Bernanke decide di lasciare intatto il QE

Vedendo un clima economico più irregolare di quanto previsto e il potenziale della discordia fiscale a Washington, i funzionari della Federal Reserve hanno mantenuto i piedi saldi a terra e hanno deciso di mantenere (probabilmente contro le previsioni) intatto il loro QE, per il momento.

La mossa, arrivata dopo che i funzionari della Fed avevano trascorso mesi ad avvertire il pubblico che avrebbero potuto cominciare a tagliare il loro programma di acquisto di bond (attualmente di 85 miliardi di dollari al mese).

Il presidente della Federal Reserve, Ben Bernanke, ha parlato nel corso di una conferenza stampa presso la Federal Reserve a Washington. La banca centrale, fa sapere, ha deciso di non ridurre il suo stimolo per l’economia degli Stati Uniti, dicendo che continuerà a comprare ancora gli 85 miliardi di dollari al mese in obbligazioni perché pensa che l’economia ha ancora bisogno di tale sostegno.

Dei colpi di scena politici ed economici potrebbero ancora arrivare nelle prossime settimane, con Obama che si troverà a far fronte, il 30 settembre, all’approvazione di una legge con la quale si stabiliscano i fondi del governo nel prossimo anno fiscale.

Tornando alla FED, gli investitori avevano la prospettiva del taglio del denaro facile da parte della banca centrale. Le azioni sono salite e il Dow Jones Industrial Average ha chiuso in rialzo dello 0,95%. I rendimenti sui buoni del Tesoro a 10 anni, cresciuti in questi ultimi mesi, sono scesi del 2,701 %.

Si è trattato di una decisione che, improvvisamente, ha portato il dollaro a perdere su tutta la linea, mettendo in evidenza come il mercato è ancora molto attaccato al discorso del QE, a volte addirittura in maniera “insana”, soprattutto se si pensa che tali aiuti sono temporanei e prima o poi dovranno finire. Inoltre, se si pensa che gli aiuti sono fatti perché l’economia non è in grado di andare avanti da sola, un loro taglio dovrebbe generare euforia, non paura.

Bernanke non scalda i mercati

Bernanke non ha “scaldato” i mercati, che sono molto abituati alla volatilità che si crea dopo le parole del Chairman Fed, che è anche il più importante policy maker al mondo. L’audizione semestrale che ha tenuto di fronte alla commissione servizi finanziari del Congresso degli Stati Uniti e la seguente pubblicazione del Beige Book hanno confermato quanto detto in precedenza. Gli investitori avevano delle grande ingenti aspettative attorno a questo appuntamento, dato che Bernanke aveva avuto poca credibilità quando, la settimana scorsa, aveva ritrattato la forma di quanto detto precedentemente dopo il meeting FOMC dello scorso 19 Giugno. La sostanza non è cambiata, dunque. La Fed non è pronta a ridurre gli acquisti di buoni del tesoro (pari attualmente a 85 miliardi di dollari al mese) dunque la vita del QE3 verrà decisa, di volta in volta, con la pubblicazione dei dati e di importanti indicatori economici in arrivo dal mercato americano. La politica monetaria sarà in generale ancora accomodante, anche se in questa occasione nessun orizzonte temporale è stato nominato, dato che essi dipendono in maniera particolare dai numeri dell’inflazione (che è del 2%) e da quello dei disoccupati (che devono scendere al di sotto del 6,5%.). Bernanke ha inoltre confermato l’obiettivo del “tapering”del Quantitative Easing 3, senza escludere in ogni che la decisione finale di andare avanti venga presa già dal prossimo mese di settembre o, in ogni caso, entro la fine di quest’anno.

Nulla di nuovo dunque da parte di Bernanke, anche se è noto come le aspettative che si costruiscono sui mercati (e quelle costruite attorno a questo evento, come detto, sono state elevate) si formano su dinamiche di breve, affermazione vera soprattutto in questi giorni.

Dopo le parole di Bernanke abbiamo visto inoltre ieri la pubblicazione del dato sulle concessioni edilizie e sui nuovi cantieri edili, che ha fatto registrare un forte calo (-9,9% contro una previsione di +3,9%). Questi dati mettono in evidenza come il mercato immobiliare americano, molto importante per la vera ripresa dell’economia a stelle e striscie, sia ancora lontano dai livelli pre-crisi.

La Banca Centrale americana sembra dunque aver già iniziato a camminare lungo un percorso che porterà alla diminuzione del QE anche se non ci saranno dei grandi segnali di miglioramento per l’economia reale.

Dal punto di vista dei prezzi delle valute, potremo attenderci ancora delle correzioni del trend di rafforzamento del dollaro USA, oltre che un ribasso dell’azionario. La reazione di ieri è stata, dunque, molto chiara, con i primi tentativi di acquisto di usd contro tutte le altre valute, per poi vedere delle correzioni di breve. Ecco che, per operare, occorre rifarci agli strumenti operativi che abbiamo, ovvero l’analisi tecnica con le correlazioni di mercato e il Money management.

EurUsd

Le vendite di ieri pomeriggio hanno permesso di violare i livelli di prezzo di 1,3150 e 1,3120 , con arrivo fino a 1,3090. Questo valore è ancora valido come supporto per la price action, dato che su di esso passa la media esponenziale a 21 periodi per il time frame a 4 ore. La rottura di questo livello potrebbe portarci a nuove vendite con obiettivo 1,3040 , oltre al quale sembra liscia la strada fino a 1,30/1,2990. Buon risk/reward in caso di acquisto su 1,3090 con dei ritorni ai punti tecnici citati prima.

