Borse e dollaro ancora su

Continuano le dinamiche che abbiamo visto da alcuni giorni ormai. Le Borse continuano a salire e in alcuni casi a far realizzare dei massimi assoluti, anche se stanno crescendo a dei tassi decrescenti. Il dollaro continua con la sua salita contro tutte le major. Siamo ancora dunque in una fase di pressione su diversi rapporti di cambio, in maniera particolare per l’eurodollaro, che ieri ci ha fatto vedere altre violazioni al ribasso dei più importanti supporti statici. Questo rapporto di cambio è sceso al di sotto di 1,29 ed è poi andato leggermente a correggersi in corrispondenza dell’area di 1,2840, che è decisamente interessante. Per quanto riguarda questo rapporto di cambio, a farla da padrone è l’orientamento di politica monetaria delle due banche centrali, ovvero la BCE e la FED, oltre al divario di aspettative dei dati fondamentali tra Eurozona e Stati Uniti.

La BCE difficilmente potrà sostenere il valore dell’euro, almeno nel medio periodo, anche in considerazione del fatto che ha già fatto sapere di stare pensando ad un altro ritocco al ribasso dei tassi di interesse, con obiettivo far andare in negativo il tasso di deposito overnight, ovvero quello che le banche incassano per poter depositare la liquidità overnight nelle casse della BCE. Ovviamente molto dipenderà anche dalla crescita economica generale e dall’inflazione, ma per entrambi i fronti la situazione non è positiva: il PIL tedesco e quello francese sono stati inferiori alle attese, mentre il nostro paese, per il settimo trimestre consecutivo (quasi due anni) ha fatto registrare un calo del Prodotto Interno Lordo. Anche guardando ad altri dati macro, come l’indice PMI Manifatturiero degli Ordinativi, so nota come l’attività economica sia praticamente in stallo. Il mercato del lavoro, tranne la Germania, si trova ancora in condizioni critiche, con la fiducia dei consumatori che scende ancora. Dal punto di vista dell’inflazione, la situazione potrebbe essere peggiore del previsto, anche in considerazione del fatto che la crisi del credito sta paralizzando le attività produttive, che frenano e a volte dismettono gli investimenti, con effetti a catena sull’occupazione, la quale a sua volta non fa aumentare la spesa dei privati, con conseguenti problemi da un punto di vista della deflazione.

Ecco dunque che acquista credito una possibile azione da parte della BCE, che potrebbe avere degli effetti al ribasso per la nostra moneta.

Eccoci dunque di fronte al fatto che il dollaro americano è il vero termometro del mercato delle valute, con delle evidenti ripercussioni sugli altri mercati.

EurUsd

Questo rapporto di cambio ha toccato dei nuovi minimi, in grado ieri di andare oltre il valore di supporto a quota 1,2885 , fino a testare il prezzzo di 1,2840 che si trova all’interno del canale ribassista che accompagna in maniera interessante la price action, anche grazie all’aiuto della media mobile esponenziale oraria a 21 periodi. Andando a guardare il grafico a 4 ore, vediamo le possibilità di una divergenza rialzista, con il fallimento dei nuovi minimi e con la formazione di un doppio minimo a quota 1,2840. Potremmo vedere un andamento “long” al di sopra di quota 1,2885 , con i primi obiettivi fissati in area 1,2935. Se invece dovessimo vedere una rottura dei minimi, la cosa potrebbe farci scendere fino a quota 1,2790 , valore che anticipa il supporto cruciale di medio periodo, a quota 1,2745.

UsdJpy

Il rapporto di cambio UsdJpy si trova su dei livelli molto sostenuti, con dei nuovi massimi relativi in area 102,75 . Dopo aver toccato questo valore, il rapporto di cambio ha ritracciato quasi di una figura, per poi riprendere in salita fino a 102,40. Sul grafico a 4 ore siamo di fronte alla formazione di una doppia pin candle di ritracciamento sul livello di supporto a quota 101,90 , che ci potrebbero far pensare ad un approfondimento fino a quota 103,00 .

