La storia del franco svizzero

I paesi con saldi commerciali negativi e con un deficit di bilancio spesso svalutano la loro valuta al fine di investire con competitività. Alcuni dei paesi con un debito ridotto pagano meno interessi sui titoli di stato rispetto al tasso di inflazione.Esempi sono il Regno Unito e gli Stati Uniti che con la repressione finanziaria e la crescita del PIL sono riusciti a ridurre il debito ottenuto nella seconda guerra mondiale.

Allo stesso modo, la Svizzera si è affermata come un’ancora di stabilità. I motivi sono legati anche e soprattutto al fatto che l’economia della Svizzera ha delle finanze pubbliche sane, non c’è repressione finanziaria e la bilancia commerciale è fortemente positiva. Ciò ha portato ben presto ad una forte posizione patrimoniale.

Grazie alla sua posizione di creditore internazionale e alla paura della sofferenza nella storia inflazionistica della vicina Germania nel 1920, la Svizzera ha sviluppato una certa avversione contro l’inflazione e la repressione finanziaria. Insieme con la Germania, la Svizzera ha aperto la strada alle teorie monetariste nel 1970: la Banca nazionale svizzera (BNS) ha permesso alla moneta di salire solo gradualmente, utilizzando degli strumenti come i requisiti di riserva obbligatoria per le banche e dei relativamente alti tassi di interesse reali. La deviazione della  politica monetaria tra gli Stati Uniti e la Svizzera ha determinato un tasso di cambio USD / CHF in calo dal 1971.

Grazie a piccoli aumenti salariali, alla riduzione dell’inflazione e alla crescita dei salari più piccola abbiamo visto dei costi minori per le imprese svizzere. Ciò si riflette in bassi tassi di interesse.

Come ovunque, la maggior parte dei risparmi sono fatti in valuta locale e con dei maggiori risparmi la valuta locale migliora.

I bassi tassi svizzeri, un’amministrazione efficiente e il basso indebitamento hanno portato il paese ad essere quello che è oggi.

Dal 1975 l’inflazione svizzera è sempre stata inferiore all’inflazione USA. Solo in due occasioni, prima della crisi del prezzo del petrolio del 1973 e durante la bolla immobiliare svizzera nei primi anni ’90, il CPI svizzero era notevolmente superiore a quello tedesco.

Il franco, inoltre, è sempre stata una moneta molto volatile, che si è apprezzata in periodi di crisi e di alta inflazione a livello mondiale, vista sempre come porto sicuro. Durante i periodi di forti espansioni economiche globali che non si traducono in alta inflazione, il franco ha ammortizzato bene (esempi sono i primi anni ’80, la fine degli anni ’90 e il periodo dal 2005 al 2008).

Autore: Guglielmi Franco

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