UsdJpy

Interessante il canale rialzista di questa coppia di valute, che prende in considerazione la linea di trend che è stata tracciata partendo dai minimi della metà di giugno. Anche nella giornata di ieri abbiamo visto delle conferme di validità di questo valore, in unione con quota 99, sia livello statico che soglia psicologica. Da qui abbiamo visto degli acquisti accompagnati dall’oscillatore stocastico sul time frame a 4 ore , che hanno portato i prezzi di questo rapporto di cambio al di sopra di 100. L’area 100,40/60 è da prendere come riferimento per degli allunghi del prezzo, dato che le medie mobili sia di breve che di lungo periodo sono una base importante, in termini di supporti dinamici, per vedere degli interessanti rialzi del prezzo. Al di sotto di 99,70 si può invece pensare di andare short con obiettivo 99,30 e 99.

EurJpy

Il canale rialzista che vediamo da giorni è ancora valido, anche se in questi momenti non conviene operare dato che il prezzo si trova proprio in corrispondenza della fascia mediana. Il percorso rialzista rimane comunque valido, con la media mobile a 21 periodi sul grafico con time frame 4 ore che è un forte supporto dinamico. Sempre su questo time frame potremmo vedere una divergenza al ribasso con lo stocastico a patto che tengano i massimi relativi a quota 131,40 , che ci permetteranno di sfruttare degli ottimi Risk/Reward fino a 130,80, 130,40 e 130. Al di sopra di 131,40 , invece, c’è potremmo valutare una salita fino a 132.

GbpUsd

Interessante la divergenza ribassista tra il prezzo e lo stocastico sul grafico a 4 ore. Potremmo vedere delle possibili rotture di 1,5170 con obiettivo rivisitazione di 1,5130 e di 1,5080. La tenuta del primo prezzo, invece, permetterebbe di avere degli interessanti Risk/Reward con obiettivi “long” fino a 1,5220 e 1,5250. Seguiamo il dato sulle Vendite al Dettaglio del Regno Unito, previsto per le 10,30, dato che ieri abbiamo avuto una grande reazione sia alle Minute della Bank of England che alla variazione dei sussidi di disoccupazione.

AudUsd

Graficamente vediamo ancora valida la linea di trend al ribasso, che ieri è stata testata con successo a quota 0,93. Il cedimento di 0,9190 è buono per poter arrivare a 0,9140 , valore da cui poter valutare delle salite fino a 0,9240. I prezzo di 0,9080 è invece il punto di riferimento più importante nel caso di vendite.

XauUsd

L’azione del prezzi dell’oro è ancora molto contenuta, anche se essa potrebbe muoversi su degli aumenti di volatilità. Molto buoni sono i riferimenti dei livelli di Fibonacci che sono stati tracciati in corrispondenza dell’ultimo ribasso, partendo da 1.424 e fino ai minimi a quota 1.178. Siamo ancora nella posizione compresa tra 38,2% e 50%, con possibilità di andare short nel breve periodo al di sotto 1di .273 con obiettivo 1.266. Se tale valore dovesse venire superato, allora potremmo vedere altre vendite fino a 1.245. Interessante, dal punto di vista del risk/reward, un acquisto a 1.275 con obiettivo a 1.290.

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Eventuali pareri, notizie, ricerche, analisi, prezzi, o altre informazioni contenute in questo documento sono fornite come commento generale del mercato e non costituiscono un consiglio personale. FXCM Italia non accetta responsabilità per qualsiasi perdita o danno, compresi, senza limitazione, qualsiasi perdita di profitto, che potrebbe derivare, direttamente o indirettamente dall’uso o affidamento su tali informazioni. Il contenuto di questo documento è soggetto a modifica in qualsiasi momento e senza preavviso ed è previsto per il solo scopo di aiutare i trader a prendere decisioni di investimento indipendenti. FXCM Italia ha adottato misure ragionevoli per assicurare l’accuratezza delle informazioni contenute nel documento, tuttavia, non garantisce l’esattezza e non accetta alcuna responsabilità per eventuali perdite o danni derivanti, direttamente o indirettamente dal contenuto o la vostra incapacità di accedere al sito web, per qualsiasi ritardo o fallimento della trasmissione o la ricezione di eventuali istruzioni o avvisi inviati attraverso questo sito web. Questo documento non è destinato alla distribuzione, o all’utilizzo, da parte di qualsiasi persona in qualsiasi paese in cui tale distribuzione o l’uso sarebbe contrario alla legge o alla regolamentazione.

Ancora attesa per Bernanke

Ancora occhi puntati su Ben Bernanke, numero uno della Fed, dato che egli, alle ore 16 italiane, terrà la sua audizione semestrale di fronte alla commissione servizi finanziari del Congresso degli Stati Uniti, anticipando la pubblicazione del Beige Book, prevista per le 20 di questa sera. Dopo il meeting FOMC dello scorso 19 Giugno, che ricordiamo tutti, ed il successo “dietrofront” della settimana scorsa, il mercato è nuovamente in attesa delle parole di Bernanke in materia di politica monetaria, con particolare riferimento ai tassi di interesse e al Quantitative Easing.

Le condizioni economiche degli Stati Uniti dovrebbe permetterci di avere dei dati positivi, anche se il tasso di disoccupazione (che ora si trova 7,6%) è ancora molto alto e l’inflazione si trova al di sotto del 2% , che è l’obiettivo della banca centrale. Questo getta le basi per il continuo delle politiche accomodanti da parte della Fed. La politica seguita dalla banca centrale americana seguirà, infatti, i dati che arriveranno dal mercato relativamente a questi due punti (disoccupazione ed inflazione).

