Renzi promette un lavoro per tutti, strategia elettorale o convinzione nei propri mezzi?

“Andremo avanti comunque per riformare il lavoro”. A molti è parso come l’asso nella manica degli ultimi spiccioli di campagna elettorale, per altri, invece, non era altro che la rivendicazione boriosa dei primi 80 giorni di passione del proprio governo. Matteo Renzi allorché pronto a mettere fine alla personale sfida elettorale nelle piazze alleate di Prato e Firenze, esporrà attraverso una conferenza stampa tutto ciò che è stato elaborato in questi 80 giorni.

Fiducioso su come andrà il voto, il premier salvaguarda la sua volontà di andare avanti, trascurando i risultati…L’importante è non dimenticarsi del problema della disoccupazione

L’obiettivo è di «trascinare il paese lontano dalle sabbie mobili», palpando interessi e ostacolando «i tanti manovratori». Fiducioso su come andrà il voto, il premier salvaguarda la sua volontà di andare avanti, trascurando i risultati, deciso a lasciare solo se gli «impediranno di portare a termine le varie riforme». A Roma, dove tutti aspettano Beppe Grillo per il finale della campagna elettorale che avrà luogo a piazza S. Giovanni,Renzi, è giunto il momento di capire cosa hanno intenzioni di fare quelli del Movimento 5 Stelle. Anche il PD sta giocandosi le ultime carte per mobilitare l’elettorato democratico fino a questa domenica. Appare anche superfluo dire che il lavoro è il Jolly che tutti stanno utilizzando. Renzi non ha intenzione di utilizzare asticelle per il suo personalissimo match elettorale. «Possiamo vincere soltanto noi e, ovviamente, non lo sto dicendo per fare semplice training autogeno», incoraggia i suoi fedelissimi a piazza del Popolo, «ora dobbiamo prenderci i sindaci, non possiamo sbagliare perché il Pd è il partito dei sindaci», cautela. Se parliamo di numeri non possiamo non dare uno sguardo alla soglia minima, al cui interno verrà misurato il successo o il tonfo del Pd.

«Se, alla fine, ci troveremo al di sotto della soglia del 25% potremo dire di aver perso su tutti i fronti»

Le ultime elezioni, in tal senso, rappresentano un vero e proprio spartiacque: «Se, alla fine, ci troveremo al di sotto della soglia del 25% potremo dire di aver perso su tutti i fronti», ha ammesso il segretario del Pd che, poi, sul palco non ha intenzione di presentare big, a cominciare dal sindaco di Roma Ignazio Marino, ma solo i puri e semplici candidati. «Rimanete sempre tra la gente» questa è la “profetica” indicazione di largo del Nazareno. Renzi, ad ogni modo, dimentica che per stare accanto alla gente occorre risolverle veramente le problematiche. E il metodo è uno solo: risolvere il problema della disoccupazione. Mancano pochissimi giorni alle elezioni e, adesso, hanno dimenticato tutti che bisogna fare i fatti in tal senso. Adesso l’unico desiderio è quello di vedere una crocetta sul simbolo del proprio partito.

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