Renzi e Cgil, sale la tensione

Volgendo lo sguardo alle cima della lista delle priorità, neanche a dirlo, c’è il famigerato Jobs act

Matteo Renzi intensifica le date del lavoro e mira a mettere a punto tutte le prime azioni di rilancio che dovrebbero iniziare già durante il corso della prossima settimana. Volgendo lo sguardo alle cima della lista delle priorità, neanche a dirlo, c’è il famigerato Jobs act. Ma, in questo caso, la Cgil ha cominciato a muovere le sue prime critiche, con la leader Camusso che ha avanzato l’accusa che il governo abbia intenzione di «sottovalutare tutte le più importante e influenti parti sociali».

Matteo Renzi su Twitter: “Iscrivermi al sindacato? Non è un rischio che ho intenzione di correre!

«Siamo a lavoro in quel di Palazzo Chigi per condurre a termine il dossier che mostreremo il 12 marzo #buongiorno», questo è il tweet mattutino che il Presidente del Consiglio ha concesso al popolo. Interessante, poi, è stata la risposta a un follower che gli chiedeva se, a seguito delle ultime prese di posizione, avesse intenzione di iscriversi alla Cgil. Appare anche superfluo sottolineare quanto la risposta in auge servisse soltanto a pungere il sindacato: «Stai tranquillo, Gaetano, è un rischio che non ho intenzione di correre! Né io né, soprattutto, la Cgil…».

Susanna Camusso: “Il tempo a disposizione del Presidente del Consiglio non è infinito”

A seguito di queste dichiarazioni, la risposta della numero uno della Cgil è stata rapida e anche molto dura: «Il tempo a disposizione del Presidente del Consiglio non è infinito. Soprattutto nel momento in cui metti a disposizione un calendario così fitto senza dire il merito che aggredisci, questo lo rende soltanto un calendario e nient’altro. Il Premier Renzi, ha un grande amore per tutti gli strumenti mediatici e tecnologici. Afferma che dobbiamo stare tutti tranquilli, perché non ha alcuna intenzione di iscriversi alla Cgil? Io non sono affatto tranquilla per quanto concerne il rapporto che lui presuppone di possedere con tutte le parti sociali più importanti. Già con Monti o anche on Letta era saltato il rapporto tra governo e le suddette parti sociali: il governo è sempre andato avanti per la sua strada fino a quanto non si è scoperto (come con la riforma delle pensioni) che, probabilmente, sarebbe stato molto più conveniente parlarne prima. Dagli errori del passato avremmo dovuto imparare tutti».
Adesso, come se non bastasse, la diatriba di Renzi abbraccia anche i sindacati…

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