Bernanke potrebbe sottolineare che la politica monetaria particolarmente accomodante dal punto di vista dei tassi potrebbe andare avanti ancora per un po’ di tempo, anche dopo un eventuale diminuzione del QE (attualmente pari ad 85 miliardi di dollari al mese). A farla da padrone in questo senso saranno la disoccupazione, che deve scendere almeno al 6,5%, e l’inflazione, che invece deve arrivare al 2%. Solo quando ci saranno queste due condizioni potremo pensare di vedere dei ritocchi al rialzo dei tassi d’interesse, anche se non è una cosa sicura, dato che la soglia del 6,5% non è un livello che potrebbe far scattare in maniera automatica un rialzo de tassi di interesse anche in considerazione del fatto che ci sono altri indicatori sul mercato da tenere in considerazione.

Come reagiranno i mercati alle parole del chairman della FED? Andando a vedere l’analisi delle dinamiche dei prezzi per la giornata di ieri possiamo dire che i flussi di liquidità, ancora modesti, hanno altamente ignorato i dati macroeconomici e si sono concentrati sulle riduzioni parziali dei posizionamenti long sul dollaro.

L’FXCM Dow Jones Dollar Index, infatti, ha violato in basso la trendline rialzista di supporto, che era valida dal 19 giugno, oltre che il livello statico a quota 10.810, poi rientrato sull’attuale test della linea di trend, che ora opera come resistenza. La preoccupazione di quanto avverrà oggi è che i mercati potrebbero risultare ancora incerti e timorosi dopo le parole di Bernanke e mostrare degli effetti limitati dal punto di vista della salita del “buck”. Il dollaro americano, quindi, potrebbe non aumentare i suoi guadagni in maniera significativa, anche se in questi casi le scelte operative devono essere sempre fatte con grande prudenza. Meglio non fare alcun approccio previsionale, ma solo probabilistico andando a valutare cosa potrebbe accadere se un dato livello tecnico dovesse essere raggiunto o meno, se violato o meno.

Nella mattinata di oggi attenzione anche alle minute della Bank of England e alle aste dei titoli di stato tedeschi e portoghesu, eventi che potrebbero impattare negativamente sull’euro in caso di rialzo dei tassi.

EurUsd

Questo rapporto di cambio ha tentato una timida rottura al rialzo, con superamento prima di 1,3120 e poi di 1,3150 , senza però andare oltre quota 1,3170. Sul grafico orario possiamo vedere una flag rialzista che sta andando a testare la media mobile esponenziale a 21 periodi, che potrebbe essere un importante supporto per delle ripartenze long fino a raggiungere il massimo precedente e l’area 1,3200/10. Il prezzo di 1,3260 è quello successivo da prendere in considerazione. Un calo al di sotto della media, al di sotto del pivot point giornaliero e al di sotto del livello statico a 1,3120, potrebbero portarci fino a 1,3090 ed in continuazione fino a 1,3040 e 1,30.

UsdJpy

In maniera generale vediamo ancora valido il canale rialzista che considera la linea di trend crescente tracciata partendo dai minimi della metà di giugno. Ancora una volta è stata testata la sua validità. Dei cedimenti di questo livello di supporto dinamico, che ora passa per quota 99,20 , potrebbero portarci a dei cali fino a 98,70 ed in continuazione fino a 98,25. Interessante il risk/reward per dei posizionamenti long sui livelli attuali di prezzo (99,30) con primo obiettivo a 99,90 e con l’area compresa tra 100,50 e 100, 60 come soglia di arrivo.

EurJpy

L’azione dei prezzi è decisamente confusa, con il canale rialzista che è ancora valido, anche se l’attuale posizionamento del prezzo proprio nella fascia intermedia non consente di operare con un rapporto tra rischio e rendimento ottimale. Meglio preferire l’operatività stop entry, con degli short al di sotto di 130 con obiettivi a quota 129,40 e poi a 129, mentre occorre andare long al di sopra di 130,80 per cercare di raggiungere 131,40.

GbpUsd

Non abbiamo visto degli eccezionali spunti tecnici per questo rapporto di cambio, che ieri è stato interessato da lievi vendite dopo il dato negativo dell’inflazione del regno Unito. La figura di riferimento è il canale rialzista delle ultime 48 ore, con supporto dinamico che passa per il punto 1,5080 , mentre con la resistenza dinamica che passa per l’area a quota 1,5175. Questi due sono i primi obiettivi da porci dopo gli aumenti della volatilità che potranno essere legati alle release della mattinata di oggi. Al rialzo potremo vedere delle estensioni fino a 1,5225 e poi fino a 1,53 , mentre al ribasso potremo vedere delle estensioni fino a 1,5030 e poi fino a 1,4980.

AudUsd

La bandiera rialzista che si vede sul grafico orario è una figura valida, con il test della media a 21 periodi per poter valutare delle ripartenze fino a 0,9250 ed estensioni fino a 0,93. Il superamento della stessa media potrebbe invece portarci, dopo la rottura al ribasso di 0,92, fino all’ area 0,9150/40.

XauUsd

L’azione dei prezzi dell’oro è ancora molto contenuta, anche se presto potremmo vedere un buon aumento di volatilità. Sono ancora validi i riferimenti dei livelli di Fibonacci che sono stati tracciati sull’ultimo ribasso, quello da 1.424 a 1.178. Siamo ora tra il 38,2% e il 50%, con la  media a 21 periodi sul grafico a 4 ore che opera da supporto dinamico. In questi casi potremmo operare in break out, con rialzo al di sopra di 1.302 per dei movimenti che potrebbero farci salire fino a 1.337, mentre al ribasso occorre vedere la violazione del prezzo di 1.267 come livello chiave per quota 1.245.

