Uno sguardo al Commodity Channel Index (CCI)

L’indicatore, noto anche come CCI, deve la sua nascita al trader americano Donald Lambert che lo ideò nel 1980 per individuare l’andamento dei cicli stagionali seguiti dai prezzi delle materie prime. Ciò spiega il nome dell’indicatore che, malgrado lo stesso, risulta di più ampia applicabilità rispetto al solo mercato delle commodities.
La finalità precipua fornita da tale strumento di trading è la valutazione sistematica delle deviazioni delle oscillazioni dei prezzi da un dato livello medio in un definito arco temporale.
L’idea originaria di Lambert era quella di costruire un indicatore che potesse segnalare grazie ai suoi punti estremi le fasi culminanti dei cicli, a partire dalle quali occorreva prendere atto del cambiamento di direzione operato dalle quotazioni. Non a caso, lo strumento si adatta bene all’interpretazione dei movimenti erratici di mercato e di quelle fasi in cui non vige un predefinito trend, permettendo di individuare dei livelli di supporto o di resistenza critici.

L’originalità dell’idea di Lambert nella derivazione matematica dell’indicatore

E’ opportuno chiarire che non si tratta di un oscillatore in quanto lo stesso non si muove all’interno di una fascia predefinita, tuttavia il suo ideatore ha limato tale inconveniente stabilendo una fascia di valori entro la quale l’indicatore risulta “ingabbiato” per il 70%-80% delle volte e tale fascia va dal valore -100 al valore +100. Dunque, tutti i movimenti dell’indicatore che fuoriescono da tale canale di prezzo indicano delle fasi di esaurimento del trend in atto.
La formula sulla quale si basa il funzionamento dello stesso, mirando a fotografare la volatilità del mercato, prende in considerazione la deviazione standard, tuttavia, l’originalità sta nel non considerare i prezzi di chiusura del titolo ma piuttosto un “typical price” che altro non è che la media del prezzo di chiusura, del minimo e del massimo, nell’intento di basarsi su un dato più significativo rispetto al solo prezzo di chiusura.
Matematicamente esso corrisponde al risultato della seguente formula:

CCI= [(Typical Price – Media Mobile (n periodi)]/(0,015*Dev.Standard dalla Media Mobile)

Indicazioni per operare abilmente con il CCI

cci

Operativamente, occorre prima individuare una lunghezza consona dell’orizzonte temporale di riferimento: a tal proposito, il suggerimento di Lambert è di scegliere un terzo del ciclo di tempo individuato, per cui se si utilizza un ciclo a 100 giorni è consigliata la costruzione del CCI a 30/35 giorni.
I segnali operativi si avranno all’attraversamento delle fasce estreme che delimitano il canale, per cui l’apertura delle posizioni in acquisto dovrebbe avvenire in prossimità di valori tesi al rialzo superiori a +100. La chiusura di tali posizioni, al contrario, dovrebbe avvenire non appena il CCI rientra nel canale. Per quanto riguarda l’apertura di posizioni in vendita, è bene attendere il superamento della soglia inferiore -100; tali posizioni andranno chiuse quando l’indicatore rientra nella fascia -100/+100.

Gli impieghi più redditizi dell’indicatore in base alla scelta dell’orizzonte temporale

A tal fine è utile sapere che un CCI veloce, costruito con un numero di giorni basso può essere interessante per l’utilizzo a breve termine, anche se nasconde l’insidia dei falsi segnali generati dai repentini movimenti correttivi che lo caratterizza. Di contro, però, un CCI più lento è meno erratico anche se fornisce segnali di ingresso in maniera più ritardata.
L’indicatore può fornire discreti risultati su un orizzonte di medio termine grazie a dati settimanali, soprattutto se il suo utilizzo risulta congiunto all’indicatore di Movimento Direzionale di Wilder.

Autore: Emanuela Bisceglia

Emanuela ha conseguito la laurea in Economia dei Mercati e degli Intermediari Finanziari con specializzazione in Mercati Finanziari e Finanza Quantitativa presso l'Università degli studi di Roma "Tor Vergata". Incuriosita dal mondo dei derivati finanziari, ha deciso di approfondire la materia durante la stesura della sua tesi di laurea. Successivamente, ha scoperto il mondo del trading sul Forex appassionandosene. E' il crescente interesse verso questo argomento a spingerla a scrivere nella sua rubrica intitolata "Pillole di Forex".

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