Prossima settimana: appuntamento con la BCE. Oro su o giù?

Siamo giunti a conclusione di una settimana che tutto sommato ha regalato qualche spunto operativo importante che per chi ama operare in intraday. Sul medio-lungo periodo, a nostro avviso, il quadro tecnico è immutato ed è evidente come gli investitori siano in attesa del prossimo meeting della BCE che si terrà ad Aprile. Ormai ci siamo, il mese volge al termine e molte posizioni verranno scontate, per cui raccomandiamo prudenza nelle decisioni che verranno prese lunedì 31 marzo.

 

Dicevamo della BCE. Ovviamente lo snodo cruciale è quello di capire se si interverrà per cercare di imprimere un’accelerazione all’inflazione, scesa nuovamente di un decimo di punto percentuale dopo il timidissimo tentativo di ripresa messo a segno poco prima della precedente riunione della Banca Centrale. Rialzo che presumibilmente diede modo a Mario Draghi & Company di proseguirà lungo quella strada d’immobilità che sta mantenendo l’Euro forte rispetto a tutte le principali Majors. E sappiamo bene cosa significhi, in una fase di timida ripresa economica come l’attuale, avere una valuta troppo forte. L’unico Paese ad avvantaggiarsi della situazione sul fronte bilancia commerciale, ovviamente a livello di Eurozona, è la Germania. Gli altri, specie quelli periferici, continuano a soffrire.

 

C’è da auspicarsi un intervento – quale, verrebbe da chiedersi – di politica monetaria che possa darci modo di consolidare quei cenni di crescita visti negli ultimi mesi. L’economia reale è qualcosa che dovrebbe interessare maggiormente la BCE, soprattutto si dovrebbe trovare il modo di assicurare che la liquidità immessa nel mercato – ad esempio nel circuito bancario – vadano a finire nelle tasche di tutti e non in quelle di pochi.

I dati settimanali

In tema di dati macro economici, la settimana che segnerà il passaggio tra marzo e aprile ci darà modo di operare su picchi di volatilità probabilmente elevati. Vediamo perché.

 

Lunedì avremo il dato sulle vendite al dettaglio tedesche e il PIL francese, mentre per quel che riguarda gli USA si aspetta il rilascio dell’indice PMI del Chicago. Martedì altra giornata importante sul fronte tedesco: avremo il dato sulla disoccupazione. Tasso di disoccupazione che verrà rilasciato anche per quanto riguarda l’Eurozona e sempre dall’Eurozona (così come per la Gran Bretagna) avremo il PMI Purchasing managers. Dagli Stati Uniti riceveremo il dato sul ISM manifatturiero.

 

Mercoledì avremo un calendario economico più povero, con in programma principalmente l’indice PMI del settore edile britannico e la variazione occupazione non agricola dagli USA. Giovedì l’attenzione sarà tutta rivolta all’appuntamento certamente più importante dell’intera settimana, ovvero il meeting della BCE che sarà chiamata a pronunciarsi in materia di tassi d’interesse. Possiamo anticiparvi che stante le previsioni degli esperti interpellati, non dovrebbero esserci variazioni.

 

Venerdì, infine, chiusura col botto: avremo il tasso di disoccupazione USA e sempre dagli Stati Uniti l’importantissimo dato sui NFP. Secondo gli economisti interpellati i nuovi posti di lavoro creati dovrebbero salire, passando dalle 175 mila precedenti alle attuali 200 mila.

 

Insomma, non avremo modo di annoiarci, questo è sicuro. Nei prossimi giorni vi ragguaglieremo circa l’operatività su alcune coppie di valute e sulle materie prime, perché l’osservazione tecnica di questi giorni ha consentito di individuare altri interessanti setup.

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