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Dopo le parole di Bernanke i mercati sono stati in volatilità

Il mercato rimane ancora molto volatile sia per quanto riguarda le azioni che le obbligazioni dato che gli investitori stanno ancora cercando di capire cosa sta succedendo con la Fed e se i mercati sono giunti a una sorta di punto di flesso. Questo rende ogni informazione macro ancora più importante, dal momento che la banca centrale americana ha messo in chiaro che il suo percorso sarà determinato dal progresso dell’economia e dall’occupazione in particolare.

Il presidente della Fed, Ben Bernanke, ha dato poche informazioni nuove, ma da quello che ha fatto sapere, i mercati si sono comportati con una certa volatità. Le azioni e le obbligazioni si sono mosse insieme in seguito all’idea che la banca centrale americana potesse decidere di diminuire il suo QE, ovvero gli attuali 85 miliardi di dollari di acquisti mensili di titoli, cosa che potrebbe accedere in qualunque momento. Quando però a Bernanke è stato chiesto circa la fine del quantitative easing, egli ha detto che la Fed potrebbe iniziare a diminuire tali acquisti già entro un paio di mesi. Questa cosa ha scatenato la vendita in tutti i mercati, compreso l’oro, che ha invertito i suoi guadagni. Il rendimento dei titoli del Tesoro a 10 anni ha chiuso al di sopra del 2 per cento per la prima volta da marzo. Siamo dunque di fronte ad un periodo che potrebbe essere un punto di svolta per il mercato azionario, dato che sono passati 180 giorni senza che ci sia stata una correzione maggiore del cinque per cento.

Secondo alcuni, non occorre invece prestare attenzione alla FED ma piuttosto dare attenzione ai dati. Se i dati dicono che si stanno muovendo in una certa direzione, allora queste sono le indicazioni da seguire. Attendiamo i prossimi giorni per poterne sapere di più e valutare con attenzione il da farsi sui mercati.

Bernanke invita il governo USA ad agire, parte 2

Bernanke ha criticato il Congresso per le frustrazioni che ci sono tra alcuni dei suoi parlamentari. Alcuni liberali vogliono che la Fed possa pensare di più all’aumento della crescita del paese, riducendo ulteriormente i tassi di interesse o con una nuova iniezione di denaro. I conservatori, invece, pensano che nuove iniziative da parte della Fed abbiano maggiori probabilità di danneggiare l’economia.

Bernanke ha detto che la banca centrale USA è pronta a prendere ulteriori provvedimenti del caso al fine di promuovere una più forte ripresa economica nel contesto di stabilità dei prezzi. In recenti discorsi, Bernanke aveva suggerito che l’economia non aveva bisogno di altro aiuto e che la crescita avrebbe preso velocità fino a quando il governo non avrebbe interferito. Ma la Fed è stata troppo ottimista nelle sue previsioni e ha più volte sopravvalutato il ritmo di crescita.

Martedì scorso, Bernanke ha ribadito che le condizioni di salute dell’economia probabilmente miglioreranno, ma ha suggerito che c’è anche un significativo rischio di entrare in una seconda recessione, a meno che il governo non agisca per aumentare la crescita.

Il Congresso dovrebbe tenere a mente quattro obiettivi:

  1. ridurre i debiti ad un livello sostenibile
  2. evitare dei tagli alla spesa che potrebbero ostacolare il recupero
  3. regolare le politiche di spesa e quelle fiscali ai fini di sostenere la crescita
  4. migliorare il processo decisionale del governo

C’è necessità di migliorare il processo decisionale e di rendere le decisioni di bilancio a lungo termine, al fine di creare una maggiore prevedibilità e una maggiore chiarezza, evitando delle turbative ai mercati finanziari.

La Fed ha fatto i suoi sforzi per aumentare la crescita, ma in maniera modesta. La banca centrale ha annunciato, nel mese di agosto, l’intenzione di mantenere i tassi di interesse ancora vicini allo zero per almeno altri due anni, anche al fine di ridurre gli oneri finanziari per le imprese e per i consumatori.

Bernanke invita il governo USA ad agire

Il presidente della Federal Reserve, Ben Bernanke, ha detto ieri che i legislatori e l’amministrazione Obama dovrebbero fare di più per aumentare la crescita economica. Ben Bernanke ha dunque richiamato il presidente USA all’attenti in merito a questa situazione.

Bernanke ha descritto che la salute economica della nazione è cupa, dicendo che la ripresa è vicina a vacillare e che bisogna evitare di entrare in una fase di nuova recessione, che richiederebbe un’azione immediata da parte del governo. Bisogna fare in modo che la ripresa continui e che non vada indietro.

Questi discorsi detti da un presidente della Fed di solito significano che la banca centrale si sta preparando a ridurre i tassi di interesse, Bernanke ha detto che la Fed non esclude tale passo. Ma nella giornata di ieri Bernanke ha chiarito che le sue osservazioni erano rivolte al governo. La politica monetaria può essere uno strumento potente, ma non è una panacea per i problemi che attualmente affliggono l’economia degli Stati Uniti. Promuovere la crescita in maniera vigorosa e la creazione di posti di lavoro è una responsabilità condivisa con tutti i responsabili della politica economica.

Bernanke ha ripetutamente invitato il Congresso ad adottare un piano per pagare il debito federale, così come ad adottare un piano che sia utile per ridurre le disuguaglianze e le lacune fiscali aziendali. Inoltre bisogna pensare anche ad una politica degli alloggi, suggerendo che il governo potrebbe aiutare i proprietari a rifinanziare e a migliorare la situazione dei loro mutui. Tuttavia, il presidente della Fed ha eluso una serie di domande da parte dei repubblicani e dei democratici che cercano il suo sostegno a specifiche proposte legislative al fine di ridurre il deficit federale e di promuovere l’occupazione.

La situazione in ogni caso e critica e Bernanke ha fatto chiaramente sapere che anche il governo dovrebbe agire rapidamente.

