aprile. Sul tappeto non mancheranno le ulteriori sollecitazioni provenienti da più parti in merito all’adozione di politiche monetarie più aggressive finalizzate a  neutralizzare i rischi di una continua instabilità nella regione europea.  Il meeting  dedicarà un capitolo a parte allo Yen e alla politica monetaria espansiva intrapresa dalla BoJ attraverso la vendita di attività di rischio e la conseguente copertura sulla valuta giapponese. Decisioni che come diretta conseguenza lasciano intendere una potenziale svalutazione dello Yen. Rumors anticipatori del meeting parlano di un crescente  numero  di funzionari della BCE orientati ad introdurre azioni di allentamento monetario al fine di dare maggiore stabilità ai prezzi.  La valuta unica, in fase correttiva, sembra ancorata al di sopra del livello di ritracciamento di Fibonacci in area 1.3050. Ma non è oro tutto quel che luccica, poiché  in vista della decisione del tasso d’interesse della BCE in programma il prossimo 2 maggio, non sono da escludere ulteriori movimenti  al ribasso con vendite che potrebbero portare il pair a testare i livelli di novembre scorso 1,2659.  La coppia dopo aver  toccato il minimo a 1.3020 ha riconquistato l’area di 1.3040.  Nel breve, dando uno sguardo al  grafico orario, si evidenzia una marcata fase laterale delimitata dal canale ribassista ribassista. La resistenza dinamica  è da tenere sotto attenta osservazione. Una violazione  in area 1.3080 potrebbe imprimere una nuova spinta direzionale verso l’alto con proiezione a 1.3115, 1,3150 e come target finale 1.3170.  Tale ipotesi trovano supporto dalle indicazioni fornite dal CCI in fase di verticalizzazione, con la zeroline attraversata dalla zona di ipervenduto. Volendo considerare uno scenario opposto, 1,3030 si prospetta come supporto immediato e in proiezione il successivo sulla soglia psicologica  1.30 e 1.2970.

STERLINA STABILE CONTRO IL DOLLARO

La sterlina, rispetto alla pubblicazione dei dati sull’inflazione dei prezzi al consumo e della produzione del Regno Unito, conferma una sostanziale  stabilità contro il dollaro. Il  pound stazionario sull’area supportiva a 1.53, si muove (grafico orario)  in una zona di congestione. L’eventuale break out in area 1.5315  porterebbe la sterlina a testare il primo livello di  resistenza   in area 1.5340  con proiezione a 1,5360.  Anche in questo caso possiamo osservare il  parallelismo con la coppia EURUSD, il CCI  infatti appare ben direzionato lasciandoci prevedere nel breve il superamento della prima area resistenziale.

 L’AUSTRALIANO DOPO IL TONFO SI RIALZA

In decisa correzione il dollaro australiano che contrariamente alle aspettative ha progressivamente rotto i vari livelli intermedi di supporto fissando il suo minimo giornaliero a 1.0298 prima di riprendere la salita in concomitanza con l’apertura delle borse asiatiche.. Dal punto di vista grafico il recupero dell’Aussie che ieri non ha vissuto una giornata facile potrebbe estendersi fino a 1,0380. Livello dal quale sono ipotizzabili ulteriori spinte direzionali in acquisto che spingerebbero la coppia in area 1,0440. In presenza di ulteriori resistenze al raggiungimento del target indicato  è verosimile ipotizzare a conferma di uno scenario ribassista l’ulteriore scivolamento verso il basso  fino al raggiungimento del robusto supporto statico in area 1.260. Attualmente i livelli di supporto restano fissati a 1,0290 1,0260  e 1.0220. I livelli di resistenza da tenere sotto controllo sono 1,0380 1,0440 1,0470. L’australiano in caduta libera dopo la pubblicazione dei dati cinesi, ha risentito ulteriormente dei timori sulle prospettive di crescita dell’economia mondiale. Il declino dell’oro e dell’argento, messi duramente sotto pressione, ma che questa mattina sembra aver trovato punti di maggiore stabilità, costituiscono  la prova evidente di una decisa avversione al rischio da parte degli investitori. Il metallo prezioso in picchiata sui minimi registrati nel gennaio del 2011 è stato uno dei fattori  determinanti dell’andamento dei listini internazionali a cui non si è sottratta neppure Wall Street. Nel quadro complessivo, la forte azione di sell-off innescata sulle commodities currencies, correlate agli indici di produzione manifatturiera e delle materie prime, ha portato valute come l’Aussie, il dollaro neozelandese e quello canadese a toccare livelli di supporto di particolare rilievo. Secondo gli osservatori, il trasferimento massiccio di capitali non può che portare giovamento al dollaro americano  che a quanto pare risulta essere il beneficiario naturale di questa evoluzione. Le preoccupazioni  sull’andamento economico globale e la considerevole riduzione dei prezzi delle materie prime sono segnali molto negativi, ma dal punto di vista tecnico, nonostante la coppia AUD/USD nel breve termine abbia intrapreso una fase ribassista, permane il “sentiment”  rialzista. Segnali in questa direzione  potrebbero arrivare a seguito del raggiungimento delle soglie di ipervenduto.

