Recupero crediti da evasione: il fisco cambia

La lotta all’evasione è stata, da sempre, centrale in qualunque governo. Questa pratica viene ritenuta fondamentale per cercare di rimettersi un po’ in carreggiata e non è un caso che paesi con un altissimo tasso di evasione fiscale, come la Grecia, abbiano poi dei problemi economici non da poco.

In Italia dovremmo vedere, nel corso dei prossimi mesi, un continuo miglioramento dell’efficacia del recupero crediti derivanti dall’evasione da parte dell’Agenzia delle Entrate, che non cercherà più di punire che fa errori involontari, non metterà più in piedi dei recuperi esclusivamente formali, né tantomeno per importi esigui, per i quali si potrebbe finire di spendere più di quello che si riuscirebbe a recuperare. Questo, oltre al fatto che danno un’idea sbagliata di quello che l’Agenzia fa per cercare di fermare l’evasione, puntando al fatto di correggere l’idea di fondo che sono sempre i piccoli quelli che pagano.

L’Amministrazione dell’Agenzia delle Entrate ha detto che per il 2016 vuole affinare la qualità dei controlli, concentrandosi in maniera particolare sui controlli più importanti, quelli per importi maggiori.

Uno degli obiettivi di questo e dei prossimi anni è anche quello di cercare di migliorare il rapporto tra contribuente e Agenzia, che dovrà essere più trasparente, chiaro, ed incentrato sul dialogo tra le parti, cosa che fino ad oggi è un po’ mancata a seconda dei casi.

Secondo Rossella Orlandi, direttore dell’Agenzia delle Entrate, bisognerà cambiare mentalità ed approccio in generale, cercando di mettersi nei panni del contribuente. Basta dunque a regole assurde, a tempistiche “bibliche”, il rigore quando viene confuso con l’arroganza.

Un’agenzia delle Entrate più umana è qualcosa che in tanti italiani auspicano, anche perché da sempre il rapporto tra cittadino e fisco è visto come qualche cosa di complesso, particolare e non sempre apprezzato, anzi. Siamo molto curiosi di vedere che cosa potrebbe accadere nei prossimi mesi.

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