EurJpy

Il rapporto di cambio EurJpy si trova ancora in una fase di lateralità. Ci sono stati dei tentativi di rotture ribassiste del supporto che si trova a quota 131,50. I massimi decrescenti che abbiamo visto di recente potrebbero essere un segnale di una tendenza ribassista, che però non è ancora attuabile se non vedremo prima una violazione decisa dei supporti che si trovano tra 131,50 e 131,20. Le prime resistenze si trovano a quota 132 e a 132,45 , con dei massimi relativi a quota 132,85.

GbpUsd

Il cable ci mette in evidenza un quadro tecnico decisamente interessante, dal momento che abbiamo visto una rottura decisa del canale rialzista, che insiste ancora sul cambio dei minimi a quota 1,48, con un preciso pullback del punto di rottura in area 1,5375 . Da questo valore è partito il movimento che, anche in considerazione dei buoni dati britannici sull’occupazione e delle parole ottimistiche del numero uno della Bank of England, Sir King, continua ad avere dei contorni al ribasso. Il primo punto di supporto si trova a quota 1,5155. Dopo la violazione della correzione del triangolo che si trova sul grafico orario, in caso di superamento al di sopra di quota 1,5270 potremmo ragionare in prospettiva rialzista, con primo obiettivo a quota 1,5330.

AudUsd

Il dollaro australiano si trova ancora di fronte ad uno scenario decisamente deprimente, avendo toccato dei nuovi minimi relativi una volta rotto il prezzo di 0,9855. La soglia psicologica di 0,98 è sempre più vicina ai grafici di riferimento nell’intraday, sia sul grafico a 4 ore che su quello orario, senza dei segnali di ritracciamento. Se dovessimo vedere un ritorno al di sopra di 0,9875 potremmo avere un’indicazione di possibile ritorno a quota 0,9945.

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Analisi dei Mercati: La Cina fa tremare il mondo, valute e indici profondo rosso

Massiccia vendita di oro, argento e petrolio. I timori di un lento declino della economia mondiale hanno inaugurato la sessione europea dei mercati finanziari con i maggiori indici che hanno salutato il lunedì in territorio negativo. Timori e allarmismo,  alimentati dal rilascio dei dati sulla produzione industriale e sul PIL cinese,  resi noti  nel corso della sessione asiatica. Le reazioni degli investitori di fronte ai segnali di un possibile rallentamento della crescita economica globale hanno innescato immaginabili effetti collaterali anche sul mercato valutario. L’euro che venerdì scorso si è spinto a quota 1.3125 appare in palese fase di consolidamento dopo aver raggiunto il minimo e chiuso  la  sessione asiatica a 1,3064.  Per la valuta unica i l livello di 1.3040 (ritracciamento Fibonacci) si conferma essere un supporto chiave che  nel breve potrà fornirci indicazioni più precise sulla direzionalità della coppia. Solo in caso di violazione di questo importante livello statico potremmo immaginare l’avvio di un nuovo trend ribassista che potrebbe portare la valuta principe  a incrociare nuovamente la soglia psicologica di 1.30. Contrariamente a coloro che già la settimana scorsa attendevano un breakout rialzista attraverso la violazione della resistenza in area 1.3115 (situazione che avrebbe impresso una forte direzionalità verso l’alto), alla prova dei fatti la coppia ha chiuso al di sotto di questo livello che suggestiona i compratori, con molta probabilità non ancora pronti a spingere l’euro verso nuovi massimi. Come dicevamo la resistenza statica in area 1.3150 si conferma quale livello chiave da superare e ulteriori movimenti bullish sono prevedibili solo attraverso la violazione di questo livello. Nel breve  il grafico orario indica il posizionamento del prezzo EURUSD al di sopra della SMA a 20 periodi. Ciò significa che con l’Euro in territorio positivo, potrebbe essere ragionevole  valutare l’opportunità di aprire posizioni in acquisto, considerando il dovuto e prudenziale stop loss secondo un ottimale rapporto risk/reward.  Riepilogando, al di sotto di 1.3040, proiezione di prezzo  sul livello statico e psicologico a 1.30.  Resistenze da considerare a livello 1.3115, 1.3150 e in proiezione dinamica a 1.3185.

