Reserve Bank of Australia tagli i tassi al minimo storico

La Reserve Bank of Australia ha tagliato il tasso ufficiale di 25 punti base, portando il tasso del denaro al minimo storico di 2,75%. Secondo il governatore della RBA, Glenn Stevens, la motivazione è legata ad un forte AUD e ad un incremento dell’inflazione. Stevens ha dichiarato che il taglio dei tassi ha l’obiettivo di favorire una crescita sostenibile per l’economia, che è attualmente “sotto tendenza”. Inoltre anche i dati sull’occupazione sono in ritardo e c’è un leggero aumento del tasso di disoccupazione. Il consumo interno rimane robusto, mentre i livelli di investimento rimangono ancora modesti. Sono questi i fattori che hanno contribuito alla decisione di tagliare i tassi.

Ci sono delle buone notizie per i consumatori dopo questo ciclo di tagli dei tassi. La National Australia Bank ha tagliato il suo tasso ipotecario dello 0,25% subito dopo l’annuncio, mentre la Bank of Queensland opererà questo taglio dal 24 maggio prossimo. Al momento il resto delle banche australiane rimane in silenzio, anche se si presume che potrebbero fare questo taglio abbastanza presto.

Dopo l’annuncio la coppia di valute AUD / USD è scesa di 60 pips, rompendo il livello di 1.022, un supporto di lungo periodo. Il prezzo sta già guardando ad un andamento ribassista, così come ci dice anche la lettura dello stocastico di lungo termine, che sul grafico giornaliero è simile a quella del grafico orario a breve termine. Nel complesso, il tono di questa coppia di valute è fortemente ribassista.

Stranamente, il tono complessivo della dichiarazione della RBA non sembra essere molto diversa da precedenti decisioni. Secondo la banca centrale, il controllo dell’inflazione rimane il bersaglio principale. L’unica differenza tra le dichiarazioni precedenti e quella appena fatta è stato il fatto che la RBA ha deciso di utilizzare alcune delle carte nel suo mazzo, in maniera più forte rispetto a quanto fatto in passato.

RBA: tassi al 2.75%

Da tenere in considerazione per questa giornata di trading la notizia del taglio dei tassi di interesse da parte della banca centrale australiana. L’economia australiana era una di quelle che aveva uno dei tassi di interesse più elevati in assoluto tra le major.

Nonostante il buono stato di salute dell’economia australiana, anche la “terra dei canguri” sta vivendo dei segnali di rallentamento e dunque la politica monetaria della RBA prova a metterci una pezza. Questo mette in evidenza come l’Australia sia molto dipendente dall’andamento dell’economia cinese, che ora sta crescendo a dei tassi molto buoni, ma che, essendo in una strada di crescita sostenibile invece di massimizzazione dei i tassi di crescita, non sta premendo al massimo sull’acceleratore, il che ha la sua influenza negativa sulla vicina Australia.

Il dollaro australiano non si è mosso in maniera eclatante, anche se in linea con l’azione della banca centrale. Il  valore del rapporto di valute AudUsd è sceso al di sotto di 1.0220, livello di supporto che teneva fin dallo scorso aprile. Il calo relativamente basso ci fa comunque capire che gli investitori hanno ancora fiducia sul paese australiano, che si trova ancora molto lontana dalla recessione che stiamo osservando da altre parti del mondo.

Ora conviene attendere la liquidità del pomeriggio, con le borse di Londra e degli USA, che veicoleranno i flussi di capitale. Secondo noi, in ogni caso, possiamo già prevedere una tenuta del sentiment.

Per la giornata di oggi non ci sono pubblicazioni particolari, per cui potremo concentrarci meglio da un punto di vista tecnico.

EurUsd

La mattina di oggi è stata all’insegna di una volatilità bassa, con l’euro ha rotto il valore di supporto statico di breve periodo che era a quota 1.3085, senza però riuscire a superare il supporto che si trova in area 1.3040. Per poter vedere altri cali di questo rapporto di cambio occorre attendere il superamento di questo valore. In questo caso il prezzo potrebbe scendere fino a 1.2975 (livello dato dai punti precedenti) . Se il prezzo non dovesse tornare al di sopra di 1.3120, allora potremmo vedere la possibilità di andare long sul dollaro americano, dato che ci sono dei punti precedenti e il passaggio delle medie mobili esponenziali che vanno a formare delle resistenze dinamiche. Le rotture diverrebbero definitive solo in caso di superamento di quota 1.3140 , con attenzione ai venti punti successivi.

