Resoconto settimanale: la vendita dell’oro regge

Chiamatelo pure controsenso, se preferite. Quel che conta, a nostro avviso, è che di questo passo sarà dura incentivare una ripresa sostenibile. I Paesi periferici manifestano evidente difficoltà nei consumi interni e uno dei pochi settori che in talune circostanze potrebbe dare un po’ di ossigeno è quello delle esportazioni. Ed ora la domanda: ma come si fa ad esportare con una valuta tanto forte come l’Euro? Forse conviene a qualcuno a discapito di altri? Probabilmente sì.

 

Il meeting della BCE, uno degli appuntamenti più attesi dell’intera settimana, si è risolto col solito – snervante – nulla di fatto. E le parole di Mario Draghi, ripetitive, paradossalmente hanno instillato un sentiment negativo che ha spinto gli investitori ad acquistare Euro in modo massiccio. In molti auspicavano un intervento della BCE e quell’impercettibile rialzo dei prezzi al consumo non può certo giustificare un’immobilità che dura da mesi. Va bene i tassi ai minimi storici, ma come incentivare un’espansione economica senza interventi di rilievo? Anche i rumors indicanti un possibile taglio dei tassi overnight sono andati a farsi benedire, così come pure chi ipotizzava l’annuncio di acquisti di obbligazioni. Non parliamo della disoccupazione, altra nota dolente. Senza scordarci degli enormi squilibri economici tra i vari Paesi dell’Unione. Un quadro che, non siamo noi a dirlo, potrebbe non durare così a lungo.

 

L’altro appuntamento attesissimo riguardava il meeting dell’altra Banca Centrale: quella Britannica. La BoE ha scelto di mantenere invariati i tassi e il QE, nonostante il netto miglioramento dei fondamentali economici registrata negli ultimi mesi. La politica monetaria espansiva continuerà, fin tanto che occupazione e inflazione – ma non solo – non raggiungeranno gli obbiettivi prefissati. Beh, ciò detto è evidente come Banche Centrali in grado di incidere sull’economia di un Paese siano ben distanti dal concetto che sta alla base della BCE.

Uno sguardo oltre Oceano

No, non ci siamo scordati degli USA. Qui la situazione, negli ultimi mesi, è mutata. Causa, presumibile, uno tra gli inverni più lunghi e cattivi di sempre ecco che l’economia a stelle e strisce ha lasciato qualche punto percentuale per strada. Come detto in altre circostanze, secondo autorevoli economisti le pessime condizioni atmosferiche potrebbero incidere per mezzo punto percentuale di PIL.

 

Ciò detto, ieri c’era grandissima attesa per il rilascio dei dati sull’andamento dell’occupazione. Il tasso di disoccupazione è stato rivisto al rialzo di un decimo di punto percentuale: da 6,6% al 6,7%. I nuovi posti di lavoro creati ad esclusione del settore agricolo hanno invece registrato un inaspettato rialzo: 175 mila nuovi posti di lavoro rispetto ai 149 mila previsti. Un bel balzo, se consideriamo che la lettura precedente aveva certificato una creazione di 129 mila posti.

Oro, il set up ha retto e procede

L’idea operativa volta alla vendita del metallo prezioso, sulla base della Wolfe Wave individuata a suo tempo, si sta rivelando corretta. Anche l’apprezzamento registrato giovedì non è stato in grado di mettere in crisi il nostro set up. Ad inizio settimana andremo a valutarlo con attenzione avvalendoci del consueto supporto grafico.

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