L’euro resta vulnerabile, e il dollaro?

L’euro ha perso terreno prima della riunione della Banca centrale europea, che avverrà oggi e durante la quale si parlerà della fissazione dei tassi. La nostra valuta è vulnerabile in seguito alle preoccupazioni che gli sforzi fatti fino ad ora per contenere la crisi del debito sovrano non si muovono abbastanza rapidamente.

La volatilità persiste ed il mercato probabilmente continuerà a muoversi a seconda dei rischi che coinvolgono la politica degli Stati Uniti e delle economie europee.

La Corte Costituzionale tedesca ha respinto ieri le azioni legali fatte per bloccare la partecipazione di Berlino nei pacchetti di salvataggio per la Grecia e per altri paesi fortemente indebitati della zona euro, cosa che ha offerto un qualche sollievo temporaneo ai mercati globali.

La BCE è l’unica grande banca centrale occidentale ad avere alzato i tassi a partire dalla fine della crisi finanziaria globale, ma si prevede che il segnale di rotta della politica possa fermare tale ciclo di rialzo, in risposta alla crisi del debito sovrano e al rallentamento della crescita economica.

Gli operatori del mercato vigileranno strettamente su ogni commento del presidente della Bce, Jean-Claude Trichet, per l’acquisto di titoli spagnoli ed italiani da parte della banca centrale europea, cosa che tira verso il basso i rendimenti.

Se Trichet fa delle osservazioni prudenti per l’acquisto di bond italiani e spagnoli, allora l’euro potrebbe risorgere. Il presidente della Federal Reserve, Ben Bernanke, parlerà oggi alle 13:30 EDT, mentre il presidente USA Barack Obama esporrà al Congresso il suo piano per rilanciare l’economia alle 19 EDT. Con una disoccupazione bloccata al di sopra del 9 per cento, Obama metterà in piedi un piano per stimolare la creazione di occupazione.

Alcuni analisti pensano che Bernanke possa suggerire ulteriori iniziative di alleggerimento per cercare di stimolare l’economia, cosa che potrebbe mettere pressione al ribasso sul dollaro.

Il dollaro australiano ha perso invece lo 0.6 per cento, arrivando a circa 1,0590 dollari, dopo che i dati dell’occupazione sono scesi inaspettatamente nel mese di agosto.

L’oro è rimbalzato di quasi l’1 per cento, arrivando a quota 1.831 dollari l’oncia, dopo aver perso il 3 per cento nella sessione precedente. Il metallo prezioso ha raggiunto un susseguirsi di record, il più a quota 1.920,30 dollari, guidato dal fascino sia come un rifugio sicuro in tempi di incertezza economica che come copertura contro l’inflazione.

Cosa accadrà dopo il discorso di Jackson Hill?

Come previsto, il presidente della Federal Reserve, Ben Bernanke, ha annunciato che non ci saranno nuove misure di stimolo economico, almeno nel breve periodo. Secondo alcuni economisti, nonostante il fallimento palese del QE2, c’è necessità di un QE3, ovvero di un altro ciclo di allentamento quantitativo. La Fed sta segnalando di essere sono molto ben disposta ad utilizzare la politica monetaria se dovesse essere necessario. Per aiutare il mercato la banca centrale USA dovrà impegnarsi in un altro ciclo di allentamento quantitativo entro la fine di quest’anno o all’inizio del prossimo al massimo.

Durante le ultime riunioni del Federal Open Market Committee si è deciso di non alzare i tassi per altri due anni. Questa è una mossa piuttosto aggressiva, ecco perché si pensa che la FED potrà tornare ad utilizzare alcuni strumenti di politica monetaria.

Dal discorso di Bernanke emerge anche che il presidente della FED stia puntando ad una sorta di collaborazione fiscale e politica. Per prima cosa occorre che ci sia un seguito concreto all’accordo sul tetto del debito, raggiunto con grande fatica all’inizio di questo mese. I politici  dovrebbero fornire un sostegno supplementare all’economia nel breve termine. Si attende anche un segnale da parte di Obama, che potrebbe svelare entro poche settimane un nuovo pacchetto di creazione di posti di lavoro.

Il QE3 non è imminente e molti investitori non sono delusi o sorpresi dalla decisione presa dalla FED. La reazione del mercato nel corso della prossima settimana, che si attende ancora molto volatile, dovrebbe essere coerente con la scelta della FED.

Da quello che è emerso dal discorso di Bernanke, tuttavia, si pensa che la banca centrale degli USA potrà agire in maniera molto aggressiva nel corso delle prossime settimane al fine di dare una mano all’economia del paese e di rilanciarla, evitando una nuova recessione.

Bernanke, ecco il discorso di Jackson Hole

Coloro le cui aspettative erano basse relativamente al discorso del presidente della Federal Reserve, Ben Bernanke, tenuto a Jackson Hole, non sono state deluse. Coloro che cercavano una ripresa nelle parole di Bernanke sono invece rimasti delusi, come quando lo stesso presidente FED lo scorso anno ha disposto le basi per ulteriori acquisti da parte della Fed, quello che divenne poi il QE2, che portò a 600 miliardi di dollari di acquisti di titoli del Tesoro.

Quest’anno, il capo della Fed ha detto in sostanza che i problemi temporanei sono meno da biasimare di quanto si pensasse. I problemi strutturali, in particolare nel settore delle abitazioni, impediscono alla politica monetaria di avere il suo effetto abituale per l’economia.

