Prossima riforma del lavoro e delle pensioni, ecco alcune nozioni incoraggianti

Non è da escludere che una parte importante delle risorse svincolate attraverso il taglio del cuneo fiscale possa essere utilizzata per ingrandire gli assegni più deboli

Il ben noto Jobs Act ideato dalla truppa Renzi, accoglierà misure per consentire l’immediato rilancio del lavoro nel nostro paese. Solo a margine implicherà il settore della pensioni nel Belpaese. Sebbene le pressature dei sindacati e gli sbocchi di una parte importante del Partito Democratico, l’appuntamento è stato soltanto rinviato. Nondimeno, però, non è da escludere che una parte importante delle risorse svincolate attraverso il taglio del cuneo fiscale possa, alla fine, essere utilizzata per ingrandire gli assegni più sottili. Senza, dimenticare, poi, che ci sono alcune situazioni piuttosto pressanti da aggredire in tempo svelti come, ad esempio, quelle concernenti la legge 104, a cui fanno relazione tutti i lavoratori che curano un parente disabile.

Il primo passo dovrà essere la produzione di un innovativo codice del lavoro che contenga e faciliti tutte le norme che andranno migliorate

Tra i primi obiettivi del piano del lavoro c’è sicuramente l’alleggerimento delle spese inerenti lavoro per le aziende mediante un taglio dell’Irap del 10%; la diminuzione delle numerose classificazioni contrattuali e , per i laureati e diplomati, l’immissione del contratto di inserimento a garanzie maturanti; il cambiamento degli ammortizzatori sociali, con la verifica dell’assegno globale per chi perde il proprio lavoro; la produzione di un innovativo codice del lavoro che contenga e faciliti tutte le norme; l’inizio della presunta Garanzia giovani; la rimozione del dirigente a tempo indeterminato all’interno del settore pubblico.

Renzi: “State tutti tranquilli, non mi iscriverò alla Cgil”, Camusso: “Io non mi sento tranquilla del suo rapporto con le parti sociali”

Tutti coloro che contesteranno le scelte del premier Renzi non possono che trovare, nei sindacati, il primo e più importante alleato. Susanna Camusso ha accusato il toscano di “sottovalutare troppo il rapporto con tutte le parti sociali”. Quelle del leader della Cgil sono parole veramente dure. Tutto questo è partito dopo che Renzi, in un tweet, ha scritto “State tutti tranquilli, non mi iscriverò alla Cgil”, la Camusso ha replicato: “Il presidente del Consiglio gode di troppo amore per tutti gli strumenti mediatici. Afferma che dobbiamo stare tranquilli perché lui non s’iscriverà alla Cgil? Io non mi sento tranquilla a causa del rapporto che lui crede di poter avere con tutte le parti sociali”.
A questo punto viene da chiedersi se, davvero, qualcuno sta pensando alle riforme.

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