Analisi dei Mercati: La Cina fa tremare il mondo, valute e indici profondo rosso

Massiccia vendita di oro, argento e petrolio. I timori di un lento declino della economia mondiale hanno inaugurato la sessione europea dei mercati finanziari con i maggiori indici che hanno salutato il lunedì in territorio negativo. Timori e allarmismo,  alimentati dal rilascio dei dati sulla produzione industriale e sul PIL cinese,  resi noti  nel corso della sessione asiatica. Le reazioni degli investitori di fronte ai segnali di un possibile rallentamento della crescita economica globale hanno innescato immaginabili effetti collaterali anche sul mercato valutario. L’euro che venerdì scorso si è spinto a quota 1.3125 appare in palese fase di consolidamento dopo aver raggiunto il minimo e chiuso  la  sessione asiatica a 1,3064.  Per la valuta unica i l livello di 1.3040 (ritracciamento Fibonacci) si conferma essere un supporto chiave che  nel breve potrà fornirci indicazioni più precise sulla direzionalità della coppia. Solo in caso di violazione di questo importante livello statico potremmo immaginare l’avvio di un nuovo trend ribassista che potrebbe portare la valuta principe  a incrociare nuovamente la soglia psicologica di 1.30. Contrariamente a coloro che già la settimana scorsa attendevano un breakout rialzista attraverso la violazione della resistenza in area 1.3115 (situazione che avrebbe impresso una forte direzionalità verso l’alto), alla prova dei fatti la coppia ha chiuso al di sotto di questo livello che suggestiona i compratori, con molta probabilità non ancora pronti a spingere l’euro verso nuovi massimi. Come dicevamo la resistenza statica in area 1.3150 si conferma quale livello chiave da superare e ulteriori movimenti bullish sono prevedibili solo attraverso la violazione di questo livello. Nel breve  il grafico orario indica il posizionamento del prezzo EURUSD al di sopra della SMA a 20 periodi. Ciò significa che con l’Euro in territorio positivo, potrebbe essere ragionevole  valutare l’opportunità di aprire posizioni in acquisto, considerando il dovuto e prudenziale stop loss secondo un ottimale rapporto risk/reward.  Riepilogando, al di sotto di 1.3040, proiezione di prezzo  sul livello statico e psicologico a 1.30.  Resistenze da considerare a livello 1.3115, 1.3150 e in proiezione dinamica a 1.3185.

STERLINA, SENTIMENT “BEARISH”, MA A BREVE DIVERGENZA RIALZISTA

La sterlina continua a mantenere posizione al di sopra di 1.53. Anche per il cable, quella appena trascorsa, è stata una settimana dal bilancio caratterizzato nel complesso dal segno positivo. Sul fronte orario è possibile individuare quale livello resistenziale più prossimo l’area di 1.5360. Di contro abbiamo la maggior parte degli indicatori  in direzione contraria rispetto al trend rialzista, oggi  difficilmente ipotizzabile in un quadro complessivamente negativo. La sterlina, come è possibile osservare su timeframe a 4 ore, appare in decisa fase di consolidamento. Il supporto più prossimo sul quale eventualmente fare più opportune considerazioni e dunque valutare l’apertura di posizioni,  è rappresentato dalla fascia di prezzo oscillante fra 1.53 e 1.5310. In uno scenario ribassista, la violazione di tale supporto suggerisce in profondità il proprio target in area 1.5258 – 60 (ritracciamento Fibonacci 50%).  Il rischio di una ripresa del trend ribassista si manifesterebbe  in modo più evidente  con un breakout al di sotto del livello di prezzo a 1.5290 con proiezione a 1.5220. Per quanto concerne i livelli resistenziali il quadro  rialzista vede come primo livello di prezzo 1.5360, e in successione  1.5410 e 1.5445. Per la sterlina quella attuale non si prospetta essere una settimana ottimale. Influenzata dai dati cinesi in apertura d’ottava, è atteso domani   l’appuntamento con la pubblicazione dei dati relativi alla variazione dell’indice dei prezzi al consumo su base annuale e mensile, il PPI, seguito mercoledì dai verbali della BoE, dal tasso di disoccupazione e giovedì dall’indice sulle vendite al dettaglio.