UsdJpy

Nella notte abbiamo visto un tentativo di calo per questa coppia di valute, anche se non è stata in concomitanza con la discesa dell’euro. In questo momento siamo al di sopra dei supporti statici di breve periodo, che si trovano tra 98.50 a 98.75. Considerando le difficoltà di interpretare, da un punto di vista tecnico, il grafico orario, prendiamo in considerazione il grafico a 4 ore, con il quale possiamo vedere una situazione laterale (quella tra 97.00 e 100.00) che potrebbe mettere in evidenza la vendita del dollaro USA. Occorre fare particolare attenzione all’area rappresentata dalla media mobile a 21 periodi, che ha incrociato a rialzo la media a 100 periodi e che potrebbe dunque operare da supporto dinamico. Nel caso di rottura dei minimi notturni potremmo pensare di andare short.

EurJpy

Considerando la bassa volatilità per questo rapporto di cambio, andiamo anche in questo caso a vedere il grafico a 4 ore, per il quale vediamo le stesse considerazioni già viste per la coppia di valute UsdJpy.

GbpUsd

La sterlina ha visto, come l’euro, delle discese verso il dollaro, andando poi a risalire ma senza arrivare a dei nuovi massimi. Le medie orarie, a differenza dell’euro, si trova al rialzo. Possiamo prendere in considerazione l’area che si trova tra 1.5550 e 1.5520 come un buon livello di supporto. Se dovessimo vedere una discesa al di sotto dei minimi di ieri, potremmo aspettarci di vedere dei tentativi di raggiungimento dell’area che si trova tra 1.5475 e 1.5500, molto confusa in termini di punti precedenti.

AudUsd

Dopo una contenuta discesa stiamo vedendo la possibilità di una divergenza rialzista, che potrebbe essere sfruttata per andare long su questo rapporto di cambio, tenendo conto che la media a 21 oraria potrebbe bloccare la salita. Un superamento al ribasso di quota 1.0175 è necessario per poter pensare di visitare l’area attorno a 1.0115, valore toccato ad inizio marzo.

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Fitch taglia il rating di tre banche australiane

L’agenzia di rating Fitch ha tagliato le valutazioni su tre banche del paese australiano durante la giornata di oggi, portandole in linea con quelle di Standard & Poor, dicendo che la dipendenza di tali istituti di credito dai mercati di finanziamento offshore li ha resi vulnerabili alle oscillazioni della fiducia. Fitch ha tagliato il rating della Commonwealth Bank of Australia, della National Australia Bank Ltd e della Westpac Banking Corp , arrivando ad AA-. Il punteggio invece per l’Australia and New Zealand Banking Corp, già a AA-, è rimasto invariato.

Secondo alcuni investitori ed esperti del settore, questa decisione non è nulla di nuovo, solo la volontà di recuperare la posizione con le altre due agenzie di rating. Fintanto che tali istituti di credito avranno ancora la doppia A, non ci saranno cambiamenti enormi nella base di investitori, quindi il costo dei fondi da parte di investitori esteri rimarrà sostanzialmente simile. Fitch ha detto che le quattro grandi banche del paese australiano, sulla maggior parte delle misure, sono rimaste le banche più solide, pertanto ha deciso di non scendere oltre il rating del range ‘AA‘.

La mossa di Fitch, dunque, non dovrebbe andare ad influire, nel Forex, con l’andamento della valuta dollaro australiano, AUD. Il downgrade del rating delle banche australiane arriva dopo il downgrade da parte di Standard & Poor, che ha tagliato il rating di cinque banche australiane alla fine dello scorso anno, a seguito di importanti cambiamenti nei criteri che l’agenzia usa per valutare il rischio. Tutte le banche, quella volta, sono state tagliate di una tacca ad AA meno, il quarto più alto punteggio del credito sulla scala di S & P. Il taglio da parte di Fitch conclude la revisione delle banche australiane, ora dunque il paese dovrebbe rimanere all’incirca così ancora per un certo periodo di tempo.

