Primo Ingrediente Del Sistema: Il Trend

Eccoci di nuovo qui ad introdurre questo promettente sistema di trading.
Nel primo articolo abbiamo affrontato alcune domande fondamentali per capire un po’ di che sistema si tratta, quali sono le aspettative e a chi è rivolto, potete trovare tutto qui.
Dal titolo si può capire già che si tratterà di un sistema trend-following. Solitamente a questo punto, so per esperienza, che scatta una sorta di entusiasmo innato: “ah bene, è un sistema semplice che segue il trend, mi fa piacere, nulla di complicato”. Esatto, per molti seguire il trend significa non fare nulla di complicato, ma semplicemente acquistare quando il prezzo sta andando su e vendere quando il prezzo sta andando giù, purtroppo non è così.
Prima di tutto, questo sentimento positivo nei confronti dei sistemi trend-following è giustificato perché su molti manuali è possibile apprendere che fare soldi sul Forex è facile, bisogna capire il trend principale ed investire in esso evitando i falsi segnali… vi assicuro che è molto più facile a dirsi che a farsi!
Detto questo, non voglio sminuire quell’entusiasmo iniziale, voglio solamente chiarire che non è facile individuare un trend e, anche una volta individuato, non è facile guadagnare così come si legge in giro.
Quindi sembra che abbiamo due problemi: come individuare un trend e come guadagnare una volta identificato. Oggi ci occuperemo di una buona parte del primo problema.

Individuare un trend, la teoria di Dow

Charles Dow distingueva 3 tipi di trend:
– Trend principale – da 3 mesi ad un anno o anche più;
– Trend secondario – da 3 settimane a 3 mesi;
– Trend minore – da pochi giorni a 3 settimane.

Quindi potremmo pensare di vedere il trend principale su un grafico weekly, il trend secondario su un grafico daily e un trend minore su un grafico orario o anche inferiore.
In realtà vi anticipo che andremo ad analizzare il trend velocemente sul weekly e sul daily, per poi concentrarci un po’ di più sul 15M (oppure su H1 per chi vuole una strategia più tranquilla di lungo periodo).
Ma passiamo all’individuazione del trend vera e propria.
Si ha un uptrend quando si formano massimi e minimi relativi man mano crescenti. Dal grafico potete vedere che c’è una sorta di zig-zag verso l’alto.

minmax

 

Si ha un downtrend quando si formano massimi e minimi relativi man mano decrescenti. Anche qui è evidente dal grafico che si va pian piano verso il basso.

maxmin2

 

Si ha un trend laterale (sideways trend) quando massimi e minimi relativi sono delimitati entro determinati livelli di prezzi. Per capirci meglio potremmo dire quando i massimi non riescono a superare una data resistenza e i minimi non riescono ad andare oltre un supporto.

sideways trend

 

Questi concetti teorici, presi in prestito da Dow, ci serviranno per un’analisi generale dei trend in atto, mentre nel prossimo articolo ci occuperemo di come dare uno sguardo più da vicino al trend, utilizzando anche qualche indicatore (nulla di complicato!), e daremo qualche definizione più concreta.
Anche per oggi è tutto, come al solito dubbi e domande sono sempre ben viste.
Appuntamento alla seconda parte dedicata al trend, ciao a tutti e buon trading.

Autore: Federico Sellitti

Classe 1990, Federico si avvicina giovanissimo al mondo del trading, ed in particolare agli investimenti sui mercati valutari, grazie ad un corso di Finanza tenutosi nella sua provincia. Laureando in Economia e Commercio, ha una forte passione per le scienze statistiche e l'analisi tecnica sui mercati finanziari, inoltre pratica il gioco degli scacchi a livello professionistico, con diversi riconoscimenti e titoli in ambito nazionale ed internazionale.

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