L’AUSSIE IN CORREZIONE, SCARSA VENDITA DI MATERIE PRIME

 Sul fronte delle commodities currencies uno sguardo al dollaro australiano. Il sentiment degli investitori, dopo il grande successo dell’Aussie contro il dollaro, registra cenni di tentennamento, seguendo l’ondata emotiva  dei dati sull’economia cinese. L’australiano ha perfettamente ignorato il buon andamento dell’indice legato ai mutui nel mercato immobiliare, reagendo  in modo negativo e più consistente (100 basis point)   rispetto ai dati sul PIL cinese e alla scarsa performance nella vendita di materie prime. Resta il fatto che l’AUDUSD, secondo gli osservatori, mantiene nel complesso una buona tonicità sebbene nel breve si stia assistendo ad una fase di forte consolidamento. Il grafico orario mostra il prezzo al di sotto della 20 SMA,  con gli stocastici  in territorio negativo. Nel grafico a 4 ore prevale una sostanziale quadro neutrale  in attesa che il prezzo recuperi terreno. L’area a 1.0470 rappresenta  il supporto chiave sul quale optare eventuali posizioni di acquisto. Il primo target è rappresentato dalla resistenza in area 1.0550. Più profonde accelerazioni potrebbero portare l’Aussie verso 1.0620.  Al contrario i livelli di supporto sono fissati rispettivamente a 1.0500,  1.0470  e 1.0440.

 

Analisi Mercati: Attenti ai Supporti, EurUsd e GbpUsd in correzione. Riflettori accesi degli azionari sull’Eurogruppo

Riflettori accesi nel corso della giornata sul vertice dell’Eurogruppo. A tenere banco nel corso del meeting sarà ancora una volta l’argomento Cipro con il possibile innalzamento del piano di aiuti all’Isola per un ammontare superiore a quanto previsto nel piano di salvataggio e il prolungamento dei piani di bailout per quanto riguarda il Portogallo e l’Irlanda. Temi da seguire come abbiamo detto con attenzione poiché potrebbero determinare significativi movimenti sui mercati finanziari che questa mattina cominciano a dare segnali di rilievo soprattutto in riferimento ad alcune valute. In primo piano ancora una volta la coppia EURUSD che dopo aver testato la resistenza a 1.3137 non è riuscita ad ottenere una adeguata spinta propulsiva per raggiungere l’importante livello di prezzo in area 1.3163 (ritracciamento Fibonacci 50%). E’ evidente, anche dal punto di vista grafico osservando i movimenti su dinamica temporale a 4 ore, come la fase di consolidamento in atto possa nuovamente spingere la coppia sul livello Fibo 38.2  in area 1.3045 considerando tale soglia statica come miglior punto di equilibrio tra compratori e venditori e considerando pure la formazione di una chiara  divergenza ribassista. Tale supporto statico è il primo livello gerarchico da tenere sotto osservazione per valutare, in caso di rimbalzo tecnico,  l’apertura di posizioni al rialzo o contrarie in uno scenario decisamente ribassista. Ulteriori perforazioni porterebbero il pair  a testare i supporti in area 1.3015 e 1.2970. La ripresa del trend al rialzo si paleserebbe in modo più determinante solo attraverso il superamento del livello di prezzo indicato a 1,3170. Al di là di quanto potrà accadere in questa ultima seduta d’ottava, possiamo considerare sul fronte macroeconomico l’incidenza delle news in rapporto alla pubblicazione dell’indice dei prezzi al consumo in Spagna e in Italia, nonché dell’indice di produzione industriale in area Euro.

