Riforma del lavoro, Poletti e la Camusso a confronto

Nel corso di questa mattinata è fissato, invece, un appuntamento con la Cisl di Raffaele Bonanni

Il dibattito con il neo ministro del Lavoro, ricercato a gran voce nel corso dei giorni scorsi dai vari sindacati, ha finalmente avuto inizio. Nella corso della tarda serata di ieri, (4 marzo ovviamente), Giuliano Poletti ha avuto un importante incontro con tutti i rappresentanti della Cgil, accompagnati dal segretario generale Susanna Camusso. Quest’ultima, neanche a dirlo, non poteva mancare, oltre al più volte citato direttore generale dell’Abi, Giovanni Sabatini. Nel corso di questa mattinata è fissato, invece, un appuntamento con la Cisl di Raffaele Bonanni, così come per la giornata del 6 marzo, ci sarà l’incontro prima con la Uil e, in seguito, anche con l’Ugl. C’è molta carne al fuoco (si può passare dalla riforma del mercato del lavoro al tanto decantato sussidio di disoccupazione, fino a parlare del taglio al cuneo fiscale e, per concludere, la questione pensioni-esodati e la feroce cassa integrazione in deroga) ma il dibattito non riuscirà a entrare nel dettaglio dato che, almeno per il momento, il Governo non ha ancora delimitato il piano principale, il cosiddetto Jobs act, e tutte le coperture inerenti.

Il nodo principale riguarda ancora il discorso inerente le risorse necessarie, che sono immense

fino a questo momento, l’unica cosa netta è il continuare velocemente sulla cosiddetta “Garanzia Giovani”, ha disposto la Camusso al termine della riunione in cui sono stati posti quelli che, lei, ritiene temi ancora importanti e scottanti (dalle pensioni agli ammortizzatori sociali): neppure il neo ministro ha rinunciato a fare una battuta in merito “sono finalmente stato in grado di scoprire cosa c’è nel Jobs act”. Il nodo principale riguarda ancora il discorso inerente le risorse necessarie, che sono immense. Stando a quanto affermano le prime stime, per dare appena un’idea, solo per quanto concerne l’indennità di disoccupazione nel 2012 sono stati spesi oltre 13,8 miliardi e con l’avvento di Aspi e mini Aspi (nel 2013) si preannuncia un aumento dei costi pari a, circa, il 30%, con una spesa che si aggira intorno ai 18 miliardi di euro.

La riforma sarà fondata su due colonne, un sussidio di disoccupazione totale e una innovativa cassa integrazione

Neanche a dirlo, la Cgil ha rilanciato la sua proposta inerente gli ammortizzatori sociali: una riforma fondata su due colonne, un sussidio di disoccupazione totale e una innovativa cassa integrazione allargata a tutte le ditte e a tutti i dipendenti (con attinenti contributi).

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