Bernanke ha citato la parola “fiscale” 15 volte in più che “monetaria”. Il capo della Fed ha dichiarato che la maggior parte delle politiche economiche che sostengono una robusta crescita economica nel lungo periodo sono al di fuori dei poteri della banca centrale. Ma il capo della Fed non ha specificato altre iniziative economiche, che dovrebbero essere svelate il prossimo mese. Le proposte potrebbero includere un taglio delle imposte e della spesa per lavori pubblici.

Il FOMC intanto prenderà in esame tutte le opzioni a sua disposizione in un incontro allargato della durata di due giorni, il prossimo 20 e 21 settembre, in modo da dare piena messa in pratica delle questioni ancora in essere.

In realtà c’è molto di cui parlare, compresa l’idea di un allungamento delle scadenze del portafoglio titoli della Fed, nel tentativo di far cadere i tassi di interesse a lungo termine. Quello che la Fed ha in programma di fare non dipende dalla lunghezza della prossima riunione del FOMC, ma dal corso dell’economia. Bernanke ha ammesso che la crescita è rimasta notevolmente in ritardo rispetto alle aspettative che aveva la Fed stessa.

Venerdì parlerà Bernanke, grande attesa

Quando il presidente della Federal Reserve parlerà al suo incontro annuale a Jackson Hole, venerdì, i mercati saranno alla ricerca di qualcosa che possa indicare se ci sono nuove misure di stimolo in fase di creazione. Solo un anno fa, dopo tutto, l’economia era quasi esattamente nella stessa posizione: crescita del lavoro lenta, crescita della produzione lenta, timori di ricadere in su un altro shock finanziario relativamente alla crisi del debito in Europa, avvisi di una doppia recessione. E un anno fa, in questa stessa conferenza, il presidente della FED, Ben Bernanke, aveva acutamente descritto tutte le armi che la Fed aveva a disposizione per salvare l’economia.

Diversi mesi dopo, la Fed ha aperto il suo “arsenale” e ha iniziato a mettere in piedi un importante programma di acquisto di asset destinati a stimolare la crescita.

Considerata la riluttanza del Congresso di impegnarsi in uno stimolo fiscale maggiore, mentre c’è in programma di diminuire la spesa, gli analisti e gli investitori si chiedono se la storia non dovesse ripetersi e soprattutto se l’economia dovesse peggiorare ulteriormente. I mercati azionari hanno vissuto una settimana al rialzo, in parte anche sulle speranze che Bernanke potrebbe essere il segnale di stimolo monetario in più sulla strada, o almeno che possa indicare quali condizioni di stimolo sarebbero più probabilmente messe in essere.

Tra le opzioni che Bernanke ha e potrà far sapere al pubblico questo venerdì, ci sono un altro giro di acquisti di attività principali, ovvero un altro quantitative easing, che si propone di ridurre a lungo termine i tassi di interesse, abbassando ancora il tasso di interesse che la Federal Reserve paga alle banche per le loro riserve, oppure l’estensione della scadenza media del portafoglio attuale della Fed. Gli analisti aspettano con ansia questa azione e la decisione che ne potrà seguire.

I discorsi di Bernanke tirano su il dollaro

Il presidente della Federal Reserve Ben Bernanke ha annullato le speculazioni circa un altro round di acquisti di obbligazioni da parte della FED, facendo aumentare il valore del dollaro. Parlando dopo la dichiarazione politica del Federal Open Market Committee, Bernanke non ha detto in maniera chiara che non ci sarebbe stato un ulteriore fase di allentamento, ma ha detto in maniera abbastanza chiara che tale mossa è altamente improbabile.

L’attuale programma di acquisto di buoni del Tesoro ha cercato di stimolare l’economia degli Stati Uniti inondando i mercati di dollari, una mossa che ha diluito il valore del dollaro.

Il mercato ha preso i commenti di Bernanke come segno di riluttanza verso un terzo allentamento, il che ha avuto degli effetti positivi sul dollaro. L’euro ha perso i modesti guadagni che aveva accumulat fino a quel momento e il dollaro si è rafforzato, oltre che verso la nostra valuta, anche verso lo yen. L’indice del Dollaro ICE, che valuta il dollaro contro un paniere di valute, è salito da 74,54 a circa 74,85.

Ma cosa si attende la FED dal mercato? La banca centrale degli USA continua ad aspettarsi che la crescita economica riprenderà nel corso dell’anno, ma il tasso di interesse rimarrà ancora ai minimi storici a tempo indeterminato. Gli esperti del mercato hanno poi detto che il mercato ha problema che derivano anche da alcuni dei problemi dell’Europa, dunque è questo il probabile motivo per cui si sta vedendo ancora una situazione debole.

I leader europei stanno lottando infatti per cercare di giungere ad un accordo circa un pacchetto di salvataggio per la Grecia. La prossima scadenza importante per il paese ellenico si profila la prossima settimana, quando dovrà approvare delle nuove misure di austerità. La Grecia deve far passare tali misure per ottenere il successivo gruppo di sostegno finanziario da parte dell’Unione europea.

FED, come sapere se il suo piano funzionerà? Parte 2

Il rovescio della medaglia del QE2 , di cui abbiamo parlato nello scorso articolo, è proprio questo. Attraverso il QE2 la Fed sta cercando di spingere gli investitori a dei rischi. Molti investitori sono avversi al rischio e hanno cercato sicurezza nei titoli di Stato degli Stati Uniti, in modo che Bernanke sta tentando di renderli meno attraente spingendo verso l’alto i prezzi delle attività alternative. Con l’acquisto di obbligazioni a lungo termine, la Fed aiuta ad abbassare il tasso di interesse sulle obbligazioni.

La speranza della Fed è che l’aumento degli investimenti in azioni e in obbligazioni societarie genererà una spinta psicologica che si rifletterà sulla situazione più generale dell’economia, aumentando la spesa e la fiducia. La Fed può fare molto per tale obiettivo.

