Reddito per le casalinghe: una stupidaggine tutta italiana

La proposta di Michelle Hunziker e dall’avvocato Giulia Bongiorno, ideatrici dell’associazione Doppia Difesa, di offrire un reddito alle casalinghe, è a dir poco impresentabile

Il suggerimento è stato riproposto ultimamente da Michelle Hunziker e dall’avvocato Giulia Bongiorno, ideatrici dell’associazione Doppia Difesa in opposizione alla violenza sulle donne. La violenza casalinga nasce anche dal presupposto che le donne sono obbligate a rimanere perché non dispongono di alcuna alternativa economica. Nasce così l’idea di ripresentare l’eventualità di uno stipendio per tutte le casalinghe italiane vittime di violenza. Sfortunatamente, anche se l’intento è assolutamente rispettabile, il suggerimento è errato, o perlomeno mal strutturato, perché casalinga è un termine fin troppo generico, che vuol significare davvero tutto o niente. Quando si vuole sostenere le donne vittime di violenza, occorrerebbe battersi, ad esempio, per ottenere un fondo specifico per le vittime in auge.

Offrire loro una sorta di assegno evidenzierebbe ulteriormente altri problemi e, probabilmente scoraggerebbe ulteriormente le donne nella ricerca di un lavoro

Esistono milioni di donne prive di reddito che non hanno alcuna mansione. Offrire loro una sorta di assegno evidenzierebbe ulteriormente altri problemi e, probabilmente scoraggerebbe ulteriormente le donne nella ricerca di un lavoro, aggravando ulteriormente il sottosviluppo italiano. Le uniche soluzioni potrebbero essere asili nidi con costi accessibile e con orari ampliati, esoneri per baby sitter e tate, e poi sostegni al lavoro femminile. La questione inerente il reddito, poi, realizzata nel modo come lo hanno portato avanti la Hunziker e la Bongiorno, apparirebbe scellerata perché, in questo momento, tutti coloro che non dispongono di un valido reddito ma casalinghe non sono (potrebbe trattarsi, appunto, di una giovane donna senza figli che non dispone di un lavoro e che convive con un compagno è tale?) come diavolo dovrebbero fare??

Nel Belpaese, dunque, ci sono milioni di “casalinghi” e “casalinghe” che, in altre parole, non sono altro che disoccupati

Il problema dell’italiano (siamo l’unico paese in Europa, infatti, a non avere un vero e proprio reddito universale per chi non ha trovato un lavoro) consiste nell’immaginare una forma di aiuto per tutti coloro che non dispongono di un lavoro fisso, con attinenti sussidi in caso di licenziamento. Nel Belpaese, dunque, ci sono milioni di “casalinghi” e “casalinghe” che, in altre parole, non sono altro che disoccupati. Gli indegni di una “repubblica fondata sul lavoro”, dove, a dire il vero, il lavoro è così scarso, così dannatamente intermittente da non essere in grado di garantire un reddito almeno dignitoso.

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