La Svizzera sgancia il franco dall’euro, ecco cosa accade nelle economie baltiche

C’è ansia per la decisione a sorpresa della Banca nazionale svizzera di abbandonare l’ancoraggio al valore dell’euro. Il franco svizzero è salito contro tutte le valute della regione, tra cui l’euro, il fiorino ungherese e in particolare lo zloty polacco, mentre le borse in Polonia e in Ungheria sono calate sensibilmente. Durante la crisi economica globale delle altalene simili avevano rimpinzato i prestiti a basso tasso di interesse (in particolare i mutui) denominati in franchi svizzeri. Nonostante le reazioni preoccupate sulle borse, la regione è molto meglio preparata all’oscillazione dei tassi di cambio oggi di quanto non fosse sei anni fa. Il maggiore impatto del franco potrebbe essere politico, soprattutto in Polonia, paese che si sta preparando alle elezioni parlamentari in autunno.

Sono state prese delle misure più radicali per affrontare il problema dei mutui in franchi svizzeri in Ungheria, paese che ha sofferto molto nel 2009. Viktor Orban, il primo ministro salito al potere nel 2010, ha portato le banche in possesso di mutui in valuta straniera a convertirli in fiorini a tassi favorevoli. La fase finale del programma, che si svolge quest’anno, porterà l’Ungheria ad essere in gran parte risparmiata dalla maggior parte dello shock causato dalla BNS. I piani da parte del governo ungherese di convertire i prestiti in franchi svizzeri non sarebbero potuto avvenire in un momento migliore.

Ora la Polonia è il paese dell’Europa centrale più esposto ad un apprezzamento del franco. Anche se le autorità di regolamentazione polacche sono più caute nei prestiti in valuta estera rispetto alle controparti ungheresi, la Polonia ha ancora un numero significativo di prestiti in franchi, con circa il 14,6% dei prestiti in essere in valuta svizzera.

Per il momento i mutui polacchi possono essere coscienziosamente rimborsati, con solo il 3% in via posticipata. Anche se il prezzo dovesse salire, il risultato non sarà probabilmente sufficiente a minare il sistema bancario ben finanziato, che ha un coefficiente di adeguatezza patrimoniale del 15,3%. L’economia più ampia, destinata a crescere del 3,5% quest’anno, dovrebbe probabilmente metterci di fronte ad un vento contrario, anche se le singole banche, in particolare quelle che aggressivamente hanno venduto tali prestiti, vedono le loro quotazioni scendere.

Per la Polonia, ora, è fondamentale l’impatto politico della decisione. Non vi è alcun gesto politico così popolare, in Polonia così come in qualsiasi altro luogo, come una concessione ai proprietari di case. Le banche che hanno fatto prestiti in franchi svizzeri in Polonia e che sperano di ottenere indietro il loro pieno valore staranno a guardare i sondaggi con interesse.

Autore: Guglielmi Franco

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