Fondamentale per il QE2 ciò che è difficile è il fatto di comunicare che ciò che realmente si vuole è l’inflazione. Questo è il motivo per cui è stato difficile spiegare quello che si sta facendo. All’inizio di dicembre si è parlato che il QE2 non funzionava perché il cosiddetto legame dei titoli di Stato a 30 anni aveva pagato dei tassi di interesse più elevati per gli investitori. Questo è esattamente l’obiettivo opposto di quello dichiarato da Barnanke e dalla FED per il QE2. Molti dei tassi ipotecari sono ancorati al legame a lungo termine, quindi i tassi di ipoteca sono in aumento. Tutto questo ha sollevato una questione: il QE2 funziona davvero? C’è chi pensa che in una certa misura il QE2 funzionerà effettivamente, secondo le parole di Donald Kohn, fino a poco fa vicepresidente della Fed.

La Fed avrà ovviamente la responsabilità di un evenutale fallimento, ma non necessariamente avrà credito per il successo, in quanto affrontare il taglio fiscale di Obama, non è facile. Tuttavia, se l’economia continua a ristagnare, la Fed potrebbe trovarsi sulla difensiva per una politica che non ha espresso.

FED, come sapere se il suo piano funzionerà?

Il piano audace ma misterioso della Federal Reserve di acquistare 600 miliardi dollari in titoli di Stato a lungo termine, fino al prossimo mese di giugno, sarà sotto il microscopio durante il prossimo 2011, anche se dovesse funzionare, in parte perché è tutt’altro che semplice.

Il piano di acquisto di bond è uno sforzo senza pari per riaccendere l’economia. Si chiama quantitative easing ed è destinato ad abbassare i tassi di prestito a lungo termine. E’ un piano controverso, per il quale i critici sono preoccupati, dato che potrebbe portare ad un’inflazione che sarà difficile da reprimere.

Che cosa Bernanke sta cercando di fare, in parte, con la funzione di quantitative easing è quello di attaccare la minaccia della deflazione, ovvero un calo dei prezzi in tutta l’economia. A causa delle scintille e dei timori sull’inflazione, le aspettative degli investitori si sono spostate verso le preoccupazioni che i prezzi possano cadere in una spirale verso il basso, uno spettro che può guidare gli investitori ed i consumatori a rimandare la spesa, come attendendo una riduzione dei prezzi, e quindi deprimere la crescita economica. Invece, l’inflazione è ora vista come una minaccia più grande, anche se deve ancora apparire e farsi veramente ed effettivamente concreta.

La distinzione è importante perché l’inflazione, ovvero un aumento dei prezzi in tutta l’economia, può accadere solo in un contesto di crescita economica. Così un bel po’ di quello che la Fed ha cercato di fare con il suo secondo ciclo di allentamento quantitativo, ora soprannominato QE2, è praticamente una guerra psicologica per gli investitori e per le loro aspettative.

Effettivamente la FED è l’unica banca, tra quelle maggiori, ad aver messo in piedi un nuovo quantitative easing. Ad esempio, la BCE o la BOE, la Bank of England, non hanno in mente di mettere in piedi un piano come questo.

USA, il lavoro aumenta

I datori di lavoro negli USA hanno creato dei nuovi posti di lavoro a maggio, secondo i dati che sono stati resi noti dall’autorità preposta. Si tratta del quinto mese consecutivo di aumenti. Questo fornisce alle famiglie degli Stati Uniti tutti i redditi necessari per mantenere la spesa e la ripresa economica, secondo quanto detto dagli economisti.

Il presidente della Federal Reserve, Ben Bernanke, ha detto ieri che la disoccupazione esistente era una cosa molto pesante, che dimostra perché le previsioni degli economisti sui tassi di interesse indicano che gli stessi resteranno bassi.

Si tratta ovviamente dei dati relativi all’andamento settimanale della richiesta di nuovi sussidi di disoccupazione, dato economico molto importante e che ci dà un’idea dell’andamento del tasso di disoccupazione. Proprio in merito a questo, le previsioni degli esperti del settore indicano che la disoccupazione scenderà ancora, dopo essere sceso al 9,9% ad aprile e al 9,8% lo scorso mese. Ricordiamo che il livello di disoccupazione aveva raggiunto il suo massimo, da oltre 25 anni, ad ottobre 2009, arrivando al 10,1%.

Gli economisti affermano che i libri paga del settore privato, che escludono i lavori governativi, saranno un ottimo indicatore della situazione del mercato del lavoro per gran parte del 2010. Il guadagno previsto da tali libri paga privati sarebbe cresciuto durante lo scorso mese di aprile. Escludendo i lavori governativi, dunque, l’occupazione è cresciuta di 116 mila unità al mese in media.

La crescita di posti di lavoro si sta diffondendo anche al di là del settore industriale. Anche i settori delle vendite stanno riprendendo forza, dato che le aziende si sono rese conto che bisogna vendere e che è il momento giusto per farlo.

Bernanke ha fatto sapere che la disoccupazione è tra le questioni più importanti per il recupero. Un elevato tasso di disoccupazione impone infatti dei pesanti costi sui lavoratori e sulle loro famiglie, così come sulla nostra società nel complesso.

Bernanke pronto al discorso in Congresso

Il presidente della Federal Reserve, Ben Bernanke, nella prossima due giorni di discorso congressuale, a partire da oggi, sarà probabilmente posto faccia a faccia con domande su come ha intenzione di porre fine alla peggiore crisi di posti di lavoro che gli USA stanno vivendo dopo la Grande Depressione.

La disoccupazione sarà un argomento di prim’ordine. C’è chi si chiede come è possibile aiutare le piccole e le medie imprese, dato che sono quelle aziende che stanno creando posti di lavoro.

