Ravvedimento operoso: calcolo di sanzioni e interessi

Si parla di ravvedimento operoso per indicare la possibilità data al cittadino di regolarizzare la propria posizione nei confronti dello Stato per omesse o errate operazioni tributarie. In sostanza, se non si pagano le tasse oppure se si pagano degli importi inferiori rispetto a quanto era realmente dovuto, bisogna regolarizzare la propria posizione e cercare di farlo nel più breve tempo possibile. Il ravvedimento operoso permette di farlo in maniera spontanea, prima che possa intervenire un controllo da parte di chi di dovere.

In quanto si tratta di un ravvedimento che fa il cittadino di sua spontanea volontà perché si è accorto dell’errore commesso, le sanzioni e gli interessi che bisogna pagare sono decisamente inferiori rispetto a quelli che bisognerebbe sborsare se ad accorgersi della “pecca” fosse l’Agenzia delle Entrate. E potete star sicuri che, prima o poi, tutti i nodi vengono al pettine.

Quali sono le imposte per le quali si può fare ravvedimento operoso?

In linea generale tutte le imposte legate alla dichiarazione dei redditi, come IRPEF, IRES, IRAS e tutte le addizionali, ma anche l’IVA, l’imposta di registro, quella ipotecaria e quella catastale.

A quanto ammontano le sanzioni e gli interessi?

Il conteggio finale dipende dal momento in cui si effettua il ravvedimento stesso, secondo il dettaglio che segue:

  • Entro i primi 14 giorni (ravvedimento sprint), si paga una sanzione edittale del 15% ed una sanzione dello 0,1% per ogni giorno di ritardo (se sono 6, ad esempio, si pagherà una sanzione dello 0,6%);
  • Dal 15° al 30° giorno (ravvedimento semplificato), si paga una sanzione edittale del 15% e una sanzione ridotta del 1,5%;
  • Dal 31° al 90° giorno (ravvedimento semplificato), la sanzione edittale è sempre del 15%, la sanzione ridotta sale al 1,67%;
  • Dal 91° fino al giorno di termine di presentazione della dichiarazione (ravvedimento ordinario), la sanzione edittale sale al 30% e la sanzione per ravvedimento è del 3,75%;
  • Se si fa ravvedimento entro il termine di presentazione della dichiarazione dei redditi (ravvedimento ordinario), la sanzione edittale è del 30% e quella da ravvedimento del 4,29%;
  • Infine, se si presenta ravvedimento oltre il termine di presentazione della dichiarazione (ravvedimento ordinario), la sanzione edittale rimane al 30% e quella di ravvedimento sale al 5%.

Oltre al versamento dell’imposta ancora dovuta e delle sanzioni, bisogna anche pagare degli interessi di mora dello 0,20%.

La sanzione edittale, per chi non ne fosse a conoscenza, rappresenta il massimo che si può pagare. Per ogni illecito, infatti, le sanzioni spaziano entro dei limiti minimi e massimi, cosiddetti “edittali”.

Omessa presentazione del modello F24

Se non si è proprio presentato il modello F24 per il pagamento di un tributo per cui si è fatta una compensazione con un credito tributario, e non si deve nulla al fisco, bisogna ricordare che il modello F24 va comunque presentato. Se si è omesso, si può sanare la situazione pagando una sanzione di 6€ se il ritardo è inferiore a 5 giorni lavorativi, oppure di 19 € se inferiore all’anno.

Pagare in ritardo ma senza ravvedimento

Se non si è pagata in tempo una sanzione è altamente consigliato fare il ravvedimento operoso, altrimenti si rischia di dover pagare delle sanzioni che arrivano anche fino al 30%.

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