RIPIEGANO GLI AZIONARI, SCARSA PROPENSIONE AL RISCHIO

Ancora, sul fronte delle valute, uno sguardo d’insieme al Cable che rispetto a quanto previsto nel report di ieri, ha risposto in modo millimetrico alle sollecitazioni del mercato che hanno spinto la sterlina a toccare la resistenza evidenziata sul grafico a 1.5411. Avevamo fra l’altro,  nel corso delle nostre osservazioni, annotato il fatto che il cable pur non vivendo momenti di forte emotività, peraltro poco condizionato dalle notizie sul fronte economico, sembra aver superato la fase ribassista.  Condizione quest’ultima  che prenderebbe maggior forma con una  proiezione al rialzo verso l’area resistenziale a 1.5446 e in ulteriore spinta a 1.5460. Ciò che è importante considerare in questo  momento è la palese decorrelazione esistente tra i vari mercati : indici azionari, valute e commodities currencies. Il dollaro australiano nella sua estrema forza e dinamicità ha violato i massimi risalenti al gennaio scorso nonostante la pubblicazione dei dati negativi sulla disoccupazione. Attualmente l’Aussie, come era prevedibile, ha intrapreso una fase correttiva ripiegando in area 1.05430,  movimento che asseconda le logiche degli investitori attivando azioni  di scarico e di contestuali prese di profitto. Il sentiment dei mercati rispetto all’australiano risultano essere tendenzialmente “bullish” confermando l’ipotesi che il massimo di 1.05956  potrebbe essere agevolmente raggiunto nel breve periodo. In questa situazione a beneficiarne sarebbero i mercati azionari. Quale più diretto e immediato riflesso il DAX che si muove molto spesso in perfetta sintonia con l’Aussie, il cui andamento fornisce solitamente elementi di maggiore chiarezza sull’andamento tendenziale nel quadro intermarket. L’indice tedesco si sta dirigendo nuovamente verso il supporto statico a 7790.

IL BUND IN DECISO RIALZO

Nel corso della giornata potremmo assistere ad ulteriori movimenti direzionali verso il basso considerando l’andamento generale dei listini azionari che fino a questo momento offrono indicazioni decisamente ribassiste. In decorrelazione assistiamo ad una marcata ripresa dell’obbligazionario tedesco, il BUND che ovviamente risente della minore  propensione al rischio da parte degli investitori con spostamenti di masse fluide di capitali verso i beni rifugio. Oro e argento, in questo caso rappresentano la dimostrazione concreta di un andamento quasi isterico dei mercati, oggi più che mai sensibili alle news macroeconomiche, e molto meno alle logiche di trasferimento degli investimenti. I due metalli sono decisamente al ribasso, con l’oro in rapida discesa sull’area supportiva a 1548 e l’argento destinato a testare al ribasso il supporto a 27.241.

Avvio in calo per le borse

290509

L’inizio settimana delle borse europee più famose è nettamente in calo, a causa del brutto andamento dei mercati asiatici, che sono stati a loro volta influenzati negativamente dalle brutte notizie provenienti dagli Stati Uniti riguardo alla disoccupazione. Riguardo ai dati di avvio delle borse europee, possiamo vedere la borsa di Londra che fa registrare un -0,56%, quella di Parigi fa invece registrare -0,82%, la borsa di Francoforte fa -0,94%, qeella di perdere 0,44 punti percentuali e quella di Amsterdam quasi un punto percentuale.

In Italia l’indice FTSE cede 0,68 punti percentuali e l’FTSE Mib lascia lo 0,75% . Rimanendo in Italia, da cosa dipende questo calo dei nostri indici? Sicuramente hanno influito i titoli bancari, in forte crisi, e quelli petroliferi, in vendita a causa di un calo del prezzo del petrolio, arrivato a 65 dollari al barile. Il peggior titolo è stato quello di Saipem, che lascia il 2,95% , seguito da San Paolo con -2,90% .

Riguardo ai rapporti di cambio, il dollaro acquista valore nei confronti dell’euro. Attenzione agli andamenti delle principali valute mondiali durante i prossimi giorni, quando potranno essere particolarmente volatili a causa della presenza del G8 di L’Aquila. Lo Yen, che solitamente ha una funzionalità di riserva di valore, si è spinto in alto sia contro l’euro che contro il biglietto verde americano.

Nel Forex stiamo attenti dunque al prosieguo di giornata relativamente alle borse europee e mondiali e riguardo ai principali rapporti di cambio. Qualora volessimo aprire delle nuove posizioni è altamente consigliato di cercare ripetute conferme negli indicatori, anche usandone più di uno, per avere la certezza maggiore possibile relativamente all’andamento del trend. Attenzione anche all’andamento del petrolio, per chi invece volesse investire in risorse naturali.