I leader democratici stanno spingendo verso una stimolazione del mercato del lavoro. In Senato intanto è previsto per il voto un progetto da 15 miliardi dollari relativamente all’agevolazione delle condizioni per l’assunzione di quei lavoratori che sono stati disoccupati per almeno 60 giorni.

Il tasso di disoccupazione degli Stati Uniti scenderà probabilmente al 9,5 per cento dal 9,7 per cento del quarto trimestre del 2009 e dal 9,7 per cento dello scorso mese di gennaio, almeno secondo le proiezioni dei responsabili della Fed.

Sembra di essere nel mezzo di una ripresa senza lavoro. La lenta crescita dell’occupazione in parte riflette uno svolgimento di lavoro straordinario della crescita durante la fine degli anni 90.

Bernanke probabilmente, nel suo discorso, ripeterà che la FED prende un impegno a mantenere i tassi di interesse ancora vicini allo zero per un periodo prolungato, ovvero almeno fino a che la banca centrale ci siano dei segnali di una ripresa significativa nella crescita dell’occupazione.

C’è anche chi punta il dito contro i finanziamenti, che dovrebbero essere una conseguenza della crescita, cosa che non sta accadendo in questi momenti.

Intanto le previsioni dicono che l’economia statunitense lavorerà al di sotto del suo potenziale anche quest’anno e il prossimo anno.

Staremo a vedere come e cosa Bernanke dirà in Congresso e che reazioni avranno i mercati finanziari.

La rielezione di Bernanke si farà?


Il Presidente della Federal Reserve Ben Bernanke ha guadagnato un sostegno maggiore da parte dei senatori degli Stati Uniti per l’ottenimento del secondo mandato della sua carica. Iniziano ad essere dunque sempre di più i senatori USA che hanno deciso di votare Bernanke per la scelta del nuovo presidente FED. A questo punto il numero di probabili sostenitori di Bernanke è salito a 42, mentre solo ieri ne erano 31. C’è ovviamente anche chi si oppone alla rielezione di Bernanke, che, ricordiamo, fu scelto da Bush e venne confermato durante lo scorso mese di agosto anche dal presidente Barack Obama.

La tempistica per il voto di conferma può avvenire anche poco prima della scadenza del mandato di Bernanke, che termina il prossimo 31 gennaio. Al momento, la controversia in Senato relativamente alla rielezione di Bernanke o meno, mette ancora più in evidenza i rischi legati all’indipendenza della banca centrale USA, in un momento in cui i responsabili politici stanno stanno prendendo in considerazione una strategia per un eventuale uscita dalla fase di aiuti e rialzare i tassi di interesse.

Proprio relativamente ai tassi di interesse, Bernanke e i colleghi del Federal Open Market Committee sono tentare di mantenere i tassi di interesse vicini allo zero anche dopo l’incontro che si concluderà solo nella giornata di domani, oltre che di ripetere l’impegno di lasciare invariati tali tassi ancora per un periodo di tempo esteso.

A parte qualche lieve perplessità su alcune decisioni passate che sono state prese, c’è una cosa che bisogna necessariamente riconoscere a Bernanke, ovvero che durante i giorni più bui della recessione economica, quando il paese era sull’orlo della depressione, l’uomo Bernanke e la sua leadership nella Federal Reserve, hanno fatto la differenza.

Dunque la rielezione di Bernanke non dovrebbe essere in discussione ed è tutta una questione di voti. Con 60 voti si è anche al riparo da eventuali dibattiti sulla conferma. A livello di Forex, stiamo attenti all’andamento del dollaro, che verrà sicuramente influenzato da questa notizia.

Dati macroeconomici di inizio settimana

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L’inizio di questa settimana ha visto alcuni dati di carattere macroeconomico assolutamente importanti. In primo luogo, durante la giornata di ieri, si sono tenuti i discorsi del presidente della BCE, Trichet, e del presidente della FED, Bernanke, relativamente all’andamento delle rispettive economie e a quali misure le banche potranno porre in essere per riuscire a risollevare ulteriormente la situazione economica mondiale.

Tra i dati macro che invece saranno resi noti durante la sessione odierna, possiamo vedere l’annuncio da parte del Canada del suo tasso di interesse, le cui previsioni sono per una riconferma dello 0,25%, dunque ancora minimi storici per il paese nord americano.

In Gran Bretagna sarà pubblicato l’indice Halifax dei prezzi delle abitazioni, fondamentale per conoscere l’andamento del mercato immobiliare nel Regno Unito, l’indice della produzione industriale e quello della produzione manifatturiera. L’Halifax è previsto in aumento dello 0,80% , mentre sia l’indice industriale che quello manifatturiero, secondo le stime degli economisti, aumenteranno dello 0,50%.

L’Australia ha pubblicato il dato legato alle partite correnti, ovvero la differenza su base trimestrale dei valori delle merci che sono state esportate e di quelle che invece sono state esportate. Il dato pubblicato è stato pari a -16,20 miliardi di dollari, contro un consensus pari a – 17 miliardi di dollari. Inoltre, sempre in Canada saarà pubblicato anche l’indice NAB, che calcola la fiducia delle aziende canadesi relativamente all’andamento dei prossimi mesi del mercato.

Domani invece segnaliamo le importanti pubblicazioni da parte del Giappone, che renderà noto il suo Prodotto Interno Lordo, e della Nuova Zelanda, che invece pubblicherà il tasso di interesse. Nel primo caso si prevede un incremento dello 0,90% , mentre nel secondo caso molto probabilmente il tasso di interesse sarà confermato pari al 2,50%. Sempre domani il Regno Unito pubblicherà i dati relativi alla bilancia commerciale.