L’euro sale aiutato dal dollaro AUD

L ‘euro ha avuto un forte rally durante la giornata di oggi, aiutato anche da un aumento a sorpresa dei tassi di interesse australiani, che ha spinto il dollaro australiano a un nuovo limite alto. La sterlina è invece scesa drasticamente dopo che l’indice di acquisto dei manager è risultato essere molto debole.

L’andamento del dollaro ha continuato ad essere dettato dalla speculazione sull’allentamento quantitativo della Federal Reserve, cye verrà presenteto dopo la riunione che termina domani. La performance del dollaro rispetto allo yen, intanto, era stata influenzata dalla paura costante di un intervento nel mercato del Giappone, soprattutto dopo che il ministro delle Finanze Yoshihiko Noda ha avvertito ancora una volta che il governo dovrebbe prendere delle azioni decisive per fermare l’ascesa dello yen.

L’euro ha inoltre avuto i suoi guadagni nonostante un recente aumento del costo del denaro irlandese e portoghese, che aumenta il rischio legato al fatto che questi paesi potrebbero essere costretti a chiedere default sul proprio debito. Gli analisti ritengono che questo problema potrebbe tornare a perseguitare l’euro, ma che la moneta unica ora è supportata dagli investitori che attendono il FOMC.

La notizia che la Reserve Bank of Australia ha incrementato il tasso di interesse di 25 punti base, portandolo al 4,75%, contrariamente alle previsioni più mercato, ha non solo spinto il dollaro australiano contro il dollaro USA, ma ha anche fatto salire la nostra valuta. La moneta unica infatti spesso beneficia di una maggiore fiducia nella ripresa economica mondiale.

A parte l’incertezza legata al FOMC, il dollaro è anche di fronte alle elezioni statunitensi di medio termine, che sono ampiamente previste nella sconfitta di Obama e verso il controllo della Camera ai repubblicani. L’impatto di una vittoria repubblicana resta poco chiaro nel lungo termine, anche se gli investitori potrebbero scegliere altri rifugi sicuri, come l’euro o il franco svizzero.

Occhi puntati sull’Australia

Il rischio nel trading sappiamo che è una cosa di cui non si può fare a meno, dato che senza rischiare non è possibile guadagnare denaro. Andando ad analizzare la situazione attualmente presente in Australia, il primo paese al mondo che ha aumentato i tassi di interesse dopo la crisi economica, vediamo che la propensione al rischio non è l’unica cosa da guardare per questa valute. Le previsioni del forex trading relativamente al Dollaro australiano vedono infatti dei possibili guadagni futuri di questa valuta sulle altre principali, soprattutto a causa della crescita esplosiva dell’economia del paese.

In effetti, la creazione di posti di lavoro e altri effetti economici positivi si sono avuto nel paese australiano. Anche la situazione in Cina non riesce a frenare la crescita dell’Australia.

Anche se le preoccupazioni del più recente inasprimento delle autorità cinesi relativamente al mercato delle valute hanno sollevato delle preoccuzioni sulla sostenibilità dell’espansione economica australiana, c’è chi continua a credere che le possibilità sono molto buone e che la RBA, ovvero la banca centrale australiana, alzerà i tassi al 4% durante la prossima riunione, che si terrà il mese prossimo.

Il dollaro australiano ha anche un vantaggio di rendimento di 300 punti base sull’euro e di 375 punti base sul dollaro, probabilmente questa valuta sarà quella predominante per questo 2010. Dunque grande attenzione, per chi volesse investire, al dollaro australiano.

Non è difficile credere che la Reserve Bank of Australia alzerà i tassi a breve. Con l’economia che si sta muovendo molto, la banca centrale ha poca scelta, se vuole mantenere l’inflazione sotto controllo.

A questo punto nel Forex teniamo controllato l’andamento del dollaro australiano nei confronti delle altre principali valute del mondo, soprattutto verso il dollaro USA e verso il nostro euro, dato che potrebbe essere possibile aprire delle interessanti posizioni.