STERLINA, SENTIMENT “BEARISH”, MA A BREVE DIVERGENZA RIALZISTA

La sterlina continua a mantenere posizione al di sopra di 1.53. Anche per il cable, quella appena trascorsa, è stata una settimana dal bilancio caratterizzato nel complesso dal segno positivo. Sul fronte orario è possibile individuare quale livello resistenziale più prossimo l’area di 1.5360. Di contro abbiamo la maggior parte degli indicatori  in direzione contraria rispetto al trend rialzista, oggi  difficilmente ipotizzabile in un quadro complessivamente negativo. La sterlina, come è possibile osservare su timeframe a 4 ore, appare in decisa fase di consolidamento. Il supporto più prossimo sul quale eventualmente fare più opportune considerazioni e dunque valutare l’apertura di posizioni,  è rappresentato dalla fascia di prezzo oscillante fra 1.53 e 1.5310. In uno scenario ribassista, la violazione di tale supporto suggerisce in profondità il proprio target in area 1.5258 – 60 (ritracciamento Fibonacci 50%).  Il rischio di una ripresa del trend ribassista si manifesterebbe  in modo più evidente  con un breakout al di sotto del livello di prezzo a 1.5290 con proiezione a 1.5220. Per quanto concerne i livelli resistenziali il quadro  rialzista vede come primo livello di prezzo 1.5360, e in successione  1.5410 e 1.5445. Per la sterlina quella attuale non si prospetta essere una settimana ottimale. Influenzata dai dati cinesi in apertura d’ottava, è atteso domani   l’appuntamento con la pubblicazione dei dati relativi alla variazione dell’indice dei prezzi al consumo su base annuale e mensile, il PPI, seguito mercoledì dai verbali della BoE, dal tasso di disoccupazione e giovedì dall’indice sulle vendite al dettaglio.

L’AUSSIE IN CORREZIONE, SCARSA VENDITA DI MATERIE PRIME

 Sul fronte delle commodities currencies uno sguardo al dollaro australiano. Il sentiment degli investitori, dopo il grande successo dell’Aussie contro il dollaro, registra cenni di tentennamento, seguendo l’ondata emotiva  dei dati sull’economia cinese. L’australiano ha perfettamente ignorato il buon andamento dell’indice legato ai mutui nel mercato immobiliare, reagendo  in modo negativo e più consistente (100 basis point)   rispetto ai dati sul PIL cinese e alla scarsa performance nella vendita di materie prime. Resta il fatto che l’AUDUSD, secondo gli osservatori, mantiene nel complesso una buona tonicità sebbene nel breve si stia assistendo ad una fase di forte consolidamento. Il grafico orario mostra il prezzo al di sotto della 20 SMA,  con gli stocastici  in territorio negativo. Nel grafico a 4 ore prevale una sostanziale quadro neutrale  in attesa che il prezzo recuperi terreno. L’area a 1.0470 rappresenta  il supporto chiave sul quale optare eventuali posizioni di acquisto. Il primo target è rappresentato dalla resistenza in area 1.0550. Più profonde accelerazioni potrebbero portare l’Aussie verso 1.0620.  Al contrario i livelli di supporto sono fissati rispettivamente a 1.0500,  1.0470  e 1.0440.

 

Il derivato sull’indice Ftse Mib è contro un’ostica resistenza, massima attenzione

Analisi tecnica 

L’indice Ftse Mib, nonostante non provengano notizie confortanti dall’economia reale, mette a segno un altro incremento (il terzo di fila) e guadagna l’importante livello dei 16000 punti nel corso della giornata di ieri. La stessa cosa non si può dire del derivato sull’indice che rimane sotto la resistenza in area 15800/15820 chiudendo a 15731 punti, poco sotto il massimo in area 15750. Adesso si trova contro un’importante resistenza che è quella posta tra 15760 e 15940. Solo un superamento deciso e confermato di questi livelli potrebbe far ripartire realmente il derivato sull’indice. Il mancato superamento di questi livelli resistenziali potrebbe spingere il derivato ad un nuovo test di area 15400/15500 prima e poi verso un nuovo minimo in area 14640.

Cosa muove il Ftse Mib 

Sicuramente l’enorme flusso di denaro che le banche centrali mondiali stanno immettendo nel mercato sta dando un serio impulso alla salita, ma come indicato nella giornata di mercoledì anche i rumors sul titolo Telecom Italia stanno incidendo e non poco sull’andamento dei titoli dell’indice. Ieri pomeriggio Telecom Italia ha rilasciato una nota riguardo alla fusione con l’altro gestore telefonico mobile 3Italia in seguito ai contatti con il suo azionista di controllo Hutchison Wampoa. Questi contatti in realtà ci sono stati tra le due società, quella cinese e appunto Telecom e si è discusso della fusione mediante l’incorporazione di 3Italia in Telecom Italia. Per fare questo la società cinese dovrebbe acquisire le quote azionarie di Telecom Italia della società Telco e per verificare l’interesse degli acquirenti Telecom ha costituito un comitato presieduto dal Presidente del CdA Franco Bernabè. Questo comitato dovrà occuparsi di verificare in tempi ragionevoli, l’interesse della società acquirente alla prosecuzione del percorso di fusione. Il Consiglio di Amministrazione ha inoltre deciso di incaricare il suo management per verificare il percorso da seguire e soprattutto la fattibilità dello scorporo della rete. In presenza quindi di questa offerta concreta, i benefici per il titolo Telecom e per tutti i suoi azionisti tra gli investitori istituzionali saranno elevati e per questo potrebbe anche essere possibile che il rialzo dell’indice possa continuare anche per la giornata di oggi, almeno finché non saranno diffusi i dati sulla produzione industriale dell’Eurozona alle ore 11,00 e quelli relativi alla produzione industriale americana alle ore 14,30. Altri appuntamenti chiave saranno i dati delle ore 16,00 tra cui l’indice sulla fiducia dei consumatori americani fornito dall’Università di Michigan. 

Suggerimenti operativi

Chiuse le operazioni di ribasso per il titolo Intesa Sanpaolo e per il derivato sull’indice italiano (stop scattato a 15585 a 335 punti dal livello di ingresso in area 15250), adesso restiamo rialzisti sul titolo Banco Popolare dell’Emilia Romagna che ieri ha chiuso a 5,64. Suggeriamo di alzare lo stop profit a 5,51 e di cavalcare il guadagno perlomeno finché il titolo non raggiunga area 5,90, resistenza molto ostica per il titolo. Suggeriamo di acquisire l’azione ordinaria Telecom Italia non oltre i 64 centesimi e di porre come stop loss il livello di 61 centesimi, livello necessariamente da tenere in chiusura di giornata visto che una chiusura sotto questo livello rappresenterebbe un’enorme segnale di incertezza e quindi di debolezza per il titolo.

La scelta di Napolitano alla prova dei mercati

C’è molta attesa di verificare le reazioni del mercato alle decisioni del Presidente della Repubblica prese nel corso del fine settimana. 

Situazione politica italiana

Il Presidente Napolitano sabato, dopo il secondo giro di consultazioni, a sorpresa non incarica un Presidente del Consiglio in grado di formare un Governo, né revoca il mandato a Pierluigi Bersani, bensì incarica 2 commissioni, rispettivamente di 4 e 6 persone con la finalità di stendere un programma di Riforme istituzionali ed economiche. Probabilmente queste commissioni non avranno solo il compito di individuare un programma condiviso poiché saranno i loro referenti ad individuare una figura politica capace di realizzare questo programma. Solo una volta individuato questo nome il Presidente della Repubblica potrà dare un mandato esplorativo a questa persona con il compito di verificare se sussiste una maggioranza in Parlamento disposta a sostenere questo Presidente del Consiglio incaricato. Insomma, i tempi per la formazione di un Governo si sono allargati sensibilmente e sembra quasi che il Presidente Napolitano non sia in grado di sciogliere questa matassa. Il Presidente della Repubblica poteva anche rassegnare le dimissioni per affrettare l’elezione del nuovo Presidente, ma non ha operato in tal senso forse perché sarebbe stato come lasciare la nave senza un comandante e ci sarebbe stata una reazione sicuramente scomposta dei mercati. Adesso la situazione è perlomeno incerta e, come si sa, i mercati sono pronti a reagire istintivamente all’incertezza, a volte costringendo gli attori a comportarsi di conseguenza un po’ come accadde nel Novembre 2011 quando Berlusconi fu costretto alle dimissioni e venne incaricato Monti a guidare il Paese di fatto fino ad oggi.

Situazione tecnica 

Il future sull’indice Ftse Mib nel corso della giornata di Venerdì aveva testato l’area di 15040. Di conseguenza un rimbalzo potrebbe essere possibile almeno temporaneamente. Purtroppo la violazione di area 15300 mette il derivato sotto pressione e fin quando non si rompe con forza area 15945 e poi area 16250, il quadro resterà sempre molto precario. Il supporto da monitorare è sempre quello dei 14400, ma potrebbe divenire un supporto intermedio tra 14780 ed area 14000 dove il mercato sembra destinato ad approdare una volta mollati i primi due supporti.

Suggerimenti operativi

Difficile consigliare di acquistare “a mercato” in presenza di una situazione così difficile dal punto di vista tecnico e politico. Venerdì consigliammo di acquisire un titolo che abbiamo monitorato per quasi due settimane, ossia Banco Popolare dell’Emilia Romagna. Abbiamo consigliato di acquistare questo titolo in ottica speculativa, con stop loss in area 5,13 che suggeriamo di lasciare invariato per la giornata di oggi, mentre consigliamo un take profit in area 5,90. Siamo invece in posizione di ribasso da area 1,15 sul titolo Intesa Sanpaolo con uno stop loss  in area 1,19/1,21. Suggeriamo di prendere profitto nell’eventualità il titolo raggiungesse area 1,02/1,03. Per quanto riguarda il derivato italiano sull’indice siamo ribassisti da area 15250 e suggeriamo di abbassare lo stop loss in area 15705. Suggeriamo per il derivato di prendere profitto in area 14415.

In cosa investire in periodi di crisi

Mentre alcune società possono aver pagato dei dividendi ai loro azionisti per molti anni, la recessione ha riscritto le regole e molte aziende sono state costrette a tagliare gli utili. Anche la GE è stata costretta a tagliare il suo dividendo di due terzi, mentre si fatica a contrastare gli effetti della recessione, con ristrutturazioni e tagli.

Detto questo, le aziende che ancora oggi pagano i dividendi tendono ad essere luoghi ideali in cui investire. Finché si trovano delle aziende abbastanza sane da poter pagare i propri utili, allora si può arrivare ad avere un reddito, anche se il prezzo delle azioni dovesse rimbalzare.

Quando i tempi diventano duri sembra che le quote dei produttori di bevande alcoliche ancora reggono. La stessa cosa con le azioni delle società del tabacco: non importa dove ti trovi, le aziende continuano a fare soldi, nonostante il declino globale del consumo di sigarette. Philip Morris, Altria Group, così come Anheuser Busch InBev e Diageo sono dei buoni investimenti.

Non importa quanto male vada l’economia, bisogna sempre pulire la propria casa o curare la propria igiene. Ecco che il re dei prodotti di consumo, Procter & Gamble ha scoperto che nei periodi di crisi la gente taglia i costi memorizzando i marchi e altri elementi meno generici. Quindi, P & G e i suoi concorrenti, come Colgate-Palmolive e Clorox si concentrano costantemente sull’investimento in marchi che trasmettono valore anche quando il denaro è poco.

Proprio come bisogna curarsi, si deve anche mangiare. Aziende come la Campbell Soup e HJ Heinz, oltre alla PepsiCo e alla Coca-Cola Co. rimangono delle scelte popolari anche durante le recessioni.

Se vuoi saperne di più su cosa comprare è utile guardare indietro a ciò che ha dato buoni risultati in situazioni analoghe in passato. Una teoria denominata “Sector Rotation Model” identifica i tipi di azioni che danno buoni risultati nel corso di specifici cicli economici.